martedì 22 giugno 2010
Nando Rossi - Politica, massoneria, Bilderberg, signoraggio
http://www.youtube.com/user/vibravito
Conferenza di Fernando Rossi tenutasi a Milano il 13 giugno 2010:
"Politica, massoneria, Bilderberg, signoraggio"
Info su Nando Rossi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Fernando...
Sito del movimento "Per il Bene Comune":
http://www.perilbenecomune.org/
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Faber
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Scie chimiche ( Chemtrails ) 18-19 Giugno 2010
http://www.youtube.com/user/FaberBarber
Dormite pure sonni tranquilli ... casomai al suono delle vuvuzelas e dei vostri mondiali del kaiser ... dormite , dormite pure ...
La marea nera delle corporation
http://www.youtube.com/user/Tiretti
di mazzetta
La storia del buco sul fondo del Golfo del Messico è una delle vicende più istruttive degli ultimi anni. In essa si trovano riflesse le storture di un sistema economico dai tratti spesso demenziali, lo stato dei rapporti di forza tra economia e politica, la scarsa consapevolezza dei problemi ambientali, le differenze abissali e le incredibili similitudini tra i paesi più avanzati e quelli disperati, lo stato dei media e molto altro. Il buco che perde petrolio ci parla prima di tutto dell'irresponsabilità delle grandi corporation.
Nulla di nuovo, la stessa crisi che abbiamo appena cominciato ad attraversare ha già certificato che i giganti dell'economia sono immortali e intoccabili. In quella definizione di “troppo grandi per fallire” c'è già il seme del disastro: la garanzia dell'impunità degli amministratori e degli azionisti, liberi di giocare sapendo che le loro sconfitte saranno pagate da altri. Un'impunità garantita dal sostanziale acquisto o condizionamento del personale politico ai massimi livelli.
Negli Stati Uniti, ancora oggi considerati un modello da replicare universalmente, le regole per l'industria petrolifera le scrivono gli uomini dell'industria petrolifera e, quei pochi che ci hanno trovato da ridire, sono considerati pericolosi radicali, socialisti che vorrebbero limitare la libertà d'azione e la riservatezza delle aziende. Non basta: si è scoperto che anche quelli incaricati di controllare quel poco che era di competenza delle autorità americane, sono a libro paga delle compagnie, esattamente come altre decine di funzionari governativi che un anno lavorano per il governo e quello successivo per le aziende che dovevano controllare. Esattamente come i tre incaricati da Obama di riformare la finanza arrivano da Goldman Sachs, una delle principali banche-canaglia del pianeta, tra le maggiori responsabili della crisi in corso.
Non è stato un caso che il costo delle campagne politiche americane sia lievitato a livelli stellari: ovunque la maggiore disponibilità di fondi costituisce un vantaggio, ma in questo caso è evidente l'esistenza di un'asta permanente nella quale si cerca di conquistare la rappresentanza e i rappresentanti comprandoli. Si può ben dire che le compagnie petrolifere americane hanno una lunga tradizione in questo senso e il risultato e sotto gli occhi di tutti. Così com'è sotto gli occhi di tutti la diffusione di questo modello che ben poco ha a che fare con la democrazia e molto con quello che proprio i padri fondatori combatterono: la tirannia del denaro e delle compagnie finanziarie sugli uomini liberi.
Pochi sanno o hanno voglia di ricordare che i primi decenni di vita degli Stati Uniti furono caratterizzati dal divieto di costituzione di società per azioni e a responsabilità limitata. La ribellione fu contro la corona inglese, ma anche e soprattutto contro le imprese coloniali delle compagnie commerciali e la loro capacità di controllo sul governo britannico, potere che poi spinse la monarchia a scioglierle d'autorità e assumere il potere politico sui territori da queste assoggettate con la forza.
Al potere si accompagna l'atteggiamento di sufficienza verso le regole e un approccio volto più a soddisfarne i requisiti formali che a perseguire i risultati che queste ricercherebbero. Particolarmente gustosa, in questo senso, è la storia dei prescritti piani di emergenza in caso di perdite dalle trivellazioni nel Golfo del Messico, piani dei quali devono essere dotate tutte le compagnie che vi operano. In un'audizione al Congresso, i piani delle cinque maggiori compagnie sono risultati quasi identici nella loro inconsistenza. Identici al 90% e non poteva essere diversamente, visto che erano stati commissionati alla stessa azienda. Identici e ridicoli e non solo perché alla prova dei fatti si sono rivelati lontanissimi dalla necessità.
Due di questi riportano il numero di telefono di un biologo da chiamare in caso d'emergenza, che però è morto nel 2005. Tutti fanno riferimento all'importanza dell'integrità dell'habitat dei trichechi, che nel Golfo del Messico non si sono mai visti. Robaccia tirata via, del tutto inutile a limitare i danni verso terzi o l'ambiente.
Impressione confermata dal manuale della EXXON, che ha un'addizione di quaranta pagine su come gestire le obiezioni e le domande dei media, il doppio di quelle dedicate a come cercare di fermare il disastro. EXXON ha già attraversato un disastro del genere e sa che fa più danno l'odio della gente di quanto non faranno ridicole sanzioni o risarcimenti stiracchiati e pagati dopo decenni. Il piano d'emergenza si concentra quindi su come limitare i danni all'azienda più che su come limitare altri danni che interessano relativamente. Uno dei boss delle compagnie ha provato a giustificarsi dicendo che i piani per il dopo-disastro non raccolgono molta attenzione perché “loro” sono più concentrati sul fare in modo che i disastri non succedano.
E qui c'è la conferma che questa gente vive in mondi diversi dalla “piccola gente”, come l'ha definita il capo della British Petroleum in una gaffe rivelatrice. Tale e tanta é l'impunità reale dei suoi pari da trasudare platealmente in sfacciata megalomania, come testimoniano da oltre un secolo la cronaca e la letteratura e come hanno confermato anche le recenti esibizioni dei “signori dell'universo” di Wall Street nel bel mezzo dell'ecatombe da loro stessi provocata.
Comportamenti stigmatizzabili, ma perfettamente comprensibili se si considera che parliamo di persone che guadagnano spropositi e muovono ricchezze incalcolabili, che hanno più potere reale di gran parte dei leader mondiali e sono alla guida di macchine finanziarie costruite per fare profitti prendendo rischi, con la consapevolezza che il fallimento non è possibile e che qualsiasi danno o perdita saranno a carico di collettività di “piccola gente” che vive in mondi alieni.
Perdite e mondi tenuti a distanza da regole su misura, dalla protezione politica e, se non bastasse, dall'abilità nell'attraversare le frontiere dell'economia globalizzata per risparmiare su tutto e sfuggire al maggior numero di responsabilità. Non è un caso che il pozzo sia negli Stati Uniti, la titolare della concessione britannica, la piattaforma costruita in Corea del Sud, registrata alle isole Marshall e di proprietà svizzera e le operazioni in loco affidate ad altre società di diversa nazionalità. Non è il frutto del caso, ma un'architettura organizzativa che permette di sfuggire a normative e controlli e di abbattere i costi.
Le isole Marshall non hanno la competenza i mezzi e nemmeno le persone per gestire un registro navale e nemmeno per verificare la congruità tecnica di un “naviglio” del tipo della Deep Water Horizon, la piattaforma esplosa. Ci pensano allora delle società incaricate appositamente e appositamente costituite dalle previdenti compagnie che gestiscono navi e piattaforme. i regolamenti del registro delle Marshall prescrivono normalmente piante organiche ridotte rispetto alla media degli altri registri navali e non è che uno dei vantaggi.
Nulla possono le autorità americane sulla piattaforma, la loro competenza comincia al di sotto del pelo dell'acqua e, come già ricordato, si è scoperto che nemmeno lì guardavano bene. Nessuna lunga mano della legge può arrivare nemmeno a contestare i contratti di lavoro, spesso stipulati da lavoratori e società di paesi terzi e nemmeno coincidenti. La catena delle responsabilità è tanto lunga e tanto frammentata che il CEO di una grande corporation può ragionevolmente pensare di finire in galera per i suo comportamenti in azienda, solo presentandosi al lavoro armato e facendo fuoco personalmente su qualche presente. È proprio il sistema che spinge inevitabilmente a prendere rischi enormi: se va bene i guadagni saranno enormi, sa va male saranno altri a pagare. A queste condizioni nessuno può resistere alla tentazione di prendere rischi enormi.
Il fatto che il buco sia negli Stati Uniti e che il petrolio trasportato dalla Corrente del Golfo finirà proprio tra le sponde atlantiche, ha garantito e garantirà una certa visibilità al disastro e provocato danni economici enormi. Prevedibilmente, per anni ci saranno migliaia di cittadini e società commerciali degli Stati Uniti e di altre economie avanzate che rincorreranno la BP in cerca di risarcimenti. Una seccatura inevitabile, ma anche questa è una circostanza abbastanza remota nell'operatività complessiva delle compagnie petrolifere, che operano ovunque nel mondo e che in genere non hanno neppure questi fastidi. Il tempo gioca sempre a favore delle compagnie nelle lunghe liti che seguono eventi del genere; l'esito risarcitorio del disastro della EXXON Valdez dovrebbe tranquillizzare BP e i venti miliardi di dollari che Obama ha chiesto di accantonare per i risarcimenti, non sono soldi sequestrati e nemmeno da considerarsi già spesi, nemmeno se i danni dovessero eccedere quella somma come già sembra.
Il mondo è vasto e le compagnie hanno già fatto sapere che un'eventuale moratoria delle perforazioni del Golfo del Messico determinerà solo lo spostamento delle piattaforme in acque più ospitali: le piattaforme costano e non si possono lasciar ferme neppure un giorno, il tempo è notoriamente denaro. In molti paesi le compagnie petrolifere fanno semplicemente quello che vogliono, così si spingono a risparmi criminali e provocano danni molto più estesi di quello di cui si discute. Un lungo articolo del New York Times ha raccontato la situazione nel delta del fiume Niger, dove da cinquant'anni le perdite dalle trivellazioni e dagli oleodotti riversano nel fiume e nel Golfo di Guinea l'equivalente del contenuto della EXXON Valdez e nessuno dice niente.
Gli abitanti della zona si sono ribellati a una tale devastazione, prendendo le armi contro un governo centrale corrotto che incassa le royalty lasciando la regione e i suoi abitanti nella miseria e sempre più inquinati. Li hanno chiamati terroristi e blanditi con quattro soldi, persino i riscatti dei lavoratori pagati dalle compagnie sono una goccia nel mare di petrolio che ha devastato tutto. Le compagnie accusano i sabotaggi dei ribelli per le perdite, ma le tubature arrugginite, gli impianti fatiscenti e l'assenza di dispositivi di sicurezza, testimoniano ben altro.
Le vite degli abitanti del delta non valgono niente, i vegetali e i pesci di cui si nutrivano non valgono niente sui mercati internazionali, le loro case, i pozzi dai quali bevevano, i campi che coltivavano non valgono niente e, anche quando fossero stabiliti risarcimenti, sarebbero spiccioli in confronto ai miliardi di dollari risparmiati.
Tutto legale, tutto perfettamente in regola: se perfori il Golfo di Guinea nelle acque della Guinea Equatoriale, paghi diritti scontati direttamente sui conti personali di uno dei peggiori dittatori del mondo, tanto flessibile in materia di sicurezza da diventare un benemerito, anche se il suo popolo non vede un dollaro di quel denaro, visto che Teodoro Obiang investe per lo più in repressione. Ma è tutto legale, proprio com'è tutto legale nel Golfo del Messico e anche di più.
Nel Golfo del Messico, in quello di Guinea e in molte altri parti del mondo non ci sono feroci islamici a minacciare il nostro futuro, ma un sistema che nessuno ha voglia di mettere seriamente in discussione e che, al contrario, è sempre più teso alla privatizzazione dei guadagni e alla socializzazione delle perdite. Sarebbe il caso di rifletterci senza decidere subito che si tratta di eventi lontani e di cose che ci riguardano poco. Ci riguardano eccome e ci riguarderebbero anche se la “nostra” ENI non fosse uno dei cavalieri di questa apocalisse.
http://www.altrenotizie.org/index.php
LE CARTE COMPLETE DEGLI ILLUMINATI
Si parla spesso in rete di un particolare gioco di carte, chiamato “Illuminati Card Game”, che appartiene ad una vasta serie di giochi basati sulle diverse teorie che riguardano gli Illuminati, i poteri occulti e il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. (*)
Ciò che rende questo gioco interessante è la presenza di molte carte che descrivono con anticipo (“Illuminati Card Game” è del 1994) eventi di portata mondiale che sono poi realmente accaduti.
Fra questi spiccano soprattutto la distruzione del Pentagono e delle Torri Gemelle, la cui rappresentazione grafica sembra addirittura ricalcata da una fotografia del fatto reale, avvenuto nel 2001.
Altre sorprendenti “coincidenze“ sono, ad esempio, la pandemia con tanto di “quarantena", la “manipolazione dei mercati finanziari”, oppure “l’esplosione del vulcano”, che ci ricordano da vicino eventi accaduti di recente.
Ci sono poi immagini più generiche, come la “riduzione della popolazione“, …
… o la “riscrittura della storia“, che corrispondono sicuramente ai sogni più o meno nascosti degli Illuminati del “Nuovo Ordine Mondiale”.
Il fatto che questo set di carte sia stato effettivamente pubblicato nel ’94 sembra fuori discussione, in quanto il gioco è talmente diffuso che se certe carte non comparissero nel mazzo originale, ma fossero state aggiunte dopo, qualcuno lo avrebbe sicuramente denunciato.
Siamo quindi di fronte ad un curioso minestrone di progetti attribuiti al “Nuovo Ordine Mondiale” - alcuni specifici, altri generici, alcuni realizzati e altri no - che di certo non può essere spiegato con una semplice serie di coincidenze.
Fra le varie possibilità, la spiegazione più probabile è che il creatore del gioco, Steve Jackson, abbia ricevuto informazioni riservate da qualcuno che era a conoscenza diretta dei progetti che circolavano nell’ambito del “Nuovo Ordine Mondiale”.
E’ possibile che Jackson sia stato usato come “altoparlante inconsapevole“, a cui vengono passate informazioni da diffondere, in modo apparentemente triviale, con l’intento di rafforzare la pubblica percezione del potere degli Illuminati. Oppure potrebbe appartenere lui stesso al NWO, oppure ancora può essere una persona che cerca solo di sfruttare commercialmente certe informazioni di cui in qualche modo è venuto in possesso. In fondo, la Steve Jackson Games dichiara un reddito lordo annuo superiore ai 2 milioni e mezzo di dollari.
Il caso di Jackson ricorda da vicino quello di certi libri “fortunati”, come ad esempio “Il Candidato Manciuriano”, che hanno saputo descrivere in anticipo vicende che si sono poi realizzate nella realtà.
Vi sono anche autori dotati di intuito particolare, che percepiscono in anticipo certe onde di “sentire collettivo”, come ad esempio “Il Nome della Rosa”, oppure il “Codice da Vinci”, sfruttando al meglio il nascente interesse popolare per certi argomenti “occulti” - o comunque occultati. In certi casi diventa addirittura difficile capire quanta informazione originale esista fra le righe di un libro, e quanta invece sia il riflesso di quel sentire collettivo, introdotto - consciamente o inconsciamente – dallo stesso autore nelle sue pagine.
In realtà, a ben guardare, le carte degli Illuminati non rappresentano nulla di stupefacente, se non l’eventuale conferma che ciò che accade nel mondo sia spesso il risultato di una precisa volontà di un ristretto gruppo di persone. Il primo attentato al World Trade Center risale al 1993, indicando che un progetto di un attentato con esplosivi alle Torri Gemelle dovesse essere in circolazione almeno da quella data (che precede l’uscita del gioco di carte).
Vi è anche una possibilità più remota, più difficile però da sostentare in modo analitico: che l’autore non riceva affatto informazioni esterne, ma che sia dotato di particolari “poteri di preveggenza“, che gli permetterebbero di visualizzare in anticipo eventi che poi accadono nella realtà. A sua volta, si potrebbe teorizzare che questo tipo di preveggenza consista nella capacità di accedere ad un insieme di archetipi, che esisterebbero fuori della nostra dimensione spazio-temporale, i quali vengono ad assumere le forme specifiche degli eventi che poi accadono nel nostro tempo. In questa ottica si può anche spiegare un fenomeno come quello di Nostradamus, le cui quartine, più che anticipare eventi specifici, sembrano rappresentare archetipi universali, sufficientemente dettagliati però da poterli applicare in seguito a certi fatti realmente avvenuti.
Qui però dobbiamo fermarci, perchè stiamo entrando in un territorio assolutamente ipotetico, che non ci permette di utilizzare il metodo analitico, e ci offre risposte che possono avere al massimo un valore individuale.
Di certo possiamo affermare una cosa: man mano che procede il cammino dell’umanità, scopriamo che è sempre più grande il numero di cose che non conosciamo rispetto a quelle che conosciamo. E questo è già un notevole passo in avanti, volendo, che ci possa almeno liberare da quell’ignoranza, travestita da falso sapere, che ci offusca costantemente la vista.
Massimo Mazzucco
Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3529
a questo link tutte le carte : http://www.facebook.com/home.php?ref=home#!/album.php?aid=14818&id=100000696819639&ref=mf
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L'antica Profezia "Hopi" "Sorgere al Quinto Mondo"
http://www.youtube.com/user/AnticoOrdine
Le Profezie Hopi
Gli Indiani Hopi nelle loro profezie ci parlano del ritorno dei Kachinas attraverso l'esplosione e la comparsa momentanea di una nuova stella che emanerà una luce bianca
"Tu sentirai di un luogo di abitazione nei cieli, sopra la terra, che cadrà con grande fragore.
Esso apparirà come una stella..I Popoli Nativi ora stanno tornando al loro modo di preparare per gli ultimi giorni...gli ultimi tempi"
La fine di tutti i rituali Hopi avverrà quando un Kachina si toglierà la maschera durante una danza nella piazza davanti aibambini non iniziati.
Per un po non ci saranno più rituali né fede. Allora Oraibi sarà rinnovato nella fede e nel rituale, segnando lavvio di un nuovo ciclo della vita Hopi".
Piuma Bianca, Clan dellOrso, Tribù Hopi
Il Quarto Mondo finirà presto ed il Quinto Mondo comincerà. Questo era ovunque risaputo dagli Anziani. I segni si sono manifestati nel periodo di molti anni e pochi devono ancora manifestarsi.
Questo è il Primo Segno:
Noi eravamo informati dellarrivo degli uomini dalla pelle bianca, simili ai Pahana (Hopi), ma che non vivevano come i Pahana. Questi uomini hanno preso la terra che non è loro ed hanno colpito i loro nemici col Tuono (fucili).
Questo è il Secondo Segno:
Le nostre terre vedranno larrivo di Ruote che Girano colme di Voci (carri coperti).
Questo è il Terzo Segno:
Strani animali simili al bufalo, ma con grandi lunghe corna copriranno la terra in gran numero (Bovini a corna lunghe).
Questo è il Quarto Segno:
La terra sarà attraversata da serpenti di ferro (le strade ferrate).
Questo è il Quinto Segno:
La terra sarà intersecata da gigantesche tele di ragno (linee elettriche e telefoniche).
Questo è il Sesto Segno:
La terra sarà intersecata da fiumi di pietra che creano figure nel sole ( i rilevati stradali ed il loro creare miraggi).
Questo è il Settimo Segno:
Tu sentirai di un mare diventato nero e di molti esseri viventi morti a causa sua (pozzi di petrolio).
Questo è lOttavo Segno:
Tu vedrai molti giovani che portano i loro capelli lunghi come quelli del nostro popolo venire ed unirsi alle tribù per imparare la nostra via e la nostra saggezza (Hippies).
E questo è il Nono ed Ultimo Segno:
Tu sentirai di un luogo di abitazione nei cieli, sopra la terra, che cadrà con grande fragore. Esso apparirà come una stella blù.
Molto presto dopo questo avvenimento, le cerimonie del popolo Hopi cesseranno.
Questi sono i Segni che la grande distruzione è arrivata:
Il mondo sussulterà su e giù . Luomo bianco combatterà i popoli di altre terre, quelli che possiedono la prima luce della saggezza. Ci saranno molte colonne di fumo e fuoco come quelle che luomo bianco ha già fatto nel deserto non lontano da qui. Quelli che abitano e vivono nella terra degli Hopi saranno salvi. Allora ci sarà molto da ricostruire. E presto, molto poco dopo, i Pahana torneranno.
Essi porteranno con loro lAurora del Quinto Mondo. Essi pianteranno i Semi della Saggezza nei nostri Cuori. Almeno ora i semi sono stati impiantati. Questi spianeranno la via per Emergere nel Quinto Mondo.
Da Profezie del Popolo Rosso,
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