venerdì 7 maggio 2010

THE FIRST CROP CIRCLE FOR 2010!! MAY 5 2010



http://www.youtube.com/user/NYC812



http://www.youtube.com/user/PindzMedia

Scie chimiche usi militari e " cooperazione internazionale "

di Corrado Penna


Fra le tante cose di cui avevo parlato nell'intervista realizzata per la trasmissione Mistero, e che poi non sono state utilizzate nella fase di montaggio del servizio, c'era l'utilizzo a fini militari della dispersione di alcuni composti (essenzialmente metalli allo stato ionico, ma non solo). Tale dispersione, ottenibile ovviamente tramite aerei che spruzzano le sostanze necessarie alla quota voluta, è indispensabile per l'attuazione di alcune "diavolerie fantascientifiche" quali armi ad energia diretta, armi al plasma, radar tridimensionali e altri sofisticatissimi sistemi di sorveglianza.

Il brevetto mostrato nello screenshot qui sopra è uno dei tanti che vengono discussi ed analizzati nell'articolo chemtrail connection che ho tradotto per il sito tankerenemy.

Questo screenshot dal sito della NASA poi è alquanto esplicito, dal momento che vi si legge dell'uso di "nuvole di bario" (analisi fatte in tutto il mondo hanno mostrato alti livelli di bario e di alluminio nella pioggia raccolta in seguito al passaggio delle scie chimiche).



Qui sotto potete vedere un altro brevetto che prevede testualmente il rilascio di composti chimici nell'atmosfera (alluminio, litio, sodio).


E infine un brevetto che permette di realizzare un'antenna al plasma.


Ben sapendo come gli eserciti hanno usato ben pochi riguardi per la popolazione civile (ricordiamo in particolar modo le stragi orrende del bombardamento con bombe incendiarie di Dresda, e quello con bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki), e come in passato hanno fatto esperimenti massicci di irrorazione di composti chimici ed agent infettivi ammessi pubblicamente dal ministero della difesa britannico non ci si può stupire del fatto che le strutture militari cooperino alla realizzazione di questi progetti che servono alla realizzazione di armi sempre più sofisticate per seminare morte e distruzione.

Credo però sia pia illusione pensare che tali armi servano per difendersi da paesi che ufficialmente sembrano schierati su fronti avversi, dal momento che le scie chimiche vengono spruzzate ubiquamente nei cieli di tutto il mondo.

Ammettiamo che il paese X detenga la tecnologia per realizzare armi avveniristiche per far funzionare le quali deve spruzzare particolato metallico nell'atmosfera. Innanzi tutto tali armi sarebbero semplicemente difensive dal momento che non potrebbero funzionare nel paese avversario (chiamiamolo paese Y) e potrebbero servire sì a difendere il territorio nazionale, ma avvelenerebbero in compenso la popolazione e tutto il suo ecosistema. Se qualche paese non vedesse di buon occhio il fatto che l'avversario disponesse di tecnologie militari che funzionano solo disperdendo metalli tossici nell'atmosfera, potrebbe rapidamente mettere fine a tale superiorità tecnologica semplicemente denunciando pubblicamente, anche mediante le Nazioni Unite, l'utilizzo delle scie chimiche ed il conseguente avvelenamento del pianeta (i veleni spruzzati sopra una nazione si diffondono presto o tardi anche al di là dei suoi confini).

In seguito ad una tale denuncia, una volta ripresa dai mass media, scoppierebbe un putiferio tale che sarebbe impossibile continuare a gestire tale sporca operazione senza rischiare un'insurrezione popolare contro il governo del paese X che usa le scie chimiche avvelenandone la popolazione (per non parlare di possibili ultimatum dell'ONU ed eventuali sanzioni internazionali).

Di conseguenza se ci si accorge della realtà del fenomeno delle scie chimche (e le prove di tale fenomeno sono state raccolte nel dossier, nel documentario in power point e nell'articolo sulle contraddizioni dei negazionisti delle scie velenose) non si può pensare che il fine di tale operazione sia quello di assicurare ad un paese una supremazia militare. I fini sono ben altri, e sono stati ampiamente analizzati nell'articolo precedente (sull'uso di scie chimiche e radiazioni elettromagnetiche per il controllo mentale) nella seconda parte e nella parte finale del mio lungo dossier multimediale.

Per quanto risulti pazzesco a chi si accorge per la prima volta di questo fenomeno, le varie potenze apparentemente in conflitto tra di loro (Russia, Stati Uniti, Cina etc.) sono evidentemente in continua cooperazione nell'utilizzo delle stesse sostanze e delle stesse tecnologie di diffusione delle scie chimiche. Nella parte finale del dossier trovate anche i link che portano alle fotografie di scie evidentemente rilasciate nei cieli di tutto il pianeta.

NB: cliccare sulle immagini per vederle ingrandite

http://scienzamarcia.blogspot.com/

Incidente Aereo per Nigel Farage



http://www.youtube.com/user/rivoluzioniamo



http://www.youtube.com/user/moksha75ar

Nigel Farage, europarlamentare britannico indipendente e leader dell’UKIP, è precipitato quest’oggi a bordo del suo aereo, in prossimità dell’aeroporto di Hinton-in-the-Hedges. Farage non è in pericolo di vita. Ha riportato alcune costole rotte, un problema dello sterno, e una incrinatura della spina dorsale. Il pilota, Justin Adams, ha subito maggiori danni, ma nemmeno lui dovrebbe essere in pericolo di vita. In diverse circostanze Farage ha avuto modo di esprimere pubblicamente le sue forti perplessità in merito alle modalità con cui nei singoli paesi comunitari è stato approvato il Trattato di Lisbona. Ancora incerte le cause dell’incidente.



fonte: http://www.anticorpi.info/2010/05/incidente-aereo-nigel-farage.html

http://ilsole24h.blogspot.com/2010/05/incidente-aereo-per-nigel-farage.html

Prossimo terremoto in Sierra Madre Occidentale?



















Richard Boylan

06/05/2010


Nota della redazione: riportiamo il seguente articolo a puro scopo divulgativo, consci che notizie del genere siano da trattare con molta cautela.
 
 
Le capacità psichiche che hanno gli adulti Star Seed e Star Kids possono spesso essere messe a beneficio della società. Un esempio notevole di ciò è il lavoro di osservazione a distanza di cui sotto, nel quale i miei stretti collaboratori Wendi e Fran sono stati recentemente impegnati nei giorni passati. Hanno previsto che tra circa nove giorni da ora ci sarà un enorme terremoto di magnitudo 9.2 che colpirà un tratto di 1500 miglia (2414 km) nel Messico nord-centrale. Il terremoto avrà luogo nella Sierra Madre occidentale, una cresta di montagne molto estesa che costituisce lo spartiacque continentale di gran parte del Messico, ed è la catena montuosa occidentale che definisce il Messico nord-centrale (proprio come la catena montuosa del Sierra Nevada in California). Questa mostruosa zona sismica si estenderà dal confine USA-Messico fino ad Antelope Wells, New Messico, a sud est di Hermosillo e a est di Culiacan, girerà attorno a Durango (l'epicentro, se proprio volete dare un epicentro a questo mostro), e si estenderà a sud verso Zacetecas e giù fino al punto in cui la Sierra Madre Occidentale attraversa la catena MX Hwy 70 (tra Aguascalientes e San Luis Potosi), dove la sismicità si esaurirà, stando alla interpretazione delle mie letture energetiche. Con 1500 miglia (2414 km) di estensione, questa dev'essere una delle più grandi zone sismiche. Supera la zona sismica del più grande terremoto mai registrato nella storia, il grande terremoto cileno del 1960 (9.5 di magnitudo), la cui zona di influenza si estese per 840 miglia da nord a sud. Questo prossimo terremoto della Sierra Madre Occidentale (SMO) è della stessa intensità del gran terremoto dell'Alaska del 1964 (il secondo più largo mai registrato), il quale fece spostare la terra di 12 metri! Questo terremoto causerà anche quasi certamente grandi tsunami nel Golfo della California, 300 miglia (482 km) a ovest della Sierra Madre Occidentale. Dall'altra parte del Golfo della California fino al Messico, le città sulla Baja California Peninsula come La Paz e Loreto potrebbero assistere molto probabilmente a tsunami devastanti. Sulla terraferma del Messico presso la Sierra Madre Occidentale potrebbero avvenire molteplici seri danneggiamenti delle dighe, causando potenziali inondazioni disastrose delle città a valle. Queste includono: Presas (Dams) Angostura, Rodriguez, Alvaro Obregon, Mocuzari, Boquillo, Torreoncillos, Sanalona, Calles e Santos. La foce del fiume Colorado, nella parte settentrionale del Golfo della California, sperimenterà una delle più alte maree al mondo, circa 10 metri. Se oltre all'altezza record dell'onda dello tsunami (stimata di 60 metri) causata dal grande terremoto della SMO, il terremoto avrà luogo durante un'onda di alta marea nel Golfo della California, allora è ipotizzabile che un super tsunami pari a 75 metri di altezza potrebbe travolgere il Colorado verso nord e la terraferma, fino a dove sfocia nel Salton Sea (sotto il livello del mare) in California, provocando inondazioni. Città che si trovano nella zona di influenza di queste onde che potrebbero verificarsi comprendono Mexicali, Messixo e Calexico, El Centro e Brawley, California. Questo grande terremoto della SMO non darà luogo a un ulteriore terremoto lungo la regione sud della faglia di Sant'Andrea. Piuttosto, il danno in questa regione sarà dovuto alla sua vicinanza con la parte nord del terremoto, in quanto i terreni al di sopra o al di sotto riceveranno la loro parte di scossa e gli tsunami causati dal grande terremoto della Sierra Madre Occidentale. Quando ho chiesto a Fran quanto precisa può essere la previsione della la data di venerdì 14 maggio, ha risposto "Dipende dalla circostanze dei movimenti di Gaia, potrebbe essere un giorno prima o un giorno dopo". Dunque, le persone che si trovano vicino alla Sierra Madre del Messico e lungo il Mare di Cortez/Golfo di California dovranno mantenere alta l'attenzione per il terremoto e ogni successivo tsunami da giovedì 13 maggio a sabato 15. Questo movimento terrestre molto lungo è parte del processo naturale di Gaia di ribilanciamento e compensazione per i danneggiamenti subiti. Quindi non è opportuno fare qualsiasi sforzo affinché non si verifichi (ad esempio, con esercizi psichici comuni). Ma gli operatori di luce possono prepararsi ad inviare energia guaritrice e bilanciante a Gaia in quella zona, e prepararsi ad inviare energia di supporto ad ogni persona colpita dal terremoto, quando questo si verificherà. Invierò informazioni in merito al grande terremoto della Sierra Madre Occidentale alle autorità statunitensi, con la richiesta che esse inoltrino l'avviso alle loro controparti messicane, in modo che queste possano prepararsi.

Richard Boylan, Ph.D., LLC
drboylan@sbcglobal.net
www.drboylan.com/


http://www.nexusedizioni.it/ 

In Campania continua l’emergenza rifiuti


















di Lucia Cuffaro

La missione investigativa degli ispettori della Commissione petizioni del Parlamento europeo ha rilevato una situazione ancora preoccupante nelle discariche realizzate nel Parco Nazionale del Vesuvio in Campania. 

Si è conclusa pochi giorni fa la missione investigativa che ha portato in Campania dal 27 al 30 aprile la Commissione petizioni del Parlamento Europeo, al fine di valutare lo stato della gestione dei rifiuti nella regione.

Nel corso del viaggio sono state esaminate le discariche e i siti di stoccaggio nelle province di Napoli, Salerno, Caserta e Benevento, e l'impianto di termovalorizzazione di Acerra, con una particolare attenzione all'applicazione delle norme europee nella gestione delle discariche, all'impatto dei depositi sulla salute delle comunità locali in riferimento alla presenza di diossina e di rifiuti tossici.
Da questa ispezione ne va il futuro dei 500 milioni di fondi europei bloccati per una procedura di infrazione aperta contro l’Italia dalla Corte di Giustizia europea, a seguito dell'emergenza rifiuti campana del 2007.
L’obiettivo della delegazione, guidata da Judith Merkies e composta oltre che da Peter Jahr, Margarete Auken e Carolyne Lefler anche dai parlamentari campani Andrea Cozzolino (Pd), Crescenzio Rivellini (Pdl), Erminia Mazzoni (Pdl), e Vincenzo Iovine (Idv), era quello di verificare le affermazioni contenute nelle 18 petizioni inviate dai movimenti cittadini alla sede europea tra il 2005 il 2008, nelle quali si chiedeva la verifica della compatibilità degli impianti delle discariche con l'ambiente in cui operano, in base alla normativa europea, per escludere eventuali danni alla salute dei cittadini e all’ambiente.
In particolare le istanze presentate pongono l’accento sull’inceneritore di Acerra, le discariche di Basso dell’Olmo nel Comune di Campagna (discarica chiusa dal 2006), di Macchia Soprana nel Comune di Serre (chiusa dallo scorso anno), di Valle Masseria nel Comune di Serre (sito previsto dal DL 90/08), di Chiaiano (discarica ancora attiva), di Terzigno (discarica attiva ex SARI e discarica da attivare nell’ex cava Vitiello), discariche costruite nel Parco nazionale del Vesuvio protetto dall´Unesco come “Patrimonio dell’Umanità”.




http://www.youtube.com/user/nocivelaboratory

Per avere un parere indipendente rispetto alle informazioni istituzionali, la Commissione ha anche incontrato a Benevento il 29 aprile i tecnici competenti e “indipendenti” in ambito scientifico (geologi, epidemiologi, sociologi), tra cui il prof. Franco Ortolani, professore ordinario di Geologia all’Università Federico II, che da anni segue l’evolversi della situazione campana.Una missione che si è conclusa tra luci e ombre. Nel corso della conferenza stampa, tenutasi il 30 aprile a conclusione della visita, Judith Merkies ha così commentato: “Abbiamo potuto costatare un cambiamento dell'atmosfera politica che aiuterà a produrre quella svolta necessaria”, ma anche “di aver costatato come abbiano legittime preoccupazioni i cittadini che hanno inviato le petizioni, rivolgendosi a noi, circa l'assenza di un ciclo dei rifiuti. Hanno pienamente ragione” in Campania manca un ciclo integrato e non viene rispettata la gerarchia dei rifiuti perché si utilizzano soltanto discariche e termovalorizzatori senza passare per i processi che riducono i rifiuti, che favoriscono la loro selezione e il riciclaggio, processi che favorirebbero un utilizzo complessivamente minore delle discariche che sono viste non come una soluzione temporanea, ma definitiva”. Un’altra nota dolente: “la mancanza di trasparenza, per cui si intravede una possibilità di miglioramento, considerando che per ora non c'e' accesso alle discariche per l'opinione pubblica e per chi volesse verificare i dati” ha sottolineato la capodelegazione.
Una situazione denunciata anche dagli esponenti dei comitati cittadini campani, che hanno espresso forti dubbi sulla libertà di azione da parte della Commissione nel corso delle verifiche.
“La missione della Commissione Europea si è trasformata in una vera e propria farsa all'italiana. Il 28 aprile nella discarica di Chiaiano, è stato vietato l'ingresso non solo ai comitati presenti ma anche ai giornalisti e agli amministratori locali, che sono stati bloccati addirittura nei gabinetti. Agli ispettori inoltre, è stata concessa la visita solo di una parte della discarica. Perché?” ha commentato con sdegno Giamoco Acunzo uno dei portavoce del Movimento difesa del territorio area vesuviana.

Per sbloccare i 500 milioni di fondi europei sarà necessario che l’esito della visita, diffuso a giugno, dimostri che in Campania l’emergenza del 2007 è stata superata rispettando le normative europee nel rispetto dell’ambiente e della vita dei cittadini.
In Campania i comitati e le associazioni svolgono da 10 anni un’azione di contro-informazione e denuncia delle irregolarità nella gestione del ciclo rifiuti, e hanno lanciato, grazie l’aiuto di esperti e tecnici, proposte concrete per la risoluzione dell’emergenza, basate sulla raccolta differenziata porta a porta, sulla costruzione di impianti di compostaggio e riconversione degli ex CDR in impianti di Trattamento Meccanico dei rifiuti.
I comitati cittadini evidenziano come il Governo, che ha varato il 23 maggio 2009 il decreto legge n. 90 poi convertito nella legge n. 123, relativo alla gestione dell’emergenza rifiuti in Campania, ha tentato di risolvere il problema con una serie di norme in aperta violazione delle Direttive Europee, imponendo per legge, senza alcuna preventiva adeguata analisi dei territori, 11 mega-discariche di rifiuto “tal quale”, anche con codici CER pericolosi e la costruzione di 4 inceneritori finanziati dai CIP6. Uno di questi, quello ad Acerra, fin dal suo avvio, continua a bruciare materiale non a norma, producendo continui sforamenti dei limiti di legge per le polveri sottili.
Le comunità locali auto-organizzate, facenti parte del Movimento difesa del territorio area vesuviana, fronte di opposizione al disastro ambientale in Campania, che collabora attivamente con la Rete Campana Salute e Ambiente propongono un piano di interventi per la realizzazione di un sistema alternativo nella gestione dei rifiuti da parte delle istituzioni, dato che ancora oggi non è decollata la raccolta differenziata e non è partita alcuna seria bonifica dei territori devastati dai rifiuti tossici e da precedenti mega-discariche:

1. Riduzione a monte dei rifiuti e campagna informativa e formativa per dare suggerimenti sull’acquisto di prodotti che comportino una minore produzione di rifiuti (imballaggi, decorazioni superflue, materiali disomogenei e difficili da smaltire, ecc.). Valutare con attenzione ciò che si acquista, operando una scelta tra diversi prodotti dello stesso tipo, per orientarsi su quelli che, a parità di qualità, generano meno scarti;
2. Rimozione immediata dei rifiuti giacenti su tutto il territorio;
3. Raccolta differenziata porta a porta effettiva e documentata con annesso e specifico piano industriale che preveda in tempi rapidissimi un passaggio da TARSU a T.I.A., abbattendo i costi del servizio ed allo stesso tempo rispettando la direttiva europea sintetizzata dal principio “Chi inquina paga”;
4. Trattamento Meccanico Biologico (TMB): trattamento a freddo dei rifiuti con sistema di estrusione (tipo Vedelago);
5. Riciclo, Riuso e Compostaggio;
6. Incentivare controlli e sanzioni, in modo che siano un monito per quei cittadini che ancora non sono convinti che la differenziata è una questione di vita o di morte per l’ambiente naturale che ci circonda;
7. Installare, dove lo spazio lo consente, mini isole ecologiche in tutta la regione Campania nei parcheggi a servizio di: supermercati, centri commerciali, cinema, stazioni ferroviarie e marittime, discoteche, bar, ristoranti, pizzerie, lidi balneari, industrie, scavi archeologici, musei, scuole, chiese, sedi di Istituzioni Pubbliche, ospedali e in tutti i parcheggi pubblici e privati custoditi.
8. Incentivare il compostaggio domestico familiare e condominiale tramite manifesti e depliant illustrativi con relative istruzioni;
9. Applicare su tutti i prodotti in commercio un bollino colorato dello stesso colore del contenitore della raccolta differenziata alla quale è destinato quando diventerà rifiuto, mentre per i prodotti che non vanno nei bidoni applicare una targhetta con le istruzioni di come smaltirlo quando non sarà più utilizzabile;
poduzione giornaliera campania rifiuti
Incentivare il compostaggio domestico familiare e condominiale tramite manifesti e depliant illustrativi con relative istruzioni
10. Istituzione di piattaforme ecologiche in numero sufficiente per rendere agevole l’utilizzo delle stesse da parte dei cittadini, tenendo presente la particolare conformazione geografica del territorio comunale. Dette piattaforme dovrebbero essere attrezzate con delle tettoie dove depositare tutti quei rifiuti recuperabili quali mobili, sedie, divani che con piccoli lavori artigianali potrebbero essere, una volta riparati, distribuiti a tutte quelle famiglie che si trovano in stato di bisogno. La riparazione potrebbe essere affidata a dei volontari che presterebbero la loro opera come gesto di solidarietà. A questo scopo si potrebbero reclutare i volontari con manifesti o attraverso le Parrocchie, le Associazioni e i Circoli;11. Trasmettere periodicamente il percorso del materiale riciclato dal bidone al sito di lavorazione, per sfatare la convinzione che la raccolta differenziata sia solo fittizia, e cioè che in qualche luogo lontano da occhi indiscreti il differenziato finisca con l’indifferenziato e portato così in discarica;
12. Istituzione da parte dei Comuni di uno sportello telematico per fornire ai cittadini informazioni ed aggiornamenti sulla problematica dei rifiuti in tempo reale;
13. Piano straordinario di bonifica delle aree inquinate;
14. Abolizione definitiva dei commissariati straordinari;
15. Un nuovo piano rifiuti concordato con le comunità locali auto organizzate;
16. Contro discariche e inceneritori.

Il dito nella piaga

Rispetto alle bombe atomiche in Italia, ascoltate cosa dice Antonio di Pietro al minuto 5:22 di questo filmato:



Il dito nella piaga - di Marco Cedolin

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad durante il suo intervento alla conferenza per la revisione del Trattato di non proliferazione nucleare in corso al Palazzo di Vetro dell'Onu a New York, ha chiesto lo smantellamento delle armi nucleari americane in Europa ed in particolare in Italia. Dal momento che “l'utilizzo di armi nucleari da parte degli Usa ha scatenato una corsa al nucleare” e gli Stati Uniti “usano la minaccia nucleare contro altri Paesi, compreso l'Iran”.

Una richiesta certamente legittima che “mette il dito nella piaga” costituita dalla paradossale situazione esistente ancora oggi, ad oltre 60 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, in stati Come Italia, Germania e Giappone, deprivati della propria sovranità e ridotti al ruolo di colonie degli Stati Uniti. Colonie deputate ad ospitare basi militari di varia natura ed armamenti di ogni tipo fra cui una considerevole quantità di testate nucleari.

Basti pensare che gli USA mantengono nel mondo circa 850 basi ...


... (escludendo quelle segrete di cui non è nota l’ubicazione) 500 delle quali in Europa e 113 in Italia. Proprio in Europa sono allocate 480 bombe nucleari, di cui 90 sul suolo italiano. L’Italia versa ogni anno nelle casse statunitensi una cifra nell’ordine del mezzo miliardo di dollari, per coprire il 41% dei costi delle basi USA e delle truppe americane presenti nel nostro paese.

Posti di fronte alla richiesta di Ahmadinejad ed incapaci di produrre una qualsiasi riflessione di un qualche spessore, i componenti della delegazione italiana e delle altre delegazioni europee, hanno scelto la via della fuga (che sempre si confà ai pavidi ed agli impostori) abbandonando l’aula in segno di protesta.

Protesta per cosa? Solamente per qualcuno che ha avuto il coraggio di dire la verità, quella verità che da 65 anni una classe politica servile al proprio padrone a stelle e strisce continua a sottacere a tutti gli italiani.

Marco Cedolin

http://ilcorrosivo.blogspot.com/
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/

MORIRE IN GRECIA


















FONTE: INFORMA-AZIONE.INFO

Dichiarazione di un impiegato della Marfin Bank, nella cui filiale incendiata hanno trovato una tragica morte i tre impiegati.

“Mi sento in dovere, nei confronti dei miei colleghi oggi ingiustamente morti, di comunicare alcune obbiettive verità. Sto facendo pervenire questo messaggio a tutte le agenzie di stampa. Chiunque abbia ancora un po' di coscienza dovrebbe renderlo pubblico. I restanti possono continuare a fare il gioco del governo.

I vigili del fuoco non hanno mai rilasciato una licenza all'edificio in questione. L'approvazione per la sua operatività è avvenuta sottobanco, come avviene praticamente per tutti gli esercizi commerciali e le ditte in Grecia.

L'edificio in questione non è in possesso di alcun dispositivo di sicurezza, né installato né pianificato, non ci sono irrigatori dal soffitto, uscite di emergenza o idranti. Ci sono solo alcuni estintori portatili che, di certo, non sono in grado di contenere l'incendio di un edificio con standard di sicurezza obsoleti.



Nessuna filiale della Marfin Bank ha dipendenti addestrati a gestire un incendio, nemmeno all'uso corretto dei pochi estintori di cui siamo in possesso. I manager usano come pretesto il costo elevato di tali addestramenti per non attuare le misure basilari per la protezione dei propri dipendenti.

Non c'è mai stata un'esercitazione di evacuazione dell'edificio, né una dimostrazione dei vigili del fuoco per istruire lo staff su come reagire a simili situazioni. Le uniche forme di addestramento attuate alla Marfin Bank hanno riguardato l'evacuazione dei “pezzi grossi” dai propri uffici in caso di attacchi terroristici.

L'edificio in questione, nonostante la vulnerabilità della conformazione e dei materiali, dai pavimenti ai soffitti, non è dotato di rifugi antincendio. Materiali altamente infiammabili come carta, plastica, cavi, mobilio. L'edificio è obbiettivamente costruito in modo inadatto ad ospitare una banca.

Nessun membro della sicurezza interna è a conoscenza di tecniche di primo soccorso o antincendio, nonostante siano incaricati della gestione della sicurezza dell'edificio. Gli impiegati della banca devono improvvisarsi addetti alla sicurezza o pompieri in base agli umori di Mr. Vgenopoulos [proprietario di Marfin Bank].

I dirigenti della banca hanno proibito ai dipendenti di abbandonare il lavoro, sebbene questi lo avessero chiesto dalle prime ore della mattina. I dirigenti intimavano di chiudere gli accessi e confermavano, via telefono, che l'edificio doveva restare chiuso [con i dipendenti dentro], arrivando anche a bloccare gli accessi internet per evitare che i dipendenti potessero comunicare con l'esterno.

Da giorni oramai è in atto la volontà di ricattare i dipendenti della banca riguardo le mobilitazioni di questi giorni, con l'offerta verbale “o resti a lavorare o sei licenziato”.

I due poliziotti in borghese, stanziati regolarmente per la prevenzione delle rapine, oggi non si sono presentati presso la filiale, nonostante la direzione avesse rassicurato i dipendenti del contrario.

In fine signori [della banca], fate la vostra autocritica e smettetela di fingere di essere scioccati. Siete responsabili per quanto accaduto, e in un qualunque stato di diritto (come quelli che usate di volta in volta come esempi chiave negli show televisivi) verreste arrestati per le vostre scelte sopracitate. Oggi i miei colleghi hanno perso la vita per malizia: la malizia di Marfin Bank e di Mr.Vgenopoulos in persona, che ha esplicitamente dichiarato che chi non si fosse presentato a lavoro [nel giorno dello sciopero generale del 5 maggio] avrebbe potuto restare a casa anche quelli successivi perché licenziato.

Un impiegato di "Marfin Bank"

Versione originale:

Fonte: http://athens.indymedia.org
Link: http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1163959
5.04.2010

Versione italiana:

Fonte: www.informa-azione.info/

Link: http://www.informa-azione.info/grecia_tre_impiegati_morti_in_incendio_banca_durante_sommosse
5.05.2010

Visto su http://pensareinprofondo.blogspot.com

http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php