martedì 15 giugno 2010

GRANDE EMERGENZA, COMUNICATO DI ALVOL LOOKING HORSE














Abbiamo ricevuto questo importante messaggio di Arvol Looking Horse tramite Paula Horne. Vi invitiamo a riflettere su queste sue parole, e a onorarle.

Ai Leaders Religiosi e Spirituali di tutto il mondo.

Parenti Miei,
E’ venuto il tempo di parlare ai cuori delle nostre Nazioni e ai loro Leaders. Io questo vi chiedo dal profondo del mio cuore: partendo dallo Spirito delle Vostre Nazioni, unitevi insieme in preghiera. Noi, dal cuore dell’Isola della Tartaruga, abbiamo un grande messaggio per il Mondo; ci spingono a parlare tutti gli Animali Bianchi che hanno mostrato il loro Sacro Colore, che sono per noi il segno che è necessario pregare per la sacra vita di tutte le cose.Mentre io vi invio questo messaggio, molti Popoli degli Animali sono minacciati: coloro che nuotano, coloro che strisciano, coloro che volano, i Popoli delle piante, tutti, alla fine, saranno danneggiati dal disastro (della perdita) di petrolio nel Golfo.

I pericoli che ci troviamo ad affrontare in questa ora non sono (dello spirito) causati dagli Spiriti. La catastrofe che si è verificata con la perdita di petrolio, simile al sanguinamento della Madre Terra, è causata da errori umani, errori che non possiamo permetterci di continuare a fare.


Io ho chiesto, come Leader Spirituale, che ci si riunisca insieme, insieme uniti in preghiera nella totalità e Globalità delle nostre Comunità. La mia preoccupazione è che questi gravi problemi continueranno a peggiorare, con quell’ “effetto domino” riguardo al quale i nostri Antenati ci hanno messo in guardia nelle loro Profezie.Nel mio cuore, so bene che ci sono milioni di persone che pensano che l’unione delle nostre preghiere per amore della nostra Nonna Terra arrivi molto in ritardo.
Io credo che noi, come persone Spirituali, dobbiamo riunirci e concentrare i nostri pensieri e le nostre preghiere per permettere la guarigione delle molteplici ferite che abbiamo inferto alla Terra.
Poiché noi onoriamo il Ciclo della Vita, convochiamo i Cerchi di preghiera globalmente per contribuire alla guarigione di Nonna terra (la nostra Unc’I Maka in lakota).
Noi chiediamo che si preghi affinché questa perdita di petrolio, questa emorragia, finisca; affinché i venti stiano quieti, così da collaborare in questa opera.
Preghiamo affinché le persone siano guidate mentre tentano di riparare all’errore, e preghiamo perché tutti cerchiamo di vivere in armonia, nel momento in cui scegliamo di mutare il distruttivo sentiero sul quale ora stiamo camminando.
Pregando, arriveremo alla completa comprensione del fatto che siamo tutti connessi gli uni agli altri, e che quello che noi creiamo e facciamo ha effetti durevoli su tutto ciò che esiste.
Quindi, uniamoci spiritualmente: Tutte le Nazioni, Tutte le Fedi, Una Preghiera.Insieme con questa preghiera chiedo anche per favore di ricordare il 21 Giugno quale Giorno della Pace nel Mondo e Giorno in cui si onorano i Sacri Siti: sia che siano siti naturali, o templi, o chiese o sinagoghe o semplicemente il “vostro” particolare posto sacro, recitiamo una preghiera per tutto ciò che vive, perché le nostre Nazioni prendano buone decisioni, per il futuro e il benessere dei nostri figli e delle generazioni che verranno.
Onipikte (Così Che Noi Possiamo Vivere),
Chief Arvol Looking Horse, 19° Generazione dei Custodi della Sacra Pipa della Donna del Vitello di Bisonte Bianco

(Traduzione a cura di Camilla Novelli)
Fonte: nativiamericani.it

Castles Made of Sand- Jimi Hendrix



http://www.youtube.com/user/Trunkfish

Per la strada la si sente gridare: sei una vergogna,
mentre sbatte la porta sulla sua faccia ubriaca.
E ora lui resta fuori
E tutti i vicini cominciano a spettegolare e parlare a vanvera.
Lui piange, oh ragazza, devi essere pazza.
Che è successo al dolce amore che avevamo?
Lui si schiaccia contro la porta e comincia una scenata,
e le sue lacrime cadono e incendiano il verde del prato.

E così i castelli di sabbia
Cadono nel mare, alla fine.

Un piccolo indiano coraggioso, che non aveva ancora dieci anni,
giocava alla guerra nei boschi con i suoi amici indiani.
E sognava di diventare da grande
un capo indiano senza paura.
Più lune passavano più il sogno diventava forte
finchè il giorno dopo avrebbe intonato il suo primo canto di guerra,
e combattuto la sua prima battaglia, ma qualcosa andò storto.
Un attacco a sorpresa lo uccise quella notte nel sonno.

E così castelli di sabbia
Si sciolgono nel mare, alla fine.

C'era una giovane ragazza dal cuore disgustato
perché era paralizzata e non riusciva a parlare.
E lei pregava e sperava che la vita finisse.
Così decise di morire.
Spinse la sua sedia a rotelle sul bordo del precipizio,
e sorrise alle sue gambe: non mi farete più soffrire.
Ma poi uno spettacolo mai visto prima la fece sobbalzare e dire:
Guarda, una nave con le ali d'oro mi sta passando davanti.
E quella non dovette fermarsi, ma solo continuare ad andare.

E così castelli di sabbia
Scivolano nel mare, alla fine.

I 70 anni di Guccini: «Mi sento come i gatti di gennaio»



http://www.youtube.com/user/starrynight100

di Toni Jop

Come va Francesco? «Male, grazie». Male? Che ti succede? «Sono vecchio, stanco e mi sono rotto i coglioni». Non fare così, non fare così: vediamo, hai qualcosa dentro, tirala fuori, sennò è un disastro. È iniziata così, duramente, questa ultima chiacchiera con Francesco Guccini (è nato a Modena il 14 giugno 1940). Occasione anagrafica, fredda, un po’ stupida ma di rigore: il grande mago della canzone d’autore italiana compie oggi settant’anni, Cyrano compie settant’anni. Che sono niente oppure tutto, a seconda se ti trascini su una sedia a rotelle oppure vai in canoa. Lui va in canoa, quando non gliela rubano: gliene hanno portate via quattro. Poi, ci sono le cose che girano attorno a te e magari sono proprio queste ultime che si incaricano, fedifraghe, di scandire il ritmo della sabbia mentre attraversa il «vitino» della clessidra. In genere, in queste occasioni si torna a tutto quello che è stato. Abbiamo preso un’altra strada: un check-up umorale, quasi una foto istantanea di Guccini, di quelle che fra vent’anni lui guarderà e dirà: ero un bel figo anche allora.

Quindi, sputa il rospo, cos’è che non va?

«A parte il fatto che è morto da poco Renzo Fantini - storico manager e caro amico di Francesco, ndr - e che questa è una botta davvero non superata. A parte questo, c’è il fatto che sono sopraffatto dal compleanno; tutti mi saltano addosso, poi settant’anni sono tanti...»

Dipende dai punti di vista...

«Eddai, c’è chi ha più possibilità e chi ne ha meno. Io, avendo settant’anni ne ho meno. Il tempo stringe. Anzi, dopo i cinquanta hai di sicuro davanti a te meno tempo di quel che hai già vissuto...»

Non dovevi fare una grande festa?

«Sì, eliminata, e chi ne aveva voglia? Poi, sarebbe arrivata una marea di gente. Beh devo dire che la gente mi vuol bene, anche troppo. Niente torta, una cena con un po’ di parenti e fratello, poca roba...»

Diciamo la verità: hai sempre dato un peso enorme al tempo, ascoltando le tue canzoni anche le più antiche si ha la sensazione che tu ti sia sentito vecchio abbastanza presto...

«È la piega dell’epica, è la sua curvatura, come se vedessi più lontano da un paio di occhi ciechi. Ma senti un po’: ho in programma un concerto a Modena il 30 giugno, normale. Tutti mi chiamano e mi dicono: sicuro non mancherò ci vediamo a Modena. Ma è solo un concerto, come se lo facessi per il mio compleanno, ma non è vero. Sono preoccupato. Sarei rimasto sereno senza interviste...»

Grazie....

«Lascia perdere. Anche Mollica mi fatto una gran cosa. Lo fanno per tutti...»

Francesco, non basta compiere settant’anni, mettitela via: sei un bravo che piace e tutte le scuse sono buone per far festa e catalogare ricordi, i tuoi e quelli di chi si è legato a te senza chiedere permesso. Quanto al tempo, mi pari un materialista: c’è quello mentale e quello anagrafico...

«Sì, esistono tutti e due. Corrono ciascuno per proprio conto, a volte uno precede l’altro, a volte si incrociano, qui si vola alto, ragazzo...»

Ottimo, resta in aria: esprimi un desiderio...

«Vorrei stare tranquillo, leggere, dormire se possibile, che bello, ora le giornate sono lunghissime, tutto va bene, c’è il sole ma dal 21 ricomincia l’inverno e le giornate rattrappiscono...»

Avrei giurato che fossi un animale invernale ...

«Macché, sono una bestia estiva. Anzi, mi lamento: le estati non sono più quelle di una volta, quando duravano di più. Quando ero giovane ricordo che le estati erano lunghe dieci mesi, che bellezza. Invece, ecco che già inizia l’autunno. È vero che a Natale le giornate si allungano un pochino, ma novembre, cos’è novembre! Buio e giorni brevissimi!»

Attento, stai riscrivendo la canzone dei mesi...

«Giusto: sai cosa faccio? La ricanto, la rimetto in scaletta. Vecchio pezzo, l’ho scritto quando avevo 31-32 anni. Avevo un’altra visione del mondo. Si cambia, mutano alcune cose fondamentali, con la vita e con la gente...andavo a dormire tutte le sere non prima delle quattro o delle cinque di mattina...cambia per tutti, anche per te, no?»

No.

«No? Perché sei ancora un bambino...»

Senti, nonno, azzarda un bilancio...

«Di base, non va tragicamente: sto bene, sto bene con la mia compagna - Raffaella, meraviglia di ragazza, ndr - sto bene a Pavana...Bologna è cambiata, lo vedi che le cose cambiano?»

Così, vai a dormire presto...

«Sì, ma mi alzo tardi, questo è rimasto uguale...»

Giochi col tempo, fai un po’ il furbo...

«Cosa sia il tempo non lo so. È sicuro che sono uno che ha sempre l’orologio, non lo dimentico mai. Sono legato al tempo cronografico. In bagno, ho un orologio che scandisce anche i secondi. Tac tac tac: un secondo in più, un secondo in meno: non dimentico mai nemmeno il tempo che passa...»

Va bene, sei matto come un cavallo, per salvarti minerò l’orologio del tuo bagno mentre canto «Vedremo soltanto una sfera di fuoco...ma noi non ci saremo...». Lo vedi che sei un giocoliere? Eri ancora un ragazzo quando hai fottuto il tempo inchiodandolo alla tua visione...

«Ora la mia visione è il mio orizzonte fisico: due finestre, di casa mia, attorno alle quali si attorcigliano l’Emilia e la Toscana, cosicché vedo a destra quello che dovrei vedere a sinistra e viceversa. Son felice di vedere le case, i campi che un tempo erano coltivati e ora no; è più bello ammirare tutto ciò in questa stagione, soprattutto i sofficiosi boschi...ti piace questo neologismo poetico?»

Commosso. Un tenerone come te soffrirà nostalgia per quel che non è stato...

«Neanche per sogno. Ho nostalgia solo per quel che non si può più fare. Cammino bene, ma non come una volta, a quarant’anni sei più agile, me lo concederai? Ascolta: un mio amico più vecchio di me, a settant’anni si sentiva in forma smagliante, era sereno, felice, forte. Vado a fare un giro in centro, dice. In autobus c’era una bella ragazza che lo guardava, lui emozionato. Lei gli fa: “Prego si accomodi” mentre si alza. È crollato».

Coraggio: le ragazze ti guardano con begli occhi, hai sbagliato analogia...

«Dev’essere la storia del compleanno che un po’ mi stona...son come i gatti di gennaio...»

È cioè?

«I gatti di gennaio piangono e trombano dalla mattina alla sera...»

Però!

«Niente, sono solo un lamentino».

 http://www.unita.it/

SCIE CHIMICHE: adesso ci crederete ....




http://www.youtube.com/user/Rivoluzioniamo2

Forse anche di fronte all' evidenza riuscireste a dubitare....

Anche i TG cominciano a parlare di Scie Chimiche



http://www.youtube.com/user/yago081965

TG di lunedi 14 giugno 2010