lunedì 20 luglio 2009

Biosicurezza, cresce timore dopo errori di laboratorio in Europa















Di Laura MacInnis and Debra Sherman

GINEVRA/CHICAGO 19 Marzo (Reuters) - Gli incidenti di laboratorio accaduti in Europa, riguardanti aviaria e virus ebola, hanno aumentato le preoccupazioni sulla biosicurezza in Europa, dove esperti di salute pubblica dicono che la ricerca su agenti patogeni pericolosi deve essere monitorata con maggiore attenzione.

La settimana scorsa una scienziata, in Germania, si è punta con un ago che risultava contaminato con una forma di virus ebola emorragico, che ha un tasso di mortalità di circa il 90%. La donna è ancora sotto osservazione in ospedale.

Questo incidente ha fatto scaturire ulteriori timori, dopo che un altro incidente si era verificato in un laboratorio in Austria. Si è scoperto che un esempio di virus mortale H5N1, una forma di aviaria, era stato mischiato con esempi di influenza stagionale nel laboratorio austriaco della Baxter International (BAX.N: Quotazione ).

Le autorità sanitarie e i gruppi industriali che si occupano di controllare la sicurezza nei laboratori europei hanno concluso in un rapporto che gli scienziati e i manager devono essere guidati in maniera più efficiente in merito alla prevenzione, alla gestione e al resoconto di questo tipo di incidenti.

Insistendo sul fatto che la ricerca sui virus e gli agenti patogeni è fondamentale per i vaccini, per i medicinali e lo sviluppo diagnostico, il gruppo Biosafety Europe ha riferito che "eventuali incidenti che avvengono nei laboratori sono pericolosi per la popolazione civile, nel caso questi organismi si diffondano nell'ambiente, tanto quanto eventuali attacchi terroristici che intenzionalmente rilascino virus di laboratorio all'esterno".

"Adeguate tecniche, misure di contenimento e pratiche di biosicurezza devono essere implementate in queste strutture per prevenire episodi accidentali o diffusioni intenzionali di agenti patogeni", viene riportato dal gruppo in un articolo pubblicato su www.biosafety- europe.eu/ FinalConsiderations_PDFs.html.

ERRORE UMANO

Il portavoce della Baxter Chris Bona ha detto che la società con sede in Illinois ha scoperto nel mese di febbraio della contaminazione dovuta al virus H5N1, che è stata causata da un insieme di "errori umani e tecnologici".

Bona ha riferito che i campioni di virus dovevano servire esclusivamente per delle ricerche, non per vaccini, e che la società ha messo in atto tutte "le misure di sicurezza del caso", non appena messa al corrente dell'incidente. Misure sulle quali il portavoce non ha voluto fornire dettagli.

Tutte le 37 persone coinvolte negli errori di laboratorio nelle sedi della compagnia in Germania, Repubblica Ceca, Slovenia e all'Avir Greenhills Biotechology, una società austriaca che aveva comprato i campioni, sono risultate negative al test sul virus aviaria H5N1, ha riferito Bona.
L'Organizzazione Mondiale della Salute ha manifestato la sua preoccupazione circa l'eventualità che il virus, che ha ucciso 256 persone dal 2003, possa scatenare un'epidemia diffusa se dovesse mutare e cominciare a diffondersi più facilmente.

La coordinatrice del progetto Biosafety Europe Kathrin Summermatter ha specificato come più controlli e maggiore collaborazione possano aiutare a ridurre i rischi di errori nei laboratori europei.
"Sebbene ci siano già delle direttive in merito alla biosicurezza, abbiamo notato come il livello di controllo non sia uguale in tutti i paesi europei", ha detto Summermatter in una mail giunta alla Reuters.

Il rapporto del gruppo ha mostrato come i paesi del Nord Europa rendano pubblici pià facilmente gli errori di laboratorio rispetto ad altre parti d'Europa, "il che riflette la differenza nei vari resoconti".
Summermatter ha evidenziato come la trasparenza sia un elemento fondamentale per la riduzione dei rischi: "E' importante trarre insegnamento dall'esperienza e dagli altri laboratori".

Vedi: ,

2012: ALLARME NASA
















di Mauro Paoletti per Edicolaweb

Apprendiamo che per la prima volta alcuni scienziati della NASA credono alle profezie di antichi popoli, i quali avrebbero predetto la fine della Quinta Era o del Quinto Sole, quella attuale, con una grande tragedia cosmica.
L'ente spaziale americano ha pubblicato, tramite l'Accademia Nazionale delle Scienze, un dossier nel quale si parla esplicitamente dei rischi cui potrebbe essere sottoposto il pianeta a causa di una serie di eventi catastrofici che si verificheranno entro il 2012 caratterizzati da tempeste solari e sciami meteoritici.
È di fatto iniziata da tempo la raccolta e la conservazione di sementi in una base sotterranea costruita nell'isola di Svalbard situata a metà strada tra la Norvegia e il Polo Nord.
L'ambiente sotterraneo a Longarbyen, capitale dell'arcipelago delle Svalbard, nel Mar glaciale Artico, a 640 chilometri a nord ovest delle coste norvegesi, tra il 78esimo e l'80esimo grado di latitudine, a 1200 chilometri dal polo Nord, consiste in un tunnel di centoventi metri all'interno di una montagna coperta per due terzi dai ghiacci, a circa 130 metri sopra il livello del mare.
Un sito che permette la conservazione dei campioni grazie al permafrost e allo spessore della roccia, nel caso di mancanza di elettricità. Una scelta accurata per la massima protezione delle colture alimentari. Verranno così conservati circa tre miliardi di sementi di tutte le varietà vegetali comprese quelle più rare. Conservate in fondo a un tunnel di 80 metri all'interno della montagna, ricchissima di carbon fossile.
Una "banca" di semi scavata nel granito, chiusa da due portelloni a prova di bomba con sensori rivelatori di movimento, speciali bocche di aerazione, muraglie di cemento armato spesse un metro con l'obiettivo di preservare la biodiversità del pianeta.
Come ha dichiarato Ola Westengen, coordinatore Global Crop Diversity, che ha avuto un ruolo chiave per la pianificazione del deposito, "Non esiste un luogo sulla Terra che sia sicuro al cento per cento. Ma le Svalbard, considerando la situazione politica, sociale ed ambientale, sono l'alternativa più sicura."
Ufficialmente il governo norvegese ha finanziato il costo dell'intera opera; ma secondo Maurizio Blondet in un suo articolo reperibile in rete dal titolo "Rockefeller si fa l'Arca di Noè. Cosa ci nasconde?", citando William Engdahl come fonte primaria, finanziatore principale sarebbe la Fondazione Rockefeller, insieme alla Monsanto, alla Syngenta, alla Pioneer Hi-Bred (che studia OGM per la multinazionale chimica DuPont) ed a Bill Gates che, attraverso la "Bill & Melinda Gates Foundation", fornisce al progetto 30 milioni di dollari l'anno.
Lecito che Blondet si chieda cosa si cerca di nascondere.
Secondo le ricerche svolte dalla NASA sembra possa ripetersi l'intensa tempesta solare che nel 1859 produsse un black-out delle tecnologie di comunicazione negli Stati Uniti e in Europa. Oggi un evento simile potrebbe causare uno sconquasso economico e sociale più catastrofico: almeno da quanto affermato dai ricercatori dell'Accademia nazionale delle scienze, che hanno condotto lo studio commissionato dall'ente spaziale americano.
La "fase attiva", che il Sole attraversa ogni 11,11 anni, stavolta potrebbe generare tempeste magnetiche capaci di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti, distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell'energia e di conseguenza interrompere la distribuzione dell'acqua potabile, col deperimento dei cibi e di molte medicine nel giro di 24 ore, interrompere il riscaldamento o il condizionamento dell'aria. Sarebbero bloccati i servizi telefonici, i trasporti, i rifornimenti di carburante. Daniel Baker, direttore del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell'Università del Colorado, ipotizza l'interruzione dei servizi d'emergenza e la perdita del controllo delle difese sulle tecnologie più delicate. Vanno quindi rafforzate le strutture vulnerabili e sviluppati sistemi avanzati per la previsione delle tempeste solari, in conseguenza all'estesa nostra dipendenza da tecnologie avanzate sensibili ai fenomeni spaziali.
È naturale chiedersi se tale fenomeno si possa essere verificato in un tempo lontano, diciamo 12.000 anni fa circa, con una violenza da azzerare la civilizzazione e spingere tale civiltà a segnalare ai posteri la possibilità del ripetersi del disastroso fenomeno naturale, inevitabile, erigendo monumenti ben visibili, durevoli, significativi come, ad esempio, quelli presenti nella piana di Giza.
Ci ricordiamo che - in occasione di un paio di conferenze riguardo ad una ipotetica catastrofe verificatasi in tempi remoti, che può aver spinto un'antica civiltà ad erigere la Grande Piramide presente a Giza e, quanto riportato in seguito, nell'articolo "Passato e futuro: La Grande Piramide", è stato fatto cenno ad una ipotesi interessante dove si dipinge uno scenario fantastico, ma non impossibile, di un'antica civiltà evoluta tecnologicamente, in possesso di notevoli conoscenze astronomiche, che scopre la sovrapposizione ciclica dei campi elettromagnetici solari.
Circa ogni 18.900 anni, infatti, tali campi si sovrappongono, causando un'inversione magnetica solare che porta ad un ribaltamento magnetico terrestre. Quando il campo magnetico solare cambia direzione tende a sbilanciare la Terra dal suo asse, esponendola a terremoti, inondazioni ed eruzioni vulcaniche.
Quel popolo non può evitare il disastro, ma i sopravvissuti decidono di avvertire le civiltà future riguardo al fenomeno e progettano di lasciare un messaggio costruendo qualcosa che il tempo non possa distruggere facilmente. Scolpiscono un monolite, che affiora nella f ertile pianura, dando forma ad un gigantesco Leone che osserva all'orizzonte il sorgere dell'omonima costellazione; indicando così il momento dell'inizio di una nuova epoca.
Devono avvertire che la catastrofe è legata al ciclo delle macchie solari, la cui durata è di 11,1 anni. Di conseguenza innalzano tre Piramidi in modo che la loro distanza dal Leone corrisponda a 111,111 gradi precessionali stabilendo un riferimento al ciclo delle macchie solari.
Inseriscono nella piramide più grande dei "condotti" facendo in modo che 8.000 anni dopo, cioè nel 2450 a.C., risultino allineati con alcune stelle; il numero 8000 diviso per 72, valore del grado precessionale, fornisce 111,111.
Non solo. Nel costruire le Piramidi fanno in modo che esse riproducano sulla Terra la posizione delle tre stelle della cintura di Orione; chi leggerà il messaggio saprà che all'epoca della costruzione, nel 10.450 a.C., risultava spostata più in alto di 111,111 gradi rispetto alla sua posizione perché saranno trascorse 5 fasi e si avvicinerà il completamento del relativo ciclo di 18.900 anni solari.
Edificano la Grande Piramide, la rivestono di calcare bianco, in modo che risplenda al Sole e sia visibile da lontano, la ricoprono di iscrizioni che narrano l'evento disastroso, spiegano la funzione del monumento e cosa accadrà nel futuro.
Le piramidi creeranno una cupola di energia di smisurate proporzioni, idonea a salvare tutto quanto si trova al suo interno?
Oggi sappiamo che un ciclo di macchie solari si compie in 187 anni e 20 cicli corrispondono a 1.366.040 giorni, un collegamento alla data di inaugurazione del Tempio della Croce di Palenque (1.359.540).
Non erano i soli a conoscere tale fenomeno. La cosa era conosciuta dai Sumeri, dagli Hopi, dai Maya.
Considerando che la distanza massima fra Giza da Teotihuacan è metà della circonferenza terrestre, la sezione aurea di tale distanza è 12.360; in realtà 12.320 chilometri separano le due città. Per caso la loro localizzazione dipende da un unico progetto?
Il Viale dei Morti è allineato con il vecchio Polo Nord con un errore di soli 2 gradi.
I Maya imputavano lo spostamento dei Poli terrestri proprio all'inversione del campo magnetico solare di cui conoscevano la durata ciclica. Prestavano molta attenzione al ciclo di 260 giorni perché in tale periodo si sovrappongono i campi magnetici solari; il pianeta Venere veniva difatti osservato per tenere sotto controllo i cicli delle macchie solari, dato che dopo 20 cicli si verifica tale inversione.
Non è una coincidenza che il numero 260 moltiplicato per il valore del grado precessionale, ossia 72, fornisca, all'incirca, il numero di anni che intercorrono tra le sovrapposizioni dei campi elettromagnetici solari, cioè 18720.
Un ciclo quindi che si ripete e che produce un cambio nello scudo elettromagnetico che protegge il pianeta esponendolo a pericoli e a quella catastrofe segnalata dagli antichi, alla quale oggi crede anche la NASA.
Tutta la materia, corpo umano compreso, è composta di atomi, che vibrano secondo determinate lunghezze d'onda. La malattia è una alterazione di queste frequenze; ne abbiamo dimostrazione anche con le apparecchiature bioelettroniche di tutti i tipi.
Recenti studi nel laboratorio Europeo di ricerca sulle particelle sub nucleari hanno confermato che ogni particella sub nucleare è influenzata dalle variazioni lunari, terrestri e solari, alterazioni dei campi magnetici, macchie solari, terremoti, dai campi elettromagnetici, per cui abbiamo la dimostrazione che tutta la materia vivente è interagente con qualsiasi altra materia a livello sub atomico.
Non si può fare a meno di rammentare Pier Luigi Ighina e il suo "atomo magnetico": "L'atomo magnetico è ciò che tiene legata la materia e può risanare le cellule malate dell'uomo." Lo studioso controllava le nuvole e il tempo con il suo strano apparecchio formato da una pala di elicottero collegata a numerosi tubi. Ad Imola, intorno al circuito del Santerno, lo ricordano molto bene. Si dice che ogni volta in cui si svolgeva una gara automobilistica, o motociclistica, si manifestavano temporali, solo sul circuito, perché a Ighina dava fastidio il rumore prodotto dai bolidi.
Ighina non fu il solo a controllare il tempo; anche Reich, con il suo Cloudbuster, riusciva a controllare i fenomeni atmosferici.
Un dispositivo che interagisce con il clima modificando il bilancio energetico che esiste tra cielo e terra. Definito un aspira etere che punta i suoi tubi verso il cielo, crea un vortice di etere che dal cielo viene incanalato fino a raggiungere un deposito di acqua dove viene assorbito; in tal modo si crea un depressione "orgonica", un vortice verso il basso che porta con sé tutta l'umidità atmosferica condensando le nuvole e causando la pioggia. Un dispositivo ampiamente illustrato nel Web con tanto di istruzioni per costruirne uno a proprio uso.
La Terra è circondata da risonanze, che influenzano tutto ciò che vive o esiste su di essa, conosciute come le risonanze di Schumann. Vanno dai 7,83 Hz ai 32 Hz. La "Camera del Re" ha una risonanza di 30 Hz. Questo ci porta a riconsiderare la funzione della Grande Piramide. Può essere che la camera del re e la torre entrassero in risonanza grazie alle vibrazioni Schumann esterne della Terra.
Riassumendo quanto già ampiamente scritto in merito, sopra la Camera del Re vi sono cinque camere formate da strutture di granito o calcare. Una torre che non si trova in nessun altra piramide.
Le prime 4 camere sono strutture di granito uguale al soffitto della camera del Re, la quinta è una struttura di calcare.
La volta della prima camera è costituita da 9 travi di granito, nella seconda ne troviamo 8, nella successiva 9, l'ultima ha 8 travi; in tutto 49 travi tutte orientate a nord-sud.
Il tetto a spiovente comprende 24 travi a sbalzo di calcare orientate come le altre.
L'altezza totale è di 15 metri. La torre è inserita tra due gigantesche mura di calcare. Il peso totale è di 70 tonnellate.
Le travi perfettamente piatte sulla parte inferiore, risultano grezze nelle superfici superiori e di spessore disuguale. Presentano tutte profonde scanalature.
Per gli Egittologi la struttura serve a proteggere il tetto piatto della camera del re dal peso eccessivo della piramide; le camere avrebbero la funzione di scarico.
In realtà sostengono solo il loro peso; per alleggerire la struttura bastava porre il tetto spiovente direttamente sopra la camera del Re.
Al di là del significato religioso della serie dei tetti che formano il pilastro Djed, simbolo della colonna dorsale di Osiride, le travi dovevano risuonare, vibrare e interagire con quelle situate nel soffitto della camera del Re. Infatti la torre è una costruzione indipendente inserita in una struttura di calcare in modo da poter vibrare liberamente interagendo con il granito della camera sottostante.
Le 9 travi della camera del re pesano oltre 300 tonnellate, il pavimento non poggia sopra una muratura piatta ma su un rivestimento modulare in modo da ridurre l'area di contatto al minimo permettendo alle 21 pietre del pavimento di vibrare liberamente.
Il tetto spiovente facilitava la risonanza delle travi massimizzando la loro capacità di vibrare al minimo smorzamento.
Le variazioni nelle loro lunghezze, delle loro altezze e larghezze convalidano la funzione acustica.
In alcune travi sono presenti profonde scanalature come se si volesse accordare il granito alterando le sue dimensioni fisiche.
Il granito difatti è altamente risonante e i pezzi più grandi una volta colpiti emettono un suono chiaramente udibile.
Esperimenti sonici condotti nella "Camera del Re" hanno riscontrato una sensibilità alle frequenze molto basse grazie al quarzo contenuto nel granito.
Intorno a 90 Hz, partendo da 200, 20, ecc., modulando a 1,1 Hz/sec. è stata prodotta della vera energia.
Le camere sovrastanti funzionerebbero da cassa di risonanza modulando diverse frequenze. Il tutto diviene un grande diapason per riprodurre le frequenze della Terra e in tal caso i canali diverrebbero le canne di un organo che riprodurrebbe suoni diversi, data la forma e la lunghezza dei canali.
Un terremoto avrebbe rotto il meccanismo.
Il sarcofago ha esibito una svariata tipologia di risonanze corrispondenti a quelle ambientali. Il vento crea una vibrazione armonica compresa fra 16 e 0,50 Hz, di bassa frequenza non udibile all'orecchio umano, simile ad un accordo "Fa Diesis" che corrisponde al centro di risonanza della Terra, cosa testimoniata dagli antichi scritti egizi.
I blocchi sarebbero quindi accordati sulla frequenza della Terra Fa Diesis.
Gli sciamani americani intagliavano ossa e legno per fabbricare flauti che producevano la stessa nota: un Fa Diesis.
Un flauto, ritrovato da Leopoldo Batres nella Piramide del Sole a Teotihuacan, andato ovviamente perduto, sembra "producesse una scala musicale, a sette note, diversa da quella europea.
Nel nostro sistema "Solare", parola che qualcuno indica derivante dalle tre note "Sol La Re", risulta che la superficie del Sole corrisponda a un "Do Diesis".
Nel sistema vi sono due ottave, una dal Sole a Mercurio, la seconda da Mercurio a Plutone.
Il "Fa Diesis" corrisponde al punto di cambiamento del registro del soprano se il Do della scala è a 256 Hz, nel sistema solare vi è lo stesso concetto, cioè il Do musicale a 256 Hz è in "armonia" con l'ordine del macrocosmo del nostro sistema solare; nella "Tavola periodica degli Elementi", vi è lo stesso cambio di registro.
Nel 2012 si verificherà un cambio di registro nel sistema Solare?
7 Hz provocano frequenze volte al trascinamento del cervello e l'emissione di frequenze "Alfa" vengono usate nella terapia della musica per aiutare a diminuire lo stress nei pazienti.
Si narra che, sia Siemens, sia tale Cameron Verne, scoprirono un campo di energia intorno alla Grande Piramide. A un terzo dalla base, all'incirca nella stessa posizione della Camera del Re, gli effetti erano più intensi quando un lato era rivolto al nord magnetico in linea col campo magnetico della Terra.
Era stata scoperta l'energia, il potere della Piramide.
Il fisico Gohed dichia rò che quanto avviene all'interno del monumento contraddice tutte le leggi della scienza. Un girasole posto nella camera del Re gira in senso contrario.
Si racconta che la Piramide abbia il potere di rallentare l'inversione dei Poli magnetici che avviene al termine della precessione e di evitare all'umanità catastrofi naturali.
Anno 2012. Fine di un ciclo di 18.900 anni. 111,11 gradi precessionali. Una data controversa, il 10.450 a.C. La precessione degli equinozi, il grado precessionale di 72 gradi, 260 gradi.
Date, numeri, simboli, ere, avvenimenti ciclici, previsioni, profezie, racconti, leggende, miti.
Tutto fa pensare a una di quelle vicende che finisce con la fatidica frase "la storia si ripete", o "te lo avevo detto io...".
Nel senso che qualcuno nel passato l'aveva detto; aveva fatto di tutto per avvertirci, per dircelo, per segnalarlo.
In diversi modi, diversi popoli, Maya, Hopi, egizi, Sumeri, hanno lasciato segnali, indicazioni, testimonianze.
Non rimane che attendere.

Asia, attesa per l'eclissi del secolo















20/7/2009 - IL SOLE SARA' OSCURATO DALLA LUNA PER OLTRE SEI MINUTI

NUOVA DELHI
Mercoledì, sui vasti cieli dell’Asia, in Cina e India, calerà la notte in pieno giorno. È attesa infatti per quella data un’enorme eclissi di sole - sarà la più lunga del ventunesimo secolo, dicono gli astronomi - e mentre le agenzie di viaggio sperano in affari d’oro, i supertiziosi, gli ingenui e i furfanti già parlano spaventati di un evento che preannuncerebbe catasfrofi e sciagure. Non si tratterà di un’eclissi come tante. L’astrofisico americano Fred Espenak parla di un fenomeno particolare, di dimensioni senza precedenti. E che data la densità di popolazione delle zone coinvolte potrà contare su un pubblico straordinario: oltre due milioni di persone. «Sarà l’eclissi più lunga del secolo - dice con entusiamo Federico Borgmeyer di un’agenzia di viaggi tedesca che sta organizzando particolari pacchetti per l’occasione - nessuno di noi vivrà abbastanza a lungo per rivedere mai niente di simile».

Il 22 luglio, alle 2,53 ora italiana - quando in India saranno le sei e mezza del mattino - subito dopo l’alba, la notte tornerà a inghiottire il giorno facendo calare le tenebre più fitte. Il cono d’ombra attraverserà quindi un fronte di oltre 15000 chilometri, passando per l’ndia, il Nepal, il Buthan, il Bangladesh, la Birmania, la Cina e le isole meridionali del giappone. A un certo punto, sul pacifico, il sole sarà completamente oscurato dalla luna per sei minuti e 39 seconi, un record assoluto. In India, il buio totale regnerà dai tre ai quattro minuti mentre a Shangai saranno circa cinque.Per tornare ad assistere a un simile spettacolo, precisano gli astronomi, bisognerà attendere sino al 2132. Varie le iniziative commerciali già organizzate per l’occasione. Il Parco della Scultura di Shangai, osservatorio ideale per il fenomeno, ha già venduto oltre 2000 biglietti per il 22 lulio, con tanto di magliette commemorative e occhialini speciali.

Gli hotel della città sono quasi tutti pieni, con migliaia di turisti cinesi, giapponesi, americani e europei giunti in città. In India, invece, l’agenzia Cox and Kings ha affittato un Boeing 737-700 che decollerà da Nuova Delhi poco prima dell’alba per «intercettare» l’eclissi a un’altezza di 12000 metri e volerà verso est seguendone il decorso (ogni biglietto per questo volo speciale costerà la bellezza di 1200 euro). Ma non tutti sono entusiasti o impazienti. In India e in Cina, le eclissi solari tradizionalmente hanno una fama ambigua, e a secondo dei diversi culti , possono essere considerate sia segni benigni che nefasti. Raj Kumar Sharma, astrologo di Bombay, è preoccupato: quello di mercoledì, profetizza torvo, potrebbe «essere un momento molto pericoloso per tutto l’universo. Quando si ammala il sole, il signore delle stelle, vuol dire che la terra è gravemente minacciata». E c’è apprensione anche negli opedali del paese. Molte donne che avevano prenotato il parto cesareo per mercoledì hanno deciso di rinviarlo. E anche in Cina c’è chi non è tranquillo. Nella cina imperiale, le eclissi erano considerati segnali nefasti, sinistri preannunci di catastrofi naturali o politiche, come la morte dell’imperatore. Quei tempi sono passati ma superstizioni e credenze persistono e molti hanno ancora una gran paura.

L´insostenibile assenza di un piano energetico nazionale


















di Lucia Venturi 20/07/2009

LIVORNO. L’Italia è un paese povero di materie prime e ancor di più di risorse energetiche, almeno nel senso classico del termine: fonti fossili ed energia nucleare. Se volesse potrebbe invece ritenersi un paese assai ricco di fonti rinnovabili: sole e vento, geotermia e biomasse, ma non sembra voler sfruttare questi giacimenti naturali.
La corsa è invece a cercare di mantenere più o meno stabile l’attuale mix di approvvigionamenti energetici, rilanciando l’opzione nucleare da una parte e posizionandosi a livello internazionale per aumentare le quote di gas a disposizione e per confermare il ruolo di paese raffinatore nel bacino del Mediterraneo.
Tutto questo non tanto in risposta ad una strategia di politica energetica nazionale quanto in ossequio ad una politica di espansione delle principali major energetiche che operano nel nostro paese.
Il recente richiamo fatto dal presidente dell’ l´Autorità per l´energia e il gas sulla mancata liberalizzazione delle reti per il gas, di cui rimane fermo monopolista l’Eni, e la risposta data dal governo a tale proposito, si può infatti leggere in questa direzione.
Una posizione che dalle pagine del Corriere della Sera, Massimo Mucchetti, definisce bipartisan, dal momento che sia l’attuale governo, sia il precedente che hanno legiferato in materia, non hanno poi in realtà dato seguito alle norme prorogandone i termini.

«Il principio della terzietà delle reti di trasporto dell´ elettricità e del gas – scrive Mucchetti-risale al decreto Letta del maggio 2000 e la cessione di Snam Rete Gas, secondo a legge Marzano dell´agosto 2004, avrebbe dovuto realizzarsi entro giugno 2007. L´idea liberalizzatrice è dunque bipartigiana. Ma bipartigiani sono anche i rinvii: il governo Berlusconi rimanda l´operazione a fine 2008 e il governo Prodi ne fissa il termine entro 24 mesi dall´entrata in vigore del decreto di attuazione che, a tutt´oggi, non è stato emanato né mai lo sarà, in ossequio alle richieste dell´Eni, renitente a cedere le infrastrutture, tubi e stoccaggi, che proteggono la sua posizione dominante nel settore del gas».

Una posizione resa ancora più stabile dagli accordi con Russia, Algeria, Libia e rafforzata dal fatto che in pochi mesi sono stati firmati diversi decreti per il rilascio della Via a rigassificatori che permetteranno l’arrivo di gas liquefatto e quindi di ulteriore disponibilità di questo combustibile, che come si apprende dal recente rapporto statistico di Terna serve a produrre già attualmente più del 65% di energia elettrica.

Una strategia per la fase di transizione verso un futuro a minore impatto di carbonio? No, naturalmente, perché non c’è un numero programmato di rigassificatori da realizzare ma si lascia al mercato stabilire quanti ne riusciranno a mettere in cantiere e perché a questa “strategia” si associa appunto la conversione a carbone di centrali a olio combustibile e una ipotizzata costruzione di almeno 12 centrali nucleari di qui al 2050. Non certo per rispondere alle richieste di fabbisogno futuro, che in assenza di un piano energetico nazionale non sono note, ma solo ipotizzate, bensì per permettere appunto alle principali aziende che detengono il monopolio energetico di porsi a livello di competitori nel mercato elettrico: fatto ne è che nel 2008 si è registrato un saldo positivo dell’energia esportata verso altri paesi pari ad un +28,3%.

Una strategia che forse farà guadagnare alle aziende del nostro paese accordi commerciali e competitività e che dal momento che per quanto riguarda Eni, il ministero del Tesoro è ancora uno dei principali azionisti, potrà avere ritorni anche per le casse dello Stato, ma che in termini di sostenibilità, lungimiranza e di impegni per un futuro a basso impatto di carbonio lascia del tutto a desiderare.

Il Venti luglio dell'ordine pubblico














19/07/2009

Il venti luglio 2001 a Genova in Piazza Alimonda veniva ucciso Carlo Giuliani.
Per quell'omicidio, agli atti, c'è solo una archiviazione. Il carabiniere che sparò agì, secondo i giudici, per legittima difesa. Il colpo, secondo gli esperti balistici della Procura di Genova, si avventurò in una traiettoria deviata da un calcinaccio in volo e quindi 'attinse' la vittima. L'omicido di Carlo Giuliani fu il momento più alto della repressione indiscriminata che porta nomi ormai noti di quei giorni: la Diaz, i manganelli e i lacrimogeni da guerra nei cortei, la caccia all'uomo, le botte, i cori fascisti di alcuni agenti. Vi fu, secondo qualificati osservatori, una sospensione dei diritti costituzionali e la ferita aperta, mai rimarginata, si stempera nel tempo che passa, nella quotidianità che scorre, nelle cronache incalzanti che saturano la percezione e la riflessione.
Pochi giorni fa un tribunale di Ferrara ha condannato in primo grado quattro agenti di polizia per l'omicidio di Federico Aldrovandi, percosso e picchiato alle prime luci dell'alba mentre stava rincasando dopo una serata con amici.
A Parma, un ragazzo di colore nei mesi scorsi veniva picchiato e fotografato con insulti razzisti nella caserma dei vigili municipali.

L'ordine pubblico è questione delicata nella storia d'Italia (utilissimo il sito http://www.reti-invisibili.net/), dagli anni più caldi della contestazione, a quelli bui della lotta armata, fino ad arrivare ai nostri giorni passando da Napoli – un anno prima di Genova – e ai fatti che riguardano il comportamento degli agenti impegnati corpo a corpo con le tifoserie da stadio. Quest'ultimo accostamento ci ricorda come siano cambiati i terreni di scontro e come sia mutato anche l'atteggiamento di chi è chiamato al servizio 'anti-sommossa'.

Torniamo a Genova: otto anni dopo vale la pena ricordare anche cose piccole, ma significative. La catena di comando del macello della Diaz, con falsi ideologici e depistaggi che arrivano fino all'allora Capo della polizia Gianni De Gennaro, ha portato solo a promozioni o incarichi ancor più prestigiosi per i responsabili delle forze di polizia . Le battaglie di quella sinistra che oggi è scomparsa dal Parlamento per avere la piena identificabilità degli agenti, per esempio con un numerino identificativo sul casco, sono rimaste lettera morta. Le fotografie consegnate ai pm di Genova per il riconoscimento delle 'mele marce' nelle fila dei tutori dell'ordine erano fototessere sbiadite e in formato talmente piccolo da rendere impossibile qualsiasi tentativo di riconoscibilità. A Milano, un murales dipinto in memoria di Carlo Giuliani, è stato cancellato conme se fosse una semplice tag da rimovere dai muri imbrattati. Lo avevano rifatto, lo hanno ricancellato. La scritta recitava: no justice, no peace.

Nelle manifestazioni dell'Onda della scorsa primavera alcuni studenti spiazzavano gli agenti con manifestazioni improvvisate che paralizzavano il traffico. Paura degli agenti? Nessuna, sono della polizia, alcuni dicevano. Ai tempi di Genova quei ragazzi avevano 12 anni. Certo, dicevano, ce lo ricordiamo. Ma non facciamo nulla di male. Proprio come migliaia di persone picchiate brutalmente allora. L'ex parlamentare Gigi Malabarba ancora oggi che non siede più nel Palazzo non si stanca di raccontare come siano cambiate le regole per entrare in polizia: il riferimento è a una legge del 2004 che favorisce fino al 2020 i militari, spesso quelli che hanno un concetto di 'ordine pubblico' legato alle 'missioni di pace', rispetto agli aspiranti poliziotti civili che non sono in servizio nei corpi armati. Una norma che prospetta dei riflessi inquietanti, basti pensare ai militari del Tuscania per le strade di Genova nel 2001. Manca una riflessione sulla gestion edella piazza, l'addestramento, in un normale contesto urbano italiano. Lo conferma la decisione, annunciata con vanto dal governo Berlusconi, di affiancare agli agenti per le strade delle città militari in mimetica, o la militarizzazione dei luoghi 'sensibili' come i siti prescelti per discarioche o termovalizzatori. Torniamo, ancora una volta a Genova: nessuna commissione di inchiesta, una verità processuale falsata, archiviazione per calcinacci devianti, prescrizione incombente, nessun ripensamento sulle reponsabilità all'interno delle forze di polizia. L'ultimo caso, quello dei quattro poliziotti di Ferrara condannati, è più che lampante. Uno di loro, alla lettura della sentenza che lo riteneva resposabile dell'omicidio di un ragazzo, non c'era. Era in missione al G8 dell'Aquila. Mansione: ordine pubblico.

Angelo Miotto

La D'Addario da Berlusconi svelati gli audio degli incontri
















di MATTEO TONELLI

ROMA - "Dico la verità. Ma nella vita, spesso, per farti credere servono delle prove". Intervistata da Repubblica, Patrizia Daddario, la escort pugliese al centro dello scandalo delle feste con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dava forza alle sue parole mostrando un piccolo registratore che aveva nella borsa. Nastri che oggi l'Espresso è in grado di pubblicare e che contengono la conferma delle parole della escort pugliese. Compresa la voce del premier che, al termine di una festa a palazzo Grazioli, dà appuntamento alla Daddario "nel lettone di Putin".

GLI AUDIO E LE TRASCRIZIONI

I nastri aprono un nuovo capitolo di una vicenda che da tempo tiene banco sui media italiani (Repubblica in primis che ha rivolto al premier dieci domande senza avere risposta) e che ha scatenato l'interesse della stampa straniera. Quello delle feste a villa Certosa, la residenza sarda di Berlusconi e a palazzo Grazioli (la residenza romana del premier. Feste a cui avrebbero partecipato giovani ragazze, chiamate per allietare le giornate e le serate di Berlusconi.

Una vicenda che ha come principale protagonista proprio la Daddario. E' stata lei a fare il nome di Berlusconi e a raccontare la sua serata con il premier. E contro di lei si è scatenata l'ira di Berlusconi che l'ha accusata di essere stata "pagata" per mentire.

Adesso, però, ci sono quei nastri che la Procura di Bari aveva sigillato. Ed è facile riconoscere la voce di Berlusconi che, al termine di una serata a palazzo Grazioli, si rivolge alla Daddario dandole appuntamento "nel lettone". "Quello di Putin?" risponde la ragazza. "Sì, quello di Putin" chiosa Berlusconi mentre annuncia di andare a farsi una doccia.

Del contenuto dei nastri Repubblica aveva dato conto il 20 giugno di quest'anno. Con un articolo che è l'esatta ricostruzione di quello che si ascolta sulle registrazioni. Allora la reazione del premier, della maggioranza che lo sostiene e di alcuni giornali a lui vicini, era stata furiosa. "Gossip, solo gossip" è stato il ritonello per mesi e mesi. Fino all'intervista del premier corredata da fotografie con il nipotino concessa al settimanale di famiglia, "Chi". Ma la Daddario non si era persa d'animo e aveva rilanciato le sue accuse. Sulla vicenda, poi, si era scatenato l'interesse della stampa straniera. Non a caso proprio alla Cnn la escort pugliese aveva ribadito il senso delle sue affermazioni.

Ma anche la Chiesa si era mossa. Quell'immagine di un premier dedito ad una condotta di vita così "spensierata" non è piaciuto al Vaticano. E più volte dalla Santa Sede si sono levate voci critiche che a Berlusconi hanno creato parecchio imbarazzo.

Poi è stata la volta del G8 dell'Aquila. Con il premier convinto di aver rintuzzato gli attacchi con la buona gestione del vertice. Ma, oggi, i nastri della Daddario riaprono bruscamente una vicenda che Berlusconi si trova a dover riaffrontare. E per affrontare la quale, davanti a quelle voci incise su un nastro, limitarsi a parlare di menzogne e gossip non sembra bastare più.

(20 luglio 2009)