lunedì 19 aprile 2010

UFO nel vulcano islandese ?



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Nuvole di cenere su sfondo monocromatico



















Marco Cedolin
 
I vapori cenerini del vulcano Eyjafjallajokull, partiti dall’Islanda, hanno ormai conquistato quasi tutta l’Europa, mettendo impietosamente in evidenza l’estrema vulnerabilità di una società tecnologicamente evoluta, qualora costretta a confrontarsi con gli elementi di una natura troppo spesso sottovalutata.
La nube eruttata dal vulcano islandese sta andando beffardamente a spasso per migliaia di km (stando alle parole degli esperti dovrebbe aver raggiunto in queste ore l’Italia centrale), senza curarsi di distanze e confini, paralizzando di fatto larga parte del traffico aereo europeo. La concentrazione delle ceneri in atmosfera che secondo l’OMS non dovrebbe determinare gravi rischi per la salute umana, mette invece a repentaglio il buon funzionamento dei reattori dei jet, rendendone pericoloso e sconsigliabile l’uso.

Si apre così lo spaccato su un’umanità ormai votata all’ipercinetismo ed educata alla movimentazione schizofrenica di merci e persone. Un’umanità abituata (anche grazie all’imperversare dei voli low cost) a “bruciare” migliaia di km per una riunione di affari, per un weekend esclusivo, per una rimpatriata in famiglia. Figlia di quella globalizzazione che trova nell’aereo il principale asse portante.
“Mi divido fra Londra e New York”, “Vivo in California ma quasi tutti i miei affetti sono a Roma e ci torno ogni volta che posso”, “Vado a Parigi almeno una volta la settimana, perché è lì la sede della multinazionale in cui lavoro”, “Ho passato buona parte dell’ultimo anno in aereo, ma durante i voli riesco a recuperare tempo lavorando al pc”, “Questo weekend andiamo a Praga, tanto con l’aereo s’impiega meno tempo che per una gita fuori porta”.
Sono solo alcune delle frasi facenti parte di un lemmario fino a qualche tempo fa appannaggio dei vip, ma recentemente divenuto di uso comune, ad indicare la sempre più stretta dipendenza dell’uomo nei confronti dell’aereo, in una società dove le distanze vengono compresse a dismisura, senza curarsi minimamente delle conseguenze e dei costi ambientali ed economici derivanti da questo atteggiamento.
Famiglie allargate sull’asse di migliaia di km, ognuna delle quali consuma ogni anno risorse che basterebbero a sostenere centinaia di famiglie del terzo mondo per tutta la durata della loro esistenza. Riunioni di organismi politici e multinazionali che inquinano come un complesso industriale. Pacchetti vacanza che possono fare concorrenza ad un petrolchimico.

Un’umanità che trovatasi in questi giorni di fronte al blocco forzato dei voli, manifesta tutto il proprio disorientamento. Specchiandosi negli aeroporti semideserti trasformati in bivacchi, nelle stazioni ferroviarie prese d’assalto alla ricerca di un improbabile succedaneo, nel tentativo frustrato di continuare a vivere ad “alta velocità” in mancanza dell’unico mezzo che può consentire di farlo. E fra le pieghe del disorientamento spicca naturalmente l’imbarazzo dei vip, politici, attori e miliardari a la page costretti a disertare appuntamenti improcrastinabili o peggio ancora ad affrontare per forza di cose lunghi e “faticosi”viaggi in corriera in grado di riportarli alla meschina condizione degli altri esseri umani, come accaduto al cancelliere tedesco Angela Merkel di ritorno dagli Stati Uniti via Lisbona.

Ma oltre a far riflettere sul rapporto di dipendenza ormai instauratosi fra l’uomo e l’aereo e su quanto siano vulnerabili rispetto agli eventi naturali i fragili equilibri di una società iper tecnologica, la progressione della nube scaturita dal vulcano Eyjafjallajokull non può mancare di mettere in evidenza il fatto che la terra rappresenta un sistema aperto, dove ogni evento, sia esso di origine naturale o indotto dall’attività umana, ha ripercussioni all’interno dell’intera biosfera, anche a decine di migliaia di chilometri dal punto dove si è generato.

Se anziché trovarci di fronte ad una nube di ceneri e vapore indotta da un’eruzione vulcanica che potenzialmente potrebbe influire sul clima nei prossimi anni e le cui conseguenze vengono giudicate catastrofiche dalle compagnie aeree che già reclamano gli aiuti statali e lamentano la perdita di centinaia di milioni di dollari a causa della sospensione dei voli, ci trovassimo a fare i conti con un disastro di origine antropica, la situazione risulterebbe assai peggiore.

La “nube” radioattiva ingenerata dallo scoppio di una centrale nucleare o quella tossica determinata dall’esplosione di un complesso chimico, si comporterebbero infatti pressappoco allo stesso modo, con la differenza che si tratterebbe di miasmi letali per la popolazione ed il problema non sarebbe costituito dall’attesa negli aeroporti, bensì dalla sopravvivenza dei cittadini.
Troppo spesso la cieca fiducia nella tecnologia e l’insana smania di dominio sulla natura, propagandate dall’orientamento del pensiero, finiscono per farci dimenticare la nostra condizione di piccoli uomini che in realtà non dominano alcunché, ma rischiano di farsi male seriamente, come bambini che giocano con i cocci di una bottiglia.
 

Finalmente liberi











Benedetta Guerriero

Intervista a Cecilia Strada

Matteo, Marco e Matteo sono finalmente liberi. “In questi giorni Emergency ė stata vittima di una brutale aggressione in Afghanistan e in parte anche nel nostro Paese. Abbiamo lavorato senza sosta per far cadere questa ridicola montatura”. Cosi' afferma Gino Strada, fondatore di Emergency, durante la conferenza stampa che ė seguita alla liberazione dei tre cooperanti. Peacereporter ha intervistato Cecilia Strada, presidentessa di Emergency. Qual ė attualmente lo stato giuridico dei tre cooperanti? Sono tre persone libere, verso di loro non ė stata formulata alcuna accusa. Quando decideranno, rientreranno in Italia da uomini liberi.
Se verso Garatti, Dell’Aira e Pagani non ė stata formulata alcuna imputazione giudiziaria, perchė ė stato necessario tanto tempo per la loro liberazione?
Una settimana ė troppa, come lo ė anche un’ora solo in mancanza di accuse precise. Non riesco ancora a spiegarmi come sia stato possibile tutto questo. Oggi quando ho sentito Marco Garatti per telefono sono rimasta colpita da alcune sue parole. Marco mi ha detto che ha bisogno di almeno due o tre giorni di tempo per riprendersi da tutta questa vicenda e dallo spavento. Sottoscrivo questa dichiarazione. Ora tiriamo il fiato, poi cercheremo di capire quello che ė successo e ci ė stato fatto.
Quale il destino del personale afgano?
Sappiamo che si trovano a Kabul. Si tratta di almeno sei persone, ma potrebbero anche essere nove. Anche verso di loro non ė stata formalizzata alcuna accusa e i nostri avvocati stanno lavorando per tirarli fuori. Anche per loro, fino a prova contraria, vale la presunzione di innocenza. L’ importante a questo punto ė capire se questi uomo sono in stato di fermo o di arresto. E’ ancora tutto nebuloso.

http://it.peacereporter.net/homepage.php

Massimo Fini: spegnere la Tv, oppio dei popoli
















Nella società contemporanea la Televisione, insieme a sua sorella gemella la Pubblicità, che è il motore di tutto il sistema, ha occupato il centro della nostra vita. La sua forza non sta nella sua tecnica, nel fatto che “fa vedere” (anche il cinema “fa vedere” ma non ha avuto gli effetti devastanti della Tv, anzi per molto tempo è stato un importante strumento culturale), ma nella distribuzione, nell’essere piazzata, a priori, in casa nostra. Ed è quindi ineludibile. Ha distrutto quasi ogni forma di vita di relazione proiettandoci (insieme, ultimamente, ad altri media: Internet, Facebook) in un mondo virtuale dove possiamo solo subire. Noi oggi viviamo di resoconti, non più in prima persona.
Il messaggio che veicola è uno solo: il sostegno all’attuale modello di sviluppo (produzione-consumo-produzione) che va bene tanto alla destra che alla sinistra. Un modello “paranoico” perché non consente all’individuo di raggiungere, mai, un momento di pace, di equilibrio, di armonia, colto un obiettivo deve immediatamente inseguirne un altro e poi un altro ancora, a ciò costretto dall’ineludibile meccanismo che lo sovrasta (produci-consuma-crepa). Ogni pensiero o idea non in linea con questo modello sono esclusi e ignorati.
Nella Grecia classica erano Platone e Aristotele a dare le categorie etiche e politiche che si trasmettevano agli uomini di governo e quindi, scendendo giù per li rami, alla popolazione. Nel Medioevo questa funzione fu assunta dalla Scolastica. In epoca moderna dai grandi filosofi illuministi. Oggi a dettare le categorie, i costumi, la “way of life”, le regole di condotta, oltre che, naturalmente, i consumi, sono i protagonisti dello star-system televisivo. Al posto di Platone abbiamo Gerry Scotti o Vespa o Santoro o chi per loro.
Oggi la vera classe dirigente non è più quella politica, ma è formata dai conduttori di talk show, dai cantanti, dai calciatori, dalle veline. In Afghanistan, all’epoca talebana, il Mullah Omar fece distruggere materialmente tutti gli apparecchi televisivi, capendo bene che un simile strumento disgrega e distrugge una società. È quanto è avvenuto in Italia, sia pur nel corso di mezzo secolo. Noi siamo convinti che se si farà mai ancora una rivoluzione nel mondo occidentale non sarà contro la classe politica in quanto tale ma contro la Tv. Distruggendola e liberandosene.

(Massimo Fini, “Movimento Zero”. Fini e il suo movimento saranno a Roma il 24 aprile 2010 per protestare davanti alla sede Rai. Info: www.movimentozero.org).

http://www.libreidee.org/

Report 18/04/10 Com'è andata a finire?



http://www.youtube.com/user/forestudio

Di Faber

Non guardo la tele molto spesso , anzi di rado proprio , come in politica anche nella televisione non mi sento rappresentato .Troppi giornalisti servi , parziali , bugiardi popolano l'etere , il caso del TG1 mi pare in questo senso emblematico .Comunque per non rimanere del tutto fuori dai canali prestabiliti ammetto che ad Annozero , Ballarò e Report ogni tanto do una occhiata , specie se queste trasmissioni trattano di argomenti che mi interessano particolarmente . Da ieri sera ho capito che anche Milena Gabanelli e la sua redazione hanno per usare un eufemismo alcuni problemini ... di ignoranza o di scielte politiche questo lo potete decidere da voi .
Ieri sera il tema principale a Report era l'Europa  , il servizio mi è parso inconcludente , leggero , fuorviante , non hanno parlato del trattato di Lisbona , dell' Eurogendfor ( la nuova polizia )o del Codex alimentarius e di altre cose hanno appena accennato vedi Grecia scalfendo appena la superficie del problema . Onestamente mi stavo alzando dal divano rattristato per l'ennesima occasione persa dal servizio pubblico , quando vedo carta igienica apparire all'orizzonte ...
E poi quello che potete vedere nel video qui sopra .
Io ho mandato una mail al tempo del servizio sul CICAP , la carta igienica è cara non posso permettermi di buttarne via , la risposta della Milena nazionale comunque è inacettabile e patetica .Da quando in qua il giornalismo mono-direzionale e fautore di verità? Perchè non dare voce alla protesta ? E sentiamoli almeno questi ricercatori indipendenti ... come avete detto meglio di no ? Già meglio di no ... c'è il CICAP siamo in una botte di ferro ...