lunedì 1 giugno 2009
La rabbia dell'Aquila «non siamo fessi»

Al varco la tensione cresce, non tutti vorrebbero sfondare ma nessuno è disposto ad accettare il percorso alternativo imposto dalle autorità, che anziché lambire le mura perimetrali della città finirebbe per espellere il corteo verso la periferia. «Lì ci passiamo tutti i giorni in macchina, non è per questo che siamo venuti qui». Arrivano il sindaco Massimo Cialente e la presidente della provincia Stefania Pezzopane, che se non riportano proprio la calma almeno incanalano la trattativa su un binario utile. «I motivi di sicurezza sono reali - dice il sindaco -, la scossa di questa mattina (sveglia per tutti alle 4,55, ndr) ha reso la situazione ancora più pericolosa, il rischio di nuovi crolli è davvero enorme ... Vi prego, abbiamo già pagato un prezzo troppo alto. Stamattina c'è anche chi ha portato i bambini... Ma vi rendete conto?".
In piazza la gente non cede: «Vogliamo entrare e vogliamo arrivare a piazza Duomo, pia-zza Duo-mo". Arrivano i ciclisti che partecipano all'iniziativa della Fiom «In marcia per il lavoro», un giro dell'altra Italia partito da Padova, da Pomigliano e atteso per oggi a Roma. Pantaloncini e magliette rosse in mezzo a tanti puntini gialli, la proposta di un loro cordone di sicurezza sblocca la situazione. Si entra, finalmente, anche se in forma di serpentone e per pochi metri. «Se veramente ci volete bene defluite veloci», dice un vigile del fuoco. All'altezza di piazza Regina Margherita si svolta a sinistra e si torna al «sicuro», nel parco del Castello, dove la mobilitazione diventa sit-in. Riecco Cialente, che annuncia la cittadinanza onoraria per i vigili del fuoco, definisce alcuni dei puntelli sistemati «un capolavoro» e giù applausi. Poi si scalda: «Non voglio che il mio centro storico finisca nelle mani di Fintecna». E invita tutti alla manifestazione indetta dai sindaci per mercoledì prossimo, alle 16, nella villa comunale. Una signora ha scritto sul suo cartello la celebre frase di Lincoln: «Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo».
Poche ore dopo, nella consueta assemblea del sabato sotto il tendone del comitato 3 e 32, si discute proprio di come smascherare i mille inganni del governo. Per Leda l'emergenza è andata come è andata, ma nessuno pensi ora di commissariare la ricostruzione: «Chi ha ricevuto democraticamente l'investitura dei cittadini se ne deve riappropriare». Si discute di tutto, delle iniziative già in campo e di quelle su cui lavorare. C'è la «Campagna 100%» che chiede il 100% di ricostruzione ma anche di trasparenza e soprattutto di partecipazione. È la lotta di tutti e avrà un buon esito solo se tutti si daranno da fare. Le assemblee che con mille difficoltà - la repressione qui picchia duro, sempre in nome della sicurezza - vengono estese alle tendopoli. Sara chiama alla mobilitazione permanente e richiama gli amministratori pubblici al loro ruolo: «Prima si parla con la gente nei campi, poi si va agli incontri con Bertolaso e Berlusconi». In ballo c'è anche una manifestazione a Roma, il dubbio è solo se organizzarla per il 10 giugno, quando il governo riceverà i sindaci, o puntare direttamente al 15, quando inizierà la discussione del Dl alla Camera. Idea: portiamo le tende in piazza Montecitorio dal 10 al 15 e magari diamo vita a una «cuscinata». Preoccupano i new village che si profilano all'orizzonte, peggiori della new town e - ormai è chiaro - altrettanto definitivi. Roberto, che lavora come fisico nei laboratori del Gran Sasso, ha a cuore soprattutto la sorte dell'università e dei suoi studenti: «Questo è un terremoto di destra - dice - che ha distrutto la cultura e ora farà arricchire i palazzinari».
La crisi silenziosa della salute e della società

01/06/2009
«Il cambiamento climatico è qui. Ha un volto umano»
LONDRA. Il presidente del Global Humanitarian Forum, Kofi Annan, ha presentato alla Foreign press association a Londra “Human Impact Report: Climate Change – The Anatomy of a Silent Crisis”, il primo esauriente rapporto che analizza esclusivamente gli impatti negativi dei cambiamenti climatici sulla società umana in tutto il mondo e si basa sulle informazioni più recenti e sugli input forniti dagli scienziati sull’impatto antropico del cambiamento climatico.
Il rapporto farà parte dei documenti ufficiali in discussione dei prossimi climate talks di Bonn, in preparazione della conferenza sul clima dell’Onu che si terrà a Copenhagen ed è stato rivisto da alcuni dei principali esperti internazionali, tra i quali il premio Nobel Rajendra Pachauri per l’Ipcc, Jeffrey Sachs della Columbia university, e comprende anche una stima sul numero delle persone che muoiono a causa dei cambiamenti climatici, il costo economico del global warming e proiezioni per i prossimi 20 anni.
«L´obiettivo della relazione è quello di colmare un vuoto tra il grande pubblico, ma anche tra i responsabili politici ad alto livello, riguardante la comprensione dei cambiamenti climatici,– spiega il Global humanitarian forum - Il cambiamento climatico è qui. Ha un volto umano. Questa relazione illustra le crisi che si verificano oggi in silenzio di tutto il mondo, a causa del cambiamento climatico globale. A lungo guardato a distanza, come un problema ambientale o futuro, il cambiamento climatico è già oggi uno dei maggiori ostacoli per gli sforzi umani. Ma a strisciato nel mondo per anni, facendo il suo mortale lavoro nell’ombra ed aggravando altri grandi problemi che infettano la società, come malnutrizione, malaria e povertà. Questo rapporto punta a rompere il silenzio sulla sofferenza di milioni di persone. I risultati dello studio dimostrano che gli impatti del cambiamento climatico sono responsabili ogni anno della morte di centinaia di migliaia di morti e colpiscono la vita di milioni di persone. Il climate change è una grave minaccia per I tre quarti della popolazione mondiale. Mezzo miliardo di persone sono ad estremo rischio. I più colpiti sono i gruppi più poveri del mondo, che non hanno alcuna responsabilità nelle cause del cambiamento climatico».
Secondo il rapporto già oggi sono colpite dal cambiamento climatico più di 300 milioni di persone, l’equivalente delle vittime dello tsunami dell’Oceano Indiano, per un costo economico complessivo di 125 miliardi di dollari all´anno. Una cifra che è più del Pil del 73% dei singoli Paesi del mondo ed è superiore al totale degli aiuti annui che attualmente i Paesi industrializzati inviano ai Paesi in via di sviluppo di ogni anno.
Ma il dato è destinato ad aumentare rapidamente: entro il 2030 i morti da global warming in tutto il pianeta saliranno a quasi 500.000 l´anno e le persone colpite dal cambiamento climatico dovrebbero salire a 600 milioni ogni anno, con un costo economico che crescerebbe fino a 340 miliardi di dollari. Si tratta del 10% della popolazione del pianeta, il che rende il cambiamento climatico la più grande sfida umanitaria del mondo.
Per evitare esiti peggiori, bisognerebbe aumentare di 100 volte gli attuali sforzi di adattamento ai cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo dove sono previste il 99% delle vittime. Il rapporto evidenzia che la maggioranza della popolazione del pianeta non ha ancora la capacità di far fronte all´impatto del cambiamento climatico senza subire una potenzialmente irreversibile perdita di benessere e il rischio di perdita di vite umane. Le popolazioni più in pericolo sono quelle che vivono nelle aree semiaride tra il Sahara e il Medio Oriente, nell’Africa sub-sahariana, in Asia centrale, nel Sud e nel Sud-Est asiatico e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo.
Secondo Barbara Stocking, direttrice di Oxfam GB, «Il cambiamento climatico è una crisi umana che minaccia di travolgere il sistema umanitario e di far tornare indietro l´orologio sullo sviluppo. Si tratta anche di una grave ingiustizia: le persone povere nei Paesi in via di sviluppo che ne sopportano oltre il 90% degli oneri, attraverso la morte, le malattie, la miseria e la perdita finanziaria, sono anche le meno responsabili della creazione del problema. Nonostante questo, i finanziamenti dai Paesi ricchi per aiutare i poveri e i più vulnerabili al cambiamento climatico non sono nemmeno l´1% di ciò che è necessario. Questa eclatante ingiustizia deve essere ben compresa a Copenaghen a dicembre».
Presentando il documento Kofi Annan ha detto: «Il cambiamento climatico è una silenziosa crisi umana. Ma è la più grande sfida umanitaria emergente del nostro tempo. Già oggi provoca la sofferenza di centinaia di milioni di persone la maggior parte dei quali non sono ancora consapevoli del fatto che sono vittime del cambiamento climatico. Abbiamo bisogno di un accordo internazionale per contenere il cambiamento climatico e ridurre la sua sofferenza diffusa. Nonostante il suo impatto pericoloso, il cambiamento climatico è uno spazio di ricerca trascurate in quanto gran parte del dibattito si è concentrato sui suoi effetti fisici a lungo termine. Il punto di questa relazione è quello di concentrarsi sull’oggi e sul volto umano del cambiamento climatico. Ad appena sei mesi prima del vertice di Copenaghen, il mondo si trova a un bivio. Non possiamo più permetterci di ignorare l´impatto umano del cambiamento climatico. In parole povere, la relazione è un vibrante appello per i negoziatori a Copenaghen a raggiungere il più ambizioso accordo internazionale mai negoziato, oppure continuare ad accettare la fame di massa, le malattie di massa e le migrazioni di massa, su una scala sempre crescente».
Elezioni: qualcuno sa che cosa è in gioco in Europa?

01/06/2009
di Lucia Venturi
LIVORNO. Ad una settimana dal voto per eleggere i rappresentanti dell’Italia al parlamento europeo, l’incertezza elettorale rimane alta, segnala Ilvo Diamanti su Repubblica di domenica e secondo alcuni sondaggi la quota degli indecisi si andrebbe ad allargare anziché ridurre, come in genere succede, e si rischia che nonostante il nostro sia uno dei paesi che si distingue in positivo per le percentuali dei votanti rispetto al resto dell’unione, questa volta si raggiunga invece la media europea che è sotto il 50%. Fatto che non dovrebbe stupire, dato che come segnala Diamanti «in questa campagna elettorale non si è mai parlato d’Europa. Manco per sbaglio».
Elemento che riprende anche Giuliano Amato, sempre domenica, questa volta sul Sole 24 ore, quando sottolinea che nonostante i manifesti appesi (ovunque) richiamino a «un campionario ricco di formulazioni quali:” più Europa in Italia”, “in Europa con voi” “perché l’Europa è una cosa seria» non si ritrova poi nella discussione e nei dibattiti elettorali nessun richiamo nemmeno a quegli slogan. Insomma di Europa non si parla mai e al più «quando per amore o per forza si sollecitati a dire qualcosa sull’Europa - scrive Amato - se ne sottolinea l’irrinunciabile importanza per non dispiacere al nostro Presidente della Repubblica il cui europeismo è ben noto, si aggiunge che è un importanza destinata a crescere davanti a temi epocali come l’energia e il cambiamento climatico, si dice che per renderla più democratica ed efficiente serve la ratifica del trattato di Lisbona e quando proprio si è bene informati si conclude che, ove il trattato non venisse ratificato, sarà bene imboccare la strada delle cooperazioni rafforzate».
Fine. Nessun riferimento a quanto è stato fatto nella passata legislatura, seppure «il parlamento europeo indica nel suo sito quelli che chiama i suoi successi negli ultimi cinque anni» scrive ancora Amato, tra cui la politica sui cambiamenti climatici è senza dubbio (almeno dal nostro punto di vista) una delle più meritevoli di attenzioni. L’Europa con l’approvazione del pacchetto 20-20-20 si è data obiettivi unilaterali per svolgere un ruolo di maggior peso nelle relazioni internazionali che porteranno a dicembre a Copenhagen a scrivere il prossimo Kyoto 2, ed ha espresso la disponibilità ad aumentare al 30% la riduzione delle emissioni di Co2 qualora si raggiungesse un accordo che impegna tutti i paesi industrializzati.
Una scelta coraggiosa, si è detto più volte, che avrebbe potuto far sperare all’Europa di svolgere un ruolo leader nelle questioni alla lotta climatica per arrivare ad un negoziato molto più condiviso rispetto a Kyoto e quindi molto più cogente rispetto alla lotta ai cambiamenti climatici.
Così come l’Europa ha assunto un ruolo assolutamente unico nel panorama globalizzato nell’inserire un nuovo regolamento sui prodotti chimici, il Reach, che ha il doppio vantaggio di tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini e di stimolare innovazione e ricerca per sostituire sostanze altamente tossiche con altre (magari prodotte a partire da materie prime rinnovabili anziché di sintesi) a minor impatto sulla salute e sull’ambiente. Ma di questi temi (come di tutto gli altri affrontati dal parlamento europeo) non se ne è parlato durante la scorsa legislatura (quando erano in corso di discussione le rispettive norme) e non se ne parla nei dibattiti elettorali; quindi nulla si sa su quale orientamento e quali posizioni sono state assunte dai singoli parlamentari o dai partiti che li presentano oggi in lista, nulla si sa di quanto si pensa di sviluppare in futuro, una volta eletti. Come se l’Europa fosse altro dalle politiche nazionali. Come se non mancassero pochi mesi al vertice di Copenhagen, dove sarà ancora più necessario avere bene chiaro da che parte indirizzare la barra del timone, per arrivare a definire impegni cogenti ed equi, ora che anche gli Stati Uniti hanno dichiarato la necessità di mettere mano al problema, senza più tentennamenti per frenare il cambiamento climatico e paesi come la Cina hanno già pronti obiettivi e richieste.
«L’europeista convinto e contrariato - conclude Amato - ha tutte le ragioni per continuare ad essere convinto e a contestare ciò che lo contraria», il problema è semmai nel trovare qualcuno disposto ad ascoltarlo, mentre i partiti e i politici nazionali affetti da provincialismo «che infetta anche i mezzi d’informazione e ci condanna poi alle scempiaggini sull’Europa che leggiamo sui manifesti» sono impegnati in altre faccende, molto locali.
E intanto cresce l’indecisione tra gli elettori , soprattutto quelli europeisti convinti e contrariati, che dice bene Diamanti «vorrebbero scomparire per riapparire in tempi migliori».
Il Times: "Cade la maschera del clown" Libération: "Lo scandalo è alle calcagna"

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
La stampa europea segue con attenzione i nuovi sviluppi della vicenda Noemi
Durissimo editoriale del quotidiano di Murdoch su Berlusconi: "Disprezza gli italiani"
LONDRA - Uno scandalo che non riguarda più solo gli italiani, ma anche i paesi partner dell'Italia, nell'Unione Europea, nella Nato, nel G8 che l'Italia si prepara ad ospitare. E' questo il severo giudizio di un editoriale del Times di Londra sulla vicenda che ruota da settimane attorno a Silvio Berlusconi, al suo rapporto con la 18enne Noemi Letizia, alle feste in Sardegna e al divorzio con la moglie Veronica Lario. E non è solo il Times a occuparsi ancora una volta di questa storia, che la stampa inglese sta seguendo con particolare attenzione: ci sono nuovi articoli anche sul Financial Times, sul Daily Telegraph, sull'Independent. "Cala la maschera del clown", s'intitola l'editoriale del Times, il secondo su questa vicenda dopo quello altrettanto duro del 18 maggio, pubblicato al primo posto fra i tre commenti del giorno nella pagina degli editoriali. "La qualità del governo Berlusconi non è una questione privata", afferma il sottotitolo. "L'aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al parlamento europeo", comincia l'articolo. "Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l'opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria 'privacy', pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente".
L'editoriale del quotidiano londinese nota quindi che pochi media in Italia possono fare simili affermazioni, senza timore di un castigo. "A suo merito, la Repubblica ha continuamente sollevato domande al primo ministro sulla sua relazione con Noemi Letizia, e alla maggior parte di queste domande non ci sono state risposte soddisfacenti. Quando e dove egli ha conosciuto la famiglia della ragazza? Mr. Berlusconi chiese di avere fotografie da un'agenzia di modelle per iniziare i contatti con la signorina Letizia? Che cosa c'è di vero sulle notizie di party con decine di giovani donne nella sua villa in Sardegna? Mr. Berlusconi ha promesso di spiegare tutto in parlamento. Ma non ha certo riassicurato i suoi critici con la sua iniziativa per bloccare la pubblicazione di 700 fotografie che potrebbero mostrare cosa succedeva a quei party. Né lo aiuta il suo sventurato ministro degli Esteri, che ha provato a difenderlo sottolineando che l'età per il consenso (a rapporti sessuali, ndr.) in Italia è 14 anni, come se ciò fosse rilevante".
Qualcuno potrebbe dire, si conclude l'editoriale, che tutto ciò non riguarda i forestieri. Ma gli elettori italiani, alla vigilia delle elezioni europee, dovrebbero riflettere sul modo in cui è guidato il loro governo, sui candidati selezionati per Strasburgo e sul livello di sincerità del premier. E la faccenda "riguarda anche altri", afferma il Times. "L'Italia ospita quest'anno il summit del G8, dove si discuterà di maggiore cooperazione nella lotta al terrorismo e al crimine internazionale. E' un importante membro della Nato. Fa parte dell'eurozona, che è confrontata dalla crisi finanziaria globale. Non sono soltanto gli elettori italiani a domandarsi cosa sta succedendo. Se lo chiedono anche i perplessi alleati dell'Italia".Il Times pubblica anche una lunga corrispondenza dall'Italia, intitolata "Berlusconi blocca la pubblicazione di foto di giovani donne in bikini a un party nella sua villa". Un articolo sul Financial Times, invece, osserva che "l'ondata di gossip" e "l'odore di scandalo" intorno a Berlusconi distolgono l'attenzione dell'opinione pubblica italiana da questioni ben più gravi, come le cattive notizie sull'andamento dell'economia italiana.
Una corrispondenza sul Daily Telegraph afferma che "gli alleati di Berlusconi mettono nel mirino la moglie" per il divorzio, con la rivelazione che Veronica Lario avrebbe un partner da tempo, fatta da Daniela Santanché sul quotidiano Libero. E l'Independent riporta le pesanti critiche fatte dal premio Nobel per la letteratura Josè Saramago, che hanno spinto la casa editrice Einaudi, "parte dell'impero Modandori di Berlusconi", a non pubblicare il suo ultimo libro, che descrive tra l'altro il primo ministro come "un delinquente".
Francia. Il quotidiano Libération dedica la copertina alla vicenda: "Lo scandalo alle calcagna" e nelle due pagine interne: "Rivelando la tresca il quotidiano Repubblica ha fatto vacillare la popolarità del presidente del consiglio. E' una battaglia portata avanti nel nome di una certa concezione dell'interesse pubblico".
Spagna. Il quotidiano El Pais torna a trattare la questione in una corrispondenza da Roma: "L'opposizione italiana chiede a Berlusconi che spieghi in parlamento se abbia portato nell'organizzazione elettorale del partito i suoi invitati delle feste private in Sardegna" e si chiede: "Berlusconi utilizza gli aerei ufficiali dello stato Italiano per portare gli artisti, ballerine e veline a Villa Certosa? Ha fatto uso improprio dei beni dello stato? È l'ultimo capitolo del Naomigate che ha trasformato l'Italia in un manicomio semplicemente portando allo scoperto l'abitudinaria mescolanza tra vita privata e pubblica di Berlusconi e la sua tendenza a conquistarsi amici e amiche dell'ambiente televisivo portandoli in quello politico".
Sferzante il pezzo della Vanguardia: "La campagna elettorale per le Europee continua in Italia, astrusa e noiosissima, incapace di competere quanto a contestazioni, incanto mediatico, spessore del tema con la vita personale della stella più sgargiante della politica italiana degli ultimi quindici anni: Silvio Berlusconi. Nelle cerchia del potere si parla più di questa commediola che delle vicende poltico-continentali a Bruxelles. A volte diverte. La maggior parte delle volte preoccupa ed esaurisce tanta banale frivolezza".
(Ha collaborato Flaminia Giambalvo)
Foto sequestrate. D’amati: violato l’interesse pubblico. Intervenga il Parlamento

di Ottavio Olita
Molti gli interrogativi e i sospetti che vengono suggeriti dal sequestro di centinaia di fotografie realizzate nell’aeroporto di Olbia e nella villa La Certosa di Berlusconi da Antonello Zappadu, giornalista e fotografo ‘free lance’ molto ben addentro ai tanti segreti del mondo dorato dei Vip che scelgono la Gallura. Zappadu era diventato famoso all’inizio degli anni ’90 nell’ambito delle vicende legate alla liberazione del piccolo Farouk Kassam, rapito a Porto Cervo. Per capire se interrogativi e sospetti abbiano un qualche fondamento, abbiamo posto alcune domande ad uno dei penalisti italiani da sempre in prima linea nella battaglia per la libertà d’informazione e la tutela dei giornalisti, l’avvocato Domenico D’Amati.
Avvocato D’Amati vorremmo capire bene in nome di che cosa, di quale ipotesi di reato, è stato disposto il sequestro del materiale fotografico relativo non solo alla privacy di Berlusconi – gli interni della sua villa a Porto Rotondo – ma anche di quello realizzato in un luogo pubblico come l’aeroporto di Olbia.
Io credo che ci troviamo di fronte ad una forzatura. La Procura della Repubblica di Roma, per giustificare il sequestro di tutte le fotografie, ha ipotizzato un reato, tentata truffa, che secondo me è difficile da configurare in questa vicenda. Anche se il fotografo avesse tentato di alzare il prezzo con ‘Panorama’ dichiarando l’esistenza di una trattativa parallela con un altro periodico sarebbe un espediente normalmente praticato da chi cerca di vendere un proprio prodotto al miglior offerente. E’ per questo che parlo di evidente forzatura. Se fosse stata scelta la sola ipotesi di reato della ‘violazione della privacy’ il sequestro non avrebbe potuto riguardare la fotografie scattate in aeroporto.
La questione Noemi, i suoi rapporti con Berlusconi, le sue vacanze di fine anno alla Certosa, sono diventate centrali nel dibattito pubblico di queste ultime settimane. Perché l’interesse collettivo, rispetto ai comportamenti del Presidente del Consiglio di un Paese democratico e liberale qual è il nostro, è stato sacrificato in questo modo, impedendo ai cittadini di saperne di più, di conoscere meglio i fatti?
Questo è un tema centrale nella valutazione dei comportamenti degli uomini pubblici in una Democrazia Liberale come la nostra. Ecco perché io continuo a ritenere che non sia giustificabile il comportamento della Procura di Roma. La tutela della privacy non può essere prevalente sull’interesse collettivo che viene garantito anche con il massimo dell’informazione possibile sugli atteggiamenti e le scelte delle persone chiamate a governare il Paese.
Ora cosa si può fare? E’ evidente che tutto quanto sta accadendo, nell’ultima settimana che precede le votazioni del 6 e 7 giugno, è condizionato dal clima teso della campagna elettorale. Questa condizione non ci autorizza a dimenticare che devono essere rispettati i diritti di un cittadino come Antonello Zappadu e quelli di quanti non vogliono nascondere la testa sotto la sabbia. Quali interventi, a suo giudizio, si possono ipotizzare?
La prima ipotesi riguarda proprio il fotografo indagato. Io credo che il suo difensore abbia la possibilità di dimostrare che il reato ipotizzato a carico del suo assistito sia inesistente e che quindi possa chiedere l’immediato dissequestro del materiale fotografico.La seconda ipotesi è più strettamente politica e riguarda il Guardasigilli. Come ha già fatto in altre recenti occasioni per tutelare il diritto dei cittadini a verificare l’inattaccabilità dei comportamenti di alcuni magistrati, anche in questo caso dovrebbe prendere l’iniziativa. Dovrebbe disporre un’ispezione alla Procura della Repubblica di Roma per stabilire se quanto è stato deciso non abbia violato il diritto dei cittadini ad essere informati sui comportamenti di un uomo pubblico come il Presidente del Consiglio.
E lei crede davvero che questa seconda ipotesi sia praticabile?
Beh, io credo che per correttezza questa dovrebbe essere la strada da seguire. E comunque penso che di fronte ad una chiara richiesta del Parlamento il Ministro della Giustizia non potrebbe sottrarsi.
C’era una volta il Bel Paese

di Roberta Serdoz
Silvio Berlusconi e l’Italia si preparano ad ospitare il summit G8 nel bel mezzo di uno scandalo personale e non solo. Se è vero che nel nostro paese non va troppo di moda dire la verità, se –come ormai è dimostrato- siamo ben lontani dai moralismi americani, è pur vero che la “questione morale” del premier ha scavalcato i confini nazionali travolgendo, tra gossip e inquietudini politiche, prima l’Europa e ora l’America. Basta buttare un occhio alle edizioni on line dei quotidiani stranieri dell’ultima settimana per cogliere il malumore che sta accompagnando quella che solo Berlusconi e la sua maggioranza continuano a definire una “farsa da campagna elettorale”.
Duri, anzi durissimi i giornali britannici: “influenza nefasta; malefico atteggiamento che potrebbe trascinarsi dietro l’intero vecchio continente” scrive il Times mentre The Guardian ironizza sul gelo che si starebbe creando persino con i coniugi Blair.
L’International Herald Tribune, dedica una grande foto al premier ed un articolo a quattro colonne posizionato al centro, subito sotto l’apertura.
Oltreoceano, il New York Times sferra il colpo. Nell’edizione del 29 maggio titola in prima: “Le scappatelle del premier sollevano alzate di ciglia”. L’articolo racconta la cronaca attenta degli ultimi giorni, della tolleranza degli italiani nonostante, scrive il giornale, “il premier abbia passato il segno”.
Forse non interessarà al Presidente del Consiglio sapere che il popolo del web si è veramente irritato: non ha risparmiato feroci critiche all’uomo, alla sua gestione politica e anche alla sua vita personale, accusandolo di aver ridicolizzato l’Italia e i suoi cittadini attori, non per scelta, di una fiction ai limiti del buon gusto.
Le domande poste dai colleghi giornalisti sui rapporti tra il Capo del Governo e la signorina Noemi Letizia sono più che lecite vista la funzione pubblica rivestita. Ci sarà, indubbiamente, qualche affamato voyeur che vorrebbe sapere di più delle sue prestanze, lo stesso Bossi l’ha schernito: “alla sua età avrà bisogno del Viagra” ha detto durante un comizio. L’Italia si interroga nei bar, nei ristoranti, il nome di Noemi è sulla bocca di tutti; alla fine, il premier ha negato di aver intrattenuto una relazione con una minorenne, lo ha giurato sui suoi figli. Perché far passare due settimane? Perché accendere ogni volta la competizione elettorale con temi che in apparenza lo rendono vittima?
Un Primo Ministro si identifica con la nazione che guida, nel blog nato dall’articolo del NYT del 29 maggio,l’Italia risulta perdente, sconfitta da comportamenti immorali ai quali i cittadini ammiccano.
John Duggon da Lisbona scrive: “in un altro paese sviluppato, a questo uomo terribile sarebbe stato tolto il potere e messo in prigione. Sono state le disfunzioni politiche e la corrosa e corrotta società ad autorizzarlo ad usare la ricchezza e la sua posizione per proteggersi dai processi giudiziari…..Sono in allarme le altre democrazie occidentali”
E ancora Jim Rosenthal da Annapolis: “ Bene, se vi piace farvi governare da uno satiro anziano e libidinoso, chi siamo noi per discutere? E’ evidente che l’uomo è sex obsessed”.
C’è chi chiede ironicamente, ma non troppo l’aiuto della Nazioni Unite, “L’Italia non può sbarazzarsi da sola di Berlusconi che come una piovra, usa i suoi tentacoli per uccidere un paese meraviglioso” scrive Vince da Solomons.
Da Philadelphia, Fizzy è spaventato: “Assomiglia a Benito…. Ho chiesto ad un mio cugino italiano come è stato possibile rieleggere una persona così…..Mi ha risposto: come voi americani stupidamente avete scelto due volte presidente quel fanatico di Bush”.
Mike da Manhattan condanna l’ipocrisia nel mondo e si domanda come la Chiesa possa tollerare e difendere questi comportamenti parlando di scelte personali.
Anche gli italiani hanno partecipato al forum di NYT : Fabiana da Padova ricorda che non tutti hanno votato Berlusconi “Io sono una di quelle e mi vergogno, B. non mi rappresenta”; Francesco prova un’analisi in difesa dell’Italia: “Non è semplice capire il popolo italiano. Mussolini era realmente adorato da tutti ma, perse la popolarità nel giro di due giorni. Le notizie sul Presidente del Consiglio sono come gocce d’acqua che riempiono una pentola. Quando sarà colma inizieremo a dare la colpa a Mr B. In ogni caso scusateci per i problemi che produce, lasciandolo comandare un così splendido paese”.
Il blog del quotidiano newyorkese è stato bloccato poche ore dopo. Troppi, severi ed eccessivi i commenti del popolo del web. L’editore ha gettato la spugna.
Piramidi - Gli egizi e le stelle 1/4 - Anunnaki Nibiru 2012
Documentario sulle piramidi di Giza..quelle costruite nel 10500 A.C. da Ra,meglio conosciuto tra gli assiro-babilonesi col nome di Marduk.
Sincronicità: l'uomo come creatore cosmico.

IL DESTINO SINCRONICO E LA CREAZIONE
di Gaetano Conforto
Noi siamo i creatori della nostra realtà. Come Esseri Quantici non conosciamo nessun limite, né spaziale né creativo. Il grande oceano di luce in cui siamo immersi, da cui veniamo continuamente creati, e dove continuamente creiamo, opera tramite un’infinita rete di eventi spazio-temporali, il cui perfetto incastro dà luogo alla miriade di forme, creature, paesaggi, che sono oggetto dell’amore Divino.
Questa rete perfetta di relazioni è ciò che costituisce la Sincronicità. Ad un occhio profano, il susseguirsi della vita sembrerebbe un insieme di coincidenze casuali, cioè non aventi un nesso profondo fra loro. E’ chiaro che questa è la visione meccanicistica newtoniana, dove viene presa in considerazione l’analisi statistica, senza che fattori come l’intenzione e la consapevolezza possano giocare un ruolo nel succedersi delle cose: infatti l’ universo viene considerato come una macchina che genera dati in modo casuale.
Un fenomeno può avere una certa probabilità che possa verificarsi entro limiti di natura statistica, quindi entro i canoni della razionalità scientifica e non per questo deve essere considerato una sorpresa, oppure un miracolo. Per esempio una guarigione spontanea da un male incurabile, rientrerebbe in un range di probabilità, ristretto, ma possibile.
Qualsiasi altro fenomeno, come sapere chi ci sta chiamando al telefono, prima di rispondere, può rientrare, secondo la scienza ufficiale, nella norma di possibilità, cioè di coincidenze significative. Questo modo di considerare gli eventi quotidiani fu messo in discussione da Jung, il grande psicanalista svizzero.
In un caso famoso, descritto nel suo libro “ La Sincronicità “ – descrive il caso di una donna, di non facile trattamento, che aveva avuto in regalo, nel sogno, uno scarabeo d’oro (lo scarabeo è il simbolo della rinascita): mentre questa racconta il sogno a Jung, si sente ai vetri della finestra dello psicologo un rumore: era uno scarabeo, che Jung fece entrare e raccolse, mostrandolo alla donna, che ebbe un salto quantico di consapevolezza.
Quale analisi statistica potrebbe spiegare un fenomeno del genere? Quante probabilità ci sono che uno scarabeo, che in genere è attirato dalla luce, venga attratto da un ambiente buio (Jung stava eseguendo una seduta di analisi) nel momento in cui si sta parlando del suo simbolo? Se osserviamo a ritroso la nostra vita, vedremo quante di queste coincidenze significative si siano verificate per condurci dove siamo ora. Ogni relazione, ogni fatto, ogni evento sono strettamente interconnessi fra di loro e complici di un obiettivo elevato, che nella maggior parte dei casi ci sfugge.
L’oceano di luce (e con esso anche l’essere quantico consapevole di questa realtà) opera le sue meraviglie mettendo in relazione perfetta le “ pedine “ che condurranno alla creatura finale (galassia, stella, atomo, uomo, sogni, obiettivi, visioni): basterebbe un solo millisecondo di sfasamento, in questa perfetta sintonia, per avere un “parto “ creativo notevolmente diverso!Siamo immersi in un oceano di sincronicità.
Il nostro corpo è fra le espressioni più fini di tale sincronicità, basti pensare ai rapporti fra le molecole di idrogeno ed ossigeno dell’ acqua, come pure i rapporti fra i minerali, le vitamine, gli aminoacidi nelle complicate e complesse vie biochimiche: i risultati di seppur piccoli sfasamenti, come per esempio nelle carenze enzimatiche, comportano effetti disastrosi sulla salute e sull’aspetto fisico.
Non saremmo come oggi ci conosciamo, se si rompesse il delicato equilibrio sincronico fra noi e l’ universo (purtroppo abbiamo apportato sfasamenti nella natura, e questo ci costerà caro!). Ciascun Essere Quantico vive in una rete di sincronicità che si evolve e cambia nel tempo (l’ambiente dell’utero materno, la famiglia, la scuola, l’ambiente sociale, il lavoro, il matrimonio con i figli, il divorzio, nuove amicizie, il pensionamento).
In ogni momento si troverà in uno specifico seme karmico, cioè interagirà con persone ed eventi spazio-temporali con cui condividerà delle lezioni da apprendere. Se per suo libero arbitrio decide di cambiare seme karmico non ancora svezzato, si ritroverà in un’altra rete sincronica con non pochi problemi da risolvere, fino a quando non imparerà l’umiltà e l’ubbidienza, requisiti fondamentali per apprendere le lezioni cosmiche.
Ogni qualvolta interagiamo con la delicata struttura sincronica del cosmo (pensiamo, parliamo, agiamo, omettiamo, scegliamo) lo costringiamo a cambiare, momentaneamente, rapporti sincronici che inevitabilmente ci coinvolgeranno in questo cambiamento, fino a che non raggiungerà il suo equilibrio. Verremo trascinati dalla grande rete di eventi: il risultato sarà o la nostra salute e la nostra felicità, se abbiamo capito e ci lasciamo andare nella direzione degli eventi sincronici, oppure la nostra malattia, se opponiamo resistenza al flusso cosmico.
Ciò accade per esempio quando non lasciamo andare, non accettiamo il momento presente (la nostra famiglia, il nostro coniuge, il nostro lavoro, il nostro ambiente, la nostra salute), critichiamo oppure attacchiamo gli eventi sincronici in cui siamo immersi. Spenderemo enormi quantità di energie, e faremo grossi sforzi per ottenere ciò che desideriamo.
Ma arriveremo in salute ed equilibrio alla meta? Oppure ci ritroveremo già vecchi, stanchi, magari con molti soldi ma pieni di acciacchi, e di malattie?Da tutto si evince come sia importante entrare nel gioco della vita con le carte in regola. Queste carte sono la conoscenza della Sincronicità e del Destino Sincronico.
Per maneggiare queste carte bisogna prendere coscienza che siamo Esseri Quantici, e che viviamo in una continua creazione a doppio senso: possiamo agire provocando le nostre sincronicità (che non saranno più coincidenze significative, o eventi dovuti al caso, ma strategie creative) e/o possiamo favorire il flusso cosmico, comportandoci a nostra volta come eventi sincronici appartenenti al seme karmico di altri esseri quantici, diventare cioè pedine di altri esseri creatori. La Sincronicità è un insieme di eventi, apparentemente sconnessi fra di loro, che accadono insieme, e che sembrano in superficie soltanto delle coincidenze significative.
Per fare il salto di qualità, cioè riuscire a comprendere il meccanismo creativo, dobbiamo mettere in discussione le nostre false certezze (quelle legate al vecchio paradigma della fisica, dove siamo tutti separati, e destinati alla corrosione del tempo, quindi alla morte, incapaci di influire su questo destino, e facili alle critiche e a dare la responsabilità al di fuori di noi), dobbiamo capire che le coincidenze sono eventi normali, frequenti, significativi, in armonia con la natura, e che dietro le quinte della vita vi è una intenzione che ci guida, quella del nostro Spirito, quella Divina. Infatti dalla interpretazione delle “ coincidenze “, cioè il saper leggere il piano di azione del cosmo, dipende la realizzazione dei nostri desideri.
“ Nulla accade per caso “.
Quando prendiamo coscienza delle sincronicità, con l’intenzione di farle evolvere per realizzare il nostro destino, stiamo attuando il Destino Sincronico. Diventiamo parte attiva nel grande piano creativo, dando uno scopo, un significato, una direzione, una intenzione alle coincidenze; con le nostre interpretazioni e conseguenti azioni, trasformeremo le Sincronicità in Destino Sincronico, cioè acquisiremo quel software intellettuale per interagire con gli eventi spazio-temporali.
Per poter padroneggiare il Destino Sincronico e quindi crearci un nostro seme karmico evolutivo, cominciando a vivere nel qui e ora, in linea con la volontà del nostro Spirito, dobbiamo conoscerne i principi. La loro conoscenza ed applicazione ci metterà nella condizione di non avere più preoccupazioni, e di incentivare il numero di sincronicità nella nostra esperienza. Questi principi hanno a che vedere con la visione olistica, olografica della vita, e con il nuovo paradigma della fisica quantistica.
Il campo luminoso cosciente.
Rappresenta la grande rete di luce in cui siamo tutti immersi, infatti è in ogni luogo, in ogni cosa, ed è onnipresente. Costituisce la coscienza che pervade ogni sua creatura, e usa l’attenzione e l’intenzione come stimoli per la trasformazione. E’ un campo di energia, informazione ed intelligenza che orchestra e governa l’ambiente materiale, e di cui noi siamo creati e creatori.
La sua conoscenza è essenziale perché è con il suo esempio, con il suo studio che possiamo scrutare le sincronicità e utilizzarle per il nostro Destino Sincronico. Nella sua costituzione rientrano tutte le frequenze corrispondenti ad altrettanti semi karmici, dove frequenze simili entrano in vibrazione di risonanza attirandosi a vicenda.
Ecco perché quando siamo immersi in un seme karmico, attiriamo gli esseri quantici che vibrano alla nostra stessa frequenza, inoltre possiamo essere in grado di estrarre dal Campo Luminoso Cosciente qualsiasi informazione, in relazione all’ampliamento del nostro grado di percezione. Uno dei mezzi per conoscerlo ed utilizzarlo è la meditazione disciplinata, con cui possiamo influenzarlo con i nostri pensieri, speranze e sogni per poter manifestare i nostri desideri: è un campo dalle possibilità infinite.
Altro principio importante è il nostro dialogo interiore. Quello che un essere quantico pensa non è separato dal resto del cosmo. Il contenuto del nostro dialogo interiore influenza ogni area della nostra vita, fisica, emozionale e spirituale, oltre che il contenuto informativo del campo luminoso cosciente, provocando un insieme di sincronicità che ci ritroveremo “ fra i piedi “ senza neanche saperle gestire a nostro favore, sempre che le riconosciamo come tali.
Lungo la strada dell’illuminazione, cioè della conoscenza delle leggi della luce del Campo (fra cui la sincronicità creativa), il nostro dialogo deve essere basato sullo Spirito e non sulle esigenze del nostro ego. Queste ultime ci porteranno soltanto sofferenza e fatti sincronici contro corrente, con enorme dispendio energetico in quanto, come detto sopra, l’ universo tenderà ad equilibrarsi provocando eventi sincronici atti a ripristinare le intenzioni creative iniziali.
Bisogna conoscere il proprio Dharma, cioè il nostro scopo nella vita, per fare delle scelte in linea con la cospirazione cosmica; solo così il nostro dialogo sarà imperniato sulle cose dello Spirito e non sui quei pensieri circolari che vivono nel passato o nel futuro legati ad insicurezze e a paure.
Il principio dell’intenzione, insieme a quello dell’attenzione, sono i cardini su cui il Destino Sincronico poggia.
Infatti più attenzione poniamo agli eventi sincronici, e più frequenti diventano nella nostra vita, per cui le nostre intenzioni potranno esprimersi e manifestarsi attraverso questi eventi. L’attenzione accelera la sincronicità, mentre l’intenzione la fa utilizzare. Quando entrambe sono legate alle coincidenze significative, la sincronicità si trasforma in Destino Sincronico, e le nostre vite vengono trasformate in qualcosa di veramente magico, in quanto accadranno i cosiddetti miracoli, cioè la realizzazione spontanea dei nostri desideri, nel campo di infinite possibilità.
Da quanto sopra esposto, appare chiaro che la creazione non può fare a meno delle relazioni. Infatti l’altro principio è quello delle relazioni cosmiche. Tutto ciò che origina dal Campo esiste sotto forma di relazioni, ed ogni relazione può influenzare il Campo: è il suo linguaggio preferito. L’ universo si è diviso per miliardi di anni in esseri coscienti, dai molti punti di vista, con l’unico scopo di ritornare, attraverso l’interscambio di relazioni intelligenti, spirituali ed illuminanti, all’Unità di Coscienza, per favorire l’evoluzione reciproca.
Infatti la coscienza umana è il cosmo che pensa di se stesso, e gli esseri umani il mezzo con cui l’ universo possa pensarsi. Ogni relazione umana quindi è una connessione cosmica, un’opportunità per influenzare il Campo positivamente e per evolversi spiritualmente. Per questo non esistono relazioni cattive.
Tutto nel cosmo avviene in modo mirato alla creazione e alla evoluzione, per cui i nostri incontri sono stazioni sincroniche da cui può partire la nostra illuminazione, per diventare Esseri Quantici perfetti. Senza la conoscenza delle relazioni il Destino Sincronico non può avere i mezzi con cui agire. La stessa sincronicità vuol dire relazioni perfette e mirate al piano cosmico, dove ognuno fa la sua parte interconnettendosi l’un l’altro in una rete di rapporti meravigliosi e finalizzati al bene reciproco.
Bisogna elevarsi a frequenze elevate di dialogo interiore, per poter sfruttare a pieno questo enorme potenziale creativo, che ci viene messo a disposizione quotidianamente. Potremo acquisire il “ brevetto “ di creatori cosmici con la speranza di essere utili anche agli altri nella loro ricerca di libertà di coscienza.