mercoledì 1 giugno 2011

NASSIM HARAMEIN - IL RESPIRO DEL SOLE - SUB ITA



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Haramein teorizza che i livelli di energia del nostro Sole potrebbero essere guidati da una piccola singolarità, al centro,
che chiama white whole/black whole, (w-h-o-l-e). In questo scenario la dinamica di trasferimento di informazione tra l'orizzonte degli eventi
del black whole / white whole, guida la struttura di fusione del nostro sole. Haramein sottolinea che queste dinamiche produrrebbero regioni scure e fredde che noi chiamiamo macchie solari. In realtà sono vortici di materiale e radiazione elettromagnetica risucchiata verso la singolarità centrale
risultando in un allungamento della forma d'onda elettromagnetica che genera elevate emissioni di raggi-X in tali regioni.

LA GEOMETRIA SACRA - SUB ITA



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Petrolio Abiotico (310 pozzi operativi) - 1

Questa “chicca”, che per facilitarvi l’assimilazione proponiamo in due parti, l’abbiamo tenuta per ultima (Joe Vialls, autore dell’articolo, ha partecipato agli studi, alle ricerche e ha collaborato direttamente in alcune perforazioni eseguite in Russia, per cui è un testimone oltremodo attendibile) e, se alla fine crederete ancora che il petrolio sia di origine fossile, al pari del gas naturale, come vi stanno dicendo da mezzo secolo per farvi pagare i carburanti a caro prezzo, con relativo aumento del costo dei prodotti e, della vita.. beh!.. forse è meglio che vi prendiate una vacanza e andiate sul posto a sincerarvi di persona, come abbiamo fatto noi a suo tempo. Troverete persone cordialissime che vi illustreranno i loro risultati stupefacenti, senza risparmiare una simpatica ilarità nei confronti degli occidentali. In buona sostanza (i Russi) ridono a crepapelle, quando vedono i prezzi che paghiamo per questa montatura truffaldina che, in fin dei conti, fa triplicare anche i loro guadagni con le esportazioni. Ma per gli stupidi, come ci è stato fatto esplicitamente capire, non c’è misericordia! 

La Russia dimostra che il “picco della produzione” del petrolio
è una truffa sionista fuorviante
(di Joe Vialls – 25 agosto 2004)

(Mentre Mosca investe molto nella produzione di petrolio illimitato per il futuro, l’America – New York – sperpera i suoi utili in cose poco sagge)


Nel 1970, i Russi iniziarono una pionieristica perforazione (pozzo Kola SG-3) che raggiunse la strabiliante profondità record di 40.230 piedi (oltre 12 km ndr). Da allora, i Russi hanno tranquillamente perforato, a queste profondità e con successo, oltre 310 pozzi di petrolio, mettendoli in produzione. L'anno scorso la Russia ha superato l'Arabia Saudita diventando il più grande produttore di petrolio mondiale e ora si appresta a dominare completamente la produzione globale di petrolio, compresa la vendita, per i prossimi cent’anni.
Il paragrafo di apertura potrebbe apparire al lettore sconcertante. Se poi aggiungiamo che i Russi hanno sfruttato questa splendida realtà per quasi trent'anni, sotto il naso in gran parte inconsapevole delle agenzie d’intelligence occidentali, potrebbe apparire come lo sproloquio di un pazzo. Il fatto è che riserve illimitate di petrolio sono presenti all'interno del pianeta Terra e, i Russi,  hanno sviluppato molto tempo fa la tecnologia avanzata necessaria per recuperare queste riserve di petrolio illimitato in modo efficiente e tempestivo.
Questa realtà non si confà con le grida frenetiche degli speculatori accademici occidentali e dei  lobbisti, determinati a convincere tutti che la fine del petrolio è vicina, o, più precisamente, che in America si affaccerà un'imminente catastrofe quando la capacità produttiva globale raggiungerà il "picco", vale a dire quando la domanda mondiale di petrolio supererà il quantitativo fisicamente prodotto. La sintesi di queste false affermazioni sono descritte in un discorso tenuto presso l'Università di Clausthal, dal lobbista Dr. Colin Campbell nel dicembre 2000, il quale sosteneva che il “picco” nel resto del mondo era già stato raggiunto nel 1997 e, pertanto era in declino terminale, mentre il “picco” globale sarebbe arrivato entro cinque anni [circa 12/2005].
Campbell è solo la punta di quell’iceberg gigantesco formato da “esperti accademici sul picco del petrolio”, comparso improvvisamente sulla scena per dare queste notizie sconcertanti. Subito dopo il suo discorso, il presidente Saddam Hussein iniziò improvvisamente a commerciare il suo petrolio in euro anziché in dollari americani. Un devastante danno, questo, per gli americani per la facile possibilità di distruggere il dollaro in meno di cinque anni, se lasciato incontrastato e libero di agire (e forse questo è stato il vero motivo dell’intervento in Iraq. ndr).
Così, questi speculatori [ingannatori] sono stati attentamente posizionati per distogliere l'attenzione dall'ovvia avidità e incompetenza del governo degli Stati Uniti e dei suoi maestri di Wall Street, facendo loro spostare l’attenzione altrove. Allora, nel giro di pochi anni, quando i prezzi cominceranno a rimbalzare e l’America non avrà degli euro per acquistare il petrolio, e pagherete la benzina alla pompa più di $5,00 il gallone per “l’inevitabile declino” della produzione mondiale di petrolio, è sperabile che marcerete furiosamente su Washington DC,  risoluti e con armi da fuoco ben cariche (noi, attualmente, un gallone di benzina – 3,785 litri –  lo stiamo già pagando quasi sei euro – al cambio attuale 1,4115 – all'incirca $ 8,50. E, a parte una sola protesta dei camionisti sul GRA di Roma, non si sente “volare una mosca”. Tutti zitti da bravi pecoroni addomesticati! ndr)
Anche se attaccare Campbell e la sua combriccola non è lo scopo di questa relazione, le sue pretese idiote possono essere abbastanza facilmente smontate. Mentre è vero che oggi estraiamo ufficialmente solo un barile di petrolio per ogni quattro barili che consumiamo, questo è soprattutto dovuto al fatto che abbiamo bloccato il processo, per noi, incredibilmente costoso di ricerca di petrolio greggio, avendo già fisicamente quantificato in più di due miliardi di barili le riserve presenti in varie località del mondo (petrolio d’andare a rubacchiare come al solito, col pretesto di esportare la democrazia. ndr). Quando le riserve conosciute diminuiranno potremmo essere tentati di andare a trovarne altre in giro per il mondo, ma non fino ad allora. E, mentre è vero che il tasso di produzione da ogni singolo pozzo di petrolio, perforato sempre frettolosamente, è diminuita nel corso degli anni, per questo c'è una ragione tecnica perfettamente valida sulla riduzione della portata, alquanto prevedibile, che sarà spiegata più avanti.
Al fine di capire come la Russia abbia lasciato permanentemente il resto del mondo nella sua  scia, è essenziale comprendere almeno dove si trova il petrolio e come è estratto per immetterlo poi nel processo di raffinazione e commercializzazione. È un argomento estremamente complesso, specialmente quando si prendono in considerazione pozzi ultra profondi, rispetto a quelli standard, che veramente dovrebbero avere una categoria separata tutta loro. Molti anni fa ho partecipato personalmente alla fine delle due operazioni di perforazione molto profonde [una delle quali, in collegamento diretto con gli esperti russi dell'Istituto di perforazione di Mosca] e cercherò di descrivere questa esperienza di perforazione il più semplicemente possibile. Fortunatamente, forse, il principio fondamentale di come e dove il petrolio sia recuperato non è difficile da comprendere, come illustrato dal diagramma qui sotto.

La teoria che sta a monte, sul come il petrolio si sia formato a tale enorme profondità nel mantello della Terra, non è centrale per questa relazione, perché i Russi hanno già dimostrato il punto di origine, in termini assoluti di perforazione, oltre 300 volte. Coloro che sono interessati all’esatto processo dovrebbero ricercare negli archivi, dove ci sono più di duecento documenti  russi sull'argomento. Probabilmente un buon punto di partenza sarebbe "Il ruolo che svolge il metano nella formazione degli oli minerali”, scritto da Bondar nel 1967. Ciò che è centrale per questa relazione è il mastodontico vantaggio derivante dalle scoperte russe sulle perforazioni ultra profonde. Conquiste tecniche che pongono la Russia in posizione dominante sulle nazioni occidentali.
Il primo vantaggio che ho intenzione di porre in evidenza è tanto importante, in termini globali,  quanto il secondo, perché è il secondo di questi che ha spinto la “cabala sionista” a invadere illegalmente la sovranità dell’Iraq portandoci, in tal modo, sull’orlo di una guerra termonucleare. Tuttavia, per come la vedo io, il primo vantaggio è molto più importante in termini umanitari, anche se la parola "umanitario" non è un processo di negoziazione accettabile per Wall Street.
Come abbiamo già visto, il petrolio può essere prodotto praticamente ovunque sulla Terra, purché il paese ospitante possa permettersi la tecnologia costosa [talvolta classificata] e il costo enorme di perforazione di un pozzo a estrema profondità attraverso formazioni di roccia molto dura. Ma basti pensare cosa significhi venti o trenta pozzi di petrolio per i cittadini di un paese che non ha risorse naturali proprie, o peggio ancora, per persone alle quali è stato fatto credere, dai lobbisti occidentali, che di risorse proprie non ne hanno affatto, quando a queste profondità il petrolio è ovunque. Chiunque possa dimostrarvi che le nazioni occidentali hanno sempre mentito, o più semplicemente sbagliato, sarà un amico fidato per sempre. Il Vietnam è un esempio classico.
Dopo più di 60 anni di schiavitù, dopo avere saccheggiato il Paese in lungo e in largo e stuprate le loro donne, prima dai francesi e poi dagli americani, ai poveri Vietnamiti fu detto ufficialmente dalle multinazionali americane del petrolio che il loro Paese era sterile; che la tecnologia occidentale "cutting edge" non aveva trovato nulla per aiutarli a riprendersi finanziariamente dal disordine che le bombe americane si erano lasciate dietro, compreso l’agente arancio e una miriade di altri regali deliziosi dello Zio Sam. Questo, naturalmente, era esattamente dove l’America voleva che i Vietnamiti fossero: disperatamente poveri e incapaci di reagire contro il loro ex invasori.
I Russi avevano altre idee e un approccio molto diverso. Dopo che ai Vietnamiti fu dichiarato che il loro Paese era sterile, esperti di petrolio arrivarono da Mosca per dimostrare il contrario, proponendo sorprendentemente loro una joint venture priva di rischi, ovvero, i Russi avrebbero fornito tutte le attrezzature e la perizia gratuitamente e, solo se il petrolio fosse stato effettivamente trovato e messo in produzione, avrebbero preso una percentuale sugli utili. Il  Vietnam non aveva assolutamente nulla da perdere e, rapidamente, diede alla Russia il via libera per le operazioni.
Il campo petrolifero vietnamita “White Tiger” fu ed è tuttora un successo. Attualmente produce  petrolio greggio di alta qualità da rocce di basalto a più di 17.000 metri sotto la superficie della Terra, con 6.000 barili il giorno di media. Attraverso “White Tiger”, i Russi hanno aiutato i Vietnamiti a recuperare parte della loro dignità, rendendoli nel contempo molto meno dipendenti dalla brutalità delle nazioni occidentali circa le elemosine alimentari.
All'improvviso, alla chetichella, il Vietnam ha aderito all'esclusivo Club delle Nazioni produttrici  di petrolio e un flusso di cinici senatori e membri del Congresso americano hanno iniziato a fare un pellegrinaggio verso Ho Chi Minh City al fine di “ricucire gli strappi”.



Prevedibilmente, forse, i Vietnamiti sono molto superficiali e difficilmente ignoreranno i loro nuovi ammiratori americani.

Benvenuti al campo petrolifero “White Tiger” in Vietnam. Osservate le incredibili fiammate di petrolio, in un'area che gli americani ufficialmente avevano dichiarata sterile!


(continua)


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