
ROMA - È la voglia di immergersi dentro spazi di silenzio. Ma anche di parole insolite, dette a chi è vicino, a chi si ama, voglia di fiabe da raccontare ai bambini e di contatti più autentici con i propri simili, di valori da riscoprire.
L'idea di raccontare un'ora al buio, accettando la proposta del Wwf e di Repubblica.it in occasione di Earth Hour, sembra aver risvegliato un'Italia che evidentemente non ha molte occasioni per esprimersi, ma che c'è e accoglie (centinaia sono i messaggi) l'invito simbolico di spegnere tutto per un'ora, commentando questa opportunità in modo divertente, in certi casi toccante, in molti altri "politicamente corretto", quasi poetico.
In pochi cadono nel consueto tranello su buio uguale sesso.
Dice Piera da Milano : "Ma sì che ci proviamo: un'ora in fondo passa in fretta, quando è spesa bene poi non te ne accorgi neppure. Non sono io che mi devo spengere, ma solo la luce e quella dannata tv. Però i bambini, quelli come si fa a spengerli ?! Non basta mica il buio assoluto per loro... E sarebbe bello sai poter vedere le stelle, tante, tutte quelle che ci sono, dal balcone di casa mia, a venti chilometri da Milano, sogno ad occhi aperti. E sarebbe bello provare a passeggiare per la mia città, senza luci e senza paura. Di quante ore di buio ho bisogno per ritrovare me stessa e le stelle lassù?"
Claudio da Falloppio, in provincia di Como, non pensa invece che sia sufficiente un'ora di buio: "Un'ora senza luce... non basterebbe... per guardare il cielo e sognare... non basterebbe per dimenticare tutto. Non basterebbe per vedere tutte le stelle che si possono vedere... non basterebbe per fermare questo mondo di follia... ma basterebbe se tutti noi, in quest'ora di buio, ci "guardassimo"veramente nell'animo".



