giovedì 14 gennaio 2010

Domani eclissi storica, la più lunga del millennio.



















Il 15 Gennaio 2010 andrà in scena la più lunga eclissi solare del millennio, sarà di tipo anulare e interesserà Asia e Africa della zona dell’Oceano Indiano. Il massimo punto è situato in pieno oceano, là durera qualcosa come 11 minuti e otto secondi. Sarà battuta soltanto da quella del 23 dicembre… 3043!

Migliaia di appassionati hanno già prenotato da tempo un viaggio per le Maldive, luogo migliore di osservazione, ma si segnalano anche ottimi appostamenti in Kenia, così come in India, Sri Lanka e in Cina dove già recentemente si era potuta ammirare un’altra eclisse da record.

Il punto massimo sarà alle coordinate 1° 37′ 4″ N e 69° 17′ 4″ E, la sua natura anulare è dovuta al fatto he la Luna non riuscirà a occultare completamente il disco solare visto che in questo momento è quasi all’apogeo ossia nel suo punto più lontano al nostro pianeta. Le eclissi sono visibili dato che la Luna è 400 volte più piccola del Sole ma 400 volte più vicina alla Terra.

L’eccezionale durata sta nel fatto che Luna e Sole per breve tempo “cammineranno” affiancati nel firmamento in modo apparente rispetto alla Terra. In Italia non si vedrà nulla, ma d’altra parte nemmeno l’eclisse parziale sarebbe stata pienamente godibile. Fortunati gli spettatori che si piazzeranno nel magnifico scenario della capitale delle Maldive, Malè, per assistere a 10 minuti e 45 secondi di anello. Il fenomeno inizierà nella Rep. Centraficana alle 6,14 ora italiana e terminerà nella penisola dello Shandong dopo tre ore e tre quarti.


 

Berlusconi: il presidente del consiglio che l’Italia si merita



















Se mai servisse una dimostrazione alla tesi che la degenerazione politica del nostro paese è direttamente proporzionale agli anni del presidente del consiglio, eccola arrivare dalle parole del presidente stesso pronunciate il 12 gennaio: “O i giudici decidono nel senso che sostengo io o faccio una dichiarazione a reti unificate per dire che la magistratura è molto peggio della mafia”. Il tutto riferendosi al processo a carico di Mills sul quale a breve si pronuncerà la Corte di Cassazione.

La dichiarazione di Mr. B. la dice lunga sul personaggio a cui non bastano la porcheria del processo breve e del legittimo impedimento sui quali la maggioranza sta duramente lavorando così da risolvere i problemi di un cittadino. Egoismo, prepotenza, intimidazioni e minacce per ottenere i risultati voluti (comunemente si chiama racket), manipolazione dell’informazione (questo invece comunemente si chiama regime), completa mancanza di fiducia nell’azione della giustizia e del senso civile. Si potrebbe continuare a lungo con la lista delle qualità del nostro soggetto, basterebbe affidare l’analisi a un qualsiasi “psico/sociologo-psichiatr
a” per sentirne delle belle.

Sarebbe segno di un profondo sentimento civile se una persona si scandalizzasse e s’incazzasse pure leggendo una dichiarazione del genere, soprattutto perché chi l’ha fatta è il rappresentante del governo. Bisognerebbe inquietarsi seriamente sentendo una frase simile, invece sono talmente pochi quelli che effettivamente si allarmano che rende palese il fatto che la maggioranza degli italiani condivide o tollera queste manifestazioni di pensiero primitivo a cui siamo quotidianamente costretti. Ma in uno stato democratico, o che vuole essere chiamato tale, la maggioranza legittima il potere e da licenza a governare (anche se a Mr. B. ha flippato la testa e ora si sente più simile a Caligola che non a un presidente del consiglio).

Ora, se pensate alla maggioranza degli italiani, Berlusconi non è effettivamente quello che ci meritiamo? Quanti italiani sono migliori di Berlusconi e quanti sono uguali o peggiori? Se avessimo al governo una persona eccellente, meritevole, uno statista modello, non sarebbe una persona fuori luogo nell’Italia di oggi? Anche se fosse la situazione ideale, sicuramente non sarebbe il prodotto genuino della nostra società, sarebbe il prodotto del caso. Sono molto più genuini un Berlusconi come presidente del consiglio, un Maroni come ministro degli interni, un Alfano come ministro della giustizia, una Carfagna come ministro delle pari opportunità e via dicendo. E l’opposizione viaggia sulla stessa linea d’onda.

Ecco perché una frase del genere può passare così inosservata, senza far nessun rumore ed ecco perché il futuro non si prospetta molto migliore del presente: Berlusconi rappresenta effettivamente la maggioranza degli italiani che condividono o tollerano queste quotidiane violenze alla democrazia. La situazione non migliorerà con la caduta di Berlusconi ma con la caduta del nostro modo di pensare e agire sostituito dal senso civile e dalla legalità che solo pochi italiani conoscono. Nel frattempo noi continuiamo a resistere e a convincervi che un futuro migliore anche se lontano è possibile.


http://voglioresistere.blogspot.com/2010/01/berlusconi-il-presidente-del-consiglio.html

Minzolini : ennesimo vergognoso editoriale su Craxi.



http://www.youtube.com/user/farabuttocomunista

Ennesimo editoriale di questo tizio che ha scambiato il servizio pubblico per un servizio personale. Ergo crede di avere il diritto di parlare in nome della storia e dire che Craxi fu uno statista. Omettendo chiaramente la verità. Perchè Craxi non è stato condannato solo per finanziamento illecito ai parti, ma per corruzione e vari altri reati. Che è fuggito latitante sottraendosi al giudizio di un legittimo tribunale. Vergogna vergogna vergogna.
Non paghiamo il canone finchè ci sarà gente come lui. E' indecente.

SCANNER PER L'IDENTIFICAZIONE: UNA MINIERA D'ORO





















Che siano tecnologia Rfid oppure onde radio ad altissima frequenza piuttosto che backscatter X-Ray poco importa. La violazione della privacy è assicurata e i produttori ci costruiranno imperi miliardari.

In Italia per ora sono preannunciati soltanto dieci body scanner, che verranno installati negli aeroporti di Malpensa, Fiumicino e Venezia, mentre l'Olanda pare ne abbia già ordinati una sessantina unitamente alla Gran Bretagna; altri Paesi dell'area europea sono in attesa di meglio definire le diverse questioni, che spaziano dall'effettivo incremento degli standard di sicurezza aerea agli eventuali rischi per la salute, anche se i produttori affermano che la tecnologia impiegata sia meno pericolosa dei cellulari.


Quanto agli Stati Uniti, i body scanner sono già da anni in funzione, anche se in vista della imminente "colonizzazione" dei mercati sul vecchio continente, la richiesta è schizzata a oltre 200 mila dollari al pezzo, con relativo salto alle stelle del valore dei titoli dei produttori General Electrics e L3 Communication che si dividono il mercato.


In USA vengono ritenuti "necessari" dalle autorità antiterrorismo, anche se qualcuno pensa che questa tecnologia possa servire, nella migliore delle ipotesi, a ridurre il pericolo di attentati ma non a debellare il fenomeno neppure nel settore del trasporto aereo.


Altri accampano riserve per quanto attiene la privacy, in quanto specialmente l'uso di microonde è in grado di definire forse troppi dettagli relativi al corpo del controllato essendo la pelle umana completamente opaca alla frequenza impiegata.


Un altro nodo nevralgico per l'identificazione e il controllo sono i chip Rfid, ormai comunemente impiegati non solo nella documentazione amministrativa ma persino alla cassa nei supermercati e nei taxi più "tecnologici".


Ultima novità nel settore sembra essere quella di Samsung, che al CES 2010 ha esibito il suo innovativo E-Passport, con un chip Rfid in grado di comunicare con gli apparecchi di controllo restituendo un'immagine dell'intestatario su schermo Oled in cui l'immagine ad alta definizione può anche essere fatta ruotare, per un migliore controllo dell'identità del titolare.


Anche qui non mancano gli scettici, sia per la possibilità di abusi sia per la intrinseca (in)sicurezza del sistema, tutt'altro che definita. Infatti, per quanto riguarda i correnti sistemi basati sul chip, è recente la notizia che un certo Chris Paget è riuscito a raccogliere in una manciata di minuti i dati personali di almeno due titolari di passaporto; il tutto con un portatile e lettore di Rfid da 250 dollari.


Fonte: http://www.zeusnews.com/

Google-Cina, il mercato oltre la politica


















13/01/2010

Gabriele Battaglia

Ora, è possibile che le autorità cinesi oscurino del tutto Google.cn adottando la consueta giustificazione della "battaglia contro la pornografia"

Nato negli anni '90: "Oggi sono uscito dal Grande Firewall e ho visto un sito web straniero che si chiama Google. Merda, è tutto tranne una copia di Baidu."
Nato negli anni '00: "Cosa intendi con 'uscire dal Grande Firewall'?"
Nato negli anni '10: "Cosa intendi con 'sito web'?"
Nato negli anni '20: "Cosa intendi per 'straniero'?"
Questa è la storiella che gira nella rete cinese in questi giorni, dopo che Google ha minacciato di abbandonare il Celeste Impero. E' significativa: rivela i timori dei netizen cinesi, ma al tempo stesso la loro consapevolezza di vivere dietro una "grande muraglia" virtuale che li isola dalla libera informazione.
Non è una novità. Storielle simili girano anche a proposito dei giornali cartacei, segno paradossale del fatto che i cinesi, comunque, riescono a scambiarsi notizie e pareri anche scomodi.
Il colosso tra i motori di ricerca ha notificato martedì che starebbe valutando l'interruzione delle proprie attività in Cina, citando attacchi hackers contro i propri sistemi informativi e denunciando tentativi cinesi di "limitare la libera espressione sul Web".
In particolare, ci si riferisce alla violazione della mailbox, su Gmail, di alcuni attivisti per i diritti umani e di imprese occidentali. Si ritiene che l'attacco origini da Pechino e dintorni.
Come ritorsione, la dotcom di Mountain View annuncia l'interruzione della propria collaborazione con il governo cinese: su Google.cn è già da ora possibile ottenere risultati da ricerche come "piazza Tiananmen" e "Dalai Lama", di solito precluse.
Google aveva accettato di porre filtri alla propria search già dal suo sbarco in Cina nel 2006. Sorte simile tocca a Wikipedia (fortemente limitata), peggiore a YouTube e Facebook (bloccati a intermittenza).
Tuttavia, 300 milioni di netizen cinesi e un giro d'affari da 300 milioni di dollari l'anno avevano finora giustificato il filtraggio della search. Non erano mancate le critiche da parte dei gruppi che si battono per i diritti civili.
Dal motore di ricerca made in Usa passa in realtà solo un terzo delle search cinesi. Lo strumento mainstream è Baidu, cinese e legato a doppio filo con il governo.
La sua immagine è tuttavia in caduta libera anche sul suolo cinese, dopo che sono stati censurati i risultati di ricerche come "latte avvelenato": si vocifera infatti che Baidu abbia preso denaro dai produttori di latte contaminato con la melamina, all'origine dello scandalo dell'autunno 2008.
Ora, è possibile che le autorità cinesi oscurino del tutto Google.cn adottando la consueta giustificazione della "battaglia contro la pornografia": chi rende disponibile l'accesso a contenuti pornografici è oscurabile.
In tal caso, il cerino acceso tornerebbe nelle mani della compagnia californiana che dovrebbe fare una scelta tra le revenues del mercato cinese e la perdita d'immagine e di attendibilità dei risultati della propria search.
La vicenda è tuttavia molto interessante fin d'ora per almeno due motivi:
Primo. Laddove non può la politica, può la rete (e il mercato).
Se Hillary Clinton sbarca oltre Muraglia a fare letteralmente la questua e Barack Obama evita accuratamente di esporsi sul tema dei diritti umani durante il suo viaggio cinese, Google - cioè un'impresa del Web - può sfidare (o è costretta a farlo) il potere cinese.
Alla base c'è la natura stessa di internet, per cui il colosso di Mountain View non è una semplice azienda che opera in un Paese straniero, bensì un modello di business che oltre a guidare gli utenti nel web, vive anche delle informazioni che gli stessi utenti gli forniscono. Per funzionare, ha bisogno che tali informazioni circolino. In questo senso, non può permettersi che troppi filtri ne limitino le potenzialità e tanto meno falle nel propri sistemi di sicurezza. Altrimenti diventa inutile e, anzi, dannoso. In tal caso, meglio mollare la Cina e preservare la propria natura.
Allo stesso tempo, la rete ha mille rivoli che inevitabilmente sfuggono anche al "Grande Firewall" di Pechino. Sui network cinesi e internazionali si commenta la vicenda, anche in mandarino, e la storiella che apre questo articolo ne è un ottimo esempio: si va diffondendo una consuetudine alla critica dal basso.
E veniamo quindi al secondo punto. I meccanismi di adattamento del Partito comunista cinese sono messi alla prova.
Di recente, il Pcc è stato definito "darwiniano-leninista" e la sintesi appare calzante. Dopo Tiananmen '89, la sua dirigenza ha compreso che per sopravvivere e mantenere il potere deve incessantemente adattarsi e rispondere ai cambiamenti sociali. Ma più la società cinese si fa complessa e più questo adattamento è difficile. Ciò che non può essere inglobato nel sistema, rischia di distruggerlo.
Attualmente, Pechino deve già fronteggiare tensioni etniche e sociali crescenti.
C'è poi il ceto medio urbano che è alla base del patto sociale che regge la nuova Cina: benessere in cambio del potere. Proprio con il benessere, i neo-benestanti hanno assunto negli ultimi anni anche più consapevolezza rispetto ai propri diritti. Non sono mancate proteste difficili da ricomporre, perché nuove: le proteste di Xiamen contro l'impianto petrolchimico (2007), quelle di Shanghai contro il prolungamento del Maglev, la linea ferroviaria ad alta velocità (2008), o quelle di Urumqi contro le inefficienze dei sistemi di sicurezza nel corso della rivolta uyghura e dopo (2009).
La rete aggiunge ulteriore complessità e tensioni. Per il partito "darwiniano", la vicenda Google sarà un'ulteriore prova di adattamento.

http://it.peacereporter.net/articolo/19731/Google-Cina%2C+il+mercato+oltre+la+politica
 

La fine di Haiti
















Red,   13 gennaio 2010, 18:05

Potrebbero essere migliaia i morti a Haiti, nel più devastante terremoto che abbia colpito il Paese caraibico negli ultimi due secoli. Fra le vittime accertate anche il medico brasiliano Zilda Arns, 75 anni, fondatrice della Pastorale del Bambino e punto di riferimento per tutta l'America Latina nella lotta contro la denutrizione e la mortalità infantile. Il suo nome era stato indicato per tre volte per il Nobel per la Pace.

Il Paese è "distrutto", è una "catastrofe", e crediamo che "migliaia di persone" possano essere morte, ha chiarito il presidente di Haiti, René Preval, che ha parlato di "scene inimmaginabili". Nella capitale Port-au-Prince, il sisma di magnitudo 7,3 ha distrutto l'edificio di cinque piani che ospita il quartier generale della missione dell'Onu (Minustah) e ha gravemente danneggiato il palazzo presidenziale e la cattedrale. Molte le vittime tra i caschi blu: si teme che sia morto il comandante della missione, il generale tunisino Hedi Annabi e con lui otto cinesi, tre giordani e 11 brasiliani, senza contare le decine di dispersi e feriti.
Tre dei quattro ospedali di Port-au-Prince sono crollati e l'unico ancora attivo non accetta più feriti perché è ormai al collasso per l'altissimo numero di persone ricoverato.
Duecento persone sono disperse in un albergo di lusso nella capitale, il Le Montana. Intanto si segnalano i primi atti dei sciacallaggio: un supermercato è stato saccheggiato nella periferia della capitale.
L'Unità di crisi della Farnesina ha riferito che gli italiani presenti a Haiti sono almeno 191 e al momento non si ha notizia di feriti.
Da Washington Barack Obama ha promesso aiuti "rapidi, coordinati e energici", per salvare le vite dei sopravissuti: "le prima squadre di ricerca e soccorso da Florida, California e Virginia arriveranno ad Haiti tra stasera e domani". Obama ha garantito ogni risorsa disposizione dell'America "per salvare quanti sono rimasti intrappolati sotto le macerie e per portare gli aiuti umanitari, cibo, acqua e medicine agli haitiani che ne hanno bisogno".
Il terremoto è iniziato alle 22.53 ora italiana (le 16.53 a Haiti) ed è stato seguito da decine di scosse di assestamento che secondo i geologi potrebbero protrarsi per giorni. L'epicentro è stato localizzato a una ventina di chilometri da Port-Au-Prince, sulla terraferma dell'isola e a una profondità di appena 10 chilometri.
Tra le vittime accertate anche il medico brasiliano Zilda Arns, 75 anni, fondatrice della Pastorale del Bambino e punto di riferimento per tutta l'America Latina nella lotta contro la denutrizione e la mortalità infantile. La Arns, sorella dell'arcivescovo emerito di San Paolo del Brasile, Paulo Evaristo Arns, si trovava nel Paese caraibico per una serie di conferenze sull'esperienza della Pastorale del Bambino.
Per il suo impegno a favore dei bambini il suo nome era stato indicato per tre volte per il Nobel per la Pace. La dottoressa brasiliana aveva conquistato un grande numero di riconoscimenti per la sua opera, tra gli altri quelli ricevuti dalle Nazioni Unite, dal re Juan Carlos di Spagna e dall'entità giudaica B'nai B'rith. Il presidente della Repubblica del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, si è detto "assolutamente scioccato" dalla notizia della sua morte della Arns.
L'aeroporto è agibile e sono in arrivo i primi aiuti. Due aerei francesi con a bordo aiuti e squadre di soccorso sono partiti da Fort-de-France e Marsiglia. Dall'Italia parte un C130 militare con un ospedale da campo, personale medico e una squadra della Protezione civile.
Haiti, l'ex colonia francese nel cuore dei Caraibi la cui storia è segnata da golpe, dittature e perenne instabilità, è la Cenerentola d'Occidente. Con quasi 10 milioni di abitanti, di cui l'80% vive sotto la soglia di povertà, Haiti è al 148mo posto su 179 Paesi nell'indice globale di sviluppo dell'Onu, ultima nell'emisfero occidentale.
La sua economia è basata sulla piccola agricoltura e condannata alla miseria dagli uragani e dalle alluvioni che spazzano regolarmente l'isola Hispaniola, che Haiti condivide con la Repubblica Dominicana.

http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13927

 

Antonio Urzi Simona Sibilla - 11 GENNAIO 2010 - ASTRONAVE ALTA QUOTA



http://www.youtube.com/user/MrAntonioUrzi

USO-COMPARATE IMAGES JAN 9,2010.



http://www.youtube.com/watch?v=wZaEcnrvN4k

UFO over Shandong China Close-up Footage



New close-up UFO footage from the night that shook China

It was China's 'official night of the UFOs': Those who witnessed the UFO event will never forget where they were at the time. Two white, cloud-like UFOs were seen over a wide area of Shandong Province by millions of witnesses. The event was widely reported in the Chinese media (See Shanghai Daily article). http://www.shanghaidaily.com/sp/artic...

The two possible alien craft seen were said to have alternated between orbiting cities in the region and hovering in one place.

As time passes more footage from this historical UFO event comes to light. This remarkable clip shows one of the UFOs or possibly both craft hovering above a city for at least ten minutes.

The witness, who was in an office in a high-rise building was able to get close-up images of the craft that allude to it's extraterrestrial nature.

The object has been described by some UFO researchers as an 'Acorn UFO' and the clip has been hailed by local researchers as a significant piece of footage. 


http://www.youtube.com/user/PindzMedia