lunedì 21 dicembre 2009
Ambientalismo, malaria e DDT
La messa al bando del DDT.
Che basi scientifiche ha ?
Perché continuare a proibire l'uso del miglior anti-malarico del mondo nei Paesi in via di sviluppo con altissima mortalità dovuta alla malaria ?
Cosa c'è dietro ? Un semplice errore di valutazione di ambientalisti in buona fede ?
Traduzione di Duffy
http://www.youtube.com/user/duffyMM
Pakistan: la guerra elettronica
Lunedì 21 Dicembre 2009
di Mario Braconi
Qualche giorno fa Noah Shachtman di WIRED USA è entrato nella base segreta USA dalla quale si tengono sotto controllo le operazioni dei "ragazzi" in Afghanistan. Su un enorme schermo che rappresenta la mappa del Paese, ogni singolo velivolo militare USA (caccia, bombardieri, droni, aerei-cisterna) è rappresentato da un pallino luminoso color blu-petrolio. Anche se la gran parte delle lucine si concentra attorno alle zone più "calde" del Paese (le province di Kandahar, Helmand e Nangarhar), almeno tre di esse si trovano chiaramente in territorio pakistano. Si tratta, certamente, di droni, cioè di sistemi militari composti da velivoli senza pilota a controllo remoto, da una centrale di controllo a terra e da un dispositivo satellitare: essi possono essere utilizzati tanto a scopo ricognitivo e di intelligence (dalle forze armate) che offensivo (dalla CIA).
In Afghanistan le truppe americane sono tenute sotto pressione da gruppi talebani che spesso fanno base in territorio pakistano; il presidente Obama, che ha reputato la guerra in Afghanistan talmente importante da decidere l'invio su quel fronte di altri 30.000 soldati, è determinato ad impedire che le zone tribali del Pakistan rimangano un porto franco dal quale gli estremisti possono continuare indisturbati ad attaccare i soldati americani, anche grazie alle complicità dei servizi segreti di quel paese. Poiché però la presenza di truppe USA in Pakistan, ad eccezione di qualche formatore per le truppe speciali locali, è tabù, la soluzione più logica è sembrata quella di utilizzare, anziché marine, robot controllati a distanza.
Il paradosso è che, mentre in Afghanistan, cioè in zona di guerra, gli attacchi americani tendono ad essere un po’ meno distruttivi, al fine di evitare di uccidere (troppi) civili innocenti, quelli dei droni americani in Pakistan sono assai più violenti e letali. Secondo il think tank New American Foundation, negli ultimi due anni i circa 80 attacchi mediante veicoli senza pilota hanno causato tra i 750 e i 1.000 morti, di cui 320 sarebbero civili. Secondo Altre fonti (vicine all'esercito), i morti sarebbero stati 450, con perdite civili attorno al 10% - ma c'è anche chi parla di "soli" venti civili uccisi. In realtà, dal punto di vista americano, la zona tribale del Pakistan è un luogo ideale per commettere abusi, dato che esso è chiuso alla stampa e alle ONG e che quindi è impossibile conoscere la verità.
L'aviazione americana ha in tutto 39 tra Predator e Reaper dispiegati in Asia Centrale e Medio Oriente; alcuni di essi vengono utilizzati dalla CIA per le sue missioni. Come quella che si è conclusa con l'assassinio di Baitullah Mehsud, il capo dei Talebani in Pakistan. Nella notte del 5 agosto scorso Mehsud, che stava prendendo il fresco su un terrazzo assieme al suocero e alla moglie, è entrato nel campo visivo di un Predator americano che lo spiava da una distanza di circa 3 chilometri. Al momento giusto, un agente della CIA, magari direttamente dal quartier generale di Langley in Virginia, ha premuto un tasto sul suo joystick. A 8000 chilometri di distanza, il Preadtor ha lanciato due missili Hellfire sulla casa in cui si trovava Mehsud, uccidendo, oltre a lui e ai suoceri, la moglie, un "ufficiale" e sette guardie del corpo.
Anche se Mehsud era un assassino ed un criminale - è accusato dell'omicidio di Benhazir Bhutto e della strage al Marriott di Islamabad - resta il fatto che egli è stato vittima di un assassinio stragiudiziale ordinato dal governo di un paese democratico. Come osserva il New York Times, "il sostegno politico al programma dei droni, il suo appeal high tech ed antisettico, e la sua segretezza hanno nascosto fino ad ora il suo approccio estremo. Ma per la prima volta nella storia abbiamo "una agenzia di intelligence civile che impiega robot per missioni militari, selezionando le persone da eliminare in un Paese con il quale gli Stati Uniti non sono ufficialmente in guerra". Tutto ciò a dispetto dell'ordine esecutivo 11905 rilasciato dal presidente Gerald Ford il 18 febbraio del 1976, con il quale si stabilisce che "Un impiegato del Governo degli Stati Uniti d'America non dovrà mai essere coinvolto in assassinii politici".
Eppure gli Stati Uniti non sono stati sempre così disinvolti in materia di esecuzioni stragiudiziali. Nel luglio del 2001, infatti, solo due mesi prima dell'11 settembre che avrebbe cambiato il mondo, l'ambasciatore americano in Israele, Martin Indyk, denunciando la pratica israeliana di uccidere i terroristi palestinesi, dichiarò: "Il governo degli Stati Uniti è ufficialmente contro gli omicidi mirati. [...] Si tratta di assassinii stragiudiziali, e noi non li sosteniamo". I tempi cambiano, e con esso le idee...
Come nota Hina Shamsi, avvocato alla New York University School of Law, intervistata da Jane Mayer per The New Yorker, l'opinione pubblica americana si è dimostrata alquanto strabica. Infatti, proprio nei giorni in cui veniva resa noto l'assassinio di Mehsud, il Wall Street Journal rivelò che, durante l'amministrazione Bush, la CIA aveva presa in seria considerazione la possibilità di attivare squadroni della morte per catturare o uccidere operativi di Al Qaeda in tutto il mondo. Non del programma non sono state mai avvisate le commissioni sull'intelligence del Senato e della Camera dei Rappresentanti, ma ad un certo punto è venuto fuori che la CIA intendeva subappaltare una parte del lavoro sporco alla Blackwater, oggi Xe Services, un contractor privato. Dunque, ciò di cui si sta parlando è uno stato che assolda killer privati per far fuori i suoi nemici senza nemmeno preoccuparsi di processarli. Una storia da far rabbrividire, e che ha fatto rizzare qualche antenna anche presso i media conservatori, come il Wall Street Journal.
Prosegue la Shamsi: "Ci siamo tanto arrabbiati per un programma mai nato (infatti, Leon E. Panetta, attuale capo dell'Agenzia, lo ha cancellato a causa dell'inestricabile groviglio di problemi legali, diplomatici e logistici da esso implicato n.d.r.), ma le uccisioni con i droni esistono già. Si tratta [anche in questo caso] di omicidi mirati sul territorio internazionale. Anche in questo caso, si fa uso di private contractor per una serie di attiività, tra cui far volare gli apparecchi." Ma, come nota Vicki Divoll, ex avvocato della CIA, pure interpellata da Jane Mayer per The New Yorker: "La gente si sente molto più a suo agio al pensiero di un Predator che fa fuori un po' di persone che con un tagliagole che ne ammazza solo una. Eppure gli omicidi 'meccanizzati' restano sempre omicidi."
http://www.altrenotizie.org
"BANCHISMO", NE PARLIAMO ?
DI GIULIETTO CHIESA
megachipdue.info/
Un dialogo fra un lettore e Giulietto Chiesa.
Caro Giulietto,
ti seguo da anni con ammirazione e affetto (ti ho anche incontrato di persona a Canegrate, ad una serata organizzata da Rapetti) e non so se sia il momento opportuno per sottoporti questa questione che mi tormenta da tempo, in un momento di crisi democratica come questo, ma forse sì, perché cambiare punto di vista a volte può essere molto più costruttivo che dispersivo.
Parto da fatti recentissimi, come una segnalazione su Megachip così commentata dalla redazione:
«Molti siti e operatori indipendenti dell'informazione - tutti di ambiti ben lontani dal Kombinat politico-mediatico berlusconiano - hanno rilanciato questa misteriosa mosca bianca, un insolito articolo redazionale di critica ai meccanismi segreti della Moneta e della sovranità, pubblicato nientemeno che su "Il Giornale" dell'11 dicembre 2009. Una critica simile la pronunciò il politico austriaco di destra Jörg Haider nel 2008. Non gli portò fortuna.»
Ancor più recente, 18 dicembre, il brevissimo articolo di Pino Cabras "Il tramonto del dollaro, all'ALBA".
Non mi stupisce l'attenzione diffusa alla questione monetaria-finanziaria in un periodo eccezionale come questo, di crisi economica travolgente, spero però che almeno da Voi si apra uno spiraglio di luce sulla truffa monetaria-finanziaria, paradossalmente evidenziata finora (con tutti i limiti possibili e immaginabili) da ambienti di estrema destra, quanto ignorata da tutta l'altra intellighenzia, comprensibilissima in quanto "casta-oriented", molto meno quando rappresenta vera opposizione residua al sistema.
Marx aveva già intuito i prodromi della questione (es. Banca d'Inghilterra), ma non poteva certo immaginare il contenuto dirompente degli accordi di Bretton Woods ed il loro stesso tradimento nel 1971, solo 27 anni dopo, seguito a ruota da un reaganismo e thatcherismo che oggi ci presentano il conto di tanta follia, della quale siamo diventati interpreti con l'Europa dei banchieri.
La realtà ha veramente superato la fantasia nella nostra generazione, come ben sai e predichi per quanto concerne il risvolto "culturale" in quest'epoca della massificazione.
Io mi sono laureato in fisica nel lontano 1975, mosso da autentica passione per la scienza, e con quella formazione "galileiana" non posso ignorare lo spirito profondo e perciò testardo sintetizzato nel detto, non importa se romanzato, "eppur si muove" .
Mi riferisco ovviamente all'appropriazione indebita del valore nominale e/o di altri benefici finanziari dall'emissione della moneta-convenzione da parte di soggetti privati, un fenomeno stupidamente battezzato "signoraggio", visti i fraintendimenti che lo hanno poi relegato tra le "bufale da complottisti" del variegato popolo della rete, limitandone oltretutto la vera portata ed invasività economica attraverso l'esplosione del mondo della finanza "creativa".
Dopo alcuni anni di studio e riflessione mi rendo conto che anche il più elementare dei principi può essere manipolato all'infinito, rendendo complessa e astrusa la sua comprensione in una materia, l'economia, già di per sé ostica ai più e feudo della cultura dominante. Eppure: alla luce dei principali meccanismi esemplificati proprio dall'economia reale (ad es. il privatizzare i guadagni contabili e socializzare i costi reali di un evento economico) il cerchio si chiude perfettamente attorno al paradigma vigente della moneta, che più diventa chiaro più mostra tutto l'inganno su cui si fonda, che è in ultima analisi la realizzazione dell'ideologia del privilegio nel connubio tra potere pubblico e interesse privato, trasversale nel tempo e nello spazio, in barba ai progressi civili e morali sui quali dovrebbe basarsi quello stesso diritto giuridico così ampiamente abusato.
Per farla breve il mio appello esplicito è: possiamo finalmente parlarne apertamente, dimenticando le allusioni ad una controparte ideologica, ad una contrapposizione intellettuale ormai grottesca vista la situazione? Il tempo è quasi scaduto per comprendere le cause dello sfascio fisico e spirituale che ci inghiotte, e quindi porvi rimedio, a tutti i livelli. Ma al tempo stesso vedo la convergenza di più prospettive, tra cui questa che risulta a mio avviso ineludibile. Che ne pensi? Si può ancora parlare serenamente anche delle banche, senza peli sulla lingua, come sai fare tu?
Un caro saluto e sinceri auguri, ne abbiamo proprio bisogno
Alberto Conti
Caro Conti,
certo che ne parliamo! Se c'è un momento in cui la grande truffa bancaria è disvelata al colto (non all'inclita, che rappresenta il 99,99% del pubblico), è questo. L'azzardo privato, costruito fin dall'inizio truffaldinamente, è stato fatto pagare al pubblico. La carenza di liquidità è stata coperta, malamente, con una ulteriore immissione di liquidità, altrettanto fasulla quanto lo era la prima, solo che è stata firmata dalle banche centrali di tutto l'Occidente.
E adesso l'economia della truffa procede, non so per quanto tempo, con le banche che ricominciano a fare esattamente quello che fecero negli ultimi dieci anni (anzi da molto tempo prima). I truffatori, salvo Madoff, che doveva essere gettato in pasto al pubblico, sono tutti ai loro posti di comando.
Dunque parlare di "banchismo" si può e si deve, solo che non possiamo farlo, come tu scrivi, "serenamente". Perchè questo è il vero e unico centro del potere mondiale e loro non sono niente affatto sereni quando qualcuno prova a mettere il naso nei loro affari.
Io sono sempre più convinto che la sovranità monetaria è la base di ogni altra sovranità. Non solo statale ma anche popolare.
Il problema è quello di sfondare la barriera del silenzio. Io ho fatto il piccolo esperimento dell'11 settembre, e ho potuto misurare l'enormità del compito. Puoi immaginare che il compito che tu indichi è mille volte più grande?
Eppure deve essere affrontato. Come? Occorre promuovere una ricerca approfondita, basata su dati irrefutabili. Questo, in parte, ma solo in parte, è già stato fatto, ma mescolato con troppe ingenuità, che offuscano l'effetto. Basta una caccola, come dicono i cinesi, per rovinare il brodo.
Noi dobbiamo presentare a una discussione qualsiasi - in primo luogo in ambito accademico, il più ostile, il più corrotto e pagato - un consommé ineccepibile. Il luogo di questa battaglia non è la stampa, dove abbondano i cialtroni, anch'essi stipendiati dai banchieri, ma è l'università. E' là che bisogna concentrare il dibattito, stanare gli economisti, metterli alla berlina, stanare i sindacalisti, che non ne sanno nulla, produrre libri che siano pubblicati da case editrici sufficientemente autorevoli.
E' una battaglia per tappe, per gradi, che richiederebbe uno stato maggiore all'altezza. Ci vuole una strategia e una tattica, che preveda gradi e terreni di scontro e perfino soluzioni intermedie. Ovvio che non ha senso, perchè puro slogan, la richiesta "via il signoraggio".
Ci vorrebbe un partito politico nuovo, capace di portare questi temi alla discussione in un parlamento decente.
Anche in questo caso, come in molti altri, non conta la giustezza delle analisi la diagnosi dei mali. Conta invece la capacità di comunicarli.
Dunque non basta parlarne, è giunto il momento di organizzarsi. Io darei una mano volentieri, ma ho bisogno di una pattuglia di veri esperti che lavorino con me. Vuoi farne parte? Io sto lavorando per costruire le premesse per una "Alternativa". Solo una "Alternativa" organizzata a questo sistema può porsi l'obiettivo di demolire la sua colonna portante.
Cordiali saluti,
Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachipdue.info/
Link: http://www.megachipdue.info/component/content/article/42-in-evidenza/1533-qbanchismoq-ne-parliamo.html
20.12.2009
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Alcuni altri interventi di Alberto Conti sul tema bancario-monetario:
- http://www.meetup.com/per-il-bene-comune/boards/thread/5449539/0/.
- http://www.meetup.com/per-il-bene-comune/it/messages/boards/thread
/8151990/0.
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