mercoledì 24 febbraio 2010
"PAGARE L'AFFITTO" PER VIVERE SU QUESTO PIANETA
http://www.youtube.com/user/McLenny3
COME ESSERE UN ATTIVISTA IN CINQUE MODI
DI MICKEY Z
Planet Green
Foto: All power to the people. ©iStockphoto.com/Thinkstock
Dalle scelte personali all'azione radicale, dobbiamo tutti fare la nostra parte
In un paese sotto assedio, l'attivismo non è una scelta. E' una tattica di sopravvivenza. Qui negli Stati Uniti, comunque, la maggior parte di noi ha abbastanza comoditá da non ribellarsi. Come disse una volta E.B. White:
"Se il mondo fosse meramente seduttivo, sarebbe facile. Se fosse meramente stimolante, non sarebbe un problema. Ma mi alzo nell'indecisione del mattino tra il desiderio di migliorare il mondo e il desiderio di godermi il mondo. Questo rende difficile programmare la giornata".
Fortunatamente, Alice Walker è nei paraggi per aiutarci a "programmare la giornata":
"L'attivismo è il mio affitto per vivere su questo pianeta"
Ad un qualche livello, sappiamo tutti che non ci sono buoni pasto. Se vogliamo pace, giustizia e solidarietà, dobbiamo lavorare per ottenerle. Se vogliamo aria pulita, acqua pulita, e cibo sicuro, non accadrà senza un qualche sobillatore serio e resistente.
Video: Proteste contro l'industria del carbone
Dunque, come decidiamo quando e come farci avanti per noi stessi e il nostro pianeta? Quando si è circondati da guerra, oppressione, degrado ambientale, e quantaltro, come possiamo sapere almeno da dove iniziare? Derrick Jensen ha offerto una delle piú utili risposte che io abbia sentito: "Una delle buone cose che viene dal fatto che tutto sia così incasinato - che la cultura sia così ubiquitariamente distruttiva - è che non importa dove posi gli occhi - non importa quali siano i tuoi talenti, non importa dove porti il tuo cuore - c'è del lavoro disperatamente importante da fare"
5 MODI PER PAGARE IL NOSTRO AFFITTO IN TEMPO
1. Essere voce di chi non ha voce
Come proclamò Il Lorax, "Parlo per gli alberi". In un pianeta dominato dalla cultura del profitto, alberi, animali, bambini etc. hanno tipicamente meno importanza di quanta ne abbiano le cifre del prossimo semestre fiscale. Lo stesso si potrebbe dire per molti (se non la maggior parte) degli adulti che risiedono in quello che chiamiamo Terzo Mondo. Qui è dove gli attivisti riempiono il vuoto. Per esempio:
* Difesa delle foreste
* Liberazione Animale
* Battaglie contro le "sweathshop"
* Solidarietá internazionalista
Laddove l'80 % delle foreste è scomparso, gli animali sono torturati nei laboratori, il lavoro minorile è la norma, e il Terzo Mondo viene visto come un magazzino di lavoro e risorse a basso costo, il concetto di giustizia non esiste.
2. Fare le dure scelte personali
Due esempi: la maggior parte degli Americani consuma prodotti di origine animale sebbene una dieta a base vegetale sia migliore per il pianeta. La maggior parte degli Americani ricorre ad automobili, ma l'ecosistema implora più biciclette.
Scelte verdi: lampade CFL, carta riciclata, docce più brevi - sono tutte ok. Ma ricordate, anche se ogni persona negli Stati Uniti facesse tutto quello che suggeriva An Inconvenient Truth, le emissioni di carbonio diminuirebbero solo del 22 % contro il 75 % che il consenso scientifico crede sarebbe necessario.
Una scelta piú dura: come ci guadagniamo il denaro. Una società capitalista richiede che i suoi cittadini guadagnino, guadagnino, guadagnino e spendano, spendano, spendano. E se decidessimo di permettere ai nostri talenti e abilità di servire solo per il progresso di questa macchina senz'anima? In una nazione oscenamente privilegiata come gli Stati Uniti, questa potrebbe essere la più dura tra le scelte. Per spiegare il mio discorso, ecco uno scambio tra David Barsamian e Noam Chomsky:
Barsamian: I premi per cooperare con il sistema in questa societá e questa cultura sono molto chiari. I premi finanziari sono ovvi. E l'altra faccia della medaglia? Le punizioni?
Chomsky: Le società differiscono. Può succedere [negli Stati Uniti], ma non siamo al livello di uno stato che terrorizza davvero i suoi cittadini. Se vieni dalle classi più privilegiate, se sei una persona bianca della classe media, allora le possibilità che tu venga sottoposto ad un effettivo terrorismo di stato sono basse. Potrebbe accadere, ma è improbabile. Quello che accadrà è che sarai marginalizzato, escluso. Anziché diventare parte dell'elite privilegiata, guiderai un taxi. Non è tortura, ma ben pochi sceglierebbe questa opzione, se avessero una possibilità di scelta. E di quelli che la sceglieranno non sentirai più parlare. Quindi non fanno parte del sistema di indottrinamento. Non ce la fanno. Potrebbe andare peggio, ma è sufficiente per indottrinare le persone.
Ma cosa succede quando i ranghi dei "marginalizzati" diventano una maggioranza?
3. Tirarsene fuori
Quando affrontiamo una cultura "ubiquitariamente distruttiva", alcuni se ne tirano fuori. Questo può significare la semplicità volontaria: non partecipare nel ciclo infinito di consumare e disfarsene, la routine dei beni di consumo. L'allettante fascino dei beni materiali è reso all'impotenza se gli umani si definiscono come cittadini e compagni invece di consumatori.
Portare le cose al livello superiore potrebbe significare scegliere di vivere "fuori dal recinto".
Circa 200.000 persone lo stanno già facendo, quindi se hai bisogno di una vera rottura dalle pinze della societá, puoi iniziare con la Regola Numero 1 per vivere fuori dal recinto: l'elettricità che produci deve essere maggiore dell'elettricità che consumi. Informatevi su una vita fuori dal recinto.
4. Usare i metodi tradizionali, quando ce n'è bisogno
Proteste, marce, petizioni, scioperi, veglie con le candele, e cosí via... possono tutti giocare un ruolo nel far crescere la consapevolezza, creare solidarietà e mettere in contatto compagni. Ma tutte le prove dimostrano che tali sforzi non devono mai essere fraintesi per un "movimento". Sono mezzi per un fine molto, molto più grande.
5. Darsi all'azione diretta
Ci sono cartelli pubblicitari da liberare, seed bomb da detonare, assassini di balene da fermare, chiavi inglesi da utilizzare, ed altre forme di azione diretta che aspettano di essere create... perché è questa la più sconveniente delle verità: è ora di abbracciare una piú scura tonalitá di verde.
Pagare il proprio affitto è un lavoro a tempo pieno
Fare il verde significa fare sempre la cosa giusta. Ogni singola volta. Questo è molto più di quello che la maggior parte di noi è stata disposta a fare finora, ma abbiamo bisogno del tipo di impegno dimostrato da Bob Marley nel 1973. Ci fu un tentativo di omicidio motivato politicamente contro di lui e due giorni dopo era sul palco di un gigantesco concerto all'aperto. Gli fu chiesto come potesse essere sul palco appena due giorni dopo essere quasi stato ucciso. La sua risposta:
"La gente cattiva che vuole peggiorare il mondo non si prende mai un giorno di riposo, quindi perché dovrei farlo io?
Mickey Z
Fonte: http://planetgreen.discovery.com/
Link: http://planetgreen.discovery.com/work-connect/activist-pay-rent-planet.html
14.02.2009
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO MARTINI
www.comedonchisciotte.org
Turchia , quando l'archeologia riscrive la storia

Martedì 23 Febbraio 2010 22:46 Daniele Bagnoli
Ogni tanto accade. Accade che una scoperta archeologica possa mettere in crisi la linea temporale dell'evoluzione della civiltà nella storia antica. Sta accadendo ora, in Turchia, su alcune colline chiamate Göbekli Tepe vicino alla pianura di Harran, nei pressi del confine siriano.
Göbekli Tepe è un sito particolare, come particolare è la dedizione che l'archeologo tedesco Klaus Schmidt ha posto nel suo lavoro negli ultimi dodici anni.
L'antica civiltà che ha costruito le rovine di Göbekli Tepe è stata definita "la Roma dell' era Glaciale", un complesso urbano popolato da cacciatori-raccoglitori dotati di una raffinata cultura religiosa, architettonica e sociale.
Il sito fu inizialmente esaminato dall' Università di Chicago e dall' Università di Istanbul negli anni '60. Dopo la visita del sito, che fu soltanto un "mordi e fuggi" su quello che agli antropologi sembro un cimitero abbandonato risalente al Medioevo, nel 1994 arrivò Schmidt, convinto che in quel luogo ci fosse più che un vecchio cimitero.
"Solo l'uomo può aver creato una collina come questa" sostenne Schmidt "E' chiaro che questo è un sito enorme risalente all'Età della Pietra".
Si possono trovare terrazze, cerchi di pietra, pilastri alti sei metri a forma di "T" e monoliti. E come se non bastasse, i rilevamenti radar hanno mostrato come sotto il terreno si celino almeno altre 15 rovine monumentali.
Fino ad ora sono stati portati alla luce alcuni dei 50 pilastri del complesso, uno dei quali, secondo le datazioni, rappresenterebbe l'opera d'arte monumentale più antica del mondo.
Su uno dei pilastri è possibile ammirare dei simboli astratti, anche se in realtà l'intero sito è ricoperto da bassorilievi e scultura di animali e piante. Cinghiali selvatici, manzi, leoni, volpi, leopardi, si può trovare di tutto a Göbekli Tepe. Ci sono anche raffigurazioni di esseri umani, scultura semi-umanoidi prive di volti.
La tesi di Schmidt è quella che la cooperazione tra cacciatori e la formazione di questo centro di culto siano nate per esigenze religiose. Il tempio ha costituito il fulcro della città, attorno ad esso è stato costruito tutto il resto. Non si tratta del "tradizionale" insediamento urbano di poche case, qui si parla di una città fatta e finita, con tempi, laboratori specializzati, case.
Questa scoperta sta pian piano rivoluzionando il mondo dell'archeologia. Come afferma Ian Hodder, del programma archeologico della Stanford University "Molte persone pensano che questo possa cambiare tutto. Cambio completamente le carte in tavola. Tutte le nostre teorie erano sbagliate".
Le teorie sulla "rivoluzione del Neolitico" hanno sempre sostenuto che tra 10 e 12 mila anni fa agricoltori ed allevatori hanno iniziato a creare villaggi, città, lavori specializzati, scrittura, e tutto ciò che sappiamo delle antiche civiltà.
Ma uno dei punti salienti delle vecchie teorie è che sia nata prima la città, o dopo i luoghi di culto.
Ora invece sembra che la religione si apparsa prima della vita civilizzata ed organizzata in centri urbani, anzi, che sia quasi stata il motore primario per la creazione di città.
Il sito di Göbekli Tepe sembra anche dimostrare che in quella regione sia nata l'agricoltura, oltre che l'architettura domestica.
La mappatura genetica del grano sembra dimostrare che in questa zona siano stati, per la prima volta nella storia, coltivati cereali. Anche i primi maiali selvatici d'allevamento sembra si siano originati qui intorno a 10.000 anni fa.
Su sito sono state scoperte oltre 100.000 ossa animali, macellati e cucinati sul posto. Tra gli animali sono state ritrovate gazzelle (circa il 60% del totale delle ossa finora esaminate), pecore, cinghiali e cervi rossi, assieme a dozzine di ossa di uccelli. Tutti questi animali erano selvatici, il che dimostrerebbe la natura di cacciatori della popolazione dell'area.
Il problema della diffusione di questa scoperta è alquanto bizzarro: non sta nell'assenza di prove che possano dimostrare inequivocabilmente la sua età, come si potrebbe pensare.
Il problema sta nella presenza di troppe prove.
"Il problema con questa scoperta" sostiene Schwartz della John Hopking University "è che è unica".
Non sono infatti stati ritrovati altri siti monumentali risalenti all'epoca di Göbekli Tepe, in nessuna parte del mondo. Si è sempre creduto infatti che in quel periodo l'uomo vivesse all'interno di caverne, dipingendole con scene di caccia, o costruendo al limite qualche rifugio in pietra grezza. Addirittura anche dopo il periodo in cui Göbekli Tepe era al suo massimo splendore, per i circa 1500 anni successivi, sembra ci siano pochissime evidenze di edifici anche solo paragonabili a quelli ritrovati nel sito turco.
Le mura di Gerico, finora considerate la costruzione monumentale più antica della storia dell' uomo, sono probabilmente nate più di un millennio dopo Göbekli Tepe.
Questa è una scoperta che potrebbe mettere in discussione la linea temporale sull'evoluzione della civiltà umana. Fino ad ora è stato portato alla luce solo il 5% del sito, ed i lavori procedono senza sosta, tant'è che sul posto sono presenti ben 3 differenti team di archeologi.
Gli scavi a Göbekli Tepe procedono lentamente, dato il clima della regione: le temperature estive sono proibitive, durante l'inverno invece le piogge non consentono gli scavi, ed il periodo utile per l'attività archeologica è rappresentato da due mesi durante la primavera e due in autunno.
Senza gli Usa

I 32 paesi dell'America latina riuniti nel summit di Cancun, Messico, hanno alzato la testa. Per la prima volta dopo secoli di soggezione, hanno deciso di creare un organismo sovranazionale escludendo Stati Uniti e Canada.
I 32 paesi dell'America latina riuniti nel summit di Cancun, Messico, hanno alzato la testa. Per la prima volta dopo secoli di soggezione, hanno deciso di creare un organismo sovranazionale americano, escludendo a tutti gli effetti l'America del Nord, Stati Uniti e Canada. Si tratterà di un blocco alternativa all'ormai logora Osa, Organizzazione stati americani, da 50 anni il principale forum per le questioni regionali, capeggiato e soggiogato in tutto a Washington.
Il summit di due giorni nella cittadina balneare affacciata sull'Atlantico aveva vari temi in agenda, come il dramma haitiano e l'aggressione britannica alle Malvinas/Falkland da dove da alcuni giorni la Corona inglese sta tentando di estrapolare petrolio, ma quello di una nuova unione latinoamericana che escludesse la Casa Bianca e i canadesi era il leit motiv. E mentre presidenti vicini alla politica Usa si affrettano a precisare che il nuovo organismo "non tenta di rimpiazzare l'Osa, la quale resta un'organizzazione permanente con le sue specifiche funzioni", come spiega il neo presidente cileno Sebastian Pinera, altri leader, certamente agli antipodi della Casa Bianca come il cubano Raul Castro, hanno subito definito la nuova Unione quale storico passo verso "la costituzione di un'organizzazione regionale puramente latinoamericana e caraibica". E visto che dal 1962 l'isola dei Castro è stata sospesa dall'Osa per essere la spina socialista nel fianco del capitalismo a stelle e striscie, il suo plauso è comprensibile. Stesse note per Hugo Chavez, il capo di stato venezuelano, che inneggia all'inizio della fine della colonizzazione statunitense della regione.
E sulla stessa riga è l'Ecuador di Rafael Correa, che ribadisce come la necessità di un'unione regionale nuova sia partita proprio da Quito, nel marzo del 2008, subito dopo aver subito il bombardamento illegale da parte della forza aerea colombiana in cerca di guerriglieri delle Farc in territorio ecuadoriano. Il presidente Correa da allora non ha mai smesso di sottolineare a gran voce come fosse necessario un organismo che potesse risolvere i conflitti latinoamericani attraverso la negoziazione politica e diplomatica.
Entusiasmo è arrivato anche dal colosso Brasile, che anzi si è espresso a favore di una comunione di mercati, che rafforzino l'economia latinoamericana.
Da parte sua, gli Stati Uniti non sembrano per ora battere ciglio. Una delle voci del Dipartimento di Stato, Arturo Valenzuela, ha precisato che non vede come un problema questa nuova entità, che "mai andrà a sostituire l'Osa". Proposito che i paesi ostici agli Usa quali anche la Bolivia e il Paraguay mettono per adesso da parte, preferendo intanto consolidare questo storico passo in avanti verso l'integrazione regionale. Il nuovo organismo, infatti, intanto andrà sicuramente a rimpiazzare il Gruppo di Rio e la Comunità del Caribe, nei termini e nei modi che ancora devono essere definiti. L'unico elemento concreto per adesso è la prima riunione dell'ente, che Evo Morales, presidente boliviano, ha proposto per il luglio 2011, a Caracas dove già si sarebbe tenuta la riunione del Gruppo di Rio.
L'unione dei paesi in intenti e propositi è quanto è uscito dal summit di Cancun, dunque, che si è anche pronunciato in favore dell'Argentina e contro la Gran Bretagna nella questione Malvinas-Falkland, per usare entrambi i nomi, che in sé racchiudono un passato di diatribe ancora lontane dall'essere sanate. Buenos Aires è furiosa per l'inizio delle trivellazioni volute da Londra, in un territorio che dista dalla costa argentina soltanto 450 chilometri. Si tratta di una provocazione che riporta alla memoria la guerra per queste isole scoppiata nel 1982, quando gli argentini decisero di invaderle e scacciare la corona da un territorio che considera naturalmente e storicamente suo. E in questo ha il sostegno della regione, che si è espressa all'unanimità per rifiutare le esplorazioni petrolifere britanniche.
Nell'agenda anche l'Honduras di Porfirio Lobo, il presidente uscito da elezioni non valide perché nate in un paese piegato da un golpe militare, e che alcuni paesi vicini agli Usa, che hanno orchestrato il reintegro del paese alla normalità nonostante tutto e legittimando il colpo di stato e i suoi fautori, vorrebbero riconoscere.
Infine, è stato deciso un piano a lungo termine di aiuti per la devastata Haiti.
Durante il summit, nonostante i buoni propositi, non sono certo mancati gli scontri fra capi di stato tanto differenti e lontani nella visione e negli intenti. Come Hugo Chavez e il colombiano Alvaro Uribe. Le due delegazioni non hanno mancato occasione per attaccarsi a vicenda su questioni di confine e su dissapori vecchi di anni e lungi dall'essere risolti. Bogotà ha accusato Caracas di aver imposto un embargo ad alcune ditte esportatrici colombiane quale rappresaglia alla installazione delle sette basi statunitensi in Colombia e alla vicinanza fraterna con Washington. Chavez non ha tardato a rispondere paragonando quel bloqueo con quello che da un cinquantennio la Casa Bianca impone a Cuba. E il botta e risposta è durato all'infinito, inquinando anche la cena che i capi di stato avevano organizzato e dedicato esclusivamente a Haiti.
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Su Newsweek: raffreddare il pianeta con il biossido di zolfo. costa molto meno

Immaginatevi una nebbia fatta da goccioline di biossido di zolfo, un composto chimico prodotto naturalmente durante le eruzioni vulcaniche. Però, una nebbia artificiale, sparsa apposta nell'alta atmosfera col proposito di ridurre il riscaldamento globale. Ebbene, questa specie di antidoto dei gas serra potrebbe far scendere rapidamente la febbre climatica della Terra. In altri termini, l'uomo, da una parte, continuerebbe a pompare nell'aria anidride carbonica a tutto spiano, attraverso centrali elettriche, fabbriche e automobili, riscaldando il pianeta; dall'altra pomperebbe biossido di zolfo spray per raffreddarlo.
L'idea è di alcuni fisici dell'atmosfera, fra cui i noti premi Nobel Paul Crutzen e Thomas Schelling. In questi giorni, torna con prepotenza alla ribalta e diventa addirittura la cover story del settimanale Newsweek. Perché? Semplice, perché l'impegno a tagliare le emissioni di anidride carbonica e degli altri gas serra appare sempre più oneroso e i Paesi che dovrebbero attuarlo sempre più riluttanti. Stati Uniti e Cina, i due maggiori inquinatori mondiali, continuano a restare fuori dagli obblighi di Kyoto. E degli altri 40 Paesi aderenti, più della metà continua ad aumentare le emissioni, piuttosto che ridurle.
PROGETTO PINATUBO - E allora si torna a prendere in considerazione il «Progetto Pinatubo», per raffreddare il nostro pianeta. Alcuni lo chiamano così un po' per scherzo, un po' perché è stato proprio durante l'eruzione di quel vulcano filippino, nel giugno 1991, che ci si rese conto dell'efficacia del biossido di zolfo come febbrifugo planetario. In quell'occasione, infatti, il Pinatubo, assieme a lave e lapilli, scaraventò in aria 20 milioni di tonnellate di biossido di zolfo, una frazione delle quali arrivò fino alla stratosfera, fece il giro del mondo e rimase lì per mesi. Ogni minuta goccia di quel composto chimico, spiegano i fisici dell'atmosfera, si comporta come uno specchietto riflettente che rimanda indietro nello spazio una parte della radiazione solare. Risultato: nel giro di un anno dopo la grande eruzione filippina, la Terra si raffreddò di mezzo grado. Pensate che l'effetto serra umano, per aumentare le temperature di un grado, ci ha messo un secolo.
«Con l'attuazione degli accordi di Kyoto per la riduzione dei gas serra, l'idea di progettare un intervento di geo-ingegneria per raffreddare il pianeta era stata abbandonata — spiega Michael Oppenheimer, climatologo di Princeton, che sta preparando un nuovo rapporto su questa opzione per conto dell'Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti —. Ma ora ricominciamo a prenderla in considerazione, per lo meno sotto il profilo speculativo». Lui non lo dice ma, in pratica, c'è chi sta pensando anche ai modi di spargere la sostanza raffreddante per mezzo di aeroplani, missili o altissime ciminiere e con investimenti centinaia di volte inferiori, almeno così si assicura, rispetto ai costi di Kyoto.
Come ogni medicina, però, anche la geo-ingegneria a base di biossido di zolfo avrebbe le sue controindicazioni: distruzione assicurata dello strato di ozono con aumento dei raggi X sulla Terra; pericolo di scatenare una piccola era glaciale; e, sul fronte politico, fuga catastrofica dagli impegni di riduzione dei combustibili fossili. Gli effetti collaterali della cura sarebbero peggiori della malattia.
Autore: Franco Foresta Martin / Fonte: salute.agi.it
http://www.ecplanet.com/Rassegna stampa [15] (feat. www.duffysblog.com)
http://www.youtube.com/user/rRRrGiag
APPROFONDIMENTI:
www.duffysblog.com
LINK:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology...
http://www.presstv.ir/detail.aspx?id=...
http://blogs.telegraph.co.uk/news/ger...
http://www.dailymail.co.uk/news/artic...
http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/02...
http://www.rainews24.rai.it/it/news.p...
http://www.google.com/hostednews/afp/...
http://blogs.wsj.com/health/2010/01/1...
http://www.repubblica.it/esteri/2010/...
http://www.spiegel.de/international/e...,1518,678508,00.html
http://news.xinhuanet.com/english2010...
BLOG E STAMPA ALTERNATIVA:
http://www.comedonchisciotte.org/site...
http://www.vocidallastrada.com/2010/0...
http://www.ditadifulmine.com/2010/02/...
Il Santo Graal - History Channel
http://www.youtube.com/user/ufoemisteri
Per duemila anni gli uomini si sono recati ai quattro angoli del mondo conosciuto alla spasmodica ricerca del Santo Graal, il calice in cui Gesù bevve il vino durante l'Ultima Cena ed in cui, secondo la tradizione, Giuseppe d'Arimatea, ricco commerciante, membro del Sinedrio e discepolo segreto di Gesù, ne raccolse il sangue durante la crocifissione.