venerdì 16 ottobre 2009

E Canale 5 pedina il giudice Mesiano



Che giornalismo ! Veramente bravi , avete fatto un grandissimo scoop ...
La televisione al servizio del cittadino .

http://www.youtube.com/user/Daz8888888

Giorgio Gaber - Il conformista



http://www.youtube.com/user/optimusugar

di Faber

Ieri sera mi son guardato annozero e come sempre a parte i 5 minuti di Travaglio i 5 di Vauro e una qualche battuta di Santoro non ho rilevato vita apparente nella sinistra italiana.
Intendiamoci  non che il contraltare sia ai massimi livelli , ma possibile che non esista un politico nel PD che sappia zittire un troglodita come Castelli ? Se poi pensiamo al premio nobel per Silvio , scusate ma devo andare in bagno...comunque ottimo sketch , probabilmente il punto più alto raggiunto dalla puntata. A proposito sono ancora qua che aspetto la telefonata del premier , sarà caduta la linea ?

Bersani spara una qualche idea ogni tanto ,un programmino , che so una propostella articolata...e smettila di dire nè , nè sembri mia nonna.

L’Italia è unita e unanime: il Barbarossa fa cagare! Brunetta, che facciamo con ’sti registi assistiti e parassiti?























di Alessandro Robecchi, da alessandrorobecchi.it

 L’Italia un paese diviso? Lacerato? Spaccato a metà? Ma nemmeno per sogno, su alcune cose l’Italia è assolutamente unita, granitica e unanime.

Per esempio su Il Barbarossa, il film voluto da Umberto Bossi per celebrare la Lega Lombarda, Alberto da Giussano e compagnia bella. L’Italia ha emesso il suo verdetto: Il Barbarossa fa cagare, fa schifo, è un film orribile e andarlo a vedere significa buttare tempo e soldi.

Ha cominciato il pubblico, come al solito. Nel week-end dell’uscita, che di solito è quello che decide le sorti di un film gli incassi sono stati un disastro pauroso. Un vero bagno di sangue: 401 mila euro, una miseria per un film distribuito addirittura in 267 copie, il che significa una media di 1.505 euro per ogni schermo. Vergogna: forse un film muto incassava di più. Peccato che questo non è muto: parlano pure.

A quanto si dice il film è costato 30 milioni di dollari, il 40 per cento dei quali li ha messi la Rai (cioè noi). Il ministero, invece, ha catalogato il film alla voce "interesse culturale nazionale" (si vede che la voce "puttanata leghista" non è prevista) e gli ha ammollat 1 milione e 600 mila euro (nostri, perlatro), con una delibera del 7 ottobre 2008.

Ora avremmo una domanda. Il ministro Brunetta che ha abbondantemente abbaiato contro i registi assistiti, gli intellettuali parassiti, gente che non ha mai lavorato in vita sua, ha qualcosa da dire? Lo dirà per il film-cagata di Martinelli? O se ne starà zitto e buono perché è un film-propaganda dell’alleato del suo padrone? Dove cazzo sta il famoso merito? Nell’aver fatto un film inguardabile?

Certo, si sa, il pubblico non capisce l’arte. Bene! Ci siamo presi la briga di leggere la critica. Hanno detto del Barbarossa:

…Porta i segni della destinazione per il piccolo schermo…
Alberto Castellano, Il Mattino

…Renzo Martinelli ha girato il presunto kolossal in Romania, con comparse rom moltiplicate (male) in digitale tra mura da lunapark col fumo disegnato. Il problema è narrativo. Il problema è Martinelli, regista sprezzante nei modi e con la macchina da presa. In attesa di allungarsi in tv, il film è massacrato dai tagli, superficiale, scritto e musicato senza senso del ridicolo…
Alessio Guzzano, City

…Un noioso polpettone in costume infarcito da una lunga serie di slogan tanto cari alla Lega di oggi (…) Sceneggiatura sfilacciata, dialoghi eccessivamente enfatizzati, sequenze dei combattimenti poco credibili.
Luciana Vecchioli - L’altro

…Al costoso film, che ha facilonerie, tempi, salti logici e narrativi, insomma ha l’ impaginazione classica da tv, manca ciò che interessava forse di più a Bossi, unica comparsa italiana fra migliaia di rom (che scherzo!): sono assenti ingiustificati epopea, tensione e pathos, oltre a disamina politica (…) Il racconto non dà emozioni anche per la scarsissima presenza degli attori. Se Rutger Hauer vaga con l’ occhio azzurro nel tempo e nello spazio ma, con buona volontà, si può credere che pensi al Barbarossa, Raz Degan è maschera priva di qualunque espressione…
Maurizio Porro, Il Corriere della Sera

…Il Barbarossa di Renzo Martinelli pone ai critici cinematografici un serio problema. Una quesito dirimente. Ovvero: trattasi di un film o di una parodia? (…) La sceneggiatura è scritta da una Ong che combatte l’analfabetismo nelle langhe (“adesso occupo Milano, perché sono cattivo”). Come si fa a fare la recensione di un film così? Noi ci rinunciamo. Sinceramente, non siamo all’altezza.
Roberta Ronconi, Liberazione

…Se proprio non potete aspettare che quest’ultima fiacca fiction passi in televisione, sappiate che solo Federico (Rutger Hauer) e Barozzi (Farid Murray Abrams), milanese fedele suddito dell’Impero, sono interpretati a dovere. Il resto sono effetti speciali e immagini al rallentatore…
Maurizio Cabona, Il Giornale

…Diciamolo subito: il film di Renzo Martinelli che dall’imperatore (Rutger Hauer) prende nome (chissà perché) è un brutto film, che di cinema ha poco, e nemmeno di televisione decente, i minuti che scorrono faticosamente fanno più che rimpiangere l’era degli sceneggiatoni vintage. A dire il vero ci si chiede pure che fine abbiano fatto i 30 milioni di euro del budget, tra quella profusione di ralenti, le battaglie con le stesse inquadrature, una ricostruzione di Milano quasi inesistente…
Cristina Piccino, Il Manifesto

… è veramente un film insulso. Brutto come sono brutte le operazioni ambiziose che nascono su fondamenta malferme (…) Gli effetti speciali sono qua e là di sorprendente modestia: i 30 milioni di euro dichiarati saranno stati spesi altrove. La scena della battaglia, attesa per ore, dura 11 minuti ed è davvero risibile. L’operazione politica è debole e insensata: chissà se Martinelli si è reso conto di aver confezionato una fiaba fangosa e trucida in cui l’eroico Alberto è uno scemotto di paese?
Alberto Crespi, L’Unità

…Raz Degan ha una sola espressione: spiritata. Rutger Hauer, che parla con la voce di George Clooney, è sempre lì lì per perdere la barba posticcia…
Michele Anselmi - Il Riformista

…Sostenuto dal celoduristico endorsement del Senatur, ecco il Barbarossa di Renzo Martinelli, kolossal cine-televisivo dal budget di 30 milioni di dollari e cast multietnico: il tedesco Rutger Hauer è il Barbarossa, l’israeliano Raz Degan Alberto da Giussano, la polacca Kasia Smutniak l’amata Eleonora, la francese Cecile Cassel Beatrice di Borgogna e l’americano F. Murray Abraham Siniscalco Barozzi (un’antifona più che un nome…). Come dire, funzionassero i respingimenti, il film potrebbe contare solo sulla figlia di Renzo, Federica Martinelli, nel ruolo di Tessa, Antonio Cupo e sparuti altri…Vabbè, c’è di peggio: il film, appunto…
Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano

…Non bastano una colonna sonora martellante, un po’ di immagini enfaticamente rallentate, scontri cruentissimi e una buona dose di effetti mirabolanti per creare pathos e rendere epica una pellicola, per quanto costosa. Martinelli ha insomma sprecato un’occasione…
Gaetano Vallini - L’Osservatore Romano

Domanda: a chi dobbiamo chiedere indietro i nostri soldi? A Bossi e Maroni? A Brunetta? Al carrozzone assistito del regime?

(15 ottobre 2009)

LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI


















DI DON PAOLO FARINELLA
mir.it/servizi/ilmanifesto

Il mio nome è Paolo Farinella, prete della Chiesa cattolica residente nella diocesi di Genova. Come cittadino della Repubblica Italiana, riconosco la legittimità formale del suo governo, pur pensando che lei abbia manipolato l’adesione della maggioranza dei pensionati e delle casalinghe che si formano un’idea di voto solo attraverso le tv, di cui lei ha fatto un uso spregiudicato e illegittimo.

Lei in Italia possiede tre tv e comanda quelle pubbliche nelle quali ha piazzato uomini della sua azienda o a lei devoti e proni. Nel mese di agosto 2009 ha inaugurato una nuova tv africana, Nessma, a cui ha fatto pubblicità sfruttando illecitamente la sua posizione di presidente del consiglio e dove ha detto il contrario di quello che opera in politica e con le leggi varate dal suo governo in materia di immigrazione. Se lei è pronto a smentire, come è suo solito, ecco, si guardi il seguente filmato e giudichi da lei perché potrebbe trattarsi di Veronica Lario travestita da lei: http://www.youtube.com/watch?v=Se3yqycsMyg&feature=video_response

Faccia vedere il video ai suoi amici leghisti e nel frattempo ascolti cosa dice il sindaco di Treviso, lo sceriffo Giancarlo Gentilini del partito di Bossi, ad un raduno del suo partito xenofobo dove ha esposto «Il vangelo secondo Gentilini» con chiarezza diabolica: «Voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari. Voglio la rivoluzione contro i bambini degli immigrati. Ho distrutto due campi di nomadi e ne vado orgoglioso. Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono le moschee: i musulmani se vogliono pregare devono andare nel deserto, ecc. ecc. Questo è il Vangelo secondo Giancarlo Gentilini (sindaco di Treviso): “Tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri, ma non avanzerà niente”». Questo il link con la sua voce in diretta; si prepari ad ascoltare il demonio in persona: http://www.youtube.com/watch?v=_WCZNQJkV3E&feature=related

Legittimità elettorale e dignità etica

Riconoscere la legittimità del suo governo, con riserva etico-giuridica, non significa riconoscere anche la sua legittimità morale a governare il Paese perché lei non ha alcuna cultura dello Stato e delle sue Istituzioni, ma solo quella di difendere se stesso dalla Giustizia e i suoi interessi patrimoniali che sotto i suoi governi prosperano alacremente. Il conflitto di interessi pesa come un macigno sulla Nazione e la sua economia, ma lei è bravo ad imbrogliare le carte, facendolo derubricare nella coscienza della maggioranza che ne paga le conseguenze economiche e democratiche. Cornuti e mazziati dicono a Napoli.

Quando la sua maggioranza si sveglierà dall’oppio che lei ha diffuso a piene mani sarà troppo tardi e intanto il Paese paga il conto dei suoi avvocati, nominati da lei senatori, cioè stipendiati con soldi pubblici. Allo stesso modo stiamo pagando i condoni fiscali che lei si è fatto su misura sua e della sua azienda, sottraendo denaro al popolo italiano. In morale questo viene definito come doppio furto.

Da quando lei «è sceso in campo», l’Italia ha iniziato un degrado inesorabile e costante che perdura ancora oggi, codificato nel termine «berlusconismo» che è la sintesi delle maledizioni che hanno colpito l’Italia sia sul piano economico (mai l’economia è stata così disastrata come sotto i suoi governi), su quello sociale (mai si sono avuti tanti poveri, disoccupati e precari come sotto i suoi governi), e su quello civile (mai come sotto i suoi governi è sorta la categoria del «nemico» da odiare e da abbattere). Lei, infatti, usa la menzogna come verità e la calunnia come metodo, presentandosi come modello di furbizia e di utilizzatore finale di leggi immorali e antidemocratiche come tutte quelle «ad personam».

Nei confronti dell’ultima illegalità, che grida giustizia al cospetto di Dio, il decreto 733-B/2009, che segna una pietra miliare nel cammino di inciviltà e di negazione di quelle radici cristiane di cui la sua maggioranza ama fare i gargarismi, sappia che siamo cento, mille, diecimila, milioni che faremo obiezione di coscienza all’ignobile e illegale decreto, pomposamente detto «decreto sicurezza»: diventeremo tutti clandestini e sostenitori dei cittadini di altri Paesi, specialmente africani, in quanto «persone», anche se clandestini, a costo della nostra vita. Dobbiamo ubbidire alla nostra coscienza piuttosto che alle sue leggi razziali e disumane. La legge che definisce l’immigrazione come illegalità è un insulto a tutte le Carte internazioni e nazionali sui «diritti», un vulnus alla dottrina sociale della Chiesa e colloca l’Italia tra le nazioni responsabili delle stragi degli innocenti, perseguitati e titolari del diritto di asilo.

Essere «alto» ed essere »grande»

Lei non è e non sarà mai uno «statista» se sente il bisogno di fare vedere alle sue donnine i filmati che lo ritraggono tra i «grandi». Per essere «grande», non basta rialzare le suole delle scarpe, ma occorre avere una visione oltre se stesso, una visione «politica» che a lei è estranea del tutto, incapace come è di vedere oltre i suoi interessi. Per potere emergere dallo squallore in cui lei è maestro, ha profuso a piene mani il virus dell’antipolitica, il qualunquismo populista, trasformando la «polis» da luogo di convergenza di ideali e di interessi a mercato di convenienza e di sopraffazione. Lei, da esperto di vecchio pelo, ha indotto i cittadini ad evadere il fisco che in uno Stato democratico è prevalentemente un dovere civile di solidarietà e per un cristiano un obbligo di coscienza perché strumento di condivisione per servizi essenziali alla corretta e ordinata convivenza civile e sociale. Durante il suo governo le tasse sono aumentate perché incapace di porre un freno alla spesa pubblica che anzi galoppa come non si è mai visto.

Non faccia confusione tra «essere alto» e «essere grande», come insegna Napoleone che lei ben volentieri scimmiotta, senza riuscire ad eguagliare l’ombra del dittatore.

Lei non può negare di essere stato piduista (tessera n. 1816) e forse di esserlo ancora, se come sembra, con il suo governo cerca di realizzare la strategia descritta nei documenti sequestrati al gran maestro Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi (Comunicato Ansa del 17 marzo 1981 ore 12:18, da cui emerge il suo numero di tesserato; cf intervista di Licio Gelli su Repubblica.it del 28-09-2003).

La maledizione italiana

A lei nulla importa dei valori religiosi, etici e sociali, che usa come stracci a suo comodo esclusivo, senza esimere di vantarsi di essere ossequioso degli insegnamenti etici e sociali della Chiesa cattolica, di cui si è sempre servito per averne l’appoggio e il sostegno. Partecipa convinto al «Family-Day» in difesa della famiglia tradizionale, monogamica formata da maschio e femmina e poi ce lo ritroviamo con prostitute a pagamento che registrano la sua voce nel letto di Putin; oppure spogliarelliste che lei ha nominato ministre: è lecito chiedersi, in cambio di cosa? Come concilia questo suo comportamento con le sue dichiarazioni di adesione agli insegnamenti della Chiesa cattolica? La «corrispondenza d’amorosi sensi» tra lei, il Vaticano e la gerarchia cattolica è la maledizione piombata sull’Italia ed una delle cause del progressivo e costante allontanamento dalla Chiesa delle persone migliori. I prelati, come sempre nella storia, fanno gli affari loro e lei che di affari se ne intende si è lasciato usare ed ha usato senza scrupoli offrendo la sua collaborazione e cercando quella della cosiddetta «finanza cattolica» legata a doppia mandata con il Vaticano. Se volesse avere la documentazione si legga il molto istruttivo saggio di Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel, «L’unto del Signore», BUR, Rizzoli, Milano 2009.


Gli ecclesiastici, da perfetti «uomini di mondo, hanno capito che con lei al governo potevano imporre al parlamento leggi e decreti di loro interesse, utilizzandolo quindi come braccio secolare. Per questo obiettivo, devono però rinunciare alla loro religiosità e adeguarsi alla paganità del potere che esige la contropartita. Lei, infatti, è sostenuto dall’Opus Dei, da Comunione e Liberazione e da tutte le organizzazioni e sètte cattoliche che si lasciano manovrare a piacimento con lo spauracchio dei«comunisti» e con l’odore satanico dei soldi.

Il Vaticano e i vescovi, non essendo profeti, ma esercenti gestori di una ditta pagana, non hanno saputo o voluto cogliere le conseguenze nefaste che sarebbero derivate al Paese da questo connubio incestuoso; di fatto sono caduti nella trappola che essi stessi e lei avevate preparato. L’incidente di Vittorio Feltri, da lei, tramite la famiglia, nominato direttore del suo «Il Giornale» con cui uccide sulla pubblica piazza Dino Boffo, direttore di «Avvenire» portavoce della Cei, va oltre le vostre intenzioni e come un granellino di sabbia inceppa il motore. Oppure, secondo l’altra vulgata, tutto sarebbe stato progettato da lei e Bertone per permettere a questi di mettere le mani sulla Cei e a lei di fare tacere un sussurro appena modulato di critica sui suoi comportamenti disgustosi. Senza volersi arrampicare sugli specchi forse si è verificato un combinato disposto, non nei tempi e nelle forme da voi progettato.

Il giorno 7 agosto 2009, in un colloquio riservato con il cardinale Angelo Bagnasco, lo misi in guardia: «Stia attento – gli dissi – e si prepari alla guerra d’autunno perché con la nomina di Feltri al Giornale di Berlusconi (20-07-2009), la guerra sarà totale e senza esclusione di colpi. Berlusconi non può rispondere alle domande di la Repubblica e non può andare in TV a dare spiegazioni. Può continuare a negare sulle piazze per gli allocchi, ma nemmeno lui, menzognero di professione potrebbe negare davanti a domande precise e contestazioni puntuali. Per questo non lo farà mai, tanto meno in Parlamento. Non ha che un mezzo: sguazzare nel fango facendolo schizzare su tutti e su tutto, in base al principio che se tutto è infangato, nessuno è infangato». Il cardinale mi guardò come stupito e incredulo, reputando impossibile la mia previsione. Credo che ora si morda le labbra. Eppure credo anche che lei sia finito: per la finanza internazionale e per gli interessi di coloro che lo hanno sostenuto, Vaticano compreso, lei ora è ingombrante e impresentabile e deve essere sostituito, ma lei non cadrà indenne, farà più danni che potrà, un nuovo Sansone in miniatura. Lei sa che deve andarsene, ma sa anche che passerà alla storia non come quel «grande, immenso» presidente che è stato lei, ma come «l’utilizzatore finale di prostitute che altri pagavano per conto suo». Non c’è che dire: lei è un grande in bassezza e amoralità.

Spergiuro

Nella trappola non è caduto il popolo di Dio, formato da «cristiani adulti» che tanto dispiacciono al papa «pro tempore» Benedetto XVI: lei non potrà mai manipolarli come non potrà mai possedere le coscienze dei non credenti austeri, cultori della laicità dello Stato che lei vilipende e svende, sempre e comunque, per suo inverecondo interesse. Lei ha la presunzione ossessiva di definirsi liberale, ma non sa cosa sia il liberismo, mentre è l’ultima caricatura di promettente e decadente comunista sovietico di stampo breshnieviano, capace di usare il popolo per affermare la propria ingordigia patologica di potere. D’altronde il suo amico per la pelle non è l’ex «kgb» Vladimir Vladimirovic Putin, nella cui dacia è ospitato secondo la migliore tradizione comunista italiana?

Dal punto di vista della morale cattolica, lei è uno spergiuro perché ha giurato sulla testa dei suoi figli, senza pudore e alcuni giorni dopo il «ratto di Noemi», ha dato dello stesso fatto diverse versioni differenti, condannando se stesso e la testa dei suoi figli alla pena dello spergiuro che già Cicerone condannava con la «rovina» e l’esposizione all’umana infamia: «Periurii poena divina exitium, humana dedecus – La pena divina dello spergiuro è la rovina e l’infamia/il disprezzo degli uomini»(De legibus, II, 10, 23; cf anche De officis, III, 29, 104;in Cicerone, Opere politiche e filosofiche, a c. di Leonardo Ferrero e Nevio Zorzetti, vol. I, UTET, Torino, 1974, risp. p. 489 e p. 823). Anche il Diritto Canonico, per sua informazione, riserva allo spergiuro «una giusta pena» (CJC, can. 1368), demandata all’Autorità, in questo caso il papa, che avrebbe dovuto comminarle la pena canonica, invece di indirizzarle una lettera diplomatica per il G8 e i suoi «deferenti saluti». Non ci può essere deferenza, tanto meno papale, per un uomo che ha toccato il fondo della dignità politica e morale.

Gli ultimi fatti di Villa Certosa e Palazzo Grazioli hanno sprofondato lei (non era difficile), ma anche l’Istituto Presidenza del Consiglio in un letamaio senza precedenti. Mai l’Italia è stata derisa nel mondo intero (ormai da quattro mesi continui) a causa di un suo Presidente del Consiglio che, su denuncia della moglie, frequenta le minorenni e sempre per ammissione della moglie che lo frequenta da oltre trent’anni, per cui si presume lo conosca bene, è malato e come un dio d’altri tempi esige per la sua perversione, sacrifici di giovani vergini per nascondere a se stesso i problemi del tempo che inesorabilmente passa, nonostante il trucco abbondante.

Affari privati o deriva di Stato?

Lei dice di volere difendere la sua privacy, ma non c’è privacy per uno che ha portato i suoi fatti «privati» in TV attaccando indecorosamente la sua stessa moglie che ha intrapreso la strada del divorzio. Forse lei ha dimenticato che sull’immagine della sua «felice famiglia italiana» lei ha costruito se stesso e la sua fortuna politica ed economica. Lei si comporta per quello che è: uno spaccone che in piazza si vanta di tutto ciò che non ha mai fatto e poi pretende che nessuno ne parli. Se lei mette il segreto di Stato sulle sue ville, queste diventano ipso facto «affare politico» perché lei le usa anche per incontri istituzionali e quindi fanno parte dell’Istituzione della presidenza del consiglio. Lei non ha diritto alla vita privata, quando si comporta da uomo pubblico e promette carriere TV o posti in parlamento a donnine compiacenti che la sollazzano nel suo «privato». Non è lei che ha detto in una intercettazione, parlando con Saccà che «le donne più son cattoliche più son troie»? Può spiegare, di grazia, il significato di queste parole altamente religiose e rispettose delle donne e indicarci a chi si riferiva? C’entrano le due donne che siedono nel suo governo e che si vantano di essere cattoliche: la Carfagna e la Gelmini?

Lei e suoi paraninfi continuate a dire che si tratta di questioni private senza rilevanza pubblica, sapendo di mentire ancora e senza pudore. Sarebbero affari privati se Silvio Berlusconi non fosse Presidente del Consiglio che alle donnine che gli accompagnano anche a pagamento, non promettesse incarichi in aziende pubbliche (TV) o posti in parlamento se non addirittura al governo. Vorrei chiederle per curiosità: quali sono i meriti e le benemerenze delle ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini per essere assurte, non ancora quarantenni, a posti di rilievo nel suo governo? Perché Mara Carfagna posavanuda o la Gelmini prendeva l’abilitazione in Calabria? Le sue ville sono ancora sotto la tutela del segreto di Stato e quindi guardate a vista da polizia, carabinieri, esercito? A spese di chi? Può ancora dire che sono residenze private? Fu lei in persona ad andare dal suo devoto suddito Bruno Vespa a rispondere pubblicamente a suo moglie, Veronica Lario, rendendo pubblici i fatti che la riguardavano e attaccando sua moglie senza alcuna pietà, facendo pubblicare dal suo «killer mediatico» le foto di sua moglie a seno nudo di quando faceva l’attrice. Non credo che lei possa dire che le sue vicende sono private perché ci riguardano tutti, come cittadini e come suoi «sovrani» costituzionali perché una cosa è certa: noi non abdicheremo mai alla nostra dignità di cittadini sovrani figli orgogliosi della nostra insuperabile Costituzione. Noi non permetteremo mai che lei diventi il «padrone» della nostra dignità.

Per lei è cominciato l’inizio della fine perché il suo declino è iniziato nel momento stesso in cui è andato nella TV di Stato compiacente e, senza contraddittorio, alla presenza del solo cerimoniere e maggiordomo fidato, ha cominciato a farfugliare bugie, contraddizioni, falsità che non hanno retto l’urto dei fatti crudi. Se lei fosse onesto, anche solo per una parte infinitesimale, dovrebbe rassegnare le dimissioni, come aveva promesso nel suddetto, compiacente recital.

Strategie convergenti

Lei può fare affari col Vaticano e chiudere nel cassetto morale e dignità, ma sappia che il Vaticano non è la Chiesa, per nostra fortuna e per sua e vostra disgrazia. Noi, uomini e donne semplici, vogliamo onorare e difendere la nostra dignità e la nostra fede, contro ogni tentativo di manipolazione e di incesto tra altare e politica. Purtroppo lei, supportato da parte della gerarchia, ha fatto scadere la «politica» da arte, a servizio del bene comune, a mercimonio di malaffare e a sentina maleodorante. Le istituzioni cattoliche che lo hanno appoggiato ne portano, con lei, la responsabilità morale, in base al principio giuridico della complicità.

Strana accoppiata: i difensori della moralità ufficiale, costretti a tacere per mesi di fronte a comportamenti indegni e a leggi inique, perché lautamente ricompensati o in vista della mancia promessa. Trattasi solo di un baratto di cui i responsabili dovranno rendere conto. I vescovi hanno ritrovato la parola quando si sono visti attaccare, inaspettatamente, da lei con avvertimenti di stampo mafioso (per interposta persona). La gerarchia, in genere felpata e compassata, in questo frangente è risorta come un sol uomo, arruolando anche il papa alla bisogna, ma cogliendo anche l’occasione per dare corpo alle vendette interne e regolare i conti tra ruiniani e bertoniani. Come insegna l’amabile Andreotti «la vendetta è un piatto che si gusta freddo». Strategie convergenti che hanno sprigionato il disgusto del popolo cattolico e dei cittadini che ancora pensano con la propria testa.

Ripudio

Io, Paolo Farinella, prete mi vergogno della sua presidenza, per me e la mia Nazione e, mi creda, in Italia siamo la maggioranza che non è quella elettorale, ottenuta da una «legge porcata» che ben esprime l’identità della sua maggioranza e del governo e di lei che lo presiede (o lo possiede?). Lei potrà avere il sostegno del Vaticano (uno Stato estero) e della Cei che con il loro silenzio e le loro arti diplomatiche condannano se stessi come complici di ingiustizia e di immoralità. Per questi motivi, per quanto mi concerne in forza del mio diritto di cittadino sovrano, non voglio più essere rappresentato da lei in Italia e all’Estero, io la ripudio come politico e come Presidente del Consiglio: lei non può rappresentarmi né in Italia e tanto meno all’estero perché lei è la negazione evidente di tutto quello in cui credo e spero di vedere realizzato per il mio Paese. sia perché non mi rappresenta sia perché è indegno di rappresentare il buon nome dell’Italia seria, laboriosa e civile e legale che amo e per la quale lotto e impegno la mia vita. Non importa che lei abbia la maggioranza parlamentare, a me interessa molto di più che non abbia la mia coscienza

Io, Paolo Farinella, prete, ripudio lei, Silvio Berlusconi, presidente pro tempore del consiglio dei ministri e tutto quello che rappresenta insieme a coloro che l’adulano, lo ingannano, lo manipolano e lo sorreggono: li/vi ripudio dal profondo del cuore. in nome della politica, dell’etica e della fede cattolica. La ripudio e prego Dio che liberi l’Italia dal flagello nefasto della sua presenza.

Paolo Farinella
Fonte: http://mir.it/servizi/ilmanifesto/s
Link: http://mir.it/servizi/ilmanifesto/sotto-sopra/?p=238
14.10.2009

Il giorno della giustizia climatica

















Giovedì 15 Ottobre 2009 A Sud 

 Cochabamba, Sebastián Ochoa  - Un tribunale etico internazionale giudica le denunce contro imprese e governi - Rappresentanti di organizzazioni sociali e per la difesa dei diritti umani sono riuniti in questi giorni in Bolivia per dibattere casi di inquinamento ambientale in America latina. Le sentenze avranno una portata morale e politica. Uno dei casi presentati riguarda lo scioglimento del ghiacciaio dell'Illimani, in Bolivia. 



Gli abusi di una transnazionale minatrice in Perù, l'espansione di monoculture nei paesi del sud affinché le potenze industriali continuino ad inquinare senza rimorsi, lo scioglimento dei ghiacciai del monte Illimani o l’aumento della produzione di agro combustibili a danni della popolazione sono alcuni dei temi che vengono dibattuti in questi giorni nella prima sessione del Tribunale Internazionale di Giustizia Climatica.

Il Tribunale si riunisce in questi giorni a Cochabamba per ascoltare le denunce contro governi nazionali ed imprese. Le sentenze del Tribunale avranno una portata morale, politica ed etica, mirano a sensibilizzare opinione pubblica e comunità internazionale e per fare pressioni in vista della costituzione di un tribunale internazionale che giudichi effettivamente i colpevoli della distruzione del pianeta. Le otto giurie appartengono ad organizzazioni sociali e di diritti umani provenienti da Salvador, Perù, Cile, Stati Uniti, Germania, Costa Rica, Argentina ed Irlanda. Tra essi Nora Cortiñas, una delle Madri di Plaza de Mayo. 
 
"Il dibattito internazionale discute di come tendere a che in 10 o 20 anni l'economia del pianeta emetta zero carbonio. Ma ci sono imprese e paesi che vogliono continuare ad emettere diossido di carbonio, allora propongono di pagare altri paesi affinché piantino alberi. Vogliamo che la popolazione sia consapevole di questi meccanismi al fine di denunciare questi delitti e portarli in tribunale. Il nostro tribunale è morale, non abbiamo potere giuridico vincolante. Vogliamo generare la pressione necessaria affinché le Nazioni Unite istituiscano un tribunale che punisca i responsabili", ha affermato Ricardo Navarrese Pinelda, componente di una delle giurie e presidente del Centro Salvadoregno di Tecnologia Appropriata (Cesta). 
 
Navarrese esemplifica col caso del  Salvador. "Nel mio paese è sempre la stessa storia. Le imprese transnazionali hanno utilizzato sempre le risorse in maniera irrazionale. Costruiscono immense centrali idroelettriche e non importa loro se inondano comunità e territori. Ora abbiamo problemi gravi con le imprese minerarie. Ci sono compagni che si stanno opponendo alle attività estrattive e3 vengono perseguiti e criminalizzati per questo. Questo è inconcepibile e quello che ci preoccupa è che abbiamo un governo di sinistra." 
 
Altri componenti delle giurie sono Miguel Palacín Quispe, del Perù, coordinatore generale del Coordinamento Andino di Organizzazioni Indigene (CAOI); Alicia Muñoz, del Cile, presidentessa dell'Associazione Nazionale di Donne Rurali ed Indigene (Anamuri); Beverly Keene coordinatrice di Jubileo Sur; Joseph Henry Vogel, del Costa Rica, specialista in economia della biodiversità, e Brid Brennan, Irlandese, investigatrice del Transnational Institute. 
 
Del lato dei querelanti c’è Azione Ecologica, dell'Ecuador, che accusa la fondazione olandese Forest Absorbing Carbón Emissions (Foreste per l'Assorbimento di Emissioni di Diossido di Carbonio) FACE, che vuole piantare 150.000 ettari di piantagioni forestali in paesi "in sviluppo", per compensare le emissioni di una nuova pianta termica di carbone che si costruirebbe in Olanda. Da parte sua, la Fondazione Ponte Tra Culture denuncerà dodici governi sud-americani, varie banche ed imprese per la realizzazione del progetto IIRSA, Iniziativa per l'Integrazione Regionale del Sud-America la cui finalità è la costruzione di circa 500 mega infrastrutture tra reti viarie, dighe, porti etc.

José Oney Valencia Piani presenta invece il caso del governo della Colombia e l'Associazione di Coltivatori di Canna di Zucchero contro le coltivazione industriale della canna di zucchero per ottenere etanolo. Secondo Valencia, "questo modello di produzione non risponde alla crisi energetica, perché promuove un maggiore uso di acqua, di agenti chimici, di tecnologia che rimpiazza la manodopera, criminalizza la protesta, sfolla intere comunità e porta fame, povertà e malattie." 
 
José Sacro Guevara denuncia invece lo Stato del Salvador, per "omissione di responsabilità e per la sua complicità con imprese transnazionali nella depredazione del territorio". Il Centro di Cultura Popolare Lavoro accusa la compagnia mineraria Vulcano e lo Stato del Perù per l'inquinamento subito dalle popolazioni vicine al Dorso di Pasco. Il Foro Indigeno della Bolivia denuncia invece la mala gestione del ciclo di rifiuti. 
 
La comunità Khapi ed Acqua Sostenibile accusano vari paesi  firmatari della Convenzione Quadro sul Cambio Climatico, per la violazione dei diritti umani a causa dello scioglimento del ghiacciaio dell'Illimani i cui 6400 metri lo rendono uno dei punti più alti della Bolivia. Dell'Illimani dipendono gli abitanti da Khapi, tra gli altri, poiché le sue acque servono sia  all’approvvigionamento idrico ai fini agricoli sia per l’uso domestico.

CooperAcción ha accusato infine il governo peruviano e l'impresa per la produzione di metalli  Doe Run Perú, DRP, per l'inquinamento nella regione di Junín che avrebbe causato decine di morti. Per questo caso, il governo del Perù ha già subito una denuncia interposta presso la Commissione Interamericana di Diritti umani (CIDH). 
 
La sessione del TJC - Tribunale di Giustizia Climatica - è stata organizzata dalla Piattaforma Boliviana contro il Cambiamento Climatico che riunisce le segreterie per le Risorse Naturali di cinque organizzazioni indigene e contadine. Il 16 e 17 di ottobre nella stessa città di Cochabamba si riuniranno inoltre gli otto presidenti dell'Alternativa Bolivariana per le Americhe (Alba). A loro saranno consegnate le sentenze del tribunale.


Da: Pagina 12

I ministri illusionisti














Francesco Scommi ,   15 ottobre 2009

Politica  Consiglio dei ministri con l'effetto ottico di due misure vuote: una class action contro la pubblica amministrazione che non prevede risarcimenti e la finta nascita di una banca del Mezzogiorno senza capitale pubblico. Silenzio, come annunciato dal ministro Carfagna, sulla bocciatura della legge contro l'omofobia

Due provvedimenti - in perfetto stile "governo Berlusconi", più annuncio che sostanza - e una rinuncia. Se si dovessero riassumere i passaggi salienti del Consiglio dei ministri di questa mattina in una frase, sarebbe questa. I provvedimenti sono la class action contro la pubblica amministrazione e la costituzione della Banca del Mezzogiorno. La rinuncia, quella della ministro delle Pari Opprortunità Mara Carfagna a presentare un disegno di legge in grado di sanare l'affossamento della legge contro l'omofobia.
Class action. Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il decreto legislativo di attuazione della Riforma Brunetta in materia di ricorso per l'efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici. Prima della sua approvazione definitiva, il testo dovrà ricevere il parere delle competenti Commissioni parlamentari e della Conferenza unificata. Il fatto bizzarro è che l'obiettivo di questa innovativa forma di class action nel settore pubblico non è il risarcimento del danno economico ma "il sollecito ripristino dell'efficienza del servizio, la trasparenza sull'attività della Pubblica Amministrazione e dei concessionari di servizi pubblici nonché il rafforzamento della valutazione e della responsabilità dei singoli operatori pubblici". I ricorrenti, insomma, non vedranno soldi ma garanzie di ripristino di efficienza.
Il ricorso sarà proponibile da singoli e da associazioni qualora siano violati i termini e gli standard nell'esercizio di una funzione pubblica o nell'erogazione di un servizio pubblico. La sentenza accerterà la violazione, l'omissione o l'inadempimento del servizio. Verrà pubblicata e comunicata alla Commissione per la valutazione (recentemente istituita dalla Riforma Brunetta), alla Corte dei Conti e agli organi competenti per il giudizio disciplinare al fine di verificare le responsabilità dei singoli dipendenti. In alcuni casi, si potrà chiedere al giudice di dare attuazione alla sentenza anche nominando un commissario.
"Un provvedimento alla Brunetta". Così l'ha definito Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori. Miozzi ha spiegato: "Il termine class action in questo caso è veramente improprio visto che si tratta di una norma inutile, svuotata di ogni forza, uno di quei provvedimenti che contribuiscono ad aiutare le imprese a danno dei consumatori". Per il presidente MC, mosse del genere servono solo a rallentare il cammino di una vera class action capace di tutelare realmente i cittadini. "Siamo in ritardo - ha detto Mozzi - e la volontà politica sembra che vada in una direzione che indebolisce ulteriormente i diritti dei consumatori. Forse il ministro Brunetta, forte del suo stipendio, crede che tutti possano affrontare una causa che implica soprattutto dispendio di denaro. Gli consigliamo, allora, la creazione di un fondo, cui i consumatori possano attingere per portare avanti i propri ricorsi contro la p.a. Magari, mettendoci anche un po' del suo stipendio".
Banca del Mezzogiorno. Via libera anche al disegno di legge che istituisce la Banca del Sud. Nelle intenzioni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti dovrebbe essere un organismo in grado di riequilibrare lo squilibrio sul versante della disponibilità di credito tra Settentrione e Meridione. Nel comunicato stampa dopo il Consiglio dei ministri, si è specificato che il progetto di Tremonti non esaurisce la strategia del governo a favore del Sud, e che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha incaricato il ministro Claudio Scajola di prendersi cura delle prossime iniziative, annunciate in pompa magna la scorsa estate (il famoso piano per il sud) in seguito a una rivolta di parlamentari siciliani del Pdl. La sottolineatura è un compromesso per placare le perplessità del premier, che vedeva di cattivo occhio l'attivismo di Tremonti sulla Banca del Sud e la determinazione del ministro dell'Economia a "stralciarla" (come è accaduto) dal resto degli interventi a favore del Mezzogiorno.
Tremonti ha negato la creazione di una "Mediobanca del sud, queste sono robe senza senso", ha detto, e ha citata a modello il Credit Agricole in Francia: "Nasce dal territorio ma poi confluisce in una struttura unica. La nuova banca servirà a finanziare le piccole e medie imprese. Il nostro modello è un po' quello, è disegnato dallo Stato ma realizzato dai privati". Secondo Tremonti "la Banca del Mezzogiorno non può diventare un 'carrozzone', anche perché l'Unione europea non lo consente".
Ad occuparsi di avviare le iniziative necessarie a concretizzare l'iniziativa sarà, spiega il comunicato di Palazzo Chigi, "il Comitato promotore della Banca del Mezzogiorno s.p.a. (composto da quindici membri che verranno nominati dopo l'approvazione del disegno di legge da parte del Parlamento)", che avrà anche l'incarico di "riferire al Ministro dell'economia circa modi e fattibilità dell'iniziativa".
Tremonti ha promesso solo "uno stanziamento di 5 milioni di euro per far funzionare il Comitato promotore e finanziare la quota dello Stato" che, ha detto il ministro, è già previsto dal decreto 112 e dovrebbe essere tutto quello che lo Stato, che si riserva il ruolo di "socio promotore", metterà nella nascente banca. Tremonti ha spiegato che "non servono neanche quei 5 milioni di euro. Il ruolo dello Stato, più che sui soldi" e' sul "disegno e l'impegno".
Inoltre, il ddl prevede che le banche italiane possano emettere strumenti finanziari con aliquota fiscale agevolata al 5% con il vincolo di destinare la raccolta a impieghi nel territorio del Mezzogiorno d'Italia. Secondo il ministro le famiglie che decidono di acquistare questo strumento hanno una "aliquota di favore del 5%" che è anche "un canale molto importante per lo sviluppo dell'economia del Mezzogiorno. Possono essere emessi anche da banche del nord titoli, certificati, obbligazioni: l'importante è che siano finalizzati al Mezzogiorno". Tremonti ha detto di aver pensato a uno strumento di questo tipo "mutuandolo dallo schema della Banca etica. Depositi il denaro e lo finalizzi per un impiego, è un vincolo di destinazione se vuoi una aliquota di favore del 5%". C'è, ha concluso, una "cuginanza con la banca etica, ma anche con la finanza islamica".
Critico il Partito democratico. Per Francesco Boccia "i presupposti di una nuova presa in giro per il Sud ci sono tutti: avendo letto il testo del disegno di legge approvato oggi, posso dire che si tratta di un mix tra Sviluppo Italia e Cassa del Mezzogiorno. Il governo Berlusconi vorrebbe attirare il piccolo e medio credito, obiettivo che avrebbe potuto raggiungere creando un Fondo di Garanzia con soldi veri, come noi chiediamo da un anno, mentre nel progetto tirato fuori dal cilindro del Cdm ci sono impegni ma neanche un euro".
Il responsabile Mezzogiorno Sergio D'Antoni ha denunciato: "Proprio nel giorno in cui Bankitalia denuncia che il Sud paga alla recessione il prezzo più alto in termini di occupazione, Giulio Tremonti licenzia un progetto di legge vago e confuso che nella migliore delle ipotesi avrà bisogno di anni prima di un reale avvio. Intanto che risposte si danno alle famiglie, ai lavoratori e agli imprenditori del Sud? A quattro mesi dal roboante annuncio di Silvio Berlusconi di un imminente piano Marshall per il Mezzogiorno, non si vede ancora l'ombra di un progetto concreto di rilancio".
Omofobia. In Consiglio dei ministri non si è discusso della bocciatura della legge anti - omofobia e del modo di porvi rimedio. Del resto, il ministro Carfagna l'aveva già annunciato in un'intervista a "Repubblica" dove ha invocato tempo per una riflessione "per arrivare a una posizione condivisa". Silvana Mura dell'Italia dei valori ha commentato: "Ha detto che il Re è nudo. Ha svelato che la vera ragione della bocciatura del disegno di legge sull'omofobia consiste nel fatto che è venuta meno la maggioranza, e che il Pdl è sostanzialmente contrario, a parte una minoranza illuminata che ha capito che il problema dei diritti civili riguarda tutte le forze politiche".

 

 

UFO, IL MISTERO INFINITO



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Incendi, anomalie elettromagnetiche, Ovni, paura A sorpresa ricominciano le indagini su Caronia

















Canneto di Caronia. Incendi, flussi anomali di energia elettromagnetica, Ufo. A sorpresa riprendono i monitoraggi di tutta l’area del basso Tirreno, tra il paesino in provincia di Messina e le Isole Eolie. Nella case verranno riallestiti sensori e telecamere, e il fenomeno che aveva lasciato stordito mezzo mondo ritorna sotto i raggi X.  Entro la primavera conosceremo la verità sul “paese dei fuochi”? C’è chi dice di si, c’è chi giura, invece, che quello che sta accadendo in Sicilia è solo un modo per cancellare dalla vicenda l’imbarazzante marchio del “segreto di Stato”.

di SONIA T. CAROBI

Cinque anni. Hanno fatto trascorrere cinque anni nella speranza che la febbre calasse. Che l’ansia di risposte trovasse i luoghi tranquillizzanti del tempo che passa.
Ci hanno messo un lustro per avere il coraggio di tornare in quei luoghi e riattivare sensori, telecamere, centraline che troppo frettolosamente erano state stipate in soffitta.
Tanto loro lo sapevano che la storia sarebbe ricominciata. Tanto lo sapevano che sarebbe bastato ricollegare le sonde per vederle immediatamente in azione, per vederle registrare quel “qualcosa di anomalo” che cinque anni fa turbò mezzo mondo.
C’è poco da fare. Il mistero non si poteva liquidare dietro le frasi e le ipotesi di circostanza. Canneto di Caronia è un segreto ingombrante, e allora meglio togliere, almeno, quell’imbarazzante crosta che si chiama “Segreto di Stato”.
Deve essere andata così. Cinque anni a pensarci e poi d’un solo colpo la soluzione finale. Si ritorna lì. Ma una volta per tutte. L’ultima.
Tempo qualche mese e in quel paesino di cinquanta abitanti schiacciato tra la costa e la linea ferroviaria Palermo-Messina ritorneranno scienziati, studiosi, esperti di vulcanologia e di fenomeni elettromagnetici, ma anche ispettori del ministero e militari in borghese. Tutti lì a tentare di dare una risposta finale ad uno dei misteri più impenetrabili degli ultimi tempi: Canneto di Caronia. Il Paese dei fuochi. Il borgo “elettrico”. Il quartier generale degli Ovni.
Un pugno di case dove bruciano campi, le Tv e gli elettrodomestici si accendono da soli, i cellulari si ricaricano autonomamente, e una serie di oggetti volanti non identificati si spostano indisturbati sul pallido cielo del basso Tirreno.
X-Files
La storia comincia a metà febbraio del 2004. Ed è scritta nell’ultima riga di in un goffo documento della Polizia locale. “Non c’è dolo dietro i ripetuti fenomeni incendiari che da circa un mese si verificano nel piccolo centro siciliano”.
Bruciano materassi, divani, impianti elettrici. E nessuno riesce a dare una spiegazione sensata.
Intervengono le forze dell’ordine e si rendono conto che quello che sta accadendo a Canneto dovrebbe essere assegnato agli agenti Mulder e Scully della sezione X-Files.
Peccato che siamo in Italia e a determinate cose nessuno ci crede. Sulle spiaggia di Canneto pesci e cozze si arenano come alghe putrefatte. A largo basta un telefonino per fotografare bolle marine dal diametro di un chilometro. Nei campi le melanzane hanno i colori dell’arcobaleno. 
Non ci saranno Mulder e Scully, ma almeno c’è bisogno di far intervenire la Protezione Civile.
E lì cominciano i pasticci. Già, perché senza pensarci due volte, gli uomini di Francesco Venerando decidono di far evacuare il paesino. Una quarantina di persone si caricano in macchina l’essenziale e si lasciano alle spalle quel pugno di case sul quale stanno piombando giornalisti di tutto il mondo.
Ognuna di quelle 40 persone ha una storia da raccontare.
Testimonianze e prime spiegazioni
C’è chi si è visto il pc prendere fuoco all’improvviso e chi ha il parabrezza dell’auto “colpito dalla punta di un trapano invisibile”. E c’è anche chi fa vedere ad una televisione cinese le scarpe da ginnastica letteralmente “squagliate”.
Non è proprio una bella storia. Alla Protezione Civile provano a dare subito una spiegazione. Almeno per far calmare le acque. “Canneto di Caronia – dice Venerando – e’ stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata. Fasci di microonde a ‘ultra high frequency’ compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz”.
Plausibile. Ma intanto al paese arriva il Prefetto, e la cartella con le denunce e le segnalazioni segna la punta di ben 309 casi cui bisognerà dare risposte circostanziate.
C’è poco da fare. Non basta neanche più la Protezione Civile.
La task force
Il Caso Canneto arriva in Parlamento. Viene istituito un Gruppo Interistituzionale per l’Osservazione dei Fenomeni (di cui fanno parte molte Università, il CNR, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il Ministero delle Comunicazioni, la Marina e l’Aeronautica Militare), e in ogni appartamento viene piazzata una centralina di rilevamento.
L’indagine va avanti a tutto spiano sotto gli occhi vigili di cronisti e reporter.
Fenomeni elettrici di origine sotterranea; principio della super-rotazione del nucleo e emissione a riccio di mare dei flussi che dal centro della Terra si riversano nella superficie terrestre; alti impulsi in ampiezza dei protoni solari del vento… Mille ipotesi, ma nessuna viene data per definitiva.
E proprio mentre sul paesino sembra alzarsi una imbarazzante bandiera bianca l’Espresso pubblica un servizio che è una bomba. Siamo nel 2005. Sul caso Caronia esisterebbe un “rapporto riservato” nel quale si dice senza mezzi termini che tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. E che “Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato”.
Uno stop improvviso
L’articolo è talmente esplosivo che in Sicilia finiscono per dover ammettere una serie di cose impensabili fino ad allora. La Protezione Civile, ad esempio, riconosce che un elicottero ha rischiato l’avaria proprio mentre il cielo di Canneto veniva tagliato da due oggetti volanti non identificati.
Parte un’interrogazione parlamentare. Le indagini si fanno ancora più serrate, ma sul più bello la vicenda di Canneto di Caronia subisce uno stop.
“Non possiamo più controllare l’area – dice duro Venerando –  Non ci sono soldi, e ogni componente del Gruppo opera senza rimborsi e senza budget”.
Insomma, di fronte al problema di sempre, su Canneto cala il silenzio. Ma qualcuno pensa che forse lo smantellamento e la dismissione di sensori e telecamere è un ordine che arriva dall’alto.
Fatto sta che il Gruppo si scioglie e a combattere per la verità rimangono solo gli abitanti del paesino che hanno ragioni più concrete per gridare la loro rabbia.
Ora però pare che sulla vicenda si apra un nuovo spiraglio. Di sicuro i sensori verranno ricollegati e ricominceranno i monitoraggi.  Sapremo la verità?
(15 ottobre 2009)

Gialli.it

BARACK OBAMA POTREBBE ANNUNCIARE:GLI EXTRATERRESTRI ESISTONO



















27 NOVEMBRE 2009

Siamo alla vigilia di una clamorosa rivelazione sugli Ufo? Pare proprio di sì. Da fonti ben informate, infatti, sembra che il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, avrebbe già deciso la data di una conferenza stampa mondiale per affrontare pubblicamente e forse “definitivamente” il caso Unidentified Flying Object. Ecco cosa accadrà tra meno di due mesi. il 27 novembre 2009
   
a cura di Sonia T. Carobi

Avevano detto che era spiato. Che gli alieni lo tenevano sotto controllo.
Avevano giurato che un “occhio” extraterrestre era alle sue spalle ad Henderson, nel Nevada, mentre lui si giocava le sue ultime carte prima del grande giorno. E che lo stesso “occhio” era alto nel cielo nell’attimo in cui giurava solennemente fedeltà agli Stati Uniti d’America e gridava “vi batteremo” in faccia al terrorismo mondiale. Avevano anche ricordato che uno strano oggetto era passato sulle teste di milioni di americani mentre Bruce “The Boss” lanciava la sua “The Promised Land” in suo onore.

Ma lui ci aveva scherzato su. Barack Hussein Obama II, agli Ufo non sembrava proprio interessato. Almeno era quello che lui aveva dato ad intendere. Almeno era quello che pensavamo tutti. E invece pare proprio che il 44° presidente Usa con gli alieni abbia deciso di giocare a carte scoperte.

La notizia circola da un po’ su internet. Ed è stata ripresa anche da un blog del Corriere.it che in qualche modo ha finito per darle forza e un minimo di credibilità.

Ufo-files


Il punto di partenza è un’indiscrezione. Il canale dove ha cominciato a correre veloce la “soffiata”  è quello dell’ultimo convegno di Esopolitica che si è tenuto a Barcellona alla fine di luglio scorso.

Il 27 novembre prossimo Barack Obama dovrebbe aprire una finestra sugli Ufo-Files americani. Dovrebbe parlare senza più ipocrisie della presenza extraterrestre sulla terra, dovrebbe svelare i retroscena di una serie di episodi clamorosi che vanno dal caso Roswell allo scontro aereo sui cieli di Los Angeles consumatosi nel febbraio del 1942. Ma soprattutto dovrebbe ammettere, davanti a tutto il mondo, che gli Stati Uniti avrebbe avuto un contatto pacifico con almeno sei razze aliene!

Che dire? Se fosse vero ci sarebbe da chiudersi in casa e aspettare il giorno di san Virgilio e San Massimo, il 331° giorno del calendario Gregoriano, il giorno in cui Alfred Nobel si inventò quello stravagante premio, e in cui nacque il boss Vito Genevose e morì Alexandre Dumas. Insomma il 27 novembre. Solo per vedere l’effetto che fa.

Ma mancano un po’ di settimane a quella data e non ci resta che avanzare ipotesi.
La curiosità è tanta, e le notizie che in questi giorni si rincorrono sui media sembrano rendere quanto mai opportuna la scelta del “president”.

Il 2009 è l’anno degli Ufo. 275 giorni sono trascorsi all’insegna degli avvistamenti, delle segnalazioni, delle foto e dei video incredibili. Mai come in questi primi dieci mesi la presenza “aliena” era sembrata più palpabile, evidente, concreta.

Le notizie si rincorrono dal Giappone al Messico, dalla Spagna agli Usa e l’Italia sembra essere uno dei territori più battuti del pianeta.

Il portavoce del Governo nippponico, Nobutaka Machimura, ha detto senza imbarazzi di credere “definitivamente” all’esistenza degli UFO. Il Vaticano ha dichiarato che la fede cristiana non è in conflitto con il credere agli extraterrestri. Molti astronauti hanno affermato di fronte alla stampa, il contatto con gli extraterrestri è già avvenuto. Nick Pope, importante personalità che ha studiato gli UFO per conto della Gran Bretagna, ha dichiarato che ormai da tempo il suo governo ha dato ordine ai piloti militari di abbattere gli UFO laddove ce ne fosse bisogno. Laddove si dovesse verificare un “contatto”.

“Siamo alla vigilia – si sente dire al convegno di Barcellona – della scoperta che non siamo soli nell’ Universo e che non lo siamo mai stati”. E allora solo l’intervento di una voce autoritaria e “conclusiva” può finalmente fare chiarezza.

L’attesa è grande e le domande sono tutte rivolte a quegli episodi che per troppo tempo sono rimasti senza risposte serie e definitive. Il “contatto” che si consumò in California, a due mesi dall’attacco giapponese a Pearl Harbor, è sicuramente uno dei “fatti” più importanti. Controverso, affascinante, “al punto – scrive Flavio Vanetti sul Corriere.it – che tanti ritengono di dover riclassificare in base ad esso l’inizio della caccia alla verità sugli Ufo”. Era febbraio. Una settantina di anni fa. Un oggetto non identificato, molto luminoso, fu preso di mira dalla contraerea americana. Venne fotografato e finì sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo. “L’esercito afferma che l’allarme è reale”, titolò il Los Angeles Times. Era il 26 febbraio 1942. Non se ne seppe più nulla.

Che dite? Aspettiamo il 27 novembre?

fonte: Gialli.it