giovedì 3 settembre 2009
VACCINAZIONE DI MASSA: GLI INGREDIENTI DEL DISASTRO
http://www.youtube.com/user/zeeb100
Martedì, 01 settembre di marcoc
I VACCINI SONO MOLTO PIÙ LETALI DELL'INFLUENZA SUINA
A CURA DELLA DR.SSA MAE-WAN HO E DEL PROF JOE CUMMINS
Institute of Science in Society
Il seguente rapporto è stato sottoposto a Sir Liam Donaldson, Direttore Medico del Regno Unito, e all'Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali (Food and Drug Administration, FDA) degli USA.
Nell'aprile 2009 ci fu lo scoppio dell'influenza suina in Messico e negli USA, propagatosi velocemente in tutto il mondo trasmettendosi tra uomini. A giudicare dai primi dati pubblicati a maggio, il nuovo tipo A H1N1 dell'influenza è diverso da qualsiasi altro tipo registrato fino a quel momento [1,2].
Si tratta di un'eteroclita combinazione di sequenze di ceppi virali dell'influenza aviaria, umana e suina del Nordamerica e dell'Eurasia. Un eminente virologo di Canberra ha dichiarato ai media che il virus potrebbe essere stato creato in laboratorio e liberato accidentalmente [3]. Alcuni analisti suggeriscono addirittura, senza prove a sostegno, che sia stato creato intenzionalmente come arma biologica [4], mentre altri incolpano l'industria dell'allevamento intensiva e il grande traffico di animali su grandi distanze, che fornisce molte possibilità per la generazione di ricombinanti esotici [5].
Ciò che preoccupa maggiormente i cittadini, sono però i programmi di vaccinazione di massa che i governi stanno preparando per combattere la pandemia, che potrebbero essere peggio della pandemia stessa.
Un'organizzazione si oppone alla vaccinazione lampo degli alunni
Il governo statunitense conta di vaccinare tutti i bambini a settembre, quando incomincerà il nuovo anno scolastico, e il gruppo National Vaccine Information Center (NVIC) ha richiesto al governo Obama e a tutti i governatori degli Stati che mostrino che questa decisione è “necessaria e sicura” [6] e ha preteso “solidi meccanismi di raccolta dati, registrazione, supervisione e notifica della sicurezza del vaccino, così come l'indennizzo economico per le possibili lesioni che potrebbe causare”.
Poco dopo lo scoppio dell'influenza suina ad aprile, i Dipartimenti della Salute e della Sicurezza Interna degli USA, hanno dichiarato lo stato d'emergenza nazionale per la salute pubblica. Sono state chiuse alcune scuole, sono state messe in quarantena alcune persone e le compagnie farmaceutiche hanno ricevuto contratti dal valore di 7 miliardi di dollari per la fabbricazione di vaccini ora oggetto di un controllo urgente da parte della FDA [7]: questo vuol dire che saranno testati in solo qualche settimana su centinaia di bambini e adulti volontari, prima di essere somministrati a tutti gli alunni in autunno.
Inoltre, secondo la legge federale approvata dal Congresso dal 2001, una Autorizzazione di Uso d'Emergenza fa sì che le compagnie farmaceutiche, i responsabili sanitari e chiunque somministri a qualche statunitense vaccini sperimentali durante uno stato d'emergenza di salute pubblica, siano protetti contro qualsiasi possibile denuncia nel caso di persone lese. La Segretaria del Dipartimento della Salute e Servizi Umani degli USA, Kathleen Sebelius, ha concesso ai fabbricanti di vaccini la totale impunità davanti alla legge contro qualsiasi processo penale che possa derivare dalla somministrazione di nuovi vaccini dell'influenza suina, e alcuni Stati hanno persino dichiarato legalmente obbligatoria la vaccinazione.
La NVIC vuole sapere se gli Stati sono preparati a rispondere alle norme di sicurezza sulle vaccinazioni del National Childhood Vaccine Injury Act del 1986, che includono: 1) Dare ai genitori informazioni scritte sui benefici e i rischi del vaccino prima che i bambini siano vaccinati; 2) Avere un registro delle vaccinazioni fatte ai bambini, incluso il nome del fabbricante e il numero di lotto; 3) Registrare le vaccinazioni somministrate nella storia clinica del bambino e 4) Annotare nella storia clinica del bambino i gravi problemi di salute che sorgono dopo la vaccinazione e darne comunicazione immediata al Sistema Federale di Informazione sulle conseguenze dannose del vaccino.
La NVIC vuole anche sapere se gli Stati sono pronti a indennizzare i bambini lesi dalle vaccinazioni dell'influenza suina, se i genitori riceveranno “informazioni complete e veritiere sui rischi del vaccino dell'influenza suina” e se hanno il diritto di “rifiutare” la vaccinazione.
Barbara Loe Fisher, co-fondatrice e presidente dell'NVIC, ha dichiarato [6]: “I genitori e i legislatori dovrebbero chiedersi subito: perché sono i bambini a ricevere per primi le vaccinazioni sperimentali dell'influenza suina? Le scuole hanno gli strumenti per ottenere il consenso informato con la firma dei genitori prima della vaccinazione, per avere registri esatti di ogni vaccinazione e per selezionare biologicamente i bambini che corrono un rischio elevato di avere reazioni al vaccino? Coloro che somministrano queste vaccinazioni, sapranno come controllare in seguito i bambini e registrare, comunicare e trattare i gravi problemi di salute che si presenteranno? E gli Stati, avranno i mezzi economici per indennizzare i bambini danneggiati?
L'OMS e la febbre della vaccinazione di massa
L'ordine di vaccinazione di massa viene dall'Organizzazione Mondiale della Sanità [8]. All'inizio di luglio, un gruppo di esperti in vaccinazioni è giunto alla conclusione che la pandemia è incontenibile, e Marie-Paul Kieny, direttrice dell'OMS per la ricerca sui vaccini, ha detto che tutte le nazioni dovevano avervi accesso e che già a settembre dovrebbe esserci un vaccino disponibile.
I critici sottolineano che gli “esperti in vaccini” sono controllati dai fabbricanti di vaccini, i quali faranno benefici con i contratti assai lucrativi di vaccini e farmaci antivirali firmati dai governi. Però, l'argomento decisivo contro le vaccinazioni di massa è semplicemente il fatto che i vaccini iniettabili dell'influenza non funzionano e sono pericolosi [9].
I vaccini iniettabili dell'influenza sono inefficaci e aumentano i rischi di asma
Ci sono ragioni ampiamente conosciute per cui le vaccinazioni per l'influenza non daranno nessun risultato, come già era stato detto sulle tanto annunciate vaccinazioni contro la “pandemia di influenza aviaria” che ancora deve arrivare [10] (How to Stop Bird Flu Instead, SiS 35). Il virus dell'influenza cambia velocemente – anche senza l'aiuto dell'ingegneria genetica in laboratorio e soprattutto con l'aiuto dell'industria dell'allevamento intensiva -, mentre i vaccini mirano a ceppi specifici. Inoltre, il vaccino contro l'influenza non è permanente e deve essere fatto ogni anno; i vaccini sono difficili da produrre in forma massiccia e alcune varietà non si sviluppano in nessun modo nei laboratori.
Numerosi studi hanno mostrato che i vaccini iniettabili dell'influenza offrono poca o nessuna protezione contro le infezioni e le malattie e non c'è ragione di credere che i vaccini contro l'influenza suina saranno diversi. Una rianalisi di 51 diversi studi su più di 294.000 bambini ha stabilito che, a partire dai due anni di età, i vaccini a base di virus attenuato dell'influenza somministrati con atomizzatori nasali impedirono l'82% dei casi di malattia, mentre i vaccini iniettabili fabbricati a partire da virus inattivi ne impedirono solo il 59%. La prevenzione della “sindrome pseudoinfluenzale”, causata da altri tipi di virus, fu rispettivamente solo del 33% e del 36%. Nei bambini di età inferiore ai due anni, l'efficacia del vaccino fu simile a quella del placebo. Non fu possibile analizzare la sicurezza dei vaccini degli studi per l'assenza di informazioni e la mancanza di standardizzazione delle poche informazioni disponibili [11]. Un rapporto pubblicato nel 2008 stabilì che i vaccini antinfluenzali nei bambini piccoli non diminuirono la quantità di visite mediche e ospedaliere dovute all'influenza [12].
Allo stesso tempo, uno studio su 800 bambini asmatici stabilì che coloro che ricevettero un vaccino influenzale corsero un rischio significativamente maggiore di visite mediche e al pronto soccorso legate all'asma [13]; i quozienti di probabilità erano rispettivamente di 3,4 e di 1,9. Questo è stato confermato da un rapporto pubblicato nel 2009, secondo il quale i bambini asmatici a cui venne somministrato il FluMist corsero un rischio tre volte maggiore di ricovero.
I vaccini influenzali sono inutili anche per gli adulti e gli anziani, dato che offrono poca o nessuna protezione contro le infezioni o le malattie come la pneumonia (Vedi nota [9]).
Coadiuvanti tossici in alcuni vaccini influenzali
I vaccini possono essere pericolosi in quanto tali, in particolare quelli creati con virus vivi, attenuati o i nuovi vaccini ricombinanti di acido nucleico [10]; hanno il potenziale per creare virus tramite ricombinazione e gli acidi nucleici ricombinanti potrebbero causare malattie autoimmuni.
Un'altra fonte importante di tossicità nei vaccini influenzali sono i coadiuvanti, sostanze aggiunte per migliorare l'immunogenità dei vaccini. C'è una notevole letteratura medica sulla tossicità dei coadiuvanti. La maggior parte dei vaccini influenzali contengono concentrazioni pericolose di mercurio sotto forma di thimerosal un conservante letale 50 volte più tossico dello stesso mercurio [9]. In dosi sufficientemente elevate, può causare disfunzioni immunitarie, sensoriali, neurologiche, motorie e comportamentali a lungo termine. All'avvelenamento da mercurio si associano anche l'autismo, il deficit di attenzione, la sclerosi multipla, le deficienze del linguaggio e dell'articolazione della parola. L'Istituto di Medicina ha avvertito che a lattanti, bambini e donne incinte non dovrebbero essere fatte iniezioni contenenti thimerosal, ma la maggior parte dei vaccini influenzali ne contengono 25 microgrammi.
Un altro coadiuvante comune è il potassio-allume o idrossido di alluminio, che può causare allergie al vaccino, anafilassi, fibromialgia macrofagica, una sindrome da infiammazione cronica. Nei gatti, l'alluminio provoca anche fibrosarcoma nella zona dell'iniezione [15]. I numerosi coadiuvanti apparsi in tempi recenti non sono certo migliori: potrebbero addirittura essere peggio. Secondo uno studio apparso in una rivista dedicata alla scienza e al business farmaceutico [15], la maggior parte dei nuovi coadiuvanti, incluso l'MF59, l'ISCOMS, il QS21, l'AS09 e l'AS04, hanno “una reattogenia e una tossicità sistemica locale sostanzialmente superiori a quelle del potassio-allume”.
Situazione attuale dei vaccini per l'influenza suina
Cinque diverse compagnie hanno ricevuto contratti per produrre il vaccino su scala mondiale: Baxter International, GlaxoSmithKline, Novartis e Sanofi-Aventis e AstroZeneca [16]. Dati i problemi per la produzione in grandi quantità, queste aziende hanno la ferma intenzione di far sì che dosi inferiori di vaccini agiscano più velocemente con una maggiore gamma di coadiuvanti [17]. E questo con l'approvazione dell'OMS (si veda più avanti). I vaccini per l'influenza si producono solitamente con virus non virulenti dell'influenza (attenuati o indeboliti). Per essere efficaci, i geni del virus non virulento usato, devono corrispondere a quelli del ceppo virale che si diffonde nella popolazione. L'attivazione del sistema immunitario per esposizione alla forma non patogena del ceppo patogeno dà origine alla produzione di anticorpi che danno una protezione contro il ceppo patogeno. La produzione del virus non virulento implica in primo luogo l'identificazione e in seguito, la riproduzione dei sottotipi di due delle proteine di superficie del virus, l'emagglutinina (H) e la neuramidasi (N), che determinano la virulenza del ceppo e la capacità di diffusione e che sono anche le proteine obiettivo dei vaccini.
Virus influenzali
Esistono tre tipi di virus influenzali: A, B e C. Il virus dell'influenza di tipo A è la principale causa di malattie negli uccelli e nei mammiferi. Il suo genoma consiste in 8 segmenti RNA codificanti per 11 proteine e i virus si classificano secondo il sottotipo in base alle due glicoproteine di superficie principali (proteine con complesse catene laterali di carboidrati): l'emagglutinina (H) e la neuramidasi (N) [18]. Il genoma segmentato permette al virus di “ricombinare” nuovamente i segmenti, così come di ricombinarli nei segmenti, aumentando così considerevolmente il tasso di evoluzione e di generazione di nuovi ceppi. La ricombinazione è ampiamente realizzata anche in laboratorio nel processo di creazione di ceppi vaccinali. Fino ad ora, i sottotipi 16H e 9N in numerose combinazioni sono stati individuati tra uccelli selvatici [19].
Innanzitutto si creano i virus che servono da materiale di partenza per la produzione su grande scala di virus vivi non virulenti dell'influenza. I virus che servono da “seme” sono stati approvati dall'OMS e dall'FDA statunitense. Il metodo tipico di produzione del virus che serve da seme è la ricombinazione. Si inietta in uova di pollo un ceppo standard non patogeno di influenza che si sa svilupparsi bene in quell'ambiente, e il ceppo portatore dei geni che esprimono i sottotipi delle proteine H e N del vaccino voluto. I due virus si moltiplicano e e i loro otto segmenti di genoma si raggruppano, con 256 combinazioni possibili. Si selezionano quindi i virus ricombinanti ottenuti, alla ricerca del virus desiderato, con sei segmenti di genoma che permettono al ceppo standard di svilupparsi facilmente nelle uova, più i geni H e N del ceppo in circolo. Il virus che fa da seme viene quindi iniettato in milioni di uova per la produzione del vaccino. Questo metodo convenzionale di produzione di una scorta di “semi” si completa in circa uno o due mesi [20].
È possibile che i sistemi di coltura cellulare sostituiscano eventualmente le uova di pollo. Baxter International ha richiesto il brevetto per un processo che usa la coltura cellulare per produrre quantità di virus infettivi, che vengono raccolti, inattivati con formaldeide e luce ultravioletta, e in seguito con detergente [21]. Baxter ha prodotto vaccini del virus H5N1 completo in una linea cellulare Vero ricavata dal rene di scimmia verde africana, e ha realizzato test clinici di fase 1 e 2 con e senza idrossido di alluminio come coadiuvante [22,23]. Il principale risultato è che il coadiuvante tossico non ha aumentato gli anticorpi neutralizzanti contro il ceppo del vaccino. Baxter è riuscita a creare il vaccino contro l'H1N1 alla fine di luglio o inizio agosto, ma non ha ancora rivelato pubblicamente i dettagli della produzione di questo vaccino [16].
A dicembre, una succursale della Baxter in Austria inviò un vaccino dell'influenza umana contaminato con il mortifero virus aviario vivo H5N1 a 18 paesi, tra cui la Repubblica Ceca, dove test clinici dimostrarono che causò la morte dei furetti a cui questo venne iniettato [24]. I giornali cechi si chiesero se la Baxter volesse deliberatamente cominciare una pandemia.
Anche Novartis, altro gigante dell'industria farmaceutica, ha annunciato il 13 giugno di aver creato un vaccino contro l'influenza suina con una tecnologia basata su cellule e sul coadiuvante registrato MF59®. Il coadiuvante MF59® ha una base oleosa e contiene Tween80, Span85 e squalene [25]. In studi su topi, realizzati con coadiuvanti a base oleosa, gli animali rimasero storpiati e paralizzati. Lo squalene produsse gravi sintomi di artrite nei topi e gli studi su esseri umani che ricevettero tra 10 e 20 ppb (parti per miliardo) di squalene, mostrarono un grave impatto sul sistema immunitario e lo sviluppo di disturbi autoimmuni [26].
Novartis fece notizia nel 2008 con un test clinico del vaccino H5N1 in Polonia. L'esperimento fu condotto da infermiere e medici locali che somministrarono il vaccino a 350 indigenti, dei quali 20 morirono. I medici e le infermiere partecipanti furono portati in tribunale dalla polizia polacca [27,28]. Novartis disse che le morti non erano legate al vaccino H5N1 [29], che era stato “somministrato a altre 3.500 persone senza che nessuna di queste morisse”.
GlaxoSmithKline fabbricherà il proprio vaccino con antigeni del ceppo influenzale recentemente isolato; conterrà anche il proprio coadiuvante AS03 con marchio registrato, approvato dall'Unione Europea nel 2008 insieme al suo vaccino per l'influenza aviaria H5N1. Secondo la Relazione di Valutazione Pubblica Europea [30], il coadiuvante AS03 è composto da squalene (10,86 milligrammi), DL-α-tocoferolo (11,86 miligrammi) e polisorbato 80 (4,85 miligrammi). Anche il vaccino H5N1 contiene 5 microgrammi di thimerosal, così come polisorbato 80, octoxinolo 10 e diversi sali inorganici. La compagnia promuove con forza diversi sistemi di coadiuvanti, come il suo “ventaglio di coadiuvanti”, che riduce la dose dei vaccini [31].
Un recente studio dell'OMS sui principali produttori di vaccini ha concluso che lo scenario migliore è la potenziale produzione di 4.900 milioni di dosi di vaccino H1N1 all'anno, tenendo conto tra i vari fattori che ogni produttore scelga la formulazione di dosi più basse (che includeranno coadiuvanti tossici) e che si abbia la maggior capacità di produzione. La dottoressa Margareth Chan, direttrice generale dell'OMS, e il segretario generale dell'ONU, Ban-Ki-Mon, si sono riuniti il 19 maggio con alti funzionari dei fabbricanti di vaccini e hanno chiesto loro di riservare parte della loro capacità di produzione per i paesi poveri che, altrimenti, avrebbero poco, o nessun accesso al vaccino in caso di pandemia [32].
L'ultima vaccinazione di massa negli Stati Uniti fu un disastro. Nel 1976, vennero scoperti casi di influenza suina tra i soldati di Fort Dix (New Jersey) e uno di questi morì, probabilmente più per esaurimento fisico che per l'infezione [7]. Questo portò al lancio di una vaccinazione di massa di 40 milioni di persone contro una pandemia che non si verificò mai. Ci furono migliaia di richieste di risarcimento dei danni. Almeno 25 persone morirono e 500 svilupparono la sindrome paralitica di Guillain-Barré [33,34].
La maggior parte delle sindromi dell'influenza suina sono lievi
Il 22 luglio 2009, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) contarono un totale di 40.617 casi negli USA, di cui 319 morti, ossia un quoziente di morti/caso dello 0,8%; il tasso reale delle morti, però – tra tutti i casi di infezione, includendo i lievi, che non vengono comunicati – è probabilmente più basso. Gli esperti pensano che viene comunicato solo un caso ogni 20 [36].
Il Regno Unito è il paese europeo più toccato e della pandemia si è parlato ogni giorno nei giornali del mese di luglio. Il 23 luglio è stato diffuso un nuovo numero di assistenza telefonica perché la gente possa avere informazioni e Tamiflu senza andare da un medico. Questa settimana c'è stato un aumento record dei casi fino a 100.000 e un totale di 30 morti fino ad ora [37], ossia un quoziente di morti/caso dello 0,03%, che dà un'idea più esatta del tasso reale di morte.
Sir Liam Donaldson, direttore medico del Regno Unito, ha ordinato al NHS (Sistema sanitario nazionale) di prepararsi a un totale di 65.000 morti, con un picco di 350 al giorno [38]. Fino ad ora non è stato programmato nessun piano di vaccinazione di massa, ma il governo del Regno Unito ha chiesto in anticipo 195 milioni di dosi di vaccino a GlaxoSmithKline (GSK).
Il vaccino che la GSK sta sviluppando sarà testato su un piccolo numero di persone, dato che secondo alcune informazioni [39], la compagnia farmaceutica britannica “valuta il pericolo di una pandemia rispetto ai rischi di un vaccino non sicuro”. Il professor Hugh Pennington, microbiologo in pensione dell'Università di Alberdeen (Scozia), ha definito che è questo, ad essere “pericoloso”: “Limitando i test clinici, Glaxo alza il pericolo che la dose di vaccino non sia calibrata in modo adeguato, e questo potrebbe portare a vaccini che non proteggono dal virus o che, nella peggiore delle ipotesi, non siano sicuri”, ha detto.
Pennington ha aggiunto che la capacità del vaccino di attivare le difese dell'organismo è fondamentale e richiede test per determinare la dose migliore e, se richiesto, un coadiuvante che incrementi l'immunità (come si sa, GSK sta definitivamente promuovendo una nuova gamma di coadiuvanti tossici). Ha fatto riferimento anche all'incidente di Fort Dix del 1976.
La Francia ha richiesto i vaccini a Sanofi, GSK e Novartis, però non vede la ragione di chiedere ai fabbricanti di ridurre o saltare i test clinici [16]. Sanofi-Aventis, il produttore farmaceutico francese che sviluppa il proprio vaccino per l'influenza suina, dovrebbe aver cominciato a testare il prodotto all'inizio di agosto e pensa di aver bisogno di due mesi e mezzo di esperimenti prima di avere un vaccino che sia “sicuro e efficace”; secondo Albert Garcia, che parlava a nome dell'Unità Vaccini della compagnia, “il vaccino sarà pronto a novembre o dicembre”.
Tuttavia, Baxter dovrebbe aver prodotto un vaccino all'inizio di agosto per test clinici.
Anche Glaxo ha annunciato di star sviluppando una maschera facciale coperta di antivirus per evitare le infezioni e di star accelerando la produzione del suo Relenza per i pazienti già affetti da influenza suina.
È evidente che ci sono modi più sicuri e efficaci di combattere la pandemia che le vaccinazioni di massa: lavarsi spesso le mani, starnutire in un fazzoletto di carta che si può presto buttare, evitare riunioni non necessarie e ritardare l'inizio dell'anno scolastico – tutto questo, consigliato dai governi – e, potremmo aggiungere, mangiare sano, fare esercizio e assumere abbastanza vitamina D per aumentare la propria immunità naturale [10].
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39. “Glaxo to limit tests of flu vaccine, citing urgency”, Jason Gale and Trista Kelley, Bloomberg Press, 22 July 2009, http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601102&sid=apkg_4J.PCEw
© Copyright Mae-Wan Ho, Institute of Science in Society, 2009
Mae-Wan Ho è una genetista britannica famosa per la sua opposizione all'ingegneria genetica. Joe Cummins è professore emerito di Genetica del Dipartimento di Biologia dell'Università Western Ontario (Canada). Appartengono entrambi all'Institute of Science in Society.
Titolo originale: "The vaccines are far more deadly than the swine flu"
Fonte: http://www.i-sis.org.uk/
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27.07.2009
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARINA GERENZANI
Le spesucce tricolori per la "ricostruzione dell'Afghanistan"
di Giancarlo Chetoni 02/09/2009
Nel quanto ci costa la “missione di pace“ c’è un capitolo uscite a fondo perduto per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan da far paura.
Dal 2002, nelle mani del pagliaccesco sindaco di Kabul, Karzai, e del suo gabinetto di trafficanti di droga e criminali di guerra sono finiti centinaia e centinaia di milioni di euro sottratti alle tasche dei contribuenti italiani dagli esecutivi Berlusconi, Prodi, Berlusconi.
Al Palazzo di Vetro ci siamo conquistati da un bel po’ di anni la medaglia di Paese donatore di primo livello. Un biglietto da visita, lo sostiene Frattini, di cui l’Italia può essere giustamente orgogliosa.
Insomma paghiamo molto, bene e senza fiatare tenendo peraltro la bocca rigorosamente chiusa sugli affari sporchi organizzati dai Segretari Generali delle Nazioni Unite.
Se le ricerche che abbiamo fatto sono corrette, sono già quattro gli appuntamenti internazionali organizzati dal Palazzo di Vetro durante le gestioni Kofi Annan e Ban Ki Moon che ci hanno visto tra i più affezionati contribuenti-protagonisti per la “ricostruzione“ del Paese delle Montagne: Tokio 2002, Berlino 2004, Londra 2006, Parigi 2008.
Il 29 Giugno scorso, un comunicato molto ma molto fumoso dell’Ansa ci ha fatto sapere che questa volta il 5° raduno della “Spectre“ si terrà in Afghanistan, lontano da occhi indiscreti e, come ampiamente prevedibile, tra ingenti misure di sicurezza, arrivi e trasferimenti a “sorpresa“, stile zona verde di Baghdad.
Parteciperanno al summit di Kabul prima della fine del 2009 – dopo le elezioni farsa che incoroneranno l’ex Presidente della Unocal – i Ministri degli Esteri dell’Occidente ed un numero non precisato di misteriosissime fondazioni private.
Con tutta evidenza, sotto la spinta di sempre più pressanti esigenze economiche e militari, i tempi dei “rifinanziamenti“ organizzati dall’ONU per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan si stanno pericolosamente accorciando. Gli scarponi di Enduring Freedom ed ISAF-NATO in Afghanistan, in soli 450 giorni, sono lievitati da 67.000 a 118.000.
Nei prossimi 4 anni, l’Italia aumenterà il proprio contingente dagli attuali 3.250 militari a più di 6.000, con il via libera, già esecutivo, del Consiglio Supremo di Difesa che vede al vertice, come Capo delle Forze Armate, un sempre più invadente ed aggressivo Giorgio Napolitano. Il padre-padrone della Repubblica Italiana delle Banane che sponsorizza improponibili delfini per la prossima occupazione del Quirinale.
Un Presidentissimo che ci costa, al netto dei risparmi annunciati dal Segretario Generale Donato Marra, la sommetta niente male di 228 milioni di euro all’anno per il triennio 2010-2012.
Cresciuti vertiginosamente anche i costi dell’approvvigionamento logistico, dell’usura materiali e delle dotazioni militari USA-NATO in Afghanistan, sempre più sofistiche e micidiali.
L’amministrazione Bush, dal Novembre 2001 al Dicembre 2008, ha bruciato nel Paese delle Montagne risorse per 179 miliardi di dollari, la NATO ne ha buttati dalla finestra 102.
Le forze ISAF sono arrivate alla spicciolata ed in tempi più lunghi su un “campo operativo” che non offre, contrariamente all’Iraq, lo sfruttamento e la commercializzazione sui mercati esteri di risorse petrolifere e minerarie per il sostentamento delle forze di occupazione, né di una polizia e di un esercito dipendenti dal “governo centrale“ di Kabul che conta attualmente su un organico di 170.000 uomini, in questo caso male armati e peggio retribuiti, demotivati ed a corto di addestramento.
La stima de Jaap De Hoop Scheffer sulla permanenza delle truppe occidentali in Centro Asia per 25 anni, nel mese di agosto scorso è stata rivista al rialzo a 40 dal Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà Britannica, sir David Richards. La bolletta che l’Occidente, già in piena crisi economica, dovrà pagare in Afghanistan sarà di dimensioni catastrofiche al di là della piega che prenderà sul campo la guerra tra “pacificatori“ e “terroristi“.
L’ultima Conferenza dei Paesi donatori si è tenuta il 10-11 giugno 2008 a Parigi, alla presenza di Sarkozy e della Rice.
Il Ministro degli Esteri Bernard Kouchner in quell’occasione affermerà di aver raccolto dalla “Comunità Internazionale“ – composta, a suo dire, da 67 Stati aderenti e 17 fondazioni private – fondi per complessivi 19,95 miliardi di euro.
Né Ban Ki Moon né Kouchner riveleranno, nella conferenza di chiusura, la lista ufficiale dei Paesi presenti al vertice.
Frattini dal canto suo, al ritorno a Roma, invierà alle agenzie di stampa un breve comunicato in cui renderà noto che nel triennio 2008-2011 l’impegno dell’Italia in Afghanistan si sarebbe attestato a 150 milioni di euro per “liberare il Paese dal terrorismo e dalla droga e permettere al Governo di Kabul di prendere definitivamente in mano la situazione“.
Per quanto ne abbiamo saputo, in via confidenziale, l’entità del finanziamento a fondo perduto garantito per l’occasione dall’Italia all’ONU nella capitale francese sarebbe più ingente.
Ma non è questo il punto.
[Il “pledge “ ammesso ufficialmente dal Bel Paese a Berlino 2004 raggiungerà i 145 milioni di euro.]
Passiamo ora alla voce “Cooperazione italiana allo sviluppo“, gestione diretta DGCS in Afghanistan, organizzazione del Ministero degli Esteri.
Dal 2001 al 2008, la Farnesina ha approvato iniziative “umanitarie“ per 436 milioni e ha erogato finanziamenti, anche qui a fondo perduto, per 355 milioni di euro.
In particolare, è stato incrementato il sostegno ai trust fund del Governo Karzai per 35 milioni di euro e 104 se ne sono andati per il collegamento stradale Kabul-Bamyan (i dati sono ufficiali ed a disposizione in rete).
La stessa “Cooperazione italiana allo sviluppo” fornisce sulla “riabilitazione stradale“ Kabul-Bamyan una seconda versione (anch’essa consultabilissima), questa volta con un importo complessivo di spesa di 36 milioni di euro e la costruzione di un ponte sulla stessa viabilità per un importo di 2 milioni di euro, nella provincia di Wardak.
Un finanziamento “tricolore” allocato lontanissimo dalla provincia di Herat, con tutta evidenza finalizzato a soddisfare trasferimenti celeri di blindati e colonne militari di Enduring Freedom in uscita da Kabul con direzione est-sud/est, a ridosso del confine con il Pakistan, coperto ipocritamente dalla Farnesina con motivazioni di particolare interesse “turistico culturale“: il sito dei buddha scolpiti nella roccia. Quando i profughi afghani dispersi tra Iran, Turkmenistan e Pakistan sono almeno 4 milioni. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.
E’ rimasta inoltre famosa la decisione del Ministro degli Esteri D’Alema di destinare 52 milioni di euro alla riforma del… sistema giudiziario dell’Afghanistan, quando in Italia sono attualmente pendenti 3,5 milioni di processi penali e 5,4 milioni di processi civili.
Autolesionismo? Macché. Il Baffo di Gallipoli cercava punti oltreoceano con Bush. Del resto, con l’ attacco alla ex Jugoslavia, per qualche mese, con Clinton c’era già riuscito.
In Afghanistan operano o hanno operato a libro paga del Ministero degli Esteri, per uscite non precisate, Intersos, Alisei, Aispo, Coopi, Msf, Terres des Hommes ed il Cesvi.
Ong, l’ultima, da cui continuano ad uscire pestilenziali vapori di zolfo e personaggi come Barbara Contini, già governatore farsa della provincia di Nassiriya, oggi senatrice del PdL.
I costi già salatissimi della “cooperazione“ a carico dei Ministero degli Esteri sono surclassati da quelli militari della “missione di pace“ sopportati dal Ministero della Difesa, a corto di palanche per tenere in servizio 50.000 tra graduati-precari e sottoufficiali dell’Esercito di cui si libererà Brunetta. Il nuovo Modello di Difesa e le “missioni di pace” dell’Italietta si preparano a lasciare sul terreno molti, moltissimi cadaveri.
Cominciamo ora col dire che agli italiani perbene, quelli che pagano le ritenute d’acconto alla fonte, l’avventura in Afghanistan sta costando nel 2009, centesimo meno centesimo più, 1.000 euro al minuto, 60.000 all’ora, 1.440.000 al giorno e 43.200.000 al mese per un totale (parziale, e spiegheremo il perché) di 525.600.000 euro all’anno. La prima domanda logica che ci viene in mente a questo punto è: in cambio di quale obbiettivo economico-industriale, di quale interesse energetico, commerciale, diplomatico o geopolitico mettiamo sul piatto dell’Afghanistan queste ingentissime risorse finanziarie anno dopo anno per chissà quanto tempo, magari come prevede il Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà fino al 2050?
Le finalità del Quirinale, di Palazzo Chigi, Farnesina e Palazzo Baracchini, che ci ripetono tv e giornali sono davvero quelle di combattere i terroristi pashtun del fantomatico Mullah Omar a casa loro perché non vengano a farci fuori a casa nostra?
No.
Sotto c’è ben altro ed un po’ alla volta lo tireremo fuori, dai rapporti Roma-Washington alla “privatizzazione” delle Forze Armate, per passare, se ce ne sarà bisogno, alle modalità di acquisto ed impiego dei Predator ed al resto… spike e designatori laser compresi.
Non butteremo giù dei muri ma ci sentiremo almeno più sereni, con la coscienza tranquilla per non aver taciuto.
Dal 2002, nelle mani del pagliaccesco sindaco di Kabul, Karzai, e del suo gabinetto di trafficanti di droga e criminali di guerra sono finiti centinaia e centinaia di milioni di euro sottratti alle tasche dei contribuenti italiani dagli esecutivi Berlusconi, Prodi, Berlusconi.
Al Palazzo di Vetro ci siamo conquistati da un bel po’ di anni la medaglia di Paese donatore di primo livello. Un biglietto da visita, lo sostiene Frattini, di cui l’Italia può essere giustamente orgogliosa.
Insomma paghiamo molto, bene e senza fiatare tenendo peraltro la bocca rigorosamente chiusa sugli affari sporchi organizzati dai Segretari Generali delle Nazioni Unite.
Se le ricerche che abbiamo fatto sono corrette, sono già quattro gli appuntamenti internazionali organizzati dal Palazzo di Vetro durante le gestioni Kofi Annan e Ban Ki Moon che ci hanno visto tra i più affezionati contribuenti-protagonisti per la “ricostruzione“ del Paese delle Montagne: Tokio 2002, Berlino 2004, Londra 2006, Parigi 2008.
Il 29 Giugno scorso, un comunicato molto ma molto fumoso dell’Ansa ci ha fatto sapere che questa volta il 5° raduno della “Spectre“ si terrà in Afghanistan, lontano da occhi indiscreti e, come ampiamente prevedibile, tra ingenti misure di sicurezza, arrivi e trasferimenti a “sorpresa“, stile zona verde di Baghdad.
Parteciperanno al summit di Kabul prima della fine del 2009 – dopo le elezioni farsa che incoroneranno l’ex Presidente della Unocal – i Ministri degli Esteri dell’Occidente ed un numero non precisato di misteriosissime fondazioni private.
Con tutta evidenza, sotto la spinta di sempre più pressanti esigenze economiche e militari, i tempi dei “rifinanziamenti“ organizzati dall’ONU per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan si stanno pericolosamente accorciando. Gli scarponi di Enduring Freedom ed ISAF-NATO in Afghanistan, in soli 450 giorni, sono lievitati da 67.000 a 118.000.
Nei prossimi 4 anni, l’Italia aumenterà il proprio contingente dagli attuali 3.250 militari a più di 6.000, con il via libera, già esecutivo, del Consiglio Supremo di Difesa che vede al vertice, come Capo delle Forze Armate, un sempre più invadente ed aggressivo Giorgio Napolitano. Il padre-padrone della Repubblica Italiana delle Banane che sponsorizza improponibili delfini per la prossima occupazione del Quirinale.
Un Presidentissimo che ci costa, al netto dei risparmi annunciati dal Segretario Generale Donato Marra, la sommetta niente male di 228 milioni di euro all’anno per il triennio 2010-2012.
Cresciuti vertiginosamente anche i costi dell’approvvigionamento logistico, dell’usura materiali e delle dotazioni militari USA-NATO in Afghanistan, sempre più sofistiche e micidiali.
L’amministrazione Bush, dal Novembre 2001 al Dicembre 2008, ha bruciato nel Paese delle Montagne risorse per 179 miliardi di dollari, la NATO ne ha buttati dalla finestra 102.
Le forze ISAF sono arrivate alla spicciolata ed in tempi più lunghi su un “campo operativo” che non offre, contrariamente all’Iraq, lo sfruttamento e la commercializzazione sui mercati esteri di risorse petrolifere e minerarie per il sostentamento delle forze di occupazione, né di una polizia e di un esercito dipendenti dal “governo centrale“ di Kabul che conta attualmente su un organico di 170.000 uomini, in questo caso male armati e peggio retribuiti, demotivati ed a corto di addestramento.
La stima de Jaap De Hoop Scheffer sulla permanenza delle truppe occidentali in Centro Asia per 25 anni, nel mese di agosto scorso è stata rivista al rialzo a 40 dal Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà Britannica, sir David Richards. La bolletta che l’Occidente, già in piena crisi economica, dovrà pagare in Afghanistan sarà di dimensioni catastrofiche al di là della piega che prenderà sul campo la guerra tra “pacificatori“ e “terroristi“.
L’ultima Conferenza dei Paesi donatori si è tenuta il 10-11 giugno 2008 a Parigi, alla presenza di Sarkozy e della Rice.
Il Ministro degli Esteri Bernard Kouchner in quell’occasione affermerà di aver raccolto dalla “Comunità Internazionale“ – composta, a suo dire, da 67 Stati aderenti e 17 fondazioni private – fondi per complessivi 19,95 miliardi di euro.
Né Ban Ki Moon né Kouchner riveleranno, nella conferenza di chiusura, la lista ufficiale dei Paesi presenti al vertice.
Frattini dal canto suo, al ritorno a Roma, invierà alle agenzie di stampa un breve comunicato in cui renderà noto che nel triennio 2008-2011 l’impegno dell’Italia in Afghanistan si sarebbe attestato a 150 milioni di euro per “liberare il Paese dal terrorismo e dalla droga e permettere al Governo di Kabul di prendere definitivamente in mano la situazione“.
Per quanto ne abbiamo saputo, in via confidenziale, l’entità del finanziamento a fondo perduto garantito per l’occasione dall’Italia all’ONU nella capitale francese sarebbe più ingente.
Ma non è questo il punto.
[Il “pledge “ ammesso ufficialmente dal Bel Paese a Berlino 2004 raggiungerà i 145 milioni di euro.]
Passiamo ora alla voce “Cooperazione italiana allo sviluppo“, gestione diretta DGCS in Afghanistan, organizzazione del Ministero degli Esteri.
Dal 2001 al 2008, la Farnesina ha approvato iniziative “umanitarie“ per 436 milioni e ha erogato finanziamenti, anche qui a fondo perduto, per 355 milioni di euro.
In particolare, è stato incrementato il sostegno ai trust fund del Governo Karzai per 35 milioni di euro e 104 se ne sono andati per il collegamento stradale Kabul-Bamyan (i dati sono ufficiali ed a disposizione in rete).
La stessa “Cooperazione italiana allo sviluppo” fornisce sulla “riabilitazione stradale“ Kabul-Bamyan una seconda versione (anch’essa consultabilissima), questa volta con un importo complessivo di spesa di 36 milioni di euro e la costruzione di un ponte sulla stessa viabilità per un importo di 2 milioni di euro, nella provincia di Wardak.
Un finanziamento “tricolore” allocato lontanissimo dalla provincia di Herat, con tutta evidenza finalizzato a soddisfare trasferimenti celeri di blindati e colonne militari di Enduring Freedom in uscita da Kabul con direzione est-sud/est, a ridosso del confine con il Pakistan, coperto ipocritamente dalla Farnesina con motivazioni di particolare interesse “turistico culturale“: il sito dei buddha scolpiti nella roccia. Quando i profughi afghani dispersi tra Iran, Turkmenistan e Pakistan sono almeno 4 milioni. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.
E’ rimasta inoltre famosa la decisione del Ministro degli Esteri D’Alema di destinare 52 milioni di euro alla riforma del… sistema giudiziario dell’Afghanistan, quando in Italia sono attualmente pendenti 3,5 milioni di processi penali e 5,4 milioni di processi civili.
Autolesionismo? Macché. Il Baffo di Gallipoli cercava punti oltreoceano con Bush. Del resto, con l’ attacco alla ex Jugoslavia, per qualche mese, con Clinton c’era già riuscito.
In Afghanistan operano o hanno operato a libro paga del Ministero degli Esteri, per uscite non precisate, Intersos, Alisei, Aispo, Coopi, Msf, Terres des Hommes ed il Cesvi.
Ong, l’ultima, da cui continuano ad uscire pestilenziali vapori di zolfo e personaggi come Barbara Contini, già governatore farsa della provincia di Nassiriya, oggi senatrice del PdL.
I costi già salatissimi della “cooperazione“ a carico dei Ministero degli Esteri sono surclassati da quelli militari della “missione di pace“ sopportati dal Ministero della Difesa, a corto di palanche per tenere in servizio 50.000 tra graduati-precari e sottoufficiali dell’Esercito di cui si libererà Brunetta. Il nuovo Modello di Difesa e le “missioni di pace” dell’Italietta si preparano a lasciare sul terreno molti, moltissimi cadaveri.
Cominciamo ora col dire che agli italiani perbene, quelli che pagano le ritenute d’acconto alla fonte, l’avventura in Afghanistan sta costando nel 2009, centesimo meno centesimo più, 1.000 euro al minuto, 60.000 all’ora, 1.440.000 al giorno e 43.200.000 al mese per un totale (parziale, e spiegheremo il perché) di 525.600.000 euro all’anno. La prima domanda logica che ci viene in mente a questo punto è: in cambio di quale obbiettivo economico-industriale, di quale interesse energetico, commerciale, diplomatico o geopolitico mettiamo sul piatto dell’Afghanistan queste ingentissime risorse finanziarie anno dopo anno per chissà quanto tempo, magari come prevede il Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà fino al 2050?
Le finalità del Quirinale, di Palazzo Chigi, Farnesina e Palazzo Baracchini, che ci ripetono tv e giornali sono davvero quelle di combattere i terroristi pashtun del fantomatico Mullah Omar a casa loro perché non vengano a farci fuori a casa nostra?
No.
Sotto c’è ben altro ed un po’ alla volta lo tireremo fuori, dai rapporti Roma-Washington alla “privatizzazione” delle Forze Armate, per passare, se ce ne sarà bisogno, alle modalità di acquisto ed impiego dei Predator ed al resto… spike e designatori laser compresi.
Non butteremo giù dei muri ma ci sentiremo almeno più sereni, con la coscienza tranquilla per non aver taciuto.
L'ASSE POLITICO GRILLO - DI PIETRO - CASALEGGIO
http://www.youtube.com/user/BamboccioniVideo
Lunedì, 31 agosto DI BUBBA
La Casaleggio gestisce il blog di Grillo, ma anche quello di Di Pietro; inoltre produce dei dvd di Travaglio, che tiene una rubrica sul blog di Grillo e di Di Pietro. Tempo fa, anche Piero Ricca, un blogger, aveva una collaborazione con Grillo, e realizzava per lui delle interviste che venivano trasmesse sul blog. Ricca ha raccontato che i contatti e gli accordi sulla collaborazione avvenivano con la Casaleggio, non con Grillo, che addirittura era all’oscuro (a suo dire) dei motivi per cui Casaleggio aveva deciso di rompere la cooperazione col Ricca. Insomma, a decidere dei contratti e dei contenuti del blog non sembra essere il diretto Grillo, ma il gestore del suo sito. Stessa storia sembra emergere dalle parole di un altro collaboratore di Grillo, Daniele Martinelli (giornalista), il quale asserisce che i video da lui realizzati sono consegnati direttamente alla Casaleggio che di volta in volta decide se usarli per il blog di Grillo o di Di Pietro.
http://www.youtube.com/watch?v=TaRtlOIamkY&feature=related
Nei Meet up circolano voci che vogliono Casaleggio implicato nell’organizzazione nazionale dei meet up, e presente all’ultimo evento di Firenze, che era una specie di congresso dei meet up e delle liste civiche, nel quale si è parlato del programma politico appunto. C’è chi dice che lui partecipi pure alle riunioni di IdV, ma non mi sorprenderebbe visto che la Casaleggio è una società di marketing che supporta le aziende attraverso strategie di Rete, quindi non mi stupirei se Di Pietro si consultasse con Casaleggio per decidere su come muoversi. Ci sono almeno due convegni, ma forse di più, uno dei quali organizzato dalla stessa IdV, dove venne chiamato come moderatore uno della famigerata società, più precisamente Enrico Sassoon (ricordatevi questo nome). Ma perché proprio lui, con tutti i giornalisti che ci sono in giro? http://www.radioradicale.it/scheda/229067/la-scomparsa dellinformazione
Questi sono alcuni degli obiettivi e dei servizi che offre la Casaleggio: L'obiettivo della società è di sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza strategica, articoli, libri, newsletter, seminari sulla Rete. (…) Mission Casaleggio Associati ha la missione di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale. (…) Casaleggio Associati dispone di competenze specifiche sulla Rete, tramite i suoi soci ed affiliati; della conoscenza del territorio di applicazione, dovuta ai Rapporti e ai Focus di settore; delle tendenze e delle best practice, grazie al network di partner statunitensi. http://www.casaleggio.it/ca/societa.php
Tempo fa, tra gli obiettivi della società, c’era anche, prima che venisse cancellato dal sito perché aveva suscitato scalpori, quello di creare in Italia “gruppi di pensiero e orientamento”, con ciò ad intendere probabilmente che si voleva sensibilizzare una parte della popolazione su argomenti cari all’azienda. Per esempio, ed è quello che sta facendo Grillo, espandere la fruizione di Internet in Italia, che, secondo Gianroberto Casaleggio, sempre circondato da grafici e statistiche, è uno dei migliori veicoli per il commercio aziendale. La Casaleggio è legata a parner discutibili, come Enamics, che offre servizi a multinazionali come JPMorgan, il dipartimento del tesoro Usa, aziende belliche come la Northrop Grumman. http://www.itnews.it/news/2004/1201101209575/casaleggio-associati-annuncia-la-partnership-con-enamics.html
Ora, molti soci della Casaleggio hanno un passato in Telecom, sono dei professionisti di alto livello. Perché Grillo, che parla contro il sistema e che proclama che la Rete è libera eccetera eccetera, perché Grillo si è affidato a questi? Se, come dice lui, è per un problema di organizzazione tecnica del blog, io dico che ci sono sicuramente centinaia di altre persone che possono fare questo lavoro, senza per forza dover pescare gente così equivoca come la Casaleggio, che non è estranea agli ambienti alti italiani, grazie al loro passato in Telecom e Olivetti e ai contatti con partner americani: su Youtube si possono trovare video di Gianroberto Casaleggio alla Camera di commercio di Milano, su un pulpito; e non mancano convegni della Casaleggio ospitati da lussuosi hotels come il Four Seasons hotel di Milano, dove si tengono incontri anche con la American Chamber of commerce. Ma Grillo pare abbia affidato a questi uomini in carriera la banale attività di supporto tecnico al sito. A meno che non ci sia dell'altro che Grillo non ci dice sul perchè del suo legame con la Casaleggio..
Ma adesso la cosa che mi sconvolge: ricordate Sassoon (vedi sopra)? Lui è uno dei 5 soci della Casaleggio, ed è stato per 8 anni, dal ‘98 al 2006, amministratore delegato della American Chamber of Commerce in Italy, una lobby di multinazionali in Italia. Ripeto: ma proprio con questi doveva mettersi Grillo? Uno studio del Cipi dice che le varie camere di commercio americane, legate tra loro, sono tra le più influenti lobby all’Unione Europea. Nella Amcham italiana ci sono Romiti, Microsoft, McDonald’s, e altri, guardate sul sito dell’Amcham se vi interessa approfondire.(amcham.it) Cosa fanno le lobby? Lobbing. Come saprete, nel 2003, quando c’era Berlusconi, fu introdotta la legge Biagi, che Grillo ha contestato tanto perché ha creato una nuova schiavitù in Italia. Nel 2004, Deborah Graze, console americano in Italia che si è data da fare molto ad esempio per l‘affare della base di Vicenza, si incontrava coi soci della Amcham. E questi sono brani tratti dal suo intervento:
American Chamber of Commerce: Welcome Lunch for Deborah Graze Milan, October 25, 2004 (…)Vorrei ringraziare il Presidente della Camera di Commercio Americana Mario Resca, l’Amministratore Delegato Enrico Sassoon ed il Consiglio di Amministrazione per avermi invitato a parlare. (…) sono lieta di lavorare con la Camera di Commercio e di sviluppare ulteriormente la nostra stretta collaborazione, (…)Sono colpita dall’ottimo livello di collaborazione e di impegno tra noi e i vostri soci per il raggiungimento degli obiettivi comuni. (…)La vasta gamma di interessi che riguardano i rapporti Stati Uniti-Italia e il dinamismo del nord-Italia rendono il nostro consolato un caso particolarmente significativo. Molte attività che svolgiamo sono fortemente correlate alla nostra collaborazione con la Camera di Commercio Americana.(…) la promozione del libero commercio, libero investimento, prosperità economica e sicurezza sono al centro della nostra missione in Italia. (…) Affinché le aziende internazionali si adattino alle nuove regole della nostra epoca, anche i lavoratori dovranno mostrare la necessaria flessibilità. La legge Biagi recentemente emanata in Italia è un passo positivo in questa direzione. Questi sforzi di riforma sono un passo in avanti per tutti noi. (…)La nostra collaborazione [tra Italia e Usa, ndr] continuerà dopo le elezioni, chiunque verrà eletto. http://milan.usconsulate.gov/news/news10262004.htm
Naturalmente non è una prova che la Amcham abbia fatto lobbing per introdurre la Legge Biagi, ma mi sembra che il documento racconti di una stretta collaborazione tra Usa e Amcham, e di una condivisione di valori, i valori delle comunità di affari internazionali. E chi ci dice che la Amcham non abbia caldeggiato quella legge presso vari esponenti politici? A voi pare compatibile il ruolo di Grillo come antisistema con quanto si apprende sulla Casaleggio e il suo socio Sassoon? Come pensa di contrastare i cattivi se dietro di lui ci sono quelli che io considero i “cattivi”? Di più, nel documento del consolato americano si può leggere che gli USA hanno un deficit di esportazioni in Italia, e che vogliono diminuirlo. Anche l’attuale console, Spogli, dice che gli investimenti in Italia sono penalizzati da vari aspetti, che andrebbero riformati a livello politico. E, guardacaso, abbiamo due entità politiche, Idv e le liste di Grillo, che stanno crescendo. Mi sto chiedendo se non stiano portando le istanze liberiste di certi gruppi di interesse americani nella politica.
Come sapete, qualcuno sta cercando di rovesciare Berlusconi. E si è visto che è una volontà soprattutto estera. L’Economist e altri giornali inglesi si sono scagliati contro Berlusconi. Paolo Barnard ha fornito degli esempi e ha tentato una spiegazione dei motivi di questo accanimento. Ecco cosa scrive dell’Economist: Passano due anni e il noto Economist (che non è quel bastione di progressismo che alcuni sciocchi qui pensano, nda) scrive: “L’Italia necessita urgentemente di riforme radicali, ma la coalizione di Berlusconi, che in teoria doveva essere dedita al Liberismo economico, ha fatto quasi nulla nei suoi 5 anni al governo” L’Economist vuole le riforme liberali, che avvantaggeranno la classe degli investitori stranieri. Anche Alesina propugna le riforme: l’università di Harvard negli USA indice un seminario ultra neoliberal sull’economia italiana, presente anche Gianfranco Pasquino (ops!). Nella pubblicazione degli atti si leggono le parole di Alberto Alesina, professore ‘Nathaniel Ropes’ di politica economica nel prestigioso ateneo, che dopo aver ricordato i compiti futuri del bravo Prodi, dice: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi, e rendere più facili i licenziamenti”. http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=116
Si lamentano di Berlusconi perché lui non è andato fino in fondo nelle sue promesse liberiste, e di ciò si lamentano anche al consolato americano. Ora, il signor Sassoon è nello Advisory Board , insieme a Bill Emmott (ex direttore capo dell’Economist), Alberto Alesina (Harvard), Renato Diverso (o Riverso) (ex presidente di IBM EMEA), Adriano De Maio (Regione Lombardia, Sottosegretario Alta Formazione Ricerca e Innovazione), ex rettore del Politecnico di Milano e LUISS) , Roger Abrasane (McKinsey, direttore emerito) e Giorgio Brunetti (della Bocconi), della Ruling Companies Association. Tra i soci onorari c’è Robert Kaplan (Harvard), Alessandro Penati (università Cattolica di Milano), Robert Sutton (Stanford University California). Tutti questi fanno parte di The Ruling Companies Association, un'associazione non profit che ha l'obiettivo di promuovere una "seria cultura d'impresa, avanzata e adatta ai tempi". http://www.rulingcompanies.org/
Come avete visto nel board, insieme al solito Sassoon, ci sono anche Alesina e Bill Emmott. Solo una coincidenza?
Se andate a dare una occhiata ai progetti del consolato americano in Italia, troverete anche quello che riguarda l’università italiana, da allacciare di più, come in America, alle imprese. Una cosa simile è stata proposta pure da Di Pietro. Dal suo sito: 12 Ottobre 2007 Lavoro, precarietà, futuro. Altro tema affrontato a Vasto è quello del lavoro. "I precari sono circa cinque milioni e mezzo, in prevalenza giovani che non possono pianificare il loro futuro, farsi una famiglia, aprire un mutuo. Il numero sta crescendo insieme alla fuga all’estero di molti laureati. Le protezioni sociali per queste persone sono inesistenti, la pensione, se l’avranno, sarà a livello di sopravvivenza. La legge 30 va rivista a favore dei lavoratori, non è possibile che alcune aziende siano fatte quasi completamente da precari con il solo obiettivo di godere di sgravi fiscali. Né che i precari guadagnino molto meno di un lavoratore dipendente. Il lavoro giovanile è un problema nazionale, una vera urgenza sociale. A questo si aggiunge la piaga delle morti sul lavoro, ogni giorno ci sono dei nuovi caduti per la mancanza di norme di sicurezza, è una vera e propria guerra. Lo Stato deve intervenire con l’inasprimento delle sanzioni, con un servizio di ispezioni reale ed efficace e non sulla carta come avviene spesso oggi. Chi causa la morte di un lavoratore, di frequente un capofamiglia, per incuria o mancanza di investimenti in sicurezza deve pagarne il prezzo anche con la chiusura dell’azienda. Un punto qualificante per lo sviluppo del Paese è la creazione di una reale integrazione tra imprese e università, come avviene ad esempio negli Stati Uniti. Innovazione, ricerca e mondo del lavoro devono entrare in sinergia sotto l’impulso di precisi indirizzi e di incentivi dello Stato e delle Regioni per creare nuovi distretti industriali. Inoltre, la diffusione della banda larga, la liberalizzazione del Wi-Max sono la base per lo sviluppo del Paese, ogni giorno che passa ci allontaniamo dall’Europa che conta. Se un bambino delle elementari danese o inglese studia collegato a Internet, da noi ci vuole uno zaino con dieci chili di libri e il ritorno alle tabelline invece dell’insegnmento obbligatorio della lingua inglese." http://www.antoniodipietro.com/2007/10/lavoro_precarieta_futuro_1.html
Si parla di rivedere la legge Biagi, ma potrebbe essere solo uno spot promessa da marinaio. Poi le università, che mi sembra molto simile al progetto del consolato americano. Infine c’è il Wi-max, che è una tecnologia per espandere la connettività ad Internet in Italia, una tecnologia che è spinta dalla Commissione Europea e dal wimaxforum, una organizzazione formata da industrie delle telecomunicazioni (come Intel, Siemens, Samsung ecc.) che hanno investito nella tecnologia e vorranno di certo un rientro dei loro investimenti. Grillo si lamentava che in Italia tale tecnologia era indietro per colpa dei soliti monopoli tipo Telecom. E Di Pietro ha preso nel programma tale obiettivo. Qui ne parla Grillo: Una persona senza orecchie e senza bocca. Un mostro uscito da una novella di Stephen King. Questo è il cittadino italiano senza connettività. L'accesso all'informazione attraverso la Rete deve essere gratuito, riconosciuto insieme alla carta di identità. I servizi via Internet devono essere accessibili da Castel Volturno a Pizzo Calabro, dalle periferie romane ai paesi dell'Appennino. La legge Pisanu che limita lo sviluppo dei punti Wi Fi va abolita. La Rete deve diventare come l'aria. Da una panchina di un parco o da un bar. Da un tunnel dell'autostrada o da un treno. Ovunque. La dorsale di accesso alla Rete va separata da chi fornisce i servizi. Deve tornare in mano pubblica, non di Mediaset, e fornire un servizio pubblico. I Comuni devono considerare la copertura della Rete allo stesso livello della rete idrica. Essenziale. Vitale. Per lavorare, per comunicare, per formare comunità, per informarsi. La Rete è trasparenza. Le sedute comunali vanno filmate dal Comune, a cura del Comune, trasmesse in diretta streaming, caricate su YouTube. I Comuni senza la connessione alla Rete o con velocità di accesso limitata sono tagliati fuori. Il vero Digital Divide per il lavoro e per l'informazione è tra il Comune connesso e il Comune disconnesso. La connettività è lavoro, promuove i servizi e le produzioni locali. La connettività è turismo. La connettività è democrazia. I Comuni a Cinque Stelle sono Comuni connessi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
L'incontro nazionale delle Liste dei Comuni a Cinque Stelle si terrà a Firenze, al Saschall Teatro, domenica 8 marzo 2009. Le Cinque Stelle corrispondono a cinque aree specifiche: Acqua, Energia, Sviluppo, Ambiente e Trasporti. Oggi pubblico un post sulla CONNETTIVITA ' (SVILUPPO) Inviate le vostre considerazioni nei commenti. Iscrivetevi all'incontro nazionale dei Comuni a Cinque Stelle dell'otto marzo. CONNETTIVITA' 1. Cittadinanza digitale a ogni residente 2. Favorire l'Introduzione di ripetitori Wimax per l'accesso mobile e diffuso della Rete e, allo stesso tempo, pretendere la diffusione dell'ADSL 3. Diffusione di punti Wi Fi nel territorio del Comune per una massima copertura, in particolare delle aree di maggior frequentazione 4.Servizi comunali disponibili, ogni volta che questo sia possibile, via Internet 5. Consigli comunali pubblici in diretta streaming via Internet 6. Incentivare la creazione di aree di telelavoro 7. Promuovere on line, con il concorso delle diverse aree produttive e di servizi, l'offerta presente nel Comune 8. Punti di accesso alla Rete nei posti pubblici, ad esempio le biblioteche 9. Promuovere corsi di informatizzazione e Internet 10. Dotare le scuole comunali di strutture per l'accesso a Internet (pc, stampanti, ecc.) da parte di studenti e insegnanti http://www.beppegrillo.it/2009/03/comuni_a_cinque_stelle_connettivita/index.html
Beppe Grillo sta convincendo gli italiani che lo seguono che non possono fare a meno del Wi-max, e li ha covinti a mettere in programma la sua introduzione. Grillo parla di favorire l'introduzione dei ripetitori Wi-Max. Ma questi ripetitori, chi sarà a venderli? Intel? Siemens? Samsung? Ecco allora la mia domanda: ma Grillo ci sta traghettando verso la democrazia e la giustizia, o ci sta manipolando per i fini commerciali di qualche gruppo d’interesse che vorrebbe espandersi ma è impedito in questo dai blocchi corporativi che Berlusconi difende col suo governo? Naturalmente quello che ho esposto è molto abborracciato e poco circostanziato, potrei sbagliarmi, ma il sospetto mi ha irretito. C’è un’altra questione che mi spinge a sospettare. Quella prospettata da Ferdinando Imposimato nel libro Corruzione ad Alta Velocità. http://www.edizionikoine.it/catalogo/corruz.html
Nel libro si parla anche di Di Pietro. Benchè egli sia stato assolto dalle accuse, gli autori del libro mettono in evidenza certi aspetti poco chiari del suo agire, e rilevano che le sentenze, benchè di assoluzione, contengano fatti accertati che ne incrinerebbero le virtù morali. In pratica c’è il sospetto, nel libro, che Di Pietro, come magistrato del pool di Milano, abbia favorito suoi inquisiti, salvandoli dalla giustizia, e che abbia invece cercato di incastrare altri. E questi sarebbero ad esempio imprenditori minori, distrutti da Mani Pulite, che invece avrebbe salvato molte aziende importanti. Qui riporto un brano tratto dall’introduzione:
Come in un romanzo avvincente, il dott. Di Pietro si districa fra avvenimenti di bassissimo profilo, furbescamente elabora e perfeziona tecniche inquisitoriali altamente selettive di fatti e personaggi, gestite per rendere malleabile la materia processuale, per elargire vie di fuga agli amici, nel mentre si costruiscono impraticabili cunicoli ciechi per gli avversari, (…), al suo amorevole conversare con inquisiti che diventano amici (soprattutto se gli possono garantire una imagine sui media), al ritrovarsi politicamente organico a leader di governo che, nel passato, erano stati bistrattati da indagati. (…) Una volta che la magistratura, dopo decenni di torpore, ha cominciato ad interessarsi di queste tematiche, perché lo ha fatto in maniera selettiva,e perché lo ha fatto sconvolgendo le norme e i principi che presiedevano alla modalità di esercizio dell’azione penale? La risposta a questo quesito è nei fatti (…) si è voluto determinare una ristrutturazione dell’assetto politico, funzionale all’ipotesi di nuovo assetto istituzionale (…), e una simmetrica ristrutturazione del sistema imprenditoriale che tende a privilegiare i cosiddetti poteri forti, e cioè il grande capitale e la speculazione finanziaria (…). Su questo sito si può trovare il capitolo del libro su Di Pietro, in 5 parti: http://orizzonteinfinito.blogspot.com/ (segnalo che il libro di Imposimato figura nelle note bibliografiche di "Mani pulite", un libro di Travaglio-Gomez-Barbacetto uscito nel 2002, e se ne parla anche in "Italiopoli" di Oliviero Beha, uscito nel 2007)
Questa interpretazione mi ha fatto pensare che Tangentopoli sia stata pilotata da qualcuno per far fuori le vecchie classi dirigenti, forse dai liberisti stranieri, che volevano colonizzare più di quanto non sia già il nostro Paese. Mani Pulite fu l’inizio per il cambiamento degli assetti politici. Dopo aver fatto fuori la vecchia dirigenza, appoggiarono Berlusconi, che si proponeva come liberista, ma poi, dopo che si era dimostrato più conservatore dello stesso Ulivo, lo vollero detronizzare. Ed è per questo che la stampa estera lo attacca. E Di Pietro, protagonista di quell’azzeramento della classe dirigente, sarebbe, per come sospetto io , il referente politico di alcuni liberisti (in Europa IdV sta nel gruppo dei Liberali), e di interessi rappresentati dall’Amcham. Grillo è legato sempre a costoro, nella figura di Sassoon, e Travaglio pure, in quanto edito da Casaleggio. Travaglio ha una rubrica sul blog di Grillo, trasmessa in diretta pure sul sito di Di Pietro. Ma v’immaginate voi, se Di Pietro dovesse fare qualche porcata, Travaglio che la descrive in diretta agli elettori di Di Pietro connessi al blog di Tonino? E’ ridicolo, Travaglio non farebbe mai una cosa del genere, e lo si vede anche dal suo comporatamento di difesa di IdV, dalle sue dichiarazioni di voto per Idv. Grillo e Travaglio portano voti all’IdV. Sono tutti insieme. E convincono gli italiani che c’è bisogno di questo, di quest’altro, e per convincere la gente si sono affidati ad una società esperta di tecniche di commercializzazione e marketing, la Casaleggio. Voi come la vedete? E come vedete soprattutto il legame di Grillo con Sassoon? Volo troppo con la fantasia? Ci sarebbe altro da dire ma sono stato già abbastanza prolisso e non sono bravo a fare un discorso ben articolato.
Aggiungo, infine, una notiziola che potrebbe far pensare che gli interessi di Grillo per l'ambiente e per le energie rinnovabili non siano dettati da semplice disinteresse. Infatti, il nostro Sassoon ha una azienda, la Global Trends, che si occupa di energie rinnovabili. http://beppegrillo.meetup.com/280/it/messages/boards/thread/6148181/60#29632132
E a quanto pare, il naso di Sassoon aveva fiutato il mercato delle rinnovabili giè negli anni novanta: L' ECO - INDUSTRIA GARANTISCE NUOVI LAVORI Repubblica — 08 aprile 1994 pagina 1 sezione: AFFARI & FINANZA MILANO - Le buone notizie arrivano dalla Germania: l' industria dell' ambiente ha già creato in quel paese 680 mila posti di lavoro. E le prospettive, per i prossimi anni, sono quanto mai affascinanti. Infatti, a giudizio del Diw, autorevole istituto di ricerca di Berlino, nel Duemila i posti di lavoro nell' industria "verde" saranno almeno un milione. "L' ambiente è la nuova priorirà strategica per gli anni ' 90", avevano scritto lo scorso anno Enrico Sassoon e Cristina Rapisarda Sassoon nel loro libro ' ' Management dell' ambiente' ' (edito da Il Sole 24 Ore Libri), ricordando le prospettive della "questione ambientale" sia per le grandi imprese in generale (dalla Fiat alla Bayer, dall' Ibm alla Dow Chemical) sia per le attività particolari di aziende specializzate in tutela e recupero dell' ambiente. E nel nome dell' ambiente può cambiare radicalmente la cultura industriale dell' Occidente, può essere definito un nuovo modo di produrre e di lavorare, possano sorgere nuove attività, nascere nuove imprese. In un panorama dei paesi occidentali in cui la ripresa economica, comunque timida e lenta, crea pochissimi posti di lavoro, l' industria ambientale sembra l' unica a stimolare ulteriori occasioni d' occupazione. Un paio di anni fa, parecchi tecnici "verdi" riuniti a Rio, per la Conferenza per l' Ambiente, erano stati molto chiari: il mondo occidentale sta diventando sempre più ricco, tanto da poter pretendere, accanto alla produzione di beni di consumo sempre più sofisticati, anche un ambiente più sano e pulito. E nei paesi in via di sviluppo e soprattutto in quelli di più recente ma anche più intensa industrializzazione (come per esempio l' Estremo Oriente) può crescere una cultura industriale che eviti le devastazioni ambientali che l' Occidente ha provocato, ma dei cui guasti adesso prende coscienza. "La salvaguardia e il risanamento delle risorse ambientali - spiega Gianfranco Dioguardi, nell' introduzione al libro dei Sassoon - sono problemi che il recente ' ' vertice della Terra' ' a Rio de Janeiro ha posto drammaticamente al centro dell' attenzione di tutti i paesi, perché si richiede una particolare attenzione proprio per le nuove normative ambientali e si stimola una maggiore coscienza ecologica con la necessità di porre in risalto le variabili ambientali fra quelle strategiche dell' impresa, in modo da affrontare meglio i processi di sviluppo". "Nella Comunità europea in particolare - continua Dioguardi - le normative ambientali hanno cercato di coniugare le regole della qualità in questo campo con quelle più consolidate dell' economia. Ma anche il problema della fiscalità ambientale, con i relativi incentivi economici, diventa di prioritaria importanza. Si è recentemente proposto, per esempio, l' uso di strumenti di incentivazione economica per fornire al soggetto inquinante stimoli economici tali da modificare il suo atteggiamento". Dioguardi distingue le imprese tra "passive" (quelle che percepiscono l' ambiente solo come un problema e quindi come una fonte di costi), "adattative" (le organizzazioni imprenditoriali in grado di reagire alle problematiche ambientali con precise proposte di innovazione e cambiamento) e infine "pro-attive", quelle che percepiscono la problematica ambientale "come vera e propria fonte di opportunità, per meglio esprimersi in termini di efficienza e di nuovi valori compiuti rappresentati sul mercato". Sia dalle imprese "adattative" che da quelle "pro-attive" possono sorgere nuove opportunità di lavoro. Se gli esperti dell' istituto tedesco Diw parlano, come abbiamo visto, di un milione di nuovi posti di lavoro, altri osservatori ritengono che in tutta Europa, nel giro di pochi anni, il "business ambientale" possa diventare la più moderna e attiva occasione di occupazione qualificata e innovativa. L' Oecd, sul piano internazionale, stima infatti il "mercato verde" pari a 200 miliardi di dollari all' anno. E la Commissione europea, con grande ottimismo, nel suo "libro bianco" sull' occupazione, sostiene che l' eco-industria sarà per l' Europa un settore chiave, almeno come quello delle telecomunicazioni. Gli imprenditori tedeschi, più rapidi e lungimiranti dei loro colleghi di altri paesi, si sono già mossi con grande intelligenza: nella seconda metà degli anni ' 80 un terzo delle loro domande di nuovi brevetti ha riguardato tecnologie per "prodotti verdi". (...)E anche qui nell' industria verde si apriranno opportunità per migliaia di nuovi posti di lavoro. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/04/08/eco-industria-garantisce-nuovi-lavori.html
Obama parla di "verde" e "eco", e Grillo lo saluta come grande leader rivoluzionario. Ma questa storia dell'"eco-industria" parte da lontano e anzi, a me sembra non tanto dovuta ad una sensibilità delle industrie per l'ambiente, ma all'individuazione di un nuovo mercato tutto da sfruttare e che produrrà un nuovo boom del capitalismo. Si parla di nuovi posti di lavoro, e forse il vero scopo dietro a questo movimento verde delle aziende è quello di incrementare l'occupazione che i vecchi mercati del lavoro non riescono più ad assorbire, così da risolvere il problema della crescente disoccupazione mondiale, che è la prima fonte di instabilità politica.
Strano che Obama, sponsorizzato dagli investitori internazionali, parli di rinnovabili? E che ne parli pure Sassoon? E che Sassoon sia legato a Grillo (che pure lui ne parla e reclamizza il futuro "verde") tramite la Casaleggio?
Per riassumere: io penso che Grillo e co. abbiano dei piani, che mi sono però poco chiari. Se non sono piani, sono comunque particolari interessi che, per portarli avanti, hanno bisogno di alleanze con altri gruppi di potere italiani e internazionali. L'avventura di Grillo col suo blog parte in forma sperimentale, cercando di creare una base di consenso di italiani, per poi evolversi e studiare nuove strategie. Il culmine odierno di questo progetto è stata l'alleanza con DiPietro. Andate anche su youtube a vedere un filmato di Carlo Vulpio, che accusa la Casaleggio e DiPietro di averlo fatto fuori dalla terna con De Magistris e Alfano, perchè non lo volevano, in quanto personaggio potenzialmente scomodo. (aveva infatti definito "banditi" alcuni uomini di IdV al sud). Vedi video allegato...
I preti che fanno paura
Giovedì 03 Settembre 2009 A Sud
Nell'Italia di oggi, malata di egoismo ed individualismo, sempre più alla deriva dal punto di vista ormai anche della normale convivenza e civiltà, non poteva mancare in questa ripresa dalle vacanze – che sempre meno gente può permettersi – la silenziosa e mortale clava del Vaticano, a rimettere ordine tra i sacerdoti non allineati con il pensiero unico autorizzato sotto i porticati di San Pietro.
A pochi giorni dalla ripresa dei lavori parlamentari sul testamento biologico, il Vaticano ha diffuso infatti una dura nota di condanna contro i 41 sacerdoti che – ormai 5 mesi fa – si erano espressi a favore della libertà di scelta sulla fine della vita, firmando un appello pubblicato poi dalla rivista Micromega. Erano i giorni in cui si susseguivano uno dopo l’altro gli sconcertanti episodi di bigottismo e populismo politico-istituzional-ecclesiale che hanno accompagnato passo passo le sofferte evoluzioni del caso Eluana Englaro.
A distanza di cinque mesi il vaticano regola insomma i conti con i 41 preti ribelli che si erano permessi di opporsi alle istruzioni impartite dalla CEI ed alla legge sul testamento biologico.
La Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede ha inviato una lettera riservata ai vescovi delle diocesi di appartenenza dei 41 preti con un ordine preciso: convocarli per richiamarli all'ordine ed eventualmente punirli.
Nell'appello firmato dai 41 sacerdoti si affermava che «La legge sul testamento biologico che il governo e la maggioranza si apprestano a votare imprigiona la libertà di tutti i protagonisti coinvolti al momento supremo della morte. Con la forza della ragione e la serenità della fede ci opponiamo ad un intervento legislativo che mortifichi la libertà di coscienza. Come credenti riteniamo che chiunque come è stato libero di vivere la propria vita, così possa decidere anche di morire in pace, quando non c'è speranza di migliorare le proprie condizioni di esistenza umana».
La libertà di pensiero, di coscienza e di espressione è il peccato mortale dei 41, secondo il Vaticano: hanno dato la loro adesione ad un testo contrario alla dottrina cattolica.
Tra i 41 si trovano numerosi preti impegnati da anni nelle lotte sociali e in difesa dei diritti umani: tra questi don Angelo Cassano sacerdote di Bari, città da cui porta avanti battaglie per i diritti dei migranti e contro i CPT e dove da anni regge una parrocchia e raccoglie attorno a sé un gruppo di giovani e volenterosi che si danno da fare per gli umili, gli immigrati, gli esclusi. E ancora don Andrea Gallo delle comunità genovesi, don Albino Bizzotto dei Beati Costruttori di Pace, don Alessandro Santoro, don Vitaliano e molti altri sacerdoti che, più che predicare dall'altare, scendono in strada e nelle piazze a praticare il messaggio di carità, amore e umiltà che è la base e il vero senso del messaggio cristiano.
Il provvedimento medievale svela la doppia morale di un paese la cui etica è annegata in un mare di banchetti, processi farsa e riti orgiastici, ma in cui l’onnipresente 'madre chiesa' invece di occuparsi di carità ed umiltà non ha altra priorità che dare addosso a chi assieme agli ultimi vive e lotta, osando mettere in discussione i dettami dalla dottrina cattolica.
Sul blog ‘Fides et forma’, riconducibile all'Opus Dei, è apparsa nei giorni scorsi una lista dei sacerdoti incriminati che a leggerla vengono i brividi: epiteti e descrizioni offensive, dissacranti, razziste. Parlando di Don Angelo Cassano, che tra l'altro ha il "demerito" di collaborare con A Sud, la descrizione recita “il parroco – sic – di Bari che dovrebbe tornarsene tra gli indigeni colombiani”. Si parla poi di don Gallo come “il notissimo autore del calendario dei trans genovesi”, di don Albino Bizzotto come “il prete che collabora con Liberazione e adesso sciopera per la base Dal Molin come Pannella o i monaci Birmani”, o ancora di “quello che tirava i sanpietrini nel 77”; di “un altro marxista fallito” e via così discorrendo, alternando insulti omofobici e fascistoidi.
Infine, vale la pena ricordare che negli stessi giorni in cui viene diffusa la notizia delle scomuniche contro i “pericolosissimi preti rivoluzionari”, arriva anche un'altra notizia: la chiesa, la santa madre chiesa, ha deciso di assegnare al leghista Calderoli il “premio Giovanni Paolo II”, per “essersi distinto nella difesa dei valori cristiani”, tra i quali com’è noto è annoverato anche l’odio verso gli immigrati e gli omosessuali.
Ulteriore sintomo della follia collettiva in cui tutto il paese è precipitato ormai da troppo tempo, di una Italia prostrata e agonizzante che invece di pensare a come risollevare le sue sorti cannibalizza le parti migliori di sé.
A questi 41 preti – che rappresentano oggi più che mai un punto di riferimento di cittadini e fedeli – a rischio purga a causa del coraggio attraverso cui testimoniano con la propria vita una scelta di impegno diretta all'altro, sia esso uguale o diverso, vanno la nostra solidarietà, il nostro appoggio e sostegno incondizionato.
Redazione A Sud
Dopo Sony e 3M in Francia gli operai sequestrano i manager della Caterpillar.
http://www.youtube.com/user/alvinox73
"l'Economist" dice: "I ricchi sotto attacco" e a londra la polizia consiglia di non vestirsi in completo blu. Fine del G20 e nuovo ordine mondiale? Gli economisti non ci credono.
Sony, 3M, Caterpillar: “chi semina miseria raccoglie collera”, si legge sui cartelli dei dimostranti. Tre multinazionali, tre colossi mondiali, licenziano il personale, non trattano con i sindacati, distribuiscono indennità di fine rapporto irrisorie. I dipendenti insorgono. E' la rivolta dei paesini e dei capoluoghi di provincia, quelli in cui l'unico modo per vivere è la fabbrica, singola fonte di reddito. I dipendenti si ribellano e rapiscono i manager che si sono macchiati di scelte sbagliate, dispendiose, che si sono aumentati gli stipendi con le stock option ed hanno, nel corso degli anni, messo in crisi grosse aziende ed un intero sistema economico attraverso incerti passaggi di 'finanza creativa'. Un vento di ribellione che nasce negli USA, il paese che ha visto il più alto numero di vittime; vedasi Lehman-Brothers. I manager USA, molti in carcere per bancarotta, altri senza posto di lavoro, cercano di non farsi vedere e Obama punta il dito sui loro emolumenti. L'onda è arrivata in Francia; il management non tratta? Si rapiscono i “pezzi da 90”, quelli che decidono e sbagliano. Errori, i loro, che costano posti di lavoro; 371 alla Sony di Pontnox-sur-l'Adour, 733 alla Caterpillar di Grenoble, altri 110 alla 3M di Pithiviers. La Francia insorge e questa volta non sono gli studenti contro il cpe, non sono i giovani immigrati delle Banlieue e nemmeno gli impiegati della pubblica amministrazione parigina. A dar voce agli operai i sindacati, quelli di base e non gli autonomi. Alla Caterpillar di Grenoble sono 4 i manager che hanno passato una notte dormendo sulla moquette degli uffici direzionali, gli stessi da cui è stata presa la decisione di tagliare i posti. Sarkozy ha detto che interverrà di persona per salvare lo stabilimento. E' una protesta, questa, che ha poco colore politico, nessun progetto eversivo, è solo il constatare come l'istinto di conservazione prevalga su ideali ormai morti da tempo. Tre casi in 20 giorni, tre stabilimenti occupati e messi sotto chiave, tre multinazionali con i manager messi di fronte alla loro coscienza. “"È stato anche proposto di spostare l'orario di lavoro a 32 ore settimanali, ma la gestione non vuole discutere”, è quanto ha affermato Nicolas Benedetto, delegato della Cgt dello stabilimento Caterpillar. Nel frattempo il presidente dell'azienda Chris Schena ha detto: “è nostra priorità risolvere il problema”, tuttavia ha definito “deplorevoli” le azioni dei dei dipendenti. Londra: G20, un dimostrante ucciso durante i disordini, la polizia consiglia ai manager della City di rendersi “invisibles”. 'L'Economist' titola “I ricchi sotto attacco” e mostra un quadro -ritoccato- che sembra essere uscito dalla presa della Bastiglia. E' la reazione contro chi fa sistema, a Londra li chiamano i “malfattori della nuova ricchezza”, molto più numerosi di quei baroni con a capo Teddy Roosevelt un secolo fa. Ma i danni sono simili: crescente disuguaglianza; lo 0,1% degli americani ha guadagnato 20 volte l'investimento, percentuale che nel 1979 raggiungeva il 90%. L'avidità di certi personaggi legati alla truffa finanziaria, abili a costruire i devastanti 'schemi Ponzi', erano parte del sistema, caldeggiati dalle istituzioni e dai politici loro conniventi. Poi il tocco finale: portare i guadagni nei paradisi fiscali, i soldi dei lavoratori e chi, grazie al lavoro un gruzzolo lo aveva salvato. Gli imbrogli maggiori che hanno portato a questa catastrofe sono dovuti al fatto che speculatori e mediatori hanno mischiato denaro nelle attività tradizionali attirando le multinazionali facendogli digerire, di qui la grande colpa dei manager, un groviglio di titoli tossici. Solo negli USA il 41% delle aziende è caduto in questa trappola, un modo di agire ingiustificabile da parte dei vertici societari i quali, in un biennio hanno mandato in bancarotta il meglio della produzione e delle banche americane. Ora si è costituito l'asse franco-tedesco, il quale accusa gli USA di avere un'economia basata “sull'infantilismo”. Della serie quando va tutto a picco si scaricano i barili sul più debole. E gli USA sono deboli. Non a caso delle tre società messe sotto assedio in Francia due sono americane ed una è giapponese. Nel paese del sol levante si ha un'inflazione spaventosa, il riassunto del disagio lo si capì guardando in che condizioni si presentò al G7 di Roma il ministro delle finanze Shoichi Nakagawa; lui accusò i farmaci, chi lo vide parlò di alcool, il tutto mentre il Giappone sprofondava nel Pil peggiore da vent'anni a questa parte: -12,7% registrato nel quarto trimestre. A G20 appena concluso Gordon Brown dichiara a 'Financial Times': “Il summit ha ristabilito un nuovo ordine mondiale”, peccato che banchieri ed esperti di politica estera non siano dello stesso parere, solo Trichet, il governatore della banca centrale europea da Bruxelles da un timido segnale di ottimismo: “il mio auspicio è che il consenso raggiunto sia un importante elemento di fiducia”. Una risposta più realistica viene da Morris Goldstein, del 'Peterson Institute for International Economics' il quale classifica il G20 “Buono, ma non risolutore” e viene anche dal professor Charles Wyplosz dell'istituto universitario di Ginevra che riprendendo l'affermazione di Brown dice: “ridurre la pressione sui governi per lavorare di più... Sarebbe una tragedia che il vertice finisce per incoraggiare il compiacimento”. Tutti si domandano come sarà il domani, visto che nessun ordine mondiale procede al contrario dal giorno prima, come ne usciremo, quali provvedimenti intrapresi saranno utili o bruceranno ancora danaro, quanti posti di lavoro rimarranno sul campo? Per ora la Francia sembra essere l'unica ad aver acceso il fuoco della protesta. Porterà ad un nuovo conflitto sociale? Per ora tempi duri per i manager.
Di Danilo Bargagli
C'E' VITA SU MARTE?
C'è vita sul pianeta rosso? O perlomeno c'è stata nel suo lontano passato? Oggi, grazie ai dati inviati dalle molte sonde che hanno esplorato Marte, abbiamo una grande quantità di informazioni sul nostro vicino pianeta, ma il mistero non è stato ancora risolto. In questo documentario facciamo il punto sulla situazione, illustrando le ultime novità scientifiche sulla superficie del pianeta rosso.
http://www.youtube.com/user/HIDRA2009
GLI STATI UNITI NON SI TOLGONO IL VIZIO DELLA GUERRA ATTACCO ALLA LUNA
Ciò che è descritto come un esperimento scientifico puo’ invece rappresentare un tentativo di imporre una sovranità,tramite occupazione e attraverso mezzi belligeranti. Gli USA stanno violando il trattato di Ginevra per i propri scopi e probabilmente scateneranno una reazione planetaria contraria oltre che sbilanciare paurosamente un equilibrio sottile tra l’uomo e la civiltà extraterrestre presente sulla luna che potrebbe sfociare in un conflitto cosmico.
di Massimo Fratini
Nel 1995 ero in compagnia di Robert Dean, ospite delle mie trasmissioni in TV dal titolo: UFO Realtà Extraterrestre andate in onda per 38 puntate su alcune TV locali come TeleVita e Odeon TV. In quella circostanza era presente in studio anche Eufemio Del Buono (scomparso il 22 Giugno del 2008) a cui ero molto affezionato.
Robert Dean per gli amici Bob, parlò di insediamenti alieni sulla Luna e soprattutto sulla parte nascosta della superficie lunare e che questi erano basi degli Anunnaki che potevano essere utili sia come trampolino di lancio per la Terra ma in primis come basi di appoggio quando Nibiru si sarebbe avvicinato al nostro sistema planetario causando non pochi problemi di natura gravitazionale, come terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche e quindi uno scatenamento delle attività meteorologiche del nostro pianeta. Del Buono appoggiò la tesi di Dean confermando quanto sapeva circa gli insediamenti extraterrestri sulla Luna e che la stessa era abitata all'interno di piccole città che non si potevano vedere perché si trovavano nella parte nascosta. Ecco le parole di del Buono: " Circa il nostro satellite, la NASA è in possesso delle fotografie scattate alla Luna da varie sonde e dagli astronauti delle missioni Apollo, in cui risultano costruzioni, ponti, crateri che vengono allargati a forma di cono con evidenza addirittura di polvere lunare sollevata da enormi bulldozer in funzione. Tali foto sono state messe in circolazione e lo scrittore Georges H. Leonard le ha pubblicate nel libro "Qualcun altro sulla Luna". Sono centinaia di migliaia le fotografie messe a disposizione del pubblico. Lo stesso Leonard racconta che si trovava tra i marmi della sede centrale della NASA e guardava una fotografia su carta lucida "...non riuscivo - dice Leonard - a frenare il fremito delle mani. Quello che vedevo era fantastico, incredibile. la fotografia, insieme ad altre della mia raccolta, dimostrava al di là di ogni ragionevole dubbio che sulla Luna c'è vita. La Luna è occupata da una o più razze intelligenti che probabilmente provengono dallo spazio esterno al sistema solare. Tutto questo ha dato il via alle esplorazioni lunari da parte della Russia e degli USA. Potrebbe trattarsi non di una razza aliena in esplorazione, ma di una forma esasperata di collaborazione.."
Un ex scienziato della NASA Ken Johnston ha dichiarato durante una conferenza tenuta a Washington a fine Ottobre 2007, che sulla Luna è stata fotografata una gigantesca Torre alta circa 10 chilometri. Tra le altre cose importanti troviamo che anche gli scienziati Russi si stanno aprendo a questa sconvolgente realtà.
Infatti un ricercatore della Ukrainian Academy of Sciences, sezione Radio Astronomia, professor Alexander Arkhipov, ha dichiarato che studiando la fisiologia delle formazioni geologiche della Luna molte sembrano non essere di origine naturale. Questo è stato fatto nell'ambito di un progetto accademico sovietico dedito alla scoperta di strutture artificiali, di origine extraterrestre sulla Luna. Per effettuare questa ricerca ha utilizzato il cosiddetto "Metodo Sagan (dal nome dell'astronomo Carl Sagan). Consiste nel trovare strutture geologiche con elementi di forma rettangolare, che proprio per questa forma non hanno una origine naturale. E sulla Luna ne sono state trovate molte.
Dopo aver esaminato più di 80 mila immagini, ricevute dalla missione NASA Clementine, ha classificato tutte le formazioni geologiche in generale, in due gruppi - quasi rettangolare con elementi di linee a reticolo e modello quasi perpendicolare di depressione (Modello Lamina). L'esame rivela che solo alcune sono vicine a caratteristiche simili a formazioni Terrestri di origine Antropogenica. Anche su Marte sono state rivelate strutture simili.
http://www.youtube.com/user/95illirf
Gli Usa stanno preparando la Guerra intergalattica - Ecco i motivi del Bombardamento Lunare
Per prima cosa desidero mettervi all'attenzione di una delle dichiarazioni più incredibili fatte da un ex capo di stato canadese. Un articolo firmato da Maurizio Molinari e pubblicato dal quotidiano La Stampa (26/11/2005) ci parla delle dichiarazioni dell'Ex Primo Ministro canadese Paul Hellyer.
Il pezzo dell'articolo comincia in questo modo:
Bush contro gli Ufo: dalla base Luna una guerra segreta
Un ex ministro canadese rivela: "Gli Usa stanno preparando la difesa intergalattica" - NEW YORK.
Gli Ufo volano da oltre mezzo secolo in totale libertà sui cieli del nostro pianeta, il governo degli Stati Uniti sviluppa armi segrete per fronteggiare possibili attacchi provenienti dal cosmo, da un giorno all'altro potrebbe scoppiare una guerra intergalattica e il vero motivo per cui è stato ordinato alla Nasa di realizzare una base sulla Luna entro il 2020 è la volontà della Casa Bianca di monitorare da vicino i velivoli extraterrestri che vanno e vengono dalla Terra.
Non si tratta della trama di un libro di fantascienza ma di quanto ha affermato Paul Hellyer di fronte a un pubblico di studenti all'Università di Toronto durante un simposio sulla «Exopolitics».
In quanto ex ministro della Difesa ed ex vicepremier del Canada, Paul Hellyer tra il 1963 e il 1967 partecipava alle riunioni a porte chiuse dell'Alleanza Atlantica ed era in particolare al corrente dei segreti del Norad - il comando aereo americano-canadese che veglia su ogni movimento sui cieli del Nordamerica - ma finora non aveva mai parlato con tanta chiarezza, pur dicendosi a più riprese convinto della loro esistenza.
Senza svelare le fonti delle proprie informazioni Hellyer ha esordito affermando che «gli Ufo sono reali al pari degli aerei che volano sopra le nostre teste» e ha ammesso di essere «davvero preoccupato per le conseguenze di una guerra intergalattica che potrebbe scoppiare in qualsiasi momento». A suo avviso gli Stati Uniti vennero a conoscenza dell'esistenza degli Ufo nel 1947 allorché cadde su Roswell, in New Mexico, quello che molti testimoni descrissero come un «disco volante» prima delle smentite arrivate a pioggia dai militari di Washington.
«Il livello di segretezza relativo a quanto avvenuto a Roswell è stato sin dall'inizio senza paragoni - ha spiegato l'ex titolare alla Difesa - e la grande maggioranza degli alti funzionari e dei politici degli Stati Uniti, senza contare i puri e semplici ministri della Difesa, non vennero mai informati di nulla».
Solamente i presidenti degli Stati Uniti e pochi altri sarebbero dunque dal 1947 al corrente della verità sulla provenienza dei resti raccolti a Roswell e delle successive scoperte fatte nella base del Nevada «Area 51» sulla circolazione degli Ufo sui cieli della Terra.
«Una conseguenza di queste conoscenze - ha aggiunto Hellyer di fronte a una platea che lo ha osannato come un profeta - è che gli Stati Uniti stanno preparando da tempo un particolare tipo di armamenti che potrebbero essere usati contro gli alieni e che rischiano di precipitare tutti noi in una guerra intergalattica senza aver neanche il minimo sentore di quanto sta per avvenire».
Proprio a questo scenario sarebbe legata la decisione presa dal presidente americano, George W. Bush, all'inizio del 2004 di chiedere alla Nasa di costruire una «base sulla Luna» entro e non oltre il 2020. Sebbene Bush abbia affermato di volerla usare come trampolino per l'esplorazione umana del sistema solare l'ex ministro la pensa diversamente: «Questa installazione consentirà agli americani di osservare meglio il traffico di Ufo che si dirigono verso la Terra e poi tornano verso lo spazio e anche di colpirli e abbatterli se decideranno di farlo».
Anche la nuova generazione di armi spaziali che il Pentagono sta sviluppando - il bilancio del 2005 ha previsto lo stanziamento dei primi fondi - sarebbe legata al possibile scenario di una guerra intergalattica.
«È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l'esistenza degli Ufo - ha terminato l'ex ministro - e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare».
A seguito del discorso di Hellyer tre organizzazioni non-governative canadesi - guidate dall'Istituto per la cooperazione nello spazio - hanno chiesto alla commissione Sicurezza nazionale del Senato di Ottawa di aprire un'inchiesta sugli Ufo, convocando a deporre sotto giuramento non solo l'ex ministro ma anche i vertici dell'intelligence, i comandanti attuali e passati del NORAD e i massimi esperti scientifici e militari nazionali al fine di appurare quali informazioni possieda il Canada.
Le organizzazioni non-governative chiedono anche al premier Paul Martin di dare inizio al progetto «Una decade di contatti» per accompagnare la popolazione alla conoscenza degli Ufo che ci circondano.
L’uomo vuole portare oltre la Terra la propria prepotenza ed il proprio orgoglio, oltre che l’ egoismo..
http://www.youtube.com/user/NASAeClips
Il progetto della Nasa, ribattezzato “LCROSS Mission” (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite), ufficialmente serve per trovare depositi di ghiaccio sul “nostro” satellite, ma ufficiosamente sembra studiato per imporre la sovranità degli Stati Uniti sul satellite terrestre nei confronti di una o più civiltà extraterrestri. Questo bombardamento può essere rischioso per il legame gravitazionale che esiste tra la Terra e il nostro satellite, che potrebbe causare uno spostamento dell'asse lunare lungo l'orbita intorno alla Terra causando così una possibile catastrofe con conseguenze inimmaginabili.
Come pubblicato sulla maggior parte dei portali mediatici, la notizia inerente il bombardamento della Luna ha fatto scalpore. Ma vediamo cosa è stato scritto:
Il bombardamento della luna quindi e previsto per il 9 ottobre 2009. Tutto questo è parte di un programma NASA, come già abbiamo detto sopra, conosciuto anche con il nome di “LCROSS Mission” ,che ha come obiettivo la ricerca di depositi di ghiaccio nel sottosuolo lunare per permettere in futuro una colonizzazione umana con la costruzione di basi terrestri sul satellite della terra.Questa bomba sprigionerà un energia cinetica pari a 2 tonnellate sollevando una colonna di materiale fino a 5 miglia.
Questo atto sarebbe contrario alla legge spaziale dell’ONU che proibisce la modifica ambientale dei corpi celesti. Il bombardamento della luna da parte della NASA, (Missione LCROSS), potrebbe anche innescare un conflitto con le civilizzazioni extraterrestri presenti sulla luna;proprio a questo proposito vi sono dichiarazioni e testimonianze importanti da parte di Aldrin e Neil Armstrong ex astronauti americani e prove fotografiche del NSA (agenzia di sicurezza nazionale) relative all’esistenza di basi extraterrestri sul lato oscuro della luna.
Sembra che in realtà la missione “segreta” della NASA miri a colpire la civilizzazione extraterrestre e le loro basi presenti sulla luna;in questo caso la NASA e quindi il governo degli Stati Uniti sarebbero colpevoli di compiere una guerra di aggressione, considerata il più serio dei crimini di guerra come stipulato nella lettera dell’ONU e nelle convenzioni di Ginevra, a cui anche gli Stati Uniti sono soggetti. Il trattato originario dell’ONU relativo allo spazio cosmico,prevede che “la luna ed altri corpi celesti siano usati da tutti gli stati contraenti al Trattato esclusivamente per gli scopi pacifici. L’istituzione di basi militari, installazioni e fortificazioni, l’uso di qualunque tipo di armi ed eventuali manovre militari sui corpi celesti sono vietate
Nello specifico l’articolo 7 del trattato delle Nazioni Unite riguardante lo spazio cosmico prevede:
1 – Nell’esplorazione e nell’uso della Luna, le nazioni partecipanti appronteranno le misure necessarie per impedire la rottura dell’equilibrio attuale del relativo ambiente, sia per introdurre cambiamenti avversi per quell’ambiente, mediante la relativa contaminazione nociva con l’introduzione di materiale extra-ambientale o qualcos’altro. Le nazioni partecipanti, inoltre, appronteranno le necessarie misure per evitare dannosi effetti all’ambiente della terra mediante l’introduzione di materiale extraterrestre o qualcos’altro.
2 – Le nazioni partecipanti informeranno il Segretario Generale delle Nazioni Unite sulle misure che verranno adottate da queste, in accordo con il paragrafo 1 del presente trattato ed anche altro, per estendere la massima fattibilità, e lo informeranno in anticipo di tutte le dislocazioni dei loro materiali radioattivi sulla Luna e degli scopi di tali dislocazioni.
3 – Le nazioni partecipanti segnaleranno alle altre nazioni e al Segretario Generale, le aree della Luna che hanno speciali interessi scientifici affinché, senza pregiudizi per i diritti delle altre nazioni partecipanti, può essere data l’indicazione di tale zona come riserva scientifica internazionale, per cui disposizioni protettive speciali devono essere accordate nella consultazione con le persone competenti delle Nazioni Unite. (foto sotto: una simulazione del bombardamento di LCROSS)
Il bombardamento NASA -LCROSS-,un attacco e un tentativo cammuffato di imporre la sovranità degli StatiUniti sulla luna ?Alcune testimonianze di ex astronauti americani,scienziati russi ed impiegati Nasa ed NSA,affermano che vi sono prove scientifiche della presenza extraterrestre e di basi aliene sulla luna da almeno ed oltre 40 anni. Ciò che è descritto come un esperimento scientifico puo’ invece rappresentareun tentativo di imporre una sovranità,tramite occupazione e attraverso mezzibelligeranti.Tuttoquesto non deve avvenire,gli USA stanno violando il trattato di Ginevra per i propri scopi eprobabilmente scateneranno una reazione planetaria contraria oltre che sbilanciare paurosamente un equilibrio sottile tra l’uomo e la civiltà extraterrestre presente sulla luna che potrebbe sfociare in un conflitto cosmico.L’uomo vuole portare oltre la Terra la propria prepotenza ed il proprio orgoglio,oltre che l’ egoismo.Il bombardamento del LCROSS deve essere fermato prima che avvenga. Scrivete a Peter Worden direttoredel centro Ames della NASA affinchè blocchi questa missione scellerata.
Segnidalcielo.it
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