martedì 13 aprile 2010

Scie chimiche ( Chemtrails )12 April 2010 - Italy



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Scie chimiche e sonde aliene , Emilia Romagna 12 aprile 2010 ...

Jerome Starkey, inviato del Times in Afghanistan














Il giornalista a PeaceReporter: una vicenda insolita, quasi oscura. Sarei davvero molto sorpreso se le accuse agli italiani fossero vere.

Jerome Starkey, corrispondente del Times dall'Afghanistan, conferma che Daud Ahmadi, portavoce del governatore di Helmand, ha parlato di 'confessione' da parte degli italiani?
Io non so perché oggi Ahmadi abbia fatto marcia indietro. Ribadisco che in due occasioni ha detto che gli italiani hanno confessato ciò che veniva addebitato loro, ovvero il tentativo di organizzare un complotto per uccidere il governatore della provincia. La mia prima impressione è stata che si trattasse di una cosa insolita, ed io per primo sono rimasto fortemente sorpreso da una tale dichiarazione. Per questo gliel'ho chiesto una seconda volta. Lui ha risposto che gli italiani e gli altri avevano confessato il loro crimine.
La posizione di Ahmadi risulta ambigua, egli oggi nega di aver detto tutto ciò. Come ti spieghi il perchè della sua 'smentita'?
Non posso fare speculazioni sul perché si sia rimangiato tutto. Le ragioni possono essere diverse, ma non voglio fare congetture sul perché ieri abbia dato una versione e oggi un'altra. Tra le molte cose che ha detto ieri, e con me c'era un interprete, ve ne erano alcune così bizzarre che non le abbiamo neppure pubblicate. Tra queste anche quella che alcuni medici 'farabutti' di Emergency avrebbero eseguito amputazioni non necessarie a poliziotti e soldati afgani. Questa cosa mi ha molto colpito, l'ho ritenuta talmente bizzarra da non ritenerla degna di pubblicazione.
Il Guardian l'ha riportata, invece, insieme alla notizia diffusa dalla Cnn che i dipendenti di Emergency, sempre secondo Ahmadi, sono responsabili dell'omicidio dell'interprete del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo, Ajmal Naqshbandi.
Ieri le autorità afgane e i media afgani hanno anche parlato di un possibile coinvolgimento di Rahmatullah Hanefi (responsabile della sicurezza dell'ospedale di Lashkargah, ndr) nella morte di Ajmal Naqshbandi. Un'accusa che era già stata fatta nel 2007 e che ieri è stata ribadita dai media. Non da Ahmadi, però.
Tornando al portavoce che smentisce se stesso, le dichiarazioni della presunta 'confessione' hanno provocato un terremoto in Italia. Tu conosci Emergency e le sue attività?
Sì, so che in Panshir, a Kabul, a Lashkargah Emergency fa un lavoro eccezionale. Prendono sempre rischi enormi. Io ero a non più di 200 metri dall'ospedale di Emergency a Lashkargah il 20 agosto 2009, giorno delle elezioni afgane. Un razzo lanciato dai talebani ha ucciso un ragazzino di 15 anni e ne ha ferito gravemente il fratello. Ho visto un'ambulanza di Emergency accorrere, sotto il lancio di altri razzi, e sono rimasto veramente colpito dal coraggio di questi uomini che si rischiavano la vita per soccorrere i feriti. Hanno fatto un lavoro fantastico.
Alla luce di questo, non ti sono suonate assurde le dichiarazioni di Ahmadi sulla 'confessione'?
Ripeto: sono rimasto fortemente, e sottolineo fortemente sorpreso del fatto che i medici italiani abbiano potuto 'confessare'. Non l'ho riportato come un fatto, ma come un'accusa mossa dal portavoce del governatore. E ho anche messo in chiaro come una tale accusa non potesse al momento essere smentita da nessuno, perché nessuna delle persone coinvolte era al momento raggiungibile. Mi ha molto sopreso la dichiarazione, ma mi sorprenderebbe ancora di più se fosse vera.
Pensi che possa essere un complotto contro Emergency?
Non voglio fare speculazioni. In Afghanistan, su accadimenti come questi, è sempre possibile che ci siano elementi a sostegno di una motivazione politica. Tuttavia, i militari della Nato dicono di aver trovato armi nella struttura di Emergency. Non ho elementi sufficienti per poter dire che si tratti di una deliberata cospirazione contro Emergency. Davvero, non so cosa stia accadendo. So solo che è qualcosa di molto insolito, direi quasi oscuro. Una cosa so, che uno dei tre italiani fermati, ogni qualvolta si presentasse qualcuno armato, che si trattasse di polizia afgana, di militari Nato, talebani, li rimproverava aspramente. Mi meraviglierebbe davvero parecchio che uno così possa essere implicato in un complotto per fare fisicamente del male a un altro essere umano.

Luca Galassi

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"Giù le mani da Emergency": l'urlo del web



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di Giuseppe Rizzotutti 
 
Giù le mani da Emergency. Dapprima è un sospiro amaro. Poi, come spesso accade quando i sospiri si moltiplicano e rincorrono, diventa un urlo indignato. L’urlo delle migliaia di internauti che alla notizia dell’arresto dei tre medici di Emergency nell’ospedale di Lashkar-Gah non hanno esitato ad aderire al gruppo creato da l'Unità su Facebook, che in queste ore ha già superato i 7000 iscritti. Obiettivo: manifestare solidarietà all’ong e rabbia per l’ingiustizia nei confronti degli operatori dell'organizzazione. L’ingiustizia delle autorità di Helmad che li hanno condotti in carcere con le accuse di complotto e omicidio; e quella dei comportamenti del ministro Franco Frattini e dell’onorevole Maurizio Gasparri che non hanno perso l’occasione di attaccare Strada e la sua organizzazione neanche in questa occasione. Non sono bastate le smentite del governo afghano sui presunti reati contestati ai tre né tanto meno le retromarce della Farnesina a placare gli animi.

Creato l’evento “Giù le mani da Emergency” su Facebook, il numero dei partecipanti ha iniziato a lievitare, così come i commenti, le analisi, il confronto. Sono più di 7 mila in meno di 24 ore, e nessuno di loro si esime dal manifestare indignazione per quanto accaduto e sostegno a Emergency. Maria Renzi, non usa mezze misure: “È semplicemente vergognoso lo sciacallaggio di questi due politici. Come fanno a schierarsi così aspramente, e con quali prove, poi, contro gente che ogni giorno rischia la vita per alleviare le sofferenze dei popoli in guerra, mettendone in dubbio l’onestà e la professionalità: VERGOGNA!”

Roberto Lanni si rivolge direttamente al ministro degli Esteri: “Questi ministri, invece di occuparsi di capire cosa sta succedendo ai tre operatori di Emergency, fanno a gara a chi fa più dichiarazioni senza senso. Quando si tratta di avvisi di garanzia al loro capo, allora i giudici sono dei comunisti, eversivi. Quando si tratta di associazioni laiche che non sono vicini ai loro interessi, allora sono dei terroristi. Ma insomma caro ministro degli esteri: attiviamo o no la Farnesina per capire cosa è realmente successo?” El Barto ritorna sull’atteggiamento definito da molti “due pesi e due misure”: “Vi faccio notare ancora una volta la legge dei due pesi due misure: se un politico commette un reato non è colpevole fino all'ultimo grado di giudizio, e la vergogna è del singolo e non di tutta una classe politica; se un cittadino italiano che appartiene ad una ONLUS i cui meriti sono abbondantemente riconosciuti, è sospettato di aver commesso qualcosa, nasce subito lo sdegno e il rinnegamento di quell'essere. Io sono convinto che chi salva la vita ogni giorno non può essere in grado di uccidere”.

Ne è così convinta anche Elena Mazzarano che scrive: “Parteciperò con tutto quello che ho, con tutto quello che sono, in tutti i modi che mi sono possibili, a qualsiasi iniziativa a favore di Emergency”. Monica Vannacci le suggerisce subito un altro modo per dare una mano: “Sul Modello 730, la risposta è una sola : 5 per mille codice fiscale 97194110155 EMERGENCY”. Luigi Romano, invece, lancia una proposta alternativa a quanti si chiedano come supportare Gino Strada e il suo gruppo: “Le bomboniere del nostro matrimonio saranno di Emergency, pensato da sempre. Una piccola goccia per dare sostegno”. E Marco Trona subito gli risponde: “BRAVO!!! a suo tempo io ho preso sia le bomboniere sia le partecipazioni e sono stati tutti felicissimi e, lasciamelo dire, orgogliosi di riceverle”. Orgoglio è la parola che usa anche Giuseppe Tivori nel suo intervento: “In Italia non è facile usare questo termine, anzi. In Italia ogni giorno dobbiamo fare attenzione a chi lo usa. Frattini e Gasparri si commentano da soli. Emergency si commenta coi fatti. E io sono ORGOGLIOSO di essere italiano anche per Gino Strada e i suoi medici”.

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Nigel Farage al parlamento europeo ...



Nicoletta Forcheri

Nigel Farage, copresidente del Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia del Parlamento europeo, diede dello “straccetto umido” al neopresidente dell’UE, Van Rompuy,  accusandolo di provenire da un paese non paese: era tutto british humour nella migliore tradizione britannica di quel paese, ma fu multato con dieci giorni di assenza di stipendio. (cfr. http://www.vocidallastrada.com/2010/03/il-parlamento-europeo-multa-nigel.html ).
Il 7 aprile 2010,  il deputato Farage si rivolge nuovamente al presidente dell’UE, Van Rompuy, venuto a rendere visita al Parlamento europeo.
Questo il testo tradotto in italiano:
“Siamo in presenza di un grande uomo oggi, il presidente dell’Europa, un uomo così importante, al di sopra di ogni  critica e  rimprovero, il re della classe politica moderna, il nuovo Giove moderno, che vuole dirigerci dal Berlaimont e sfortunato chiunque rimetta in discussione la sua autorità o la sua dignità o subirà una sanzione pesante. Nel mio caso l’ultima volta che ci incontrammo e avevo qualcosa da dire, il PE mi impose la multa massima possibile e mi dicono che se dicessi qualsiasi cosa che La possa contrariare, mi taglieranno il microfono.
Quale prezzo per la libertà di espressione e la democrazia!

Lei è tornato da noi, e adesso con l’approvazione di  Sarkozy e Merkel si trova a capo di un nuovo governo economico per 500 milioni di persone e ha lanciato il suo piano decennale.
Mi chiedo: si ricorda che cosa è successo a quello lanciato nel 2000, in questo stesso parlamento? E’ stato un fallimento totale e invalidante prima ancora della crisi globale.
In realtà tutti i piani centralizzati europei falliscono, guardate alla disastrosa e fallimentare politica comune della pesca, e adesso il Suo ben amato euro è fallito politicamente al primo grosso ostacolo, non è riuscito a trovare un piano al vertice, non può aiutare la Grecia senza che il FMI intervenga per salvare, almeno per il momento, il Suo sogno.
Il Suo  progetto  sembra essere: stiamo fallendo, ma proviamo di più con la stessa cosa, più Europa, pià fallimenti.
Ma quello che conta veramente qua è la mancanza di democrazia: Lei non è stato eletto, non deve rendere conti, e non c’ è nessun meccanismo  per i popoli d’Europa di mandarLa casa.
Fu Giove naturalmente a rapire Europa, il mio timore è che Lei rapisca la democrazia.
Lei è qua solo perché il trattato di Lisbona è passato senza il referendum promesso al popolo britannico. Ma per quel che ci riguarda è una questione aperta: le persone hanno combattuto e sono morte perché potessimo essere una nazione indipendente, autonoma e democratica e perché potessimo essere in misura di scegliere e di licenziare i nostri dirigentii e nessuno che crede veramente nella democrazia accetterebbe mai la carica di presidente dell’Unione europea.”
(Trad. NF)

chemtrails clouds dissolve Livorno



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Prayer for the trees



http://www.youtube.com/user/Olisticamente

Imbrattare il cielo: scie chimiche in Egitto (articolo di Waleed Marzouk)
















Il giornalista egiziano, Waleed Marzouk, riporta in un ampio e documentato articolo, i risultati delle ricerche compiute, sin dal 2004, dallo scienziato Monir el Husseini. Il testo, pieno di conferme (si ricordi almeno l’analisi dei valori igrometrici che precipitano dal 70 per cento circa al 15 per cento in località marine – fenomeno del tutto anomalo nelle zone costiere), evidenzia le aberrazioni meteorologiche ed i gravissimi danni arrecati agli ecosistemi dalle operazioni di aerosol clandestino che El Husseini, senza ambiguità ed infingimenti, definisce con il loro funesto nome, ossia “chemtrails”.


[…] Secondo una ricerca compiuta da Monir el Husseini, docente di Protezione ambientale e direttore del parco di ricerca (Università del Cairo), ambientalisti e medici hanno identificato numerosi rischi e conseguenze indesiderate per la salute umana, così come per le risorse del pianeta, rischi associati all’attività globale nota come geoingegneria. Il più pericoloso di questi, egli sostiene, è l’aumento degli incidenti di quelli che vengono poi segnalati come casi fortuiti di fulmine. L'interazione tra il microparticolato delle scie chimiche genera dei campi elettrici che possono essere scaricati naturalmente o con telefoni cellulari e dispositivi simili che operano su frequenze ultrabasse.

El Husseini afferma che questo fenomeno, insieme con la disidratazione degli ecosistemi derivante dalle scie chimiche, spiega pure l’incremento degli incendi boschivi, come si è visto in Australia settentrionale nel 2008 e l'anno scorso in California ed in Grecia. Si comprende anche perché alcuni agricoltori sono stati colpiti da un fulmine, mentre erano all’aperto negli ultimi due anni. Circa questa anomalia, el-Husseini ha raccolto articoli di giornale e testimonianze. Tra le altre pubblicazioni, il supplemento educativo "Al Ahram" ha riferito della morte di tre agricoltori a Beheira il 14 aprile 2007, in un periodo improbabile per un fulmine ed il 18 maggio 2009 "Al-Masry Al-Youm" ha riportato il decesso di un agricoltore, a Sohag a causa di un "fuoco dal cielo", spiegato da un meteorologo nell'articolo come "meteorite".

Per el-Hussein, la spiegazione è molto più semplice: i contadini accendono i loro cellulari nel momento in cui i campi elettrici creati in atmosfera dalle irrorazioni erano scesi pericolosamente vicino al suolo, prima di disperdersi sufficientemente.

"L’aspetto più pericoloso è il lampo che può derivare da un'atmosfera elettrostatica. La gente non dovrebbe rispondere alle chiamate con il cellulare in spazi aperti," avverte el-Hussein: "Gli avvisi nelle stazioni di rifornimento con cui si ricorda ai clienti di spegnere i telefoni cellulari dovrebbero essere seguiti".
Un'altra conseguenza delle scie chimiche è la creazione di nuove direzioni del vento. L'improvviso raffreddamento dell’aria può formare delle zone di bassa pressione. Queste zone di depressione generano direzioni del vento, mai rilevate prima in certe regioni.[…]
Ironia della sorte, anche se la geoingegneria è stata ufficialmente progettata per raffreddare l'atmosfera, può anche provocare ondate di calore estremo. Una volta raggiunta la troposfera, il particolato di alluminio Welsbach agisce come uno specchio a doppia superficie. Le particelle riflettono il calore che proviene dal sole nello spazio, ma riverberano di nuovo al suolo anche la radiazione termica proveniente dal terreno, dalle automobili, dai condizionatori d'aria, dalle fabbriche, dalle centrali elettriche, dall’asfalto. Le ondate di calore che hanno ucciso migliaia di persone in Francia nel 2003 ed in Grecia nel 2008 hanno cominciato a verificarsi con maggiore frequenza, in concomitanza con le operazioni di aerosol. Le chemtrails hanno anche portato a notevoli perdite della biodiversità.

Uragani, tempeste tropicali, inondazioni saranno tutti più forti e più frequenti con la presenza delle scie chimiche. […] Le chemtrails sono un fattore innegabile delle recenti alluvioni in Gran Bretagna ed Europa continentale, secondo el-Husseini, così come le alluvioni che hanno colpito località dell’Egitto come Arish, Aswan e Sharm el-Sheikh.

Inoltre i problemi di salute derivanti dall'inalazione di ossido di alluminio sono un vaso di Pandora in attesa di essere scoperchiato. Le scie chimiche sono all’origine di malattie come la polmonite, l’asma, l’infiammazione dei tessuti; causano pure diverse reazioni allergiche, frequenti mal di testa e depressione. Le particelle che ricadono al suolo includono batteri che vivono nella stratosfera. Questi batteri determinano calcificazioni della cistifellea e calcoli renali, arteriosclerosi e la calcificazione delle valvole cardiache.

"Quello che mi preoccupa è la mancanza di consapevolezza di ciò che succede intorno a noi", asserisce el Husseini, che è attivo nel sensibilizzare le persone sul problema delle scie chimiche. "Sento il dovere di presentare questi fatti alle autorità e di informare l'uomo della strada, senza suscitare né paura né collera", precisa lo scienziato egiziano.

Aziende e società, spesso in crisi per i danni cagionati dalle scie chimiche, hanno iniziato a riconoscere il valore della sua ricerca. El Husseini ha in programma di coinvolgere gli scienziati presso il centro di ricerca nazionale il 29 marzo 2010, dove illustrerà gli effetti negativi delle chemtrails. (L'incontro naturalmente si è già tenuto, n.d.r.) Egli spera di incoraggiare il pubblico affinché presenti una petizione alle autorità competenti ad applicare misure minime di precauzione, quali sistemi di protezione contro i fulmini per le case.

Per coloro che sono interessati a sapere di più sull'argomento, il professore Monir el Husseini, può essere contattato al seguente numero di telefono: (202) 2.792-9.292.

Fonte: almasryalyoum.com


Ringraziamo Nienteecomesembra per la preziosa segnalazione.


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