venerdì 20 maggio 2011
Petrolio Abiotico
Ora, vogliamo dedicarci al “principe di tutti i problemi”: Il Petrolio. È in suo nome che si commettono e, sono state commesse, le peggiori atrocità della storia, di cui noi tutti siamo responsabili chi per ignoranza, chi per menefreghismo.
Diverso tempo fa, abbiamo sottoposto ad alcuni giornalisti, di indubbia serietà professionale, la questione del petrolio abiotico, sollevando importanti interrogativi, supportati da prove, tutti atti a svelare la più grande truffa ai nostri danni perpetrata da governi, compagnie petrolifere e mercati borsistici. Tutti si sono guardati bene dal pubblicare una sola riga in proposito e, neppure si sono presi la briga di verificare l’attendibilità delle prove che portavamo a sostegno.
Il 3 ottobre 2007 un altro giornalista, Ugo Bardi, pubblicava un articolo sulla teoria del petrolio abiotico considerandola al pari di quella che regge “Babbo Natale” (richiamando un suo precedente post su “From The Wilderness” del 2004 in inglese poi ripreso, tradotto e pubblicato su Aspo Italia - Associazione per lo studio del picco del petrolio - il 7 ottobre 2007 a cura di Francesco Aliprandi).
Il 30 settembre 2010 il Sole 24Ore ha riproposto la medesima teoria in chiave possibilista, a cura di Leopoldo Papi, riportando le teorie di Vladimir Kutcherov. Articolo che riportiamo integralmente per chi se lo fosse perso.
«MA SE IL PETROLIO FOSSE rinnovabile?»
La teoria dei corsi e ricorsi storici forse è una chiacchiera filosofica, ma a volte sembra applicarsi alle ipotesi scientifiche. Per esempio, a quella sull'origine abiotica del petrolio. Già nell'Ottocento l'avevano proposta Alexandre Von Humboldt e Dmitrij Mendeleev. Poi è stata rilanciata nel 1951 in Unione Sovietica dal geologo russo N. A. Kudryavstev e dai suoi allievi. Oggi, in tempi di dibattiti sulle riserve mondiali di petrolio e su quando avverrà il famigerato "picco di produzione", c'è chi torna a sostenerla. Magari con nuovi dati sperimentali, tanto validi che nel 2009 hanno ottenuto la pubblicazione su Nature Geoscience.
Vladimir Kutcherov, uno degli autori dello studio, non ha dubbi: l'origine del petrolio è abiotica e non fossile. Di più: lo scienziato russo – ricercatore al Kth Royal Institute of Technology di Stoccolma – si spinge ad affermare che si tratta, di fatto, di una fonte energetica rinnovabile, poiché verrebbe prodotta continuamente nello strato superiore del mantello terrestre, al di sotto della crosta. La sua certezza si basa in primis sui sugli esperimenti: «Abbiamo portato un composto di acqua e minerali alle condizioni termobariche che sussistono a 100-200 km di profondità. Ne è risultata una miscela di idrocarburi (metano, etano, propano e altri) con la stessa distribuzione di composti naturali, come il condensato del gas naturale». Kutcherov tiene a precisare che, per ora, non hanno ottenuto petrolio, ma solo dimostrato che è possibile produrre idrocarburi in modo abiotico nelle condizioni del mantello superiore.
Ci sarebbero poi le evidenze geologiche: «Secondo l'ipotesi biotica, il petrolio non potrebbe trovarsi a profondità maggiori di 8 km. Inoltre richiederebbe milioni di anni per formarsi. Tutto ciò è smentito dalla scoperta, nel golfo del Messico, di supergiacimenti profondi fino a 10,7 km, e dal fatto che, date le condizioni di pressione e temperatura, a quel livello il petrolio non si sarebbe mai conservato per un così lungo periodo». Per Kutcherov inoltre, considerando la resa relativamente bassa delle "rocce madre" – le rocce porose che contengono il petrolio grezzo – i supergiacimenti richiederebbero enormi volumi di quest'ultime. «Ad esempio – spiega – il Bolivar Coastal Oil Field in Venezuela (la cui riserva stimata attuale è di 30-32 miliardi di barili, ndr) avrebbe richiesto rocce madre estese almeno quanto metà del sottosuolo del paese». C'è però una difficoltà: come fa il petrolio a risalire attraverso la crosta fino ai giacimenti? Kutcherov parla di «canali di migrazione», tuttavia finora solo ipotetici: «Le nostre ricerche sono rivolte a dimostrarne la possibilità, attraverso esperimenti ad alta pressione e studi di modellistica».
Di certo, anche se fosse una risorsa inesauribile, l'idea di un mondo alimentato a petrolio non è piacevole. Se non altro visti i danni causati dalle emissioni dei combustibili convenzionali, quale che sia la loro origine, fossile o meno. Ma questo, commenta Kutcherov, è un altro problema. «L'inquinamento da petrolio è dovuto soprattutto ai carburanti e altri derivati, come i lubrificanti. Si dovrebbe utilizzare questa fonte solo per generare elettricità e riscaldamento, settori in cui è possibile applicare al meglio le tecnologie per la cattura di idrocarburi e la riduzione delle emissioni».
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È vero che ormai siamo “anestetizzati” su tutto e che l’idea di un mondo alimentato da petrolio non è di certo piacevole, ma intanto una forte presa di coscienza su tale argomento, dato che è l’indice primario d’oscillazione del costo della vita, potrebbe modificare radicalmente il panorama politico, economico e sociale dell’intero Pianeta.
Il 22 aprile 2011, sul sito ufficiale dei geologi italiani, appare un altro articolo sullo stesso tema:
«Idrocarburi: l'origine nelle profondità della Terra»
A temperature superiori a 1.500 gradi Kelvin e pressioni di 50.000 atmosfere si formano gli idrocarburi dal metano.
Alle condizioni di temperatura e pressione presenti nelle profondità della Terra si possono formare lunghi idrocarburi a partire da quello più semplice, il metano. Gli idrocarburi possono avere un’origine abiotica in particolari condizioni geologiche nella crosta o nel mantello, come nelle rift o nelle zone di subduzione. È la conclusione alla quale sono giunti alcuni ricercatori statunitensi che hanno elaborato una nuova simulazione al computer.
Utilizzando il cluster di computer dell’Università della California a Berkeley, denominato Mako, e i computer del Lawrence Livermore National Laboratory, è stato simulato il comportamento di atomi di carbonio e idrogeno alle condizioni di pressione e temperatura presenti tra 64 e 150 chilometri di profondità sotto la superficie terrestre.
Si è così scoperto che gli idrocarburi con diversi atomi di carbonio si formano dal metano a temperature superiori a 1.500 gradi Kelvin e pressioni di 50.000 atmosfere, condizioni che sono raggiunte a circa 110 chilometri dalla superficie.
Le molecole di idrocarburi sono i principali costituenti del petrolio e del gas naturale e la determinazione delle loro proprietà termochimiche è importante per comprendere le riserve di carbonio e i suoi cicli sulla Terra.
Secondo le conoscenze di geologia e geochimica, quasi tutti gli idrocarburi si sono formati per decomposizione dei resti di organismi viventi sepolti sotto strati di sedimenti nella crosta terrestre, una zona che si estende per 16 chilometri al di sotto della superficie stessa. Ma la nuova simulazione ha mostrato che le molecole di metano possono combinarsi per formare molecole di idrocarburi più grandi. Ora resta da scoprire se tale processo si verifichi effettivamente nelle condizioni reali del mantello.
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Dalla negazione assoluta del giornalista disinformatore pagato dalla Aspo, siamo passati alle probabilità ipocrite. Diremmo che è già qualcosa, se non fosse che tutti loro sanno benissimo che il petrolio non è di origine fossile, quindi inesauribile in quanto abiotico. E qui, dovrebbero anche spiegarci perché l’intelligence americana ha cominciato a sabotare i pozzi da cui si estraeva petrolio abiotico, a maggiori profondità, partendo proprio da quello del West Bengala, nel 1983. Menzogne che continuano ininterrottamente almeno da trent’anni!... e intanto facciamo guerre per il petrolio in nome della “Pace” e paghiamo i carburanti, senza batter ciglio, più di un euro e mezzo il litro!
Cosa ne direste (a parte le teorie secolari di Humboldt e Mendeleev) se si avesse la conferma, già dal 1956, che il petrolio e il gas naturale non sono di origine fossile e sono inesauribili? Mai sentito parlare (a parte Kudryavstev) di: Kropotkin, Shakhvarstova, Dolenko, Linetskii, Porfir'yev e Anikiev?... ve ne parleremo noi nel prossimo articolo... intanto preparate i bastoni per prendere a randellate chi vi sta prendendo per il culo e vi fa pagare il carburante un occhio della testa!
Shooter
Pubblicato da
Faber
a
20:29
4 commenti:
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