domenica 25 ottobre 2009

Reddito di Base - Un impulso culturale



Reddito di Base Un impulso culturale Di Daniel Häni e Enno Schmidt Un tema, illustrato nel film d'essay di Daniel Häni e Enno Schmidt, Grundeinkommen un impulso culturale, sempre più sentito nel contesto attuale: la crisi sistemica. In effetti, l'dea di un diritto al redditto che non sia più vincolato al lavoro, nel momento in cui il lavoro è sempre più precario, è certamente allettante. Il reddito di base fu preconizzato dal padre dell'ultra liberalismo (come si può vedere nel film), l'economista austriaco Friedrich von Hayek, che si è impegnato nel corso della sua vita a screditare ogni forma di regolazione dell'economia, affermando che questa è troppo complessa per essere organizzata. La sua teoria è assurta a religione dei liberisti, ispirando i governi Pinochet, Reagan e Thatcher. Pur rifiutando il concetto di giustizia sociale, Hayek temendo i poveri, le cui reazioni sono imprevedibili, si disse a favore di un reddito minimo: fosse solo nell'interesse di coloro che intendono essere protetti contro le reazioni dei bisognosi, dettate dalla disperazione. Da qui, l'idea liberista di istituire una sorta di ammortizzatore sociale universale (in apparenza), onde evitare gravi conflitti sociali, le cui conseguenze sarebbero imprevedibili. Semplicemente, il capitale si difende. Un nuovo tipo di reddito, incondizionato, per tutti un tema che è sotto i riflettori dell'opinione pubblica, e che immancabilmente suscita emozioni e tanti interrogativi. Maggiori opportunità per la libera iniziativa e l'autonomia individuale? O il tramonto della società meritocratica? E il finanziamento? Il film ci propone di ideare il futuro anche a partire da una prospettiva personale: Che lavoro farebbe, se non dovesse preoccuparsi del Suo reddito?

http://www.youtube.com/user/immadep

grazie a http://www.youtube.com/user/dolcinianadelsud  per la segnalazione .

Sei sicuro che in Europa non ci sia la pena di morte?



















di Paolo Cortesi 

23/10/2009

Che raccapriccio ci destano le foto di impiccati in Iran, o di fucilati in Cina! Con quanto orrore apprendiamo che nel mondo la pena di morte è ancora praticata! Sì certo: la nostra coscienza di persone democratiche si ribella al solo pensiero che possa ancora esistere una procedura, chiamata legge, con cui uomini decidono, organizzano, procurano la morte di altri uomini.
E con quale respiro di sollievo noi europei progrediti, volterriani e democratici possiamo dire di essere immuni da tale barbarie che ci ricorda i cupi tempi del passato.
Ma purtroppo questa non è la nostra realtà. Anche se ben pochi lo sanno, l’Europa Unita riconosce e tutela l’applicazione della pena di morte. Ed è tutto nero su bianco, sacrosanta legge. Legge democratica e rispettosa dei diritti umani, certamente, ma legge di morte.
Nell’Europa Unita (questo fulgido paradiso terrestre) è in vigore dal 1953 la Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali (CEDU ne è la sigla comunemente usata). La CEDU è stata riconosciuta dal Trattato di Lisbona del 2007, insomma la CEDU è a tutti gli effetti un testo normativo dell’Europa Unita.
Il titolo emana una soave brezza di pace, armonia e libertà: Diritti dell’Uomo… Libertà Fondamentali… meraviglioso! E non ci aspetteremmo nulla di meno da un testo di capitale importanza per la dignità degli esseri umani, provati da un secondo conflitto mondiale e dagli orrori dell’Olocausto. Ma se il titolo è ambrosia, nel testo c’è veleno.
L’articolo 2 sancisce il diritto alla vita. Evviva! Grazie tante! Però cominciano subito i distinguo: gli stati possono istituire la pena di morte, e già così il diritto alla vita è un po’ meno tutelato….
Ma la sorpresa allucinante arriva poche righe dopo: la morte è inflitta non violando l’articolo 2 (dunque è una morte legale) se il ricorso alla violenza fosse assolutamente necessario “per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione” (citazione testuale).
Vogliamo immaginare uno scenario verosimile di applicazione di tale delirio? In una grande città si organizza un imponente corteo di persone per protestare contro la CEDU, cioè proprio contro il nobilissimo capolavoro dell’umanesimo europeo che decide chi può legalmente essere ammazzato.
La manifestazione di massa coinvolge una folla, ed è naturale ed ovvio, dato che tale testo illuminato riguarda il popolo governato, la plebe, il carname su cui dominano i potenti della terra.
Come può accadere in manifestazioni di massa, qualcuno lancia un sasso, spacca una vetrina (forse anche non intenzionalmente, ma non importa), lancia un petardo o uova marce contro le forze di polizia che, ovviamente, presidiano in blocco e sono armate fino ai denti.
Come accade in manifestazioni di massa, l’irrazionale, la paura, la rabbia, la confusione esplodono e accadono isolati episodi di quello che poi i giornali chiameranno vandalismo: auto rovesciate e bidoni della spazzatura buttati in mezzo alla strada e incendiati. Continuiamo con la immaginazione di un evento verosimile.
Un poliziotto più nervoso, o più aggressivo, o più spaventato di altri spara un colpo di pistola. Ovviamente, il colpo è partito per sbaglio, mentre il tutore dell’ordine guardava la statua della madonna sul campanile della basilica cittadina, o stava narrando ad un collega la sua cena della sera prima, o soltanto impugnava l’arma per brandirla a mo’ di deterrenza verso i facinorosi.
Il proiettile, compiendo traiettorie fantascientifiche su cui lotteranno i periti di parte, colpisce in piena fronte (guarda la sfortuna!) un ragazzo che gridava il suo no alla CEDU.
Questo omicidio, in forza di quanto stabilito dalla CEDU, “non è considerato inflitto in violazione” della legge, perché il giovane assassinato è stato abbattuto “per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa”.
La CEDU riserva altre belle sorprese. Nessuno, vi si dice solennemente, può essere messo in galera, ma ci sono un sacco di casi in cui questo diritto non vale più. Lasciamo stare i casi facili, quelli in cui si vuole mettere dentro un criminale pericoloso, un serial killer e via dicendo. Ma qui in galera ci possono legittimamente finire “i vagabondi”. Sì, avete letto bene: “vagabondi”, come sancito dall’art. 5 comma 1 punto e.
Domanda: come si stabilisce legittimamente, e sicuramente, la categoria dei vagabondi? Quali sono i caratteri distintivi di essi? Chi è stato sbattuto fuori di casa perché ha perso il lavoro è un vagabondo? Dunque si aggiunge il danno alla beffa: disoccupato e poi incarcerato.
Un grande poeta, come Dino Campana o Walt Whitman, che abbia deciso di vivere in libertà, quasi nomade, è un vagabondo? Va messo in prigione per la sua scelta artistica ed esistenziale?
E per finire la ciliegina sulla torta: la CEDU è bella e buona, ma “in caso di guerra o di altro pericolo pubblico che minacci la vita della nazione” (art. 15), ogni paese contraente può decidere di fare a modo suo, di ignorare le disposizioni della CEDU e di fare come se non esistessero. Dunque, la CEDU vieta la tortura (art. 3), ma se è in pericolo la vita della nazione, si può bellamente torturare.
E dato che “la vita della nazione” coincide perfettamente con la “vita della oligarchia politica ed economica che domina la nazione”, possiamo facilmente immaginare chi, come e in che circostanze deciderà di sospendere i diritti sanciti dalla CEDU.
Insomma, siamo davanti ad un pasticcio che sarebbe grottesco se non fosse tragico: la CEDU elenca diritti fondamentali e, subito dopo, li espone all’arbitrio e alla discrezione della classe dominante.
Siamo, cioè, ad una sorta di tirannia mascherata, di balletto nominalistico sulla pelle della gente, che - oggi come mille anni fa - è esposta al capriccio e al volere dei potenti, eternamente intoccabili e impunibili. Un antico proverbio napoletano diceva: comandare è meglio che fottere.
Sì, è vero, anche perché chi comanda fotte chi vuole, come vuole, quando vuole.
Paolo Cortesi

H1N1 EVIDENCE and CHARGES FILED to STOP THE VACCINATION and EXPOSE THE NWO's AGENDA



Rebecca Campbell file querela federale su chi truffa l'influenza di Seattle. Le prove all'interno del documento è assolutamente eccezionale. Se questo non funziona, non accadrà nulla.

http://www.youtube.com/user/91177info 

David Icke e Febbre suina - La verità !



Ecco cosa sarebbe questa febbre suina e cosa ci vorrebbero far credere per farci vaccinare tutti quanti! ATTENZIONE !!!! 

http://www.youtube.com/user/rivoluzioniamo 

Inventori di Malattie



Il servizio mette in evidenza come l'industria farmaceutica finanziarizzata sia oggi in qualche modo costretta ad ingigantire, spesso con attente strategie di marketing della paura, nuove malattie pur di assicurare un rendimento crescente delle proprie azioni. I danni a carico della collettività mondiale e della sua salute sono incredibilmente evidenti. In America più di 5 milioni di bambini vengono trattati con psicofarmaci, semplicemente perché "troppo" vivaci. C'era una volta - Puntata del 5.8.2009. In collaborazione con http://www.youtube.com/user/76CellarDoor

http://www.youtube.com/user/FreeMachinez

Vaccino dell influenza suina: TOSSICO !



Ecco cosa sta succedendo in America. Per essere sicuri che la gente prenda il vaccino e stia male, obbligano a farsi iniettare. Si parla di "Quarantena di massa" e di "Legge Marziale".

Scommettiamo che dichiareranno la vaccinazione obbligatoria anche in Italia? 


http://www.youtube.com/user/rivoluzioniamo