lunedì 5 ottobre 2009
Misteri affondati
Le navi dei veleni: dall'Italia alla Somalia
Michela Trevisan
Il pericolo esiste, e da tempo, se è vero quanto affermato nel 2005 da Francesco Fonti, pentito della ‘ndrangheta che ha raccontato d'aver personalmente affondato tre imbarcazioni cariche di veleni (e probabilmente anche di materiale radioattivo) nei primi anni '90. Una di queste è con tutta probabilità proprio la nave rintracciata nel mare di Cetraro, nel cosentino. Sono passati dieci giorni da quando, su sollecito della Procura della Repubblica di Paola, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpacal) ha filmato il relitto. Lo ha fatto a proprie spese, dopo che per ben quattro mesi le richieste d'aiuto inoltrate a Roma dall'assessore all'Ambiente della regione Calabria, Silvio Greco, erano cadute nel vuoto. E anche adesso che la nave è stata trovata e filmata, nessuno si muove.
Eppure il rischio di contaminazione ambientale è altissimo, le industrie della pesca e del turismo sono praticamente bloccate e la popolazione è spaventata.Perché quella trovata dal robot sottomarino a Cetraro, rischia di non essere l'unica "nave dei veleni" pronta a disperdere il proprio carico.
Nel 2005, infatti, Fonti disse anche di essere a conoscenza di almeno una trentina di altri affondamenti di navi cariche di rifiuti tossici fra Tirreno, Ionio e basso Adriatico, avvallando così parte dei contenuti dell'inchiesta "Navi a perdere", avviata nel 1994 dall'attuale Sostituto Procuratore generale della Corte d'Appello di Reggio Calabria, Francesco Neri. Inchiesta passata nel '96 alla Direzione distrettuale antimafia che la archiviò quattro anni dopo, proprio per il mancato ritrovamento delle imbarcazioni cariche di scorie e affondate nel Mediterraneo.
Fonti parla anche delle complicità della politica nella gestione di questi traffici. Politica che ancora oggi si fa timidamente sentire, non attivandosi con forza nel volere risolvere i tanti misteri affondati in mare.
Misteri che legano questa inchiesta anche alle morti, in Somalia, nel marzo del 1994, della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi, e del suo operatore Miran Hrovatin, in circostanze che restano oscure.
Un'indagine che interessa ‘ndrangheta, servizi segreti e politici, e che potrebbe finalmente spiegare il perché di un ventennio di morti "accidentali", di insabbiamenti e depistaggi.
A questa intricata vicenda Afriradio ha dedicato "Le navi dei veleni: dall'Italia alla Somalia", una puntata speciale di Focus alla quale hanno preso parte il magistrato Francesco Neri, il giornalista di Famiglia Cristiana Luciano Scalettari e il collega de L'Espresso Riccardo Bocca (tra i primi a raccogliere le dichiarazioni del pentito Francesco Fonti e ad occuparsi dell'intera vicenda) e l'ex membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, l'ex parlamentare dei Verdi, Mauro Bulgarelli.
Nigrizia - 2/10/2009
Siamo complottisti ce la prendiamo per niente… c’è un baratro…
2 ottobre 2009 Lino Bottaro
Cari amici di Stampa Libera qualche volta parlando con persone che ricevono l’informazione televisiva e dei maggiori giornali quotidiani nazionali abbiamo la sensazione che vi sia un divario incolmabile fra le nostre e le loro conoscenze. Un autentico baratro.
In taluni casi il loro stupore per quello che andiamo dicendo li fa propendere per delle posizioni rigide di difesa dello status quo. Ritengono semplicemente enormi le cose che andiamo dicendo… (e non parlo del finto sbarco sulla luna o dell’auto attentato del 11 settembre della coppia Osama-Bush). Oggi ad esempio ho avuto un civile diverbio con un anziano che si è scandalizzato al solo fatto di avergli detto che forse Ahmadinejhad non ha mai detto che incenerirà lui Israele. La tesi di quel simpatico signore è che non si può mettere in dubbio le televisioni ed i giornali insieme. E’ troppo! Questi era una brava persona che adesso forse penserà che io sono un fanatico iraniano che racconta favole al solo scopo di volerlo turbare…
Che dire, che fare, cari amici?
E se gliela avessi raccontata tutta la favola?
Che le banche sono private e prendono ordini da Londra ed emettono il denaro a piacere senza alcuna copertura aurea e strozzano le economie, quando non affamano a piacere interi popoli; che c’è un regia mondiale per tutto quanto accade e prevede lo sfruttamento dei paesi poveri del pianeta; che gli attentati e la strategia della tensione in Italia è stata diretta dai servizi segreti della nazione che ha le sue basi militari in Italia con la complicità dei nostri servizi segreti deviati; che la Spagnola (che ha fatto 50 milioni di morti) fu introdotta con la vaccinazione dei soldati; che la Suina, l’Aviaria e la Spagnola sono la stessa cosa con minime e logiche variazioni dovute al tanto tempo trascorso.
Che le multinazionali della medicina gestiscono un affare che da solo vale metà del budget di spesa dei governi; che da statistica la prima causa di morte al mondo è la medicina e le cure mediche; che una medicina che ha 5000 ipotesi e nessuna certezza non può considerarsi attendibile e che è ora di farsi venire qualche dubbio al riguardo; che le multinazionali dell’alimentazione animale e umana propinano alimenti di non confermata sicurezza alimentare, che il comportamento degli Usa non è di esportazione della democrazia ma è la più efferata delle occupazioni con pratica abituale di stragi di innocenti e partigiani resistenti chiamati terroristi?
Senza parlare poi di massoni o di Israele che fra un bombardamento e l’altro di Gaza restituisce i corpi dei palestinesi senza organi interni (come si può vedere con raccapriccio nelle foto che circolano sul web) e dei rabbini americani che vendono le persone a pezzi. E non ci si dica che siamo antisemiti perchè abbiamo lo stesso rispetto per la religione ebraica come per quella mussulmana e cattolica. Ma siamo ancora umani perdio, non possiamo chiudere gli occhi di fronte all’efferratezza di questi fatti che alcune persone malate di mente perseguono con diabolica ostinazione screditando l’intero popolo ebraico ammazzando civili inermi. (Ovviamente di tutto quanto sopra detto potete trovare prove in questo blog che porta a fonti di provata attendibilità)
Allora, cosa ne pensate? Cosa e quanto dobbiamo rivelare in questo blog ed in che modo? Di cosa volete che parliamo?
Ci eravamo proposti 120.000 lettori fa, quasi un anno fa, quando abbiamo aperto questo blog di resistenza allo schifo di una informazione falsa, corrotta, comprata, e ignominiosa che ogni mattina ci vomitava addosso falsità e malevolenze, di essere positivi, di dare spazio alle cose belle ma… ogni giorno veniamo sepolti da liquame tanto che quasi non vediamo più il bello, le cose sane. Anche la nostra è una lotta, la lotta per la verità e per la giustizia per tutti i popoli. Non riusciamo a sopportare la sopraffazione almeno quanto i nostri politici non riescono a sopportare la trasparenza.
Per finire, se andiamo a raccontare queste cose, per altro provate da svariate fonti internazionali, cosa ci dicono le persone della strada, cosa pensano ?
Ci internano come pazzi o per procurato allarme? O inizieranno a porsi delle domande?
Gradiremmo avere un vostro parere in merito, sapere almeno da voi come la pensate, cosa ne dite!
E’ gradito ogni commento e vi ringrazio in anticipo.
Lino Bottaro
L’INSEGNANTE D’AMERICA – NAOMI KLEIN INTERVISTA MICHAEL MOORE
FONTE: THE NATION
Il 17 settembre, nel corso della campagna promozionale del suo ultimo film sull’ordine capitalistico, Moore ha parlato al telefono con l’editorialista di The Nation, Naomi Klein, del film, delle origini della nostra crisi economica e delle promesse e dei pericoli della situazione politica attuale. Di seguito potete leggere la trascrizione rielaborata della conversazione – I direttori di The Nation
Naomi Klein: Allora, il film è stupendo. Complimenti. Come molte persone avevano già saputo, si tratta di un appello non apologetico a ribellarsi contro la follia del capitalismo. Ma nella settimana della prima, sui giornali c’è stato un tipo di ribellione molto diverso: i cosiddetti ricevimenti pomeridiani, a quanto pare una difesa appassionata del capitalismo e in opposizione ai programmi sociali.
Nel frattempo, non stiamo vedendo molti segnali dalle orde che stanno prendendo d’assalto Wall Street. Personalmente, spero che il suo film sia la sveglia e il catalizzatore affinché tutto questo cambi. Ma mi stavo chiedendo come sta affrontando questa strana serie di eventi, queste ribellioni per il capitalismo condotte da Glenn Beck [1].
Michael Moore: Non so se si tratta di grandi ribellioni a favore del capitalismo perché sono alimentate da un paio di programmi diversi. Uno è la questione che un certo numero di americani non si è ancora scontrato con il fatto che c’è un afro-americano come loro leader. E non penso che a loro tutto questo piaccia.
NK: La vede come la principale forza trainante dei ricevimenti pomeridiani?
MM: Penso che sia una di queste forze – ma credo che qui ci sia un certo numero di programmi in azione. L’altro programma è quello imprenditoriale. Le aziende che forniscono l’assistenza sanitaria e le altre aziende coinvolte sono di aiuto per raccogliere quello che sembra essere uno sfogo spontaneo della rabbia dei cittadini.
Ma la terza parte di questo è… ed è quello che ho sempre davvero ammirato della destra: sono organizzati, sono impegnati, si svegliano all’alba per combattere la loro battaglia. Da parte nostra non vedo tutto questo coinvolgimento.
Quando si presentavano ai consigli comunali in agosto – quegli incontri sono aperti a tutti. E dove sono i nostri? E allora ho pensato: perbacco, è agosto. Avete pensato di organizzare qualcosa a sinistra in agosto?
NK: Non faceva parte di questo anche il fatto che la sinistra, i progressisti, o in qualunque altro modo li si voglia chiamare, si siano trovati un po’ in uno stato confusionale riguardo all’amministrazione Obama – che la maggior parte delle persone è a favore dell’assistenza sanitaria per tutti, ma che non potevano appoggiarla perché non era un argomento in discussione?
MM: Sì. Ed è per questo che Obama continua a girarsi a cercare i milioni di persone che gli sono dietro, che lo sostengono, ma non c’è nessuno, perché lui ha scelto di intraprendere una linea morbida invece della linea dura che era necessaria. Se avesse scelto la linea dura, una vera assistenza sanitaria per tutti, sostenuta da un unico finanziatore, penso che avrebbe avuto il sostegno di milioni di persone.
NK: Ora che il piano Baucus verrà affondato, pensa che ci sarà un’altra possibilità per rimettere in discussione l’assistenza sanitaria per tutti?
MM: Sì. Abbiamo bisogno di persone che esprimano un messaggio chiaro, lo diffondano e lo portino avanti. Vede, ci sono quasi un centinaio di democratici al Congresso che hanno già sottoscritto come co-firmatari il disegno di legge di John Conyers [2].
Io credo che Obama si renda ora conto che qualunque cosa avesse pensato di poter fare con una politica bipartisan o con il reggere in mano il ramoscello d’ulivo, che l’altra parte non ha alcun interesse se non la distruzione totale di ogni cosa alla quale lui era favore o che stava cercando di fare. Dunque, se Weiner [Anthony, parlamentare di New York] o qualcuno degli altri membri del Congresso vogliono prendere l’iniziativa, sarebbe anche ora. E io sicuramente ci sarei. Io ci sono. Voglio dire, userei ora questo momento per radunare le persone, perché credo che la maggioranza del paese voglia questo.
NK: Ritornando a Wall Street, voglio parlare ancora un po’ di questo strano momento nel quale ci troviamo, dove la rabbia indirizzata contro Wall Street, quella indirizzata contro i dirigenti di AIG quando la gente si presentava davanti a casa loro – non so quello che è accaduto a tutto questo.
La mia paura è sempre stata il fatto che questa rabbia enorme che lei mostra nel film, il genere di rivolta di fronte al salvataggio, che ha costretto il Congresso a votare contro la prima volta, che se quella rabbia non fosse continuamente indirizzata verso le persone più potenti della società, contro le élite, le persone che avevano creato il disastro, e convogliata in un reale progetto per cambiare il sistema, allora potrebbe essere facilmente reindirizzata contro le persone più vulnerabili della società, intendo gli immigrati, oppure convogliata in una rabbia razzista.
E quello che sto cercando di capire ora è: si tratta della stessa rabbia o pensa che siano delle correnti della cultura america completamente diverse? Le persone arrabbiate con AIG hanno rivolto la loro rabbia su Obama e sul concetto di riforma sanitaria?
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