giovedì 25 novembre 2010

Reincarnarsi

di Elisa Albano

Se l'idea della reincarnazione, fino a ieri apparteneva quasi esclusivamente al mondo della filosofia orientale, oggi sta allargando i suoi orizzonti, grazie anche alle ricerche e alle scoperte di eminenti studiosi occidentali nel campo della medicina e della psicologia. Primi fra tutti, gli psichiatri Ian Stevenson e Brian Weiss, e poi, la giornalista e terapeuta Manuela Pompas e molti altri ancora. Ma prima di entrare nel vivo dell'argomento reincarnazione risulterà utile spendere qualche parola ancora sugli eventuali percorsi intermedi che l'anima effettua tra un'esistenza e l'altra.

Nell'articolo precedente avevamo concluso chiedendoci se, dando per scontato la sopravvivenza dell'anima dopo la morte del corpo fisico, era lecito ipotizzare un'unica esistenza per l'individuo, oppure un'evoluzione spirituale che necessiti di più vite per il raggiungimento della perfezione. Sembra abbastanza verosimile ipotizzare che nel momento in cui l'anima abbandona l'involucro fisico, continui a sopravvivere per un certo periodo, impossibile da stabilire con i comuni parametri umani, in una dimensione dove gli è possibile continuare a crescere e ad apprendere, elevandosi verso livelli di spirituaità sempre più alti. E lì dove la coscienza individuale non è ancora in garado di raggiungere una perfezione tale da permettergli l'interruzione del ciclo delle rinascite, si prepara per la prossima incarnazione.


Durante questa fase, l'anima tende a purificarsi e a sfrondarsi del forte e inevitabile legame che aveva instaurato con la realtà contingente della sua ultima esistenza, tuttavia, non perde il proprio bagaglio esperenziale accumulato nei secoli. Bagaglio che, nella seguente incarnazione, potrebbe emergere in più circostanze e con modalità diverse. Ciò risulta tanto più vero e facile per coloro la cui la morte è avvenuta precocemente e/o in modo violento. Si può ipotizzare per costoro che, la fase intermedia, sia breve e l'anima tenda a reincarnarsi velocemente per poter completare il cammino bruscamente interrotto, senza avere il "tempo" di annullare adeguatamente la sua vecchia memoria storica. In questi casi, accade, che l'anima o la coscienza individuale, anche se ormai, appartenente ad un nuovo corpo, riporti a galla vissuti, disagi, comportamenti e tendenze della sua vita precedente. Questo si verifica soprattutto nei primi anni di vita, quando i condizionamenti della nuova realtà contestuale non sono ancora così forti da influire sulla personalità in formazione. Infatti, è proprio dal mondo dell'infanzia che proviene il più ricco e credibile materiale sulla reincarnazione.

Uno dei primi studi ampli e documentati in tal senso, è stato quello dello psichiatra Ian Stevenson, professore presso l'Università della Virginia a Charlottsville. Il suo interesse per soggetti, soprattutto di tenera età, che ricordano altre vite, dura ormai da più di trent'anni ed ebbe inizio nel momento in cui, l'insorgere di determinate paure, fobie o atteggiamenti insoliti e attitudini, in alcuni bambini, tenuti in cura da lui, non trovavano la loro ragion d'essere nel breve percorso di vita che li riguardava, tanto meno nel contesto familiare di cui facevano parte. Inoltre, Stevenson, si accorse che proprio questi fanciulli, spontaneamente, riuscivano a dare una spiegazione plausibile ai loro comportamenti, addebitandoli, senza remore, ad una epoca passata in cui erano stati qualcun altro e avevano subito traumi di notevole entità o vissuto esistenze particolari.