domenica 27 settembre 2009

Razze aliene

Una bella lista di personaggi più o meno simpatici ... dipende


Grigio
I piccoli Grigi provengono da Zeta Reticuli, vicino la stella Barnard, che fa parte del sistema di Orione. Sono molto piccoli (100/120 cm. di altezza), di colore grigio argento, non hanno sistema riproduttivo e digerente. Vengono creati attraverso un processo di clonazione per mezzo dell’ ingegneria genetica. Sono una razza molto antica e si sono riprodotti per migliaia di anni. Hanno grandi occhi neri a mandorla, una fessura al posto della bocca e due buchi in luogo del naso. Comunicano telepaticamente. Si sono evoluti oltre il processo di riproduzione sessuale così che i loro organi genitali e il tratto digerente sono totalmente atrofizzati. Non hanno la capacità di nutrirsi o di appagarsi con attività sessuali. Sono parenti stretti della famiglia degli insetti.
I piccoli Grigi sono gli alieni coinvolti nelle mutilazioni di bestiame bovino. Essi assorbono certe sostanze da parti del bestiame bovino che li stabilizzano durante il processo di clonazione.
Tali sostanze possono essere messe sotto la lingua per dargli sostentamento e stabilità per un certo tempo e provengono da membrane mucose: labbra, naso, genitali , retto ed anche da certi altri organi. Queste sostanze ghiandolari servono come nutrienti al posto del cibo. Il loro unico obbiettivo è conquistare la Terra e ridurre tutti i suoi abitanti in schiavitù. Conducono esperimenti sugli umani senza anestesia e non conoscono i sentimenti e sono quindi spietati!


Grigio classico
Grigio "dal famoso video di Ray Santilli"
Altezza: 1.70 circa
Pelle: liscia e spessa, secondo alcuni (dato che il video è in bianco e nero) la pelle in origine era grigia.
Muscolatura: Molto simile all'umana, forte e tonica, tranne che nello stomaco, un pò largo (a meno che la dilatazione dello stomaco non sia dovuta ad un fenomeno decompositivo post-mortem).
Capelli: assenti.
Mani: sei dita, simili alle umane
Occhi: scuri, grandi, pupilla larghe coperte dal lenti scure.
Abiti: non risultano agli atti. Nelle testimonianze del crash del 1° giugno 1947 si parla di tute aderenti grigio-azzurre.
Biologia: la fisiologia in generale è molto simile all'umana, muscolatura e tutto il resto. Dal video della dissezione si evince la presenza di una circolazione sanguigna, di un sistema cardiaco, apparato digerente e altri organi in generale riconducibili alla fisiologia umana, anche se con fortissime differenze sostanziali. Le sei dita dell'essere fanno pensare che l'apparato di guida alieno esadattile mostrato in certe foto scattate nello stesso periodo del video possano appartenere a questa razza, il che fa propendere per l'idea di una forte manualità, dove invece altre razze di Grigi sembra possiedano un sistema di guida controllato dalle onde cerebrali.

Grigio alto
Altezza: 1.75-1.80 circa
Pelle: grigio chiaro, oppure giallina diafana, a volte bianca, liscia o grinzosa.
Muscolatura: esile, asciutta, l'ipotonicità muscolare è messa ancora più in evidenza
Occhi: scuri, grandi, allungati a mandorla e inclinati.
Abiti: vari, spesso appaiono completamente nudi, altre volte hanno vestiti bianchi o chiari.
Biologia: Non sono disponibili molti dati, tranne l'innaturale lentezza con cui spesso si muovono questi esseri. Sembrano spesso ricoprire ruoli di comando, e possiedono talvolta una sorta di saggezza ancestrale.


Grigio orange
Pelle: dorata, nelle femmine è arancione (da qui il nome), un pò ruvida.
Muscolatura: esile e asciutta.
Capelli: assenti, la testa ha la forma di un cuore (incavata al centro).
Mani: cinque dita, nelle femmine tre.
Occhi: scuri e grandi
Abiti: vari, a volte sono stati visti con delle tute aderenti.
Biologia: pochi dati a disposizione, sembra comunque che questi esseri abbiano forti capacità telepatiche e la possibilità di assumere gli aspetti che preferiscono. Il fatto che secondo alcuni addotti abbiano una base in Alaska e che per ucciderli alcuni agenti governativi li mettano in una camera ipercalorica fa pensare che il loro habitat naturale sia di tipo nordico. Secondo altre informazioni, avrebbero la possibilità di reincarnarsi anche in esseri umani.

Insettoidi cavalletta
Altezza: 1.9/2.30 o più
Pelle: dura (probabile esoscheletro), marroncina o verde, liscia, talvolta costellata di porzioni di pelle in rilievo.
Muscolatura: liscia e filiforme, quasi assente.
Capelli: assenti, talvolta sulla testa si evidenziano protuberanze simili ad antenne
Mani: a volte hanno qualcosa di simile a delle mani con due o tre dita, altre vengono segnalati con delle zampe simili a quelle degli insetti.
Occhi: molto grandi, circondano la testa anche di lato, nella struttura simili a quelle degli insetti.
Abiti: variano: spesso vengono viste senza abiti, altre volte i testimoni sono sconvolti proprio dalla presenza degli abiti. "È assurdo - afferma un addotto - sono cavallette di due metri, ma indossano una tuta argentata!"
Biologia: a quanto sembra le cavallette si sarebbero evolute in maniera abbastanza complessa, si ignora se su questo pianeta o altri. Molti propendono per l'origine extra-dimensionale degli insettoidi, proverrebbero cioè da un altro continuum spazio-tempo piuttosto che da un pianeta lontano. In verità il 90 % della morfologia biologica di questi esseri sembrerebbe riconducibile a quella degli insetti, inclusa la dieta carnivora, mentre il loro sistema riproduttivo non sarebbe compatibile con quello umano, e eventuali ibridazioni vengono condotte solo in vitro. A volte cavallette già 'ibridate' - magari con DNA di altre razze, ad esempio i Grigi - sembrano possedere delle capacità riproduttive compatibili con gli umani. A dispetto del loro aspetto terrificante, molti rapiti hanno confessato - dopo un comprensibile lasso di tempo - di essersi abituati alla loro presenza, e dalle loro esperienze hanno avuto l'impressione che fossero molto intelligenti e amabili conversatori, con un profondo interesse per la psicologia umana.


Insettoidi mantide
Altezza: 1.90/2.40
Pelle: dura (probabile esoscheletro), marroncina, talvolta verde oliva.
Muscolatura: liscia e filiforme, quasi assente.
Capelli: assenti, talvolta sulla testa si evidenziano protuberanze simili ad antenne
Mani: a volte hanno qualcosa di simile a delle mani con due o tre dita, altre vengono segnalati con delle zampe simili a quelle degli insetti. Secondo alcune testimonianze, la presenza delle mani sarebbe una recente 'mutazione genetica'.
Occhi: molto grandi, circondano la testa anche di lato, nella struttura simili a quelle degli insetti.
Biologia: poche note disponibili - sembrerebbe che nei rapiti si evidenzi il terrore delle mantidi in quanto probabili mangiatrici di carne umana. In verità questo dato è aleatorio, in quanto gli insettoidi, più di qualsiasi altra razza, fa largo uso sui rapiti di sostanze che alterano la percezione della realtà. Gli insettoidi infatti sarebbero incredibilmente interessati alle nostre reazioni psicologiche ed emotive forti, paura e terrore incluse, e non esiterebbero ad instillare in determinati soggetti umani paure incontrollate per scopi ignoti. Secondo Corrado Malanga, docente di fisica all'Università di Pisa, gli insettoidi estrarrebbero le nostre endorfine, e si nutrirebbero della nostra energia mentale di massa, anche in concomitanza di avvenimenti topici come guerre, rivoluzioni e apparizioni mariane, quest'ultime - a detta di Malanga - organizzate a bella posta proprio da mantidi e cavallette. Personalmente ritengo che perlomeno una parte delle cosiddette apparizioni religiose - o definite tali dai testimoni - specie quelle dove appaiano esseri alti e biondi, siano riconducibili ad attività dei Nordici, i quali in genere non sono mai stati visti collaborare con gli insettoidi.

Il Nazismo Esoterico



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PENSIERI DISTURBANTI















di Marco Ferrini

Trasformazione dei contenuti psichici tossici in sana energia psico-ecologica.

Il fenomeno della Percezione può così descriversi: un oggetto esterno, costituito dai cinque fondamentali elementi o bhuta ( terra, acqua, fuoco, aria, etere) stimola il sensorio (indriya) che reagisce attivandosi. In questo modo, segmenti d'informazione prima esterni al soggetto penetrano nella coscienza sotto forma di vritti: in particolare sottoforma di nomi (nama) e forme (rupa).

Tali dati sensoriali entrati dalla coscienza, scivolano in breve tempo nell' inconscio andando a costituire un nuova impressione percettiva (samskara) o a rafforzarne una precedente. La nuova esperienza sensoriale, infatti, andrà ad aggregarsi con tutte le altre esperienze simili precedenti, costituendo in tal modo costellazioni di samskara carichi di una potenza direttamente proporzionale al numero di esperienze agglomeranti.

Subordinatamente, sul piano fisiologico, possiamo vedere questo processo come il rafforzamento di sinapsi relative a date esperienze sensoriali: le sinapsi sono le sedi di trasmissione dei segnali nervosi, di messaggi attraverso i quali le diverse parti del corpo rappresentate dalle singole cellule nervose comunicano tra loro. Una sinapsi è una congiunzione che, negli esseri umani, avviene, più frequentemente, tra un dendrite (fascio di fibre riceventi informazioni) di un neurone e l'assone (fascio di fibre che emette informazioni) di un altro neurone.

Esistono tuttavia sinapsi fra dendrite e soma di neuroni diversi o fra dendrite e assone del medesimo neurone, ma sono casi più rari, in particolare l'ultimo. La stimolazione sensoriale avviene tramite trasmissione di impulsi elettrici, ovvero come trasduzione in energia elettrochimica di uno stimolo sensoriale, a livello delle sinapsi appunto; la natura dell'impulso veicolato tramite sinapsi può essere elettrica o chimica (prevalentemente per gli animali vertebrati superiori), eccitatoria o inibitoria.

Il numero di neuroni presenti al momento della nascita tenderà a rimanere più o meno costante per il resto della vita, mentre il numero di connessioni si moltiplicherà vertiginosamente durante i primi anni di vita: basti pensare che a tre anni il numero di sinapsi per ogni neurone è pari a circa 10.000. Alcune di queste, attraverso l'esperienza vengono rafforzate, altre vengono rese inattive e quelle in eccesso eliminate, altre ancora rimarranno silenti perché meno utilizzate, pronte a riemergere nel caso di mancato funzionamento delle prime a causa di una patologia o disturbo cerebrale. Nell'uomo sono presenti circa 10 alla 14esima o 10 alla 15esima sinapsi, con possibilità di riorganizzazione fino a tarda età, come dimostrato da recenti ricerche sulla plasticità cerebrale.

Le esperienze precedenti, che rappresentano schemi e visioni del mondo, griglie di preconcetti e pregiudizi, muovono coattivamente desideri, pensieri, azioni del soggetto dall' inconscio, sempre più denso e popolato di samskara, man mano che se ne formano di nuovi durante il ciclo esistenziale della personalità condizionata. I samskara, strutturandosi internamente e interagendo tra loro danno origine a risposte automatiche (vasana), che il soggetto si trova passivamente a subire, credendo illusoriamente di essere l'autore cosciente delle proprie scelte. La persona non è infatti libera, ma è schiava di un processo di pensiero automatico causato da nuovi samskara che, interagendo con quelli passati, dall' inconscio producono vritti di ritorno le quali, emergendo alla soglia della coscienza, determinano pensieri, scelte e decisioni per il “burattino” inconsapevole che è l'io condizionato.

In tal modo è anche possibile spiegare le differenze interindividuali nella personalità come dotazione alla nascita, per guna e karma, di un differente apparato sinaptico, che poi viene man mano strutturandosi per effetto delle esperienze individuali come spiegato sopra.

Il processo sopra descritto produce circuiti neurali patologici chiusi, in cui il soggetto si trova intrappolato come un topolino in gabbia, in cui scenari e protagonisti si alternano, ma le reazioni e i meccanismi di pensiero automatico permangono gli stessi: coatti, coercitivi e reiterati, in quanto i samskara producono sempre i medesimi risultati. Se si volesse fare un paragone in senso lato è come se avvenisse sul piano mentale, sottile, ciò che è stato ampiamente descritto sul piano del comportamento osservabile, grossolano, dalla Scuola Comportamentista, in particolar modo dalla Teoria del Condizionamento Operante di impronta Skinneriana. Infatti è possibile sostenere che un dato comportamento tende a ripetersi anche in maniera generalizzata rispetto al contesto e agli stimoli iniziali che l'hanno innescato se adeguatamente rinforzato; allo stesso modo vritti sensoriali che si accorpano a vecchi samskara o ne formano di nuovi, tendono ad auto alimentarsi tramite i comportamenti coercitivi stessi che producono, proprio come una trappola circolare.

E' tuttavia possibile liberarsi da tale circuito neurale patologico secondo una modalità suggerita da Patanjali, ovvero tramite la meditazione sul pensiero opposto. Meditare sul pensiero opposto non significa limitarsi a pensare razionalmente e superficialmente ai soli livelli di nomi e forme, ma significa risiedere, situarsi, dimorare nel pensiero (bhavana) opposto, andando in profondità nella coscienza e giungendo almeno fino al livello di bioenergia (vibhuti). Solo sviluppando un sentimento, un'emozione forte connessa al pensiero opposto, si potrà contrastare il samskara latente, l'idea fissa patologica e schiavizzante, depotenziando le sinapsi che la costituivano e alimentandone altre più positive.

Questo processo di rappresentazioni interiori, in apparenza difficile, è in realtà frutto esclusivamente di educazione e di pratica, poiché è possibile imparare a visualizzare evocando emozioni costruttive, evolutive, che permettono di ascendere a piani superiori di coscienza e che magari sono state sporadicamente sperimentate nel corso dell'esistenza del soggetto ma, proprio per tale carattere di rarità, non hanno avuto modo di rinforzarsi adeguatamente, come più frequenti esperienze negative o in generale sensoriali. Infatti i samskara non necessariamente hanno veste negativa, il carattere morale di bene-male (shuba-ashuba) o di piacevole-doloroso (sukha-duhkha) di tali esperienze non ne alterano l'effetto condizionante, poiché in ogni caso esse tendono a produrre una risposta automatica ed è in questo automatismo che risiede la privazione di libertà e spontaneità della personalità condizionata, la quale potrà liberarsi da tale schiavitù solo tramite un atto volitivo deliberato di ricerca di esperienze contrastanti il pensiero disturbante.

Il coltivare intenzioni, sentimenti e pensieri nocivi, come: invidia, odio, rancore, vendetta o simili, oltre che generare pensiero disturbante nella propria psiche, attraverso l' inconscio collettivo nel quale siamo tutti in rete, lo ingenera anche in coloro cui tali sentimenti malvagi sono indirizzati, i quali, a loro volta, consciamente o inconsciamente, reagiranno producendo sentimenti simili e dunque il mittente riceverà un danneggiamento di ritorno, virtualmente all'infinito.

Ecco perché in presenza di un pensiero disturbante, per eliminarne le cause tossiche, è opportuno meditare su pensieri opposti.
La persona, coltivando la visualizzazione di attitudini costruttive verso se stessa e gli altri, svilupperà gradualmente il principio di non nuocere a chicchessia (ahimsa) e uscirà così dalla prigione della matrix inconscia, liberandosi anche del doloroso senso di colpa per aver diversamente coltivato una volontà distruttiva e lesiva - direttamente o indirettamente - verso altri.

Solo colui che è libero interiormente, attraverso l'applicazione di astensioni (yama) e prescrizioni (niyama) è in grado di pensare autonomamente e decidere in libertà ed agirà con distacco emotivo e senza interesse verso il frutto delle proprie azioni, ma solo costruttivamente a favore di tutte le creature.

Per saperne di più su Marco Ferrini:

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