giovedì 23 aprile 2009
“Anno zero”, “Report”, Organigramma RAI nell’esposto al Consiglio d’Europa. Berlusconi, la menzogna di stato e l’omissione di notizia

di Lucio Manisco
Silvio Berlusconi, trattato nel consesso europeo come un imbarazzante Ahmadinejad da burletta, sostiene che il suo prestigio personale tra i capi di governo del vecchio continente ha raggiunto livelli senza precedenti nella storia nazionale. Gli operatori italiani dell’informazione, da tempo proni davanti al potere come vescovi durante la consacrazione davanti al Papa, vengono denunziati dal premier come calunniatori, faziosi e sinistroidi a differenza dei loro colleghi all’estero che sanno apprezzare i suoi meriti di grande statista democratico, di leader innovativo della diplomazia internazionale, di economista che con i suoi energici interventi sta portando il mondo intero fuori dalla recessione. Il tutto mentre i giornalisti stranieri, la banca centrale europea, l’O.C.S.E. denunziano la paralisi e la mancanza di trasparenza nella gestione italiana della crisi, il “Guardian” (articolo di fondo del 30 marzo 2009, “Fascism’s Shadow”) denunzia un’involuzione fascistica nella guida autocratica del nostro paese, lo “Indipendent” del 20 marzo intitola una sua inchiesta “La marcia di Mussolini nel flusso corrente della politica italiana”: non dissimili i commenti di giornali e periodici come il Frankfurter Rundschau, Le Monde, l’Economist, il Financial Time, il New York Times.
Con poche eccezioni trionfa nel nostro paese la menzogna di stato e contro due di queste eccezioni, ultimi isolati esempi di giornalismo investigativo, “Report” di Milena Gabanelli e “Anno zero” di Michele Santoro si scatena la furia censoria di un Berlusconi assiduo frequentatore mediatico delle macerie de L’Aquila. Su istanze aspramente critiche del suo ministro per l’economia Tremonti, la Gabanelli viene deferita ad un “comitato etico” della RAI per aver posto in luce le baggianate della Social Card; a Michele Santoro, sempre in seguito alle proteste del Presidente del Consiglio, il Direttore Generale della RAI con l’assenso del suo neo-presidente viene ordinata una puntata “riequilibratrice” delle sue inchieste sulla carenza di interventi preventivi sul terremoto da parte della Protezione Civile (il coro dei Berluscones inneggia a Bertolaso santo subito) e al conduttore viene imposto di sospendere la collaborazione di Vauro Senesi, il più noto ed il più caustico dei vignettisti politici del nostro paese. Santoro risponde a picche e il Capo del Governo, più acrimonioso che mai, apre un nuovo fronte che non è certo nuovo: in una riunione a casa sua decreta le scelte dei nuovi dirigenti della RAI, scelte che statutoriamente spetterebbero al Consiglio di amministrazione del Servizio pubblico; poi nega di averlo fatto; poi dice che le indiscrezioni pubblicate dalla stampa non rispondono a verità, perché lui sa prima ancora delle deliberazioni del C.d.a. quali saranno queste scelte.
A questo punto due ex-parlamentari delle assemblee legislative italiane ed europee, Giuseppe Di Lello e il sottoscritto, coadiuvati dal giornalista Alessandro Cisilin, consapevoli che i loro passaporti asseriscono la loro qualifica di cittadini della U.E. e poi della Repubblica Italiana, in un ricorso al Consiglio d’Europa, denunziano con ampia documentazione la gravità dei tre episodi, chiedono all’assemblea di Strasburgo un’indagine conoscitiva sui crescenti attacchi del Presidente del Consiglio alle residue libertà e indipendenza dell’informazione in Italia e un perentorio invito al Governo e al Parlamento del nostro paese di osservare i rilievi critici sull’informazione già più volte mossi all’esecutivo italiano dal Parlamento Europeo e dal Consiglio di Strasburgo.
Erano stati Indro Montanelli una quindicina di anni orsono e più recentemente lo scrittore Antonio Tabucchi a identificare in quella Europea l’ultima spiaggia su cui erigere la difesa delle nostre libertà, oltretutto perché gli operatori dell’informazione nazionale, con le solite, rare eccezioni, hanno da tempo disertato questa e ogni altra difesa.
L’ultima riprova del reato di omissione di notizia è stata registrata sull’esposto al Consiglio d’Europa da parte dei grandi organi dell’informazione.
Delle tre agenzie stampa, una sola, la ADNKRONOS ne ha fornito un resoconto e poi in un pastone lo ha fatto il manifesto, mentre una menzione è apparsa su Il Giornale. Se ne sono naturalmente occupati Articolo 21 e MegaChip: Assordante il silenzio di La Repubblica, del Corriere della Sera, dell’Unità e dei “furbetti del giornalino” che reggono le vacillanti fortune di un residuale piccolo organo dell’opposizione.
“Per rendere schiavo un popolo – ammoniva Jean Paul Marat – prima di ogni altra cosa è necessario addormentarlo”. Il manganello mediatico vibrato da Silvio Berlusconi sulla libertà e l’indipendenza dell’informazione sta applicando in termini invertiti e perversi il monito del grande rivoluzionario francese, sta cioè immergendo in un sonno profondo l’opinione pubblica nazionale. Oggi come mai prima è urgente e necessario impedire che questo sonno divenga irreversibile e coma terminale della democrazia nella Repubblica Italiana.
Musica, video, file sul Web è incubo ingorgo

di VITTORIO ZAMBARDINO
Anche Internet "invecchia"? È vero che la rete potrebbe rimanere congestionata come la tangenziale alle otto di mattina, finendo col trattare i file di YouTube come automobili in coda, ingolfata dalle nostre abitudini che "mangiano banda passante"? Ci ritroveremo a rosicchiare le unghie mentre il sito non appare, sperando che qualcuno ci offra una corsia preferenziale? E sarà vero che la rete diventa di mese in mese sempre più vulnerabile agli attacchi dal "lato oscuro della forza ", spie e gangster virtuali, sempre all'opera per mettere in atto qualche truffa o lavorare per conto terzi nello spionaggio politico e industriale? Su questo c'è scontro tra scienziati e "allarmisti".Che sia necessario innovare è un'idea che trova d'accordo anche Tim Berners-Lee, uno dei due inventori del World Wide Web che ha detto a Madrid: "Il web del futuro, ovvero il web 3.0, sarà senza barriere, più accessibile per tutti e da ogni tipo di dispositivo, dal telefono all'ebook". Ma il fisico che al Cern, insieme a Robert Caillau, concepì nel 1989 il servizio che oggi ci fa navigare tutti, ha una visione ottimistica, aperta e collaborativa della rete. Si fida di chi "ci vive" e più che sui pericoli mette l'accento sul concetto di "apertura" e circolazione di notizie, conoscenze e tecnologie.
Ci sono invece gli allarmisti. "La rete ha dei limiti" ha scritto Libération pochi giorni fa. Ripetendo le accuse a loro volta contenute in una lunga inchiesta di John Markoff, giornalista del New York Times, sì, ma anche tecnologo e docente a Stanford, che nel febbraio scorso ha messo a rumore l'ambiente con il suo saggio-provocazione: "Abbiamo bisogno di una nuova internet?". Markoff riprendeva le tesi dei tecnologi del Clean Slate Program, un gruppo di lavoro che proprio nella sua università sta mettendo a punto gli elementi base di una internet "più sicura".
Il Clean Slate Program. Punti chiave del progetto sono sia il problema della "saturazione" - l'ingorgo dovuto alla crescita del traffico e alla sua qualità: i file video, la musica, i film, il multimedia dei "social network" - sia quello delle falle che in alcune occasioni (non molte, per la verità, ma clamorose) sono state utilizzate per bloccare e saturare i server di siti importanti. O per deviare i clienti di una banca su false pagine (il "phishing"). O semplicemente per rubare informazioni.
Infine - ma è il punto di maggior conflitto tra "apocalittici" e "tranquillizzatori" - il Clean Slate punta contro un "sancta sanctorum" della cultura digitale per poter soddisfare una richiesta di tutte le polizie del mondo: l'anonimato e il suo smantellamento. La necessità di identificare con certezza "chi" sta facendo "cosa" sulla rete: se questo è un bit, voglio sapere chi lo manda e dove lo manda.
La tempesta si spiega anche con il fatto che quello di Stanford è uno dei nomi sacri di internet. Qui è nato l'algoritmo di Google. Chi fa tecnologia a Stanford non è un incompetente. E però. Se è vero che le tesi di Stanford piacciono alle aziende di telecomunicazione, che non hanno mai amato l'internet gratuita e aperta, e se è altrettanto vero che potrebbero dare una grossa mano ai tanti governi nazionali che si adoperano per filtrare e controllare i contenuti, è vero pure che la loro diffusione scatena un rifiuto totale da parte della comunità tecnico-scientifica.
Alberto Ciampa è un matematico che presso la sezione pisana dell´Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare) è una sorta di architetto dei centri di calcolo. Dice: «Questi allarmi mi sembrano molto sovrastimati. Per capire il problema pensiamo ad una rete di strade. Se consideriamo i rettilinei dico che la situazione del traffico è fluida. Qualche problema nasce agli incroci, dove bisogna smistare le auto, cioè i dati. Qui ci sono delle criticità, ma parlare di saturazioni, crolli e catastrofi è davvero folcloristico: la capacità di banda della rete cresce con grande anticipo sul carico, ci sono studi continui per migliorarla. Anche delle fragilità, poi, si parla come se internet fosse una prateria abbandonata a se stessa: al contrario, se c´è una violazione i responsabili del sistema sono avvertiti entro dieci minuti. La rete ha i suoi presìdi, le sue sentinelle, non è una terra desolata».
In effetti sul tema della saturazione è intervenuto un insospettabile, sia per competenza che per curriculum. Andrew-Odlyzko, matematico della Minnesota University, ha lavorato a lungo con la Cisco (l'azienda che produce l'hardware, il "motore" dei server che fanno andare la rete). Di recente Odlyzko ha scritto che in realtà il traffico internet cresce troppo poco rispetto a quanto dovrebbe fare per poter garantire la crescita economica dei paesi occidentali.
Enrico Mazzoni all'Infn di Pisa è l'assessore al traffico del centro di calcolo. Si occupa di dodici reti, è un fisico e non solo non crede alla "saturazione": «L´unica vera saturazione è quella degli indirizzi. A tendere potrebbero esaurirsi perché la rete sta crescendo in modo molto rapido». Ma si oppone anche all´idea che sia necessario lavorare ad un nuovo protocollo: «I cinesi, che sono oltre un miliardo, stanno già lavorando con il prossimo protocollo, l'IPV6. Consente alti volumi di traffico, è sicuro, permette di pensare a una rete del futuro. Certo se ci aspettiamo che possa ancora bastare il protocollo IPV4, progettato negli anni '70, quando la rete la usavamo noi scienziati e i militari, ed eravamo tutti "galantuomini", legati a un codice di lealtà e di scambio delle informazioni su base di onestà e collaborazione, ci illudiamo. Ma non è che noi si sia dormito nel frattempo».
L'internet degli scienziati. Che è esattamente l'argomento dei fautori delle nuove reti chiuse: bisogna superarla, perché è cambiata "l'etica" vigente in rete. Bisogna creare nuove forme di controllo. Alberto Berretti, docente di sicurezza informatica a Roma Tor Vergata, è durissimo: «Vogliono riportate la gente allo stato di utenti e consumatori, mentre oggi le persone digitali sono soggetti che parlano, scrivono e dicono la loro. Hanno visto il caso Obama e si sono spaventati. La rete sposta voti, la rete fa consenso, loro non controllano la rete. Quindi vogliono chiuderla. Al suo posto vogliono creare tanti orti recintati, nei quali si legge, si guarda e si consuma quello che decidono i padroni dell'orto. Vogliono rifare il Minitel. Un posto dove si fa shopping e dove, magari, senza tanti complimenti, sia possibile controllare le opinioni delle persone».
Non c'è proprio neanche l'ombra di un pericolo, gli allarmi sono proprio così strumentali? «Gli allarmi non sono strumentali, ma sono narrati in modo paranoico. Tutto è addebitato alla rete, i problemi invece si trovano ai suoi confini: sono le macchine, i computer che si collegano che non sono difesi da virus e attacchi. Sulla rete c'è il crimine come ovunque nella vita. Rappresentare il crimine in modo folle, enfatizzare i pericoli fino a parlare di "11 settembre della rete", è un'altra cosa. Significa voler mettere le mani nella democrazia».
I vaccini trasformati in orrore del secolo

E' la conclusione dell’ultima Commissione d’Inchiesta sull’Uranio impoverito
di Bruna Spagnuolo
Mi sa che i film dell’orrore siano soltanto animazioni per educande e che il vero horror, ormai, sia appannaggio delle più insospettabili componenti sociali. Questo è quanto mi viene in mente, leggendo una notizia come la seguente: «La Merck ammette l’inoculazione del virus del cancro» (ovvero: “la Divisione Vaccini della farmaceutica Merck ammette di inoculare nella gente il virus del cancro per mezzo dei vaccini”!!!). Tale scoperta è stata fatta dallo studioso di storia medica Edward Shorter, quando ha condotto un’ intervista per la televisione pubblica di Boston (WGBH) e la Blackwell Science.
Detta intervista era talmente sconvolgente che è stata ‘censurata’ senza se e senza ma ed è stata tagliata dal libro The Health Century. La Merck ha tradizionalmente iniettato il virus SV40 (e anche altri- Signore aiutaci!) nella popolazione di tutto il mondo, Edward Shorter lo ha scoperto, ma il mondo non ne è venuto a conoscenza. È il filmato In Lies we trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism (che non ha una diffusione urbi et orbi, purtroppo, perché è stato prodotto dalle associazioni di tutela dei consumatori e dal Dr Leonard Horowitz -esperto di salute pubblica) a contenere l’ intervista in cui il Dottor Maurice Hilleman (il maggior esperto di vaccini del mondo) spiega come e per quali motivi la Merck “ha diffuso” AIDS/ leucemia e vari mali mondiali terrificanti e come “si è scoperto” che i vaccini venduti al terzo mondo “contengono” un ormone (l’ormone B-hCG). Detto ormone, inserito in un vaccino, rende sterili.
Vorrei tanto che questi orrori fossero invenzioni senza fondamento, ma… ci sono conferme dolorose e… scoraggianti che ‘fanno davvero cadere le braccia’: la punta di uno di questi iceberg-horror mondiali è stata dipanata dalla Corte Suprema delle Filippine, giungendo alla conclusione che “sono” tre milioni le ragazze e le donne (filippine, nigeriane, tailandesi, ecc.) che sono state ‘vaccinate’ e rese sterili (…come non inorridire di fronte all’abuso-sopruso contro il diritto più sacrosanto del genere umano e a una simile ingiustificata criminale violenza contro tante vite innocenti individuali? Come accettare che individui con intenti così criminali possano definirsi ‘umani’…?). Si parla tanto della condizione della donna nel mondo ‘povero’ e non si conoscono cose come questa violenza gratuita e orrenda inflitta alle donne (del mondo povero) da un mondo ricco che lo stesso mondo ricco ignora…
Porre delle domande mi pare d’obbligo: chi c’è dietro i criminali ‘singoli’? Le case farmaceutiche possono decidere di tramare e di portare a compimento dei crimini contro le popolazioni mondiali in tutta libertà…? Dove sono coloro che devono controllarle? Dov’erano mentre menti e braccia criminali inoculavano la gente con semi di morte/ mutazioni genetiche/ sterilità? Le case farmaceutiche disoneste hanno licenza di uccidere? Possono perpetrare, attraverso i vaccini, tutti i delitti che vogliono?
Per documentarsi:
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C’è chi sostiene che i casi di leucemie e di tumori che hanno mietuto vittime (170 morti e 2600 malati, entro il 2007) tra i militari italiani non dipendano in realtà dal DU, ma dai vaccini; che 1.427 di dette vittime militari non siano mai state in zone di guerra; che il personale non militare che si è recato nei Balcani (senza aver subito vaccini) non abbia contratto leucemie o tumori (ciò non è vero).
Tutto ciò è da prendere con la dovuta considerazione, senza dimenticare, però, che in medio stat virtus: la responsabilità dei vaccini non va sottovalutata - è gravissima - richiede provvedimenti urgenti (sociali-civili-penali), ma non toglie ai bombardamenti con DU nessuna delle nuance cupe e spaventose che li caratterizzano.
Non condivido coloro che pongono la questione nei seguenti termini: “uranio o vaccini?”, perché le due cose sono concause parimenti dolose e ingiustificabili inflitte da uomini ad altri uomini (per causarne malattie terrificanti e morte), ma prego Dio di illuminare chi di dovere perché vigili su chi potrebbe (può, attraverso gli ‘aiuti’ alla ‘salute’) nuocere alla vita dei popoli (perché a noi cittadini senza potere decisionale non resta altro che fidarci di chi è deputato a difenderci). Non ci sono parametri adatti a catalogare coloro che usano i vaccini come mezzo di diffusione di malattia e morte. Quegli individui formano una categoria a sé stante: quella delle forme di vita che albergano in se stessi una scintilla avariata della vita stessa.
Girare attorno al problema non serve: i vaccini sono nati dagli sforzi di coloro che volevano sconfiggere le malattie-piaghe mietitrici di numeri inaccettabili di vite umane. Sono il simbolo dell’amore per ‘la’ vita umana. Soltanto i Genobaca, dueños di una spora marcia e distruttiva della vita universale possono concepire la diavoleria malata di inserire in un principio salvante un contorto target distruttivo.
I vaccini killer hanno agito nell’ombra per un tempo infinitamente (troppo) lungo e sono stati portati allo scoperto da vari guardian angels della categoria medica (ai quali va tutta la gratitudine di cui sono capace e dovrebbe andare quella del mondo). È grazie agli studiosi benefattori che i vaccini sono stati oggetto di ‘lavori’ in alto loco/ hanno ‘fatto notizia’, come nel comunicato stampa del Dicembre ’95 (“ Universo Bambino per Mutazioni Genetiche da Vaccino + Militari ammalati dai Vaccini + Interrogazione Parlamentare + Contenuto dei Vaccini + Come si producono i Vaccini”)/ hanno formato ‘materia’ di studio per la Commissione senatoriale d’inchiesta.
Il 26 Luglio 2007 si è tenuta l’audizione della Commissione Senatoriale di Inchiesta sull’Uranio Impoverito e su ‘Altre’ cause di nocività per i Militari italiani. Il professor Nobile (oncologo, specialista del S.S.N. in pensione, libero docente dell’Università di Siena, dove ha solo depositato la docenza in Semeiotica chirurgica conseguita a Roma, come prescrive la legge, senza mai ricoprire incarichi universitari, presidente della sezione di Siena della Lega italiana per la lotta contro i tumori), nell’ambito di detta audizione, ha preso in considerazione il vaccino come farmaco, ha fatto cenno ai dibattiti pro e contro la profilassi vaccinale ed, evitando di addentrarvisi, ha dato per scontata l’innocuità dei costituenti dei vaccini, ma ha precisato che innocui non sono con assoluta certezza e ha fatto riferimento ai foglietti delle istruzioni (definiti “bugiardini”), che vengono compilati in modo diverso da ognuna delle aziende produttrici.
L’elasticità (dolosa) delle informazioni contenute nei “bugiardini”, cui il professor Nobile fa riferimento, si riferiscono agli antigeni (vivi/ attenuati/ uccisi), agli agenti coniugati (da conservanti e stabilizzanti), agli adiuvanti (per far “adiuvare”–e prolungare l’effetto- si ricorre a metalli pesanti come il mercurio -che solo in Italia non è stato vietato- e all’alluminio, pericolosi per la salute dei vaccinati).
Il professor Nobile ha ribadito che i metalli pesanti sono tossici (perché penetrano nell’organismo; si accumulano nelle ossa, nel fegato, nei reni, nel sistema nervoso e nel grasso; bloccano importanti reazioni enzimatiche; alterano il metabolismo e gli scambi energetici, «fino a provocare malattie autoimmuni, tumori e malattie cronico-degenerative come l’autismo, la sclerosi multipla, il Parkinson, l’Alzheimer»), che «le intossicazioni più frequenti sono da piombo, arsenico, cadmio, alluminio e mercurio -gli ultimi due metalli sono presenti come adiuvanti in diversi vaccini», che (come dice di aver rimarcato nell’Allegato 6) «eventuali danni da vaccini rappresentano un problema comune a tutta la popolazione vaccinata, sia civile che militare», «che nel nostro Paese le competenti Autorità sanitarie militari non sono orientate a ricercare, raccogliere e quantificare tali danni in base all’obbligo della loro denuncia (V. legge 210 del 1992 all’allegato 12) come avviene per i civili né a catalogarli in appropriati database, soprattutto per prevenirli».
Le informazioni contenute nella relazione del professor Nobile sono fatte per togliere il sonno a chi non sia affetto da ottusità e indifferenza. Contengono implicazioni uncinate di diversa natura, ma voglio soffermarmi su alcune di esse, in particolare: come si può ‘ricevere’ (accettare-metabolizzare-‘digerire’) il pensiero che portare i bambini a ‘fare le vaccinazioni’ possa, in qualche modo, voler dire somministrar loro sostanze-pilota dei semi di malattie autoimmuni, tumori e malattie degenerative?
Come si può accettare che sostanze così tossiche si possano inoculare ripetutamente ai ragazzi e ai giovani, causando un accumulo inevitabile delle quantità definite ‘minime’ (che, con il tempo, minime non saranno più…)? Come si può sottoporre i soldati a vaccinazioni continue (necessarie soltanto al ‘mercato’ redditizio di chi lucra sui vaccini, senza alcun riguardo per la vita umana…)? Tutto avrei pensato, ma non questo. Sapevo e so che in nome del ‘guadagno’ si sono perpetrati da sempre delitti senza giustificazione, ma non avrei mai pensato possibile che tale principio crudele e senza patria-valori potesse essere applicabile ai vaccini… Ciò è davvero too much…
Dio benedica il professor Nobile e dia al mondo parecchie sue ‘duplicazioni’, perché c’è tanto bisogno di menti esperte, qualificate, straordinarie e oneste che gridino il vero e lo martellino nelle menti di chi governa fino a quando almeno qualche buona spora vi entri, attecchisca e porti qualche buon frutto. Mi auguro che le sue parole siano arrivate forti e chiare to whom it may concern, perché occorre un controllo (vero) che vada oltre le omertà assassine responsabili degli abusi di potere che possano trasformare le case farmaceutiche in vere e proprie fabbricanti di genocidi. È davvero terribile pensare che, là dove gl’interessi aziendali sono vere fucine di fortune economiche immense, è difficile immaginare ‘controllori’ irreprensibili e severi (e non è difficile supporre che la facilità di circolazione della ricchezza possa comprare parecchie coscienze…).
È proprio vero che i problemi non vengono mai da soli: se anche presumiamo che i vaccini siano un ‘male’ necessario, abbiamo comunque molto da pensare…
Il professor Nobile, in relazione alla somministrazione dei vaccini ai militari, ha rilevato che le modalità pratiche con cui si effettuano le vaccinazioni possono differire:
1) per sede
2) per comportamento del personale addetto
3) per osservanza delle norme prescritte per la conservazione dei vaccini alle temperature raccomandate (da sottozero a temperatura ambiente)
4) per inoculazione (singola e/o contemporanea)
5) per rispetto (o mancato rispetto) sia degli intervalli obbligatori di tempo intercorrenti tra le dosi di richiamo, sia delle date di scadenza.
Egli spiega che è di vitale importanza verificare sempre l’interscambiabilità fra i prodotti di aziende diverse nello stesso soggetto e le eventuali reazioni negative insorte in occasione di precedenti vaccinazioni; lascia intuire che, in molti casi non si tiene conto di tali fattori e delle conseguenze che hanno sulla salute di coloro che si sottopongono con fiducia alle vaccinazioni e che sono ignari dei rischi che corrono.
Mette in evidenza come le schede vaccinali personali vengano compilate in modo approssimato e senza la precisione necessaria a cautelare la vita degli interessati: «…in nessuna delle tante Schede personali vaccinali volontariamente esibite a Lega Tumori dai militati controllati è stata compilata la doverosa anamnesi vaccinale, cioè quali vaccinazioni obbligatorie e facoltative fossero già state effettuate dalla nascita fino alla data dell’arruolamento e che al giorno d’oggi non sono poche».
Mette in guardia anche sui rischi che si nascondono nelle somministrazioni affrettate che, per urgenti esigenze di servizio, accorciano gl’intervalli di tempo tra le varie dosi di vaccino («come ha ammesso anche un alto ufficiale dell’Esercito durante la sua audizione nella citata riunione informale dell’Ufficio di Presidenza della passata Commissione di inchiesta il 19.01.06»), con conseguenze non auspicabili e non prevedibili sulla salute. Il professor Nobile fa riferimento all’Allegato 5 e ricorda quanto segue: «le prescrizioni circa le dosi di vaccino, le loro vie, le loro tecniche ed il loro calendario di somministrazione devono essere osservate rigorosamente perché si raggiunga un effetto prevedibile e valido».
Tali prescrizioni risultano determinanti per il successo della vaccinazione o per il suo insuccesso, con relativi danni alla salute come risulta dalla vastissima casistica mondiale in proposito ed alla quale si rimanda anche via Internet. Perché in USA quasi tutte le compagnie non assicurano più i danni da vaccini? Riportiamo all’Allegato 6 i documentati legami tra certe vaccinazioni e l’insorgenza di cancri, dalle leucemie ai linfomi, di Hodgkin e di non Hodgkin.
Probabilmente per mettere le mani avanti in vista di eventuali conseguenze le stesse aziende produttrici di vaccini dichiarano nei loro foglietti illustrativi di non aver provveduto a testare e a valutare la potenziale cancerogenicità dei vaccini commercializzati. Nessuna azienda produttrice effettua indagini a medio e a lungo termine per sapere se i vaccini, che oggi sempre più spesso vengono prodotti geneticamente modificati, possano rappresentare una concausa per l’insorgenza di talune patologie o provocare mutazioni genetiche.
La formula pilatesca riportata nei “bugiardini” è la seguente: «Non è stato valutato per questo vaccino il potenziale carcinogenetico, mutagenico e i potenziali danni sulla fertilità». Altre aziende usano più o meno la stessa dizione, magari aggiungendo «di non aver fatto studi a lungo termine neanche sugli animali». Anche il nostro Istituto “Mario Negri” di Milano ha appurato che le vaccinazioni antipolio e antibc facevano aumentare il rischio di linfoma (LH e Non LH) (European Journal of Cancer prevention del febbraio 2000).
Ma anche se segnalazioni del genere si susseguono da parecchi decenni, mai sono state correlate fra loro, e non solo non vengono svolti, ma neppure richiesti studi approfonditi e metodologicamente significativi. Anzi, a partire dagli anni ’90 questo genere di pubblicazioni scientifiche sembrerebbe in diminuzione come se nessuno volesse assumersi la responsabilità di porre un così tremendo interrogativo sulla consolidata (e remunerativa) pratica delle vaccinazioni di massa, civili e militari, dell’ordine di diversi miliardi di dosi. Le parole del professor Nobile dovrebbero farci tremare e far tremare, soprattutto, le autorità in charge.
Il problema ‘vaccini’ è stato dibattuto a vari livelli.
Il tenente colonnello Ezio Chinelli (dirigente del Laboratorio analisi dell'Ospedale militare di Padova), in una delle audizioni della Commissione Uranio Impoverito, tra le altre cose, dice: «Sui militari le vaccinazioni, forse, erano fatte in pochi giorni, senza valutare lo stato di salute e l'eventuale immunodepressione del soggetto, compresi i casi in cui il paziente, probabilmente, era già infettato da una forma virale da citomegalovirus, o virus di Epstein Barn che sono diffusi tra i militari e tra i civili della stessa età. Gli stessi soggetti, sottoposti a vaccinazioni molto ravvicinate, erano poi spediti in fretta in missione all'estero, e questo fatto è comune perché grosso modo tutte le popolazioni e tutti i militari erano spediti all'estero nel giro di pochi giorni, nel giro di quattro o cinque giorni.
Preciso che quest'analisi si basa sui vaccini somministrati per via intramuscolare. Dei 38 pazienti, citati, 20 si sono presentati a noi nel 2005 (nel 2007 sono diventati 60); i rimanenti, o si sono recati agli Ospedali civili (Aviano, Padova), o sono usciti fuori dal nostro bacino di utenza, o sono, forse, già seguiti da Commissioni Ospedaliere. A questi 20 pazienti sono aggiunti la ricerca della proteinuria di Bence Jones, la ricerca di anticorpi anti-citomegalovirus e/o anti Epstein Barr, la B2 microglobulina, la ricerca dell'helicobacterpilori; le sottopopolazioni linfocitarie ed altro».
Il tenente colonnello Chinelli conclude: «Questi esami di laboratorio devono essere ripetuti ogni 4-6 mesi fino alla normalizzazione dei valori, o fino al manifestarsi di patologie, che possono comparire anche a distanza di anni».
Mi permetto di obiettare che tra gli esami elencati non vedo quelli specifici (della ricerca dei metalli pesanti) e che non vedo l’utilità della ricerca dell’elicobacter (esame che può essere effettuato in qualsiasi piccolo laboratorio comunale) da parte di una Commisione governativa straordinaria (costata centinaia di migliaia di euro) deputata a ricercare il nesso tra i tumori e l’uranio impoverito.
Conferme al contenuto del presente saggio
Ecco stralci della Relazione finale della Commissioni Uranio Impoverito:
1) «la necessità di una verifica in ordine al tipo di vaccini somministrati, alla quantità, ai relativi protocolli ed al rispetto di questi, onde evitare che, in soggetti particolarmente predisposti o immunodepressi per qualsivoglia causa, possano determinarsi squilibri del sistema immunitario tali da indurre l’effetto paradosso di aumentare la vulnerabilità da parte di agenti patogeni».
2) «…dubbi, che avrebbero meritato seri approfondimenti, anche alla luce dei differenti lavori scientifici presenti in letteratura sugli effetti avversi delle vaccinazioni e dell’applicazione della legge 25 febbraio 1992, n. 210, ma che il breve lasso di tempo a disposizione non ha consentito di effettuare»…
3) …«l’auspicata» attenzione che «dovrebbe essere riservata al monitoraggio delle condizioni immunitarie dei soggetti osservati, in particolar modo prima di procedere alla somministrazione dei vaccini previsti, la cui azione, per l’appunto, potrebbe incidere ulteriormente sulla situazione immunitaria del soggetto, atteso che eventuali stati di immunodepressione, pur non immediatamente evidenti, sono spesso il campanello d’allarme di patologie più gravi in corso di sviluppo. Gli attuali protocolli potrebbero quindi essere integrati con analisi - anche in numero più contenuto - specificamente mirate a controllare i livelli delle difese immunitarie (ad esempio mediante esami del sangue), in quanto più efficaci e tempestive...»
4) …l’opportunità di «avviare, appena possibile, una generale revisione dei protocolli di controllo sanitario preventivo, in particolare per i soggetti destinati all’estero, mediante esami clinici di tipo più mirato e maggiormente orientati alla verifica delle condizioni immunitarie dei soggetti esaminati, al fine di individuare tempestivamente eventuali stati di rischio per la salute o la necessita' di precauzioni aggiuntive».
5) «È altresì auspicabile che tale verifica sia attuata attraverso una analisi dei dati diversificata in base al sesso, in modo tale da tenere conto delle differenze di radiosensibilità e di risposta alle vaccinazioni. Sarebbe utile dare inizio, quanto prima, ad un programma di verifica degli attuali schemi di vaccinazione praticati ai medesimi soggetti, accertando, in caso di successive missioni ravvicinate, la situazione immunologica del soggetto e, quindi, l’eventuale necessità e l’utilità di ripetizione della somministrazione, con riguardo alle modalità di preparazione dei vaccini stessi e, soprattutto, dei relativi schemi di somministrazione, anche alla luce della presenza di metalli pesanti riscontrata sia nelle urine che nello sperma di taluni dei militari vaccinati.
È necessario disporre in maniera certa e personalizzata della storia sanitaria di tutto il personale militare, memorizzando su un supporto magnetico, dato in dotazione ad ogni militare, tutte le diagnosi, le terapie e le misure di profilassi di cui è fatto oggetto durante il servizio. La Commissione raccomanda, inoltre, di avviare una indagine epidemiologica volta a verificare l’eventuale incremento del tasso di morbilità e malformazioni congenite nei bambini nati dal 1990 ad oggi, dai militari che si sono recati in missione nelle aree di interesse, nonché il tasso di infertilità dei militari stessi». (Tratto da qui)
Ecco un commento: «…questi studi dimostrano e confermano ciò che insegniamo da decenni e cioè che i Vaccini producono nei soggetti sottoposti a quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per tecniche preventive, Malnutrizione con perdita di fattori vitali essenziali alla vita sana, alterazione e perdita di: flora batterica autoctona, vitamine, minerali, proteine vitali, oltre alle mutazioni genetiche occulte, immunodepressioni, intossicazioni, infiammazioni e contaminazioni da virus e/o batteri pericolosi che nel tempo possono produrre malattie le più disparate! - vedi: Contenuto dei vaccini - vedi Statistiche Istat sui vaccini Consulenze e perizie per danni da vaccino dott. M. Montinari + Interrogazione Parlamentare Autismo, Vaccini, la prova - Il nuovo libro del dott. Massimo Montinari. Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in confusione è che parte della reazione nei confronti del vaccino porta alla produzione di anticorpi. Ciò è falsamente considerato immunità».
Conclusione (richiesta di aiuto)
Il lavoro della Commissione di inchiesta sull’uranio impoverito si è concluso, per scadenza del mandato, Domenica 17 Febbraio 2008. Riferendosi ai militari che si sono ammalati al ritorno da zone bombardate, la Presidente, Lidia Menapace, ha espresso un certo rammarico per l’impossibilità di poter «approfondire alcuni aspetti importanti dell'indagine che non ha evidenziato in modo certo la connessione tra la esposizione ai fattori di rischio e l'insorgenza di patologie». La sintesi conclusiva dei lavori è, in sostanza la seguente: «non c’è certezza assoluta di un rapporto causa-effetto tra esposizione all'uranio impoverito e l'insorgenza di tumori, ma sarà possibile comunque accedere a specifici risarcimenti da parte di militari venuti a contatto con esso».
Credo di aver preparato, in ogni parte del saggio, il lettore a questa conclusione dei lavori della Commissione sull’uranio impoverito. Non mi sarei aspettato un ‘verdetto’ diverso… Lo Stato ha trovato il modo per uscirne ‘dal rotto della cuffia’ e ‘ammettere’ senza fare ammissioni sostanziali (ha detto, in pratica: I nostri uomini sono morti o si sono ammalati, dopo aver operato in ‘certe’ zone); l’uranio impoverito c’era (e l’uranio impoverito causa i danni subiti dai nostri militari); noi diciamo che essi potrebbero essersi ammalati per altre cause, ma non impediamo loro di sostenere il contrario… Il senso di tutto ciò è: chi vorrà giustizia dovrà chiederla e chiederla a voce molto alta!
Gli adulti non possono, nella vita, battere i piedi e strillare, come fanno i bambini, quando si trovano a fronteggiare difficoltà schiaccianti (anche perché nessuna mamma accorrerebbe a ‘rimuovere’ il distress che causa gli strilli). Gli adulti devono, il più delle volte, ‘fare buon viso a cattivo gioco’. Questa è una di quelle volte. Fare ‘buon viso’ sarà, comunque, meno difficile, ove e se lo Stato si farà carico di risarcire e supportare i militari danneggiati dall’uranio impoverito (e le famiglie di coloro che, per le stesse cause, hanno perso la vita), ma ci sono cose che la Commissione in questione avrebbe dovuto appurare (cose urgenti non posponibili/ cose che fanno la differenza tra la vita e la morte per generazioni).
Vorrei che la Commissione avesse speso parte delle svariate centinaia di migliaia di euro per fugare i dubbi tremendi da essa stessa rilevati («…dubbi, che avrebbero meritato seri approfondimenti, anche alla luce dei differenti lavori scientifici presenti in letteratura sugli effetti avversi delle vaccinazioni e dell’applicazione della legge 25 febbraio 1992, n. 210, ma che il breve lasso di tempo a disposizione non ha consentito di effettuare…») che, invece, ci restituisce con tutto il loro potenziale preoccupante di implicazioni…
Quella Commissione non ha dipanato questa matassa, ma qualcuno lo dovrà fare (o no?!?). Non si può mica dire alla gente che i vaccini possono innescare processi terribili nel tempo e poi chiederle di portare i bambini a ricevere quella specie di condanna sospesa! Il governo faccia qualcosa! Istituisca le commissioni del caso e tiri le somme chiare del problema (possibilmente tenendo conto del valore della vita e non delle finanze dei produttori di vaccini). I medici si interessino alla cosa e si facciano garanti di un controllo che la gente comune non può espletare. Gli uomini (e i politici) di buona volontà si diano da fare.
E' molto più importante risolvere questi problemi che dedicare attenzione soltanto alle diatribe politiche. Si spende per tutto e per tutti e s’ignora la sola cosa che davvero conta per ogni singolo piccolo cittadino e per ogni famiglia (come per tutta la nazione): la salute e la vita dei bambini e dei giovani. Questa è una richiesta di aiuto.
Il passato ha visto morire tanta gente per mancanza di vaccini; se il terzo millennio ci sta dicendo che i vaccini uccidono anziché salvare e che è meglio non farseli, lo dobbiamo capire con chiarezza.
Le cose spiacevoli trattate in questo saggio sono tante, sono gravissime e sconcertano, ma fanno anche di peggio. Questa affermazione può sembrare strana, perché non dovrebbe esistere nulla di peggio che causare la morte di un numero troppo inaccettabile di innocenti. Di peggio c’è, invece, ed è l’uccisione della fiducia nella natura umana e della speranza degli esseri umani… È davvero troppo grosso da ingoiare il boccone amaro dell’uranio impoverito e di tutto ciò che il suo uso (in questa sede descritto in lungo e in largo) ha comportato. La scoperta dolente delle sperequazioni paurose legate ai vaccini non è da meno… Si potrebbe dire che le brutte sorprese non finiscano mai. Non avrei mai pensato che l’umanità dovesse imparare a temere i vaccini (tanto osannati come salvezza a livello mondiale)…
Non avrei, in sostanza, immaginato, in passato, che le Istituzioni (‘la’ sicurezza in cui credere e a cui fare ricorso) potessero tramare (o permettere ad altri di farlo) a cuor leggero il tradimento del singolo, delle collettività (e della vita in toto)… I tempi ‘nuovi’ insegnano… che si può uccidere due volte:
1) martoriando la salute della gente e dando la morte (direttamente o incaricando altri di darla, permettendo comunque e ovunque che qualcuno la dia a chiunque)…
2) uccidendo la speranza…
Lo Stato italiano, in ogni caso, ha mostrato uno spiraglio di duttilità umana, promettendo possibili ‘risarcimenti’ ai militari colpiti dai tumori. Mi domando: tutti gli Stati responsabili di tanti drammi fanno almeno una piccola ammenda simile a quella dello Stato italiano? E gli ‘inventori’ della ‘trovata’ malefica delle armi al DU, risponderanno dei loro infiniti delitti a qualcuno (a parte Dio)?
Chi risarcirà gli abitanti delle zone contaminate, per le infinite tragedie patite e ancora in atto…?
So, però, che, per quanto i Genobaca si potranno adoperare con delitti contro l’umanità, non prevarranno contro gli uomini. Ciò che di umano abita il cuore dell’uomo è programmato per la sopravvivenza: la spinta verso la vita sarà sempre più forte della spinta verso l’autodistruzione. La speranza è un bene ‘imperdibile’, non negoziabile e non estinguibile: a dispetto di qualunque crimine-criminale-sfacelo, non abbandonerà l’uomo; finché essa sarà con noi “we (Americani/ Italiani/ Tedeschi/ …Papuasiani/ …Cittadini del Mondo che vogliono rispettare la vita reciproca) shall overcome”…
Bruna Spaguolo
La Forza Odica

La forza Odica (anche detta Od [od], Odyle) è il nome dato a metà del XIX secolo ad una ipotetica energia vitale o forza vitale, dal Barone Karl von Reichenbach (
,
), eclettico scienziato tedesco noto per la scoperta di molte sostanze chimiche e di nuovi processi industriali.Reichenbach stava indagando sul modo in cui il sistema nervoso di persone affette da nevrastenia, sonnambulismo, isteria e fobie fosse influenzato da varie sostanze e dalle fasi lunari. In seguito a ciò, egli fu portato a concepire l'esistenza di una nuova forza affine all'elettricità, magnetismo e calore.
Egli ritenne inizialmente che tale forza fosse irradiata da molte sostanze e, in seguito, da tutta la materia in quanto tale, e che l'influenza sul sistema nervoso delle persone è tanto maggiore quanto più queste sono sensibili. Reichenbach la chiamò "forza Odica".
Grazie alla disponibilità economica e alla influenza acquisite con le scoperte di utilità industriale, Reichenbach dedicò tutto il suo tempo ad indagare con metodo e meticolosità la nuova forza da lui ipotizzata. Dopo moltissimi esperimenti eseguiti con l'aiuto di sensitivi che fungevano da "strumenti di rilevazione", Reichenbach pubblicò nel 1840 un ponderoso volume in lingua tedesca dal titolo "Physikalisch-physiologische Untersuchungen über die Dynamide des Magnetismus", successivamente tradotto nel 1851 nell'inglese "Physico-Physiological Researches on the Dynamics of Magnetism, Electricity, Heat, Light, Crystallization, and Chemism, in their Relations to Vital Force".
In questa voluminosa opera, Reichenbach rivela che la forza Odica è visibile da tutte le persone che abbiano un minimo di sensitività, a condizione di essere nella più totale oscurità e dopo almeno una o due ore di adattamento della vista al buio totale.
A tale scopo Reichenbach aveva adattato una stanza del suo castello di Reisenberg a camera oscura, schermandola totalmente dalla luce esterna, e in essa sperimentò a lungo con soggetti ritenuti sensitivi in base a determinate caratteristiche da lui notate.
Nella succitata opera Rechenbach afferma che in tali condizioni la forza Odica appare ai soggetti sensibili come una tenue luminosità, un'aura che circonda gli esseri viventi, in ogni parte del corpo ma soprattutto da mani, piedi e testa. Tale luminosità promanerebbe anche dai cristalli, e specialmente dalla loro punta, dalla quale sarebbe emanato una sorta di "pennacchio" simile a quello di una fiamma.
Anche i magneti secondo Reichenbach emettono allo stesso modo dai loro poli. Osservando diversi materiali e sostanze chimiche i sensitivi riferirono a Reichenbach che anche questi avevano una loro luminosità caratteristica e davano loro sensazioni peculiari e riconoscibili. Egli ci dice che la forza Odica viene liberata inoltre anche dalle reazioni chimiche di ogni genere, dalla vibrazione acustica e dall'attrito, sempre con le stesse caratteristiche.
Reichenbach riporta di aver così scoperto che la forza Odica è polare, si manifesta cioè in un modo duale, essendo visualizzata e percepita dalle persone abbastanza sensibili con due diverse modalità, le quali danno diverse sensazioni. La prima, definita Od-negativo, appare alla vista di colore blu/violetto e al contatto dà una lieve sensazione di piacevole freschezza che si diffonde nella mano e nel braccio.
Essa promana dalla punta dei cristalli, dal polo nord dei magneti, dalla maggior parte delle sostanze acide, da tutti i corpi quando vengono riscaldati, dai corpi in intensa vibrazione acustica, dalla luce solare riflessa (specialmente nella componente blu-violetto), e da tutte le reazioni chimiche.
La seconda, definita Od-positivo, appare alla vista di colore rosso/giallo e al contatto dà una lieve sensazione di sgradevole tepore. Questa promana invece dalla base dei cristalli, dal polo sud dei magneti, dalla maggior parte delle sostanze alcaline, dalla luce solare rifratta e da quella lunare (specie nella componente rosso-arancione-giallo), e dalla frizione dei corpi (attrito).
Reichenbach ipotizzava, nella sua opera "Physico-Physiological Researches on the Dynamics of Magnetism, Electricity, Heat, Light, Crystallization, and Chemism, in their Relations to Vital Force", che di conseguenza anche la respirazione e la digestione generassero forza Odica, in quanto reazioni chimiche.
Con molte osservazioni nella camera oscura, egli ne ebbe conferma. Reichenbach era a conoscenza delle tinozze di " acqua magnetizzata" usate da Franz Anton Mesmer nelle sue "sedute terapeutiche", e da opere dello stesso (Memoires de Mesmer) aveva appreso che si trattava di tini di legno pieni d' acqua, sul cui fondo erano disposti molti strati alternati di varie sostanze putrescibili o comunque reagenti con l' acqua.
Questo convinse Reichenbach che in tal modo Mesmer generava in effetti grosse quantità di forza Odica. Dunque, egli si disse, altrettanto avviene nell'intestino crasso, durante la digestione, in aggiunta alle reazioni chimiche della respirazione e di tutto il metabolismo. Così si convinse definitivamente che l' energia Odica osservata dai suoi sensitivi come promanante da tutti gli esseri viventi, detta aura, avesse proprio tale origine.
I fautori della forza Odica dicono che essa è assai simile al concetto orientale di prana e qi. Ma Von Reichenbach non collegò la forza Odica con altre teorie vitalistiche, a parte il citato mesmerismo.
La posizione del mondo scientifico
Il Barone von Reichenbach espose in dettaglio il concetto di forza Odica in un articolo molto lungo, Researches on Magnetism, Electricity, Heat and Light in their Relations to Vital Forces, che inusitatamente comparve in un numero speciale della rispettabile rivista scientifica Annalen der Chemie und Physik.
Era quello un periodo storico denso di nuove scoperte scientifiche, e Reichenbach si aspettava che il suo lavoro sulla ipotetica nuova forza Odica fosse accolto con grande interesse dal mondo scientifico. Invece, probabilmente perché la scienza aveva appena finito di demistificare il mesmerismo, il suo lavoro venne quasi totalmente ignorato, e perfino ne risentì il prestigio personale dello stesso Reichenbach, accumulato con tutte le sue precedenti scoperte chimiche e industriali.
La scienza reagì in tal modo, oltre che per le considerazioni su riportate, anche e soprattutto perché tutto il lavoro di Reichenbach sulla forza Odica non si appoggiava a dati ottenuti con strumenti di rilevazione, anche se innovativi, ma unicamente sulla testimonianza dei sensitivi, per quanto molti di essi appartenessero anche a classi sociali elevate e godessero di pubblica stima.
Ma Reichenbach non si rassegnò mai, e passò gli ultimi anni della sua vita cercando inutilmente di convincere gli scettici, anche attraverso una serie di lettere a giornali e a uomini di scienza, lettere che chiariscono ulteriormente il suo lavoro e le sue ipotesi, e che vennero poi pubblicate nel volume "The Odic Force: Letters on Od and Magnetism".
La forza Odica fu tirata in ballo per spiegare il fenomeno dell'ipnosi. Nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda fu un fiorire di indagini su questo tema, a seguito della traduzione delle "Researches" di Reichenbach, da parte di un professore di chimica dell'Università di Edimburgo. Queste successive ricerche provarono a dimostrare che molti fenomeni Odici erano della stessa natura di quelli descritti da Franz Mesmer, e perfino ancor prima da Emanuel Swedenborg.
Principali Opere di Reichenbach sulla forza Odica
Karl von Reichenbach - Physico-Physiological Researches on the Dynamics of Magnetism, Electricity, Heat, Light, Crystallization, and Chemism in Their Relation to Vital Force. - Kessinger Publishing Co (31 Jul 2006) - ISBN-10: 1428647783 - ISBN-13: 978-1428647787
Karl von Reichenbach - Researches on Magnetism, Electricity, Heat and Light in their Relations to Vital Forces - Annalen der Chemie und Physik.
Karl von Reichenbach - The Odic Force: Letters on Od and Magnetism. Traslation by O'Byrne - Book Tree, US (1 Jan 2000) - ISBN-10: 1585090018 - ISBN-13: 978-1585090013
Bill Gates e gli ogm in Africa

10/04/2009 - Gabriele Bindi
La fondazione creata dall'inventore di Windows punta dritto al continente africano per imporre un pacchetto tecnologico di prodotti chimici e sementi geneticamente modificati. La resistenza locale verrebbe sistematicamente ignorata. Una ricerca del 2008 dimostra i maggiori benefici dell'agricoltura biologica: rese duplicate, una maggiore sicurezza alimentare e resistenza alla siccità.