sabato 30 maggio 2009

Sinceritù (se non c'eri tu)

Prove tecniche di Orticoltura




















di Paolo Merlini

Deciso a sfatare il mito secondo cui l’“orto vuole l’uomo morto”, Paolo Merlini, poco tempo fa, ha deciso di dedicarsi all’autoproduzione. Perfettamente in forma, a dispetto del catastrofico luogo comune, ha deciso ora di raccontarci la sua esperienza da orticoltore di città o, per meglio dire, di balcone…


Uno dei concetti fondamentali della Decrescita Felice che più mi ha colpito è l’Autoproduzione.

Conscio di avere una manualità scarsa, dicono di me che sono nato con due braccia sinistre, ho sempre rifuggito qualsiasi lavoro manuale, quindi io per primo mi sono sorpreso quando mi è venuta l’idea avvicinarmi all’orticoltura. Alcuni amici mi hanno messo in guardia con il detto “l’orto vuole l’uomo morto” ed io, che non voglio morire (almeno per ora), lo scorso anno ho pensato di “gabbare” il frutto della saggezza popolare facendo la mia prima esperienza di orticoltura sul balcone di casa.

C’è da premettere che io abito al secondo piano di una palazzina in centro città e non ho giardino, quindi ho utilizzato come terreno di prova le fioriere del balcone che giacevano inutilizzate da anni.

Lo scorso anno ho mangiato i miei saporitissimi pomodori, ma avendo fatto alcuni errori la mia resa è stata scarsa. Durante l’inverno ho studiato ed ho cercato di frequentare orticoltori più titolati di me per carpire piccoli suggerimenti. Quest’anno, a metà marzo, ho messo mano alle mie fioriere. Mi sono fatto regalare da un contadino amico un po’ di terra di campo e l’ho mischiata al terriccio dei miei vasi preparando il campo. Mi ero ripromesso di seminare i semi di pomodoro raccolti lo scorso anno dai pomodori che ho mangiato, ma non sono riuscito ad organizzare il mio semenzaio. Pertanto, dopo aver dato un occhio alla luna ed aver chiesto al mio ortolano di fiducia, il 2 maggio ho piantato 15 piantine acquistate per pochi centesimi cadauna presso un vivaio biologico della mia zona; 5 di pomodoro comune, 5 di Pachino e 5 di Datterino. Piantando, ho avuto l’accortezza di mettere nella buca un pizzico di concime organico in granuli e poi tanta acqua.

Ecco, quest’anno le mie piantine sembrano avere un aspetto più sano dell’anno scorso, e a 20 giorni dal trapianto sono tutte in fiore e sono arrivate ad un’altezza di circa 30 centimetri, tanto che già da qualche giorno ho messo un tutore di sostegno. Da noi si dice incannare i pomodori.

Il mio amico ortolano mi ha insegnato a fare la “sfemminellaruta”, cioè la soppressione dei germogli ascellari (cercate in Rete) e quest’anno mi ha convinto a dare anche il verderame.

Il verderame secondo lui deve essere spruzzato ogni 15/20 giorni nella fase di accrescimento della pianta. Senza farmi l’invidia, sono ottimista sul raccolto di quest’anno.

Vi terrò al corrente delle evoluzioni del mio orto da balcone.

Da questa e da altre esperienze di autoproduzione, sto imparando molto. Certo, sto verificando gli effetti della fotosintesi clorofilliana, ma anche che c’è tanta gente pronta a trasmettere il proprio sapere. Nello specifico, provate a “dare chiacchiera”, magari nel tardo pomeriggio, ad un qualsiasi orticoltore che sta curando il suo orto familiare. Saranno prodighi di consigli e vi trasmetteranno la loro passione. I più solerti si offriranno di venire presso il vostro pezzetto di terra per insegnarvi “i fondamentali”, come la divisione delle aiuole. Per esempio, uno di questi “Giardinieri di Dio”, quando ha saputo che facevo esperimenti in vaso, mi ha suggerito di seminare la Misticanza, cioè insalata mista da taglio che ben si presta a piccoli spazi e quindi ai balconi. L’ho fatto ed ho mangiato la mia insalata.

Ma, a parte la potenza della fotosintesi, la cosa che ho verificato e che più mi ha stupito è l’interesse di mio figlio di 5 anni nei confronti di questa attività. È felice quando andiamo al vivaio ed ama sporcarsi con la terra. In parole povere, vuole sempre piantare. È attento a verificare la crescita dei nostri pomodori e sogna il giorno nel quale, trovato finalmente un pezzetto di terra dove fare il nostro orto, andremo a comprare gli attrezzi del mestiere.

Potenza dell’Orticoltura Felice.

Nigeria: al via a New York processo contro Shell per la morte di Saro Wiwa




















Venerdì 29 Maggio 2009 09:16 A Sud

Rinviato a New York lo “storico processo” contro la Royal Dutch Shell - La Multinazionale petrolifera è stata accusata di complicità con i dittatori nigeriani nella morte del poeta profeta della non- violenza Ken Saro-Wiwa, difensore dei diritti umani del popolo Ogoni. Se la Corte di Manhattan dichiarasse la Shell colpevole sarebbe la prima condanna di una multinazionale per violazione dei diritti umani. Il processo al via la prossima settimana.

Mentre nel delta del Niger si combatte per il petrolio, è iniziata pochi giorni fa a New York la selezione della giuria per l’azione civile contro il consorzio petrolifero Royal Dutch Shell, anche se l’udienza del processo vero e proprio è stata rinviata alla prossima settimana. Era fissata per mercoledì scorso a New York la prima udienza del processo contro la società petrolifera anglo-olandese Royal Dutch Shell che potrebbe essere colpevole di violazione dei diritti umani. Il Giudice Kimba Wood, che presiede il Tribunale Distrettuale di Manhattan, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Prensa Latina, ha ricordato che la società sarà sottoposta a procedimento penale per presunta complicità nell’uccisione dell’attivista per i diritti civili africano giustiziato 14 anni fa.

Avvocati e testimoni affermano che i dirigenti delle multinazionali cospirarono in combutta con il governo “golpista” nigeriano per quanto riguarda l’uccisione per impiccagione di nove membri del gruppo etnico Ogoni, compreso il poeta e ambientalista Ken Saro-Wiwa.

La Royal Dutch Shell, attraverso la sua affiliata in Nigeria, la Shell Transport & Trading, è stata accusata di istigazione alla tortura e complicità nella morte di Ken Saro-Wiwa e di altri otto militanti del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni (Mosop).

Saro-Wiwa era un scrittore nigeriano impegnato nella difesa dei diritti degli Ogoni residenti nella regione del Delta del Niger. E’ stato condannato a morte e giustiziato tramite impiccagione nel Novembre del 1995, dall’allora governo militare di Sani Abachi, dopo essere stato accusato di aver organizzato l’assassinio di quattro capi di una diversa fazione di Ogoni.

Secondo l’accusa, il processo nel quale Saro-Wiwa è stato dichiarato colpevole non è stato equo perché all’accusato sono state negate garanzie processuali essenziali, come il diritto alla difesa o il ricorso in appello.

Il processo nasce sulla base di due leggi americane, l’Alien Tort Statue (1789) e la Legge per la Protezione delle Vittime della Tortura, che consente ai cittadini stranieri di denunciare negli Usa violazioni dei diritti umani compiute in altri paesi.

A Manhattan in Foley Square sono previste manifestazioni di sostegno al processo da parte di diverse organizzazioni per la difesa dei diritti umani e dei diritti civili. “ E’ possibile che oggi il processo venga rinviato – hanno detto i manifestanti - Forse perché la Shell sta tentando una soluzione per mantenere la questione fuori dai tribunali, o perché il giudice ha richiesto un supplemento di inchiesta per esaminare le prove e le procedure e scegliere la giuria. In entrambi i casi il momento è cruciale e manterremo alto il livello di attenzione. Dobbiamo mantenere la pressione sulla Shell e mantenere i riflettori accesi sulla connessione tra petrolio,oppressione e degrado ambientale che deve fronteggiare il popolo del delta del Niger.”

Le prime indiscrezioni e le fonti raccolte da Sahara Reporters avrebbero detto che la Shell, temendo una enorme pubblicità negativa che arriverebbe dal processo, è seriamente intenzionata ad arrivare ad una risoluzione extragiudiziale.

Edo Dominici - A Sud

Messico: si riunisce l'Assemblea Nazionale delle Vittime di Danni Ambientali




















Venerdì 29 Maggio 2009 08:37 A Sud

Nel settembre 2008 si è costituita formalmente in Messico l'Assemblea Nazionale delle Vittime di Danni Ambientali, che raccoglie decine di comunità coinvolte in impatti ambientali effetto di progetti produttivo-estrattivi e/o politiche statali. Tra i promotori dell'Assemblea il Casifop, Centro di Analisi Sociale , Informazione e Formazione Popolare.

Alleghiamo qui di seguito la Convocazione della IV Assemblea Nazionale delle Vittime di Danni Ambientali

El Salto, JALISCO 30 – 31 MAGGIO 2009

Prima di tutto occorre tenere a mente che l'assemblea si realizzerà in un contesto problemático per la popolazione messicana, poiché risulta evidente come il grande capitale faccia di tutto per contaminare il nostro ambiente, promuovendo forme di produzione e sfruttamento che hanno favorito la comparsa e la diffusione di una nuova variante del virus dell'influenza.

Ovunque guardiamo, incontriamo solo distruzione. Il territorio, le risorse naturali e l'ambiente sono vittime del capitale (industriale e immobiliario), grazie anche alla complicità dei governi. Non importa che si tratti della campagna o della città. Ovunque il capitale individui la presenza di territori o risorse naturali potenzialmente sfruttabili, immediamente presenta al governo di turno un progetto cosiddetto di “sviluppo sostenibile”.

I rappresentanti del governo rispondono favorevolmente, affermando che si tratta di progetti che rispettano la natura e enfatizzando la necessità di creare nuovi posti di lavoro e attrarre maggiori investimenti. Le autorità locali, al soldo dei governi, legittimano anch'esse queste scelte. Così si chiude il circolo vizioso e perverso che ha portato milioni di messicani a trovarsi in bilico tra la vita e la morte, a causa del deterioramento incosciente e selvaggio dell'ambiente.

Il 14 aprile del 2008 circa quattromila persone dei municipi di El Salto, Juanacatlan e Puente Grande hanno consegnato al governo di Jalisco una petizione, senza ottenere nessuna risposta. Nel frattempo a El Salto e Juanacatlan quotidianamente viene data notizia della morte di almeno quattro o cinque persone a causa della contaminazione del Rio Santiago. Gli abitanti di Temacapulin, Palmarejo e Acacico continuano a resistere perché il governo, nonostante la ferma protesta di tutta la popolazione, non vuole fare marcia indietro nella decisione di inondare questi pueblos per favorire i lavori di costruzione della diga "El Zapotillo".

La comunità indigena Wixaritari di Santa Caterina Cuexcomatitlan continua a opporsi alla costruzione della superstrada Bolanos-Huejuquilla, denunciando la mancata consultazione previa della comunità riguardo a questo megaprogetto che, come se non bastasse, minaccia di distruggere luoghi considerati sacri dai suoi abitanti.

A Ayotitlan, a dispetto della opposizione della comunità indigena Nahua, la miniera Pena Colorada continua a estrarre oro, argento e ferro, contaminando le acque. Nella zona urbana di Guadalajara le imprese private di costruzione continuano nella loro opera di distruzione del bosco "El Nixticuil", erigendo passaggi e ampliando strade e superstrade.

Il processo di distruzione dei boschi La Primavera e Los Colomos va avanti indisturbato; la storica sorgente "Los Colomitos" rischia di essere compromessa a causa delle costruzioni tutte intorno; la prima linea del macrobus ha permesso il taglio di centinaia di alberi, il cambiamento della fisionomia della Calzada Independencia ma soprattutto ha significato un affare lucrosissimo per gli impresari coinvolti nel progetto. Senza conoscerne l'effettiva utilità, già si stanno pianificando le linee due e tre di questa linea di trasporti, con costi altissimi e assolutamente ingiustificati.

La lista di oltraggi, danni e delitti ambientali è interminabile senza aver ancora citato i dati irreparabili causati alle nostre principali fonti d'acqua: la conca Lerma-Chapala-Santiago-Pacifico, la conca del Ahogado, la laguna di Cajititlan; per non parlare della depredazione della foresta bassa nelle località di Juanacatlan, Mezcala e Zapotlanejo.

Tutto questo accade tanto a livello locale che nazionale: la contaminazione dell'acqua, dell'aria, della terra, il problema dei rifiuti e degli scarichi residuali, l'avvelenamento delle falde freatiche a causa delle sostanze tossiche, la deforestazione e, infine, l'erosione dei suoli, la contaminazione dell'aria per gli scariche delle automobili e delle industrie, il saccheggio delle risorse naturali ecc.

E' per tutte queste ragioni che le comunità, i popoli, le organizzazioni sociali vittime di danni ambientali, attraverso dibattiti e riunioni collettive decidono di organizzarsi e rafforzarsi, nel cuore e nella mente, convinti che questa sia la forma organizzativa più efficace: realizzeremo nei giorni 30 e 31 maggio la quarta edizione dell'Assemblea nazionale delle vittime di danni ambientali, nel municipio di El Salto, Jalisco. Attraverso questo appuntamento vogliamo informare sulle lotte che stiamo portando avanti.

Si tratta di uno spazio aperto a tutte le vittime di danni ambientali, per risolvere in maniera collettiva e partecipata i problemi che affliggono le nostre comunità. Discuteremo, tra le altre cose, come possiamo organizzarci in assemblea, dividerci il lavoro per affrontare meglio le sfide che ci vengono poste dal modello di sviluppo neoliberale e dai governi suoi alleati che stanno distruggendo la natura e devastando i nostri territori e risorse naturali, rendendo sempre più evidente la degradazione perpetrata dai grandi investimenti col pretesto di realizzare grandi opere e infrastrutture.

E' talmente forte la disperazione che è facile pensare di continuare da soli, senza l'aiuto dei governi e delle istituzioni. Crediamo che non sia più possibile confidare nelle autorità governative corrotte e complici dei poteri forti, che ignorano deliberatamente i danni ambientali che uccidono la nostra gente mentre si riempiono la bocca di parole come libertà e progresso.

La nostra lotta non vuole pietà o clemenza, si tratta piuttosto di una necessotà, qualcosa che ci è dovuto e che riteniamo giusto pretendere.

Il momento è favorevole perché, nonostante le difficoltà, sempre più persone sono persuase della necessità di ribellarsi e del pericolo di continuare a tacere. Con questo spirito proseguiamo nella lotta, sommando idee, sforzi e entusiasmo. Lottiamo per il diritto a una vita dignitosa e per frenare la distruzione, il saccheggio, la privatizzazione che il capitale ha prodotto nelle nostre terre. Il dolore di uno diventa il dolore di tutti e ci facciamo forza l'un l'altro, in difesa dei nostri territori e delle nostre risorse naturali.


Firme:


Agrupación Un Salto de Vida, El Salto, Jalisco, Alianza de Trabajadores de la Salud y Empleados Públicos, Asamblea Nacional en Defensa del Agua y de la Tierra y en contra de su Privatización, Colectivo Mezcala, Comité Salvabosque Tigre II, Afectados por la presa de El Cajón, Defensa los Colomos, Grupo Ecologista El Roble, Grupo Meta, Promotores Ambientales de Juanacatlán, Brigada Callejera, Brigada 21 en Defensa del Petróleo, Brigada Ché Guevara en Defensa del Petróleo, Casifop, Ceccam, Cenami, Centro de Derechos Indígenas Flor y Canto, Oaxaca, Centro de Desarrollo Social y Cultural “Popol Vuh”, DF, Ciudadanos de Ocoyoacac, Estado de México, Ciudadanos por Contreras, Ciudadanos Unidos al Rescate de la Laguna de Acuitlapilco Tlaxcala, Colectivo COA, Jalisco, Comisión Local para la Preservación del Patrimonio Cultural de Valle de Chalco, Estado de México, Comité de Derechos Humanos Fray Julián, Tlaxcala, Comité del 68, Comité Pro Defensa de los Derechos Ciudadanos del Municipio de Tecámac, Consejo de Ejidos y Comunidades Opositores a la presa La Parota (CECOP), Guerrero, Consejo de los Pueblos de Morelos, Consejo Regional Otomí del Alto Lerma, Estado de México, Coordinadora de Pueblos Unidos por la Defensa del Agua, Oaxaca, Coordinadora de Residentes de Tlatelolco, Coordinadora de Trabajadores en Defensa del Carácter Público del Agua, Ecoaldeas, Frente de Defensa del Agua de San Francisco Ocotlán, Puebla, Frente de Defensa del Agua, Cuautla, Morelos, Frente de Pueblos de Anáhuac, Tláhuac, DF, Frente de Trabajadores de la Energía, DF, Frente Regional Sur del Estado de México, Grupo ETC, Guardianes de los Árboles, Guardianes de los Volcanes, Tlalmanalco, Estado de México, Guerreros Verdes, Maderas del Pueblo del Sureste, Chiapas, Movimiento “La Esperanza se Respeta”, MLN, Michoacán, Movimiento Mazahua, Estado de México, Organi-K, Preparatoria Popular Tacaba, Pueblos del Alto Lerma, Estado de México, Red de Defensa del Maíz, Red en Defensa de la Ciudad de México, Sindicato de Empleados del Sepsiapa, Guadalajara, Jalisco, Unión de Crédito Mixta, Plan Puebla, Puebla, Unión de Pueblos del Oriente del Estado de México, Comisariado Ejidal y Delegado Municipal de San Luis Ayucan, Jilotzingo, Estado de México, Patronato de Rescate de San Antón, Morelos, Movimiento Ciudadano en contra del Relleno Sanitario de Loma de Mejía, Morelos, Unión Popular Benita Galeana, Asamblea de Barrios Santa María La Ribera, El Barzón de la Ciudad de México, FOSCYC, Comité de Lucha Popular, Coordinadora de Organizaciones Sociales, Asamblea de Barrios de la Ciudad de México, CCAT-UCAI, Hogar del Ciudadano, AZCAT, Proyectos Populares Urbanos, Sociedad Organizada en Lucha, Unión Popular Valle Gómez, FCOI, ARTZA, Fuerza Ciudadana Unida, Consejo de Gobierno Popular de San José del Progreso Ocotlán, Oaxaca, Comité de Padres de Familia en defensa de la Escuela Primaria ¨Manuel Lardizábal¨, de Tlaxcala, Tlax., Comunidad de La Piedad Michoacán, Comunidad de San Pedro Atlapulco, Estado de México, Alumnos interesados de la Escuela de Economía de la UNAM.

Area Comunicazione - IV Assemblea delle vittime di danni ambientali

Sulla nave del premier














Red., 29 maggio 2009

Berlusconi all'Aquila prosegue con il copione degli ultimi giorni. Conferma i "grumi eversivi" nella magistratura e rievoca lo spettro del 1994: "Quando stato eletto ed ho avuto un attacco della magistratura su una cosa che non esisteva, e per la quale io sono stato assolto, dieci anni dopo, con formula piena. Quell'attacco ha ribaltato il voto degli elettori". Promette crociere ai terremotati. Definisce la relazione di Draghi "molto berlusconiana". Le risposte del Pd, Di Pietro e Ferrero



Prima Confindustria, ieri Confersercenti, oggi L'Aquila. Alla faccia del basso profilo, il Cavaliere fa quello che gli riesce meglio: campagna elettorale sui soliti temi e i soliti toni. A dimostrazione che il frangente istituzionale è stato velleitario, e soprattutto un abito che non riesce a calzargli. In occasione di una visita nel capoluogo abruzzese, dove ha partecipato ad un sopralluogo all'ospedale della città, fortemente danneggiato dal sisma dello scorso 6 aprile, Berlusconi ha ribadito le accuse lanciate ieri dal palco dell'Assemblea della Confesercenti dichiarando: "Giovedì qualcuno si è scandalizzato perché ho parlato di grumi eversivi: non faccio che dire ciò di cui sono assolutamente convinto". Nessun passo indietro per il Cavaliere dunque, che invece insiste e lancia un'accusa precisa: "Quando con delle sentenze basate sul ribaltamento della realtà si vuole ribaltare la decisione popolare e si vuole sostituire chi è stato eletto dal popolo, questa si chiama con una parola sola: volontà eversiva e eversione". Secondo lui, un film già visto, nel 1994: "Quando stato eletto ed ho avuto un attacco della magistratura su una cosa che non esisteva, e per la quale io sono stato assolto, dieci anni dopo, con formula piena. Quell'attacco ha ribaltato il voto degli elettori".

Berlusconi ha comunque risposto con un secco 'no' ai cronisti che chiedevano un commento sull'ipotesi, avanzata dal ministro Maurizio Sacconi, di un voto anticipato. A differenza di ieri, l'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) che aveva reagito definendo ancora una volta "inaccettabili" gli attacchi di Berlusconi, non ha commentato le nuove esternazioni del presidente del Consiglio, promettendo tuttavia iniziative idonee "a tutela della credibilità dell'ordine giudiziario".

Oggi Berlusconi all'Aquila è stato accolto, come sempre, da applausi e contestazioni. Al suo arrivo all'ospedale San Salvatore, uno sfollato aquilano si è rivolto al presidente del Consiglio urlandogli contro "fatti processare, rispondi alle domande", ma Berlusconi ha tirato dritto senza replicare, accolto anche da strette di mano da parte di altri presenti. Non ha partecipato invece alla cerimonia di consegna di 25 diplomi di laurea in ingegneria, assegnati alla memoria degli studenti morti sotto le macerie de L'Aquila.

La partecipazione di Berlusconi alla cerimonia era stata annunciata ufficialmente ieri ma il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha spiegato che "il premier è stato trattenuto da impegni improvvisi a Roma" e che non avrebbe dunque fatto in tempo ad arrivare per la cerimonia. Una cerimonia che era stata duramente contestata, nella giornata di ieri, da alcune delle famiglie degli studenti morti che hanno bollato l'iniziativa "come un blando tentativo di voler chiudere una tragica parentesi che ha sconvolto la nostra vita" e soprattutto come un gesto che "non ha nessun valore morale e affettivo". Le stesse famiglie che oggi hanno disertato la cerimonia e soprattutto, non hanno ritirato l'attestato di laurea. Alle migliaia di sfollati, da aprile senza una casa, Berlusconi ha promesso vacanze estive nel Mediterraneo a bordo di navi da crociera - "stiamo organizzando giorni al mare per le famiglie. I ragazzi, invece, stiamo vedendo di mandarli in crociera nel Mediterraneo" - ed ha assicurato che "entro la fine di novembre non ci saranno più tende, nemmeno una dovrà essere in piedi" ha detto, rassicurando tutti sui tempi della ricostruzione.

Riferendosi alla riapertura, questa mattina, di alcuni nuovi reparti dell'ospedale de L'Aquila, Berlusconi ha detto che ciò dimostra "che siamo perfettamente in regola con i tempi annunciati e credo sia un fatto molto positivo. Gli aquilani credevano che la struttura sarebbe stata posizionata altrove - ha aggiunto Berlusconi - invece, come è stato detto, noi apriamo puntualmente i reparti dell'ospedale che avevamo individuato e, sotto questo punto di vista, c'è un ritorno alla normalità".

Interrogato dai giornalisti sulle "Considerazioni finali" della Banca d'Italia, Berlusconi ha definito quella di Draghi "una relazione che qualcuno mi ha detto che è molto berlusconiana", specificando poi che si tratta di una relazione "molto positiva" e "attenta all'ottimismo". Sull'appello lanciato da Draghi al governo affinché imposti al più presto riforme strutturali che aiutino l'Italia a superare la crisi, Berlusconi ha commentato: "Siamo qui a lavorare per questo, abbiamo tutto l'interesse di fare tutto ciò che è necessario nel più breve tempo possibile". Le esternazioni di Berlusconi, oggi a L'Aquila, hanno provocato, come sempre, la reazione dell'opposizione. Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato ha definito "inaccettabili" gli "ennesimi attacchi contro la magistratura che vengono dal presidente del Consiglio". "Oggi, dopo averlo fatto anche ieri Berlusconi grida all'eversione affermando che i giudici vogliono ribaltare il voto. Ma di che parla? È lui - ha detto Finocchiaro- che con i suoi comportamenti e suoi atteggiamenti inquina la campagna elettorale e il clima politico".

Non solo. Secondo Finocchiaro oggi "Berlusconi e i suoi sono addirittura arrivati ad affermare che la relazione del governatore Draghi era positiva per il governo. Abbiamo un esecutivo e una maggioranza che ogni giorno mistifica la realtà" e c'è " purtroppo un presidente del Consiglio che si ritiene intoccabile". Parla di "delirio di onnipotenza" Massimo D'Alema secondo cui "tutta la politica ruota intorno a una sorta di delirio di onnipotenza di un uomo che si ritiene al di sopra della morale e della legge il che è già abbastanza sgradevole. Tanto più che quest'uomo non è in grado di affrontare i problemi del Paese".

Duro, come di consueto, il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro: "'Eversivo è il discorso di Berlusconi, lui è un eversivo e un piduista che sta stravolgendo le regole democratiche del Paese". All'attacco anche il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero: "Berlusconi continua ad attaccare pesantemente i giudici e la magistratura sia perché è un vero fascista che non accetta di muoversi dentro le regole democratiche del Paese a partire dalla Costituzione e dall'equilibrio dei poteri, ma anche per continuare a sollevare polveroni e non affrontare il nodo della crisi economica e i risultati fallimentari della politica economica del suo governo".

L’Italia è borderline




















Stamane la mamma di Noemi Letizia si è affidata ai giornali per affermare che Noemi è turbata.

Anche noi signora! Soprattutto perché non capiamo la verità , nessuno vuole giudicare sua figlia, ma comprendere è un diritto.

Nella giornata di ieri sono morti tre operai e il capo del Governo italiano, mentre passava il tempo a cantare al karaoke con sua figlia , trascurava le leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ammorbidendo la legislazione del Governo Prodi sul tema, ecco perché siamo turbati.

La crisi in questo Paese è stata minimizzata, e mentre il capo del Governo si intratteneva con belle ragazze in Sardegna comprando loro numerosi regali , la gente moriva di fame, ecco perché siamo turbati.

Chiunque in questo Paese abbia parlato sui mezzi di informazione, per mostrare il proprio dissenso sull’operato del Governo, è stato “colpito” ed ora i giornalisti hanno paura, ecco perché siamo turbati.

L’industria culturale del Paese è completamente in mano al capo del Governo e noi giovani ci sentiamo strozzati da una cultura frivola che non ci rappresenta .

Questo degrado culturale è il modello comportamentale di sua figlia con il Presidente del Consiglio, ecco perché siamo turbati.

Una donna umiliata pubblicamente si è ribellata al marito ricco e potente, ma le donne italiane le hanno dato addosso, sono attratte più dal potere che da un giusto ruolo per la donna in questo Paese. Ecco perché siamo turbate

Il pericolo rappresentato da Berlusconi, afferma il Financial Times, è di "svuotare i media di serio contenuto politico, rimpiazzandolo con l'intrattenimento, di demonizzare i nemici e rifiutare di accettare la legittimazione di ogni critica indipendente". Il pericolo è "mettere una fortuna al servizio della creazione di un'immagine di massa, composta da affermazioni di successi ininterrotti e sostegno di popolo". Che Berlusconi sia così dominante è "in parte colpa di una sinistra titubante, di istituzioni deboli e talvolta politicizzate, di un giornalismo spesso subalterno. Ma più di tutto è colpa di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato. Non un fascista, ma un pericolo, in primo luogo per l'Italia, e un esempio maligno per tutti".
Questo è il Financial Times il più autorevole giornale d’Europa . Ecco perché siamo preoccupati.

San Suu Kiy: un processo cruciale per il futuro della Birmania















di Oliviero Bergamini

E' una donna esile, apparentemente fragile, profondamente provata dagli anni di reclusione passati in quasi assoluta solitudine nella vecchia magione coloniale che si sta lentamente disfacendo in riva al lago, nel calore tropicale di Rangoon. Eppure Aung San Suu Kyi è ancora il peggior incubo del regime militare birmano. La nuova costituzione fatta approvare appositamente nel 2008 le vieta di candidarsi alle elezioni che i generali hanno indetto per il prossimo anno per dare una patina di legittimità al loro potere.
Ma la sua sola presenza, il suo solo essere libera, magari poter tenere qualcuno dei suoi famosi discorsi, potrebbe catalizzare le energie dell'opposizione democratica birmana, tornare a galvanizzare un popolo che continua ad amarla profondamente; ed avere effetti devastanti per quel governo dittatoriale che con cinica inversione di senso si autodefinisce "Consiglio per la Pace e lo Sviluppo".
Per questo il processo che Aung San Suu Kyii sta subendo è cruciale per il futuro della Birmania. La sentenza appare già scritta. La "signora", come la chiamano con affetto e rispetto i birmani, rischia una nuova condanna, dopo che il 27 maggio doveva scadere l'ultima - ennesima - tranche dei suoi eterni arresti domiciliari. Ora l'accusa, come noto, è di aver accolto in casa John Yettaw, americano con problemi mentali che ha raggiunto la sua casa attraversando a nuoto il lago su cui si affaccia. Un lago che si trova nel mezzo di un parco nel pieno centro di Rangoon. Se la sorveglianza della polizia fosse stata adeguata, ha osservato la San Suu Kyii, quell'uomo non sarebbe mai potuto passare.
Ma non c'è alcun rispetto per la logica o per il diritto in Birmania. Per questo è cruciale che la mobilitazione internazionale che sta accompagnando questa vicenda grottesca e tragica non si fermi. Le proteste di moltissimi governi sembrano scuotere il muro di indifferenza normalmente eretto dal regime. Per la prima volta un vertice dell'Asem, organismo che riunisce l'Associazione dei paesi del Sud Est Asiatico e l'Europa, si è concluso con una chiara, netta richiesta di liberare la San Suu Kyii e i più di duemila prigionieri politici che languono nelle carceri birmane. Le complicità di paesi che hanno interessi economici in Birmania sembrano dunque incrinarsi. Su Internet sta crescendo impetuosamente una campagna "online" con migliaia di messaggi, tra cui anche quelli di Salman Rushdie e del premier britannico Gordon Brown. Il sito si chiama http://64forsuu.com, e mira a raccogliere il maggior numero possibile di messaggi entro il 19 giugno, data in cui "la signora" compirà 64 anni.
Forse non si riuscirà ad evitare un verdetto di colpevolezza, ma se il mondo continuerà a tenere accesi i riflettori sul simbolo vivente della lotta per la democrazia in Birmania, la condanna potrebbe essere più lieve, e il regime potrebbe finalmente decidersi a muovere qualche primo reale passo verso il dialogo.
C'era amarezza e consapevolezza, nelle parole che la San Suu Kyii ha rivolto ad alcuni diplomatici stranieri che ha potuto brevemente incontrare la scorsa settimana a margine di una udienza, ma c'era anche una traccia di speranza e della sua elegante ironia: "Mi auguro di potervi rivedere in tempi migliori", ha detto con un sorriso.

Messina, cent'anni di Baracche



A Messina nel 1908 un tragico terremoto distrusse la città. A cento anni di distanza, ancora oggi più di 3 mila famiglie vivono sotto tetti di eternit, fra pareti ammuffite, topi e sporcizia. Viaggio nei quartieri neri di Messina, favelas dove non abitano né extracomunitari né rom, ma italiani. Figli e nipoti dei terremotati e degli sfollati di un secolo fa. Per vedere tutto il servizio:
http://www.uniurb.it/giornalismo/finecorso_2008/filippone_pasquale/index.htm

UFO files released March 2009 at The National Archives (UK) - video

UFO - Aprite i vostri occhi...


"È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare". (Paul Hellyer)

UFO e EXTRATERRESTRI - Rivelazioni


www.disclosureproject.com

Usa, in arrivo la prima forma di vita artificiale













by Edoardo Capuano @ 29.05.2009

Il primo «replicante» è in arrivo. Stando a quanto afferma Science, il team di Craig Venter è vicinissimo alla creazione della vita artificiale. Il penultimo passo del processo avviato dall’Istituto di san Diego è stato compiuto. Venter, pioniere del sequenziamento del genoma umano, annunciò a ottobre che era stato realizzato il cromosoma di sintesi, copiando parti fondamentali del DNA di un batterio, il Mycoplasma Laboratorium. Oggi, afferma Venter, «abbiamo dimostrato che la costruzione di un vasto genoma è possibile e si può scalare, allo stesso modo in cui possono essere sviluppate importanti risorse come i biocarburanti».

La ricerca è portata avanti nei laboratori di Venter, il controverso scienziato-imprenditore che vuole «inventare» organismi artificiali per curare malattie, creare combustibili alternatici a basso impatto ambientale oppure microrganismi che potrebbero essere usati per eliminare i residui tossici. «I suoi ricercatori», ha spiegato il controverso scienziato, hanno dedicato «gli ultimi anni a perfezionare nuovi metodi e tecniche che -ne siamo convinti- saranno largamente usati per fare passi in avanti nel campo della genomica sintetici».

Il team ha realizzato il secondo e penultimo passo prima di arrivare all’obiettivo di creare un organismo sintetico. L’ultimo, decisivo passaggio, al quale i ricercatori stanno già lavorando, sarà quello di creare un batterio basato unicamente sulla sequenza del genoma sintetico del Mycoplasma Genitalium bacteria. Il batterio, che causa alcune malattie sessualmente trasmissibili, ha una delle strutture del Dna meno complesse dell’intero mondo vivente, con 485 geni attivi (per fare un raffronto il genoma umano ne ha quasi 30.000). Il cromosoma che Venter e il suo team hanno creato è stato battezzato Mycoplasma Laboratorium e, nella fase finale del processo, sarà trapiantato in una cellula vivente di cui dovrebbe «prendere il controllo», diventando cosi di fatto una nuova forma di vita.

Fonte: www.lastampa.it

I 10 anni del blog "Così ha riscritto il mondo"














di VITTORIO ZAMBARDINO


HA dieci anni o dodici? Dieci da quando Peter Merholz scrisse, maggio 1999, "we blog", inteso come noi blogghiamo, sulla fascia laterale del suo sito. E in quel momento il gergo tecnologico si fece verbo nell'uso comune e nei vocabolari, oltre che sostantivo ("weblog"), com'era già. Da quando, dodici anni fa, forse quindici, i pionieri avevano cominciato a sperimentare un modo per "auto pubblicarsi" i loro testi e foto senza chiedere permesso a nessuno.
Dieci anni e più di 150 milioni di blog più tardi, il mondo si è "blog-formato" senza saperlo. Ci siamo abituati a siti che dettano la legge del gossip, alla Cina che litiga nei blog, e dove i blogger sono arrestati, all'Iran dove qualcuno di loro è morto in carcere. E ai blog che si trasformano in giornali - qualcuno chiama ancora così l'"Huffington Post", una corazzata da 50 collaboratori e passa.

Il blog da genere "antimedia" si è mutato in "mainstream", abitudine di massa: abbiamo 11 milioni di iscritti a Facebook in Italia che ogni giorno bloggano senza sapere di farlo. Si è polverizzato nei "twitter" di 140 caratteri o nel "TumblR", più lungo, ma sempre fulmineo nel testo o nelle sentenze. Tutte cose che si possono fare senza un computer: non c'è telefono "smart" che non abbia il suo programmino per pubblicare un "post" o per leggere il flusso dei "twitter". Le idee si sminuzzano in uno spazio lungo quanto uno sms e stabiliscono la nuova unità di misura della comunicazione. Se n'è accorto il New York Times.Da una settimana al giornale
hanno nominato un "Social Media Editor", si chiama Jennifer Preston. Si occuperà di "disseminare" le notizie del giornale, liofilizzate in micro messaggi, attraverso twitter, Facebook, MySpace e ovviamente attraverso i blog. E come si fa a viaggiare nel mare del social web?
Il link è il collegamento che ogni blog (o twitter o microblog qualsiasi) stabilisce con la fonte della sua notizia o della sua indignazione. Io cito te, tu citi me, e avanti così per migliaia di collegamenti. Parole che comunicano con parole. Che hanno i loro luoghi di aggregazione, tempeste di passaparola che possono far dimettere un ministro o fare a pezzi un titolo in borsa. Al New York Times hanno da tempo capito che la metà del loro traffico web - quindi circa 10 milioni di persone al mese - arrivano ai contenuti del giornale non da titoli o spassionata lettura, ma dai sentito dire di questa piazza. Quel passaparola è linfa vitale e non solo per il giornale.

Ci sono organizzazioni intere che si dedicano all'analisi delle parole dei blog, di Twitter e Facebook. Un'industria allo stato nascente. L'ultima ricerca italiana in ordine di tempo, quella di "Liquida", prende in esame 1 milione di post in 15mila blog e presto sarà settimanale. Non si limita alla statistica - hanno scritto 21mila volte "Berlusconi" - ma studia il contesto e il significato valoriale di quelle parole. Se a favore o contro Berlusconi. Per farlo si applicano tecniche avanzatissime, come quella del web semantico: linguistica e statistica, matematica e web, applicate al principio che l'informazione è un tesoro solo se sai portarlo alla luce. C'erano una volta i blog del sottosuolo e dell'antimedia. Era dieci anni fa. Forse dodici.

(29 maggio 2009)