venerdì 26 giugno 2009
La guerra alla democrazia - di John Pilger
Questo film documentario parla del potere dell'impero e di quello del popolo. Racconta una storia molto positiva: quella del sollevarsi dei movimenti popolari che ha portato al potere governi che promettono di ergersi contro chi controlla la ricchezza nazionale e contro il padrone imperiale. Il Venezuela ha spianato la strada, e un punto focale del film è una rara intervista faccia-a-faccia con il presidente Hugo Chavez. Traduzione e sottotitoli di Andy (NoOneWorldGovernment)
http://www.youtube.com/user/NoOneWorldGovernment
Ascoltate il popolo iraniano

di Giuseppina Paterniti
“Ascoltate il popolo iraniano, fate pressione sul governo perché metta fine agli arresti, e non spari più sulla gente. Il popolo iraniano ha chiesto di annullare le elezioni e non si fermerà fino a quando questo non accadrà.” E’ nella sede dell’associazione internazionale dei diritti dell’uomo, Shirin Ebadi, l’avvocatessa iraniana, attivista dei diritti umani e premio nobel per la Pace e nella sua conversazione con i giornalisti spiega il senso degli incontri con i rappresentanti delle istituzioni europee...
Javier Solana, il numero uno della diplomazia dell’unione, la commissaria Ferrero Waldner e il presidente uscente dell’europarlamento, Hans-Gert Poettering.
E’ un appello forte all’Unione Europea perché faccia sentire la sua voce a fianco del popolo iraniano, perché faccia pressioni su Teheran perché cessino le violenze e siano cancellati i risultati del 12 giugno, convocate nuove elezioni e rispettati i diritti alla libertà di stampa e di espressione.
Non appoggio nessun candidato, - ha detto Shirin Ebadi - il mio punto di vista è che la costituzione iraniana garantisce ai cittadini il diritto di manifestare pacificamente e il regime deve rispettare questo fatto". L'avvocato ha fatto appello al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon a mandare un inviato speciale in Iran per verificare quanto sta accadendo. La proposta è stata sostenuta da Poettering che si è detto pronto a partire per Teheran alla guida di una delegazione parlamentare per mostrare la solidarietà del Parlamento alle gente e ''soprattutto ai giovani iraniani che sperano in un futuro migliore''.
“L'Unione Europea non si ingerisce negli affari interni dell'Iran e respinge ogni accusa in questo senso - ha precisato, invece, la Ferrero-Waldner- ma l’UE condanna le violenze, chiede che sia fatta chiarezza sulle elezioni e sia rispettato il diritto dei cittadini di dimostrare”.
La Ebadi, per più di vent'anni legale di prigionieri politici e di vittime di violazioni dei diritti umani, ha detto anche di essere pronta a difendere legalmente la famiglia di Neda, la ragazza uccisa sabato a Teheran e diventata simbolo della rivolta contro il regime iraniano.
Grande Fratello, a Lancaster (Usa) si avvera la profezia di Orwell

| Written by Alessio Stilo | |
| Wednesday, 24 June 2009 |
In una cittadina della Pennsylvania diviene realtà l’incubo orwelliano del “Big Brother”, il grande occhio che vigila su tutto, allorchè gli abitanti hanno deciso di farsi sorvegliare costantemente a causa di una serie di efferati delitti avvenuti l’anno scorso.
Il Los Angeles Times riferisce che i 50 mila residenti a Lancaster, tormentati dalla criminalità, sono arrivati alla conclusione che sarebbe opportuno farsi tenere sotto controllo ventiquattr’ore al giorno da 156 telecamere a circuito chiuso, trasformando in tal modo la piccola comunità in un enorme cast da Grande Fratello.
Ogni angolo della città, in particolare quelli maggiormente a rischio delinquenza come parchi, strade, parcheggi, saranno ripresi incessantemente e le immagini passeranno sotto il setaccio di un’organizzazione privata no-profit, priva di alcun legame con l’amministrazione pubblica, che avrà il dovere di chiamare i gendarmi in caso di reati.
“Big Brother is watching you” – Il Grande Fratello ti vede – recitava l’epiteto dei manifesti della città descritta da George Orwell nel romanzo distopico “1984”, il quale narra di un sistema totalitario controllato dall’onnipotente partito unico, con a capo il famigerato Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto e che tiene perennemente d’occhio la vita di tutti servendosi di televisori-telecamere installati per legge in ogni abitazione dei membri del Socing – una evoluzione dello Stalinismo. Il “grande occhio”, oltre a spiare, ha il compito di diffondere la propaganda dell’apparato al potere e permettere alla psicopolizia di intervenire in caso di situazioni sospette di deviazionismo o eterodossia rispetto al regime.
Se la città della Pennsylvania ha scelto di immergersi in un futuro orwelliano, la campagna circostante continua a vivere in una realtà del tutto contrastante. Nella contea di Lancaster è ubicato infatti l’insediamento Usa più antico degli Amish, il gruppo di protestanti anabattisti giunti negli Stati Uniti dalla Svizzera tedesca nel 1700, scevri da tentazioni moderne e difensori di uno stile di vita radicalmente legato al passato. Costoro vivono come contadini e artigiani in terreni che tengono gelosamente liberi dalle intrusioni della civilizzazione che possano intaccare i loro princìpi guida, discendenti da concetti e passi ricavati dalla Bibbia.
Nella modernità tecnologica in cui impera ogni disvalore, la ricerca di maggiore “sicurezza” individuale rischia di plasmare sistemi totalitari come quelli vaticinati da Orwell. Mezzi d’informazione controllati dai poteri forti che propagandano scurrili inutilità per plagiare le menti, vita quotidiana sempre più vigilata, segugi al soldo dei servizi segreti di mezzo mondo e la spia intercontinentale Echelon che “ascolta” 6 miliardi di soggetti. Sarebbe opportuno rileggere George Orwell e comprendere dove possa portare un concetto distorto di “libertà”.
Alessio Stilo
Puttanicizia e puttanizia. E la malasanità?
di Carlo Vulpio da carlovulpio.it
“Non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me”.
Così cantava Giorgio Gaber. E aveva ragione. Al punto che lo stesso Silvio Berlusconi, chi lo avrebbe mai immaginato, è in qualche modo rimasto vittima di quel se stesso che è in lui. E’ lui in questo momento la vittima più illustre del suo berlusconismo.
Però. Sultano, satrapo, pigmalione, quello che volete. Ma finora quelle che andiamo leggendo sui giornali sono più che altro storie di puttanicizia.
La puttanicizia è parola usata da Giuseppe Gioacchino Belli, e poi rilanciata da Carlo Emilio Gadda, per significare impudicizia, ed è una fusione tra puttanità (licenziosità, lascivia, per Pietro l’Aretino) e pudicizia.
Possiamo dunque tranquillamente dire, senza offesa per nessuno, che la puttanicizia è il profilo di tutte quelle signore che si mettono in coda per varcare la soglia di certi palazzi. Non soltanto di Palazzo Grazioli o di Villa Certosa ma, da che mondo è mondo, di tutti i palazzi del potere: civile, giudiziario, militare e anche religioso.
Queste storie però sono anche storie di puttanizia. Termine che Ennio Flaiano usava per indicare un’azione ignobile, una nefandezza, una nequizia. E su questo punto c’è solo l’imbarazzo della scelta per stabilire chi, tra tutti i protagonisti – interni ed esterni - abbia fatto più puttanizie.
Certo, queste sono anche storie che avrebbero un rilievo giudiziario e politico enorme se si riuscisse a dimostrare che il presidente del Consiglio è sotto schiaffo, se cioè è ricattato da qualcuna di queste signore al punto da essere costretto a conferirle una carica pubblica.
Ma fino a quando questa prova non c’è, le storie di cui stiamo parlando sono storie di puttanicizia e di puttanizia. Punto. E non c’entra niente nemmeno Monica Lewinsky, perché Bill Clinton fu messo in stato d’accusa non per essersi fatto sollazzare dalla stagista, ma per aver mentito al Congresso su ciò che aveva fatto con lei. Tanto è vero che mai nessuno s’è sognato di tirare in ballo la relazione di Marilyn Monroe (e non solo) con John Kennedy per far dimettere il presidente degli Stati Uniti. Il resto, per quanto puzzolente come soltanto le fogne dei servizi segreti sanno essere, è coreografia: dal fotografo che riesce a scattare cinquemila fotografie, in un posto che dovrebbe essere blindato, quasi avesse la supervista di Nembo Kid, alla signora che avrebbe copulato “microfonata”.
Sulla presunta satiriasi di Berlusconi, uno dei più prudenti, persino in campagna elettorale, è stato proprio Antonio Di Pietro. E ha fatto bene. “Non mi interessa guardare dal buco della serratura nella camera da letto di Berlusconi – ha sempre detto nei suoi comizi Di Pietro -. Mi interessa di più guardare cosa succede nella sala da pranzo degli italiani a causa della politica economica del governo”.
Di Pietro ha capito che battere la strada (è il caso di dirlo) della puttanicizia e della puttanizia non solo avrebbe portato più voti a Berlusconi, se non altro in base al principio del "chi è senza peccato eccetera…", ma avrebbe oscurato anche cose ben più serie e importanti. Come in effetti sta accadendo.
La cosa più seria e importante, di cui non si sta parlando è l’inchiesta sulla Sanità pugliese. Un settore che danza sull’orlo di un baratro di bilancio tra i 600 e i 700 milioni di euro. Ma questa è roba tosta. Roba che scotta. E’ un piatto bollente che da anni ambienti giudiziari e politici rigorosamente bipartisan cercano di raffreddare, e di fronte al quale il signor Tarantini e la relativa puttanicizia appaiono poco più che una compagine di smandrappati. Di questa inchiesta, che è l’inchiesta-madre, cosa che qualunque giornalista di buona volontà può facilmente verificare, abbiamo scritto sul “Corriere della Sera” l’otto maggio 2005 ("Sanità, Vendola tradito dall'assessore" e "Bari, la Procura adesso indaga sulla vendita della superclinica"). Sì, questi due articoli risalgono addirittura a quattro anni fa.
Naturalmente, la speranza è che l’abbondanza di dettagli intimi, fino al colore pubico delle signore, non faccia velo su tutto il resto. Principalmente sul filone sanitario dell’inchiesta del pm Giuseppe Scelsi. Che è legata all’inchiesta-madre di cui dicevamo prima, oggi condotta dal pm Desirèe Digeronimo, della Direzione distrettuale antimafia di Bari.
L’inchiesta della Digeronimo “recupera” quella del 2005 e ruota attorno allo stesso personaggio-chiave di allora: Alberto Tedesco (Pd), assessore regionale della Sanità con la giunta guidata da Nichi Vendola. Con Tedesco, è indagata anche Lea Cosentino, direttore generale della più grande Asl pugliese, anche lei nominata da Vendola. Tedesco e Cosentino sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al falso, alla corruzione e all’abuso di ufficio.
Alcuni mesi fa, in seguito a una miracolosa fuga di notizie dalla procura di Bari, Tedesco viene a sapere dell’indagine e si dimette dalla carica. Subito dopo comincia a fare il pazzo affinché il Pd gli offra un paracadute. Quello dell’immunità parlamentare. Lo ottiene, senza grandi difficoltà, in questo modo: alle ultime Europee il Pd candida il senatore Paolo De Castro (due volte ministro dell’Agricoltura, con i governi D’Alema e Prodi) e per Tedesco, primo dei non eletti alle precedenti elezioni politiche, si libera un posto in Parlamento. Et voilà.
Intanto, l’inchiesta della Dda di Bari va avanti e coinvolge anche la Tradeco, azienda leader nella raccolta e smaltimento di rifiuti al Sud. La Tradeco di Carlo Columella, sponsor elettorale di Tedesco e di Vendola, ma attenta alle esigenze di quasi tutte le forze politiche non meno che alla tutela dell’ambiente, in consorzio con la Cogeam di Emma Marcegaglia ottiene dalla giunta Vendola contratti ventennali per la costruzione di discariche in Puglia.
Tutto questo è stato anche denunciato da un coraggioso cronista di una radio libera, Alessio Dipalo, direttore di Radio Regio Stereo. Ma a Dipalo accade una cosa singolare. Querelato proprio da quegli imprenditori e politici che poi finiranno nell’inchiesta del pm Digeronimo, il cronista si vede chiudere la radio in seguito a un provvedimento del procuratore aggiunto di Bari, Marco Dinapoli. Così, senza che vi fosse stato un processo che si pronunciasse sulla attività “diffamatoria” di Dipalo. Un fatto mai accaduto dal 1976, da quando cioè esistono le radio libere.
Quando però Dipalo viene ascoltato dal pm Digeronimo le sue deposizioni diventano quelle di un super testimone. E il processo in cui il giornalista viene accusato di diffamazione a mezzo stampa (tutt’ora in corso, nella fase dibattimentale) comincia a diventare un boomerang per chi lo ha innescato e anche per chi vi partecipa con grande visibilità. Come fa il procuratore aggiunto Dinapoli, che rappresenta l’accusa e non salta un’udienza.
Nel mio libro “Roba Nostra”, a cui quest’anno è andato il premio Rosario Livatino (e lo dico con una punta d’orgoglio, se permettete), ho anche raccontato un altro particolare.
Il 4 aprile 2007 – mentre infuria la polemica sul modo in cui la procura di Bari stava conducendo le indagini sulla scomparsa dei fratellini di Gravina di Puglia, Francesco e Salvatore Pappalardi, che verranno trovati morti -, a sostenere in aula l’accusa contro Dipalo si presentano in due, con scorta e auto blu: lo stesso Dinapoli e il procuratore capo di Bari, Emilio Marzano (da poco in pensione). In due. I due capi. Per una diffamazione a mezzo stampa, non per affrontare Al Capone. Non era mai accaduto, in nessun tribunale italiano.
Questi sono soltanto dei fatti messi in fila. Poi ognuno se ne fa l’idea che più gli aggrada. Ma la domanda che dobbiamo porci è: siamo disposti a non sapere più nulla degli intrecci tra malasanità e rifiuti se in cambio ci dicono tutto su puttanicizia e puttanizia?
(26 giugno 2009)
Minzolini, come rendere privato il servizio pubblico

Rendere privato il servizio pubblico. Questo obbiettivo domina la scena quando il monopolista della televisione privata può controllare la televisione pubblica dal vertice del potere politico. C'è chi si adatta alla servitù volontaria e chi no.
Quando Minzolini così scriveva in un suo articolo su Repubblica del 29 ottobre 1994: "Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure andarsene. Non è stato un buon servizio il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia... La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico."
Da bravo dialettico, nei suoi primi giorni di esperienza alla direzione del Tg1, si cimenta ora nella confutazione pratica della regola allora enunciata. Di più: con la scusa di non invadere la vita privata del presidente del consiglio ha nascosto la notizia sul giro di donne a pagamento nelle abitazioni del capo del governo che tutti gli organi di stampa italiani e internazionali davano con grande rilievo e su cui perfino il Tg5 di Mediaset rinunciava a esercitare una completa censura.
Poi non contento ha risposto ai rilievi del presidente Rai, usando in modo improprio lo spazio del telegiornale da lui stesso diretto, per ribadire la necessità del suo silenzio stampa.
Incurante della contraddizione logica: sosteneva trattarsi solo di chiacchiericcio ma dava largo spazio alla polemica nata dal chiacchiericcio perché questa permetteva di coinvolgere nel polverone altri politici.
Così la polemica nata sulla base della notizia vera ma nascosta diventava a sua volta notizia principale. Ha poi toccato il colmo quando ha dato larghissimo spazio alla smentita che Berlusconi ha messo in scena sul suo settimanale "Chi". Per gli ascoltatori del solo Tg1 del tutto incomprensibile perché smentiva una notizia che il Tg1 non aveva voluto mai dare.
A tanto porta l'abnegazione della servitù volontaria: rendere privato il servizio pubblico, a vantaggio di una sola persona.
Pancho Pardi
(24 giugno 2009)
Flota OVNI Capital Federal 10-6-2009 - UFO Fleet - FULL VERSION
Se trata de la versión Full de la filmación realizada el 10 de Junio de 2009, donde aparecen hasta 4 objetos esferoides de color oscuro sobre el cielo del Río de la Plata, Argentina. Utilicé mi cámara Sony TRV 510, detectando el primer objeto con un filtro Din 6 agregado manualmente para poder utilizar la visión Infrared de día, pero como se distorciona y pirde un poco la imágen es que ya en los primeros segundo lo dejo de utilizar, para pasar a filmar en modo Normal y con alternancias al Negativo (este último lo utilizo generalmente para obtener mayor contraste y no perder el objeto observado).
http://www.youtube.com/user/MEL3D
Flotillas Casavatore (NA) 13/06/2009
Napoli Ore 19:00 13/06/2009
Il sottoscritto ha avvistato e filmato una flotta di OVNI:
Sono uscito dalla mia stata e alzando lo sguardo al cielo ho visto moooooltissime di queste sfere bianche in movimento(sembravano stelle, ma nel video sono meno luminose. Inoltre a occhio nudo si vedevano benissimo mentre con la telecamera ho dovuto zoomare) .
Ho chiamato anche mio fratello e un mio amico a prendere visione del fenomeno (Magari ero in prenda a una crisi psicotica XD ), anche per continuare a controllarlo nel frattempo che andavo a prendere la telecamera.
La flotta si era spostata però, e il suo numero era diminuito (ora non so se perchè i palazzi offuscavano la vista degli altri ufo o se perchè effettivamente altri erano schizzati via).
Fatto sta che ho continuato ad osservarli e a riprenderli per altri 5 minuti circa finchè non sono andati troppo lontano (e troppo in alto) per riprenderli bene.
Il fenomeno prende nome di flotillas (dal messicano flotta credo). Le prime e le più famose sono state avvistate in Messico. In Italia il mio è il secondo caso registrato.
http://www.youtube.com/user/alecchitube