mercoledì 25 novembre 2009

LA RIPRESA ECONOMICA È UN'ILLUSIONE

















DI ANDREW GAVIN MARSHALL
Mondialisation.ca

LA BANCA DEI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI CI METTE IN GUARDIA CONTRO FUTURE CRISI.

La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza e l'indebitamento è la ripresa.

È importante ricordarci che le esclamazioni onnipresenti e ostinate di «una fine» di recessione, di «una soluzione alle crisi» e di «una ripresa» dell'economia, vengono proprio da quelle stesse persone e istituzioni che negli ultimi anni ci dissero che non c'era «nessuna ragione di preoccuparsi», che le «basi dell'economia continua(va)no a resistere», che non c'era «nessun rischio» di crisi economica.

Perchè continuiamo a credere a persone che si sono sempre sbagliate, nelle loro affermazioni e nelle loro scelte? A chi dovremmo credere e a chi rivolgerci per avere informazioni e analisi più giuste? Una fonte utile sarebbe forse quella che si trova all'epicentro della crisi, nel cuore del mondo oscuro delle banche centrali, il regolatore del sistema bancario mondiale e la «più prestigiosa istituzione finanziaria al mondo», che, fino ad oggi, ha previsto la crisi con esattezza: la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI). Ecco un buon punto di partenza.

La crisi economica è tutto fuorchè finita e le «soluzioni» apportate sono paragonabili a un cerotto su un braccio amputato. La BRI, la banca centrale delle banche centrali, ci ha messi in guardia rispetto a questo tipo di speranze fuori luogo e continua a farlo.

Cos'è la banca dei Regolamenti Internazionali?

La BRI è stata creata dal Comitato Young, creato nel 1929 per regolare il pagamento delle riparazioni tedesche, esposte brevemente nel Trattato di Versailles del 1919. Il comitato era diretto da Owen D.Young, presidente e direttore generale di General Electric, coautore del piano Dawes del 1924, membro del Cnsigilio d'Amministrazione della Fondazione Rockefeller e vice-presidente della Federal Reserve Bank di New York. Come principale delegato statunitense alla conferenza sulle riparazioni tedesche, era accompagnato da J.P.Morgan, Jr. [1]. Qui nasce il piano Young per il pagamento delle riparazioni tedesche.

Questo piano entra in vigore nel 1930, dopo il crac finanziario. Una parte del piano implicava la creazione di un'organizzazione internazionale di regolamento, fondata nel 1930 e conosciuta con il nome di Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI). Si diceva essere stata concepita per facilitare e coordinare i pagamenti delle riparazioni tedesche di Weimar ai poteri alleati. Tuttavia, la sua seconda funzione, più segreta e molto più importante, era di agire come «coordinatore delle operazioni delle banche centrali nel mondo». Definita come «una banca per le banche centrali», la BRI «è un'istituzione privata con degli azionisti, ma fa delle operazioni per le agenzie pubbliche. Queste operazioni sono strettamente confidenziali, quindi in generale il pubblico ignora la maggior parte delle operazioni della BRI» [2]

La BRI è stata fondata dalle «banche centrali di Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Giappone e Regno Unito, e dalle tre principali banche commerciali degli Stati Uniti: J.P. Morgan & Company, First National Bank of New York e First National Bank of Chicago. Ogni banca centrale ha sottoscritto 16000 azioni e le tre banche statunitensi hanno anch'esse sottoscritto lo stesso numero di azioni». Nonostante ciò, «solo le banche centrali hanno diritto di voto [3]».

I membri delle banche centrali fanno incontri bimensili alla BRI, nei quali discutono di diverse questioni. È importante notare che la maggior parte «delle transazioni effettuate dalla BRI per conto delle banche centrali esigono la massima segretezza [4]», ecco perchè probabilmente la maggior parte delle persone non ne hanno mai sentito parlare. La BRI ppuò offrire alle banche centrali «una confidenzialità e una segretezza bancaria superiore a una banca quotata tripla A [5]».

La BRI è stata instaurata «per rimediare al declino di Londra come centro finanziario mondiale, offrendo un meccanismo per cui un mondo dotato di tre principali centri finanziari a Londra, New York e Parigi, potrebbe sempre funzionare come se ce ne fosse uno solo [6]». Come spiegava Carroll Quigley:


I poteri del capitalismoo finanziario avevano un altro obiettivo dalla notevole portata, niente meno che la creazione di un sistema mondiale di controllo finanziario nelle mani dei privati, capace di dominare il sistema politico di ogni paese e l'economia del mondo intero. Questo sistema doveva essere controllato in modo congiunto e con una forma feudale dalle banche centrali del mondo, con degli accordi segreti conclusi durante le frequenti conferenze e riunioni private. In cima al sistema, doveva trovarsi la Banca dei Regolamenti Internazioni a Basilea, in Svizzera, una banca privata, detenuta e controllata dalle banche centrali mondiali, anch'esse delle società private [7].


Non ci sono dubbi che la BRI sia la più importante, potente e segreta delle istituzioni finanziarie al mondo. I suoi avvertimenti non dovrebbero essere presi alla leggera, visto che, più che ogni altra istituzione al mondo, sarebbe a conoscenza di tali informazioni.

Nel settembre 2009, la BRI riportava che «il mercato mondiale dei prodotti derivati aveva fatto un salto enorme raggiungendo i 426 miliardi di dollari nel secondo trimestre, quando il gusto del rischio è riapparso, ma il sistema rimane instabile e soggetto alle crisi». Il rapporto trimestrale della BRI indica che i prodotti derivati hanno subito una crescita del 16% «soprattutto per via di una crescita dei contratti a termine (futures) e delle opzioni sui tassi d'interesse a tre mesi». L'economista capo della BRI ha avvertito che il mercato dei derivati pone «dei rischi sistemici maggiori» nel settore finanziario internazionale e che «il pericolo è che le autorità di regolamentazione non riescano, una volta ancora, a vedere che le grandi istituzioni hanno preso molti più rischi di quanto non potessero in condizioni di choc». L'economista ha inoltre aggiunto: «L'uso di derivati da parte degli hedge funds e di altri investimenti di questo tipo, può portare alla luce importanti rischi nascosti [8]».

All'indomani della pubblicazione del rapporto della BRI, il suo vecchio economista capo, William White, ha messo in guardia in questo modo: «Il mondo non ha affrontato i problemi che si trovano al centro del declino economico ed è possibile che lentamente entri di nuovo in recessione». Ha inoltre avvertito che «le azioni dei governi destinate ad aituare l'economia sul breve periodo, potrebbero in realtà gettare le basi delle crisi a venire». White avrebbe inoltre messo in guardia riguardo a una recessione a W: «Ci stiamo dirigendo verso una recessione a W? È quasi certo. Stiamo andando verso una L? Non ne sarei poi così sorpreso. La sola cosa che potrebbe sorprendermi davvero sarebbe una ripresa durevole che venga dalla posizione in cui ci troviamo».

Un articolo del Financial Times spiegava che i commenti di White dovevano essere presi in considerazione, perchè oltre ad aver diretto il dipartimento economico della BRI dal 1995 al 2008, aveva «più e più volte avvertito dei pericolosi squilibri congiunturali nel sistema finanziario mondiale, avvertimenti che risalgono al 2003, e – rompendo un gran tabù dell'epoca nelle cerchie delle banche centrali – ha osato contestare la continua perenne politica di denaro a buon mercato di Alan Greenspan, all'epoca presidente della FED».

Il Financial Times continua:

Ovunque, nel mondo, le banche hanno immesso migliaia di miliardi di dollari di nuovo denaro nel sistema finanziario negli ultimi due anni, come sforzo per prevenire la depressione. Nel frattempo, i governi sono andati verso estremi simili, collezionando grandi debiti per sostenere le industrie, dalle banche ai costruttori automobilistici.


White ha avvertito che «è possibile che queste misure stiano già riempiendo una bolla nei prezzi degli attivi, andando dalle azioni alle merci e [che] esiste un rischio minore che l'inflazione diventi incontrollabile a medio termine». In un discorso tenuto a Hong Kong, William White spiegava che «i problemi basilari dell'economia mondiale, come i disequilibri commerciali insostenibili tra Stati Uniti, Europa e Asia, non sono stati risolti» [9].

Il 20 settembre 2009, il Financial Times rivelava che durante una riunione del G20, la BRI «a capo dell'organismo che sorveglia la regolamentazione bancaria mondiale, ha dato un avvertimento importante, dicendo che il mondo non può permettersi di supporre in modo 'compiacente' che il settore finanziario si sia davvero ripreso» e che «Jaime Caruana, direttore generale della BRI e ex governatore della Banca Centrale di Spagna, ha affermato che la ripresa finanziaria non deve essere mal interpretata [10]».

Questi avvertimenti seguono quelli della BRI lanciati nell'estate 2009 riguardo alle speranze inopportune di fronte alle misure di stimolazione economica prese dai diversi governi nel mondo. Alla fine di giugno, la BRI ha avvertito che «le misure di stimolazione budgetarie non possono dare niente di più che un rilancio temporaneo della crescita, seguita da una lungo periodo di stagnazione».

Un articolo dell'Australian rivela: «Il solo organismo internazionale ad avere anticipato la crisi finanziaria [...] ha previsto che il più grande rischio era che gli investitori delle obbligazioni sul mercato mondiale (world bond investors) forzassero i governi ad abbandonare le misure di stimolazione economica e a ridurre invece radicalmente le spese pur alzando le imposte e i tassi di interesse, dopo che il rapporto mondiale della BRI ha, negli ultimi tre anni, messo in guardia dei pericoli di una nuova depressione». Inoltre, «il suo ultimo rapporto annuale ha avvertito che paesi come l'Australia si trovavano di fronte a una possibile forte richiesta di valuta, cosa che provocherebbe un innalzamento degli interessi».

La BRI ha inoltre avvisato che «una tregua temporanea potrebbe intralciare le autorità a prendere iniziative destinate a rimettere in piedi il sistema finanziario, se sono impopolari, e infine prolungare il periodo di crescita lenta».

Del resto, «nello stesso tempo, le garanzie dei governi e gli asset insurance hanno esposto i contribuenti a delle perdite potenziali enormi». Spiegando come le misure fiscali creino dei rischi significativi, la BRI continua: «La possibilità che i responsabili della fiscalità esauriscano la loro capacità di prendere in prestito prima di finire le costose riparazioni del sistema finanziario, costituisce un pericolo [...] È ben probabile che i piani di stimolazione aumentino i tassi di interesse reali e le previsioni di inflazione. Quest'ultima allora si intensificherebbe mentre il declino si attenuerebbe e [a BRI] ha espresso dei dubbi sul piano di salvataggio bancario adottato negli Stati Uniti [11]».

La BRI ha inoltre messo in guardia contro l'inflazione, affermando che «La grande e giustificabile paura è che la drammatica facilità della politica monetaria negli aggregati monetari e di credito cresca, prima che questa situazione venga rovesciata. Questo porterà a un'inflazione che nutre le prospettive di inflazione o potrebbe alimentare ancora un'altra bolla speculativa, gettando le fondamenta del prossimo ciclo finanziario di bolla-crollo [12]». Secondo il più recente rapporto sulla creazione della bolla dei derivati, è ormai evidente cosa è successo: è stata creata un'altra bolla speculativa. Il problema delle bolle, è che scoppiano.

Da parte sua, il Financial Times riportava che William White, ex economista capo della BRI aveva anche fatto sapere che «dopo due anni di sostegno dei governi al sistema finanziario, abbiamo ormai un gruppo di banche ancora più grandi e pericolose che mai; questo è stato sottolineato anche da Simon Johnson, ex economista capo dell'FMI, quando ha affermato che l'industria della finanza si è in effetti appropriata del governo degli Stati Uniti». Ha chiaramente detto: «La ripresa fallirà, a meno che non rompiamo l'oligarchia finanziaria che impedisce la realizzazione di una riforma essenziale [13]».

All'inizio del settembre 2009 i responsabili delle banche centrali si sono incontrati alla BRI e, secondo la stampa, «si son messi d'accordo su un insieme di misure mirate a rafforzare la normativa e la supervisione dell'industria bancaria, sulla scia della crisi finanziaria». Il capo della BCE avrebbe detto: «Gli accordi a cui siamo arrivati oggi tra i 27 grandi paesi del mondo sono essenziali, perchè stabiliscono nuovi standard per la regolamentazione e la supervisione bancaria a livello mondiale [14]».

Tra le misure stabilite, «i prestatari dovrebbero alzare la qualità del loro capitale incluedendo un maggior numero di titoli e allo stesso modo, le banche dovranno aumentare la quantità e la qualità degli attivi che hanno in riserva e frenare il leverage». Una delle decisioni chiave prese alla conferenza di Basilea (il cui nome viene dal Comitato di Basilea sul controllo bancario, ed è stato costituito dalla BRI), è che «le banche dovranno aumentare la qualità del loro cosiddetto Tier1 Capital, che misura la capacità di una banca di assorbire le perdite improvvise». Questo vuol dire che «la maggior parte di questo genere di riserve dovrebbero essere delle azioni ordinarie e dei benefici non ripartiti, e gli averi sarebbero completamente resi pubblici [15]».

A metà settembre, la BRI ha ammesso che «le banche centrali devono coordinare la supervisione mondiale delle camere di compensazione dei prodotti derivati per limitare il rischio sistemico». In altre parole «I responsabili della regolamentazione fanno pressioni affinchè una gran parte del commercio dei derivati fuori dalla borsa di 592 miliardi di dollari sia trasferito alle camere di compensazione, che agiscono a titolo di compratore per ogni venditore e di venditore per ogni compratore, riducendo così i rischi di credito per il sistema finanziario». Il rapporto pubblicato dalla BRI poneva la domanda seguente: «Le camere di compensazione dovrebbero avere accesso alle facilities di credito delle banche centrali e se sì, in quale momento? [16]»

Crisi in vista

Il mercato dei derivati rappresenta una grave minaccia per la stabilità dell'economia mondiale. Tuttavia, si tratta di una minaccia come tante altre, tutte legate e intrecciate, l'una scatenando l'altra. Il grosso elefante nella stanza è la grande bolla finanziaria creata dai piani di salvataggio e dalle misure di “rilancio” in tutto il mondo. Questo denaro è stato usato dalle grandi banche per consolidare l'economia, comprando banche meno grandi e assorbendo l'economia reale: l'industria dell'alto rendimento. Il denaro è stato anche usato nella speculazione, alimentando la bolla dei derivati e portando a un innalzamento delle borse, evento completamente illusorio e inventato. In realtà i piani di salvataggio hanno innalzato la bolla dei derivati a livelli rischiosi, e gonfiato i mercati della Borsa che son diventati così incontrollabili.

Nonostante ciò, un temibile rischio sorge dal costo dei piani di salvataggio e delle cosiddette misure di “stimolazione”. La crisi economica è una conseguenza dei bassi tassi di interesse e del denaro facile: si facevano dei prestiti ad alto rischio, il denaro era investito ovunque e in qualsiasi cosa, il mercato dell'abitazione si è gonfiato, così come quello dell'immobiliario commerciale, il commercio dei derivati si è impallato, raggiungendo le centinaia di miliardi di dollari all'anno, la speculazione si è fatta invadente e dominava il sistema finanziario mondiale. Gli hedge funds erano i facilitatori volontari del commercio dei derivati e le grandi banche erano i principali partecipanti e detentori.

Nello stesso tempo, i governi spendevano senza contare, in particolare negli Stati Uniti, pagando diversi miliardi di dollari per guerre e budgets di difesa e stampando il denaro dal nulla, cortesia del sistema mondiale di banche centrali. In compenso, tutto il denaro creato ha portato un debito. Nel 2007 il debito totale (debiti interni e di consumazione, e prestiti commerciali) degli Stati Uniti raggiungeva la somma sconcertante di 51 miliardi di dollari [17].

E come se il fardello del debito non fosse sufficiente, considerando che sarebbe stato impossibile rimborsarlo, negli ultimi due anni abbiamo assistito all'aumento del debito più rapido e costoso della storia, sotto forma di misure di rilancio e di piani di salvataggio in tutto il mondo. Nel luglio 2009, ci veniva detto che «ai contribuenti si sarebbero potuti chiedere 23,7 miliardi di dollari per sostenere l'economia e risollevare le società di finanziamento, ha osservato Neil Barofsky, ispettore generale speciale del Troubled Asset Relief Program [piano di salvataggio degli attivi a rischio] del Tesoro [18]».

Il piano Bilderberg in azione?

Nel maggio 2009 ho scritto un articolo sulla riunione del Bilderberg, riunione ultrasegreta delle principali élites dell'Europa e del Nordamerica che si incontrano annualmente a porte chiuse. Il gruppo Bilderberg agisce come gruppo di riflessione internazionale informale e non pubblica nessuna informazione: i reportages sulle riunioni vengono dunque da fughe di notizie e le fonti non possono essere verificate. Tuttavia, le informazioni fornite dagli inseguitori del Bilderberg e giornalisti Daniel Estulin e Jim Tucker si sono rivelate sorprendentemente giuste in passato.

A maggio, le informazioni scappate dalle riunioni riguardavano senza sorpresa il principale soggetto di conversazione: la crisi economica. La domanda chiave era di sapere se ci si dovesse impegnare in «una depressione prolungata e dolorosa che condannasse il mondo a dei decenni di stagnazione, declino e povertà [...] o in una depressione più corta ma intensa che aprisse la strada a un nuovo ordine economico mondiale, che offrisse una minor sovranità, ma che fosse più efficiente».

È importante notare che uno dei punti importanti all'ordine del giorno era di «continuare a ingannare milioni di risparmiatori e investitori che credevano al clamore sulla pretesa ripresa economica. Stanno per affrontare perdite massicce e gravi difficoltà economiche nei mesi a venire».

Estulin ha parlato di un rapporto trapelato e che egli affermava aver ricevuto dopo la riunione, che mostrava i grandi disaccordi tra i partecipanti, dato che «I partigiani della linea dura sono favorevoli a un declino drammatico e a un'espressione corta e severa, ma altri pensano che le cose sono andate troppo lontane e che le conseguenze del cataclisma economico mondiale non possono essere calcolate con esatezza». Nonostante ciò, la visione comune era che la recessione sarebbe andata peggiorando e che la ripresa sarebbe stata «relativemente lente e lunga» e che si dovevano cercare questi termini nella stampa durante le settimane e i mesi a venire. In effetti, questi termini sono apparsi ad infinitum su tutti i media mondiali.

Il giornalista rivelava inoltre che «di fronte allo spettro della loro morte finanziaria, alcuni eminenti banchieri europei sono estremamente preoccupati e qualificavano questa acrobazia come 'insostenibile', e affermavano che i deficit di budget e commerciale avrebbero potuto generare il crollo del dollaro». Un membro di Bilderberg ha ammesso che «le banche stesse non sanno quando [si toccherà il fondo]». Tutti sembravano essere d'accordo sul fatto che «il nuovo capitale di cui le banche statunitensi han bisogno potrebbe essere considerevolmente più elevato di ciò che il governo statunitense ha suggerito al momento dei suoi recenti test di pressione». Inoltre, «qualcuno dell'FMI ha sottolineato che il suo studio personale sulle recessioni storiche suggerisce che gli Stati Uniti sono solo al terzo di questa. Di conseguenza, le economie che si aspettano di ristabilirsi grazie alla rinascita della domanda proveniente dagli Stati Uniti dovranno aspettare a lungo». Uno dei partecipanti ha dichiarato che «Le perdite in capitali propri nel 2008 erano peggiori di quelle del 1929 [e che], la prossima fase del declino economico sarà ugualmente peggiore che negli anni '30, soprattutto perchè gli Stati Uniti si portano addosso un debito eccessivo di circa 20 miliardi di dollari. L'idea di un boom [economico] sano sarà solo un miraggio finchè questo debito non sarà eliminato [19]».

La percezione generale di una ripresa dell'economia vorrebbe dire che il piano Bilderberg è in azione? Bene, per rispondere in modo chiaro a questa domanda, dobbiamo esaminare chi erano i principali partecipanti alla conferenza.

I dirigenti delle banche centrali

Come al solito, numerosi dirigenti delle banche centrali erano presenti. Tra questi, il governatore della Banca nazionale di Grecia, quello della Banca d'Italia, il presidente della Banca europea degli investimenti, l'ex presidente della Banca mondiale, James Wolfensohn, Nout Wellink presidente della Banca centrale dei Paesi Bassi e membro della direzione della BRI, Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, il governatore aggiunto della Banca nazionale del Belgio e un membro del Consiglio degli amministratori della Banca centrale d'Austria.

Ministri dell'Economia e media

Anche i Ministri dell'Economia e i funzionari di numerosi paesi hanno assistito alla riunione. La Finlandia, la Francia, la Gran Bretagna, l'Italia, la Grecia, il Portogallo e la Spagna avevano tutti un rappresentante dell'Economia. C'erano anche molti rappresentanti delle grandi imprese mediatiche mondiali, tra cui l'editore del Der Standard d’Austria; Il presidente e direttore generale della Washington Post Company; il redattore capo del The Economist; l'editore delegato del Die Zeit tedesco; il coredattore e cronista del Nouvel Observateur francese; e il corrispondente per gli affari e cronista economico del The Economist. Ecco alcune delle grandi pubblicazioni finanziarie mondiali presenti a questa riunione. Naturalmente, hanno una grande influenza sulla percezione che il pubblico ha dell'economia.

I banchieri

È importante sottolineare anche la presenza a quest'incontro di banchieri privati, dato che sono le grandi banche internazionali che detengono le azioni delle banche centrali mondiali, le quali detengono, a loro volta, le azioni della BRI. Tra le banche e le società di finanziamento rappresentate, c'erano la Deutsche Bank AG, ING, Lazard Freres & Co., Morgan Stanley International, Goldman Sachs e la Royal Bank of Scotland. Inoltre, è importante sottolineare la presenza di David Rockefeller [20], ex presidente e direttore generale della Chase Manhattan (oggi J.P. Morgan Chase), che potremmo definire come l'attuale «re del capitalismo».

L’amministrazione Obama

L'incontro del Bilderberg accoglieva inoltre numerosi rappresentanti dell'amministrazione Obama incaricati di risolvere la crisi economica, tra cui Timothy Geithner, segretario al Tesoro ed ex presidente della Federal Reserve Bank of New York; Lawrence Summers, direttore del Consiglio economico nazionale della Casa Bianca, ex segretario al Tesoro del governo Clinton, ex presidente dell'Università di Harvard ed ex economista capo della Banca mondiale; Paul Volcker, ex governatore della FED e capo del Comitato consultivo di rilancio economico del presidente Obama e Robert Zoellick, ex presidente di Goldman Sachs e attuale presidente della Banca Mondiale [21].

Senza che questo abbia conferme, si parla della presenza del presidente della Fed Ben Bernanke. Tuttavia, se possiamo fidarci della storia e delle precedenti riunioni del Bilderberg, il presidente della Fed e quello della Federal Reserve Bank of New York sono sempre presenti. Sarebbe quindi una sorpresa che non fossero presenti all'incontro del 2009. Ho contattato la Fed di New York per chiedere se il presidente aveva assistito alle riunioni di organismi o gruppi qualsiasi in Grecia durante l'incontro dei membri del Bilderberg e mi hanno risposto di chiedere alle organizzazioni una lista dei partecipanti. Se non ne hanno confermato la presenza, non l'hanno neanche negata.

È evidente che tutti questi giocatori chiave possono esrcitare abbastanza influenza per modificare l'opinione pubblica e la percezione della crisi economica. Sono inoltre gli stessi che hanno più da guadagnarci. Nonostante ciò, poco importa l'immagine che creano, questa resta ciò che è: un'immagine. L'illusione si romperà molto presto e tutti si renderanno conto che la crisi che abbiamo vissuto fino ad ora non è altro che il capitolo introduttivo della crisi economica tale come sarà scritta nei libri di storia.

Conclusione

Gli avvertimenti della BRI e del suo vecchio economista capo, William White, non devono essere presi alla leggera. Le precedenti messe in guardia della BRI e di William White sono passate in sordina e col tempo si sono rivelate esatte. Non lasciate che la speranza di «ripresa economica» veicolata dal media metta da parte la «realtà economica». Anche se può farci deprimere riconoscerlo, è molto meglio conoscere la terra che calpestiamo, anche se costellata di pericoli, invece di ignorarla e correre imprudentemente su un campo minato. L'ignoranza non rende felici, ma è piuttosto una catastrofe a scoppio ritardato.

Un medico deve prima identificare e diagnosticare correttamente un problema prima di poter dare un qualsiasi rimedio come soluzione. Se la diagnosi non è corretta, il rimedio non avrà effetto, potrebbe anzi aggravare la situazione. L'economia mondiale è colpita da un grave cancro: alcuni l'hanno diagnosticato correttamente, eppure il rimedio che le è stato dato serviva a guarire un raffreddore. Il tumore economico è stato identificato. La domanda è: l'accettiamo e cerchiamo di eliminarlo o continuiamo a pensare che il rimedio per la tosse lo guarirà? Tra le due posizioni, quale offre le migliori possibilità di sopravvivenza? Ora cercate di accettare il motto «stupido felice».

Come diceva Gandhi, «Non vi è altro Dio che la verità»

Per una visione d'insieme delle crisi finanziarie a venire, vedere: "Entering the Greatest Depression in History: More Bubbles Waiting to Burst" Global Research, 7 agosto 2009.

Note

[1] Time, HEROES: Man-of-the-Year. Time Magazine: Jan 6, 1930: http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,738364-1,00.html
[2] James Calvin Baker, The Bank for International Settlements: evolution and evaluation. Greenwood Publishing Group, 2002: page 2

[3] James Calvin Baker, The Bank for International Settlements: evolution and evaluation. Greenwood Publishing Group, 2002: page 6

[4] James Calvin Baker, The Bank for International Settlements: evolution and evaluation. Greenwood Publishing Group, 2002: page 148

[5] James Calvin Baker, The Bank for International Settlements: evolution and evaluation. Greenwood Publishing Group, 2002: page 149

[6] Carroll Quigley, Tragedy and Hope: A History of the World in Our Time (New York: Macmillan Company, 1966), 324-325

[7] Carroll Quigley, Tragedy and Hope: A History of the World in Our Time (New York: Macmillan Company, 1966), 324

[8] Ambrose Evans-Pritchard, Derivatives still pose huge risk, says BIS. The Telegraph: September 13, 2009: http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/banksandfinance/6184496/Derivatives-still-pose-huge-risk-says-BIS.html

[9] Robert Cookson and Sundeep Tucker, Economist warns of double-dip recession. The Financial Times: September 14, 2009: http://www.ft.com/cms/s/0/e6dd31f0-a133-11de-a88d-00144feabdc0.html

[10] Patrick Jenkins, BIS head worried by complacency. The Financial Times: September 20, 2009: http://www.ft.com/cms/s/0/a7a04972-a60c-11de-8c92-00144feabdc0.html

[11] David Uren. Bank for International Settlements warning over stimulus benefits. The Australian: June 30, 2009:
http://www.theaustralian.news.com.au/story/0,,25710566-601,00.html

[12] Simone Meier, BIS Sees Risk Central Banks Will Raise Interest Rates Too Late. Bloomberg: June 29, 2009:
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601068&sid=aOnSy9jXFKaY

[13] Robert Cookson and Victor Mallet, Societal soul-searching casts shadow over big banks. The Financial Times: September 18, 2009: http://www.ft.com/cms/s/0/7721033c-a3ea-11de-9fed-00144feabdc0.html

[14] AFP, Top central banks agree to tougher bank regulation: BIS. AFP: September 6, 2009: http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5h8G0ShkY-AdH3TNzKJEetGuScPiQ

[15] Simon Kennedy, Basel Group Agrees on Bank Standards to Avoid Repeat of Crisis. Bloomberg: September 7, 2009: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=aETt8NZiLP38

[16] Abigail Moses, Central Banks Must Agree Global Clearing Supervision, BIS Says. Bloomberg: September 14, 2009: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=a5C6ARW_tSW0

[17] FIABIC, US home prices the most vital indicator for turnaround. FIABIC Asia Pacific: January 19, 2009: http://www.fiabci-asiapacific.com/index.php?option=com_content&task=view&id=133&Itemid=41

Alexander Green, The National Debt: The Biggest Threat to Your Financial Future. Investment U: August 25, 2008: http://www.investmentu.com/IUEL/2008/August/the-national-debt.htm l

John Bellamy Foster and Fred Magdoff, Financial Implosion and Stagnation. Global Research: May 20, 2009: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=13692

[18] Dawn Kopecki and Catherine Dodge, U.S. Rescue May Reach $23.7 Trillion, Barofsky Says (Update3). Bloomberg: July 20, 2009: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=aY0tX8UysIaM

[19] Andrew Gavin Marshall, The Bilderberg Plan for 2009: Remaking the Global Political Economy. Global Research: May 26, 2009: http://www.globalresearch.ca/index.php?aid=13738&context=va

[20] Maja Banck-Polderman, Official List of Participants for the 2009 Bilderberg Meeting. Public Intelligence: July 26, 2009: http://www.publicintelligence.net/official-list-of-participants-for-the-2009-bilderberg-meeting/

[21] Andrew Gavin Marshall, The Bilderberg Plan for 2009: Remaking the Global Political Economy. Global Research: May 26, 2009: http://www.globalresearch.ca/index.php?aid=13738&context=va 


http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php

Influenza A-H1N1: anche in Canada problemi con il vaccino



di Marco Cedolin

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso pubblici gli accertamenti che il governo canadese sta compiendo a seguito delle gravi reazioni causate dai vaccini della GlaxoSmithKline contro l’influenza H1N1. Nonostante tutto la stessa OMS raccomanda di vaccinarsi.

E’ di ieri la notizia, resa nota dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui le autorità canadesi stanno procedendo ad accertamenti in relazione alle gravi realizzazioni allergiche determinate dai vaccini della GlaxoSmithKline, dopo avere già ritirato dalla distribuzione un intero lotto del prodotto.
Nello scarno comunicato diramato dal portavoce dell’OMS Thomas Abraham, non viene reso noto il numero delle persone che sono state oggetto delle reazioni allergiche, né la gravità dei sintomi riscontrati, né tanto meno lo stato di salute attuale dei soggetti vittima dell’allergia. In compenso Abraham, pur dichiarando di non avere ancora compreso cosa sia accaduto in Canada, si è sentito in dovere d’insistere nel raccomandare la vaccinazione, dichiarando che per quanto riguarda la gran parte dei 30 decessi finora riscontrati in seguito all’inoculazione del vaccino, non è ancora stata dimostrata una sicura correlazione. Ed aggiungendo che in ogni caso tali decessi rappresentano una frazione infinitesimale assolutamente nella media, in proporzione alle 65 milioni di dosi di vaccino finora somministrate.
Quello che più induce a riflettere, oltre allo stillicidio attraverso il quale vengono “balbettate” le notizie sull’argomento, spesso prive di numeri, dati e coordinate per orientarsi è il pressappochismo con cui le autorità sembrano affrontare la questione. Quando infatti si è disquisito intorno all’eventuale pericolosità del vaccino contro l’influenza H1N1, ventilando la possibile insorgenza di problemi ad esso correlato, così come abbiamo fatto in molti negli ultimi mesi, non si è mai paventata un’immediata moria dei soggetti vaccinati, come mosche poste di fronte al DDT. Al contrario si è tentato di analizzare le conseguenze del medicinale e la sua eventuale nocività per la salute umana, non tanto nell’immediato quanto piuttosto nel medio e lungo termine. E si è contestato a più riprese (come ha fatto anche il ministro della Salute polacco) il fatto che la sperimentazione messa in atto dalle case farmaceutiche non offra garanzie adeguate anche e soprattutto in relazione al ristrettissimo asse temporale preso in considerazione.
Proprio in virtù di ciò le rassicurazioni di Abraham, che si dichiara ancora all’oscuro di cosa sia accaduto in Canada, imperniate sul fatto che le morti fulminanti eventualmente determinate dal vaccino sono tutto sommato percentualmente trascurabili e rientrano nella media, ci paiono fuori luogo e non ci rassicurano affatto. Al contrario ci sembra altamente scorretto l’atteggiamento dell’OMS che di fronte ad un virus influenzale la cui pericolosità continua a manifestarsi oggettivamente molto bassa, si sente in dovere di raccomandare l’utilizzo di un vaccino le cui conseguenze immediate e soprattutto future continuano ad allignare nel regno dell’imponderabile.
Vaccino e Influenza Suina: firma per il diritto ad essere informato!

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La profezia che si autoadempie





















Loredana Biffo,   24 novembre 2009

Politica     saremo in grado di porre rimedio a tutti i danni provocati dal miglior statista degli ultimi centocinquanta anni? Dopo la seconda guerra mondiale la ricostruzione è ricominciata subito, e molta era la voglia di ricominciare, ma i danni culturali e morali che questo governo avrà prodotto, saranno macerie su macerie

Attraverso la soggettività, intesa esclusivamente come interesse personale, del particolare, il passato finisce inevitabilmente col perdere ogni autorevolezza.
Attraverso la lente offuscata del bieco egoismo primordiale dell'essere umano, si finisce col guardare soltanto al nuovo, al "novitismo", che diventa il denominatore comune capace di creare una interazione specie-specifica tra il furbastro e il mediocre, tra il gatto e la volpe.
"Ma è un nuovo senza futuro, perchè meramente ancorato all'oggi, al now: l'uomo pensa solo a godimenti materiali e immediati. Tremo, confesso, che diventino alla fine talmente preda di un vile amore dei godimenti presenti, da non provare più interesse né per il loro futuro, né per quello dei discendenti. Impiombati in un mero presente si perde così il legame fra le generazioni, che la tradizione rappresenta e che garantisce il futuro: Ci si scorda facilmente di coloro che ci hanno preceduti, e non si ha nessuna idea di quelli che ci seguiranno. Solo i più vicini interessano" Alexis De Tocqueville".
La contemporaneità ci impone un panorama di desolante anarchia della soggettività, che attraverso un guru della comunicazione quale è Berlusconi, la sua personale gestione della politica italiana, è teatro e rappresentazione collettiva di quella che è la mediocrità.
A partire dalla sua rappresentazione pubblica attraverso una sottospecie di politica, ha avuto l'incontestabile capacità di portare a galla gli istinti primordiali umani: Il razzismo nei confronti di tutto ciò che viene identificato come "diverso", "cultura altra". Il perseguimento del tornaconto personale svincolato da qualsiasi regola etica, il profitto immediato a discapito degli effetti perversi che questo può consegnare.
La vittoria della soggettività versus edonismo, determina l'affermarsi di una nuova e sconosciuta autorità, per cui dal narcisismo si passa al conformismo del populismo, nelle sue variabili più disparate e che in realtà hanno come sbocco comune l'antipolitica.
Da alcuni anni si è avviata una mutazione genetica del populismo, in patologia della democrazia rappresentativa, dove ogni limite costituzionale, legale ed etico, viene percepito come una insopportabile intrusione delle istituzioni nel tentativo sempre più spregiudicato di decostruzione della società, e degli equilibri (anche normativi) che sono indispensabili alla convivenza civile di una nazione. Capita sempre più spesso di sentire qualcuno (il popolo), che si prostra nella difesa di Berlusconi, perchè, "ci ha tolto l'ICI", perchè, se raggira le leggi e fa in modo di non farsi processare non è altro che un merito, è considerato "furbo", perchè la sinistra, "cosa ha saputo fare per il paese?". Solo lui ci toglie le tasse, fa i condoni, non vuole un paese multietnico, e via di seguito, si potrebbe procedere all'infinito. Questi sono discorsi che si sentono, nella vita reale, di tutti i giorni, con una frequenza impressionante.
L'antipolitica berlusconiana ha costruito delle forme di attrazione "simbolica" e anche materiale rispetto al paternalismo, il clientelismo, politiche economiche falsamente redistributive (si pensi alla social card), senza in realtà promuovere alcun sviluppo.
Berlusconi e i suoi apostoli, attraverso una retorica dell'infinita "bontà del popolo", della sua incommensurabile saggezza, moralità innata, condividendone e alimentandone una concezione unificata ed organica con esso, in una sorta di comunità spirituale (si fa per dire) di assoluta armonia con esso.
Il fascismo evocava spesso la sua estrazione popolare, ma quello che in realtà voleva e preferiva, era il consenso della "middle class". La caratteristica del berlusconismo (non meno della lega) è in più l'abbraccio mortifero con i ceti medio bassi, con la classe operaia. Questo a mio avviso ci autorizza a pensare che Berlusconi è peggio di Mussolini e del fascismo. Lo si potrebbe paragonare a quello che nella fase meiotica della cellula, viene definito "Crossing over", cioè la frammentazione, e ricombinazione del patrimonio genetico di cromosomi omologhi, il cui risultato è un nuovo soggetto portatore delle caratteristiche genetiche "rimescolate" degli antenati, in modo migliore (potenziato), o peggiore, in questo caso. In sostanza, non ci vuole molto a comprendere la pericolosa deriva in cui si trova la nostra democrazia che viene progressivamente svuotata nei suoi contenuti fondamentali. Tutto in nome del popolo, la sovranità popolare che legittima il Presidente del Consiglio a governare e non farsi processare, facendo della giustizia un "uso e consumo" per evitare le sicure condanne.
Del resto quando si è inventata la sovranità popolare si è cominciato in modo arduo a dire: "io parlo in nome del popolo". La invoca questa parola, il popolo, chi è al governo, per rivendicare la sua legittimità a governare. Ma la democrazia moderna, dei contemporanei non può prescindere dai "diritti fondamentali", che nessuno può violare, nemmeno in nome del popolo. La nuova destra rivendica di "essere il popolo", di dare voce al popolo, e questo (secondo loro) l'autorizza anche smantellare la costituzione, a fare leggi che tutelino il nuovo Duce dalle eventuali condanne per gravi reati di corruzione. Ha imposto una rilettura poco eterodossa della democrazia, attraverso una torsione plebiscitaria che va oltre il populismo stesso. Ha offerto ai molti soggetti aventi fede solo nel denaro, l'illusione di identificarsi in lui, di sognare di diventare più ricchi, ha offerto loro una fede in cui credere, cosa di cui avevano tanto bisogno.
I suoi adepti vivono la loro piccola gloria proprio grazie a lui, diversamente (sostiene giustamente Scalfari su Repubblica del 22 novembre) avrebbero potuto sperare di avere cariche politiche, come in un paese dove la gente è dotata di buon senso e alfabetizzazione (anche minima basterebbe) politica, si potrebbe concepire che un tale Gasparri sia ministro e poi capogruppo dei senatori? Come uno Schifani diventerebbe presidente del Senato e "seconda carica dello Stato?" Che dire di un soggetto come Tarantini, amico di casa, Cosentino membro del governo?
Da non perdere il curriculum di Mariastella Gelmini, ministro che punta al merito, ma tenta di censurare Wikipedia che ha reso note informazioni sconcertanti: è credibile un ministro che va in Calabria per conseguire l'abilitazione per fare l'avvocato "perchè ha bisogno di lavorare?" Certo, in Calabria è più facile passare l'esame di abilitazione, lei perciò si trasferisce e ottiene il risultato. Passa l'esame.
Poi inizia la sua carriera politica entrando in Forza Italia, ha ricoperto la carica di presidente del consiglio del comune di Desenzano del Garda fino al 2000, anno in cui su mozione del suo partito, viene sfiduciata con la motivazione di "manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa", (delibera del consiglio comunale n. 33 del 31.03.2000). Dal 2002 è stata assessore al territorio della provincia di Brescia, dal 2004 assessore dell'agricoltura, entra poi nel Consiglio Regionale della Lombardia nell' aprile 2005, e nel 2006 viene eletta alla Camera dei Deputati, diventa membro della giunta per le autorizzazioni a procedere del comitato parlamentar eper i procedimenti di accusa e della II commissione giustizia.
Ovviamente di gente così l'Italia abbonda, ma la concentrazione di talenti intorno al Cavaliere è davvero notevole.
Tocqueville, in qualità di sociologo della conoscenza descrisse: "come ad un assetto sociale democratico corrisponda necessariamente una nuova civiltà, la quale sarà radicalmente diversa da quelle aristocratiche del passato. Sarà una civiltà di massa; e quindi non bisogna aspettarla e descriverla avendo in mente i modelli del passato, i saggi, i poeti, ma il modello del futuro, e cioè il grigio uomo comune, capace di imporre i suoi rozzi gusti, i suoi sentimenti edonistici. Peggio: la società del benessere, col suo intrinseco materialismo, col suo conformismo di massa, con la sua industria culturale, rischia di uccidere. E a questo il liberale Tocqueville non poteva rinunciare - lo sviluppo morale dell' uomo interiore. Per essere liberi, affermava, bisogna volerlo davvero; e noi siamo solo una nazione snervata e spaventata
dall'anarchia: quando questo pericolo cesserà, allora vedremo il tramonto di questo
regime".
La domanda che sorge spontanea è: saremo in grado di porre rimedio a tutti i danni provocati dal miglior statista degli ultimi centocinquanta anni?
Dopo la seconda guerra mondiale la ricostruzione è ricominciata subito, e molta era la voglia di ricominciare, ma i danni culturali e morali che questo governo avrà prodotto, saranno macerie su macerie.

http://www.aprileonline.info/

Iggy Pop - I Wanna Be Your Dog



http://www.youtube.com/user/BWitt67

Best UFO Footages From Colombia 2009 (OVNI de Colombia)





http://www.youtube.com/user/PindzMedia

Il giallo delle email rubate «Sul clima dati falsificati»



Hacker vìola un archivio. E scopre i trucchi degli scienziati. Scettici contro catastrofisti

WASHINGTON — Gli scet­tici sul riscaldamento del cli­ma sono in piena euforia. Convinti di aver colto con le mani nella marmellata i profe­ti di sciagure e gli sciamani del global warming. In pieno negoziato per non far fallire il vertice di dicembre a Co­penhagen, lo scandalo dei da­ti ritoccati rivelato ieri dal New York Times fa riesplode­re la disputa pubblica sui dan­ni veri o presunti causati dai gas serra alla sostenibilità cli­matica del pianeta. Gridano alla truffa i negazionisti, ri­spondono con uguale vee­menza i teorici della responsa­bilità umana, invocando l’enorme quantità di dati a so­stegno delle lo­ro tesi.

Qualche dub­bio sulla qualità della ricerca ri­mane. Soprat­tutto ora, che centinaia di e-mail, rubate da pirati telema­tici dai compu­ter della Univer­sity of East An­glia, in Gran Bretagna, rivela­no che autorevo­li ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combatte­re gli argomenti degli scetti­ci, concordando vere e pro­prie strategie di comunicazio­ne per convincere l’opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferi­menti derisori e insulti perso­nali a quanti mettono in dub­bio la tesi del global war­ming, che uno degli autori delle mail definisce «idioti». «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomi­co », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Micha­els, un esperto climatico che da tempo accusa il fronte del surriscaldamento di non pro­durre prove certe e dati con­vincenti a sostegno delle tesi catastrofiste.

LA SCOPERTA - La scoperta dell’incursione è avvenuta martedì scorso, dopo che gli hackers erano penetrati nel server di un al­tro sito, un blog gestito dallo scienziato della Nasa Gavin Schmidt, dove hanno comin­ciato a scaricare i file degli scambi di posta elettronica tra questi e gli studiosi di East Anglia. Due giorni dopo, le prime mail hanno comin­ciato ad essere pubblicate su The Air Vent, un sito dedicato agli argomenti degli scettici. La polizia ha aperto un’indagi­ne, anche se i primi dubbi sul­l’autenticità della posta sono stati sciolti dagli stessi scien­ziati anglo-americani, che hanno confermato di essere gli autori.

«Il fatto è che in questo mo­mento non possiamo dare una spiegazione alla mancan­za di riscaldamento ed è una finzione che non possiamo permetterci», scriveva poco più di un mese fa Kevin Tren­berth, del National Center for Atmospheric Research di Boulder, in Colorado, in una discussione sulle recenti va­riazioni atipiche della tempe­ratura. Ancora, nel 1999, Phil Jones, ricercatore della Clima­te Unit a East Anglia, ammet­teva in un messaggio al colle­ga Michael Mann, della Penn­sylvania State University, di aver usato un «trick», un ac­corgimento per «nascondere il declino» registrato in alcu­ne serie di temperature dal 1981 in poi.

GIUSTIFICAZIONI - Mann ha cercato di sminuire il significato del termine trick, spiegando che è parola spesso usata dagli scienziati per riferirsi a «un buon modo di risolvere un de­terminato problema» e non indica una manipolazione. Nel caso specifico, erano in discussione due serie di dati, una che mostrava gli effetti delle variazioni di temperatu­ra sui cerchi dei tronchi degli alberi, l’altra che considerava l’andamento delle temperatu­re atmosferiche negli ultimi 100 anni. Nel caso dei cerchi degli alberi, l’aumento della temperatura non è più dimo­strato dal 1960 in poi, mentre i termometri hanno continua­to a farlo fino a oggi. Mann ha ammesso che i dati degli alberi non sono stati più im­piegati per individuare la va­riazioni, ma che «questo non è mai stato un segreto». Secondo Trenberth, le e-mail in realtà mostrano «l’integrità sostanziale della nostra ricerca». Ma per Patri­ck Michaels, lo scandalo rive­la l’atteggiamento fondamen­talista dei teorici del global warming, «pronti a violare le regole, pur di screditare e danneggiare seriamente la re­putazione di chi vuole solo un onesto dibattito scientifi­co ».

Paolo Valentino 

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_22/clima-scandalo-messaggi-
rubati_db5eb85a-d746-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml 

SCIE CHIMICHE - LA PSEUDOMONAS SYRINGAE, VALANGHE, FRANE ed EPIDEMIE: Una disgrazia al giorno leva il PIL sotto zero di torno



Stranamente di questi tempi, la protezione civile si è ritrovata ad avere uno spazio fisso nei quotidiani, a causa degli anomali e sospetti disastri "naturali" che imperversano sul nostro paese.

Ma siamo sicuri che queste disgrazie sono di origine totalmente
naturale ?

Io non ci giurerei, seguitemi nella Sphaera..

Che il clima lo si tenti di controllare da anni, tramite pratiche di geoingegneria poco ortodosse, è assodato, come ho scritto anche in SCIE CHIMICHE: La fine delle ipotesi, il Progetto Pioggia.

I poveri debunkers, continuano, pateticamente a negare, l'evidente esistenza delle scie chimiche e conseguenti manipolazioni climatiche,
ma la vita va avanti, la gente si informa, e loro rimangono intrappolati in un cieco passato, dal "profumo" di muffa.

Approfondendo le mie ricerche inerenti al fenomeno SCIE CHIMICHE, ho scoperto che, nella manipolazione ed inseminazione artificiale di nubi, viene utilizzato un curioso batterio, che per la sua caratteristica denominata ICE-MINUS risulta utile per facilitare il processo di cristallizzazione o nucleazione del ghiaccio ( Ice nucleators ).

Breve cenno sui NUCLEATORI:
Gli ICE NUCLEATORS furono scoperti 40 anni fa durante ricerche dove si intendeva capire perchè alcune piante fossero danneggiate dal gelo e altre no. I ricercatori, scoprirono che le piante che morivano subito con il gelo, erano ricoperte da batteri fitopatogeni che erano in grado di assorbire l'umidità contenuta nell'aria ( RUBARE ACQUA, tanto per restare in tema privatizzazione acqua ) e di trasformarla in ghiaccio a soli -2 gradi Celsius.

Tornando a noi, il batterio in questione, viene ampiamente utilizzato, già da anni, anche nella produzione di neve artificiale, proprio per la sua peculiare capacità di far ghiacciare l'acqua, anche a temperature molto elevate rispetto a quelle che di solito permettono la nucleazione del ghiaccio, stiamo parlando di temperature anche superiori ai canonici ZERO GRADI !!
Da non confondere con lo ZERO WINS: Il ZapperANAL8 di Z RETICULI

Il nome di questo batterio, è PSEUDOMONAS SYRINGAE

L'effetto ICE-MINUS della PSEUDOMONAS, è stato addirittura potenziato tramite innesti genetici con un altro batterio, la ESCHERIA COLI, che se vogliamo è ancora più fetente e pericoloso della PSEUDOMONAS.


Nooooo !!
Non è uno scatto dall'alto del classico tavolino, nei festini del politico di turno, questa è la PSEUDOMONAS SYRINGAE anche se potrebbe sembrare SNIFFALOCOCCO RIGAE ( il virus dei perdenti ).

Fin qui, ma che c'è di male ?
Il mondo è pieno di batteri !!

Infatti, nulla, se non fosse che questo organismo, è accusato di essere responsabile di gravi danni irreversibili, all'ambiente e più precisamente, a flora e fauna che ne entrano in massiccio contatto.

La cosa è peggiore del previsto e su questo batterio, sto trovando documenti di ogni tipo, anche governativi, ma sopratutto indagini regionali, inerenti agli ingenti danni che esso può provocare.

Ma quindi, come si rela la PSEUDOMONAS alle valanghe ?

Dopo alcuni anni di anomala assenza delle classiche nevicate invernali, tranne in occasioni eccezionali come, per coincidenza, le Olimpiadi invernali a Torino nel 2006 , si è successivamente registrato, da due anni a questa parte, un notevole incremento di esse.
Forse qualcuno ha pensato che l'ingegneria climatica, può fruttare soldi, non solo nel settore sanitario o nello sfoltimento dei pensionati, ma anche nel fruttifero settore del turismo.

Ma allora è un bene per l'economia Italiana ?

Forse per quella si, ma non per la nostra salute ed in particolar modo, per quella delle persone che abitano in comunità montane dove si effettua una massiccia innevamento artificiale oltre a tutti coloro che abitano nei pressi di burroni, precipizi, vallate e luoghi a rischio di valanghe e frane.

Ma perchè ?

Per la verità questo batterio, diversamente dall'H1N1 sembra essere stata brevettata e creata in laboratorio, è presente naturalmente nell'aria ma in quantità e condizioni tali, che non è mai stato un pericolo per la salute del genere umano.

Ora, però, che viene massicciamente utilizzato per l'innevamento artificiale ed operazioni di Aerosol, le cose sono cambiate, ma in questo articolo mi concentrerò solo sull'aspetto ambientale, per quello sanitario vi rimando al prossimo che uscirà presto...
Da non perdere, perchè il peggio deve arrivare e ce ne saranno delle belle ragazzi, vi dico solo, altro che influenza suina o vaccini.

Tornando al nostro batterio, praticamente la PSEUDOMONAS SYRINGAE, è uno dei più potenti fitopatogeni al mondo, possiamo tranquillamente paragonarlo all'AIDS o il CANCRO delle piante e una volta irrorato o sparato dai cannoni ricopre il manto erboso
che ne viene intaccato.

Dopo un massiccio contatto con questi batteri, le piante possono facilmente ammalarsi, ma queste piante servono a tenere insieme la terra di cui il burrone o il precipizio sono composti, dando luogo a smottamenti del terreno e frane di vario genere.

Oltretutto, la neve generata artificialmente, non ha una compattezza paragonabile a quella naturale, e se generata in periodi

dell'anno che esulano dalle leggi naturali, possono dar luogo micidiali valanghe.
Faccio notare a tutti, i vari incidenti che negli ultimi due anni si sono susseguiti a danno di sciatori, alpinisti ed escursionisti, senza contare i danni ingenti provocati da alcune valanghe che hanno creato forti disagi bloccato, per settimane, ad alcune comunità montane sopratutto, guarda caso, turistiche.

Ma il batterio in questione, non è il solo male, a contribuire alle varie tragedie, gioca un ruolo determinante il fatto che l'innevamento artificiale, oltre a prolungare innaturalmente la durata delle nevi, indebolisca il manto erboso, il quale rimane molto meno in superficie e pertanto non riceve il giusto quantitativo di di luce solare.

Il manto erboso, così debilitato, perde gran parte della sua azione di freno al dilavamento, risultato ?

FRANE E DISASTRI PER TUTTI I GUSTI !!!

Oltre tutto, l'innevamento artificiale richiede un altissimo dispendio di energia elettrica, peratnto risulta essere un inquinante, perchè eseguito tramite compressori diesel, inoltre questi apparecchi, generano un notevole inquinamento acustico che si ripercuote sulla fauna selvatica locale.

Ah non è finita, la rete di cannoni, infine, contribuisce notevolmente ad impoverire le falde acquifere, che svuotano i corsi d'acqua lasciando scorrere solo i reflui fognari.
Bello !!!

Merda direi... avete presente Heidi con le gote marroni invece che rosse ?

Vi lascio con un compitino:
Ditemi se per voi, il prodotto di punta utilizzato per l'innevamento artificiale chiamato SNOMAX, il quale contiene PSEUDOMONAS ecc, è salutare o meno per gli sciatori che ne entrano in contatto.

Vi do un indizio:

Il prodotto in questione può, in primis, rappresentare gravi rischi tossicologici per gli sciatori i quali ne sono esposti per ore e ore, o che ne vengono direttamente a contatto cadendo sulla neve o come alcuni ingeui continuano a fare, ingerendola.

Se chi parla di "impatto zero", poi mi va a sciare col SUV ( Sub Useful Vehicle ), su piste innevate artificialmente, mandatelo direttamente a quel paese, senza passare dal via !!!

Ma le alluvioni allora ?

Per le alluvioni non sto nemmeno a spiegare, perchè, se possono controllare le precipitazioni piovose, possono anche gestire le varie alluvioni che, guarda caso, colpiscono sempre più frequentemente il nostro paese, già in gravi condizioni economiche.

Ma tutto questo, quindi, perchè viene fatto ?

IO, PER ORA, NON LO SO CON CERTEZZA E NON HO PROVE ( solo su questo ultimo punto, il resto è tutto documentato e reperibile sul web ), ma osservando le logiche operanti nel mondo, in questo tetro periodo materialista, dominato da un oscurantismo spirituale, che vede come scopo principe il mero accumulo di soldi, soldi e ancora solo soldi, posso pensare che tutto questo casino, sia fatto per mantenere alto il PIL del nostro paese (Prodotto Interno Lordo) , che come si sa, sale all'aumentare delle disgrazie, che se poi sono "naturali" è ancora meglio, perchè la colpa la si può dare a chi parola no ha..
Madre Natura.

Il terreno, ovviamente, potrebbe essere stato preparato con abili tecniche di Think Tank, da quando hanno iniziato a parlare della BRUTTA stagione, il CATTIVO tempo, la MORSA del gelo e tutti quei termini che mostrano la natura come ostile all'uomo.

A tal proposito vi ricordo un proverbio Nordico:
"NON ESISTE CATTIVO TEMPO, MA SOLO UNO SBAGLIATO VESTIRE"

Ad ogni modo, sembra che gli umani ce l'abbiano proprio tanto, con l'unica cosa che davvero posseggono..
Parlo, del loro Pianeta.

Concludo dicendo che, resta implicito il fatto che qualcuno, presto o tardi, dovrà rispondere a molte domande, che si prepari per bene.

Per eventuali domande sull'argomento, scrivete pure qui nei commenti o se preferite, direttamente ad una delle responsabili del PROGETTO PIOGGIA

Prof. Francesca Gallo
Dott. Arianna Orasi ( e-mail: arianna.orasi@apat.it )
Dott. Giovanna Jona Lasinio


Altri riferimenti:

Agenzia per la Protezione dell´Ambiente e per i Servizi Tecnici - APAT-
Servizio difesa delle Coste Via Curtatone, 3 Roma
Tel 0644442647 Fax:06491054


A coloro che riusciranno a ricevere una risposta da uno dei responsabili o sponsors del Progetto Pioggia, verrà inviato, se richiesto, un Watchdog personalizzato, ovviamente come al solito, sia il Watchdog che la sua spedizione, saranno spesate dai membri dell'Harmonic Watchdog.

Ciao.
Ubi Morazzoni. http://sphaeralux.blogspot.com/