giovedì 25 febbraio 2010
Lettonia, un hacker “Robin Hood” smaschera banche e imprese statali
Alessandro Ingaria
L’anonimo cybernauta ha pubblicato attraverso Twitter i documenti confidenziali delle banche e delle imprese statali che concedevano bonus ai dirigenti e, con la scusa della crisi, chiedevano aiuti al governo.
La gente comune lo ha già ribattezzato "un Robin Hood moderno e virtuale". In poco tempo ha guadagnato il consenso popolare in Lettonia. Agisce con il nickname "Neo", come il protagonista di Matrix. E, come nel film interpretato da Keanu Reeves, interpreta il ruolo dell'eletto in grado di percepire le imperfezioni del sistema.
Nella realtà si tratta di un hacker penetrato nel sistema informatico dell'Agenzia delle Entrate lettone, per appropriarsi dei dati criptati relativi a numerose aziende, tra cui istituti di credito e imprese statali. Secondo indiscrezioni sono stati scaricati più di sette milioni di documenti confidenziali relativi a mille aziende. Nulla di strano rispetto a molti casi simili, salvo che in epoca di crisi, molte di queste imprese hanno chiesto aiuti statali, dichiarandosi in difficoltà. Promettendo pubblicamente tagli di salari per i propri top manager.
Avendo a disposizione questi dati , Neo ha pubblicato sul social network Twitter i documenti delle banche e delle imprese statali, rivelando un sistema per cui queste aziende, da un lato concedevano bonus al proprio direttivo, mentre dall'altro piangevano misera invocando aiuti pubblici dallo stato. Attualmente il novello Robin Hood sta giocando con la suspense, centellinando i dati giorno per giorno, aumentando l'interesse per le sue gesta. Molti lettoni, pur ammettendo che Neo abbia commesso un crimine appropriandosi dei dati segreti, sottolineano il fatto che, allo stesso tempo, ha scoperchiato un sistema poco trasparente in cui operavano le banche e le imprese statali lettoni, che ora devono rispondere dei propri errori in pubblico. Il governo lettone e la polizia hanno in corso delle indagini per smascherare l'anonimo hacker. Dai primi accertamenti pare che la sua base sia in Gran Bretagna. Neo ha rivelato su Twitter di appartenere ad un gruppo militante chiamato "Esercito popolare del quarto risveglio".
La Lettonia, dopo anni di crescita economica a partire dalla liberazione dall'Unione Sovietica, sta attraversando una profonda crisi economica, per cui l'animo dei cittadini è diventato piuttosto sensibile a certi argomenti. La disoccupazione negli ultimi mesi ha toccato punte del 23%, la più alta dell'Unione Europea.
http://it.peacereporter.net/
La pericolosa filantropia di mister Gates, nei confronti dei vaccini
La notizia che traduco nel seguito (da mercola.com) è una di quelle che fanno tremare coloro che sono attenti alle macchinazioni e manipolazioni delle Big Pharma sulla nostra salute. Ci mancava anche la filantropia di Mr Gates... “la Fondazione Bill & Melinda Gates progetta di donare 10 miliardi di dollari nel prossimo decennio per la ricerca di nuovi vaccini, secondo le affermazioni del co-fondatore della Microsoft e consorte. Hanno anche chiesto che vi contribuisca il governo e il mondo degli affari.
“Dobbiamo fare di questo il decennio dei vaccini” ha detto Bill Gates.
“I vaccini sono un miracolo,” ha detto Melinda Gates. (e glielo lasciamo tutto per lei… ndr)
“Solo con poche dosi, essi possono prevenire malattie mortali per tutta la vita”, dice la signora….
Ecco il commento del dr Mercola:
La Fondazione Gates ha fatto la donazione forse più grande in tutta la storia, ma purtroppo riguarda un disastro in attesa di compimento, causa la falsa credenza che più medicine siano la risposta ai problemi di salute nel mondo.
Ciò che veramente mi disorienta è come questi 10 miliardi non possano essere considerati un sussidio diretto alle industrie farmaceutiche, dato che saranno le uniche a beneficiarne.
L’autore di Politicol News l’ha detta meglio:
“L’annuncio di 10 miliardi di dollari per pompare, a livello mondiale, più profitti nelle industrie del farmaco è il più grande errore che ha fatto Gates dopo quello di Microsoft Vista.”
Come una delle voci più rispettate al mondo, Gates ha una opportunità unica per richiamare l’attenzione su importanti questioni sociali, creando un grande impatto a livello mondiale. Invece si è lasciato sedurre da interessi speciali e sta sprecando le sue risorse, insieme all’opportunità di fare veramente la differenza.
È un peccato che tutto il denaro non stia andando verso soluzioni che veramente siano dirette ai problemi di fondo, come la nutrizione, l’acqua pulita, la sanità e la vitamina D.
Tutto quel denaro quanti sistemi di purificazione avrebbe costruito in India o ad Haiti? Quanti impianti sanitari?
A letto con le Big Pharma
Donare denaro per i bambini del mondo è certamente lodevole e non penserei mai che qualcuno sia in errore nel farlo. Ma giocare in coppia con le industrie farmaceutiche ed aspettarsi altruismo, è - al meglio - ingenuità.
Ho grande rispetto per la bravura intellettuale di Gates e mi è veramente difficile credere che non sappia la verità sui vaccini.
Il problema è che Gates non ha interesse nei sistemi di guarigione naturali e quindi si affida a consulenti radicati nel paradigma medico convenzionale fatalmente difettoso, che ritiene che i vaccini siano la cura per tutte le malattie infettive.
Infatti, la Fondazione Gates è profondamente associata alle Big Pharma e persino alla Monsanto, come si può vedere dalle loro recenti associazioni:
- Nel 2006 Gates assunse il vicepresidente della Monsanto, Robert Horsch[1] perché si unisse alla Fondazione
- Nel 2001 Gates aggiunse al suo consiglio direttivo Raymond Gilmartin della Merck
- Nel 2002 Gates investì 205 million di dollari in 9 delle grandi aziende farmaceutiche
- Negli anni scorsi, La Fondazione Gates ha dato più di 4.5 miliardi di dollari alla ricerca sui vaccini
Vaccinare chi è compromesso con il sistema immunitario è una ricetta disastrosa
Per poter sradicare malattie infettive da una nazione, prima di tutto bisogna dirigersi su coloro che hanno un sistema immunitario compromesso. Se colpite con un potente vaccino dei bambini dal sistema immunitario soppresso, creerete malattia, anziché sradicarla.
Se vi soffermate con attenzione su questo punto, considererete chiaramente che i vaccini reprimono le funzioni immunitarie del corpo.
La morte e la malattia nei paesi in via di sviluppo sono spesso un risultato di malnutrizione, associato a questo tipo di problemi [2]:
- i bambini con inadeguate proteine nella loro dieta non sono in grado di produrre anticorpi dopo aver ricevuto i vari vaccini, perché in tal modo viene compromessa la capacità di produrre globuli bianchi, che sono essenziali per combattere infezioni.
- è più probabile che i corpi di bambini malnutriti vengano penetrati da organismi infetti, causa insufficiente vitamina C; questo fa si che la loro pelle si rompa più facilmente e faciliti così l’entrata di batteri ed altri organismi.
- le condizioni di vita dei bambini del terzo mondo sono spesso cosi scarse che essi sono esposti ad un largo numero di agenti patogeni, da cui hanno pochissima difesa.
- la causa di morte più diffusa tra i bambini dei paesi in via di sviluppo è la diarrea.
- i bambini del terzo mondo sono spesso in battaglia con vari tipi di infezioni per 200 giorni all’anno.
Persino I bambini sani hanno sistemi immunitari immaturi, ma somministrare dei vaccini a bambini che generalmente sono in un debole stato di salute, è una ricetta sicura per il disastro.
Ha più denaro che senso
Le iniziative falliscono laddove le soluzioni perdono di vista la radice del problema.
Per esempio, Kristi Helm (Seattle Times[3] cita l’iniziativa Avahan[4] della Fondazione Gates, ovvero un programma di 258 milioni di dollari designato per diminuire la diffusione dell’HIV/AIDS in India. È documentato che il programma sia gestito da consulenti d’affari molto retribuiti, piuttosto che da persone che abbiano esperienza di salute pubblica.
La soluzione di Gates era di versare persino più denaro in questo anno — altri 80 milioni di dollari — anziché vedere perché il programma non aveva successo.
Margarita Quintanilla, una coordinatrice della salute nella comunità, che ha lavorato in Nicaragua e che è beneficiaria della Fondazione Gates, ha espresso preoccupazione su come le multinazionali vogliano inserirsi con soluzioni tecniche senza spendere una riflessione sui bisogni delle infrastrutture sociali di base, come l’istruzione. Questa donna ha avuto più successo nell’insegnare dei concetti base come lavarsi le mani per ridurre infezioni.
Quintanilla ha detto: “Dobbiamo essere saggi ed intelligenti nelle nostre soluzioni. Abbiamo la responsabilità di promuovere il cambiamento nel modo giusto.”
La tecnologia non sempre ha la chiave per risolvere i problemi della salute, dell’istruzione e della povertà: bisogna con essa implementare le strutture sociali.
Los Angeles Times: il programma africano di Gates contro l’AIDS mette a rischio i bambini.
La miopia di Gates è evidente da questo altro passo fatto dalla sua filantropia.
Il Los Angeles Times riferisce che nel 2007 i doni generosi della Fondazione Gates per combattere l’HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria in Africa hanno messo a rischio inavvertitamente molti bambini.[5]
A quel tempo, gli sforzi per combattere quelle malattie specifiche richiedevano un training medico altamente specializzato, che però portò ad una carenza di medici di base.
Cosi ironicamente più bambini morirono di malattie comuni come la diarrea e la sepsi (infezione generalizzata all'intero organismo, ndt).
Mentre non c’è dubbio che il denaro sia fondamentalmente importante per salvare le vite di bambini vulnerabili, non ci sarà nessun progresso se il denaro non viene diretto ai problemi di fondo che si basano primariamente sullo stile di vita.
Note:
[1] “Monsanto vice president joins the Gates Foundation” (October 19, 2006) Organic Consumers Association
[2] Urvina S. “Malnutrition in Third World Countries” (1984)
[3] Helm K. “Two words missing from Gates Foundation vocabulary” (July 30, 2009) Seattle Times
[4] Avahan: India AIDS Initiative,
[5] Piller C and Smith D. “Unintended victims” (December 16, 2007) Los Angeles Times
ARTICOLO CORRELATO:
VACCINAZIONI: PERCHÉ SONO UN PERICOLO
Traduzione di Cristina Bassi / Fonte originale: articles.mercola.com / Fonte: thelivingspirits.net
http://www.ecplanet.com/
ECONOMIA MONDIALE: STATI ROVINATI
DI GILLES BONAFI
mondialisation.ca
Stati rovinati
Potete leggere qui di seguito la lista dei paesi maggiormente indebitati del mondo sviluppato, secondo le stime per il 2010 realizzate dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE):
1 Giappone: 197,2 % del PIL
2 Islanda: 142,5 % del PIL
3 Italia: 127,0 % del PIL
4 Grecia: 123,3 % del PIL
5 Belgio 105,2 % del PIL
6 Francia 92,5 % del PIL
7 Stati Uniti: 92,4 % del PIL
8 Portogallo 90,9 % del PIL
9 Ungheria 89,9 % del PIL
10 Canada 85,7 % del PIL
11 Regno Unito: 83,1 % del PIL
12 Germania: 82,0 % del PIL
E' da notare che 92,5%, è la vera cifra dell'indebitamento della Francia, superiore a quello degli USA. Il 100% sarà superato nel 2011. D'altronde, il prodotto interno lordo della Francia è diminuito del 2,2% in un anno, la maggiore perdita dal dopoguerra, secondo i dati dell'Insee, e sono stati perduti 412 000 posti di lavoro (Fonte, Le Parisien: Crise: la pire récession en France depuis 1945)
L'Afghanistan, un nuovo Vietnam
Il CF2R, il centro di ricerca sui servizi informativi francese, non esita a paragonare la guerra in Afghanistan al Vietnam. La nota n. 189 del 5 ottobre 2009, intitolata "CF2R - Afghanistan: des airs de conflit indochinois" termina con una conclusione esplosiva: "Ma questa ritirata ne annuncia una seconda che sarà meno gloriosa: la partenza di tutte le forze straniere dal paese perché le opinioni pubbliche non potranno tollerare troppo a lungo le perdite e il costo di questa guerra senza speranza di vedere spuntare l'ombra di una soluzione."
In effetti, gli Stati Uniti hanno stimato le loro spese per la guerra in Afghanistan in 65 miliardi di dollari, somma approvata dal Congresso per il 2010. A cui vanno aggiunti 15 miliardi di dollari degli altri paesi, tra cui la Francia, per un totale di 80 miliardi.
Ora, con 32,7 milioni di abitanti, si può stimare un costo di 2446 dollari per afgano, ossia quasi due anni di salario medio (60 dollari al mese).
L'oro, nuova truffa planetaria
Sul mercato esistono due forme di oro negoziabile: l'oro nella sua forma fisica (monete, lingotti) e l'oro cartaceo.
Chris Powell, segretario tesoriere del GATA, il Gold Anti-trust Action Committee, un'organizzazione con base negli Stati Uniti (gata.org) che fa le pulci alle banche centrali per tutto quello che ha a che fare con l'oro, ha dimostrato che il mercato dell'oro cartaceo è completamente disconnesso dalla realtà. In prospettiva, un immenso crack!
Rob Kirby, editorialista di Goldseek.com, peraltro già trader professionista, ha dichiarato nel novembre scorso: "Da un lato, c'è troppo poco oro per supportare uno spettacolare volume di vendite su carta, dall'altro il mercato di Londra è il maggiore centro per 'ripulire' i lingotti dubbi". Secondo questo esperto di economia, sotto l'era Clinton sono state placcate d'oro 640 000 barre di tungsteno da 400 once che si trovano in parte a Fort Knox e in parte sono state vendute sul mercato mondiale. Gli USA sarebbero in realtà rovinati e non disporrebbero più d'oro. Secondo lui, 16 500 tonnellate di falsi lingotti sarebbero sparpagliate per il mondo [1].
L'aiuto militare ad Haiti, preparazione per la guerra al Venzuela
Aaron Russo, produttore cinematografico e uomo politico, annunciava il conflitto in Venezuela già nel 2007.
Un aneddoto, nel film Avatar l'eroe dichiara di essere un reduce del Venezuela!
Il terremoto ad Haiti capita al momento giusto.
In effetti, essendo Haiti posta di fronte al Venezuela, permetterebbe all'impero USA di installare una testa di ponte per preparare la futura invasione. Ecco una lista degli "aiuti" USA ad Haiti:
- 15 000 uomini
- la portaerei USS Carl Vinson
- la fregata USS Underwood
- due navi trasporto dei mezzi di sbarco, USS Carter Hall e USS Fort McHenry
- la nave ospedale USS Comfort
Ma, cosa più interessante, ci sono anche imbarcazioni di cui non si comprende l'utilità per assistere un paese devastato da un terremoto:
- la portaelicotteri d'assalto USS Bataan
- l'incrociatore lanciamissili USS Normandy
Non bisogna dimenticare che nel 2008 l'esercito USA ha riattivato la IV flotta (creata nel 1943) di stanza in America del Sud e nei Caraibi allo scopo di "dimostrare l'impegno degli USA presso i suoi partners della regione" e, soprattutto, "di mandare un messaggio al Venezuela".
Il Venezuela è la quarta potenza economica latino-americana, dopo il Brasile, il Messico e l'Argentina con un PIL di 368 miliardi di dollari nel 2008. Soprattutto, nel 2008 ha prodotto 2,8 milioni di barili di petrolio al giorno (9° nella produzione mondiale), ossia poco meno degli Emirati Arabi Uniti (2,9 milioni di barili/giorno).
Il Venezuela è diventato un paese appartenente all'"asse del male" perchè riunisce in sé i due criteri fondamentali per esserlo:
- possiede molto petrolio
- è indipendente e non assoggettato all'impero USA.
La carbon-tax: business come sempre
L'assemblea degli esperti sul clima ha riconosciuto in gennaio che la previsione che aveva fatto, nel suo rapporto del 2007, della sparizione dei ghiacciai dell'Himalaya verso il 2035 era uno "spiacevole errore". Perché lo scioglimento in questione non è previsto, in verità, che verso il 2350!
Secondo Mike Hulme, dell'università britannica dell'East Anglia, le strutture del Giec [Il Giec, Groupe d’experts intergouvernemental sur l’évolution du climat, è la denominazione francese dell'IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change, ndt] sono "deteriorate". Fonte: France-Soir.fr del 12 febbraio 2010. Giec - Les experts du climat sont dans la tourmente.
Il 19 novembre 2009, alcuni hacker introdottisi nei server dell'Unità di Ricerca sul Clima (CRU) dell'università dell'East Anglia (Regno Unito) hanno dimostrato manipolazioni di dati nella corrispondenza privata di numerosi climatologi, alcuni dei quali collaborano all'elaborazione dei rapporti del Giec.
Ma la verità è altrove.
Il governo olandese vuole tassare gli automobilisti secondo i chilometri percorsi. La tassa dovrebbe essere di 0,03 euro ed entrare in vigore nel 2012. Ogni veicolo dovrebbe essere equipaggiato con un apparecchio GPS che registrerebbe il numero di chilometri percorsi, il che permetterebbe tra parentesi di sorvegliare ogni cittadino. Il dispositivo trasmetterebbe poi le informazioni ad un apposito ufficio per predisporre la fattura. Parallelamente, verrebbe imposta una carbon-tax per l'ambiente. Bisogna ricordare che il bilancio energetico (diagnosi di performance energetica ) è obbligatorio dal 1° novembre 2006 in caso di vendita di un'unità immobiliare. Dopo il 1° luglio 2007, deve essere presentato anche in caso di locazione o al momento della costruzione di nuovi immobili. Vi sarà quindi un sistema di scambi di quote di CO2 controllato da qualche banca perché, non dimentichiamocelo, i finanzieri ci annunciano (con l'aiuto dei loro media) che solo l'industria della finanza permetterà di organizzare e di fluidificare questo mercato. Tutto è già al suo posto da molto tempo.
Gli USA sull'orlo dell'abisso!
Ecco l'ultimo rapporto del 25 gennaio 2010 sui senza tetto a New York:
- 21 501 adulti
- 15 787 bambini
Fonte: New York City Department of Homeless Service (Daily Report for homeless population).
Dopo aver "delocalizzato" i poveri pagando loro il biglietto aereo, restano ancora quasi 16 000 bambini senza dimora a New York
Infine, l'emissione di dollari ha raggiunto livelli record! La corsa tra la deflazione (distruzione dell'economia reale) e l'inflazione (creazione di denaro ex nihilo) permette per il momento di conservare una parvenza di equilibrio ma, quando si analizza un grafico come quello qui sotto, ci si può chiedere se gli USA non stiano dirigendosi verso una forte inflazione o, peggio, verso un'iperinflazione con un dollaro che non sopravvivrà a questa prova. Ora, bisogna ricordare che il dollaro è la nostra moneta di scambio e senza di lui crollerebbe tutto il sistema monetario internazionale [2].

[Espansione della base monetaria USA]
NOTE
[1] Ho realizzato uno studio completo su questo argomento che potete trovare sulla rivista Nexus di gennaio/febbraio 2010.
[2] USA, la fin du dollar est proche! - Blog de gillesbonafi - Blog
Titolo originale: “Economie mondiale: Des états ruinés”
Fonte : www.mondialisation.ca
Link: http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=17648
16.02.2010
Tradotto per Comedonchisciotte.org da MATTEO BOVIS
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