martedì 19 gennaio 2010
CLUB BILDERBERG, intervista a Daniel Estulin
http://www.youtube.com/user/mollanz
CLUB BILDERBERG, IL LATO OSCURO DELLA DEMOCRAZIA
Video-intervista inedita a Daniel Estulin
Lidea di Daniel Estulin è che lo scopo del Club Bilderberg sia quello di creare un'aristocrazia fra le èlite europee e americane per controllare il pianeta. In altre parole, la creazione di un network globale di cartelli di giganti, più potenti di ogni nazione sulla terra, destinato al controllo delle necessità vitali del resto dell'umanità.
Sono molti gli obiettivi (realizzati) del Club, che lautore ha denunciato. Nel 2005 ho predetto che, sulla base di quanto detto al meeting Bildeberg in Germania, il petrolio avrebbe toccato i 150 dollari a barile a fine estate 2008. Non lo sto inventando ora, dopo che è successo. Lo potete leggere su Internet e sui miei report spiega Estulin. Anche la guerra in Iraq era stata progettata dal Bilderberg nel maggio 2002, continua.
Una giornata di ordinaria follia (articolo di Luca)
http://www.youtube.com/user/nano63a
Volentieri pubblichiamo un articolo dell’amico e lettore Luca. E’ una testimonianza che non è basata su una “semplice” osservazione (sappiamo quanto sia esiguo il numero di coloro che, oggigiorno, sono in grado di osservare): infatti l’analisi del triste fenomeno “scie chimiche” diventa lo spunto per sondare, con acuminata intelligenza, i retroscena di un’operazione vergognosa ed infame. Ne scaturisce una condanna corrosiva ed implacabile che demolisce l’intero sistema con tutte le sue mistificazioni, il suo sfacciato stravolgimento della verità.
Oggi, per la prima volta, mi sono veramente spaventato, guardando il crimine perpetrato da questi ignobili militari che spargono veleni sulle nostre teste e sulla Terra tutta. Non avevo mai visto simile spettacolo sui cieli di Genova. Sembra che siano sempre più sofisticati i loro metodi di "oscuramento globale" del sole e delle menti; in poche ore, ho visto quello che non avevo mai visto prima d'ora. Speravo che la forza del vento, operoso ed instancabile per tutta la nottata, fosse riuscito a sventare i loro piani di morte, invece, nonostante la giornata abbia continuato ad essere molto ventosa, i voli costanti e pesanti di aerei chimici, sempre tutti in prossimità del nostro sole, sono riusciti nel giro di poche ore (ho osservato il fenomeno con attenzione dalle 9 del mattino fino alle 13 e poi di seguito con i risultati peggiori che si sono visti nel pomeriggio) a formare comunque una cappa "ondulata" e persistente di colore biancastro che ricopriva tutta la città. Inoltre erano ben visibili le linee di irrorazione parallele tra loro, uguali a quelle che si possono osservare sulle riviste patinate o in Internet nelle pubblicità delle automobili o nei cartoni animati per bambini, anche molto distanti queste ultime dal giro del sole. Intorno alle ore 11.30, mentre due ore prima il cielo appariva ancora completamente azzurro, seppur velato dalle irrorazioni di cui sopra, ora era completamente oscurato ed il sole appariva come dietro ad una nebbia padana, completamente fuori luogo dalle nostre parti. Verso le prime ore del pomeriggio, la popolazione genovese avrebbe potuto benissimo pensare di essere di nuovo interessata da un'interminabile nuova perturbazione, come nelle due lunghe settimane precedenti, quando gli ombrelli continuavano ad essere aperti, a causa di quelle goccioline minuscole, quasi ghiacciate e persistenti e per via della plumbea cappa chimica.
La giornata di oggi è proseguita all'insegna di un freddo intenso, di vortici d'aria molto compressa e di un cielo simil-piovoso, ma ahimé totalmente finto, anche se sempre più grigio. Ormai non si riescono più a vedere orizzonti nitidi, mentre tutto appare fumoso e velato, nonostante il forte vento spesso spazzi le nostre coste. Ho sentito diversi Milanesi proprietari di "seconde case" nel Levante ligure lamentarsi del cambiamento del clima della Liguria quando, loro malgrado, pensano di venderle senza più spostarsi da Milano! Alcuni notano persino di sentirsi molto più fiacchi e sonnolenti in Riviera, più di quanto lo siano a casa loro. Purtroppo è ancora difficile produrre in loro un ovvio collegamento tra il loro stato di salute, il cambiamento del clima e le scie chimiche. Occorre non abbassare la guardia ed anche migliorare l'informazione, attraverso volantini sempre più esaurienti nel dare spiegazioni scrupolose sui fenomeni chimici prodotti nel cielo dai finti "aerei di linea" ed informare sulle conseguenze anche apparentemente contraddittorie che questi generano sul clima, ora producendo siccità, come durante i periodi estivi, ora provocando viceversa calamità dovute a piogge torrenziali, a straripamenti di fiumi ed a venti fortissimi, durante la stagione invernale.Occorre insomma portare alla comprensione dei nostri interlocutori un nesso, una "connessione" di tutti quegli eventi apparentemente discordanti o contraddittori tra loro, nonché semplicemente e apparentemente casuali, mostrandoli come il frutto invece di un'operazione maniacale, studiata a tavolino, nei minimi dettagli e pianificata a medio e a lungo termine da una cricca di nazisti, ancora viva e vegeta, che come durante il Terzo Reich, parla ancora di "Nuovo ordine mondiale". L'unica differenza da allora è la lingua usata: prima era quella tedesca, ora è l'inglese! Ci abituano a pensare che tutto quello di cui ci "informano" e che succede nel mondo sia completamente slegato e casuale, che non ci sia alcun nesso, con l'effetto psicologico di creare da una parte disorientamento e paura, dall'altra il bisogno di protezione, grazie, per fortuna, alle agenzie preposte alla "sicurezza" ed all'incolumità propria e dei rispettivi cari.
Attraverso il processo mentale e psicologico della "delega", abbiamo rinunciato al nostro potere personale e consegnato noi stessi ed i nostri figli ai più biechi torturatori e stupratori di massa di tutti i tempi, senza riconoscerli come tali, ma anzi osannandoli, come se fossero i nostri salvatori!!! Una volta i NAZI avevano la divisa grigia e sulle mostrine nere facevano bella mostra i teschi bianchi; tutto ciò dava loro un'identità certa; da loro potevi anche fuggire, se non ti sentivi a tuo agio o non ne condividevi i metodi!
Oggi i loro epigoni hanno capito la lezione: i luogo delle mostrine nere con i teschi bianchi, del passo dell'oca e degli stivaloni in cuoio nero lucido, preferiscono la pubblicità occulta, i messaggi subliminali, gli o.g.m., le multinazionali, la droga, le medicine, le auto col benzene-verde (colore molto di moda ultimamente...), gli i-pod perennemente accesi e sparati a tutto volume per la goduria dei timpani dei nostri figli adolescenti, i vaccini che "salvaguardano" la nostra salute dalle più terribili pandemie inventate in laboratorio, mettendo in mostra la loro solerzia a proteggerci da violenti terremoti o da tornado stile 2012-fine del mondo; loro, che ci salvano dalla cieca violenza del terrorismo islamico e da certi voli sfuggiti al controllo dei caccia americani su New York, così come dal temibile Saddam Hussein prima o da Bin Laden dopo, il quale riesce a sfuggire nel deserto all'Intelligence statunitense a bordo di una rumorosa motoretta a due tempi alimentata a miscela, come nei migliori episodi di Indiana Jones, interpretato dall'intramontabile Harrison Ford! Può darsi che durante gli anni del college americano il più pestifero dei "Laden" abbia tratto spunto, ancora giovane, dalla mitologia hollywoodiana di Indiana e che qualche simpatico amicone gli abbia poi girato dal vivo la scena!!!
Incredibile, eppure vero: difficile il collegamento per la maggioranza. E' come diceva il grande "Faber": solitamente "la maggioranza sta"...http://www.tankerenemy.com/
La cultura della sopraffazione e dell’inganno
19 gennaio 2010 Lino Bottaro
Nella foto: dei senza tetto negli Stati Uniti controllati con le armi a garanzia dell’ordine.
Un bombardamento oggi, un attentato domani, un colpo di stato dopo domani. Chi può negare l’incessante e tumultuosa attività di soppraffazione che questa, Unione di Stati, gli Usa, sta perpetrando in ogni angolo del globo terracqueo? … Ma a noi che importa?
Troppo ricchi per avere un briciolo di umanità scorazziamo con i nostri suv neri nei centri storici della nostra decadente Italia fracassona, fregandocene altamente di quanto, fuori porta, una civiltà dell’orrore stà preparando ai danni degli altri, dei diversi di quelli di altre nazioni povere e straccione, fatte di gente che non parla la nostra lingua, che quando soffrono non li capiamo, di quelli sporchi, vestiti male, furbastri, di quelli che hanno un altro Dio, forse un Dio minore… No per questa gente nessuna solidarietà, neanche un briciolo di quella soliderietà che riserviamo a qualche nostro mercenario che si fa impallinare da un qualche disperato votato a morte certa.
Disturbati mentalmente da tv e radio “libere”, impegnati in pippe su facebook, crediamo di trovare la verità nei meschini articoli di organi di stampa intrisi di piaggeria confezionati da un piccolo popolo di imbonitori al soldo di un imperatore in mutande: sono i giornalisti italiani dei giornali presunti liberi, quelli che sono andati a scioperare contro un’altro come loro, quel Cavaliere che si è messo in testa che se lui è un nano gli altri sono pulci. Sono “giornalisti” autentici urlatori di bollettini sull’operato dei potenti, servi o complici incivili di altri più potenti, che risiedono fuori dei patrii confini.
La Civiltà insiste e resiste laddove c’è la memoria storica di dove si proviene, di quel che si è stati, di quello che si è, di quello che si vale; quando abbiamo un comune rispetto e senso del vivere civile alla base di azioni e pensieri condivisi.
Ma noi, Taliani, rapiti da tette e culi, visionari fantastici, satolli di tarature mentali e perversioni di ogni tipo, profuse da intriganti e improbabili donne e uomini di tendenza, ”emancipati”, e rovesciateci ridondantemente addosso ad ogni ora del giorno da una televisione hollywoodiana malsana, non abbiamo più coscenza e conoscenza del perché e per come viviamo questa vita di merda senza valori ne sogni, con quattro soldi stretti fra i denti.
Delle nostre origini contadine seppur recenti, resta solo una vergogna malcelata da una moltitudine di dialetti che riusciamo solo vagamente a nascondere e che traspare a riprendere il ruolo che gli è stato conferito dalla sedimentazione di una cultura di tanti popoli. Siamo il frutto di eventi storici millenari ma non siamo riusciti ad unificarci per un tempo superiore a quello di una partita di calcio.
Quando un popolo si ritrova servo a non muovere un dito contro la distruzione di uno Stato indipendente, amico e confinante come la Yugoslavia e che lì, invia armi munizioni aerei e bombe cosa possiamo dire di essere diventati? Siamo complici di criminali. Noi non solo non siamo andati ad aiutarli ma li abbiamo bombardati, smembrati ed esautorati della loro sovranità. Li abbiamo umiliati e vinti. Proprio non abbiamo ricordato quello che fecero a noi gli alleati con i loro bombardamenti per sostituirsi ai tedeschi. E come gli iugoslavi trattiamo tutti gli alti popoli vinti con la frode e l’infamia.
E le bandiere della pace? Vi ricordate le bandiere della pace? Dove sono finite? E’ triste e pericoloso non aver memoria. Cosa pensate che stiano a fare qui gli yankee? Cosa pensate che facciano nel nostro Paese con tutte queste spaventose armi di distruzione di massa, visto che non possono arrivare fino in Iran o in Russia? Sono quì per noi cari amici, per tenere a bada noi con le buone o le cattive. Quando il popolo predone si troverà a corto di fondi e di uomini e avrà il culo per terra, toccherà a noi volenti o nolenti fare la parte sua. Non ci sarà una nazione amica che ci sosterrà. Non ci sarà pietà come non ne abbiamo avuta noi con la Yugoslavia che ha avuto solo il torto di essere un paese non allineato, libero.
Ci siamo mobilitati un pò per l’Afganistan, poi è arrivato l’Irak, poi il Sudan, poi il Kenia, poi la Somalia, poi L’Honduras, poi il Pakistan, poi lo Yemen e domani sarà l’Iran. Continuano in ogni dove nei paesi arabi gli attentati agli sciti filo iraniani. Si devastano le moschee e ci fanno credere che siano i musulmani o estremisti indù ma sono di quella al Qaeda made in CIA. Ce li propongono a noi gonzi, questi fatti, come se fosse logico pensare che so… per fare un esempio, che a far saltare le chiese possano essere dei cristiani…, quando sappiamo bene che è un’altra religione che tanti interpretano in maniera criminale e sotto la quale si nascondono stragi di questo tipo.
Essere schiavi a casa nostra di una civiltà dell’impostura che ci ha tiranneggiato fino ad oggi con la strategia del terrore prima, con la dominazione finanziaria di rapina oggi, è proprio l’umiliazione capitale. Ma noi siamo un paese ricco e grasso. Il nostro Domatore sa, che come le bestie feroci con il ventre gonfio non combatteremo.
PS Se qualcuno ha un’idea diversa che giustifichi il permanere di decine di migliaia di soldati in armi e il conseguente imponente sforzo economico degli occupanti in terra d’Italia me lo spieghi e sarò contento di capire.
Pubblico qui di seguito qualcosina che basterà per farci una opinione definitiva; un articolo di Maurizio Blondet, tratto dal sito EFFEDIEFFE.COM sulla civiltà che ci domina:
La civiltà impostura
Maurizio Blondet
Nessuno, nessun pensatore, analista o grande giornale prende atto dell’evidenza che si impone dopo il fiasco del vertice ambientalista di Copenhagen: l’immensa e ridicola divaricazione fra le ambizioni spropositate dei supposti padroni del mondo, e la loro plateale impotenza.Era in programma «la riduzione all’80% delle emissioni», l’abbassamento di due gradi della temperatura del pianeta – un compito di Dio, di cui l’umanità intera pareva pronta a farsi carico. A questo scopo, s’era progettato un controllo totalitario del mondo di una misura mai vista. Si è atteso miracolisticamente l’arrivo del presidente Obama per imporre a centinaia di Stati la nuova inedita governance mondiale. Ma Obama non è capace di imporsi nemmeno alla lobby americana della finanza speculativa, a cui non può nemmeno consigliare di ridurre i bonus ai grassatori banchieri; la lobby farmaceutica ha annullato la sua ambizione di imporre la sanità universale in USA, «riforma» che s’è trasformata in un regalo immenso alle assicurazioni private. La lobby israeliana l’ha umiliato, costringendolo a rimangiarsi tutti gli impegni a favore dei palestinesi.
Del resto, come si è potuto sperare che sotto il pretesto climatico attuasse il governo del mondo l’estremo rappresentante di una superpotenza allo stato terminale, governata da un capitalismo terminale e da interessi particolari potenti quanto suicidi, e in più de-industrializzata e prigionera nella spirale di un debito mai visto nella storia, che ne fa il super-mendicante mondiale, dipendente dal suo grande nemico futuro, la Cina?
E’ di questa irrealistica speranza – diramata e appoggiata all’unisono dai media occidentali – che si deve rendere ragione: com’è stato possibile sottovalutare a tal punto l’evidenza dell’impotente Obama? Vuol dire che il mondo virtuale della propaganda è diventato un universo chiuso e totale, tanto da imporre la sua «narrativa» (insieme allarmistica e trionfalistica: «yes we can essere come dei, cambiare il clima») persino a se stesso?
Stiamo navigando a bordo di una nave che ci siamo fabbricati a forza di menzogne ufficiali, senza più alcun contatto con la terraferma del mondo reale, quello delle forze e degli interessi veri, contrastanti e plurali, inconciliabili.
Di questo bisogna prendere coscienza, e non lo facciamo. Soltanto il sito Dedefensa ha il coraggio di nominare la questione, nelle sue dimensioni apocalittiche: bisogna superare la domanda se la civiltà occidentale trionfa oppure se è in declino – dicono gli autori – per affrontare una ipotesi inaudita: «che non viviamo in una civiltà caratterizzata nella sua stessa sostanza dall’impostura».
«Civilisation-imposture»: è il titolo che prendiamo a Dedefensa e facciamo nostro, perchè non si può descrivere meglio la rottura epocale in cui viviamo tutti.
Citiamo alcune frasi essenziali: «La nostra ipotesi è che la nostra civiltà usurpa il termine di civiltà e, peggio ancora, che non dovrebbe più essere qui, nel suo posto di civiltà trionfante».
Nel nostro sito ci siamo più volte stupiti e scandalizzati del fatto che la pluralità e la libertà d’informazione occidentale, mai vista prima nella storia, dia come risultato una coltre di menzogna mediatica spessa e totale, senza spiragli, dove tutti i tabù dettati dall’alto sono rispettati «spontaneamente», e intimati con un’efficacia così minacciosa, superiore a quella dell’ex universo sovietico; e senza bisogno dei Gulag.
Anche Dedefensa si stupisce del «conformismo a cui s’è abituata la popolazione umana. La forza della complicità instauratasi tra il cittadino e la menzogna virtualista, che gli viene presentata come spiegazione del suo tempo, toglie il fiato».
Ma il sito belga aggiunge una diagnosi di questo fenomeno senza precedenti: la menzogna è inerente per sè alla nostra «civiltà» (le virgolette sono d’obbligo) caratterizzata da «una potenza tecnologica» così immane, «da dissimulare la sua decadenza e perversione».
Ubriacata dalla immani tecnologie a sua disposizione, la «civiltà occidentale mira niente di meno che all’incorporazione di tutta l’umanità in un’unica società, e al controllo di tutto quel che su terra, mare ed aria l’umanità può sfruttare grazie alla tecnica occidentale moderna» (la frase, profetica, fu scritta da Arnold Toynbee nel 1945), ma ciò che espande e diffonde a tutta l’umanità è nient’altro che il suo vuoto spirituale, la sua tragica capacità di «abbassare gli spiriti (di svuotarli di senso) via via che sono conquistati dall’ebbrezza della sua potenza meccanica» (1).
Un impero del Nulla, che riempie l’uomo di mezzi e lo affama dell’essenziale: il motivo per vivere; che impone l’assoluta anomalia storica di una civiltà senza religione alcuna.
Applichiamo questa diagnosi alla situazione italiana: dovunque siamo circondati da neo-primitivi superdotati di cellulari, Gps, schermi piatti, connessioni, meccanismi iper-sofisticati di cui godono senza avere non dico qualche nozione tecnica sul loro funzionamento (per loro sono «scatole nere»), ma nessuna curiosità di apprenderne qualcosa. Gli occidentali sono selvaggi con l’osso nel naso, tatuaggi e orecchini, che possono andare in vacanza alle Maldive grazie a sistemi di trasporto aereo estremamente complessi, di cui non si preoccupano di sapere nulla. Non è un caso se nella politica italiana trionfino esponenti neo-primitivi, leghisti da «caccia all’immigrato» o dipietristi da «manette a tutti», e abbiano successo figure connotate da faciloneria (Berlusconi: come abbiamo spesso detto, è una conseguenza, non una causa dei nostri vizi), ed anti-berlusconismi neanderthaliani di brevissimo respiro: quando Berlusconi non sarà più sulla scena, si rendono quelli che lo odiano che si sgretolerà la malcotta coalizione coagulata dall’anti-Salame? Che la fine del suddetto mostrerà tutta l’impotenza a tenersi insieme di chi è senza il Nemico, e che ogni componente tornerà a dilaniarsi all’interno, come ha sempre fatto l’alleanza delle «sinistre» col «centro istituzionale e moderato»?
Quanto all’altra parte, il «centro-destra» sta già sgretolandosi nelle sue componenti primitiviste o fasulle, condannandosi a una pari impotenza e polverizzazione. Ogni discorso politico un po’ ragionevole – D’Alema che propone una tregua per riformare qualcosa – deve fare i conti con le strida e i cachinni di torme di trolls della politica, di ossessi con un’unica idea fissa, insomma di una società in rivolta molecolare da cui è scomparsa ogni capacità di disciplina e di coesione, di finezza intellettuale,che non ha il minimo rispetto per la competenza e nella sua ignoranza impone e privilegia il semplicismo; che ignora i fondamenti del diritto, delle istituzioni, della democrazia, e li sta demolendo giorno per giorno; senza nemmeno accorgersi che intanto il potere sovrano è passato a commissioni europee non votate e non elette, di cui ignoriamo le mene e le trame perchè i nostri «liberi» media non ce ne informano, perchè l’Europa è «noiosa».
Ma questa canèa italiana non è altro che la risultanza locale del grande fenomeno epocale che Dedefensa cerca di analizzare: la civiltà-impostura a livello planetario.
A questa civiltà è inerente e necessaria la menzogna, proprio perchè gli ignoranti sono «l’elettorato» che richiede di essere ingannato, che non solo non riconosce le menzogne ufficiali, ma le pretende.
Ebbene: anche la menzogna totale è arrivata al suo punto di rottura epocale, dice Dedefensa, «dopo l’11 settembre 2001». Da allora «gli avvenimenti messi in scena dal virtualismo (la «realtà virtuale» americanista in cui vogliamo credere per non doverci guardare allo specchio) sono di una tale potenza che la stessa architettura dell’informazione e della comunicazione non basta più, e si assiste oggi insieme all’affermazione totale della necessità del virtualismo, e all’evidenza dei suoi limiti».
Un esempio? «La perpetua ‘guerra al terrorismo’ di Washington, artificio per preservare la sua potenza, si scontra con l’impossibilità di imporre questa visione virtualista al resto del mondo; sicchè il resto del mondo si allontana di fatto dalle tesi americane e dalla loro rappresentazione».
Il Credit Suisse viene multato da Washington perchè ha disobbedito all’embargo decretato dagli americani di commerciare con l’Iran; ma la Cina consolida le sue relazioni commerciali e industriali con l’Iran, e Washington non può farci niente, perchè dipende dalla buona volontà di Pechino, suo massimo creditore e fornitore, per spacciare i suoi titoli di debito. Arroganza mondialista totalitaria e impotenza reale, ogni giorno più chiara: la cui evidenza viene coperta dalla menzogna mediatica, in piena e cosciente complicità.
Altro che Terzo Reich. Qui viviamo sotto un Quinto Reich sfiatato, che però riesce a imporre la sua menzogna e il suo potere perchè noi – gli altri occidentali – la accettiamo e la invochiamo.
Il Quinto Reich agli sgoccioli, come ogni Reich, ha bisogno di inventarsi un nemico per giustificare la propria mobilitazione. E l’ha tentato dopo l’11 settembre, con i risultati che vediamo in Afghanistan, in Iraq e in Pakistan. In ogni caso, il nemico terminale dell’impero terminale è stato identificato nell’Islam (Calderoli, Maroni, Bossi e gli altri neo-primitivi «di destra» applaudono: «niente moschee», «sono diversi da noi, il loro cibo ha un odore che non mi piace»: il livello zero del razzismo è quello olfattivo).
Ma il fatto più tragico lo nota Dedefensa. Non è solo che «il sistema non ha più un nemico disponibile che gli consenta di fare una vera guerra mobilitatrice» di tutte le sue energie – come avvenne quando si indicò il Male Assoluto nei regimi fascisti in Europa e in Giappone. Adesso, il sistema «è così decrepito che non sarebbe più in grado di produrre efficacemente i volumi di armamenti per una vera guerra», come quella che oppose gli USA e i suoi alleati contro il Terzo Reich tedesco e il Giappone.
Già. Proviamo a ricordare che cosa fu quella ultima, «vera guerra». I milioni di cittadini mobilitati da una parte e dall’altra per il fuoco e la morte, le battaglie navali oceaniche con decine di migliaia di morti americani per un pezzo di spiaggia in Normandia e di un’isoletta del Pacifico. E dall’altra parte, l’accanita sovrumana capacità di battersi e resistere a guerra perduta, le divisioni tedesche annichilite in Russia, gli italiani e i tedeschi ad El Alamein, i kamikaze giapponesi. Proviamo a ricordare – soprattutto – la mobilitazione di tutte le capacità industriali e scientifiche (il fiore più raro della civiltà occidentale) che vi s’impiegarono; la somma di genialità e di idee originali, fiore dell’intelletto occidentale, che impegnarono chimici, fisici, organizzatori industriali, per cui le nazioni entrarono in guerra con aerei e mezzi da prima guerra mondiale e finirono con caccia a reazione, bombe atomiche, missili, radar, migliaia di carri armati sempre più veloci e potenti che s’avventavano gli uni contro gli altri. Il Giappone, storicamente povero, varò allora centinaia di portaerei, oggi non ne ha nessuna.
Facciamo il confronto con la «guerra» d’oggi. «Il bilancio della difesa USA tocca quasi i mille miliardi di dollari (quanto la somma degli armamenti dei cinque Paesi più potenti che lo seguono, superiore ai mezzi usati per la seconda guerra mondiale) eppure fa fatica a racimolare 30 mila uomini in più per l’Afghanistan; e ci metterà più di un anno a dispiegarli».
Un anno e più: fate il confronto con il fulmineo dispiegamento dell’Afrika Korps e di tutti i suoi mezzi corazzati, con la rapidissima distesa di reti ferroviarie per rifornire le armate tedesche in Russia, mentre d’altro canto l’industria USA era in grado fornire interamente l’armamento al regime di Stalin, oltrechè il suo proprio armamento e quello degli inglesi.
Rileggetevi le note di Speer: «La produzione di pezzi per i mezzi corazzati venne quintuplicata dal 1940 al 1944, e la loro capacità combattiva quasi ottuplicata, ottenendo nello stesso tempo, grazie a geniali razionalizzazioni, un risparmio della manodopera addetta ai mezzi corazzati del 79% e del 93% nell’impiego di acciaio. Nel 1941 la Germania produsse 1.918 locomotive; nel 1942, ne produsse 2.637; nel 1943, sotto i bombardamenti incessanti dei suoi impianti industriali, ne produsse 5.243». E l’aviazione? I primi caccia entrati in guerra avevano motori a scoppio e non superavano i 380 chillometri-ora; poi furono le turbine, e ultimi i motori a reazione, a mille all’ora. E le V1, e le V2.
Qualunque giudizio noi faciloni (moralisti per primitivismo) diamo di quei regimi opposti, una cosa è chiara: erano capaci di mobilitare risorse spirituali che oggi non possiamo nemmeno immaginarci; risorse dei corpi e della mente, il massimo dell’acutezza intellettuale. Quella generazione combattè «sapendo perchè», era uno scontro tra due diverse visioni della civiltà.
"Shock Economy Horror Show" - Come sono buoni i bianchi
Parlando del terremoto di Haiti, un amico mi ha confessato oggi, con molto imbarazzo ma altrettanta ammirevole sincerità, il fatto che non riusciva a provare alcun dolore a riguardo. Tanti morti, un numero enorme, una tragedia inenarrabile ma, orrore, solo una sensazione di estraneità, di lontananza, di "non me ne frega niente". Un'insensibilità rettiliana dal tracciato emotivo piatto ai limiti della sociopatia, ovvero dell'incapacità di provare sentimenti di solidarietà ed empatia per gli altri.
Se proprio doveva ammettere di provare qualcosa era solo la rabbia ed il fastidio per la commozione a comando indotta dai media verso esseri umani che, fino a qualche giorno prima, crepavano lo stesso ma nell'indifferenza del mondo.
"Ma ti pare possibile che, solo perchè ne sono morti a migliaia tutti assieme, dobbiamo improvvisamente accorgerci della loro esistenza?"
E' ciò che si è chiesto anche Massimo Fini nel suo articolo per il Fatto. Siamo quotidianamente addestrati all'indifferenza verso l'uomo che sta male o addirittura muore per strada, per l'extracomunitario sfruttato dal caporale e vittima del nostro razzismo, per l'operaio che perde il lavoro e dà di matto, ma se avviene la catastrofe a migliaia di chilometri di distanza con i mucchi di cadaveri sbattuti in televisione, dobbiamo sentirci improvvisamente tutti fratelli.
E' incredibile come riesca a manipolare le menti la suggestione delle immagini e delle parole. Oggi ho sentito persone normalmente intolleranti verso gli extracomunitari e razziste verso i neri, sciogliersi di fronte all'orfanello di Haiti e fare addirittura propositi di adozione.
Mi sentirei quasi di considerare più patologico questo atteggiamento rispetto all'insensibilità provata dal mio amico.
Infatti non si capisce come ci si debba smuovere solo di fronte ai grandi numeri, diciamo dai 10.000 morti in su e non per il singolo fratello sfortunato.
In parte, a causa degli spaventosi genocidi del secolo scorso, si è formata ormai una specie di "estetica" dell'olocausto su larga scala. Si combattono addirittura battaglie ideologiche per stabilire se il mio genocidio lavi più bianco del tuo e se le mie migliaia di morti valgano meno dei tuoi milioni.
Da un punto di vista psicodinamico, ragionare di milioni di morti finisce invece paradossalmente per diluire il senso di angoscia che ci provoca normalmente il lutto singolo, quello che abbiamo provato tutti in occasione della perdita di una persona cara. Il milione di morti, siccome è difficilmente immaginabile e rappresenta un'idea quasi intollerabile, diventa un'astrazione, un concetto che si allontana dalla nostra sfera emotiva, innescando il meccanismo di difesa dal dolore che ci porta all'insensibilità.
In una società che non vuole veramente eliminare la miseria ma solo utilizzarla a scopi spettacolari, per far risaltare "quanto sono buoni i bianchi" e ridisegnare certi assetti geopolitici con gli strumenti della shock economy, è più facile manipolare le coscienze e spingerle ad agire per alleviare le sofferenze di migliaia di persone piuttosto che di un singolo individuo.
Se noi siamo milioni e mandiamo milioni di SMS da un euro avremo aiutato migliaia di persone ma non vi sarà stato alcun contatto, alcun impegno realmente emotivo tra noi e loro.
In fondo non ce ne frega nemmeno di sapere se i soldi che versiamo andranno veramente a buon fine o non finiranno piuttosto nelle tasche dei gatti e delle volpi che sappiamo esistere nel campo della cooperazione e della solidarietà. L'importante è l'atto simbolico. Con un euro ho aiutato le vittime dello Tsunami, o del terremoto di Haiti - il che è assurdo, con un euro non si fa nulla, ma me ne lavo le mani del problema a monte: la povertà endemica di quelle terre.
La sconfinata ipocrisia del Sistema stabilisce che finchè si muore in modica quantità e per una malattia incurabile come la miseria, malattia che dipende quasi totalmente dall'egoismo e dalla cupidigia umane, si è in numero insufficiente per scatenare gli appelli delle star dello sport, dei chitarrosi (come li chiamava Sergio Saviane) e in genere dei ricchi che ogni tanto sentono il bisogno di svuotare gli armadi degli stracci vecchi per sentirsi le buone Dame di San Vincenzo che fanno del bene ai miserabili.
I poveri sono come la serva di Totò, servono, ma solo per far risaltare la straordinaria generosità del calciatore, dell'uomo di spettacolo, del politico in auge o di quello bollito o addirittura riesumato per l'occasione che magari se la cavano solo con l'atto di presenza, l' appello filmato, il fiocchetto sul bavero e non tirano fuori neanche l'euro che noi, nel nostro piccolo, regaliamo con il messaggino.
http://ilblogdilameduck.bl
La Vita oltre la Vita - Esperienze fuori dal corpo - Esperienze di premorte, Anima, Coscienza.
http://www.youtube.com/user/Sorayaluna72
Il fenomeno denominato Near-Death Experiences (NDE) solitamente si verifica nei soggetti che dopo aver avuto un trauma fisico che avrebbe dovuto portarli alla morte (a causa di arresto cardiaco spontaneo, di un grave incidente, o durante un intervento chirurgico) sono sopravvissuti. Moltissime di queste persone, in tali occasioni sono state dichiarate clinicamente morte, perchè oltre ad avere il battito cardiaco totalmente assente, non presentavano più alcuna attività cerebrale (EEG). Ciononostante, inspiegabilmente, dopo svariati minuti (a volte anche ore, vedi caso Rodonaia in La pagina degli amputati), una volta tornati alla vita, riferiscono ai medici, agli infermieri, ai parenti e agli amici dei ricordi straordinari: mentre erano clinicamente morti, avevano continuato ad avere la percezione visiva e sonora di quello che stava accadendo attorno a loro ed anche in luoghi molto distanti da quello in cui era stato collocato il corpo. Più precisamente, una volta risvegliati, hanno descritto dettagliatamente quello che avevano fatto e detto i primi soccorritori e poi gli infermieri ed i medici, mentre tentavano di rianimarli, ed anche ciò che amici e parenti compivano, dicevano o pensavano, mentre si trovavano allinterno delle rispettive abitazioni o al lavoro. Finché la persona resta nel suo corpo può vivere unintensa sofferenza, ma quando lo abbandona sopravviene un grande senso di pace e di assenza del dolore. Questa esperienza solitamente subentra dopo che è stata sperimentata quella dellabbandono del corpo (fisico).
La persona si trova di fronte ad un tunnel, oppure davanti ad un portale e si sente spinta verso le tenebre. Dopo avere attraversato questo spazio buio, entra in una luce splendente. Alcune persone invece di entrare nel tunnel dicono dessere salite lungo una scalinata. Altri hanno affermato davere visto delle bellissime porte dorate, che indicano il passaggio in un altro regno. Alcuni soggetti hanno dichiarato che, nellentrare nel tunnel, hanno sentito un sibilo o una specie di vibrazione elettrica oppure un ronzio. Lesperienza del tunnel non è una particolare scoperta degli attuali ricercatori, infatti già nel quindicesimo secolo, Hieronymus Bosch nel dipinto che ha per titolo Visioni dellaldilà:
Il paradiso terrestre - LAscesa allEmpireo, descrive quello che solitamente racconta chi ha vissuto una NDE.
HAITI: artificial earthquake? terremoto artificiale?
http://www.youtube.com/user/tankerenemy
Osservate la risonanza H.A.A.R.P. (evidenziata in fuchsia) nei giorni precedenti, durante il sisma (12 gennaio 2010) e dopo il terremoto (artificiale) nello stato di Haiti. Abbiamo unito i sei grafici significativi (dal 9 al 14 gennaio 2010), così da rendere meglio l'idea di che cos'è H.A.A.R.P. e quanto sia reale il suo potere distruttivo. Consigliamo di salvare questo filmato, così da mostrarlo, di volta in volta, allo scettico di turno.
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