venerdì 28 maggio 2010

W.Reich e gli UFO

















UNO PSICOLOGO A CACCIA DI UFO

...Tanto scomodo da finire i suoi giorni in un carcere americano, vittima di un sistema che temeva le sue eretiche teorie, Wilhelm Reich (1897-1957) fu uno dei pensatori più originali di questo secolo.

Precedentemente rimosso dalla cultura contemporanea, oggi torna nuovamente in auge per le possibili applicazioni scientifiche delle sue teorie connesse anche agli UFO.

Wilhelm Reich è stato uno scienziato controverso ma razionale, scopritore del principio orgonico,una energia vitale, cosmica e primordiale, onnipresente in natura, suscettibile di sperimentazioni e misurazioni mediante speciali "accumulatori orgonici" che egli usava anche per scopi terapeutici.

Il suo lavoro scientifico (dagli anni '20 agli anni '50), incentrato sulla scoperta di questa "fonte generatrice di energia", lo convinse che potesse trattarsi della causa generante gli UFO, e che questi stessi potessero essere facilmente catturati mediante l'utilizzo di particolari apparecchi quali il "cannone orgonico". Infatti, durante le operazioni con il "nubifugatore" (o cloudbuster) ideato da Reich per creare pioggia e vegetazione nel deserto dell'Arizona, furono avvistati numerosi UFO.

Lo psicoanalista austriaco durante le sue osservazioni asseri' che gli UFO erano una delle cause della desertificazione e che non solo erano ostili perché interferivano con i suoi esperimenti ma, consumando l'enegia orgonica dell'atmosfera, espellevano scarichi di energia letale decomposta che dissolveva le nubi.

Un giorno decise di puntare il "nubifugatore" verso uno di questi oggetti volanti, e constatò che esso tendeva a perdere di consistenza e a diventare sempre più fioco fino a scomparire del tutto: ciò dimostrava la sua teoria secondo la quale gli UFO sarebbero composti da energia! In seguito molti ufologi, affascinati dalle speculazioni di Reich, ripercorsero i suoi procedimenti tecnici mediante l'uso del "nubifugatore", ma non riscontrarono una relazione tra apparizioni di dischi volanti e loro avvicinamenti ostili o atti ad interferire con le variazioni atmosferiche.

Tuttavia non mancarono vasti plausi tra alcuni studiosi, come ad esempio Trevor James Constable, che si avvalse delle sue scoperte per supportare le teorie sulla esistenza di plasmi o amebe luminose viventi presenti nella nostra atmosfera, e divenendo un suo accanito sostenitore. Un misterioso scienziato, Thomas Bearden, che sostenne di aver lavorato al Pentagono, cercò di sfruttare dei sensitivi per tentare di smaterializzare un UFO apparso in cielo, seguendo dettagliatamente le annotazioni di Reich sulla possibile composizione e decomposizione di questi oggetti volanti non identificati; non ci è tuttavia noto se poi fosse riuscito o meno in questa curiosa impresa.

I "seguaci" del pensiero di Reich tutt'oggi sono ancora molti: Michael Hesemann (durante una conferenza a Locarno), riferendosi al caso degli UFO apparsi più volte a Carlos Diaz presso Tepotzlan in Messico (come sferoidi luminosi, mutanti di colore e fluttuanti nell'aria), avrebbe più volte asserito che essi potessero essere una sorta non solo di "navi di luce" ma di "navi di vita"...

Ossia non artifici "techno" ma strane entità biologiche, che si nutrono di particolari vibrazioni fisico-chimiche, soggiacenti alle emozioni umane ed alle variazioni di Gaia (nostro pianeta in senso globale) e, dunque, perfettamente simili agli UFO studiati da Reich ad Orgonon (località del Maine, dove sorgeva il laboratorio dello psicanalista).

E come dimenticare la "fisica eterea" di Rudolf Steiner interamente basata su Reich, il quale ritenne possibile l'esistenza di creature simili ad amebe, ne solide né liquide né gassose, ma appartenenti al quarto stato della materia, e spesso non facilmente visibili? E se fossero sempre gli stessi UFO che lo psicanalista austriaco disse di aver osservato e cercato di catturare molte volte durante i suoi esperimenti?

Ma il pensiero di Reich, che ha segnato un'epoca, non solamente psicologicamente ma anche ufologicamente, affascina moltissimo anche il mondo scientifico ufficiale. A giudizio di alcuni fisici tedeschi (sostenitori delle idee di Tesla e Boscovich), Reich avrebbe trovato qualcosa di sconvolgente e avrebbe potuto realmente costruire apparecchiature per attrarre e incapsulare queste energie che - a quanto sembra - si presentavano in forma di "amebe di luce".

E qui si ritorna agli UFO, nell'accezione di fenomeni luminosi anomali osservati in atmosfera. Attualmente a Tubingen, un team di scienziati tedeschi sta proseguendo le ricerche di Wilhelm Reich, sfruttando alcune parti delle asserzioni contenute nella sua cosmologia orgonica, che somiglia straordinariamente a quella sostenuta dalla moderna "fisica del plasma".

Pur ammettendo che la teoria di Reich non sia pienamente scientifica, alcuni di loro associano intuitivamente ed audacemente l' energia orgonica alla ZPE (energia fisica di punto zero del vuoto) e ad una sorta di fluttuazione quantistica del "prana". REICH ED IL SUO RAPPORTO CON GLI UFO Il figlio di Wilhelm Reich, Peter, scrisse "A Book of Dreams" ("Un Libro di Sogni") e, durante una conferenza stampa., disse: "La vita di mio padre è stata come un film di fantascienza degli anni '50.

Il video musicale di K. Bush (cantante che si ispirò a Reich per realizzare il disco "Cloudbusting") ha ricreato esattamente l'immagine di un uomo sempre in bilico tra realtà e fantasia (magistralmente interpretato dall'attore canadese Donald Sutherland n.d.r.).Quando egli arrivò ad Orgonon la gente pensò che fosse Frankenstein. Lui, invece, voleva solo essere un eroe".

Successivamente, quando gli fu chiesta l'opinione di suo padre sugli UFO, egli rispose che un giorno egli gli confidò di essere stato rapito da uno di questi oggetti volanti; ma non aggiunse nient'altro riguardo a questa presunta esperienza. Peter Reich sottolineò però il fatto, che, negli ultimi tempi, gli UFO erano diventati una specie di fissazione per suo padre perché li vedeva sempre più come ostacoli, minanti i suoi progetti di riequilibrare l' energia orgonica presente nei luoghi ove faceva uso delle sue apparecchiature di "nubifugazione".

Nel 1954 in Oregon, Reich ebbe il primo avvistamento di un oggetto volante anomalo che si stagliava sullo sfondo buio della montagna, e da quel momento iniziò ad interessarsi di dischi volanti, leggendo molti libri ed interessandosi a racconti inerenti possibili UFO crash avvenuti in America. Giunse a sostenere infine che gli UFO potessero provenire dallo spazio e che sfruttassero l'energia cosmica per la propulsione e per il controllo del campo gravitazionale (tesi che venne poi sostenuta dal professor J. McDonald e dal maggiore D. Keyhoe).



La sua conclusione fu quella che sarebbe stato possibile ottenere la propulsione che utilizzano gli UFO, mediante l' energia orgonica massa esente, che, secondo la sua teoria, era responsabile di ciò che veniva definita energia gravitazionale. E molti ritengono che l'aver rivelato queste ipotesi al governo statunitense gli costò la condanna alla carcerazione.

Di Reich rimane non solo un vademecum teorico sulla possibile composizione degli UFO, ma anche un significativo testamento spirituale: "Io non credo che il nostro Universo sia costituito da spazio vuoto: questa teoria che riduce tutto al nulla statico è una creazione degna del carattere dell'uomo di questa epoca, che si rifiuta di negare la consapevolezza che l'Universo sia madido di energia vitale, pulsante, secondo differenti ritmi, e completamente funzionale, non relativistico. Ed in questo 'cosmo' l'uomo, finalmente riequilibrato e consapevole, potrà scoprire nuovi fenomeni vitali, soggiacenti a principi energetici non dissimili dai suoi propri...".

Ed il sogno di questo eclettico ed eretico studioso sembra oggi, grazie agli sviluppi delle discipline fisiche e cosmologiche, non troppo lontano dalla realtà.

Fonte originale:


Fonte:



http://www.youtube.com/user/zeeb100

IL DISASTRO DEVE ESSERE UN CATALIZZATORE PER UN CAMBIAMENTO













DI JACQUI GODDARD
commondreams.org

Jean-Michel Cousteau, uno dei maggiori esploratori oceanici del mondo, ha parlato della sua "frustrazione verso la specie umana" riguardo al disastro petrolifero del Golfo del Messico e ha invitato a farlo diventare un catalizzatore per un cambiamento politico, industriale ed ambientale.

Descrivendo la chiazza come "il più grave incidente di petrolio verificatosi sul pianeta", il figlio settantaduenne di Jacques Cousteau, il pionieristico ecologo subacqueo, ha detto che le conseguenze per l'uomo e per la natura sarebbero monumentali. "Il lato triste della specie umana è che parliamo molto, ma facciamo molto poco finché non abbiamo una catastrofe tra le mani", ha dichiarato al Times.



"Non voglio chiamare questo il giorno del giudizio. Voglio credere che siamo in grado di sederci con i vertici decisionali, l'industria e il governo e convincerli che c'è un modo migliore per gestire il nostro sistema di supporto vitale. Possiamo rendere buona la cosa o continuare a distruggerla.

Ha aggiunto: "Mi auguro che questo sia il calcio nel culo che farà cambiare ai nostri vertici il loro modo di operare.

"E' anche un calcio nel culo per quelle industrie che stanno facendo un’enorme quantità di denaro per investire quei soldi, e non solo parlarne come fanno tutti, nel settore dell'energia rinnovabile."

Il padre del signor Cousteau, che morì nel 1997, fu un pioniere della conservazione marina ed aumentò la consapevolezza della fragilità del pianeta e dei suoi oceani e gli effetti devastanti dell'inquinamento, attraverso 120 documentari e più di 40 libri. Jean-Michel Cousteau continua il lavoro del padre, attraverso la sua Ocean Futures Society, con sede in California, la cui missione è quella di esplorare i mari e lottare per la loro protezione.

Ha dichiarato che, dopo aver assistito al disastro della petroliera Exxon Valdez 21 anni fa, in cui 11 milioni di barili di petrolio si riversarono in mare al largo dell'Alaska, aveva sperato per un cambiamento. Ma la mancanza di regolamentazione e controllo del petrolio e dell' industria chimica ha fatto sì che un nuovo disastro fosse in attesa di verificarsi.
Egli ritiene che residui della chiazza di petrolio potrebbero infine raggiungere l' Europa viaggiando con la Corrente del Golfo. "In questo modo BP, il tuo petrolio sta tornando a casa", ha dichiarato Cousteau, che ha visitato la Louisiana la scorsa settimana.


Jean-Michel Cousteau


Scartando il commento dei dirigenti della BP secondo cui la quantità della fuoriuscita sia piccola rispetto alle dimensioni del mare e che il Golfo del Messico potrebbe essere ripulito e "recuperato pienamente", il sig. Cousteau ha detto: "Fare una dichiarazione del genere è assolutamente inaccettabile. Dobbiamo guardare oltre l'uccello morente, dobbiamo capire le conseguenze di ciò che non possiamo vedere. La natura è più complessa di quanto possiamo immaginare. Conosco l'oceano abbastanza bene per sapere che non lo conosco affatto . "

Suo padre una volta ha descritto il mare come una "fogna universale" e "la pattumiera globale" dell’uomo.

"Verso la fine della vita sua vita, mio padre mi diceva che abbiamo davvero bisogno di essere puniti, abbiamo davvero bisogno di un’emergenza, se vogliamo concludere qualcosa", ha raccontato suo figlio. "Cosa direbbe mio padre, ora? Credo che direbbe, 'te l'avevo detto' ".

Jacqui Goddard
Fonte: www.commondreams.org
Link: http://www.commondreams.org/headline/2010/05/25-0
25.05.2010

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CONCETTA DI LORENZO

Gregg Braden: IL TEMPO FRATTALE



http://www.youtube.com/user/DonKeedic

Se siete curiosi di sapere se esista una scienza al di là delle profezie del 2012, il ricercatore e – secondo il New York Times – numero 1 tra i moderni autori di best seller Gregg Braden ha le informazioni che vi introdurranno alla prospettiva del tempo reale: quelle sul tempo geologico.

Dopo 22 anni di ricerca scientifica, il nuovo libro di Braden, “Il Tempo Frattale”, spiega perché il 2012 segna la fine di un ciclo di 5.125 anni. Sapevate che la Terra attualmente si sta muovendo attraverso l’equatore della Via Lattea? Parlando dei cambiamenti che avverranno nel 2012, vediamo che alcuni di essi sono già visibili sulla Terra e sono apparentemente in risposta ai cambiamenti astronomici che si stanno creando in relazione all’attraversamento dell’equatore della Via Lattea.
In una intervista con la dott.ssa Laurie Nadel, Gregg Braden parla delle profezie Maya del 2012 e di ciò che esse significano per noi.

Domanda: Lei dice che l’anno 2012 non è la fine del mondo ma la fine di un’era – un ciclo del tempo pari a 5.125 anni?

Gregg Braden: Alcuni parlano del 2012 come di qualunque altra storia o notizia che si ascolta ogni giorno. Altri, che non sanno niente del 2012, si chiedono cosa ci sia di così importante in questa data

D.: Magari qualcuno pensa che possa essere qualcosa di simile all’anno 2000, il ‘baco del millennio’.

G.B.: Esattamente! Negli anni ‘80 lavoravo come ingegnere per l’industria militare, quando iniziarono ad arrivarmi notizie sull’anno 2012. Alcuni dicevano letteralmente “è la fine del mondo”, altri “è la fine del mondo così come lo conosciamo”; altri addirittura hanno detto “è l’inizio di un’era millenaria di pace”. Ognuno di coloro a cui ho posto questa domanda aveva una risposta diversa. Come ricercatore, mi sono reso conto che l’unica maniera per scoprire la verità sul 2012 era comprendere la gente che creava i calendari che ci informano sul 2012. E l’unico modo per farlo era comprendere i grandi cicli del tempo.

D.: Cosa intende quando parla di “cicli del tempo”?

G.B.: La nostra stessa scienza ci sta dicendo ora che noi, su questo pianeta, le nostre vite e il nostro pianeta in generale, siamo tutti sotto l’influenza dei grandi cicli del tempo, cicli dentro cicli, all’interno di altri cicli. Alcuni di cicli li conosciamo, come quello di 24 ore per il giorno e la notte, o di 28 giorni per il ciclo femminile. Ma i grandi cicli coprono periodi di tempo talmente vasti che, da una civiltà all’altra, non se ne trasmette il ricordo. Il nostro attuale grande ciclo è un lungo ciclo di 5.125 anni collegato ad una ricorrenze astronomica che risale all’anno 3114 a.C.

D.: Beh, questo è qualcosa di quasi incomprensibile per la gente – 3114 a.C....

G.B.: E termina nel solstizio d’inverno del 2012, il 21 Dicembre.

D.: E lei afferma che in quel momento, quel giorno, ci sarà un allineamento con l’equatore della Via Lattea.

G.B.: Quello che succede durante questo ciclo – e dobbiamo fare molta attenzione quando ne parliamo – è che si sta verificando un allineamento perché la Terra, essendo leggermente inclinata, fa continuamente questa piccola oscillazione, nell’arco di lunghi periodi di tempo. A causa della sua inclinazione e della sua oscillazione, sulla Terra il paesaggio notturno cambia continuamente. Cambia il nostro orientamento nello spazio rispetto al centro della galassia – la nostra galassia, la Via Lattea. Ebbene, i nostri scienziati hanno scoperto – e lo stanno confermando apertamente – che al centro della nostra galassia c’è una poderosa fonte di energia magnetica. Il termine che usano è “filamenti magnetici” che si irradiano dal centro della nostra Via Lattea. Nel punto in cui ci troviamo in relazione a questa fonte di energia, essa ha un enorme effetto sul nostro pianeta. A volte ci troviamo in posizione defilata, e l’effetto è minore, altre volte siamo più vicini, o siamo inclinati in modo da essere orientati verso di essa, e l’effetto è maggiore. Il 21 Dicembre del 2012 saremo esattamente allineati, senza ostruzioni causate da altri pianeti o corpi celesti – e avremo accesso diretto a questo campo di energia.

D.: Questo vuol dire che ci sarà l’ inversione dei poli magnetici, e che avremo tre giorni di buio?

G.B.: Non vi sono prove scientifiche per sostenerlo.

D.: Me ne rallegro...

G.B.: C’è stata molta speculazione su questo argomento. Sicuramente in passato ci sono state inversioni dei poli magnetici. Come ex geologo, posso affermare che, nelle registrazioni geologiche, sono documentate ben 14 inversioni dei poli negli ultimi quattro milioni e mezzo di anni. E ogni volta che c’è stata un’ inversione, immediatamente prima si registra un calo del magnetismo. Ma, anche se abbiamo le prove di una diminuzione dell’intensità del campo magnetico terrestre negli ultimi 100 anni, essa non è tale da lasciar pensare che un’ inversione sia imminente, almeno non nei prossimi 3 anni, o anche 4 o 5 – le probabilità che ciò accada sembrano essere trascurabili. Ci sono altre cose di cui dovremmo preoccuparci.

D.: Ci sono nuove scoperte che dimostrano che si può pensare al tempo come a un’essenza che segue gli stessi ritmi e cicli che governano tutto, dalle particelle alle galassie? Possiamo pensare a queste cose che succedono nel tempo in termini della loro ubicazione all’interno dei cicli?

G.B.: Il punto fondamentale è che il tempo è essenzialmente un’onda che si muove in una direzione. In questo medesimo istante si sta muovendo dal passato verso il futuro. Così, il seme di ciò che sta succedendo oggi e degli eventi come il 2012 e successivi, è già germogliato nel passato. Se sappiamo dove guardare nel passato, potremo avere un’idea di quanto possiamo aspettarci nel presente e nel futuro. Le onde del tempo seguono ritmi naturali, cicli e progressioni naturali. Ciò comporta che possiamo misurare, calcolare e predire quando si ripresenteranno i semi – le condizioni – che faranno succedere qualcosa un’altra volta. Significa che possiamo prendere l’anno 2012 e calcolarlo all’inverso, grazie ai ritmi naturali, per vedere quando fu piantato il seme del 2012. Osservando il seme, possiamo determinare quando furono messi in moto i modelli e gli eventi che torneranno a succedere nell’anno 2012. Possiamo consultare il registro geologico e vedere cosa succedeva in quel momento sul pianeta, oppure il registro archeologico, e vedere cosa succedeva alla gente per avere un’idea di ciò che possiamo aspettarci negli anni che verranno.

D.: Lei non fa menzione della posizione dei Maya sulla data finale del 2012, riguardo al fatto che tutto si sia già verificato nel passato.

G.B.: Assolutamente no!

D.: Cosa possiamo fare per prepararci a quello che succederà nel 2012?

G.B.: Per essere preparati a ciò che succederà – qualunque cosa sia – dobbiamo innanzitutto comprendere che cos’è che succederà. È importante sapere con precisione dove andare a guardare nel passato per capire cosa stiamo per sperimentare – o stiamo sperimentando già ora. Le registrazioni vengono effettuate esaminando la storia della Terra in base ai carotaggi di ghiacci dell’Antartide; l’esame dei ghiacci formatisi in corrispondenza di date simili o frattali del 2012 mostra che i campi magnetici terrestri si debilitarono. L’energia proveniente dal sole era più forte, il ghiaccio ai poli cominciò a sciogliersi, gli oceani ad innalzarsi, il clima e i modelli del tempo a modificarsi.

D.: Noi stiamo sperimentando tutto questo ora?

G.B.: Esattamente, e questo è il punto. La Terra ha attraversato un grande cambiamento? Sì. Questo vuol dire che qualcosa non va, o si è rotto? No! Succede sempre così, quando si raggiunge questo punto di un grande ciclo. Quando ci troviamo a questa distanza dal centro della Via Lattea, quando la Terra è inclinata e orientata come lo è ora, questo è quello che succede, a quanto pare. In conseguenza di ciò, in buona misura stiamo già sperimentando i grandi cambiamenti che sono stati vaticinati. Vediamo già città cancellate dalla faccia della Terra nei pressi di coste poco profonde; osserviamo già terremoti e tsunami di grande magnitudine, giganteschi incendi di boschi, milioni di persone che muoiono a causa di malattie. Gli USA, o chiunque altro, sono benedetti se non hanno ancora provato tutto questo – ma questo cambiamento può avvenire dappertutto.

D.: Il messaggio per partecipare?

G.B.: È bene essere preparati, e aiutare altri che stanno sperimentando gli stessi problemi e stanno sentendo su di sé lo choc di questi cambiamenti. Ma il punto è proprio questo: le registrazioni geologiche mostrano che i cambiamenti furono intensi, intensissimi, ma non di lunga durata. Non hanno una durata che coinvolge generazioni dopo generazioni. Le registrazioni archeologiche mostrano che, quando le civiltà del passato giunsero al punto in cui ci troviamo proprio ora, commisero tutte un errore che noi ora non vogliamo ripetere.

D.: Quale fu questo errore?

G.B.: Quando il mondo incominciò a cambiare, le civiltà del passato non compresero il cambiamento e iniziarono a lottare tra di loro per il controllo delle risorse. In questa competizione violenta per assicurarsi ciò che restava mentre il mondo stava cambiando, finirono col perdere tutti. Non vinse nessuno. Le civiltà collassarono. La ventesima dinastia egizia, ad esempio, collassò precisamente in un periodo come questo, e nessuno ne seppe niente fino a migliaia di anni più tardi. Ci troviamo proprio ora in un punto in cui dobbiamo scegliere di lavorare insieme per un breve periodo di tempo, per salvarci in questo momento di cambiamento. Se torniamo a commettere gli errori del passato, perderemo tutti. Questa è la ragione per cui questo libro è importante in questo momento.

D.: Molta gente di buon cuore si sente indifesa quando ascolta storie di antiche civiltà decadute, e pensa agli tsunami, all’uragano Katrina... È difficile per la gente non sentirsi inerme di fronte all’imponenza dei movimenti planetari e del tempo frattale. Perché? Su cosa può fare affidamento la gente?

G.B.: Nel mio sito web, , c’è un link all’iniziativa della Coerenza Globale. Lì potrete vedere che essa è basata sulla scienza che permette a ognuno di noi di imparare ad essere e vivere in modo tale da avere realmente influenza sui campi terrestri. In altri termini, voi potete imparare come creare un impatto positivo per quello che rimane di questo tempo nella Storia. È un progetto di relazionarsi alla Terra attraverso un’esistenza basata sul cuore.

D.: Cos’è un’esistenza basata sul cuore?

G.B.: Qualche anno fa i nostri scienziati hanno fatto una scoperta rivoluzionaria, che trasforma radicalmente tutto riguardo al modo in cui pensiamo a noi stessi e al mondo. Hanno scoperto che quando creiamo emozioni basate sul cuore – come gratitudine, apprezzamento, prendersi cura – usando il muscolo del cuore per creare queste emozioni, quello che facciamo in realtà è generare un campo magnetico dentro i nostri corpi, che è parte del più grande campo terrestre che sta sperimentando il cambiamento. Il campo magnetico della Terra cresce, decresce, e regola tutto, dal clima alle calotte polari al livello dei mari. Questo campo magnetico unisce tutta la vita sulla Terra, dal filo d’erba alla formica, dalla carpa al pesce variopinto, dalla marmotta fino a noi. Quando molti di noi si riuniscono e creano un’emozione comune, quest’esperienza si dice “coerenza”.

Questa “coerenza” può essere misurata; misura 0.10 Hertz di frequenza. È la misura della coerenza tra il cuore e il cervello. Inizialmente gli scienziati lo hanno scoperto quando ci furono gli attentati dell’ 11 Settembre: i nostri satelliti, migliaia di chilometri in alto nello spazio, cominciarono a registrare cambiamenti nel campo magnetico della Terra, nel momento in cui gli umani sentivano emozioni causate dall’attacco alle Torri Gemelle l’ 11 Settembre. Per gli scienziati si è trattato di una vera sorpresa; si sono chiesti: “perché la gente che sperimenta le emozioni dell’ 11 Settembre dovrebbe influenzare i campi magnetici della Terra? Non esiste alcun collegamento, giusto?”.

Beh, no, è sbagliato. Hanno scoperto che un collegamento c’è, e questo è ciò che ha portato al Progetto di Iniziativa di Coerenza Globale. Ora gli scienziati stanno costruendo sensori che possono misurare questi campi magnetici, e progettano di metterli su siti web dai quali voi stessi potrete osservare le variazioni del campo in tempo reale. Oltre alla misurazione di questo campo, obiettivo del Progetto di Coerenza Globale è insegnare alla gente come creare coerenza nella loro vita di tutti i giorni. Non è difficile da fare, e non dovete cambiare le vostre vite per realizzarlo. Non dovete cambiare le vostre meditazioni, preghiere o qualsivoglia pratica. È una maniera per stare nel nostro cuore mentre transitiamo attraverso quel giorno che è così facile da ricordare.

D.: Questa è una specie di allenamento per la coscienza, o di bio-feedback (tecnica che permette il controllo delle funzioni corporali personali in automatico, monitorando le onde cerebrali, la pressione sanguigna, ecc.)?

G.B.: Ne è parte. Quando creiamo questa coerenza all’interno dei nostri corpi, scateniamo circa 1.400 cambiamenti bio-chimici. Hanno inizio i processi di ringiovanimento, aumenta nel nostro corpo il livello di ormoni endogeni (ormoni donatori di vita), il nostro sistema immunitario si rafforza grandemente, pensiamo con maggior chiarezza, diveniamo meno aggressivi. Stanno studiando i campi magnetici del cuore. Stiamo affrontando le più grandi sfide degli ultimi 5.000 anni del registro della storia umana. E mentre affrontiamo le sfide più grandi dei nostri tempi, ci chiediamo “cosa posso fare?”

Ecco cosa possiamo fare: imparare il linguaggio del campo magnetico che sta creando questi cambiamenti, e aiutare a portare ordine in questo campo di caos; possiamo influenzare gli stessi campi che stanno creando il cambiamento.
I Maya non possono dirci come finirà questo ciclo, perché siamo noi che stiamo scrivendo l’ultimo capitolo di questo ciclo, staccandoci da esso mentre ci stiamo ancora vivendo dentro, proprio ora.
La paura del 2012 sta provocando molto stress a un sacco di gente, ma abbiamo la capacità di regolare il campo magnetico regolando la forma in cui lavoriamo insieme – attraverso i nostri cuori.

La chiave è: dobbiamo unirci, e lavorare insieme per farlo.

Fonte:
Vedi:

Timori per le colture: cifre shock dall'America illustrano il disastro delle api














Le api sono insetti impollinatori indispensabili, responsabili per lo sviluppo
sano di molte delle principali colture alimentari nel mondo.
Fotografia: David Silverman/Getty Image


Alison Benjamin

Inquietanti prove che le api sono in forte declino sono emerse dagli Stati Uniti dove, per il quarto anno consecutivo, più di un terzo delle colonie non sono riuscite a sopravvivere all'inverno.
Il declino dei stimati 2.400.000 alveari del paese è iniziato nel 2006, quando un fenomeno chiamato Colony Collapse Disorder (CCD) ha portato alla scomparsa di centinaia di migliaia di colonie. Da allora più di tre milioni di colonie negli Stati Uniti e miliardi di api in tutto il mondo sono morte, e gli scienziati non riescono a capire che cosa stia causando tale caduta catastrofica.
Il numero di colonie di api gestite negli Stati Uniti è diminuito del 33,8% lo scorso inverno, secondo l'indagine annuale degli ispettori apiari d'America e dell'Agricolture Research Service (ARS) governativo statunitense.
Il crollo nella popolazione di api a livello mondiale è una grave minaccia per le colture. Si stima che un terzo di tutto ciò che mangiamo dipende dall'impollinazione delle api, il che significa che le api contribuiscono per 26bn di sterline all'economia globale.Le possibili cause vanno dai parassiti, come l'acaro Varroa, alle infezioni virali e batteriche, dai pesticidi alla malnutrizione [delle api, ndt] derivanti da pratiche agricole intensive. La scomparsa di così tante colonie è stata anche soprannominata "sindrome di Mary Celeste" a causa della mancanza di api morte in molte delle arnie vuote.
Scienziati statunitensi hanno scoperto 121 pesticidi diversi nei campioni di api, cera e polline, e ciò porta a credere che i pesticidi sono il problema chiave. "Riteniamo che alcune sottili interazioni tra nutrizione, l'esposizione ai pesticidi e altri agenti stanno convergendo per uccidere colonie", riferisce Jeffery Pettis, del laboratorio di ricerca della ARS.
Una revisione globale delle morti delle api da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE) ha riportato la scorsa settimana che non vi è una causa unica, ma ha puntato il dito contro l'"uso irresponsabile" di pesticidi che possono danneggiare la salute delle api e renderle più esposte a malattie. Bernard Vallat, direttore generale dell'OIE, avverte: "Le api contribuiscono alla sicurezza alimentare globale e la loro estinzione rappresenterebbe una terribile catastrofe biologica".
Dave Hackenberg, l'apicoltore della Pennsylvania che per primo lanciò l'allarme in merito alla CCD, afferma che l'anno scorso è stato ancora peggio, con il 62% dei suoi 2.600 alveari morente tra maggio 2009 e aprile 2010. "È sempre peggio", ha detto. "L'indagine AIA non dà il quadro completo, perché stima soltanto le perdite durante l'inverno. In estate le api sono esposte a un sacco di pesticidi. Gli agricoltori li mescolano assieme, e nessuno ha idea degli effetti ai quali ciò potrebbe portare."Pettis conviene che le perdite in alcune attività commerciali sono attorno al 50% o anche più. "Perdite costanti di questa entità non sono economicamente sostenibili per gli apicoltori commerciali", ha detto, aggiungendo che una soluzione potrebbe essere lontana anni. "Guarda l'AIDS, hanno miliardi di dollari investiti nella ricerca e un agente causativo, e ancora nessuna cura. La ricerca richiede tempo e gli alveari sono organismi complessi."
Nel Regno Unito è ancora troppo presto per giudicare come le circa 250.000 colonie di api britanniche se la sono cavata durante il lungo inverno. Tim Lovett, presidente dell'Associazione degli Apicoltori britannica, riferisce: "Secondo le osservazioni, la situazione è estremamente variabile. Si ha notizia di alcuni apicoltori che stanno perdendo quasi un terzo dei loro alveari mentre altri nessuno." I risultati di un sondaggio dei 15.000 membri dell'assiciazione sono attesi in questo mese.
John Chapple, presidente dell'Associazione Apicoltori di Londra, stima le perdite dei suoi 150 membri tra un quinto e un quarto. Otto dei 36 alveari in tutta la capitale non è sopravvissuto. "Ci sono ancora un sacco di sparizioni misteriose," ha detto. "Non siamo più vicini a conoscere che cosa le provoca".
Apicoltori scozzesi hanno riportato perdite negli ultimi tre anni sulla scala di quelle statunitensi. Andrew Scarlett, un apicoltore del Perthshire, ha perso l'80% dei suoi 1.200 alveari questo inverno. Ma ha attribuito questo calo a una virulenta infezione batterica che si è diffusa rapidamente a causa della mancanza di ispettori delle api, assieme al maltempo che ha impedito alle api di produrre sufficienti scorte di polline e nettare.La National Bee Unit governativa ha sempre negato l'esistenza di una CCD in Gran Bretagna, nonostante le perdite di api del 20% durante l'inverno 2008-09 e di quasi un terzo l'anno scorso. Essa attribuisce la scomparsa all'acaro Varroa - che si trova in quasi ogni alveare Regno Unito - e alle estati piovose che fermano la ricerca di cibo da parte delle api.
In un rapporto dello scorso anno, il National Audit Office ha suggerito che gli apicoltori amatoriali che non hanno riconosciuto le malattie delle api sono una minaccia per la sopravvivenza delle api e ha chiesto alla National Bee Unit di effettuare più controlli e di formare di più gli agricoltori. L'estate scorsa alcuni parlamentari hanno chiesto al governo di finanziare una ricerca più approfondita di quello che ha definito il "declino allarmante delle api da miele".
Il Dipartimento per l'ambiente, l'alimentazione e gli affari rurali ha contribuito con 2,5 milioni di sterline su un fondo di 10 milioni di sterline per la ricerca sugli impollinatori. La commissione dei conti pubblici ha chiesto che una quota significativa di questi finanziamenti siano impiegati esclusivamente nella ricerca sulle api.Le decisioni su quali progetti di ricerca saranno promossi sono attese in questo mese.

Perché le api sono importanti
Le piante da fiore necessitano degli insetti per l'impollinazione. La più efficace per questo scopo è l'ape, che impollina 90 colture commerciali in tutto il mondo. Oltre alla maggior parte di frutta e verdura - tra cui mele, arance, fragole, cipolle e carote - essa impollina noci, girasole e semi di colza. Caffè, semi di soia, trifoglio - come l'alfafa, che viene utilizzato per l'alimentazione degli animali - e anche il cotone dipendono tutti dalla impollinazione delle api per aumentare le rese.
Nel solo Regno Unito, l'impollinazione delle api è valutato a 200m di sterline. Per secoli, l'uomo ha gestito e trasportato le api per impollinare cibo e produrre miele, dolcificante naturale e antisettico. La loro estinzione significherebbe non soltanto una dieta incolore e senza carne, di cereali e riso, e vestiti senza cotone, ma un paesaggio senza frutteti, orti e prati di fiori di campo - e il collasso della catena alimentare che sostiene gli uccelli selvatici e gli animali.
 
 
Traduzione a cura della redazione di NEXUS Italia

Morales chiede l'annullamento della conferenza ONU sul clima

 




















Giovedì 27 Maggio 2010 09:04 Adital

Il presidente boliviano, Evo Morales, ha ribadito la sua posizione contraria alla realizzazione della riunione delle Nazioni Unite (ONU) sui cambiamenti climatici, programmata per il dicembre di quest'anno a Cancun, in Messico.

Secondo Morales esistono ancora profonde differenze tra le politiche di difesa del pianeta dei paesi partecipanti e la riunione potrebbe rivelarsi un fallimento, identico a quello di Copenaghen nel 2009.

Il presidente boliviano aveva già proposto la sospensione della riunione durante il Vertice tra i Capi di Stato dell'Unione europea e dell'America Latina-Caraibi (UE-ALC), che si è tenuto il 18 ed il 19 di maggio  a Madrid. Il presidente è rientrato in Bolivia il 23 maggio,  dopo otto giorni di viaggio in Norvegia, Finlandia e Città del Vaticano, dove ha incontrato Papa Benedetto XVI.

Nell'intervista concessa al programma “El pueblo es noticia”, della Radio Estatal Patria Nueva, il presidente ha manifestato perplessità nel considerare i possibili risultati della riunione di Cancun.

Secondo Evo infatti, la riunione potrebbe “rivelarsi un fallimento come la riunione di Copenaghen sia sui termini del compromesso sulla stabilità della temperatura del pianeta che sui livelli di emissione di gas effetto serra”.

Inoltre Morales ha evidenziato  le profonde differenze tra le politiche ambientali della comunità internazionale e ha riaffermato l'importanza di realizzare campagne di persuasione, soprattutto con  i rappresentanti nordamericani, che non hanno ancora firmato il protocollo di Kyoto del 1997.
”Se la Conferenza di Cancun dovesse  fallire, i popoli perderanno fiducia negli Stati e l'Onu stessa perderà di prestigio”.

Durante la riunione di Madrid  il presidente ha proposto anche la creazione di un'alleanza tra Europa e America Latina, per la difesa della vita e dei diritti della Natura, per  combattere la crisi climatica.

Altri temi

Morales ha criticato anche la situazione dei migranti latino americani, soprattutto dei boliviani, nel continente europeo. “Non si possono chiudere le porte a tutti i migranti, l'America latina non le ha mai chiuse a quelli europei”, così ha commentato il presidente riferendosi anche al trattamento precario che i latini ricevono in Europa.

A proposito del suo incontro con il Papa, svoltosi il passato 17 maggio, Morales ha enfatizzato la sua posizione a favore dell'accettazione volontaria del celibato. “Qualsiasi membro della Chiesa Cattolica deve riflettere a proposito delle violenze sui bambini. Il sesso fa parte dell'uomo, per questo è importante umanizzare la Chiesa”.

Il presidente della Bolivia ha, infine, sottolineato la necessità di democratizzare la Chiesa, al fine di renderla un'istituzione più giusta e criticando, per esempio, l'impossibilita per le suore di celebrare la messa.

Traduzione di Clorinda Purrello


http://asud.net/ 

SOLE NERO - LITFIBA (Video Ufficiale HD)



http://www.youtube.com/user/TzeNino

ABDUCTION: UNA NUOVA SINDROME NEUROPSICHIATRICA?


















"Procedure ipnotiche e interviste strutturate, vengono eseguite spesso da persone incompetenti

che abusano anche delle professioni. Come giustamente riportato da Patrizio Caini,

in questa circostanza, al soggetto vengono rivolte domande decise e ripetute, relative

alle esperienze che si crede egli abbia effettivamente vissuto, domande che, inevitabilmente, finiscono per

 legittimare tali esperienze come “ricordi reali” . Il fenomeno dei finti rapimenti alieni (MILABS)

è correlato con le attività della Cabala che inoltre minaccia di avviare l'Umanità verso

il panico e l'isterismo, così che possa essere manipolata"

 Massimo Fratini



di Patrizio Caini

Durante la seconda metà degli anni ’80 e tutti gli anni ’90, gli addetti ai lavori hanno assistito ad un significativo incremento del numero dei casi di presunta abduction, in tutti gli strati sociali e in tutte le fasce d’età, incremento che è andato di pari passo con un aumento dell’interesse da parte dei mass-media nei confronti di questa problematica. Come risultato di questa presa di coscienza generalizzata, il fenomeno è stato ampiamente divulgato attraverso molteplici canali mediatici: dalla televisione, con documentari sull’argomento, film e serial, alla carta stampata, con libri e riviste specialistiche, a talk-show, in cui gli ospiti raccontavano le loro esperienze di rapimento di fronte a milioni di telespettatori. Di colpo, un argomento che fino al quel momento era conosciuto da un piccolo gruppo di appassionati e di studiosi è balzato agli onori della cronaca ed ha assunto un’insospettata popolarità, tanto che, a tutt’oggi, ben pochi non hanno mai sentito parlare di “rapimenti alieni”. Questa presa di coscienza, se da una parte ha avuto il merito di far uscire dalla clandestinità questa problematica e di sensibilizzare una piccola parte dell’opinione pubblica, dall’altra ha innescato un pericoloso meccanismo a causa del quale soggetti molto ben informati sull’argomento e particolarmente suggestionabili e influenzabili, magari con qualche preesistente anomalia strutturale e funzionale in determinate aree cerebrali, finiscono per confondere fantasie e desideri subconsci per ricordi reali e per auto-convincersi di avere realmente vissuto esperienze di questo tipo. In questo senso, le abduction potrebbero costituire una nuova sindrome neuropsichiatrica ma anche un non trascurabile fenomeno sociale e sociologico degli anni ’90 e 2000. A sostegno di tale ipotesi, vi è tutta una serie di studi condotti da unità di ricerca multidisciplinari costituite da psicologi, neuropsichiatri e neurofisiologi, studi che è possibile reperire in letteratura e che mostrano come per i casi analizzati si possa chiamare in causa una spiegazione convenzionale basata su elementi oggettivi che riconducono gran parte delle presunte abduction a falsi ricordi.


Nei primi anni ’90, M. A. Persinger condusse un interessante studio presso il Laboratorio di Neuroscienza Comportamentale dell’Università Laurenziana di Sudbury, in Ontario (Canada), nel corso del quale sottopose a tutta una serie di accertamenti neuropsicologici sei soggetti adulti che avevano improvvisamente rievocato ricordi prescolastici di abusi sessuali o di visite/abduction aliene. E’ interessante notare come queste esperienze emergessero quando l’ipnosi veniva impiegata in un contesto di abusi sessuali o di religione New Age e come esse fossero seguite da una riduzione dell’ansia. I soggetti mostravano un significativo aumento delle capacità di astrazione e di immaginazione infantile, complessi segni parziali epilettico-simili e suggestionabilità. I dati neuropsicologici indicavano anomalie fronto-temporali destre, nonostante i profili del M.M.P.I. (Minnesota Multiphasic Personality Inventory: Inventario Minnesota della Personalità Multifasica; test psicodiagnostico molto simile a quello che viene somministrato ai ragazzi chiamati alle armi durante la visita di leva) risultassero entro la norma. I risultati supportano l’ipotesi secondo cui un’immaginazione potenziata, dovuta ad instabilità del lobo temporale nell’ambito di specifici contesti, faciliti la creazione di falsi ricordi, ulteriormente rafforzati nel caso in cui vi sia anche riduzione dell’ansia. In un altro studio condotto da Persinger e da T.L. Dittburner, presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Laurenziana, a venti giovani donne psicologicamente ben strutturate venne fatta ascoltare una storia ambigua riguardante un giovane ragazzo che aveva provato paura, fiutato strani odori, sperimentato una sensazione opprimente durante la notte e riportato  lesioni cutanee la mattina successiva. Dopo avere realizzato il H.I.P. (Hypnotic Induction Profile: Profilo di Induzione Ipnotica), alle donne fu chiesto di valutare la percentuale di prevalenza degli abusi sessuali nell’infanzia o dei rapimenti alieni nella popolazione generale. Vi furono delle correlazioni significativamente positive tra le valutazioni della prevalenza effettuate dai soggetti, l’entità dell’amnesia e gli indici di anomalie dell’emisfero cerebrale destro. E’ ancora oggetto di discussione la relazione tra le osservazioni, la formazione della cosiddetta F.M.S. (False Memory Syndrome: Sindrome della Falsa Memoria) e lo sviluppo di allucinazioni non psicotiche. Presso l’Università di Carleton, ad Ottawa (Ontario, Canada), N.P. Spanos, C.A. Burgess e M.F. Burgess mostrarono come certi individui, talvolta, fantastichino interi, complessi scenari e successivamente, definiscano tali esperienze come ricordi di eventi reali, anziché considerarli il frutto di una fervida immaginazione. Lo studio in questione prese in esame tre fenomeni di questo tipo: esperienze di vite passate, contatti con creature aliene e rapimenti da parte di quest’ultime e ricordi di abusi rituali di tipo satanico apparentemente subiti durante l’infanzia. Fu mostrato come, in ciascuno dei tre casi, la scoperta di eventi immaginifici risultasse frequentemente associata con procedure ipnotiche e interviste strutturate, durante le quali al soggetto vengono rivolte domande decise e ripetute, relative alle esperienze che si crede egli abbia effettivamente vissuto, domande che, inevitabilmente, finiscono per legittimare tali esperienze come “ricordi reali”. I risultati ottenuti da questo studio supportano l’ipotesi secondo cui la rievocazione dei ricordi sia organizzata in termini di speranze e credenze correnti. Un interessante studio apparso sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet mostra quanto potere abbiano i media nell’influenzare certi soggetti particolarmente fantasiosi e suggestionabili. Le persone tendono ad ottenere la maggior parte delle loro informazioni al di fuori del proprio ambito professionale e famigliare, per la precisione dalla carta stampata, dalla radio e dalla televisione. L’autore di questo studio, T. Radford, si chiese se l’opinione pubblica credesse realmente alle improbabili storie diffuse dai media, come quella che suggerisce, ad esempio, la possibilità che non vi sia una correlazione patogenetica tra il virus dell’H.I.V. (Human Immunodeficiency Virus: virus dell’immunodeficienza umana) e l’A.I.D.S. (Acquired ImmunoDeficiency Syndrome: sindrome da immunodeficienza acquisita). 
Presso la Scuola di Psicologia dell’Università di Ottawa, A.L. Patry e L.G. Pelletier presero in esame le credenze, gli atteggiamenti e le esperienze correlate ad avvistamenti di oggetti volanti non identificati e a rapimenti alieni. I due ricercatori misero a punto un test per valutare le credenze sui fenomeni ufologici e lo somministrarono ad un campione di 398 studenti canadesi. I risultati derivati dall’elaborazione delle scale di valutazione delle credenze paranormali mostrarono che la maggioranza dei soggetti credeva negli U.F.O., nonostante la maggior parte di essi non ne avesse mai visto uno mentre solo una piccola parte credeva ai rapimenti alieni. Ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Harvard, a Cambridge (Massachusetts, U.S.A.), studiarono i meccanismi psicologici responsabili della creazione della “falsa memoria” in soggetti che riferivano di avere recuperato ricordi di eventi traumatici, eventi che, probabilmente, non si sono mai verificati, quali, ad esempio, rapimenti ad opera di creature aliene provenienti dallo spazio profondo. Il recupero di falsi ricordi venne studiato in tre gruppi: nel primo gruppo i soggetti riferivano di avere recuperato ricordi relativi a rapimenti alieni, il secondo gruppo comprendeva chi credeva di essere stato rapito dagli alieni, senza, tuttavia, avere alcun ricordo relativo a tale esperienza mentre il terzo annoverava soggetti che negavano di essere stati sequestrati da creature extraterrestri. I risultati dello studio mostrarono che i soggetti appartenenti al primo gruppo risultavano più inclini dei soggetti di controllo a rievocare falsi ricordi. I ricercatori notarono anche come il grado di suggestionabilità ipnotica, (effettuata anche da persone incompetenti – ndr) la costellazione sintomatologica associata ad una sindrome depressiva e caratteristiche schizotipiche costituissero significativi marcatori predittivi di rievocazione di falsi ricordi.



 

















Operazioni ultra- classificate di matrice militare/intelligence

Alla luce dei risultati ottenuti dagli studi riportati in questa breve disamina e da molti altri che, per ovvi motivi di spazio, non ho potuto includere, si configura una terza interessante possibilità interpretativa del complesso fenomeno delle abduction. Nello studio dei presunti rapimenti alieni, la grande maggioranza degli addetti ai lavori tende a partire dal presupposto che le abduction facciano realmente e fisicamente parte del vissuto passato di alcuni individui e che, perciò, costituiscano un fenomeno oggettivo, la cui natura è, peraltro, ancora oggetto di accesa discussione. Sebbene non escluda a priori la possibilità che le abduction siano di matrice aliena, anche se considero una simile eventualità improbabile, ho motivo di credere che una parte, per la verità piuttosto esigua, delle esperienze traumatiche che alcuni soggetti dichiarano di avere vissuto e che molti addetti ai lavori interpretano come veri e propri prelievi fisici da parte di creature aliene, sia, in realtà, riconducibile ad operazioni ultra- classificate di matrice militare/intelligence.
Il fatto che i microimpianti di presunta matrice aliena, nel modo in cui vengono descritti da chi li avrebbe rimossi chirurgicamente e studiati, non siano, come ho avuto modo di far notare in più di un’occasione in alcuni studi precedenti, così tecnologicamente progrediti come la maggioranza degli addetti ai lavori ritiene e che con essi sia teoricamente possibile influenzare alcuni processi neurofisiologici e modificare il comportamento di esseri umani, mi induce ad avanzare l’ipotesi secondo cui questi dispositivi non siano di matrice aliena, bensì terrestre. Del resto, questa ipotesi acquista maggiore plausibilità, qualora si consideri che tra gli obiettivi che si era prefisso di conseguire il Programma MKULTRA, avviato il 9 Aprile del 1953 da Allen Dulles, l’allora D.C.I. (Director of Central Intelligence: il Direttore della C.I.A.), vi era anche quello di sviluppare metodiche di Mind Control (Controllo Mentale) e di modificazione comportamentale, come emerge chiaramente da diversi documenti declassificati e rilasciati grazie al F.O.I.A. (Freedom Of Information Act: la legge sulla libertà di informazione grazie alla quale qualsiasi cittadino privato di nazionalità statunitense ha il diritto di richiedere il rilascio di documenti militari e governativi classificati, previa loro declassificazione e censura). Da alcune indiscrezioni, purtroppo assai difficilmente verificabili, sembra che i ricercatori che lavoravano a tale programma abbiano fatto uso di rudimentali impianti per controllare il comportamento di cavie umane. Ho motivo di ritenere, anche se non sono in grado di produrre alcuna prova a sostegno di tale supposizione, che il Programma MKULTRA, nonostante sia stato ufficialmente chiuso, sia confluito in altri programmi di ricerca classificati, forse ma questa è solo una speculazione teorica, nel cosiddetto Programma Montauk. In accordo con quanto emerso dagli studi illustrati sopra, tuttavia, ritengo che gran parte delle abduction sia soggettiva, ossia scaturisca dalla mente creativa di soggetti estremamente suggestionabili, in virtù di meccanismi neuropsicologici che portano alla rievocazione di falsi ricordi che i soggetti stessi non sono in grado di discriminare da quelli reali. I primi, difatti, potrebbero essere il risultato dell’elaborazione inconscia dei secondi, di fantasie e di desideri repressi ma potrebbero anche essere prodotti a seguito di uno o più disturbi da stress post-traumatico, le cui cause devono essere ricercate nel vissuto passato dei soggetti. E’ altresì interessante notare come, in taluni casi, nei soggetti in cui i ricercatori hanno verificato il recupero di falsi ricordi relativi a rapimenti alieni, siano state riscontrate delle anomalie morfo-strutturali di determinate aree cerebrali. Gran parte dei presunti addotti, quindi, potrebbe soffrire di una nuova forma di sindrome neuropsichiatrica, frutto dei tempi in cui stiamo vivendo e scaturita dalla complessa interrelazione di fattori di tipo neuropsichiatrico e di tipo ambientale/culturale.

Bibliografia  
 * Persinger MA. Neuropsychological profiles of adults who report “sudden remembering” of early childhood memories: implications for claims of sex abuse and alien visitation/abduction experiences. Percept Mot Skills 1992; 75(1): 259-66.
* Dittburner TL, Persinger MA. Intensity of amnesia durino hypnosis is positively correlated with estimated prevalence of sexual abuse and alien abduction: implications for the false memory syndrome. Percept Mot Skills 1993; 77(3 Pt 1): 895-8.
* Spanos NP, Burgess CA, Burgess MF. Past-life identities, UFO abduction, and satanic ritual abuse: the social construction of memories. Int J Clin Exp Hypn 1994; 42(4): 433-46.
* Radford T. Influence and power of the media. Lancet 1996; 347(9014): 1533-5.
* Patry AL, Pelletier LG. Extraterrestrial beliefs and experiences: an application of the theory of reasoned action. J Soc Psychol 2001; 141(2): 199-217.
* Clancy SA, McNally RJ, Schacter DL, Lenzenweger MF, Pitman RK. Memory distortion in people reporting abduction by aliens. J Abnorm Psychol 2002; 111(3): 455-61.



fonte: UFO Island


"NEW" Western Canada Spiral UFO 2010 100% proof.



http://www.youtube.com/user/jfrissina