giovedì 29 ottobre 2009
Polizia: tutti in piazza contro il governo
Di Faber
Lo ammetto ho un sogno .
Sogno di non dover più leggere di ragazzi pestati e ammazzati in carcere
Sogno di non dover più leggere di pensionati , studenti , operai bastonati in piazza
Sogno che la prossima volta mettano giù elmetto e fucile e si uniscano alle brave persone .
Non si può imbrogliare tutti per sempre , prima o poi si fanno i conti .
A questo link le foto di Stefano , sono senza parole : http://www.cnrmedia.com/notizia/newsid/6267/il-caso-di-stefano-cucchi-morto-per-una-caduta-in-carcere-ecco-le-foto-mostrate-dalla-famiglia.aspx
Qui l'artico del blog di Grillo :http://www.beppegrillo.it/
http://www.youtube.com/user/StaffGrillo
Francia, si muore di lavoro
Giovedì 29 Ottobre 2009
di Alessandro IacuelliSembra che anche in Italia ci sia una vera e propria corsa al mettere in evidenza, con la relativa sovraesposizione mediatica, il caso dei suicidi seriali in France Telecom. Dal febbraio 2008 l'azienda telefonica d'oltralpe ha registrato 23 suicidi fra i suoi dipendenti, di cui sei solo questa estate. Sono aumentati anche i congedi per malattia e, a fronte del crescente malessere fra i suoi dipendenti, l'azienda ha deciso di bloccare, almeno fino al 31 ottobre, il programma di mobilità. E' stato assunto anche un team di esperti per cogliere i segnali di disagio tra i lavoratori e tenere corsi di formazione per i dirigenti. Nonostante questo, i suicidi continuano.
France Telecom, pur riconoscendo il problema e dichiarando che si sta facendo tutto il possibile per affrontarlo, ha commentato che il tasso di suicidi registrato è a un livello "normale" per una compagnia delle sue dimensioni. Il direttore delle risorse umane, Olivier Barberot, ha dichiarato comunque che su alcuni dipendenti potrebbe aver influito in modo negativo il clima di cambiamento dell'ultimo periodo. Monique Fraysse-Guigline, medico interno della compagnia, ha raccontato: "Dopo la privatizzazione, molti si sono dovuti adeguare a nuovi ruoli, o cambiare città. Ingegneri che per vent'anni hanno lavorato alla riparazione delle linee telefoniche, ora sono stati riassegnati ai call-center, e soffrono molto del cambiamento". Racconta di aver visto molti casi si depressione e attacchi di panico e commenta: "E' una situazione problematica, non si può andare avanti così". Eppure, a guardare i fatti, il caso dei lavoratori telefonici non è certo il solo.
Negli ultimi anni un caso analogo era successo in Renault, dove nel 2007 tre impiegati si erano tolti la vita, richiamando l'attenzione dei sindacati sulle condizioni di lavoro nell'azienda. La Francia ha il più alto tasso di suicidi in Europa: 17,8 per mille, secondo quanto riferisce l'Organizzazione mondiale per la sanità. Ma sono suicidi un po' particolari: suicidi che avvengono sul posto di lavoro.
Già nell'estate di due anni fa (http://www.altrenotizie.org/esteri/1287-i-misteri-di-chinon.html), venne alla luce il suicidio di sei dipendenti della centrale nucleare di Chinon, di proprietà del colosso energetico statale EDF. La particolarità stava nel fatto che tutti i suicidi erano avvenuti all'interno della centrale: suicidi sul luogo di lavoro, durante l'orario di lavoro.
Negli anni, la casistica si è propagata anche agli altri gruppi industriali: quattro suicidi in quattro mesi alla Renault di Guyancourt, altri quattro presso lo stabilimento Peugeot-Citroën di Mulhouse, in appena 15 giorni. Tutti i lavoratori che hanno compiuto questi gesti estremi erano di età compresa tra 30 e 40 anni, assunti con contratto a tempo indeterminato. Sempre in Peugeot-Citroën, nel febbraio 2007, c'era stato un altro suicidio, ma in quel caso il lavoratore aveva lasciato una lettera nella quale aveva parlato delle sue condizioni di lavoro, e di come fossero queste a portarlo alla decisione di darsi la morte. Così, mentre in Italia si muore di infortunio sul lavoro, oltre la Alpi si estende il "suicidio sul lavoro", e si estende fino ad arrivare in France Telecom. In questi giorni, è comparso il primo caso di suicidio anche nel colosso dell'elettronica Thales Microlectronic: una donna, impiegata, si è tolta la vita dopo la comunicazione di aver ricevuto una retrocessione di livello.
Ad essere sotto accusa sono certe condizioni di lavoro francesi. Se da un lato i lavoratori transalpini hanno certamente più diritti rispetto a quelli italiani, nel senso di retribuzioni migliori, orari di lavoro più ridotti in certi compatti, contratti da 35 ore settimanali pagate 40, ma anche una situazione civile che permette una migliore qualità della vita, dall'altro il metodo di lavoro nelle aziende francesi è, nel giro di pochi anni, radicalmente cambiato. Dopo le grandi ondate di privatizzazione degli scorsi anni, soprattutto dal 2004 in poi, oggi le grandi industrie francesi (che sono grandi davvero, poiché la Francia non si basa come noi sulla piccola e media impresa) tendono a coinvolgere totalmente il lavoratore. Con scuse quali "il gioco di squadra", il "far parte di una grande famiglia", ed altri slogan di importazione americana, il lavoratore francese si trova a volte depredato anche di fette ampie di vita privata, consegnate al lavoro ed all'azienda.
E' il caso delle attività che le aziende fanno fare ai dipendenti al di fuori delle mura della fabbrica: partecipazione ad eventi o giochi assurdi come cacce al tesoro e gite in barca che ricordano le disavventure del ragioner Fantozzi. Peccato che poi, durante l'orario lavorativo, dopo pezzi di tempo libero usati lo stesso per l'azienda, le privatizzazioni abbiamo portato minacce serie sul lavoro stesso. E' il caso di France Telecom, con piani di "ristrutturazione" che prevedono decine di migliaia di "dimissioni volontarie" di lavoratori non ancora in età da pensione. E' il caso della progressiva perdita di spazi sindacali, con la conseguenza forte di far sentire più isolati i singoli. Ma ci sono anche altre minacce. I contratti di lavoro privati prevedono in Francia, oltre ai passaggi di livello, anche i declassamenti. E con l'ingresso dei privati, con la progressiva uscita dello Stato, questa minaccia inizia oggi a pesare particolarmente, come nel caso di suicidio in Thales Microelectronics. Chi lavora si sente controllato da occhi ostili, pronti a cogliere errori ed esitazioni.
I circa 100 mila dipendenti della France Telecom hanno ricevuto in questi giorni un questionario sullo "stress lavorativo" nella società. Il questionario contiene "poco più di 160 domande", per cui potrebbe esso stesso essere causa di stress. I lavoratori avranno un mese di tempo per rispondere e potranno farlo su internet o su carta. Le domande riguardano il carico di lavoro, il ruolo di colleghi e dirigenti. Nello specifico, i lavoratori dovranno dire se negli ultimi sette giorni si sono sentiti "senza speranze", "sotto pressione" e se hanno "gridato facilmente". Più voci, soprattutto da parte dei sindacati, parlano di ennesima "presa in giro".
Proprio i sindacati confermano la tesi della mutazione improvvisa di certe condizioni di lavoro, riportando anche alcune testimonianze: il controllo sul personale, per aumentare la produttività, ha generato un'insopportabile pressione e la disumanizzazione dei rapporti, e non riguarda solo France Telecom, ma un po' tutto il "sistema Francia". Sotto accusa anche la "mobilità forzata" all'interno delle aziende, che causa una specie di rotazione obbligatoria dei lavoratori in diversi ruoli. Probabilmente è morto così un lavoratore suicida di 28 anni, a Besancon. Era soggetto da diversi mesi a una mobilità forzata, e come spiega un sindacalista, "gli era stato assegnato un incarico che riteneva squalificante". Lo scorso 14 luglio, un altro dipendente dell'azienda si era tolto la vita Marsiglia, lasciando una lettera nella quale attribuiva il suo gesto al "sovraccarico di lavoro" e a una "gestione terroristica dell'azienda".
http://www.altrenotizie.org
L'ultima del ministro Scajola, dice «stronzo» a un operaio
di Massimiliano Amato
29 ottobre 2009
Se il povero Marco Biagi era un «rompicoglioni», i lavoratori sono degli «stronzi». Parola di ministro. Ormai si può affermarlo con un certo (elevato) coefficiente di certezza: Claudio Scajola, titolare del dicastero alle Attività Produttive, non è di quelli che contano fino a dieci prima di aprire la bocca. Assumesse questa sana abitudine eviterebbe certe cadute di stile che si trasformano spesso in chissà quanto inconsapevoli gaffe. L’ultima sortita del ministro ha lasciato basiti il suo stesso staff, qualche collega di partito che non è riuscito a mascherare il forte imbarazzo, un gruppo di imprenditori napoletani che lo accompagnava in una sorta di visita pastorale ai capannoni Atitech, azienda di manutenzioni aeronautiche al centro nelle ultime settimane di un tentativo di salvataggio.
Il confronto
All’ingresso dello stabilimento di Capodichino, il ministro è stato affrontato da un operaio, Paolo Esposito, che gli ha esternato le proprie preoccupazioni: «Altro che piano per salvarci – ha esclamato – ci hanno tolto la mensa e di colpo siamo tornati indietro di 40 anni. Ma tanto sappiamo già come finisce: che voi politici vi arricchite e gli imprenditori pure». La legittima protesta, insomma, di un lavoratore esasperato per il lungo tira e molla sul piano di salvataggio di Atitech, conclusosi due settimane fa con un accordo che lascia parecchio amaro in bocca alle maestranze. Scajola, rosso in viso, si è avvicinato ad Esposito e gli ha urlato: «Perché generalizza? È come se io dicessi che tutti i lavoratori sono stronzi come lei, però non lo dico». Quindi, convinto di aver sistemato la faccenda, è entrato nel capannone per illustrare i termini dell’accordo, in compagnia del presidente degli industriali di Napoli e nuovo numero uno di Atitech, Gianni Lettieri, scuro in volto per l’intemerata del ministro, che fa il paio con la terribile freddura pronunciata su Marco Biagi appena tre mesi dopo l’uccisione del giuslavorista da parte delle Br.
Senza parole
Esposito è rimasto senza parole. Al suo posto ha replicato la Cgil Campania, per bocca del suo segretario, Michele Gravano: «Per le responsabilità che contraddistinguono il ruolo del ministro sono necessari nervi saldi e una grande capacità di ascolto delle istanze di tutti, in particolare dei lavoratori». Gli insulti di Scajola, inoltre, non hanno certo contribuito a rasserenare il clima all’interno di Atitech. Il piano di salvataggio, che prevede un massiccio ricorso alla Cig per gran parte dei 600 addetti, ha già comportato, per i lavoratori recuperati, un taglio allo stipendio del 10% e un aumento delle ore di lavoro settimanali. Per non parlare dell’indotto (140 addetti), completamente azzerato, con i lavoratori lasciati per strada senza ammortizzatori sociali.
http://www.unita.it
15 COSE CHE OGNI AMERICANO PUO’ FARE ADESSO
DI MICHAEL MOORE
michaelmoore.com
Il piano d'azione di Michael Moore. Avete visto il film – adesso e` ora di agire!
Amici,
E` la prima domanda che tutti mi fanno dopo aver visto il mio film: “OK – e ADESSO cosa possiamo FARE?”
Volete qualcosa da fare? Bene, siete venuti nel posto giusto! Perche` ho 15 cose che voi ed io possiamo fare adesso per contrattaccare, e provare ad aggiustare questo sistema che non funziona.
Ecco qui:
CINQUE COSE CHE CHIEDIAMO IMMEDIATAMENTE AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI ED AL CONGRESSO:
1. Dichiarare una moratoria su tutti gli sfratti e pignoramenti. Non un’altra famiglia deve essere buttata fuori dalla propria casa. Le banche devono modificare i sistemi di pagamento mensile dei mutui ed adeguarsi a quanto oggigiorno le abitazioni valgono realmente– e quello che la gente puo` permettersi. Inoltre, deve essere precisato dalla legge: se perdi il tuo lavoro non puoi essere sbattuto fuori da casa tua.
2. il Congresso deve unirsi al mondo civilizzato ed espandere l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini statunitensi. Un’unica fonte non-profit deve essere a capo di un sistema di assistenza sanitaria universale, che copra tutti. Parcelle medichetroppo alte sono ad oggi la causa principale di bancarotta e pignoramento in questo paese. L’assistenza sanitaria nazionale per tutti finira` questa tragica miseria. Il progetto di legge che la attuera` si chiama H.R. 3200. Dovete chiamare E scrivere al vostro rappresentante in Congresso e richiederne l’approvazione, senza compromessi.
3. Pretendiamo elezioni finanziate solo pubblicamente e la proibizione per gli officiali eletti di ritirarsi e diventare lobbysti. Si, quegli stessi membri del Congresso che richiedono e ricevono milioni di dollari da ricchi e potenti interessi e aziende, devono votare per eliminare TUTTI I fondi dal nostro processo elettorale e legislativo. Dite ai vostri rappresentanti in Congresso che devono sostenere l’approvazione del disegno di legge sul finanziamento delle campagne elettorali H.R. 1826.
4. Ciascuno dei 50 stati deve creare una banca pubblica come quella che hanno in North Dakota. Il Congresso DEVE reinstaurare regole rigide dell’era pre-Reagan per tutte le banche commerciali. le aziende di investimenti, le compagnie assicurative – e tutte le altre industrie che sono state fatte a pezzi dalla deregolamentazione: compagnie aeree, l’industria alimentare, compagnie farmaceutiche – chi piu` ne ha piu` ne metta. Se il principale motivo di esistere di un’azienda e` il profitto, questa azienda deve essere sottoposta a severe regolamentazioni – e la prima regola e` “non nuocere”. La seconda regola: e la domanda deve sempre essere posta – “E` per il bene comune?”. [ link per informazioni sulla banca statale del North Dakota ].
5. Salviamo questo fragile pianeta e dichiariamo che tutte le risorse energetiche sopra e sotto il suolo sono proprieta` collettiva di tutti noi. Proprio come fanno nella Alaska socialista di Sarah Palin. Ci rimane solo qualche decennio di petrolio. Il pubblico deve essere proprietario delle risorse naturali e dell’energia estraibile all’interno dei nostri confini oppure finiremo sempre piu` in balia dell’anarchia. E quando si parla di bruciare combustibili fossili per trasportarci, dobbiamo smetterla di usare motori a combustione interna e fare in modo che le aziende dei trasporti e di auto ri-assumano la nostra abile forza-lavoro e costruiscano trasporti di massa (bus puliti, rotaie leggere, metropolitane, treni veloci, etc) e nuove auto che non contribuiscano al cambiamento climatico. [link, per piu` informazioni, a una proposta che ho scritto]. Richiediamo che il presidente de-facto della General Motors, Barack Obama, pubblichi una sfida, sullo stile dell’uomo-sulla-luna di JFK, per trasformare il nostro paese in una nazione di treni e autobus e metropolitane. Che diavolo, gente, siamo noi siamo quelli che l’hanno inventata (o perfezionata)!
CINQUE COSE CHE POSSIAMO FARE PER FARCI ASCOLTARE DAL CONGRESSO E DAL PRESIDENTE :
1. ciascuno di noi deve coltivare l;abitudine di prendersi 5 minuti al giorno per fare delle brevi telefonate: una al Presidente (202-456-1414), una al vostro rappresentante in Congresso (202-224-3121) ed una a ciascuno dei vostri due senatori (202-224-3121). Per scoprire chi e` il vostro rappresentante cliccate qui [link a http://www.visi.com/juan/congress/]. Occorre solo un minuto per ciascuna di queste chiamate: fate loro sapere cosa vi aspettate che votino su particolari misure. Fate loro sapere che non esiterete a votare per un altro candidato – anche di un altro partito – se non si comportano come volete. Credetemi, vi ascolteranno. Se avete altri cinque minuti, cliccate qui per mandare un’email a ciascuno di loro [medesimo link], e se davvero volete andarci giu` pesante mandate una lettera postale!
2. Prendetevi carico della sezione locale del Partito Democratico. Ricordate come vi siete divertiti con tutti gli amici e vicini lavorando insieme per fare eleggere Barack Obama? AVETE FATTO L’IMPOSSIBILE. E` ora di ripetersi. Riunite tutti ed andate alle riunioni mensili del Partito Democratico della vostra citta` o contea – e diventate la maggioranza che lo governa! Non saranno tanti I presenti e o ne saranno felici oppure scioccati per il fatto che voi e la Obama Revolution siete arrivati per darvi da fare. Il piano del Presidente Obama non si attuera` mai senza un;azione di massa della base – ed egli non sara` incoraggiato a fare la cosa giusta se nessuno lo sontiene, sia per lottare con lui o per spingerlo nella direzione gusta. Quando tutti voi diventerete il vostro Partito Democratico locale, mandatemi una foto di gruppo e la mettero` sul mio sito.
3. Reclutate qualcuno che puo` vincere per candidarsi alle elezioni locali l’anno prossimo – o meglio ancora considerate candidarvi voi stessi! Non dovete accontentarvi di ufficiali gia` in carica, che danno per scontato di vincere. Voi potreste essere il nostro nuovo rappresentante! Non credete che possa succedere? Date un’occhiata ad esempi di cittadini ordinari che sono stati eletti: Senatore Statale Deb Simpson [link: http://www.rbf.org/annualreviews/annualreviews_show.htm?root_doc_id=907315&display_doc_id=940605&fullnav=2 ], Rappresentante in Assemblea di Stato della California Isadore Hall [link http://photos.essence.com/galleries/icdrm2008images4isadorehall ], Consigliere per la citta` di Tempe, Arizona, Corey Woods [link: http://www.tempe.gov/elected/woods.htm ], Rappresentante in Assemblea di Stato del Wisconsin Chris Danou [link: http://www.votesmart.org/bio.php?can_id=67068 ] e Rappresentante dello Stato di Washington Larry Seaquist [link: http://housedemocrats.wa.gov/members/Seaquist/]. E la lista va avanti – e voi dovreste esserci!
4. Siateci. Picchettate la filiale locale di una grossa banca che ha preso soldi dal bailout [piano di recupero economico, ndt] [link: http://projects.nytimes.com/creditcrisis/recipients/table]. Fate sit-in e organizzate marce. Considerate la disobbedienza civile. Quelle assemblee comunali sono aperte anche a voi (e noi siamo piu` di loro!). Fate del rumore! [link: http://www.showdowninchicago.org/], divertitevi, fate notizia. Mettete cartelli “opera del Capitalismo” su case vuote pignorate, negozi ed imprese fallite, scuole e strutture cadenti. (potete scaricare I cartelli dal mio sito [link: http://www.michaelmoore.com/words/must-read/spread-the-word-capitalism-did-this]).
5. Create i vostri media. Voi. Solo voi (e qualche amico). I mass media sono di proprieta` delle grandi aziende e, con poche eccezioni, non diranno mai tutta la verita` - quindi dovete farlo voi! Create un blog [link: http://www.blogger.com/home]! Create un sito internet di vere notizie locali (ecco un esempio il : Michigan Messenger. Usate Tweeter e facebook per fare sapere ai vostri amici che cosa devono fare politicamente. I quotidiani stanno morendo. Se non riempite voi quel vuoto, chi lo fara`?
CINQUE COSE CHE DOVREMMO FARE PER PROTEGGERE NOI STESSI ED I NOSTRI CARI FINCHE` NON USCIAMO DA QUESTA SITUAZIONE:
1. Ritirate I vostri soldi dalla vostra banca se ha preso fondi dal bailout [piano di recupero economico, ndt] [link: http://projects.nytimes.com/creditcrisis/recipients/table] e metteteli in una banca locale o, preferibilmente, una cooperativa di credito [link: http://www.creditunion.coop/cu_locator/quickfind.php].
2. Eliminate tutte le vostre carte di credito [link: http://emptywheel.firedoglake.com/2009/04/09/michael-moore-endorses-chase-boycott/] eccetto una - del tipo che dovete pagare alla fine del mese o la perdete.
3. Non investite in borsa. Se vi avanza denaro, mettetelo in un conto che sviluppa interessi o, se potete, pagate il vostro mutuo cosi` da potere essere proprietari di casa vostra al piu` presto possible. Potete anche acquistare sicure obbligazioni governative o T-bills.
4. Sindacalizzate il vostro luogo di lavoro cosicche` voi ed i vostri colleghi abbiate una voce in capitolo su come la vostra azienda e` gestita. Ecco come fare [link: http://www.ueunion.org/org_steps.html e ulteriori informazioni qui: http://www.aflcio.org/joinaunion/how/howto.cfm]. Niente e` piu` americano [statunitense, ndt] della democrazia, e la democrazia non dovrebbe essere lasciata alla porta quando si entra nel posto di lavoro. Un altro modo di americanizzare il posto di lavoro e` di trasformare la vostra azienda in una cooperativa di proprieta` dei lavoratori [link: http://www.ncba.coop/abcoop_howto.cfm]. Voi non siete schiavi di un salario. Voi siete persone libere, e rinunciate ad otto ore della vostra vita ogni giorno per essere giustamente compensati e rispettati.
5. Abbiate cura di voi stessi e della vostra famiglia.
Non per fare l’Oprah [Winfrey, ndt] della situazione, ma ha ragione. Trovate un luogo di pace nella vostra vita e fate la scelta di essere tra persone che non siano piene di negativita` e cinismo. Cercate coloro che coltivano l’amore. Spegnete la TV ed il Blackberry ed andate a fare una passeggiata di mezz’ora ogni giorno. Mangiate frutta e verdura e diminuite il consumo di cibi ricchi di zuccheri, sciroppo di glucosio ad alto contenuto di fruttosio, farina bianca o cibi che contengono troppo sodio (sale), e, come dice Michael Pollan, “mangiate cibo (vero), non troppo, e soprattutto di origine vegetale””. Fatevi sette ore di sonno ogni notte e prendetevi il tempo di leggere un libro al mese. Lo so, sembra che io mi sia trasformato improvvisamente in vostra nonna, ma, per la miseria, datele un’occhiana a Nonnina – e` in forma, riposata e conosce I nomi di entrambi i senatori che la rappresentano in Senato senza doverli cercare su Google. Faremmo bene ad ascoltarla. Se non mettiamo prima le nostre “maschere di ossigeno” (come dicono negli aereoplani), non saremo di alcun aiuto per il resto della Nazione nell’attuare questo piano d’azione!
Sono sicuro che voi avrete molte altre idée su come costruire un movimento. Siate creativi. Pensate al di fuori dei termini della politica-come-al-solito. SIATE SOVVERSIVI! Pensate a quell’azione locale che nessun altro ha provato. Comportatevi come se ne andasse della vostra stessa vita. Siate audaci! Provate a fare qualcosa in un abbandono spericolato. Potreste finire per forse liberare voi e la vostra Nazione.
E quando agite, mandatemi le vostre storie, foto e video – e accertatevi di pubblicare le vostre idée nei commenti [link: http://www.michaelmoore.com/words/mikes-letter/michael-moores-action-plan-15-things-every-american-can-do-right-now] al di sotto di questa lettera sul mio sito cosicche` possano essere condivisi da milioni di persone.
Coraggio, gente – possiamo farcela! Da voi non mi aspetto niente di meno, miei onesti e fidati compagni di viaggio!
Il vostro,
Michael Moore
Fonte: www.michaelmoore.com
Link: http://www.michaelmoore.com/words/mikes-letter/michael-moores-action-plan-15-things-every-american-can-do-right-now
22.10.2009
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MAD
Nave dei veleni: una tragedia che continua
di Salvina Elisa Cutuli
In base agli ultimi accertamenti il relitto scoperto lo scorso settembre al largo di Cetraro non risulta essere la nave Cunski e fino alla profondità di 300 m non si rivelano alterazioni della radioattività. Mentre le ricerche continuano a proseguire lungo la costa l’intera Calabria si mobilita alla ricerca di una verità nascosta da troppo tempo.
Lo scorso settembre una grande nave mercantile è stata trovata ad una profondità di 480 m sul fondale antistante Cetraro, territorio in provincia di Cosenza, dal sottomarino telecomandato della nave che la Regione Calabria sta utilizzando per fare luce sulla vicenda delle imbarcazioni trasportanti materiali radioattivo e tossico fatte affondare nel Tirreno. Dalle prime foto scattate in quell’occasione risultava che la stiva della motonave fosse piena, non si sa però di quale materiale, e sulla prua si intravedevano dei fusti oltre a due contenitori visibili anche all’esterno della motonave stessa. Un primo sospetto ricadeva sulla nave Cunski, imbarcazione che avrebbe trasportato 120 contenitori di materiale tossico e che avrebbe fatto parte di un gruppo di navi fatte sparire grazie all’aiuto della cosca Muti di Cetraro, secondo le informazioni ricavate dalle dichiarazioni spontanee del pentito Francesco Fonti.Proprio ieri è arrivato il tanto atteso verdetto sull’identità dell’imbarcazione ritrovata il mese scorso. Dalle prime analisi dichiara il ministro Prestigiacomo "è emerso che fino alla profondità di 300 metri non si rilevano alterazioni della radioattività. L'accertamento che il relitto in fondo al mare non sia il Cunski e il mancato rilevamento di radioattività fino a 300 metri che, ribadisco non esclude la possibilità che si tratti in ogni caso di una 'nave dei veleni', deve indurre alla prudenza ed alla responsabilità quanti fino ad ora hanno procurato, senza avere riscontri attendibili, paura e allarme sociale, con gravissime ripercussioni economiche per la Calabria".
Il ministro ha continuato sostenendo “questi primi esiti delle ricerche non escludono la possibilità che i fusti contenuti nel relitto possano contenere rifiuti pericolosi o radioattivi e per questo il programma di indagini della 'Mare Oceano' proseguirà col prelievo di sedimenti dai fondali, di carotaggi in profondità e col prelievo di campioni dai fusti".
Dubbi sul fatto che il relitto individuato al largo di Cetraro fosse quello della Cunski, come riferito da Fonti, sono stati sollevati in più articoli dal giornale Gazzetta del Sud che, basandosi sui registri navali internazionali, ha ricostruito la storia della Cunski. La nave infatti nel 1991, anno in cui il pentito dice di averla fatta affondare, non si chiamava più così, ma Shahinaz e sarebbe stata dismessa nel 1992 nel porto indiano di Alang, la terza struttura al mondo per le demolizione di navi. Tra le altre dichiarazioni Francesco Fonti aveva parlato dell'acquisto di tre navi da parte della 'ndrangheta per gestire il traffico illecito dei rifiuti radioattivi.
Uno dei nomi forniti è quello di un sommergibile affondato nel 1941, un altro nome non risulta mai iscritto ed il terzo corrisponde a 12 navi, molte delle quali dismesse prima del 1994.
E mentre le indagini continuano, la Calabria si mobilita. Sabato scorso un lungo e poderoso corteo ha attraversato le strade della città di Amantea per chiedere alle istituzioni di far luce sull’intera questione, mentre i sindaci del Tirreno cosentino chiedono al Governo di dichiarare lo “stato di emergenza” per il relitto al largo di Cetraro.
L’assessore all’ambiente della regione Calabria dichiara "L'ho saputo da voi giornalisti. E questo dà l'idea della collaborazione che c'è con il Governo". "Bene la Prestigiacomo perché specifica che le ricerche continueranno e bene che il ministro stesso ammetta che la nave su cui si sta lavorando possa purtroppo contenere materiale nocivo. Ma penso che a questo punto, davanti all'evidenza che non si tratti della Cunski, il governo dovrebbe dare l'ordine di monitorare tutta la zona, alla ricerca di altre navi".
"Ribadisco” - ha sostenuto Greco – “un punto cruciale: la Regione Calabria vuole avere una parte dei campioni raccolti in modo da poter effettuare delle analisi indipendenti. Questo è un punto fondamentale e su questo il Governo non ci ha ancora risposto. Del resto che la collaborazione con il Governo non sia soddisfacente lo dimostra il fatto che ho saputo dell'annuncio della Prestigiacomo dalle agenzie di stampa". Anche il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, ha avuto da che dire sulla questione "Io quella nave la voglio fuori dai fondali. Poi la farò diventare un museo, a futura memoria". Non è tardata ad arrivare la replica del sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia che ha dichiarato ''è francamente incomprensibile l'atteggiamento delle Istituzioni Regionali calabresi che sembrano palesemente contrariate dalla notizia che i rilievi effettuati per conto del Ministero dell'Ambiente, dal Reparto Ambientale Marino della Guardia Costiera e sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia escludono che il relitto a largo di Cetraro sia della Nave Cunsky e che a 300 metri di profondità non risultano tracce di radioattività".
"Non si capisce infatti perché l'Assessore all'Ambiente della Regione Calabria voglia continuare a creare allarme nella popolazione con evidenti ricadute già determinatesi sulla vita economica calabrese. Chiedere, come fa un Assessore, un'analisi indipendente sui reperti significa implicitamente mettere in dubbio la correttezza e l'opera dei Magistrati inquirenti, del Ministero dell'Ambiente e della Guardia Costiera. Tutto ciò da' il quadro del profilo morale istituzionale di chi pone in essere tale comportamento".
Speriamo che questa accesa diatriba tra le istituzioni si interrompa al più presto per il bene di tutti, perché qui ad andarci di mezzo sono i cittadini tutti e il loro diritto alla verità, una verità purtroppo nascosta ormai da tanti anni.
http://www.terranauta.it
Chavez vuole installare 70 “basi di pace” in America Latina
Giovedì 29 Ottobre 2009 Adital.org
La prossima “Base di Pace” dovrà essere installata a Panama. Lunedì 12 ottobre, accademici, studenti e professionisti si sono riuniti nell’Ambasciata venezuelana di Panama per discutere dell’installazione della prima “Base di Pace” nel paese. L’informazione proviene da Radio Venezuela. Nel corso di quest’occasione, i partecipanti hanno anche discusso degli effetti che si riverseranno sui paesi della regione in seguito all’installazione delle sette basi statunitensi in Colombia. Le discussioni sono continuate proseguite fino al giorno successivo, quando movimenti e organizzazioni popolari di Panama hanno realizzato, all’interno dell’Università di Panama, il Foro “Contro le basi militari e a favore della pace”.
Le “Basi di Pace” sono una risposta del presidente venezuelano, Hugo Chávez, all’accordo militare tra Stati Uniti e Colombia, firmato il 14 settembre. Tale accordo prevede l’installazione di sette basi militari statunitensi sul territorio colombiano, in aree come Cartagena e Larandia (Caquetá), Tolemaida (Cundinarca), Málaga (Pacífico), Apiay (Meta), Palanquero (Cundinamarca), e Malambo (Atlántico).
L’idea del Presidente del Venezuela è di installare, fino al marzo del 2010, 70 basi di pace in America Latina. L’obiettivo è di compensare la violenza che le basi militari statunitensi genereranno. Le basi rappresentano uno spazio “per parlare e discutere della pace”, come sono state definite dallo stesso Chávez lo scorso 7 di agosto, nel corso di una riunione tenutasi in Venezuela con “Colombianas y Colombianos por la Paz”.
Tuttavia, le installazioni delle Basi di Pace sono anche al centro delle critiche. Il presidente del Costa Rica, Oscar Arias, ha affermato il 21 ottobre di disconoscere la proposta delle basi. “Si tratta di un campo in cui il Venezuela non ha assolutamente nulla da poterci insegnare. Veramente non riesco a capire. Uno può apprendere dal Venezuela come migliorare nel gioco del baseball, ma per quanto riguarda la pace non ha nulla da insegnarci”, ha dichiarato il presidente costaricano.
L’installazione della prima Base di Pace ha avuto luogo il 17 di agosto, a Táchira, in Venezuela. Oltre a questo paese, anche il Messico, Cuba e il Nicaragua dispongono di alcune basi, considerate punti di incontro per svolgere fori e dibattiti relativi alla realtà sociale e politica della Colombia. Rappresentano, inoltre, uno spazio per discutere della minaccia statunitense alla sovranità della regione latinoamericana.
Fonte : Adital
http://asud.net
Anm: "I tribunali non sono sezioni di partito"
Frida Roy, 28 ottobre 2009
"Ogni occasione sembra buona per denigrare l'ordine giudiziario e descrivere i palazzi di giustizia come sezioni di partito, frequentate da magistrati militanti. Nessun ufficio giudiziario merita queste infondate e ridicole definizioni, tanto meno quello di Milano". L'Associazione magistrati replica indirettamente alle accuse del premier Silvio Berlusconi che ieri aveva denunciato l'anomalia "di pm comunisti". Domani mobilitazione nelle Corti d'Appello e in molti tribunali.
"Se tra di noi ci sono toghe rosse è solo per il sangue versato dai nostri colleghi che hanno perso la vita in difesa della legalità e dei valori costituzionali", così risponde il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo alle accuse rilanciate ieri dal premier intervenendo in diretta alla trasmissione Ballarò su Rai Tre, mentre il Consiglio Superiore della Magistratura sta valutando l'ipotesi di un nuovo intervento "a tutela del prestigio e dell'indipendenza della magistratura". L'intervento del Csm, comunque, non sarebbe una nuova pratica a tutela, ma le frasi di Silvio Berlusconi potrebbero essere citate in quella già aperta a seguito delle accuse nei confronti delle procure di Palermo e Milano.Domani, il malcontento delle toghe sarà tangibile nelle tante assemblee organizzate nei distretti di Corte d'Appello e in molti tribunali.
L'Associazione magistrati e l'intera magistratura rendono pubblico lo stato di "agitazione" e il malcontento", scrive Palamara su Il Riformista. "La magistratura - prosegue - arriva con grande unità a queste assemblee, sia per aderire all'appello di solidarietà al giudice Mesiano, da parte di centinaia e migliaia di appartenenti all'ordine giudiziario, che per testimoniare il rifiuto verso qualsiasi intimidazione".
Oggi la Giunta esecutiva centrale dell'Anm ha diramato una nota in cui rimarca come le assemblee di protesta e dibattito convocate dall'Associazione nazionale magistrati in tutta Italia, nascono "dalla profonda e sincera preoccupazione per i continui tentativi di delegittimare e intimidire sia la giurisdizione nel suo complesso, sia i singoli magistrati in relazione a processi specifici o in ragione delle sentenze pronunciate. Perfino il rapporto tra istituzioni e organi di garanzia è stato messo in discussione".
"Mentre la tensione e l'attenzione si concentrano su una impropria contrapposizione, di cui la magistratura è vittima, nulla di serio, concreto e duraturo - aggiunge la nota - viene proposto per restituire efficienza all'organizzazione giudiziaria e per ricondurre il processo alla ragionevole durata".
"A questo appuntamento la magistratura arriva compatta: sia nelle componenti associative, sia con la spontanea e massiccia adesione agli appelli in favore del collega Mesiano. Ciò testimonia il sentimento di solidarietà a un collega attaccato violentemente -prosegue la nota- solo per aver fatto il proprio dovere, e che ha poi tenuto un comportamento esemplare; ma testimonia soprattutto il rifiuto verso qualsiasi forma di intimidazione".
Forse certe strategie non nascono a tavolino. Ma neppure nascono dal nulla: dal "cappello in mano" del magistrato che si vuole parte, al calzino stravagante del giudice che si vorrebbe dimezzato più che terzo, alla stucchevole reiterazione di epiteti nei confronti di magistrati, ogni occasione sembra buona per denigrare l'ordine giudiziario e descrivere i palazzi di giustizia come sezioni di partito, frequentate da magistrati militanti. Nessun ufficio giudiziario -conclude la nota dell'Anm - merita queste infondate e ridicole definizioni, tanto meno quello di Milano. Da Milano, e dall'intero Paese, la magistratura ribadisce che intende continuare a vestire solo la toga e a rispondere solo alla legge. In primis alla Costituzione".
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13319
Sentenza Mills: "15 anni di schifezze. Illeciti, reati penali, violazioni fiscali..."
di Stefano Corradino
"La cosa impressionante di questa sentenza è che più che basarsi sulle dichiarazioni si basa sui documenti. Documenti interni della Finivest firmati da manager del gruppo che evidenziano l'assolutà irregolarità sotto il profilo dei bilanci esteri e dimostrano che Berlusconi faceva la cresta sulla compravendita dei diritti televisivi per metterseli in tasca o accantonarli su conti esteri che facevano capo a società off shore di sua proprietà". Il giornalista Peter Gomez, che in numerosi libri scritti con Marco Travaglio Marco Lillo ha raccontato i retroscena del processo Mills, intervistato da Articolo21, commenta il testo della sentenza di condanna dell'avvocato inglese David Mills a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari".
Falso testimone - si legge nelle motivazioni della sentenza - per consentire a lui (Berlusconi, ndr) e alla Fininvest l'impunità, o almeno, il mantenimento dei profitti...
La sentenza è molto chiara e permette di ripercorrere le vicende giudiziarie di Berlusconi e del suo gruppo. Mette fine ad una serie di balle raccontate nel corso degli anni: si dice che David Mills è stato pagato da Berlusconi per due motivi: mettersi al riparo dalle conseguenze giudiziare sulle inchieste in corso e salvare il patrimonio del gruppo.
Quali sono gli aspetti salienti della sentenza?
La sentenza ricorda come sia provato che il gruppo Fininvest abbia corrotto la Guardia di Finanza. Ricorda (appurato da sentenze definitive) che Berlusconi abbia versato soldi, estero su estero, a Craxi. Ricorda come il gruppo mantenesse, il controllo di telepiù, in spregio alla Legge Mammì. Ricorda come, per mettersi al riparo dalle conseguenze che potevano provocare tutte quelle inchieste su Berlusconi, si sia deciso di dare dei soldi a Mills diversi dalle sue parcelle professionali. In particolare Mills, intorno al 1995-96 accetta di dichiarare di essere proprietario del comparto estero del gruppo Fininvest, o meglio delle società off shore personali di Berlusconi e del gruppo, contrariamente al vero.
Dalla sentenza si evincono 15 anni di illeciti, reati, violazioni fiscali, violazioni delle norme antitrust, violazioni delle leggi penali...
E si dimostra come Berlusconi abbia fatto l'imprenditore in spregio a tutte le regole dela libera concorrenza e del mercato e a tutti i principi liberali. Si dimostra come Berlusconi abbia sfruttato ampiamente tutto il sistema illegale dei circuiti off shore che oggi lui stesso e gli altri governi del g20 condannano e vogliono cancellare (perchè una parte della crisi economica di questi mesi è dovuta proprio dal proliferare di queste iniziative off shore).
Stiamo parlando comunque di una sentenza provvisoria
Certamente. Ma non si può prescindere dal fatto che in questa sentenza abbiamo dei giudici che hanno messo nero su bianco tutte le schifezze che emergono dall'esame della contabilità occulta del gruppo Fininvest.
Se Mills è stato condannato in quanto "corrotto" significa che abbiamo un corrotto e, presumibilmente quindi, anche un corruttore...
Forse questo corruttore non lo avremmo mai perchè, fatto salvo il ricorso alla Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. o il conseguente referendum che potrebbe invalidare quella legge e far sì che decada prima della fine della legislatura (quando Berlusconi non sarà più coperto da questa immunità provvisoria) è presumibile che, viste tutte le riforme legislative in atto e la proposta che le sentenze passate in giudicato non abbiano più valore di prova, è presumibile che l'eventuale processo contro Berlusconi dovrà ricominciare da capo e quindi finisca in prescrizione prima della sua scadenza naturale.
Nessuna conseguenza per il presidente del Consiglio quindi?
Berlusconi ha delle elevate possibilità di farla franca anche questa volta.
Tra i primi commenti politici nel centro sinistra c'è un invito pressante alle dimissioni. In qualsiasi altro Paese, affermano in particolare gli esponenti dell'Italia dei Valori, dopo una sentenza di questo tipo il premier avrebbe rimesso il mandato.
Direi di sì, aggiungerei che in qualsiasi altro Paese un leader politico non si sarebbe mai candidato a guidare il paese con accuse di questo tipo. La cosa impressionante di questa sentenza è che più che basarsi sulle dichiarazioni si basa sui documenti. Documenti interni della Finivest firmati da manager del gruppo che dimostrano l'assolutà irregolarità sotto il profilo dei bilanci esteri e dimostrano che Berlusconi faceva la cresta sulla compravendita dei diritti televisivi per metterseli in tasca o accantonarli su conti esteri che facevano capo a società off shore di sua proprietà
Berlusconi, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento a caldo ha detto che riferirà alle Camere. Cosa dirà?
Dirà di essere vittima di un complotto giudiziario, che si sta tentando di farlo fuori e si appellerà al giudizio divino degli elettori. Ma quella è la legge del taglione e non ha nulla a che vedere con lo stato di diritto. E poi dirà che il giudice Gandus è una toga rossa, dimenticando per esempio che in altri casi ha assolto anche persone del suo gruppo o vicine a lui...
Il quotidiano "la Repubblica" continua a pubblicare le dieci domande a cui Berlusconi avrebbe dovuto rispondere sul caso Noemi. Senza arrivare a dieci se tu avessi la possibilità di fargliene una sola, cosa chiederesti al premier su questa vicenda?
Gli chiederei perchè ha aperto due società off shore che oggi si chiamano Century One e Universal One, intestandole ai suoi figli. Gli chiederei quali soldi ci finivano sopra e perchè non le ha incluse in bilancio...
corradino@articolo21.info
Caso Mills: Giulietti, tg leggeranno la sentenza?
"Non sta a noi commentare sentenze nè dare pagelle ai giudici ma ci auguriamo che tg e pubblici privati, oltre a trasmettere le dichiarazioni di solidarietà nei confronti del premier e qualche dichiarazione di segno opposto vogliano in primo luogo leggere le motivazioni della sentenza senza commento alcuno. Far sapere per quale ragione il giudice ha deciso di condannare l'avvocato inglese e far sapere che non sarà possibile procedere contro il presidente del Consiglio per effetto di una legge ad hoc, da lui stesso voluta, il Lodo Alfano". "Ci chiediamo poi - conclude ironicamente Giulietti - se dopo questa sentenza sarà lecito fare qualche domanda, anche meno di dieci o se, anche in questo caso, saranno considerate offensive..."
http://www.articolo21.info/
http://www.articolo21.info/
NOI, IL POPOLO, CHIEDIAMO IL DISCLOSURE SUGLI UFO.
http://www.youtube.com/user/moksha75ar
Il Disclosure Project al National Press Club, Washington DC, 9 Maggio 2001.
"So che non siamo soli nell'Universo. So che l'assenza di evidenza non è evidenza di assenza. E' evidenza che è stata negata al popolo americano. Sono qui davanti a voi ed al Dio Onnipotente, e vi dico questo: se il Congresso mi chiama a testimoniare in dettaglio ciò che so, sono qui oggi a dirvi che sarò pronto a farlo. I governi non devono mai mentire ai popoli, per nessuna ragione".
(Clifford Stone)
http://www.disclosureproject.org/
http://danilo1966.splinder.com
mercoledì, 28 ottobre 2009
Estratto della lettera accompagnatoria del Briefing sugli UFO inviato al presidente americano Barack Obama, dal Dott. Steven Greer, Presidente e Fondatore del Disclosure Project.
Nove mesi dopo la cerimonia di inaugurazione e l’insediamento del 44° presidente americano, ci attendiamo progressi significativi riguardanti un ufficiale disclosure sugli UFO e sugli Extraterrestri. Mentre il Regno Unito, la Francia, la Danimarca, il Brasile e molti altri paesi in tutto il mondo stanno aprendo, sempre di più, i loro archivi governativi ufficiali sugli UFO, gli Stati Uniti si trovano in ritardo rispetto alle nazioni sorelle.
Questo perché, finora, al Presidente è stato negato l’accesso a tali file. Il cosiddetto gruppo Majestic ha svolto, in maniera compartimentale, operazioni segrete al di fuori del controllo presidenziale e del Congresso. Questo segreto, questo governo satellite, che è transnazionale e risponde solo a se stesso, deve ora rispondere al popolo e a questo nuovo Presidente.
Grazie al lavoro di quanti premono per la divulgazione UFO, uno speciale Briefing (SPB) è stato già fornito al Presidente ed al suo team militare di alto livello e di intelligence, un briefing completo contenente informazioni dettagliate sui progetti, sui codici, sui nomi, sulle aziende, sui luoghi, ecc, associati con la problematica UFO/ET. Per farla breve, il Presidente ora ha tutte le informazioni chiave di cui ha bisogno per agire. Il Presidente deve ora impegnarsi in un’azione esecutiva di sorveglianza, controllo e direzione delle operazioni, per il bene del popolo americano, ed il mondo deve ora impegnarsi in un’azione esecutiva di sorveglianza, controllo e direzione delle operazioni per il bene del popolo americano e mondiale.
Il Briefing (SPB) è stato inviato ad ogni Capo di Stato del G7, ai membri del Congresso ed agli alti funzionari governativi, attraverso punti chiave e punti di contatto affidabili, direttamente a questi leader.
Ora è tempo per noi, il popolo, di essere ascoltato. Suggerisco agli individui ed ai gruppi interessati di scrivere ai loro leader, per chiedere loro di agire ora, come hanno giurato, per nostro conto. Al Presidente, ai senatori, ai membri del Congresso noi chiediamo:
· che il Presidente esamini la questione, ottenga un controllo adeguato su queste operazioni per porre fine, una volta e per sempre, al segreto che circonda l’argomento UFO, e lavori in coordinamento con le altre nazioni per effettuare una rapida divulgazione;
· che il Presidente Obama fermi qualsiasi offensiva nei confronti di target e velivoli spaziali ET (UFO);
· che il Presidente Obama, lavorando con gli altri leader mondiali, avvii un aperto e pacifico contatto con queste civiltà extraterrestri;
· che il Presidente Obama si adoperi per diffondere rapidamente sulla Terra le nuove tecnologie di risparmio energetico custodite all’interno dei programmi illegali coperti dal Majestic, in modo di essere liberati dalla morsa mortale che il petrolio, il gas, il carbone e l’energia nucleare ha sul nostro pianeta;
· che il Congresso organizzi audizioni aperte su tali questioni, in maniera immediata.
Il Presidente è stato eletto nell’ottica del cambiamento e della trasformazione. Nulla farebbe trasformare di più il mondo come la fine di questa segretezza, l’instaurazione di un pacifico contatto con le civiltà extraterrestri che visitano la Terra ed il rilascio di queste meravigliose, nuove e pacifiche tecnologie energetiche. In pochi anni, il mondo sarebbe messo a nuovo.
Agiamo ora, per garantire un futuro migliore alla maggioranza dell’umanità.
Steven Greer
Pubblicato da
Faber
a
00:11
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