venerdì 16 marzo 2012
Game over III e ultima parte
di Shooter marzo 2012
Capitolo 3
Ere, Cicli ed Eventi Naturali
Nei due capitoli precedenti abbiamo visto una crisi sociale e di valori senza precedenti. Lo spauracchio di una Terza Guerra Mondiale, sempre più concreta e vicina, ci porta a considerare che la conclusione delle grandi crisi economiche si è sempre risolta con una guerra di vaste proporzioni. Distruggere il passato per ricostruire e fare ripartire l’economia è sempre stato l’antidoto adottato dall’umanità in questi casi.
Non dobbiamo dimenticarci, però, che in questo contesto (anni 2012-2013) si concentrano in modo straordinario anche particolari situazioni, legate alla natura, che nulla sono al confronto di quanto potremmo aspettarci dagli effetti della crisi suddetta.
Il riferimento va ai cicli cosmici (“Ouroboros” o “Uroboro” simboleggiato dal serpente che si morde la coda che indica fin dall’alba dei tempi: “l’eterno ritorno”), alle Ere, alla periodicità di determinati eventi che pare si siano dati tutti appuntamento ora, la cui concentrazione, da un certo punto di vista, è spaventosa.
La Natura si ribella...
Non c’è differenza tra i batteri del nostro corpo e noi, esseri umani, rispetto al sistema in cui viviamo. Entrambi, attiviamo i rispettivi anticorpi quando l’equilibrio viene a mancare.
Ciclo di 140.000.000 di anni
Mediamente ogni 140 milioni di anni il nostro Sistema Solare (d’ora in poi SS) si trova a incrociare il punto più caldo della Galassia. Questo ciclo è compatibile con quello di espansione e ritirata dei ghiacci e Richard Müller dell’Università di Berkeley, California (coautore della “scala dei tempi” del 2004, prodotta dall’International Commission on Stratigraphy) è particolarmente propenso a imputare questa variazione proprio alla congiunzione astronomica testé riportata.
Notiamo, infatti, che tutti i pianeti del nostro SS sono soggetti a un repentino aumento delle rispettive temperature: i telescopi spaziali, attraverso i sensori termici, constatano un aumento della temperatura per il pianeta Giove di 10°C come temperatura media. Su Marte l'aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari e dalla presenza di pozze d'acqua. Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura. La luna di Nettuno, Tritone, si sta riscaldando (BBC Science & Technology News, 25 luglio 1999). Plutone sta sperimentando un riscaldamento straordinario (Massachusetts Institute of Technology News, 9 ottobre 2002).
Tuttavia, risulta abbastanza evidente che il riscaldamento non interessa solo il SS, ma anche pianeti distanti 190 anni luce dalla Terra (vedasi pianeta Hd8606b - osservazione degli astronomi dell'Università della California pubblicata su Nature in gennaio 2008: "Per la prima volta è stato osservato in diretta l'aumento esponenziale della temperatura atmosferica di un pianeta, in 6 ore da 500 a 1200 gradi").
Tutto questo alla faccia di chi vorrebbe imputare il riscaldamento globale della Terra a cause puramente antropiche: il classico “effetto serra”. Ma c’è di più. La tendenza, sebbene possa essere percepita in altro modo, è incline a un abbassamento repentino delle temperature.
Di fronte al business e alle speculazioni, tuttavia, “l’industria del CO2” è inarrestabile: la Banca Mondiale, ha interessi costituiti nel "commercio" dell'anidride carbonica, la stessa che vanta trascorsi particolarmente spaventosi quanto a finanziamenti per la deforestazione e progetti di controllo delle emissioni di CO2. Le agenzie governative intascano maggiori introiti fiscali; le Nazioni Unite ottengono una marea di entrate; le compagnie assicurative riscuotono premi più elevati; i procuratori inventano un maggior numero di azioni legali; le borse ricavano una nuova fonte di provvigioni e competenze; le corporazioni ottengono ulteriori sovvenzioni; vari attivisti, accademici, politici, consulenti professionali e organizzazioni no-profit del settore ambientalista acquisiscono una nuova fonte di finanziamenti e influenze che sparigliano le carte. Un rapporto del 2007 esaminava in che modo i sostenitori del riscaldamento globale provocato da attività umane godono, quanto a finanziamenti, di un monumentale vantaggio rispetto agli scienziati scettici.
Le imprese di piccole e medie dimensioni sono così distrutte e/o accorpate, in quanto non possono permettersi di uniformarsi alle nuove norme, mentre le famiglie di ogni dove pagano costi punitivi per energia, acqua e terreno.
In tutto il mondo scienziati in numero sempre più crescente hanno vagliato i dati ed espresso il proprio dissenso dalla “opinione condivisa” dell’IPCC dell’ONU che il riscaldamento globale sia provocato dalle attività umane. È anche quanto emerso dal Convegno Internazionale sui Cambiamenti climatici tenutosi a New York City il 2-4 marzo 2008, durante il quale un centinaio di oratori, composto da un team di scienziati di fama internazionale, hanno presentato i loro resoconti a una platea di oltre cinquecento convenuti.
Il convegno si svolse pochi mesi dopo la pubblicazione di un eclatante Rapporto di Minoranza del Senato USA, che annoverava oltre quattrocento eminenti scienziati, i quali hanno apertamente contestato le asserzioni relative al riscaldamento globale dovuto a cause antropiche, quale causa principale.
Dello stesso avviso anche il Prof. Mojib Latif, uno tra i più eminenti esperti di modelli climatici al mondo, in forza al tedesco Leibniz Institute e uno degli estensori del Comitato intergovernativo sul Cambiamento Climatico dell'ONU. Su un articolo pubblicato sul "The Calgary Herald" lo stesso precisava, tra l'altro, che l'Atlantico e, in particolare l'Atlantico settentrionale, ha subito un processo di raffreddamento e, a quanto risultava, continuerà a seguire tale tendenza per almeno altri dieci, o venti, anni (nda: significativo che la corrente termoalina, o corrente del golfo, stia rallentando).
Il Prof. Delgado Domingos ha sostenuto con forza che: “L’attuale allarme sul cambiamento climatico è uno strumento di controllo sociale, un pretesto per fare ulteriori affari, nonché una battaglia politica. Il vertice - 7/18 dicembre 2009 - che si è tenuto a Copenhagen ne è stata la conferma; non è arrivato sulla scena attraverso canali scientifici, ma in forma di ideologia, il ché è inquietante”.
Da notare che la nozione di riscaldamento globale contrasta con le antecedenti teorie prospettate negli ultimi trentacinque anni. Corroborato dai riscontri di una tendenza al raffreddamento negli schemi atmosferici, un rapporto della CIA risalente al 1973 traeva la conclusione che: "si sta verificando un cambiamento climatico globale e non ritorneremo tanto presto ai parametri del recente passato". Di pari avviso il Pentagono il quale, in un rapporto pubblicato nel 2004, evidenziava la preoccupazione espressa negli ultimi trent'anni circa un imminente raffreddamento. Il rapporto insisteva su: "una significativa diminuzione della capacità umana di fare fronte all'ambiente terrestre".
Secondo una tabella indicante, in base ai profili dell'isotopo dell'ossigeno, fluttuazioni di temperatura per un periodo di tre milioni di anni, il Prof. Müller evidenziava problematiche incongruenze rispetto la teoria di Milankovitch. Secondo il grafico, infatti, negli ultimi 650.000 anni l'era glaciale era dominata dal solo ciclo glaciale di 100.000 anni; i due precedenti milioni di anni presentavano uno schema ciclico di 41.000 anni, mentre tre milioni di anni fa non vi furono affatto cicli di ere glaciali. I ripidi picchi del grafico non solo illustrano quanto rapidamente possano concludersi le ere glaciali, ma anche quanto rapidamente possano iniziare. Il Prof. Müller avvertiva: "Questi dati dovrebbero mettervi in apprensione ..[...] la prossima era glaciale è in procinto di piombarci addosso". (fonte: R.A. Muller e G.J. MacDonald - "Ice Ages and Astronomical Causes" - UK, 2000)
Il grafico di Müller mostra, peraltro, che ciascun periodo glaciale, associato a ragguardevoli cambiamenti derivanti dall'era precedente, ha una durata approssimativa di 650.000 anni. Al Gore, nel suo "Una scomoda verità", ha fatto risalire a 650.000 anni fa il suo grafico sulle concentrazioni di CO2 solo per una ragione: "il periodo interglaciale che si verificò oltre tale soglia era talmente caldo che in Inghilterra vi erano iene e ippopotami".
La frenesia di volere imputare a ogni costo il riscaldamento globale alle attività umane, ha dato il via, come rimedio adottato da molte nazioni (compresa la nostra), anche all’attività d’irrorazione delle nubi: le famigerate Chemtrails (scie di condensazione permanenti rilasciate dagli aerei) e, da ciò, al rilascio di una miriade di altre sostanze tossiche per favorire anche l’industria farmaceutica, il passo è stato breve (non è questa la sede per entrare nei dettagli, ma se c’è qualcuno che ritiene di potere viaggiare in aereo per pochi spiccioli – i voli low coast – deve accettare anche questo compromesso, per quanto delirante possa sembrare).
Ciclo di 77.760 anni
77.760 è un numero armonico esclusivo del nostro Pianeta in relazione al Sole e alla frequenza della Luce. Se volessimo calcolare un Grande Ciclo armonico rapportandolo all’intero SS, dovremmo prendere in considerazione la funzione tetraedrica moltiplicando 19,5 per 1010 in questo caso l’ideale armonico diventerebbe 75.000 anni/Sistema, a dimostrazione del fatto che il tempo e la velocità della Luce non sono una costante già all’interno del nostro stesso SS.
Questo grande ciclo terrestre riguarda lo stato evolutivo del Pianeta e dei suoi abitanti. Avviene, mediamente, ogni tre cicli precessionali completi e interessa la frequenza sulla quale sono sintonizzate le nostre cellule, nello scambio vitale che si verifica continuamente tra la Terra e la Ionosfera. Tale frequenza è conosciuta come Risonanza Schuman e, pare, che il suo aumento possa essere responsabile anche della ciclica inversione dei Poli.
Dal 1898 (quando è stata scoperta ed enunciata da W. Otto Schumann) fino agli anni ’70 la Risonanza, che ha preso il suo nome, è rimasta costante sui 7,8 Hz.
Negli stessi anni ’70 gli scienziati si resero conto che tale risonanza/frequenza stava aumentando.
Nel 1986 era arrivata a 8,6 Hz.
Il 19 agosto 2005 aveva raggiunto la soglia degli 11,00856329 Hz.
Prima del 19 maggio 2006 era a 11,23634715 Hz.
Il 19 giugno 2006 era a 11,27103751 Hz.
Il 30 gennaio 2012 era a 12,99381479 Hz.
E il 2 febbraio 2012 è arrivata a 13,01913986 Hz.
Va anche ricordato che in alcune parti del Pianeta tale frequenza ha raggiunto e superato, già da alcuni anni, i 14,5 Hz.
Come è ovvio ritenere, tutti gli esseri viventi, Terra compresa, sono sospinti da un booster evolutivo (una trasformazione accelerata e, concentrata, in pochissimo tempo) che non tutti saranno in grado di sopportare... ma... “Il passaggio dall’energia intelligente verso l’infinito intelligente si apre allo scoccare dell’ora indipendentemente dalle circostanze”...
Ciclo precessionale di 25.920 anni
Emiciclo precessionale di 12.960 anni
Ere
Anche qui il fatidico numero 72 è determinante (infatti 25.920:72° = 360° cioè il compimento di un intero ciclo che poi ricomincia daccapo). Com’è ovvio, con la conclusione di un ciclo precessionale completo, quale è l’attuale, si conclude un emiciclo e anche l’ultima Era, computata in diversi modi secondo le rispettive civiltà e/o credenze.
Sintetizzo citando François Masson (autore francese) che descrive perfettamente questo ciclo astronomico: “Gli eventi si ripetono ciclicamente, ma non è il ripetersi sempre degli stessi eventi, è più simile a una spirale ascendente; eventi simili si manifestano in un contesto interamente nuovo, ma le loro radici più profonde sono identiche”.
Per quel che mi è dato conoscere, posso affermare che esistono oltre un migliaio di compendi scientifici validi di: geologia, antropologia, paleontologia e astronomia (avendoli letti) che, volgendo uno sguardo al nostro passato e, investigandolo, pongono tutti in chiara evidenza che ogni Era, ogni emiciclo e ogni ciclo completo, si sono sempre conclusi con eventi catastrofici tali da mettere a rischio la sopravvivenza su questo Pianeta.
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