giovedì 19 marzo 2009

"Un'ora per riscoprir le stelle"




















ROMA - È la voglia di immergersi dentro spazi di silenzio. Ma anche di parole insolite, dette a chi è vicino, a chi si ama, voglia di fiabe da raccontare ai bambini e di contatti più autentici con i propri simili, di valori da riscoprire.

L'idea di raccontare un'ora al buio, accettando la proposta del Wwf e di Repubblica.it in occasione di Earth Hour, sembra aver risvegliato un'Italia che evidentemente non ha molte occasioni per esprimersi, ma che c'è e accoglie (centinaia sono i messaggi) l'invito simbolico di spegnere tutto per un'ora, commentando questa opportunità in modo divertente, in certi casi toccante, in molti altri "politicamente corretto", quasi poetico.

In pochi cadono nel consueto tranello su buio uguale sesso.

Dice Piera da Milano : "Ma sì che ci proviamo: un'ora in fondo passa in fretta, quando è spesa bene poi non te ne accorgi neppure. Non sono io che mi devo spengere, ma solo la luce e quella dannata tv. Però i bambini, quelli come si fa a spengerli ?! Non basta mica il buio assoluto per loro... E sarebbe bello sai poter vedere le stelle, tante, tutte quelle che ci sono, dal balcone di casa mia, a venti chilometri da Milano, sogno ad occhi aperti. E sarebbe bello provare a passeggiare per la mia città, senza luci e senza paura. Di quante ore di buio ho bisogno per ritrovare me stessa e le stelle lassù?"

Claudio da Falloppio, in provincia di Como, non pensa invece che sia sufficiente un'ora di buio: "Un'ora senza luce... non basterebbe... per guardare il cielo e sognare... non basterebbe per dimenticare tutto. Non basterebbe per vedere tutte le stelle che si possono vedere... non basterebbe per fermare questo mondo di follia... ma basterebbe se tutti noi, in quest'ora di buio, ci "guardassimo"veramente nell'animo".

World Water Forum di Istanbul: violenta repressione della polizia














Una protesta pacifica della società civile turca e di attivisti, in marcia per chiedere la fine del controllo privato sull'acqua è stata accolta con una violenta repressione da parte della Polizia Turca nella mattina di ieri, fuori dalla sede in cui si celebra il World Water Forum ad Istanbul.
Una rappresentanza della coalizione internazionale per il diritto all'acqua assieme al People’s Water Forum ha denunciato questa violenta repressione operata ai danni della società civile.

Il Forum in corso a Istanbul pubblicizza se stesso come luogo aperto e trasparente al lavoro per garantire il diritto all'acqua, in realtà la repressione di ieri rivela la sua natura di foro ecnomico celebrato disconoscendo i diritti umani.

In questo momento, 17 attivisti Turchi si trovano in carcere, hanno subito abusi e percosse da parte degli agenti di polizia. Dopo averne ricevuto espressa richiesta, Gerd Berkamp, che dirige il World Water Council, ha rifiutato di denunciare gli atti di violenza.

Il World Water Council resta un foro privato in cui si discutono gli interessi delle multinazionali he tentano di costruire un solido monopolio sulla gestione delle risorse e del servizio idrico, lasciando a margine la maggioranza della popolazione, danneggiata dalla violazione del diritto all'accesso all'acqua. La natura arbitraria del brutale intervento della polizia dimostra la differenza di trattamento riservata a chi è escluso dal potere politico e sociale, cui viene negato anche i diritto di dire la propria in modo pacifico.

Apocrifi Enoch e la letteratura apocalittica




















Qui, sono stati racolti alcuni testi che, pur pretendendo di raccontare eventi "storici", in realtà sono apocrifi, cioè estremamente tardivi e considerati non ispirati dalla maggior parte delle chiese cristiane. Sono fioriti nella cosiddetta "epoca intertestamentaria", cioè nei secoli che intercorrono tra l'epoca maccabaica e quella del Nuovo Testamento, e per lo più si tratta di testi appartenenti, come il libro di Daniele, al genere apocalittico, dal greco "Rivelazione".

I "Cieli chiusi"

Tra il II secolo a.C. e il I d.C. il Giudaismo produsse una letteratura immensa, oggi conosciuta come apocalittica. Per comprendere i motivi della genesi di quest'immensa produzione letteraria bisogna tenere presente che, in quel periodo, il Giudaismo era politicamente sconfitto, soggetto prima ai regni ellenistici e poi all'impero romano; inoltre, il profetismo era cessato (Malachia è uno degli ultimi profeti che ci ha lasciato il suo testo di predizioni) ed era nato il mito negativo dei "Cieli chiusi": lo Spirito santo, cioè, non era più disceso su nessun capo o profeta in Israele dopo il ritorno definitivo dall'esilio. E, secondo la credenza comune, senza Spirito santo per Israele non esisteva più la possibilità di una storia; teoricamente, Israele non esisteva nemmeno più. È in questo contesto di pensiero che l'autore di 1 Maccabei, di fronte ai mali nazionali che seguirono la morte di Giuda Maccabeo, scrive (9, 27):

« Infierì allora in Israele una tale oppressione che non se ne era verificata una simile dal giorno in cui non si erano più visti profeti »

Si sperava naturalmente che i cieli si sarebbero aperti alla venuta del Messia, perché il nuovo e definitivo Profeta d'Israele potesse ricevere a sua volta lo Spirito Santo. Questo Profeta era variamente identificato. Alcuni vedevano in lui un Mosè redivivo, rifacendosi a queste parole a lui attribuite (Dt 18, 15):

« Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto »

Altri invece lo rappresentavano con i tratti di Elia o di Enoc, essendo essi stati rapiti in Cielo prima della morte. Ad ogni modo, i pii giudei erano alla ricerca di nuovi modi e criteri per interpretare una storia che, da espressione della Provvidenza divina, si era improvvisamente trasformata - almeno in apparenza - in un cieco brancolare tra le tragedie ed i dolori di questo mondo. Ciò spiega l'abbandono definitivo dei generi letterari preesistenti (la storiografia deuteronomistica e cronachistica, la narrativa edificante, i trattati sapienziali) e la nascita di uno nuovo: quello apocalittico, appunto.

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Il prossimo luglio a Roswell si terrà la prima conferenza cristiana sugli UFO e gli alieni




















Lo annuncia Roger Marsh su The Examiner.
“Gli ufo e gli alieni potrebbero non somigliare affatto all’immagine che propone Hollywood: razza progredite provenienti da pianeti remoti, sfruttando wormhole o portali inter-dimensionali.

In effetti, gli apparecchi esotici avvistati in tutto il mondo, i racconti di rapimenti alieni, trovano spiegazione nella Bibbia”.
Secondo l’autore dell’articolo: Gli alieni potrebbero essere angeli caduti”. Esempio: “quando gli uomini ebbero iniziato a moltiplicarsi sulla Terra, e figlie femmine furono messe al mondo, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle, e ne presero alcune per moglie” (Genesi 6:1-4).

Questo primissimo simposio cristiano sugli alieni si svolgerà dal 3 al 5 luglio.
Organizzato da Guy Malone, autore e co-fondatore di “Resistenza agli Alieni”, una organizzazione che s’interessa allo studio dei pensieri biblici sul fenomeno UFO e delle adduzioni.

Malone spiega: La Bibbia racchiude informazioni molto pertinenti su ciò che alcuni considerano a torto come un fenomeno recente che, né le chiese di oggi, né gli ufologi di primo piano conoscono bene. Tra quelli che sanno, alcuni pensano che sia molto difficile parlarne. Altri preferiscono tacere l’informazione, spesso per profitto, per evitare di parlarne, o per promuovere i loro propri obiettivi.”

Guy Malone ha scelto di vivere a Roswell. Si presenta come un missionario nel campo ufologico “perché tutti possano comprendere in quale prospettiva si pone la Bibbia”.
Pensa che questo primo simposio cristiano sulle adduzioni permetterà di riunire i migliori autori sul tema, professori,universitari, specialisti cristiani del fenomeno. Essi dimostreranno che i viaggiatori delle stelle descritti da Hollywood sono in realtà degli angeli caduti.

UFO in Cina fotografato da giornalisti e ufficiali
















E' successo il 24 febbraio 2009 durante un volo di linea per Nanjing

la notizia è stata segnalata dall'agenzia di stampa di stato cinese, la Xinhua, che ha riportato come durante il volo i passeggeri, tra cui giornalisti e ufficiali del governo, hanno potuto osservare e fotografare lo strano oggetto che ha improvvisamente affiancato l'aereo.

Erano le 18.00 del 24 febbraio 2009 quando un gruppo di giornalisti a bordo di un aereo di linea delle Southern Airlines hanno notato uno strano oggetto luminoso volare parallelamente al loro aereo. I giornalisti hanno quindi avvisato alcuni ufficiali della sicurezza a bordo e gli altri passeggeri. Uno di loro è riuscito anche a fare qualche foto dell'oggetto prima che sparisse in direzione nord.

Le foto non lasciano molto spazio ai dubbi sulla natura non convenzionale del misterioso velivolo, ma gli stessi testimoni hanno avuto modo di confrontare l' UFO con un normale aereo osservato più tardi all'orizzonte, convenendo tutti che quello che avevano visto poco prima era sicuramente un oggetto sconosciuto.

Un ufologo cinese ha affermato che l'agenzia di stampa nazionale, la Xinhua, sta dando sempre più spazio alle notizie di carattere ufologico, seguendo quello che è un po' il trend della stampa mondiale dal 2008, forse per preparare - secondo l'ufologo cinese - ad un sorta di annuncio pubblico del governo che probabilmente sa molto più di quanto non abbia fin'ora rivelato sul fenomeno.