mercoledì 22 aprile 2009

Pasolini,Sabaudia e la "civilta' dei consumi"...

UFO/OVNI fleet: FLOTILLAS in ITALY- 4/03/2008

Jovanotti: musica e piccoli gesti per il futuro di tutti
















22 Aprile 2008

Oggi è l'Earth Day: 24 ore per sensibilizzare i governi sull'ambiente. Con un pensiero anche alle nostre azioni quotidiane. Riproponiamo qui il testo del monologo, in onda questa sera su Sky Cinema Mania alle ore 20.40 con il titolo "Conversazione con Jovanotti"

Non sono Al Gore... In realtà io faccio una vita piuttosto normale, insieme alla mia famiglia semplicemente cerchiamo di rispettare l'ambiente nei piccoli gesti quotidiani. Io sono, per carattere, non catastrofista. Cercherei di fare un ritratto abbastanza positivo della situazione. Ci sono dei segni molto positivi che stanno arrivando: pensate quanto è cambiata la coscienza ecologica negli ultimi 10 anni. È cambiata veramente tanto.

Ci sono anche dei segni che ci indicano che abbiamo preso la strada sbagliata: come la tendenza ad antropomorfizzare la natura. Questa idea che la natura è una specie di parente che ogni tanto bisogna andare a trovare non è una idea sana secondo me: la natura è tutto. Siamo passati dal futuro come promessa, al futuro come minaccia. E questa è la vera forma di resistenza che noi dobbiamo portare avanti: cercare di tornare, di recuperare una visione del futuro come promessa e non del futuro come minaccia.

Io vengo dal rap: dalla musica più urbana che c'è. Però, a maggior ragione, nascendo dalle città il rap ha una grande ansia, ha una forte anelito verso il corpo, verso comunque l'essere naturale. E questa secondo me è l'esigenza di una comunità cresciuta in una condizione totalmente urbana che per forza di cose va a cercare una natura dentro di se, attraverso un tipo di musica.

Questa ricerca di un senso di giustizia da parte di molti artisti secondo me ha a che fare semplicemente con il fatto di essere artisti. Perché nella musica a volte si intravedono mondi perfetti. Nella musica si intravedono mondi equilibrati. Un artista come Bono, che è un grande artista, che vive momenti di estasi dentro gli stadi pieni di gente che lo amano, ha visto quell'energia e quel momento di utopia sospesa tante volte.

Quindi si muove in quella direzione, spendendosi in prima persona e credo con dei risultati eccezionali. Tutto questo fa sì che lui porti tutto questo bagaglio e lo faccia diventare politica. Politica in una maniera moderna, alla maniera sua. Dopodiché da lì il passo è breve per capire che tutto è collegato: la povertà di gran parte di questo pianeta ha a che fare con la distruzione sistematica degli ecosistemi del nostro pianeta.

Sicuramente c'è un grosso movimento. Io per esempio sono amico di Ben Harper, se ne parlava proprio qualche giorno fa di questa aria che sta venendo fuori attraverso di lui, attraverso gente come Jack Johnson che ha scritto sul suo disco "Questo disco è stato realizzato interamente con energia solare".

Ho chiesto all'Enel di fare un lavoro per l'emissione zero di anidride carbonica durante la mia tournée. Calcoleranno, con una onlus che offre questo tipo di servizio, una media di emissioni. Non solamente relativa alle mie macchine, agli spostamenti del camion e all'elettricità prodotta dal concerto, ma anche alle macchine del pubblico che arriverà. Quindi tutte le emissioni prodotte da un mio concerto. E faranno progetti di riforestazione nella provincia dove avviene il concerto.

Come genitore penso veramente che le cose cambieranno, Rispetto alla coscienza ecologica stanno già cambiando. Stanno cambiando anche in questo momento. In fondo ciò che è utile diventa automaticamente bello. Io vorrei vedere i nostri centri storici pieni di pannelli solari, perché sono molto belli.

È la funzione che esercitano che li rende belli. Così come il corpo di una donna è bello perché è riproduttivo, allo stesso modo è interessante tutto quello che ha a che fare con l'ecologia oggi perché ci fa venire in mente la riproduzione della nostra specie, la sopravvivenza della nostra specie.

Tutte queste eliche lungo i nostri crinali all'inizio disturbavano un po', adesso sempre meno. Tra un po' sarà bellissimo vedere un crinale con le eliche per l'energia eolica. Così come, probabilmente, negli anni '50 e '60 un "signorotto" passando davanti ad una delle fabbriche che sbuffavano fumo avrà pensato: "Che meraviglia il mondo moderno!". Dobbiamo andare un futuro in cui non c'è più l'Earth Day, ma è tutti i giorni Earth Day.

Articolo tratto da www.repubblica.it di Lorenzo Chrerubini, in arte Jovanotti.

La mappa delle regioni OGM-free in Europa

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Pubblicato da Marco Pagani

Questa è la mappa delle regioni OGM-free in Europa, cioè la mappa della resistenza al transgenico delle multinazionali. Dubito che l'abbiate mai vista in precedenza, perchè non è una di quelle cose che i giornali amano pubblicare...

Anch'io non avrei mai immaginato che esistesse una simile mappa (e una simile diffusione delle regioni OGM-free) se al convegno di sabato non avessi ascoltato l'ottima relazione di Fabrizia Pratesi, che con l'associazione Equivita da anni lotta contro gli OGM e la sperimentazione animale.

Oltre 230 regioni, 4200 province e comuni e decine di migliaia di agricoltori e produttori di cibo si sono dichiarati OGM-free, impegnandosi a non permettere l'uso e la diffusione di organismi geneticamente modificati all'interno dei propri territori. Rispetto alla mappa che ho pubblicato 2 anni fa il numero di regioni "verdi" è cresciuto significativamente.

Le maggiori adesioni provengono da Italia, Francia, Austria e Polonia. Tra queste le regioni più "impegnate" sono quelle rappresentate in verde scuro che hanno firmato la dichiarazione di Firenze. E' interessante che la Polonia, una delle regioni dell'Europa orientale più sensibili alle "sirene" del mercato americano, sia schierata in modo così compatto.

La Germania e la Svizzera sono presenti soprattutto a livello di singole municipalità, mentre Spagna e Gran Bretagna sono rappresentate dalle loro regioni più autonome: Galles, Highlands, Cornovaglia, Paesi Baschi e Asturie. Non è un caso. La consapevolezza di rappresentare un popolo su una terra ben definita porta a valorizzare e difendere il territorio dalle aggressioni esterne.

Più sotto potete trovare una mappa più dettagliata dell'Italia.

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In Italia sono OGM free 16 regioni su 20 (tutte tranne Calabria, Sicilia, Veneto e Valle d'Aosta), 41 province e oltre 2440 comuni (pari al 30%). Un ottimo risultato di cui dovremmo andare un po' più fieri....

La giornata della Terra 2009



















Pubblicato da Marco Pagani

Oggi è la giornata della Terra. Leggete su EarthDay network alcune iniziative a favore del pianeta.guardatevi il video di Greenpeace (e già che ci siete, firmate la petizione per chiedere ai grandi dellaTerra di partecipare personalmente all'incontro di Copenaghen di dicembre).

Per intanto, alcuni semplici consigli su cosa si potrebbe fare oggi (e magari anche domani, dopodomani ecc)

  1. Preferire la bicicletta e i mezzi pubblici all'automobile;
  2. Mangiare cibo biologico;
  3. Non mangiare prodotti animali;
  4. Non guardare la televisione;
  5. Lavorare un po' di meno;
  6. Se il meteo lo consente, passare almeno una mezz'ora in campagna, in un parco o in un giardino senza fare nulla oltre a guardare le piante, la natura e le nuvole.

Nota bene: i punti da 1 a 6 non avranno effetto immediato sul nostro ambiente naturale, ma aiutano a disintossicarci.

Buona festa.


Dalai Lama: la Cina si comporta “come un bambino” che ha paura















22/04/2009

TIBET - CINA
Il governo cinese teme anche il minimo dissenso e manca di autorità morale, necessaria per essere davvero una superpotenza. Iniziato in Tibet il processo contro un monaco molto stimato. Gruppi tibetani in esilio criticano le dure condanne a morte di ieri per le proteste.

Dharamsala (AsiaNews) – La Cina, “una Nazione così grande, si comporta come un bambino”: il governo arresta “regolarmente” chi è in dissenso verso la sua politica. Ma “una grande Nazione di oltre un miliardo di persone non deve avere paura” di ogni minimo dissenso. Il Dalai Lama, leader tibetano in esilio, fa una dura critica della Cina, gigante economico e militare ma privo di autorità morale.

Durante una conferenza stampa a Tokyo oggi, il Dalai Lama ha insistito che appena “una o due persone hanno opinioni differenti [rispetto al governo], subito hanno problemi con le autorità. Ma voi [la Cina] siete una grande Nazione. Dovete avere più autoconsapevolezza”.

La Cina è “una potenza demografica, una potenza militare, una potenza economica. Ora la quarta condizione perché diventi una superpotenza è l’autorità morale… In questo è carente. L’autorità morale è davvero essenziale. La chiave è la fiducia. I segreti di Stato distruggono la fiducia. Questo è il più grande ostacolo” all’effettiva autorità mondiale della Cina. “Una ragione di debolezza del governo cinese – aggiunge – è che non c’è trasparenza, dà sempre notizia distorte”.

In questi mesi decine di tibetani sono stati condannati al carcere e all’ergastolo, alcuni alla pena capitale, per le proteste contro l’occupazione cinese scoppiate nel marzo 2008. Pechino dice che i dimostranti hanno ucciso 21 persone, soprattutto etnici han. Il governo tibetano in esilio denuncia che oltre 200 pacifici dimostranti sono stati uccisi dall’esercito e migliaia arrestati.

Il Dalai Lama non ritiene che i processi contro questi tibetani siano stati equi e dice che “queste sentenza sono tutte motivate politicamente… La Repubblica popolare di Cina non è uno Stato di diritto, il sistema giudiziario non è indipendente. Tutto è controllato dal Partito comunista”.

Pechino accusa il Dalai Lama di essere un separatista che incita il popolo alla secessione, ma il leader ritorce l’accusa e dice che sono le azioni delle stesse autorità cinesi a fomentare la “separazione”, perché i tibetani sono trattati in modo iniquo e così indotti ad opporsi e a protestare.

Ieri i gruppi tibetani in esilio sono stati molto critici per la condanna di 3 dimostranti tibetani al carcere a vita o alla pena capitale, perché ritenuti colpevoli di avere appiccato incendi che hanno causato la morte di alcuni cinesi, durante le proteste nel marzo 2008. Il Centro tibetano per i diritti umani e la democrazia accusa che il processo non è stato equo e si è svolto in segreto dopo che gli accusati sono stati oltre un anno in carcere.

Sempre ieri a Lhasa è iniziato il processo contro il lama Phurbu Tsering Rinpoche di Ganzi (Sichuan), molto amato e rispettato dai tibetani, in carcere dal 18 maggio 2008 con l’accusa di possesso illegale di una pistola e proiettili, trovati presso la sua abitazione dalla polizia durante una perquisizione. Rinpoche nega l’accusa e il suo avvocato, Li Fangping di Pechino, denuncia che la polizia gli ha estorto una confessione dopo 4 giorni di interrogatorio e di minacce di arrestare la moglie e il figlio.

(Ha collaborato Nirmala Carvalho)

Quanto ci costano le specie invasive introdotte dall’uomo




















21/04/2009

LIVORNO. Alla vigilia dell’International Day on Biological Diversity che quest’anno ha per tema le specie aliene invasive, diventate uno dei più grandi problemi per la biodiversità, l’equilibrio ecologico e l’economia in tutto il mondo, l’Ispra rende noto oggi uno studio pubblicato su “Frontiers of Ecology and Environment” , la rivista della Ecological Society of America, sugli impatti causati dalle specie invasive su ciò che gli ecosistemi possono offrire all’uomo. Alla stesura dell’articolo ha partecipato un gruppo di ricercatori europei, tra i quali Piero Genovesi dell’Ispra, presidente del gruppo specialistico dell’Iucn sulle specie alloctone invasive.

Nell’articolo “How well do we understand the impacts of alien species on ecosystem services? A pan-European, cross-taxa assessment” i ricercatori illustrano i dati riguardanti le oltre 10.000 specie esotiche di cui si conosce la presenza in Europa, secondo i dati raccolti dal progetto Delivering Alien Invasive Species In Europe (Daisie) finanziato dall’Ue per realizzare un inventario di tutte le specie alloctone presenti nel nostro Continente.

«Oltre 10.000 specie alloctone esotiche presenti in Europa e oltre 1000 quelle che provocano impatti – spiega una nota dell’Ispra - L’oca del Canada, che sembrerebbe essere un animale innocuo, il mitilo zebrato, il salmerino, l’acetosella gialla e la nutria, sono tra i 100 peggiori invasori dei nostri ecosistemi. In termini economici significa che, ad esempio nel Regno Unito, la perdita annuale causata dagli artropodi alloctoni sia di 2,8 miliardi di euro e che il costo delle azioni di controllo necessarie a contenere le 30 più comuni erbe alloctone infestanti superi i 150 milioni. Non solo fauna: a queste specie invasive vanno aggiunte le piante acquatiche, come il giacinto d´acqua per il quale si spendono oltre 3,4 milioni e diverse alghe marine introdotte nei nostri mari. Ancora: sulla nutria si spendono in Italia oltre 4 milioni all’anno e si stima che questi costi arriveranno presto a superare i 12 milioni».

Lo studio analizza per la prima volta in Europa gli impatti ecologici delle specie invasive introdotte dall’uomo, ma anche i loro costi sociali ed economici di questi organismi, facendo emergere con più forza un dato già conosciuto: le specie alloctone possono modificare profondamente gli ecosistemi, alterando le catene alimentari e danneggiando i servizi che gli ecosistemi assicurano all´uomo.

La principale autrice dello studio, Montserrat Vilà della stazione biologica di Donana di Siviglia, spiega che «La presenza e molte volte il ruolo ecologico dominante delle specie alloctone può causare rilevanti impatti ecologici che si traducono in alterazioni dei servizi ecosistemici. Queste modifiche possono essere irreversibili e possono avere la stessa gravità dei cambiamenti indotti dai mutamenti climatici o dall´inquinamento. L´impatto di molti invasori passa inosservato, ma va sottolineato che le nostre vite dipendono profondamente dai servizi forniti dagli ecosistemi»

Lo studio suddivide i servizi ecosistemici in quattro categorie: supporto a importanti risorse degli ecosistemi, come i cicli dell´acqua e dell´energia; produzione di beni, come ad esempio l´impollinazione; regolazione dei processi ecosistemici, come il ciclo delle acque di filtrazione; servizi culturali, come quelli legati ad attività ricreative o al valore estetico degli ambienti naturali.

Sono i vertebrati terrestri che causano i danni più grossi praticamente a tutti servizi ecosistemici: «I vertebrati terrestri - spiega Genovesi - sono gli organismi che causano gli impatti più rilevanti, alterando spesso le catene trofiche con effetti a cascata. L’introduzione di predatori, come il visone americano o il cane procione, determina impatti piuttosto pesanti sulle popolazioni di molte specie di uccelli, mammiferi, rettili ed anfibi minacciati. Altre specie di mammiferi introdotti, come ad esempio la nutria , possono causare danni alle coltivazioni ed alle arginature dei corsi d’acqua»

Gli insetti e gli altri invertebrati terrestri producono una più ristretta gamma di effetti, ma a volte causano costosissimi danni a colture e foreste. Le specie invasive che “costano” di più per monitoraggio, controllo, rimozione e programmi di informazione ed educazione ambientale sono le piante acquatiche, le alghe marine, gli invertebrati e vertebrati. Ma lo studio sottolinea che «gli impatti più rilevanti causati dagli organismi alloctoni sono ancora oggi sconosciuti. In Europa sono noti gli impatti causati da appena il 10% delle specie invasive». La ricerca ha evidenziato che «per prevenire e combattere gli impatti causati dalle invasioni biologiche, è urgente potenziare i database sviluppati anche in altre regioni del mondo e di far dialogare al meglio tra di loro questi stessi strumenti».

Secondo Genovesi «Occorre mettere in rete tutti i database mondiali, anche imparando dagli eccellenti risultati del programma Europeo Daisie, in modo da arrivare in futuro a un sistema globale di allerta precoce e di rapida risposta. Un efficace sistema di informazione è infatti una condizione essenziale per sviluppare politiche europee più efficaci di prevenzione e mitigazione degli impatti causati dalle specie alloctone».