mercoledì 8 luglio 2009

2012 Le Piramidi di Visoko in Bosnia



Semir Osmanagic

http://www.youtube.com/user/SodomaSurvived

L’internazionale nazista dello Sport

















di Emilio Carnevali

Non c’è che dire: la Formula 1 dev'essere veramente un bell'ambientino. Considerando che a confronto di Bernie Ecclestone Adriano Galliani sembra quasi la reincarnazione di John Stuart Mill, e soprattutto che a confronto dei festini di Max Mosley quelli del Berlusca sembrano dei ricevimenti da educande, c’è quasi da rallegrarsi: pensavamo di aver toccato il fondo qui da noi, invece ci sono ancora ampi margini di discesa.
Si potrebbe obiettare, giustamente, che un conto sono le dichiarazioni e i comportamenti di un dirigente sportivo, un conto sono quelle di chi ricopre incarichi politici in organismi pubblici e democratici. Giustissimo.
Eppure il delirio filonazista di un personaggio come Bernie Ecclestone lascia davvero sconcertati per la naturalezza e il “candore” con i quali si è espresso un esponente di quella che è a tutti gli effetti una “classe dirigente globale” alla guida di un impero finanziariamente potentissimo come il circo della Formula 1. Direttore esecutivo della Formula One Management (e detentore di quote di capitale che gliene garantiscono di fatto il controllo) Ecclestone è colui che ha trasformato le corse di automobili in un colossale affare fatto di sponsor, diritti televisivi e quant’altro ha concorso a renderlo uno degli uomini più ricchi del Regno Unito e del mondo.
Nei giorni scorsi colui che i giornali appellano spesso come il “patron” della Formula 1 ha rilasciato un’intervista al Times spendendosi in incredibili elogi per Adolf Hitler, il quale, pur essendosi “lanciato in cose che non ho idea se avesse davvero l'intenzione di fare o meno”, “di certo ha dimostrato di essere in grado di comandare un sacco di persone, in modo da ottenere che quelle cose venissero fatte”. Insomma, un bravo politico decisionista. Del resto, ha spiegato ancora Ecclestone, “la democrazia non ha fatto molte cose buone per un sacco di paesi, incluso il nostro [la Gran Bretagna]. I nostri politici sono troppo preoccupati per le elezioni". Chi salvare allora? “Amo i leader forti. Margaret Thatcher prendeva decisioni e le faceva rispettare. È stata l'unica a far crescere questo paese velocemente. Questi ragazzi, Tony [Blair] e Gordon [Brown] sono troppo preoccupati di piacere a tutti" (sorvoliamo qui sul contributo di un milione di sterline che nel 1997, poco prima dell’avvento al potere di Blair - l’uomo che ha distrutto, pardon, “modernizzato” la sinistra inglese - Ecclestone ha concesso al Partito laburista ottenendo in cambio un trattamento di riguardo per la Formula 1 nella nuova legge sulla pubblicità del tabacco).
Bernie Ecclestone sembra quindi condividere le stesse simpatie politiche del suo amico e sodale Max Mosley, presidente della Fia (Federazione Internazionale dell’Automobile), che nel marzo dello scorso anno è stato coinvolto in un clamoroso scandalo quando il quotidiano inglese News of the World pubblicò alcuni fotogrammi tratti da un video di 5 ore che documentava un’orgia sado-maso cui il nostro aveva partecipato vestito in uniforme nazista insieme ad un gruppo di prostitute, alcune vestite da naziste, altre da recluse d'un campo di concentramento. La cosa risulta ancor più inquietante considerando che il padre di Mosley, sir Oswald Mosley, fu un grande ammiratore di Benito Mussolini e, dopo un viaggio in Italia nel 1932, fondò la British Union of Fashists. Le nozze con Diana Mitford, la madre di Max, furono celebrate nel 1936 a Berlino nella casa del gerarca nazista Joseph Goebbels e alla presenza di Hitler.
D’altra parte, dando un’occhiata alle biografie dei vertici dello sport internazionale si può notare che il “vizietto” nazista non riguarda solo i signori della Formula 1. A cominciare dall’associazione sportiva per antonomasia, ovvero il Comitato olimpico internazionale, che vanta una tradizione di dirigenze piuttosto torbide. Le olimpiadi di Monaco del 1936 sono passate alla storia come il più grande evento di celebrazione del Terzo Reich e della sua estetica di potenza. Ci vollero le 4 medaglie dell’atleta nero Jesse Owens per lasciare in quelle olimpiadi una traccia di riscatto dal delirio della “superiorità della razza ariana”. Non tutti sanno, però, che gli Stati Uniti di Roosevelt furono convinti a non boicottare quei giochi dall’allora presidente del Comitato olimpico americano, il filonazista Avery Brundage, che si spese molto affinché il proprio Paese partecipasse alle Olimpiadi di Hitler.
Nel 1952 Brundage diventò presidente del Cio e lo rimase fino al 1972. Fu lui a decidere la sospensione dalla squadra americana e la cacciata dal villaggio olimpico di Tommie Smith e John Carlos, i due atleti di colore che durante le olimpiadi di Città del Messico del 1968 salirono sul podio alzando al cielo il pugno chiuso delle Pantere Nere. Brundage si rifiutò inoltre di sospendere i giochi del 1972 a Monaco dopo l’attentato del commando di “Settembre nero” che costò la vita a 11 atleti della squadra israeliana e si oppose anche all’esclusione della Rhodesia (oggi Zimbabwe) dai giochi a causa della sua politica di segregazione razziale.
Qualche hanno dopo la conclusione del lungo “regno” di Brundage, fu eletto alla guida del Cio Juan Antonio Samaranch, che è stato presidente fino al 2001 ed è attualmente presidente onorario a vita. Anche Samaranch, quanto a simpatie politiche, può vantare un curriculum di tutto rispetto, dal momento che è stato un gerarca della Falange Spagnola nonché grande amico del dittatore Francisco Franco.
A fronte di tutto ciò fa quasi tenerezza il nostro Flavio Briatore, team manager di Formula 1, che alle ultime elezioni si è limitato ad una timida dichiarazione di appoggio alla sua amica Daniela Santanchè, candidata a premier con la Destra di Storace: “Ha le idee molto chiare su quello di cui ha bisogno l'Italia. Chiara, decisa, con un linguaggio adatto ai giovani. In politica mi sembra la cosa più nuova che c'è in giro, una candidatura fresca, piena di ideali”.
Beh, gli ideali non sono poi così nuovi e freschi, dato che hanno una “gloriosa” tradizione alle spalle. Briatore ama i giovani ed ha forse una coscienza politica ancora un po’ immatura, ma certamente avrà modo di indottrinarlo il suo grande amico Bernie Ecclestone, con cui nel 2007 ha acquistato il pacchetto di maggioranza dei Queens Park Rangers, squadra di calcio della serie B inglese.

(7 luglio 2009)

Continua la tensione fra cinesi Han e Uiguri. Hu Jintao abbandona il G8















08/07/2009 09:24

Nonostante il coprifuoco e 20 mila soldati e poliziotti, vi sono ancora manifestazioni, raid e scontri inter-etnici. Il fallimento dell’ideale della “società armoniosa” tanto predicato da Hu Jintao. Il presidente cinese ha lasciato in fretta l’Italia per tornare in Cina.

Urumqi (AsiaNews/Agenzie) – Centinaia di uiguri musulmani si sono radunati in centro città stamane, sfidando le decine di migliaia di poliziotti e soldati che vigilano sulla sicurezza di Urumqi dopo i violenti scontri dei giorni scorsi. Intanto il presidente Hu Jintao ha lasciato l’Italia, abbandonando il G8, per ritornare in fretta a Pechino, a causa del peggiorarsi della crisi.

Almeno 200 uiguri, armati di bastoni, sbarre di ferro e pietre hanno iniziato oggi a protestare davanti a cordoni di poliziotti armati di fucili a baionetta, che circondano un quartiere a predominanza han. Un gruppo più piccolo di uiguri ha lanciato insulti contro un gruppo di cinesi han dall’altra parte della strada.

Alcuni uiguri affermano che nella notte, nonostante il coprifuoco imposto sulla città, gruppi di cinesi han hanno assaltato case di uiguri, picchiato persone e bruciato un ristorante.

Ieri, alle manifestazioni di donne e ragazze uiguri, che chiedevano la liberazione dei loro cari, arrestati dalla polizia dopo le sommosse del 5 luglio, vi sono state dimostrazioni di migliaia di cinesi han che chiedevano giustizia. Armati di bastoni con chiodi, sbarre di ferro, aste, falci, volevano vendicarsi delle violenze che alcuni negozi e persone han hanno subito tre giorni fa.

Il 5 luglio scorso, circa 3 mila uiguri hanno manifestato ad Urumqi per protestare contro la morte di due loro correligionari nel Guangdong. La manifestazione è degenerata in violenza, con la polizia che ha sparato sulla folla e i dimostranti che si sono abbandonati a lanci di sassi, attacchi a negozi han. Il bilancio degli scontri è di 150 morti e più di 800 feriti. La polizia ha fatto più di 1400 arresti, ha imposto il coprifuoco, ha tagliato le linee internet e le linee telefoniche.

Quello che è stato definito lo scontro più violento negli ultimi 20 anni, sembrava limitarsi a un conflitto fra gli uiguri - emarginati da decenni dalla vita politica ed economica dello Xinjiang – e lo Stato. Ieri invece, con le manifestazioni dei cinesi han, è emerso il pericolo di scontri interetnici che rischiano di far saltare la convivenza fra minoranze e cinesi han di tutta la Cina, in cui lo Stato si mostra incapace di mantenere l’ordine e garantire la sicurezza.

A causa di ciò, il presidente Hu Jintao, in Italia per partecipare al G8, ha ridotto la sua visita e nella notte è partito dall’aeroporto di Pisa per raggiungere Pechino in mattinata. La delegazione cinese, guidata da Dai Bingguo, rimarrà all’Aquila a seguire i lavori dell’incontro internazionale.

In questi anni Hu Jintao ha sempre predicato l’ideale della “società armoniosa” e della convivenza fra etnie. Gli scontri a Urumqi appaiono uno smacco alla sua credibilità.

G8 a L'Aquila:Memoria, Verità, Giustizia.Ieri arresti in tutta Italia














Martedì 07 Luglio 2009 A Sud

Alla vigilia del G8 a L'Aquila si è tenuta nella notte tra domenica e lunedì una grande fiaccolata organizzata dai cittadini di L'Aquila e dai comitati nati dopo il sisma del 6 aprile.
Una fiaccolata che si è svolta nella compostezza e nel raccoglimento, testimoniando la grande dignità della popolazione aquilana che - a tre mesi dal terremoto che ha sconvolto L'Aquilano e le vite delle sue decine di migliaia di cittadini - si è raccolta per ricordare le vittime e, soprattutto, per chiedere verità e giustizia.


Alleghiamo di seguito il comunicato diffuso ieri della Rete 3e32 sulle mobilitazioni di questi giorni e sulla condanna – alla quale ci uniamo – della criminalizzazione della protesta sociale messa in atto in Italia, testimoniata ancora una volta dall'ondata di arresti che ha raggiunto questa mattina, con incredibile tempismo, attivisti di vari movimenti italiani.

G8 a L'Aquila: Memoria, Verità e Giustizia

La notte scorsa, a tre mesi esatti dal sisma che il 6 aprile ha sconvolto L'Aquilano, la città si è raccolta in una fiaccolata che ha visto migliaia di persone percorrere le vie deserte per chiedere verità e giustizia e per ricordare i 307 morti della notte del 6 aprile e coloro che sono deceduti nelle tendopoli durante gli ultimi tre mesi.

Alla fiaccolata hanno preso parte circa cinquemila cittadini di L'Aquila, con in testa i familiari delle vittime e ha contato sulla solidale, concreta e composta partecipazione di tanti territori e comunità, giunti da altre parti d'Italia per stringersi attorno ai cittadini e alle cittadine di L'Aquila e esprimere sostegno e solidarietà.

L'unica nota stonata è stata l'inopportuna presenza delle forze dell'ordine, che hanno 'blindato' il corteo con un eccessivo dispiegamento di forze armate: caschi, scudi, la testa del corteo composta da centinaia di agenti e rumore di elicotteri che hanno offeso il silenzio e il raccoglimento della fiaccolata mancando di rispetto al dolore per le vittime.

L'assedio militare del corteo è una chiara conseguenza della decisione di spostare il G8 a L'Aquila e dell'ulteriore militarizzazione che essa ha causato ad una città già devastata e assediata, che non ha portato benefici ma solo disagi ad una popolazione già provata.

E' per questo che ancora una volta siamo costretti a denunciare il chiaro tentativo di innalzare la tensione alla vigilia del summit, confermato dall'ondata di arresti avvenuti in tutta Italia questa mattina.

Condanniamo la politica di 'sicurezza' approvata con straordinario tempismo dal governo che permette di compiere arresti preventivi in violazione dei più elementari diritti umani, e esprimiamo solidarietà a tutti gli arrestati di stamani.

Sia chiaro che non cadremo in questa trappola e che durante i giorni del G8 il dissenso di tutta la popolazione aquilana verso le scelte del governo sarà determinato e espresso in forma pacifica.

Per questo rilanciamo l'appuntamento con le iniziative previste in questi giorni, come il Forum per la Ricostruzione Sociale di domani 7 luglio e il sit-in del 9 alla Villa Comunale.

G8/ Berlusconi ospite sgradito




















I. R., 08 luglio 2009

Politica Dopo il Guardian ieri, oggi è il New York Times a minacciare la presidenza italiana del G8. Un editoriale del quotidiano americano chiede al presidente Usa, Barack Obama, di prendere lui in mano il G8 de L'Aquila vista "la debolezza politica dei Grandi presenti nel capoluogo abruzzese e l'imperdonabile rilassatezza nella programmazione del governo italiano"

G8: DOPO GUARDIAN OGGI ATTACCO NEW YORK TIMES, "OBAMA GUIDI SUMMIT"
L'AQUILA (ITALPRESS) - Dopo il Guardian ieri, oggi è il New York Times a minacciare la presidenza italiana del G8. Un editoriale del quotidiano americano chiede al presidente Usa, Barack Obama, di prendere lui in mano il G8 de L'Aquila vista "la debolezza politica dei Grandi presenti nel capoluogo abruzzese e l'imperdonabile rilassatezza nella programmazione del governo italiano".

G8: NEW YORK TIMES, OBAMA PRENDA LA GUIDA DEL VERTICE =


Barack Obama prenda con decisione la guida del G8 de L'Aquila. L'invito al presidente americano è rivolto dal New York Times, che in un editoriale lamenta la "debolezza politica" dei Grandi presenti nel capoluogo abruzzese e "l'imperdonabile rilassatezza nella programmazione" mostrata dal governo italiano, il cui premier è "impegnato a difendersi dalle accuse dei quotidiani". Tutto questo, scrive NYT, "lascia poco spazio all'ottimismo. Se non si vorrà perdere tempo ed energie - aggiunge il quotidiano Usa - Obama dovrà prendere le redini di questa sessione. E' arrivato il momento che lui trasformi il credito diplomatico conquistato negli ultimi sei mesi in capitale diplomatico".

Tocca a Obama, continua il quotidiano, "premere sulla Germania affinché investa di più negli incentivi all'economia" e sugli altri leader affinché "contengano i propri pericolosi impulsi protezionisti". Allo stesso modo, serve "un fermo impegno dai G8, Russia inclusa, perché si vada a sanzioni efficaci se l'Iran non rinuncia ai suoi appetiti nucleari". Quanto al clima, Obama dovrà invece restare in ascolto su un tema in cui gli Stati Uniti sono "arretrati" rispetto agli europei. Il presidente americano "farebbe bene ad ascoltare e, una volta rientrato in patria, premere sul Congresso per una più coraggiosa riduzione delle emissioni".

A metà articolo arriva l'affondo contro il governo italiano. "Tradizionalmente", sostiene il quotidiano, "l'ospite imposta il tono, i temi e l'agenda di questi appuntamenti. Ma il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, nelle recenti settimane ha impegnato la maggior parte delle proprie energie politiche per parare le accuse sferrate dai quotidiani, secondo i quali ha frequentato escort e ha ospitato minorenni vestite in modo succinto". Il NYT sentenzia: "Uomo di spettacolo: forse. Leadership: no".
Il quotidiano ne ha, comunque, per tutti i leader presenti, meno "folkloristici" di Berlusconi, ma "non molto più utili".

La tedesca Angela Merkel "ha puntato i piedi" sul pacchetto di stimolo, il britannico Gordon Brown "tiene ormai un basso profilo", il giapponese Taro Aso "è impopolare in patria", il premier canadese Stephen Harper guida "un governo di minoranza" e il presidente russo, Dmitry Medvedev, "continua a lavorare all'ombra" di Vladimr Putin. Quanto a Nicolas Sarkozy, il presidente francese "è saldo politicamente in patria" ma "non pare avere una coerente agenda internazionale". Tocca a Obama, conclude NYT, "rinvigorire" i temi del G8, dall'economia al clima, fino "all'aiuto alle nazioni più povere del mondo".

Rima Laibow sul Codex Alimentarius - Sub Ita



La storia e gli obiettivi del Codex Alimentarius spiegate dalla D.ssa Rima Laibow in merito al regolamentario mondiale dell'alimentazione. Controllo della popolazione?

http://www.youtube.com/user/moksha75ar

UFO Releases Intelligent Moving Spheres



5 luglio 2009
http://www.disclose.tv/viewvideo/26099/ UFO Releases Intelligent Moving Spheres. go too around the 4:30 mark what do you reckon are these balloons or what. +++ Description copied from http://www.disclose.tv +++