giovedì 17 settembre 2009
MAFIE FARMACEUTICHE
DI IGNACIO RAMONET
Le Monde Diplomatique
Pochissimi mezzi di comunicazione lo hanno reso noto. L’opinione pubblica non è stata allertata. E tuttavia, le preoccupanti conclusioni della Relazione finale (1), pubblicata dalla Commissione Europea il passato 8 luglio sugli abusi in materia di concorrenza nel settore farmaceutico, meritano di essere conosciute dai cittadini e diffuse ampliamente.
Cosa dice questo rapporto? In sintesi: che, nel commercio dei farmaci, la concorrenza non sta funzionando, e i grandi gruppi farmaceutici ricorrono ad ogni sorta di giochi sporchi per impedire l’arrivo sul mercato di medicinali più efficaci e soprattutto per screditare i farmaci generici molto più economici. Conseguenza: il ritardo della possibilità da parte del consumatore di accedere ai generici si traduce in consistenti perdite finanziarie non solo per i pazienti stessi ma anche per l' assistenza sanitaria a carico dello Stato (ovvero dei contribuenti). Questo, inoltre, offre argomentazioni ai difensori della privatizzazione del Sistema Sanitario Pubblico, accusati di essere causa di deficit nei confronti degli Stati.
I generici sono farmaci identici in quanto a principi attivi, dosaggio, efficacia, ai medicinali originali prodotti esclusivamente dai grandi monopoli farmaceutici. Il periodo di esclusiva, che inizia dal momento in cui il farmaco viene messo in vendita scade dopo dieci anni; ma il brevetto del farmaco originale dura vent’anni. Allora è quando altri fabbricanti hanno il diritto di produrre i generici che costano un 40% in meno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la maggior parte dei governi raccomandano l’uso dei generici perché a causa del minor costo, favoriscono l’accesso paritario alla salute alla popolazione esposta a malattie evitabili (2).
L’obiettivo delle grandi marche farmaceutiche consiste, di conseguenza, nel ritardare in tutti i modi possibili la data di scadenza del periodo di protezione della licenza; e si adoperano per brevettare aggiunte superflue del prodotto (un polimorfo, una forma cristallina ecc) ed estendere così, artificialmente, la durata del proprio controllo sul farmaco. Il mercato mondiale dei farmaci vale 700 milioni di euro (3); e una dozzina di imprese giganti – chiamate “Big Pharma” – Bayer, Glaxosmithkline (GSK), Merck, Novartis, Pfizer, Roche, Sanofi, Aventis - controllano la metà di questo mercato. I suoi utili sono superiori a quelli ottenuti dal complesso militare e industriale. Per ciascun euro investito nella produzione di un farmaco di marca, i monopoli ne guadagnano mille sul mercato (4). E 3 di queste marche, GSK, Novartis e Sanofi si apprestano a guadagnare mille milioni di euro nei prossimi mesi grazie alla vendita di massa del vaccino contro il virus A (H1N1) della nuova influenza (5).
Queste gigantesche masse di denaro danno alla “Big Pharma” una potenza finanziaria assolutamente colossale. Che usano in particolare per rovinare, attraverso multipli giochi milionari davanti ai tribunali, i modesti fabbricanti di generici. Le loro innumerevoli lobby osteggiano anche permanentemente l’ Ufficio Europeo Brevetti (OEP) la cui sede si trova a Monaco, per ritardare la concessione di autorizzazione dell’entrata sul mercato dei generici. Lanciano allo stesso tempo campagne ingannevoli su questi farmaci equivalenti e spaventano i pazienti. Il risultato è che, secondo la recente Relazione pubblicata dalla Commissione Europea, i cittadini hanno dovuto aspettare, in media, 7 mesi più del dovuto per accedere ai generici, che si è tradotto negli ultimi 5 anni in un sovrapprezzo inutile di circa 3 milioni di euro per i consumatori ed un 20% di aumento per il Sistema Sanitario Pubblico.
L’offensiva dell’industria del monopolio farmaceutico non ha limiti. Sono anche implicati nel recente colpo di Stato contro il Presidente Manuel Zelaya in Honduras, paese che importa tutte le sue medicine, prodotte principalmente dalla “Big Pharma”. Da quando l’Honduras è entrato a far parte dell’ALBA (Alleanza Bolivariana dei Popoli d’America) nell’agosto 2008, Manuel Zelaya negoziava un accordo commerciale con l’Avana per importare generici cubani, con il proposito di ridurre i costi del funzionamento degli Ospedali pubblici dell’Honduras. In più durante il Vertice del 24 giugno passato i Presidenti dell’ALBA si impegnarono a “rivedere la dottrina sulla proprietà industriale” ovvero, l’intoccabilità delle licenze in materia di farmaci. Questi 2 progetti, che minacciavano direttamente i loro interessi, spinsero i gruppi farmaceutici internazionali ad appoggiare con forza il movimento golpista che avrebbe rovesciato Zelaya lo scorso 28 giugno (6).
Allo stesso tempo, Barack Obama, desideroso di riformare il Sistema Sanitario degli Stati Uniti che lascia senza copertura medica 47 milioni di cittadini, sta affrontando le ire del complesso farmaceutico – industriale. Qui, le somme in gioco sono gigantesche (i costi della sanità rappresentano l’equivalente del 18% del PIL) e sono controllate da una potente lobby di interessi privati che riunisce, in aggiunta a “Big Pharma”, le grandi compagnie di assicurazioni e tutto il settore delle cliniche e degli ospedali privati. Nessuno di questi attori vuole perdere i propri opulenti privilegi. Per questo, appoggiandosi ai grandi mezzi di comunicazione più conservatori e al Partito Repubblicano, stanno spendendo decine di milioni di dollari in campagne di disinformazione e di calunnia contro la necessaria riforma del sistema sanitario.
Questa è una battaglia cruciale. E sarebbe drammatico se le mafie farmaceutiche la vincessero. Perché raddoppierebbero allora gli sforzi per attaccare, in Europa e nel resto del mondo, la dimostrazione dell’efficienza dei farmaci generici e la speranza di sistemi sanitari meno costosi e più solidali.
NOTE
(1)http://ec.europa.eu/comm/competition/sectors/pharmaceuticals/inquiry/index.html
(2)(“) Il 90% delle spese della grande industria farmaceutica per lo sviluppo di nuovi farmaci è destinato a malattie di cui soffre solamente il 10% della popolazione mondiale.
(3)Intercontinental Marketing Services (IMS) Health, 19 marzo 2009.
(4)Carlos Machado, “La mafia farmaceutica”. Peor el remedio que la enfermedad” (“La mafia farmaceutica. Peggio il rimedio della malattia”), 5 marzo 2007 (www.ecoportal.net/content/view/full/67184).
(5) Leggere. Ignacio Ramonet, “Los culpables de la gripe porcina” (“I colpevoli dell’influenza suina”), Le Monde diplomatique in spagnolo, giugno 2009.
(6) Osservatorio Sociale Centroamericano, 29 giugno 2009.
Titolo originale: "Mafias farmacéuticas"
Fonte: http://www.rebelion.org
Link
02.09.2009
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MATHILDA
Coltan, la sabbia nera: quante vite costano i nostri telefoni cellulari?
http://www.youtube.com/user/secondoprotocollo
Angelo Calianno
Pensate ai vostri regali, pensate a quante volte dei genitori per far felici e rendere più moderni i loro figli gli hanno regalato telefoni cellulari e video giochi di ultima generazione.
Ma qualcuno si è mai fermato a pensare a quanto costa realmente quell’oggetto così normale oggi per noi? Non in termini di denaro, ma in termini di vite umane e distruzione.
Uno dei componenti fondamentali di tutti i nostri telefoni, video camere, video giochi è un conduttore chiamato Coltan.
Che cos’è il Coltan?
Molti pensano che molte guerre Africane siano la causa di conflitti tribali, ma non è così.
Quasi nessuno lo sa, ma questo minerale è la causa principale della guerra che dal
Il coltan è la combinazione tra COLOMIBTE e TANTALITE la percentuale di quest’ultima
appunto è quella che determina il prezzo del Coltan, dal Coltan si estrae la Tantalite , che è quello che serve nei nostri componenti tecnologici.
Il coltan ha l’aspetto di sabbia nera e rappresenta un elemento fondamentale in video camere, telefonini e in tutti gli apparecchi HI TEC (come la playstation) serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione e rendono possibile un notevole risparmio energetico.
appunto è quella che determina il prezzo del Coltan, dal Coltan si estrae
Il coltan ha l’aspetto di sabbia nera e rappresenta un elemento fondamentale in video camere, telefonini e in tutti gli apparecchi HI TEC (come la playstation) serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione e rendono possibile un notevole risparmio energetico.
Ma come si lega il problema della guerra al coltan?
L’ 80 % del Coltan in circolazione si trova solo in Congo, alcune delle più grosse multinazionali sfruttano queste miniere ed i congolesi che vengono pagati 200 dollari al mese (la paga di un normale lavoratore in Congo è di 10 dollari al mese).
Questo scatena una vera e propria corsa alle miniere da parte dei guerriglieri che se ne vorrebbero impadronire, non solo dal Congo ma anche dalla vicina Uganda e Rwuanda.
Ma come è facile prevedere estrarre questo prezioso minerale ha i suoi effetti indesiderati, solo per i minatori ovviamente.
Il coltan contiene una parte di uranio, quindi è radioattivo, provoca tumori e impotenza sessuale, viene estratto dai minatori a mani nude…
Le miniere di Coltan hanno l’aspetto di grandi cave di pietra, il minerale si ottiene spaccando la roccia; spesso i guerriglieri del RDC (Rassemblement Congolaise pour la Democrazie ) si divertono a terrorizzare i civili ed i minatori uccidendoli nelle miniere,tanto che racconta un ragazzo i lavoratori hanno dovuto scavare delle buche in cui ripararsi ogni volta che arrivano i ribelli.
Qualche anno fa in Italia la gente impazziva per trovare nei negozi la Playstation 2, diventata introvabile, il motivo fu proprio la carenza del Coltan di cui si era fermata l’estrazione per i problemi legati alla guerra.
L’ 80 % del Coltan in circolazione si trova solo in Congo, alcune delle più grosse multinazionali sfruttano queste miniere ed i congolesi che vengono pagati 200 dollari al mese (la paga di un normale lavoratore in Congo è di 10 dollari al mese).
Questo scatena una vera e propria corsa alle miniere da parte dei guerriglieri che se ne vorrebbero impadronire, non solo dal Congo ma anche dalla vicina Uganda e Rwuanda.
Ma come è facile prevedere estrarre questo prezioso minerale ha i suoi effetti indesiderati, solo per i minatori ovviamente.
Le miniere di Coltan hanno l’aspetto di grandi cave di pietra, il minerale si ottiene spaccando la roccia; spesso i guerriglieri del RDC (Rassemblement Congolaise pour
Qualche anno fa in Italia la gente impazziva per trovare nei negozi
I soldi che le multinazionali spendono per estrarre il Coltan come sempre non servono per alimentare la popolazione, costruire scuole o ospedali, tutt’altro, servono a finanziare la guerra, comprare Armi, dar da mangiare ai soldati.
Pochi sanno quali sono esattamente le società che comprano il Coltan, non è facile scoprirlo, perché ci sono decine di intermediari che passano dall’Europa, in particolare dal Belgio (si sospetta che anche l’ex compagnia aerea di bandiera belga la “Sabena” trasportasse illegalmente il minerale)
Ma i principali fautori di questo che sta diventando un genocidio sono Nokia, Eriksson e Sony,
non basta ma sotto c’è anche un mercato nero del coltan che viene rubato dai guerriglieri e poi rivenduto attraverso altri mediatori ugandesi, rwuandesi, e spesso europei ed americani.
Pochi sanno quali sono esattamente le società che comprano il Coltan, non è facile scoprirlo, perché ci sono decine di intermediari che passano dall’Europa, in particolare dal Belgio (si sospetta che anche l’ex compagnia aerea di bandiera belga la “Sabena” trasportasse illegalmente il minerale)
Ma i principali fautori di questo che sta diventando un genocidio sono Nokia, Eriksson e Sony,
non basta ma sotto c’è anche un mercato nero del coltan che viene rubato dai guerriglieri e poi rivenduto attraverso altri mediatori ugandesi, rwuandesi, e spesso europei ed americani.
Come detto precedentemente il prezzo del Coltan varia a seconda della percentuale di Tantalite, nel 1998 il Coltan costava 2 dollari al kg, oggi ne costa 100, ma questo mercato è estremamente instabile ,perché nel 2004 quando la richieste da parte dell’occidente erano tantissime arrivò a costare 600 dollari al kg.
Recentemente è stato scoperto un nuovo giacimento di Coltan, in Amazzionia, si comincerà a lavorare presto con le conseguenze che tutti possono prevedere, forse altre storie di ribellione degli Indios e morte.
Da piccolo mi venne insegnato che la risoluzione della guerra è sempre la PACE , temo che in questo caso se nulla cambierà, la fine della guerra del Congo, si otterrà solo con la fine delle sue risorse minerarie, e guerra e distruzione si concentreranno in un altro....
.... meraviglioso posto…..da distruggere.
Da piccolo mi venne insegnato che la risoluzione della guerra è sempre
.... meraviglioso posto…..da distruggere.
Afghanistan tra luci rosse ed exit strategy
di Luca Mazzucato – 15/09/2009
Le foto dei contractors americani della ArmorGroup, ubriachi, nudi e dediti a pratiche sessuali a bordo piscina, hanno fatto il giro del mondo in un baleno e stanno provocando reazioni a catena a Washington. A mezza strada tra Villa Certosa e “Il signore delle mosche”, i responsabili della società di mercenari che gestisce la sicurezza dell’ambasciata americana a Kabul, hanno sistematicamente abusato e minacciato i 450 dipendenti americani e il personale locale afghano lungo un periodo di due anni. Il contratto da 189 milioni di dollari della ArmorGroup, rinnovato due volte da un Pentagono già al corrente di questi episodi, è ora sotto scrutinio. Con il consenso per la guerra in caduta libera, lo scandalo sta spingendo l’ala più liberale dei democratici a parlare di una exit strategy dall’Afghanistan, a cui per il momento Obama si oppone fermamente.
Il cocktail letale di vodka, sesso e mercenari ha portato al licenziamento in tronco di tutti i diciotto supervisori della ArmorGroup a Kabul. Secondo le testimonianze e le numerose foto apparse sui media, oltre agli americani, anche i dipendenti afghani venivano costretti ad ubriacarsi (pratica proibita dai precetti musulmani) e prendere parte alle umiliazioni; in varie occasioni, anche prostitute venivano portate all’interno della Zona Verde, in barba alla massima sicurezza che i mercenari stessi avrebbero dovuto assicurare. Dopo aver persino urinato sui propri dipendenti, i manager dell’azienda ottenevano il loro silenzio, minacciandoli nel caso avessero parlato.
La totale debacle del sistema di protezione dell’ambasciata americana ha fatto colare a picco il morale del personale diplomatico americano a Kabul – circa un migliaio di persone – ed è l’ennesimo caso in cui le società di sicurezza privata mettono in grave difficoltà il Dipartimento di Stato. L’episodio più eclatante, nel 2007, fu l’efferata strage di diciassette civili iracheni perpetrata a sangue freddo da un commando di mercenari della Blackwaters a Bagdad, che portò infine all’espulsione dell’azienda dall’Iraq. Il vero scandalo nel caso dell’ArmorGroup è il fatto che il Dipartimento di Stato è sempre stato al corrente degli abusi, notificati ufficialmente ben undici volte, ma l’azienda ha visto il proprio contratto rinnovato ugualmente. Durante la recente conferenza stampa al Dipartimento di Stato, il portavoce Ian Kelly è stato letteralmente grigliato dai giornalisti. Alla richiesta di spiegazioni sul perché con una mano i funzionari del Dipartimento denunciavano questi abusi come una falla fatale nel sistema di sicurezza, mentre con l’altra rinnovavano la firma sui contratti milionari, Kelly non ha saputo rispondere. Le successive inchieste giornalistiche stanno portando alla luce una situazione drammatica di sfruttamento, corruzione e abusi continui sui dipendenti da parte dei supervisori delle società di sicurezza privata, della cui gravità il Dipartimento di Stato è pienamente al corrente.
Secondo l’associazione di diplomatici americani “Concerned Foreign Service Officers,” la scusa delle “poche mele marce” va respinta senza appello: il continuo ripetersi di questi atti è “dovuto alla cultura dell’impunità,” alla base della condotta di tutto il personale privato americano in territorio straniero. A conferma di questa tesi, il New York Times sostiene che il governo americano è in sostanza ostaggio delle aziende di sicurezza privata: a causa della doppia occupazione militare di Afghanistan e Iraq, le forze regolari sono del tutto insufficienti a gestire entrambi i fronti e devono chiedere aiuto ai mercenari, che sono nella posizione di chiedere e ottenere un regime d’impunità. Il governo, infine, non può permettersi di rescindere i contratti con i mercenari, pena pesanti perdite finanziarie. Resta da vedere come il Segretario di Stato Hillary Clinton gestirà questo scandalo.
La dottrina Bush, secondo la quale l’impegno dell’esercito regolare deve essere ridotto al minimo e rimpiazzato dalle corporations di mercenari, è il vero cuore del problema. Come emerge sempre più chiaramente, Barack Obama sta seguendo in Afghanistan la strada tracciata dal suo precedessore George W. Bush. Il presidente, infatti, ha chiesto e ottenuto dal Congresso più truppe e più soldi per continuare l’occupazione, ma la mancanza di obiettivi chiari, il fallimento della campagna militare contro i Talebani e l’aumento delle vittime tra i soldati americani, stanno erodendo di mese in mese il sostegno dell’opinione pubblica all’invasione. Secondo l’ultimo sondaggio della CNN il cinquantasette percento degli americani è contrario alla guerra in Afghanistan e la percentuale sale al settanta per cento tra i democratici.
A fronte di questo improvviso cambiamento di umore, molti deputati e senatori democratici cominciano a temere per la propria rielezione ed è ufficialmente cominciata la fronda legislativa contro la guerra. Dopo aver visto passare per una manciata di voti lo stanziamento di ventimila nuove truppe nel giugno scorso, Nancy Pelosi, speaker del Congresso, ha escluso per il futuro l’invio di ulteriori truppe chiesto da Obama e, grossa novità, sta pensando di aprire un dibattito su un eventuale piano di ritiro. Molti dei democratici che hanno votato a favore in giugno, infatti, hanno dichiarato che d’ora in poi voteranno contro.
L’unica possibilità per Barack Obama di aumentare l’impegno militare in Afghanistan rimane chiedere l’aiuto dei repubblicani e dell’ex-candidato John McCain, che sostengono la guerra senza se e senza ma. Con la popolarità in caduta libera a causa della battaglia sulla riforma sanitaria, resta da vedere se Obama sceglierà questa strada, mettendo a rischio l’ormai vacillante sostegno della propria base progressista. E magari fare la fine del presidente democratico Lindon Johnson, ricordato non già per l’introduzione della sanità pubblica in America con “Medicare”, ma per l’escalation militare in Vietnam.
Immigrazione. l’Onu boccia l’Italia ma la Farnesina non se ne accorge
di Antonella Napoli
La bocciatura e la condanna dei respingimenti da parte dell'Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, la sudafricana Navi Pillay, non sono una sorpresa. Tranne per la Farnesina che sembra cadere dalle nuvole e afferma candidamente che il 'richiamo' non era diretto all'Italia.
Eppure negli ultimi cinque mesi non sono mancati ‘rilievi’ sulla politica anti - immigrati al Governo italiano dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che, attraverso la portavoce Laura Boldrini, ha giudicato il mancato accoglimento dei barconi con a bordo potenziali richiedenti asilo "contrario a un diritto internazionale inserito nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e previsto dalla normativa europea con le quattro direttive e il regolamento di Dublino 2, a cui si aggiunge il codice Schengen in cui si fa riferimento al principio del non respingimento dei richiedenti asilo e dei rifugiati".
Le parole della Pillay fotografano una realtà chiara a tutti: negare di aver violato il 'diritto internazionale' appare, dunque, quanto meno incauto.
Soprattutto perché l'intervento dell'Alto commissario Onu è stato diretto e circostanziato ed ha segnalato anche violazioni giuridiche di "politiche e azioni che vanno contro il dovere di rispetto delle persone e le tutele di coloro che si trovano in stato di pericolo".
L'unico modo per allinearsi alle normative in materia é quello di identificare le persone e consentire ad esse di poter fare una domanda d'asilo, non rimandarle indietro come 'pacchi' indesiderati.
Nonostante le riflessioni dell’esponente del Palazzo di vetro e le accuse dell'opposizione rivolte al governo italiano (di assumere decisioni propagandistiche sull'immigrazione, come bloccare gli approdi a Lampedusa, senza tenere minimamente in considerazione i diritti altrui e senza risolvere i problemi degli accessi clandestini che proseguono per altre vie) il ministero degli Esteri ha respinto le critiche e ha affermato attraverso una nota che “nessun Paese Mediterraneo ha salvato tante vite umane in mare quanto l'Italia che rispetta e continuerà a rispettare le norme del diritto internazionale”.
Eppure la Pillay ha fatto riferimento all'odissea degli ottanta clandestini eritrei, rimasti per giorni e senza soccorsi alla deriva su un gommone nel mar Mediterraneo tra Libia, Malta e Italia, paesi che si sono ‘rimpallate’ le responsabilità della scomparsa di questi naufraghi, denunciata dagli unici tre superstiti ripescati dalla Guardia costiera italiana allo stremo delle forze..
Un episodio non isolato, perché, come ha ricordato l'Alto commissario ''in molti casi, le autorità respingono questi migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi''.
La Pillay ha anche chiesto che “la pratica dell'arresto d'ufficio dei migranti irregolari, la loro criminalizzazione e il maltrattamento nel contesto dei controlli di confine termini al più presto".
Non é mancato, poi, un rilievo in merito ai provvedimenti assunti nei confronti dei Rom trattati “in maniera discriminatoria e degradante”, Se questo non appare un monito netto e chiaro, indirizzato a un interlocutore ben definito, ci chiediamo quali altri ‘messaggi’ debba ricevere il nostro governo per riflettere sulla china xenofoba che ha vergognosamente preso la politica sull’immigrazione nel nostro Paese.
Tempi Moderni
Tempi Moderni è un film che non ha bisogno di tante presentazioni.
Da sempre acclamato come uno dei massimi risultati mai raggiunti dalla regia chapliniana e dal cinema in generale, si tratta di una di quelle poche pellicole che possono vantarsi di non aver perso nulla della loro grinta, della loro verve satirica, del loro stile, anche a distanza di oltre 70 anni!
Anzi, non è retorico affermare che, oggi più di ieri, questo film è capace di sorprendere per la precisione e l'accuratezza delle sue previsioni, le quali, pur dietro l'apparente rappresentazione comica, conservano tutta la loro feroce attualità.
Ma Tempi Moderni non per questo deve venire considerato solo uno splendido manifesto contro la meccanizzazione e l'industrializzazione selvagge dell'epoca contemporanea, ma anche, e soprattutto, una immagine spettacolare, divertente e poetica della forza e della creatività delle energie umane. Le quali, dietro l'iconico anarchismo del personaggio-vagabondo Charlot (protagonista, come si sa, dei principali film di Chaplin), possono tornare centrali e ribadire la propria importanza quale unica possibilità di recupero di una più autentica e genuina esperienza di vita.
Questa 1° sequenza del film che vi propongo, racconta del test sul funzionamento della "ingegnosa" Macchina di Nutrizione, cui il povero Charlot, impiegato in una catena di montaggio, non potrà esimersi. Con risultati a dir poco esilaranti!
Un ottima metafora, dunque, tramite cui il regista fa intendere come nessuna invenzione meccanica ed artificiale possa veramente rispondere a quelle che sono le esigenze umane.
http://www.youtube.com/user/VulgarHurricane
Verichip IBM e vaccino H1N1
Questa mini-playlist contiene tre video molto interessanti .Il primo ci fa vedere la pubblicità IBM del verichip , il secondo il suo possibile o uno dei suoi possibili usi.Il terzo collega il chip ( tramite braccialetto ) con le possibili vaccinazioni di massa per l'influenza suina. Da guardare attentamente , specialmente per quelle persone che vivono ancora nella terra dei sogni . Senza offesa gente ma è ora di svegliarsi e di incazzarsi . Siamo esseri umani non bestie , con tutto il rispetto per le bestie si intende.
Un grazie a rivoluzionamo e a Moksha75ar per lo splendido e prezioso lavoro.
http://www.youtube.com/user/rivoluzioniamo
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