mercoledì 22 luglio 2009
L'eterna rivolta
Una lunga conversazione da Potere Operaio agli anni dell'esilio, dal carcere fino al ritorno alle piazze e alla politica con «Impero e moltitudine». Toni Negri-L'eterna rivolta firmato da due registi, Alexandra Weltz, berlinese e Andreas Pinchler di Bolzano dove vive a metà con Berlino, con una bella filmografia di documentari alle spalle (tra gli altri Mirabella-Sindelfingen andata e ritorno). La data di programmazione non è casuale: il 7 aprile del 1979 infatti, «grazie» al sostituto procuratore di Padova Pietro Calogero,e al «teorema» che da lui prende il nome finisce in galera tutto Potere operaio (e non solo), intellettuali e teorici della politica raffinati che si erano esposti senza reticenze nello scontro con lo stato italiano. Calogero li accusa di essere «le menti» delle Br. Tra loro Toni Negri, che di Potere operaio è uno dei fondatori. «É stato il processo a un'intera generazione che voleva cambiare la società finendo così in esilio o in prigione» dice Negri nel film che in Grecia, Germania, Svizzera, Norvegia, Finlandia, Svezia è passato sulla tv pubblica (in Italia lo distribuisce la Mir). Tutto comincia dall'uscita in Germania di Impero, il libro che Negri scrive con Michael Hardt. Grande successo ma anche critiche che dicono il solito intellettualismo di chi vive nella torre d'avorio. Pichler viene dall'esperienza della pantera, studente al Dams agli inizi degli anni 90, Weltz è nel movimento no global berlinese, per loro Impero è subito un punto di riferimento teorico del contemporaneo. «Conoscevo il pensiero e la storia di Toni Negri, è chiaro che non è un intellettuale nella torre d'avorio ma una persona con una continua esperienza della politica. All'inizio volevamo raccontare i movimenti fuori dai partiti nell'Italia degli anni 70, Negri doveva essere un po il tramite. La sua vita è stata segnata dall'impegno intellettuale, dalla militanza, è una persona di grande fascino, a settantanni ha ancora voglia di confrontarsi col mondo per cambiarlo. Così il film è divenuto un suo ritratt o» dice Pichler. . Leterna rivolta è infatti una lunga conversazione con Toni Negri nella sua casa romana dagli inizi di Potere operaio, lui già professore all'università che al mattino all'alba organizza la resistenza del petrolchimico di Mestre correndo poi a Padova, all'arresto, l'elezione nelle liste radicali, l'esilio a Parigi. Guattari, la biopolitica, , il ritorno in Italia, Impero e Moltitudine. Insieme - e in particolare nella parte su gli anni 70 appunto - c'è l'Italia occultata alle generazioni venute dopo, delle stragi di stato, delle bombe fasciste - «ci sono voluti anni per dirlo che erano stati i fascisti a piazza Fontana» dice Negri - della repressione contro i movimenti. Il conflitto coi sindacati, divorzio, aborto, femminismo, lo scontro di piazza - «ogni manifestazione aveva il suo morto, è stato inevitabile decidere che se la polizia sparava si rispondeva» - maggio 77, il caso Moro - «una scadenza fatale, per questo abbiamo fatto una grande pressione per il rilascio». Passato e presente si incontrano nelle foto di Tano D'Amico e nei filmati (dall'archivio di Silvano Agosti). «Non è stato facile arrivare a un equilibrio tra il racconto generale e quello personale, per noi la sfida era tirare fuori questa storia italiana così sconosciuta. Chi ha militato in Potere operaio o in autonomia ha vissuto un trauma, e ha voglia di condividere questa esperienza. In Italia invece quando si parla di quel periodo ci sono solo Moro, le br, il terrorismo».
http://www.youtube.com/user/belva64
Sole e vento da Est

21/07/2009
La Cina vuole diventare il Paese leader delle fonti rinnovabili. Perché soffoca nell'inquinamento, ma soprattutto per affari.
Ha appena superato gli Stati Uniti diventando il principale produttore di emissioni nocive, continua a costruire centrali elettriche a carbone al ritmo di una ogni dieci giorni e non sembra avere intenzione di venire imbrigliata da limiti dettati da un trattato mondiale sul clima, ritenendo che sia un suo diritto svilupparsi come meglio crede. Ma se da una parte la Cina continua a essere vista come un mostro affamato di energia, a qualunque costo per l'ambiente, dall'altra il gigante asiatico si sta muovendo per diventare il principale produttore di energia pulita al mondo. Ed è già sulla buona strada.
Dopo aver importato le sue prime installazioni dai Paesi inizialmente leader del settore, come la Germania e la Spagna, la Cina è già ora il primo produttore mondiale di pannelli solari, che al 95 percento esporta verso l'Europa e gli Stati Uniti. Inoltre, ha appena sorpassato gli Usa come maggiore mercato per l'energia eolica, di cui sta costruendo sei centrali: la capacità produttiva di energia nata dal vento è raddoppiata in ognuno degli ultimi quattro anni.
Certo, l'80 percento dell'elettricità cinese è ancora generata da centrali a carbone, contro il 38 percento della media mondiale. E le città sono costantemente avvolte da una nuvola di smog, tanto che l'inquinamento - insieme alla corruzione - è forse la lamentela più comune dei cinesi contro il sistema di governo. Ma se la volontà politica di non "turbare l'armonia" (leggi: contenere le manifestazioni di protesta) è probabilmente uno dei fattori, la progressiva svolta "verde" della Cina è anche maturata da considerazioni di puro business. Lo sa anche Barack Obama. "I posti di lavoro e le industrie del 21esimo secolo saranno centrati sulle energie pulite. Il solo dubbio è: quale Paese creerà questi posti di lavoro e queste industrie? Io voglio che siano gli Usa", ha detto recentemente invitando il Congresso a sostenere il suo piano energetico.
Pechino, però, non ha intenzione di rimanere indietro. "La Cina sta cercando di recuperare terreno nella corsa globale per trovare alternative ai combustibili fossili", ha scritto recentemente il China Daily. Con il 90 percento delle aziende produttrici di elettricità in mano allo Stato, le autorità cinesi stanno finanziando la corsa all'elettricità pulita con i più cospicui sussidi al mondo per l'energia solare: 3 dollari a watt. Gli osservatori stranieri denunciano anche un plateale favoritismo delle autorità di Pechino nei confronti delle aziende energetiche nazionali, nel tentativo di consolidare un settore ritenuto strategico. A maggio, 25 contratti per l'installazione di nuove turbine eoliche sono stati assegnati tutti a sette aziende cinese, mentre le offerte delle sei multinazionali che hanno partecipato alla gara sono state bocciate.
L'obiettivo di Pechino è di arrivare, entro il 2020, a consumare energia per almeno il 15 percento prodotta da fonti rinnovabili, una quota che gli esperti del settore prevedeono verrà presto alzata al 20 percento. Gli obiettivi per l'energia eolica sono già stati portati da 30 a 150 gigawatt di capacità produttiva entro il 2020, e per l'energia solare si prevede che il governo li aumenterà da 1,8 a 20 gigawatt, sempre entro la fine del prossimo decennio. Dei 585 miliardi di dollari del piano di stimoli fiscali predisposto nei mesi scorsi, Pechino ha già destinato 31 miliardi alle energie rinnovabili. Ma la svolta vera e propria potrebbe arrivare con l'approvazione di un programma tra i 440 e i 660 miliardi di finanziamenti esclusivi per il settore, che gli esperti del settore prevedono verrà annunciato a breve. In tal caso, più che recuperare terreno, sarà confermato che la Cina ha tutta l'intenzione di staccare gli altri concorrenti.
Giorgio Ponzio Napolitano

di Marco Travaglio
Noi che, poveri ignoranti, non conosciamo la Costituzione, pensavamo che i poteri e i doveri del Presidente della Repubblica fossero quelli indicati dalla Costituzione. E cioè:
- rappresentare l’unità nazionale
- inviare messaggi alle Camere
- indire le elezioni delle Camere
- autorizzare la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del governo
- promulgare le leggi ed emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti (oppure rinviare le leggi alle Camere in caso di manifesta incostituzionalità)
- indire il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione
- nominare il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri
- nominare, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato, ma anche i senatori a vita e alcuni giudici costituzionali, ma anche i membri delle autorità di garanzia
- accreditare e ricevere i rappresentanti diplomatici, ratificare i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere
- comandare le Forze armate, presiedere il Consiglio supremo di difesa, dichiarare lo stato di guerra deliberato dalle Camere
- presiedere il Consiglio superiore della magistratura
- concedere la grazia e commutare le pene
- conferire le onorificenze della Repubblica
- sciogliere le Camere o anche una sola di esse, sentiti i loro presidenti.
Noi che, poveri ignoranti, non conosciamo la Costituzione non riusciamo a trovare un solo rigo nella medesima che autorizzi il capo dello Stato a chiedere notizie di un’indagine che non gli garba (come fece Napolitano nel dicembre scorso con quella della Procura di Salerno sui magistrati corrotti di Catanzaro); o a promulgare una legge facendo sapere per lettera che non gli piace per niente (come ha appena fatto col pacchetto sicurezza); o ad anticipare al governo che non firmerà un decreto (come ha fatto col decreto Englaro) o che non promulgherà una legge se non sarà modificata (come ha fatto con la legge-bavaglio sulle intercettazioni).
Noi che, poveri ignoranti, non conosciamo la Costituzione non vi abbiamo trovato alcun articolo che consenta al capo dello Stato ad auspicare “una revisione di regole e di comportamenti” in materia di intercettazioni e cronaca giudiziaria, a parlare di “abusi”, a invocare “soluzioni appropriate e il più possibile condivise” (come se una porcata votata da molti fosse meglio di una porcata votata da pochi). Né abbiamo trovato un solo articolo che gli permetta di invocare “tregue” nell’attività di opposizione e di informazione sul capo del governo coinvolto in scandali (sui quali il rappresentante dell’unità nazionale non ha mai proferito una sillaba). Ma forse, non volendo neppure immaginare che stia sbagliando lui, il problema è nostro: evidentemente abbiamo, della Costituzione, un testo vecchio e superato.
Ignoranti come siamo, poi, non abbiamo capito nemmeno a quali indagini egli si riferisca quando, per l’ennesima volta, invita misteriose entità a “non indulgere alla spettacolarizzazione delle vicende giudiziarie e dei processi”. Visto che la nomina il capo dello Stato, sappiamo invece che le Autorità indipendenti sono anche affar suo, e da mesi speravamo che si accorgesse di un paio di presenze inquietanti al loro interno. L’Autorità Garante della Privacy è vicepresieduta da un certo Giuseppe Chiaravalloti, plurinquisito in Calabria per gravissimi reati e sorpreso al telefono con la sua segretaria a invocare l’eliminazione fisica, a opera della “camorra”, del magistrato Luigi De Magistris. Dell’Autorità Garante delle Comunicazioni fa parte il forzista Giancarlo Innocenti, sorpreso a trafficare con il premier Berlusconi (che lui chiama “Grande Capo”) per acquistare senatori del centrosinistra e per procacciare lucrosi contratti a un produttore berlusconiano impegnato nella compravendita dei senatori medesimi (vedi intercettazioni riportate nel nostro libro “Papi”). Purtroppo, il capo dello Stato ha citato quest’ultima Autorità per raccomandare ai giornalisti di attenersi all’«importante codice di autoregolamentazione» da essa fissato per censurare le notizie scomode al potere.
Ignoranti come siamo, pensavamo anche che gli uomini delle istituzioni fossero soggetti a critiche, tantopiù legittime quanto più alti sono i loro scranni. Invece abbiamo ieri appreso dall’Augusta Favella che “chi mi critica non conosce la Costituzione”. Insomma ogni critica alla sua Intoccabile Persona è lesa maestà, come nei regimi sovietici a lui tanto cari fino agli anni 50 (memorabile il suo elogio nel 1956, davanti al Comitato centrale del Pci, della repressione sovietica dei moti di Ungheria).
Pensavamo anche che il capo dello Stato non dovesse scendere nell’agone politico, per bacchettare questo o quello come un Capezzone o un Cicchitto o un Quagliariello qualsiasi. Invece l’ha fatto con Antonio Di Pietro, reo addirittura di avergli chiesto di non promulgare leggi palesemente incostituzionali anziché chiosarle con la piuma d’oca. Mal gliene incolse: Napolitano l’ha chiamato sarcasticamente “guerriero” accusandolo di “vano rotear di scimitarra”. Era dai tempi di Cossiga che un capo dello Stato non se la prendeva frontalmente con un leader dell’opposizione (fra l’altro isolatissimo e solitario, dinanzi a un governo strapotente e strafottente e a un’opposizione inesistente): solo che, contro Cossiga, il Pci di Napolitano chiese l’impeachment trattandolo da golpista. Sui “guerrieri” alla Berlusconi & C. che roteano scimitarre tutt’altro che vane contro i magistrati e i giornalisti liberi, mai un sospiro dal Quirinale. Sui guerrieri alla Bossi & C., che ogni due per tre minacciano di “tirar fuori i fucili e i mitra” o di “oliare i kalashnikov”, ora contro i “comunisti” ora contro i “terroni” ora contro i “negri”, mai una parola dal Quirinale: un conto sono i fucili, i mitra e i kalashnikov, un altro le scimitarre.
Ignoranti come siamo, pensavamo che non rientrasse fra i compiti del capo dello Stato giudicare l’attendibilità di testimoni d’accusa in questo o quel processo: invece, ieri, Napolitano ha deciso che le nuove rivelazioni di Spatuzza, Riina, Ciancimino jr. e altri sui mandanti esterni delle stragi di mafia & Stato “vengono da soggetti per lo meno discutibili” e comunque non bisogna parlarne: secondo Napolitano quelle rivelazioni, totalmente ignorate da gran parte dei telegiornali di regime, “sono state accolte da un clamore un po’ eccessivo”. In effetti, ne ha financo parlato qualche quotidiano. La prossima volta, per favore, silenzio. Il Presidente riposa.
Il Piano Casa quattro mesi dopo, cosa è cambiato?

22 Luglio 2009
“Contraddittorio, incompleto, dannoso, arretrato. Solo tre le regioni promosse, tutte le altre bocciate o rimandate in attesa di nuove regole”. Questa la dichiarazione di Legambente all’indomani dell’approvazione da parte del Governo del nuovo Piano casa. Vediamo perché.
“Tanto rumore per nulla. O quasi. Doveva servire a ridare slancio in tutta Italia al settore edilizio in crisi. Doveva servire ad ammodernare e migliorare qualitativamente il patrimonio edilizio esistente e quello futuro. Se questi erano gli obiettivi il risultato è un sostanziale fallimento”. Questa l’opinione di Legambiente sul cosiddetto Piano Casa, il provvedimento annunciato come panacea per il paese in crisi e che invece, a quattro mesi dal suo risonante annuncio, ancora fatica a decollare.“Il quadro che emerge nel Paese - ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica di Legambiente - offre un'unica certezza: avremo un sistema di regole diverso in ogni Regione italiana. Come in un puzzle dove spiccano da un lato la Toscana, la Provincia di Bolzano e la Puglia, che hanno praticamente bloccato l'attuazione del provvedimento o posto seri vincoli, e dall’altro Veneto e Sicilia, che da subito si sono fatte paladine di una applicazione "generosa" con premi in cubatura dispensabili praticamente a qualsiasi tipo di edificio dovunque e comunque fosse collocato”.
Legambiente mette in evidenza l’aspetto positivo che in metà delle Regioni italiane varranno almeno gli standard energetici obbligatori come riferimento per gli interventi che permetteranno di migliorare la prestazione degli edifici. Purtroppo nell’altra metà si potrà continuare a costruire male e a danno di chi in quegli edifici andrà a vivere, oltre che dell’ambiente. Ma ancora più grave risulta la contraddittorietà del messaggio che viene lanciato ai cittadini e alle imprese: nei prossimi 18-24 mesi si potranno realizzare interventi edilizi con una procedura semplificata, in deroga ai Piani regolatori. Il tutto con qualche attenzione ambientale e energetica la cui entità dipende da dove si trova l’abitazione da ampliare o da demolire e ricostruire.
“Si è persa l’occasione per dare un chiaro messaggio di innovazione al settore delle costruzioni - ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica -, perché ancora una volta si è cercata la via più breve per risollevare le sorti del mercato edilizio. Siamo di fronte a una crisi del settore che non è congiunturale, veniamo da 10 anni di espansione edilizia e nonostante ciò nel Paese si vive una drammatica situazione sociale, con centinaia di migliaia di persone sotto sfratto e di famiglie che non riescono a pagare le rate del muto e dell’affitto”.Per Legambiente la strada da seguire è un'altra: se si vuole dare un futuro al settore edilizio bisogna dare risposte all’emergenza abitativa e legarla a un vasto programma di riqualificazione energetica di case, quartieri, periferie. L'edilizia è oggi, a tutti gli effetti, uno dei più interessanti cantieri della Green economy ma per affrontarla in modo utile bisogna indicare da subito la strada del futuro: introducendo la certificazione energetica di tutti gli edifici, prevedendo uno standard obbligatorio di Classe A con un contributo minimo delle fonti rinnovabili (solare termico, fotovoltaico, ecc.) in tutti gli interventi edilizi. Accompagnare questo processo con regole chiare, adeguata fornitura di servizi e incentivi - a partire dalle detrazioni del 55% a regime - che aiutino la messa in sicurezza statica degli edifici anche attraverso interventi di demolizione e ricostruzione.
E poi basta premiare le seconde case e gli investimenti di privati e fondi speculativi nel mattone, con lo sviluppo di un mercato che ha reso le case inaccessibili proprio a chi ne avrebbe bisogno: nuove famiglie, immigrati, giovani. I fondi che il Governo ha stanziato per il “vero piano casa” permetteranno di realizzare solo 5mila alloggi di edilizia residenziale pubblica il prossimo anno. Una cifra ridicola, che non è possibile nemmeno confrontare con quel che succedeva nel 1984, quando il settore pubblico realizzava direttamente attraverso l’edilizia sovvenzionata 34mila abitazioni e promuoveva attraverso l’edilizia agevolata o convenzionata 56mila abitazioni.
Legambiente ha voluto quindi ricostruire il quadro delle norme e delle scelte regionali per elaborare una sorta di pagella, una classifica dei provvedimenti che hanno determinato il giudizio dell’associazione, sulla base di domande relative al rispetto degli standard di efficienza energetica e uso di fonti rinnovabili, ai permessi per gli interventi di allargamento, innalzamento, superfetazione di volumi, alla possibilità di allargamenti in aree delicate o protette, alle demolizioni e nuove cubature eventualmente consentite.
Dall’indagine emergono tre soli promossi: Regione Toscana, che incardina gli interventi possibili all’interno di quanto previsto dal Prg comunale, la Provincia di Bolzano che prevede alti standard energetici con la certificazione CasaClima C, nonché la Regione Puglia, anche se andrà tenuta sotto controllo la deroga ai piani regolatori concessa ai Comuni.
Tutte le altre Regioni invece si barcamenano in modo diverso tra i vari criteri.
Energia. Sono previsti obblighi in Toscana, Puglia, Piemonte, Emilia Romagna, Basilicata, Lazio, Lombardia, Marche, Umbria e in Provincia di Bolzano. Nessuna indicazione se non di tipo generico in Veneto, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Campania e Molise. In alcune di queste Regioni c’è un bonus opzionale, ma quello che è importante sottolineare è la differenza tra chi punta a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e chi vuole spingere semplicemente gli interventi.
Tutela del territorio. Per quanto riguarda le aree escluse sono da bocciare la Sicilia, la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia che non esplicitano nessuna area (almeno fino al testo attualmente in discussione) in cui è vietato realizzare gli interventi. Ma anche in Veneto solo i centri storici sono esclusi, mentre in aree parco e vincolate si possono realizzare gli interventi. Tranne la Toscana dove prevale il Prg, in tutte le altre Regioni sono i Comuni a decidere se gli interventi sono possibili definendo criteri e limitazioni. Solo la Toscana, la Liguria e parzialmente la Puglia, escludono gli edifici abusivi anche se condonati.
Bonus edilizi. Per quanto riguarda i premi in cubatura, la Regione più generosa è la Sicilia, dove sommando le diverse possibilità (anche quelle dei vicini) si può arrivare al 45% per l’ampliamento e al 90% per la demolizione e ricostruzione. Per l’ampliamento i bonus maggiori sono anche in Friuli, Emilia Romagna e Lombardia con +35%, in Liguria si arriva a +50%. Per la demolizione e ricostruzione il massimo si può ottenere nel Lazio con +60% nel caso si preveda la delocalizzazione, in Emilia Romagna, Molise, Liguria e Campania con+50%; in Basilicata, Marche e Veneto con +40%.
“Bisogna affrontare con urgenza e competenza l’emergenza abitativa legandola ad un vasto programma di riqualificazione energetica di case, quartieri e periferie - ha aggiunto il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Per questo bisogna investire in interventi che puntino a coniugare sicurezza statica e efficienza energetica, allargando questo obiettivo anche a tutti gli edifici non residenziali sfruttando l’opportunità di lavorare sul patrimonio esistente invece di occupare nuovi ettari di suoli agricoli. L’errore di base nel dibattito di questi mesi è stato proprio il non dare risposte a questi problemi e nel non affrontare la sfida dell’innovazione che potrebbe consentire la nascita di nuove competenze, lavoro e opportunità”.
“Un tema così delicato avrebbe bisogno di un indirizzo chiaro da parte del Governo e di collaborazione con le competenze di Regioni e Comuni. Migliorare la qualità edilizia e energetica attraverso la demolizione e ricostruzione di edifici e parti di città è una sfida non più procrastinabile, delicata e complessa - ha aggiunto il presidente dell’associazione - perché significa cambiare regole e abitudini, mettere mano a leggi e pertinenze, nelle quali occorre coinvolgere tutti in un processo trasparente.
Finora invece, il comportamento del Governo è stato a senso unico: nessuna riflessione, nessun passo indietro rispetto alla proposta iniziale di un programma di premi in cubatura senza regole per qualsiasi tipo di edificio. Neanche lo stop avuto dalle Regioni ha portato a cambiare l’atteggiamento di totale chiusura rispetto a qualsiasi proposta qualitativa che introducesse criteri per selezionare gli interventi o spingesse l’innovazione energetica o magari (come dovrebbe essere obbligatorio secondo le Direttive Europee), vincolasse gli interventi alla certificazione energetica degli edifici.
Solo la tragedia del terremoto in Abruzzo - conclude Cogliati Dezza - ha spinto dopo mesi di rimpalli di responsabilità a introdurre finalmente una normativa sulla sicurezza statica negli edifici che era nei cassetto ferma da tantissimo tempo”Dopo Sony e 3M in Francia gli operai sequestrano i manager della Caterpillar

"l'Economist" dice: "I ricchi sotto attacco" e a londra la polizia consiglia di non vestirsi in completo blu. Fine del G20 e nuovo ordine mondiale?
Gli economisti non ci credono.
Sony, 3M, Caterpillar: “chi semina miseria raccoglie collera”, si legge sui cartelli dei dimostranti. Tre multinazionali, tre colossi mondiali, licenziano il personale, non trattano con i sindacati, distribuiscono indennità di fine rapporto irrisorie. I dipendenti insorgono. E' la rivolta dei paesini e dei capoluoghi di provincia, quelli in cui l'unico modo per vivere è la fabbrica, singola fonte di reddito. I dipendenti si ribellano e rapiscono i manager che si sono macchiati di scelte sbagliate, dispendiose, che si sono aumentati gli stipendi con le stock option ed hanno, nel corso degli anni, messo in crisi grosse aziende ed un intero sistema economico attraverso incerti passaggi di 'finanza creativa'. Un vento di ribellione che nasce negli USA, il paese che ha visto il più alto numero di vittime; vedasi Lehman-Brothers. I manager USA, molti in carcere per bancarotta, altri senza posto di lavoro, cercano di non farsi vedere e Obama punta il dito sui loro emolumenti. L'onda è arrivata in Francia; il management non tratta? Si rapiscono i “pezzi da 90”, quelli che decidono e sbagliano. Errori, i loro, che costano posti di lavoro; 371 alla Sony di Pontnox-sur-l'Adour, 733 alla Caterpillar di Grenoble, altri 110 alla 3M di Pithiviers. La Francia insorge e questa volta non sono gli studenti contro il cpe, non sono i giovani immigrati delle Banlieue e nemmeno gli impiegati della pubblica amministrazione parigina. A dar voce agli operai i sindacati, quelli di base e non gli autonomi. Alla Caterpillar di Grenoble sono 4 i manager che hanno passato una notte dormendo sulla moquette degli uffici direzionali, gli stessi da cui è stata presa la decisione di tagliare i posti. Sarkozy ha detto che interverrà di persona per salvare lo stabilimento. E' una protesta, questa, che ha poco colore politico, nessun progetto eversivo, è solo il constatare come l'istinto di conservazione prevalga su ideali ormai morti da tempo. Tre casi in 20 giorni, tre stabilimenti occupati e messi sotto chiave, tre multinazionali con i manager messi di fronte alla loro coscienza. “"È stato anche proposto di spostare l'orario di lavoro a 32 ore settimanali, ma la gestione non vuole discutere”, è quanto ha affermato Nicolas Benedetto, delegato della Cgt dello stabilimento Caterpillar. Nel frattempo il presidente dell'azienda Chris Schena ha detto: “è nostra priorità risolvere il problema”, tuttavia ha definito “deplorevoli” le azioni dei dei dipendenti. Londra: G20, un dimostrante ucciso durante i disordini, la polizia consiglia ai manager della City di rendersi “invisibles”. 'L'Economist' titola “I ricchi sotto attacco” e mostra un quadro -ritoccato- che sembra essere uscito dalla presa della Bastiglia. E' la reazione contro chi fa sistema, a Londra li chiamano i “malfattori della nuova ricchezza”, molto più numerosi di quei baroni con a capo Teddy Roosevelt un secolo fa. Ma i danni sono simili: crescente disuguaglianza; lo 0,1% degli americani ha guadagnato 20 volte l'investimento, percentuale che nel 1979 raggiungeva il 90%. L'avidità di certi personaggi legati alla truffa finanziaria, abili a costruire i devastanti 'schemi Ponzi', erano parte del sistema, caldeggiati dalle istituzioni e dai politici loro conniventi. Poi il tocco finale: portare i guadagni nei paradisi fiscali, i soldi dei lavoratori e chi, grazie al lavoro un gruzzolo lo aveva salvato. Gli imbrogli maggiori che hanno portato a questa catastrofe sono dovuti al fatto che speculatori e mediatori hanno mischiato denaro nelle attività tradizionali attirando le multinazionali facendogli digerire, di qui la grande colpa dei manager, un groviglio di titoli tossici. Solo negli USA il 41% delle aziende è caduto in questa trappola, un modo di agire ingiustificabile da parte dei vertici societari i quali, in un biennio hanno mandato in bancarotta il meglio della produzione e delle banche americane. Ora si è costituito l'asse franco-tedesco, il quale accusa gli USA di avere un'economia basata “sull'infantilismo”. Della serie quando va tutto a picco si scaricano i barili sul più debole. E gli USA sono deboli. Non a caso delle tre società messe sotto assedio in Francia due sono americane ed una è giapponese. Nel paese del sol levante si ha un'inflazione spaventosa, il riassunto del disagio lo si capì guardando in che condizioni si presentò al G7 di Roma il ministro delle finanze Shoichi Nakagawa; lui accusò i farmaci, chi lo vide parlò di alcool, il tutto mentre il Giappone sprofondava nel Pil peggiore da vent'anni a questa parte: -12,7% registrato nel quarto trimestre. A G20 appena concluso Gordon Brown dichiara a 'Financial Times': “Il summit ha ristabilito un nuovo ordine mondiale”, peccato che banchieri ed esperti di politica estera non siano dello stesso parere, solo Trichet, il governatore della banca centrale europea da Bruxelles da un timido segnale di ottimismo: “il mio auspicio è che il consenso raggiunto sia un importante elemento di fiducia”. Una risposta più realistica viene da Morris Goldstein, del 'Peterson Institute for International Economics' il quale classifica il G20 “Buono, ma non risolutore” e viene anche dal professor Charles Wyplosz dell'istituto universitario di Ginevra che riprendendo l'affermazione di Brown dice: “ridurre la pressione sui governi per lavorare di più... Sarebbe una tragedia che il vertice finisce per incoraggiare il compiacimento”. Tutti si domandano come sarà il domani, visto che nessun ordine mondiale procede al contrario dal giorno prima, come ne usciremo, quali provvedimenti intrapresi saranno utili o bruceranno ancora danaro, quanti posti di lavoro rimarranno sul campo? Per ora la Francia sembra essere l'unica ad aver acceso il fuoco della protesta. Porterà ad un nuovo conflitto sociale? Per ora tempi duri per i manager.
http://www.ft.com/cms/s/0/ca15da64-2090-11de-b930-00144feabdc0.html?nclick_check=1
http://www.economist.com/opinion/displayStory.cfm?story_id=13405314&source=hptextfeature
Di Danilo Bargagli
Omicidio di massa?

DI BARBARA MILTON

Una giornalista accusa l’OMS e l’ONU di bioterrorismo e dell’intento di provocare un massacro
Con l’avvicinarsi della data prevista per la distribuzione del vaccino anti virus influenzale pandemico A/H1N1 della Baxter, una giornalista investigativa austriaca avvisa il mondo che sta per essere commesso il più grande crimine della storia dell’umanità. Jane Burgermeister ha recentemente sporto denuncia presso l’FBI contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le Nazioni Unite (ONU) e molti dei funzionari di più alto rango di governi e società in merito al bioterrorismo e ai tentativi di provocare massacri. Ha inoltre preparato un’ingiunzione contro l’obbligo di vaccinazione, che è stata presentata in America. Queste azioni seguono le accuse che ha lei stessa presentato lo scorso aprile contro la Baxter AG e l’austriaca Avir Green Hills Biotechnology per aver prodotto un vaccino contaminato contro l’influenza aviaria, sostenendo che sia stata un’azione intenzionale per causare una pandemia e trarne profitto.
Riassunto delle accuse e allegazioni presentate all’FBI in Austria il 10 giugno 2009
Nelle sue accuse la Burgermeister presenta prove di atti di bioterrorismo, ossia in violazione della legge degli USA, da parte di un gruppo operante all’interno degli USA secondo le direttive di banchieri internazionali che controllano la Federal Reserve, come pure l’OMS, l’ONU e la NATO. Tale bioterrorismo è finalizzato a provocare un genocidio di massa contro la popolazione statunitense mediante l’uso del virus della pandemia influenzale geneticamente ingegnerizzato con l’intento di causare la morte. Questo gruppo si è impossessato di alti uffici governativi negli USA. In modo specifico vengono portate le prove che gli imputati come Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, David Tabarro, coordinatore ONU per l’influenza umana e aviaria, Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, Kathleen Sibelius, segretario alla salute e ai servizi sociali, Janet Napolitano, segretario del dipartimento di sicurezza nazionale, David de Rotschild, banchiere, David Rockefeller, banchiere, George Soros, banchiere, Werner Faymann, cancelliere austriaco, e Alois Stoger, ministro della sanità austriaco, ed altri fanno parte di questo gruppo criminale internazionale che ha sviluppato, prodotto, accumulato ed utilizzato armi biologiche per eliminare la popolazione degli USA e di altri paesi per motivi economici e politici.
I capi d’accusa sostengono che questi imputati abbiano cospirato tra loro e con altri per ideare e finanziare, nonché partecipare alla fase finale dell’attuazione di un programma internazionale segreto di armi biologiche, che avrebbe coinvolto le società farmaceutiche Baxter e Novartis. Hanno fatto questo bioingegnerizzando e poi distribuendo agenti biologici letali, specificamente il virus dell’influenza “aviaria” e il “virus dell’influenza suina” per avere il pretesto di attuare un programma di vaccinazione obbligatoria di massa che sarebbe stato il mezzo per poter somministrare un agente biologico tossico per provocare la morte e altre lesioni alla popolazione degli Stati Uniti. Quest’azione è in diretta violazione del Biological Weapons Anti-terrorism Act.
Le accuse mosse dalla Burgermeister comprendono le prove che la Baxter AG, la sussidiaria austriaca della Baxter International, ha deliberatamente fatto uscire 72 chili di virus vivo dell’influenza aviaria, fornito dall’OMS durante l’inverno del 2009 a 16 laboratori in quattro paesi. Sostiene che ciò offra una chiara prova che le società farmaceutiche e le stesse agenzie governative internazionali sono attivamente impegnate nella produzione, nello sviluppo, nella fabbricazione e nella distribuzione di agenti biologici classificati come le più letali armi biologiche sulla terra al fine di provocare una pandemia e causare una strage.
Nei capi d’accusa di aprile, ha notato che il laboratorio della Baxter in Austria, uno dei presunti laboratori di biosicurezza più sicuri al mondo, non ha rispettato le norme più basilari ed essenziali per la conservazione dei 72 chili della sostanza patogena classificata come arma biologica in modo sicuro separandola da tutte le altre sostanze secondo le rigorose regolamentazioni del livello di biosicurezza, ma ha lasciato che venisse mischiata con il virus dell’influenza comune e l’ha inviata dai suoi stabilimenti di Orth nel Donau.
A febbraio quando un membro dello staff al BioTest nella Repubblica Ceca ha testato su dei furetti il materiale destinato ai vaccini candidati, i furetti sono morti. Questo incidente non è stato seguito da alcuna investigazione da parte dell’OMS, né dell’UE o delle autorità sanitarie austriache. Non c’è stata alcuna indagine sul contenuto del materiale virale, e non vi è alcun dato sulla sequenza genetica del virus messo in circolazione.
In risposta alle domande del parlamento il 20 maggio Alois Stoger, ministro della sanità austriaco ha rivelato che l’incidente non era stato trattato come un errore di biosicurezza, come avrebbe dovuto essere, ma come un’infrazione del codice veterinario. È stato mandato un medico veterinario al laboratorio per una breve ispezione.
Il dossier della Burgermeister rivela che la messa in circolazione del virus sarebbe stata un passo essenziale per provocare una pandemia che avrebbe permesso all’OMS di dichiarare una pandemia di livello 6. Elenca le leggi e i decreti che avrebbero permesso all’ONU e all’OMS di prendere il controllo degli Stati Uniti nel caso di una pandemia. Sarebbero inoltre entrate in vigore leggi che richiedono di osservare l’obbligo di vaccinazione negli Stati Uniti in condizioni di pandemia dichiarata.
La Burgermeister sostiene che l’intera questione della pandemia di “influenza suina” si poggia su un’enorme menzogna e che non esista virus in natura che rappresenti una minaccia per la popolazione. Porta le prove che inducono a credere che sia l’influenza aviaria che l’influenza suina siano state in effetti bioingegnerizzate in laboratorio usando i finanziamenti forniti dall’OMS e da altre agenzie governative, insieme ad altri. Questa “influenza suina” è un ibrido in parte dell’influenza suina, in parte dell’influenza umana e in parte dell’influenza aviaria, una cosa che può solo venire da un laboratorio secondo molti esperti.
L’asserzione dell’OMS che l’“influenza suina” si sta diffondendo e che deve essere dichiarata la pandemia ignora le cause fondamentali. I virus che sono stati messi in circolazione sono stati creati e messi in circolazione con l’aiuto dell’OMS, e l’OMS è enormemente responsabile della pandemia in primis. In aggiunta i sintomi della presunta “influenza suina” sono indistinguibili da quelli della comune influenza e del raffreddore. L’“influenza suina” non provoca la morte più spesso di quanto faccia la comune influenza.
[La Burgermeister] nota che i dati relativi ai decessi registrati per l’“influenza suina” non sono coerenti e che non c’è chiarezza in merito a come è stato documentato il numero dei “decessi”.
Non c’è potenziale per una pandemia a meno che non vengano effettuate vaccinazioni in massa per usare l’influenza come un’arma con il pretesto di proteggere la popolazione. Esistono motivi ragionevoli per credere che i vaccini obbligatori saranno contaminati deliberatamente con malattie che sono progettate specificamente per provocare la morte.
Viene fatto riferimento ad un vaccino approvato della Novartis contro l’influenza aviaria che ha ucciso 21 persone senza tetto in Polonia durante l’estate del 2008 e che aveva come “misura primaria di outcome” un “tasso di eventi avverso”, rientrando pertanto nella definizione di arma biologica dello stesso governo statunitense (un agente biologico progettato per causare un tasso di eventi avversi, ossia morte o lesioni gravi) con un delivery system[1] (iniezione). [la Burgermeister] sostiene che il medesimo complesso di società farmaceutiche internazionali e di agenzie governative internazionali che hanno sviluppato e messo in circolazione il materiale della pandemia abbia tratto profitto dall’aver causato la pandemia mediante contratti per la fornitura dei vaccini. I media controllati dal gruppo che sta ingegnerizzando l’intero ordine del giorno dell’ “influenza suina” sta diffondendo notizie false per convincere la popolazione degli Stati Uniti a sottoporsi alle pericolose vaccinazioni.
I cittadini degli USA subiranno danni e lesioni sostanziali ed irreparabili se verranno obbligati a sottoporsi a questa vaccinazione [di efficacia] non provata senza il loro consenso secondo il Model State Emergency Health Powers Act, il Natonal Emergency Act, la National Security Presidential Directive/NSPD 51, la Homeland Security Presidential Directive/HSPD-20, e l’International Partnership on Avian and Pandemic Influenza.
La Burgermeister accusa coloro che sono menzionati nelle sue allegazioni di aver attuato e/o accelerato a partire dal 2008 negli USA l’implementazione di leggi e regolamentazioni ideate per togliere ai cittadini statunitensi i loro legittimi diritti costituzionali di rifiutare un’iniezione. Queste persone hanno creato disposizioni o hanno lasciato in essere disposizioni tali da rendere criminale il rifiuto di un’iniezione contro i virus pandemici. Hanno imposto altre sanzioni eccessive e crudeli come l’imprigionamento e/o la quarantena nei campi FEMA impedendo al tempo stesso ai cittadini americani di presentare domanda di risarcimento per lesioni o morte causati dalle iniezioni forzate. Questo viola le leggi che disciplinano la corruzione federale e l’abuso di ufficio, come pure [quelle] della costituzione e della Bill of Rights. Attraverso queste azioni, gli accusati citati hanno gettato le basi di un genocidio di massa.
Usando l’ “influenza suina” come pretesto, gli accusati hanno prepianificato la strage della popolazione statunitense per mezzo della vaccinazione forzata. Hanno installato una rete estesa di campi di concentrazione FEMA nonché identificato siti per tumulazioni di massa, e sono stati coinvolti nell’ideazione e nell’attuazione di uno schema per consegnare il potere in tutta America ad un sindacato criminale internazionale che usa l’ONU e l’OMS come una facciata per coprire le attività criminali organizzate influenzate da un racket illegale, in violazione alle leggi che disciplinano il tradimento.
[La Burgermeister] accusa il complesso di società farmaceutiche di cui fanno parte la Baxter, la Novartis e la Sanofi Aventis di essere coinvolto in un programma di armi biologiche basato all’estero con un duplice scopo, finanziato dal predetto sindacato criminale e progettato per attuare stragi di massa e ridurre la popolazione mondiale di oltre 5 bilioni nei prossimi dieci anni. Il loro piano è di spargere il terrore per giustificare l’atto di obbligare la gente a rinunciare ai propri diritti, e per costringerla a quarantene di massa nei campi FEMA. Le case, le società e le fattorie, le terre di quelli che venissero uccisi saranno nelle mani di questo sindacato.
Eliminando la popolazione del Nordamerica, l’elite internazionale avrà accesso alle risorse naturali della regione quali l’ acqua e le terre con giacimenti di petrolio non sviluppate. Ed eliminando gli USA e la loro costituzione democratica includendoli in un’unione nordamericana, il gruppo criminale internazionale avrà il controllo totale del Nordamerica.
I punti salienti del dossier completo
Il dossier completo dell’azione del 10 giugno è un documento di 69 pagine che porta le prove per corroborare tutte le accuse.
Queste comprendono:
-un insieme di fatti che delineano linee temporali e fatti che stabiliscono la “causa probabile”[2] , definizioni e ruoli dell’ONU e dell’OMS, e la storia e gli incidenti dal momento dello scoppio dell’ “influenza suina” nell’aprile del 2009.
-Le prove che i vaccini per l’ “influenza suina” sono definiti come armi biologiche dalle agenzie governative e nelle regolamentazioni che classificano e limitano le vaccinazioni, e la paura dei paesi esteri che i vaccini contro l’ “influenza suina” saranno usati per la guerra biologica.
-Le prove scientifiche che il virus dell’ “influenza suina” è stato bioingegnerizzao in modo da sembrare come il virus influenzale spagnolo del 1918, con citazioni tratte da Swine Flu 2009 is Weaponized 1918 Spanish Flu di A. True Ott, Ph.D., N.D., e da una relazione della rivista Science Magazine di Dr. Jeffrey Taubenberger et. Al.
-La sequenza del genoma dell’ “influenza suina”.
-Le prove della deliberata messa in circolazione del virus dell’ “influenza suina” in Messico.
-Le prove del coinvolgimento del presidente Obama che descrivono il suo viaggio in Messico che ha coinciso con il recente scoppio dell’ “influenza suina” e con la morte di molti ufficiali che hanno partecipato al viaggio. Viene avanzata l’ipotesi che il presidente non sia mai stato sottoposto ai controlli per l’ “influenza suina” perché era già stato vaccinato.
-Le prove in merito al ruolo della Baxter e dell’OMS nella produzione e messa in circolazione di materiale virale pandemico in Austria comprendono una dichiarazione di un funzionario della Baxter che asseriva che l’H5N1 distribuito per errore nella Repubblica Ceca è stato ricevuto da un centro di riferimento dell’OMS. Questo comprende la descrizione di prove e allegazioni dalle accuse della Burgermeister presentate in Austria ad aprile che sono al momento in corso di indagine.
-Prove che la Baxter è un elemento di una rete segreta di armi biologiche.
-Prove che la Baxter ha deliberatamente contaminato il materiale vaccinico.
-Prove che la Novartis sta usando i vaccini come armi biologiche.
-Prove del ruolo dell’OMS nel programma di armi biologiche.
-Prove della manipolazione da parte dell’OMS dei dati della malattia per giustificare la dichiarazione della pandemia di livello 6 al fine di prendere il controllo degli USA.
-Prove del ruolo della FDA [Food and Drug Administration] nella copertura del programma di armi biologiche.
-Prove del ruolo del Canada’s National Microbiology Lab nel programma di armi biologiche. Prove del coinvolgimento di scienziati che lavorano per il NIBSC nel Regno Unito [National Institute for Biological Standards and Control]e per il CDC [center] nella creazione dell’ “influenza suina”.
-Prove che le vaccinazioni hanno provocato l’influenza letale spagnola del 1918, tra cui il parere del Dott. Jerry Tennant che l’uso diffuso dell’aspirina durante l’inverno che è seguito alla fine della prima guerra mondiale potrebbe essere stato un fattore chiave che avrebbe contribuito all’anticipo della pandemia sopprimendo il sistema immunitario ed abbassando la temperatura corporea, consentendo al virus influenzale di moltiplicarsi. Anche il Tamiflu e il Relenza abbassano la temperatura corporea, e ci si può pertanto aspettare che contribuiscano alla trasmissione della pandemia. Prove della manipolazione del contesto legale per consentire il genocidio con impunità.
-Questioni costituzionali: la legalità o l’illegalità di mettere a rischio la vita, la salute e il bene collettivo con le vaccinazioni di massa.
-La questione dell’immunità e del risarcimento come prova dell’intento di commettere un crimine.
-Prove dell’esistenza di un sindacato criminale corporativo internazionale.
-Prove dell’esistenza degli “ Illuminati”.
-Prove dell’ordine del giorno di riduzione della popolazione degli Illuminati/Bilderberg e del loro coinvolgimento nell’ingegnerizzazione e messa in circolazione del virus dell’ “influenza suina” artificiale.
-Prove che l’uso dell’influenza come arma è stato discusso durante l’incontro del gruppo Bilderberg ad Atene dal 14 al 17 maggio 2009, come parte del loro ordine del giorno di genocidio, compreso un elenco dei partecipanti che, secondo una dichiarazione fatta una volta da Pierre Trudeau, si considerano geneticamente superiori al resto dell’umanità.
I media tengono gli Americani allo scuro sulla minaccia che incombe su di loro
Jane Burgermeister ha la doppia nazionalità irlandese/austriaca ed ha scritto per la rivista Nature, per il British Medical Journal, e per American Project. È corrispondente europea del sito web Renewable Energy World. Ha scritto molto sul cambiamento climatico, la biotecnologia e l’ecologia.
Oltre alle accuse contro la Baxter AG e la Avir Green Hills Biotechnology di aprile che sono attualmente sottoposte a indagine, ha sporto denuncia contro l’OMS e la Baxter insieme ad altri riguardo al caso delle fiale di “influenza suina” destinate ad un laboratorio di ricerca che sono esplose in un affollato treno intercity in Svizzera.
A suo parere il controllo dei media da parte dell’elite dominante ha consentito al sindacato criminale mondiale di portare avanti indisturbato il suo ordine del giorno, mentre il resto della gente rimane allo scuro su quello che succede realmente. Le sue denunce sono un tentativo di aggirare il controllo mediatico e di portare alla luce la verità.
La sua maggiore preoccupazione è che “nonostante il fatto che la Baxter sia stata colta in flagrante vicina al provocare una pandemia, stanno andando anche loro avanti, insieme alle loro società farmaceutiche alleate, con la fornitura del vaccino per le pandemie”. La Baxter si sta affrettando per far arrivare questo vaccino sul mercato a luglio.
NOTE:
[1] ndt via di somministrazione
[2] ndt ‘probable cause’ o sussistenza probabile della causa
Barbara è una psicologa scolastica e autrice di libri di finanza personale, è guarita da un tumore al seno usando trattamenti “alternativi”, è un’esistenzialista nata, studia la natura in tutti i suoi aspetti.
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI
Fonte:
www.comedonchisciotte.org/
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